martedì 10 marzo 2026

Non era e non è un derby scudetto.

 

La distanza è vero che si è ridotta da 10 a 7 punti, ma anche se alcune volte è successo e tra queste volte almeno un paio di queste è successo ai rossoneri, non vedo in questo Milan, una squadra capace di potere recuperare sette punti nelle ultime 10 giornate rimanenti, era successo al Milan di Pioli e a quello di Zaccheroni, 7 punti non sono tanti, ma bisognerà vedere cosa farà l'Inter in questo finale di campionato.

Il Milan è dove doveva essere, anzi, credo che stia facendo anche di più, di quello che si sperava a inizio campionato, per lo scudetto, bisognava, come bisognerà intervenire la prossima estate, in maniera importante e mirata, l'obiettivo è e resta quello di entrare in Champions e a parte che il derby è importante vincerlo, bisognava vincere anche per continuare così, perché non abbiamo più tante possibilità di perdere punti, come abbiamo fatto con le piccole.

Siamo a 9 punti in più dalla quinta, ci sono 30 punti in palio e noi dobbiamo farne almeno 22, per non essere superata dalla quinta (Como o Roma) e restare fuori dalla Champions, vedremo se riusciamo a tenere il ritmo di 7 vittorie e un pareggio in 10 partite, poi se dovessimo fare di più e l’Inter si suicida per la terza volta, allora ci potrebbe pure scappare lo scudetto, ma pensiamo a essere realisti, il Milan ha confermato l’attitudine ai derby e ai big match.

Non mi va di essere polemico, però l’episodio del tocco di mano di Ricci non è rigore, il movimento del braccio non è verso il pallone ed è privo di intenzionalità, se non quella di portarlo indietro per evitare l’impatto della palla, arrivata comunque da distanza ravvicinata e poi sarebbe finito sul fianco, senza aumentare il volume del corpo, sul gol del pareggio dell’Inter, arriva a gioco fermo, tanto che la palla sbatte su Carlos Augusto fermo, visto che Doveri aveva fischiato prima che il pallone giungesse in area di rigore.

L’interista segna con la mano sinistra e la rete sarebbe stata comunque annullata, a onore del vero, non ho capito il fischio di confusione, fischiato prima dall’arbitro, quindi, che, che se ne dica, il Milan ha meritato la vittoria, che lascia qualche rimpianto, almeno per quel doppio passaggio a vuoto con Como e Parma che ha consegnato lo scudetto all’Inter, anche se ha delle giustificazioni, praticamente il Milan gioca senza attaccanti, anche dal punto di vista del gioco.

È comunque quasi impossibile recuperare 7 punti su 30 a disposizione, i nerazzurri dovrebbero fare 1 pareggio e 2 sconfitte, mentre i rossoneri dovrebbero fare solo vittorie fino alla fine, i rimpianti sono: aver buttato troppi punti per strada contro le piccole e non aver costruito o migliorato una rosa incompleta, né in estate e neanche a gennaio.

Adesso bisogna continuare partita per partita, senza perdere di vista la programmazione della prossima stagione, come si è visto questa squadra deve essere rinforzata e allungata, per me indipendentemente se giochiamo la Champions o no, certo, arrivare prima possibile all’obiettivo, ti permetterebbe di avere più tempo per programmare meglio, anche se Furlani fa sempre tutto all’ultimo minuto e poi, comunque, sarebbe, bene che ci si mettesse tutti attorno a un tavolo e andare nella stessa direzione.

Con compiti ben definiti e senza invasione di campo, concordando bene sui programmi, con l’unico scopo di affidare ad Allegri (perché lui resta) una rosa più forte e competitiva su due fronti, ascoltando l’allenatore, il direttore sportivo e non le ambizioni personali, intervenendo bene sul mercato, evitando le situazioni come quella di André, questa squadra può lottare per lo scudetto il prossimo anno.

Che lo voglia o no, la dirigenza deve capire, che lo scouting fatto da Moncada per trovare profili che ritiene da Milan, prima di prenderli, li deve condividere con l’allenatore e il direttore sportivo, questa costante di andare ognuno per i fatti propri deve finire, perché il Milan deve venire prima di tutto e di tutti, quanti rimpianti quest’anno e quanti negli anni passati, così non funziona.

Gli ultimi giorni sono stati animati da alcune indiscrezioni, che per l'ennesima volta ci presentano una Società che non funziona come dovrebbe e sono davvero troppo le cose non vanno, tutto ruota attorno a Furlani e al suo desiderio di voler essere protagonista anche sul lato sportivo, ignorando ruoli e competenze, sicuramente non è normale, l’allenatore chiede giocatori esperti al direttore sportivo e Furlani risponde che non ci sono soldi e poi gli porta 19enni da lanciare, che non conosce nessuno.

Cissè è un prospetto davvero interessante, costato 10 milioni, però non è pronto per rinforzare la squadra, per cui a gennaio non è stato investito nemmeno un euro, l’altro è André, per cui Furlani era pronto a sborsare altri 17 milioni, per un giocatore sconosciuto all’allenatore e non sembra essere nemmeno tanto interessante, per non parlare di Odogu.

Ora va bene i giovani, ma dentro una struttura esperta e senza lacune, Allegri come si è capito, resterà anche il prossimo anno, ma servirà ascoltarlo e coinvolgerlo, bisogna ascoltate l'allenatore e fate lavorare Tare, il DS è lui e non Busardò e smettiamola con i "giochini", per tornare grande il Milan si deve affidare ai tecnici, allenatore e DS e fare come l’Inter e attingere nella lista degli svincolati.

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