Pareggio o sconfitta, non sarebbe cambiato nulla,
la vittoria sarebbe servita per tenere a debita distanza la quinta in
classifica, che in questo momento è la Juventus e che ci ha pure recuperato 3
punti e con lo scontro diretto da disputare, la classifica per i posti
Champions è: Napoli secondo a 65, Milan terzo a 63, Como quarto a 58 e Juventus
quinto a 57.
La Roma sesta a 54 e l’Atalanta settima a 53, non
credo che possano ambire alla qualificazione per la coppa più importante, il
Milan dovrà riuscire a non perdere i 6 punti di vantaggio nelle ultime sette
partite che restano alla fine del campionato, con il 4-3-3? Il Milan con questo
modulo mi piace di più, però se l’atteggiamento è svogliato, molle, se non
mettiamo un cross in area per 75/80 minuti, con il 4-3-3 o con il 3-5-2 è la
stessa cosa.
Giocare per non prendere, non è una questione
di modulo, è qualcosa di più profondo, è mentalità, impianto di gioco, è
pressione sugli avversari, marcature preventive, raddoppi, copertura totale
degli spazi, molta propensione offensiva, tutte cose che non ho visto con il
3-5-2 e nemmeno con il 4-3-3, se è per questo nemmeno con il 4-2-3-1 di Pioli e
compagnia cantante.
“Non dobbiamo rischiare niente in fase difensiva”, può
anche andare bene per il Real Madrid o squadre di quel tipo, che la davanti
hanno attaccanti di altissimo livello, capaci anche di fare reparto da soli e
più che altro, capaci di tramutare in gol, ogni pallone che arriva dalle loro
parti, da sempre si dice che la migliore difesa è l’attacco, fatto salvo per
gli allenatori del Milan.
Se vogliamo tornare “protagonisti”, se vogliamo
tornare a vincere qualcosa, dobbiamo rischiare di più, in attacco dobbiamo
conquistare continuamente la profondità e mettere palloni su palloni in area,
quindi non si sta parlando di un calcio estetico, ma di un calcio propositivo,
veramente dominante e concreto, un gioco fatto nella metà campo avversaria, ma
non con stucchevoli e ibridi giro palla senza costrutto, una squadra che per
impostazione di base abbia la volontà di ribaltare velocemente il fronte e
aggredire con ferocia l’area avversaria.
Il Milan di Cardinale e Furlani è stato sempre costruito
in maniera incompleta e non è stata mai completata nel mercato invernale, manca
la rapidità e la fame per chiudere l’azione per fare male agli avversari,
mancano i giocatori e gli allenatori all'altezza, quando abbiamo intenzione di
prenderli? Modric e Rabiot insegnano, Leao e Pulisic non sono una coppia
d’attacco funzionale, basta esperimenti e intanto c’è d’arrivare il prima
possibile a blindare il posto per la prossima Champions.
Ma per farlo servirà cambiare il sistema di gioco,
cambiando diverse cose, gli uomini non in forma, i movimenti e scelte, adesso è
tempo di aggredire l’obiettivo Champions e non aspettare che gli altri ce lo
regalino, ma prima che il morale dell’ambiente e la classifica cambino tutto in
modo negativo, il Milan è terzo in classifica, è lì dove deve essere, ma non è
il momento di peggiore le cose, cerchiamo di fare più punti possibili,
cerchiamo di vincere tutte le partite, senza aspettare a fine anno per vedere
la classifica.
Ci sono 7 partite e dobbiamo fare almeno 16 punti, che ci permetteranno di
rimanere tra le prime quattro, c’è uno scontro diretto e bisogna per forza fare
almeno 4 vittorie e cominciare a pensare all’Udinese, il Milan onestamente
ha fatto il massimo, è fatto di giocatori buoni, Allegri ha fatto bene, però fa fatica a metterli insieme, ma ora serve voltare subito pagina e
tornare alla vittoria già a San Siro contro l'Udinese, poi in trasferta con il Verona e
successivamente lo scontro diretto con la Juventus a Milano.
Due sconfitte di fila fuori casa senza far gol sono gravi, bisogna
ritrovare Gimenez, Leao e Pulisic, ritrovare i loro gol e un Milan con più
coraggio, con maggiore intraprendenza, non è ammissibile un'altra partita sterile in zona
offensiva, perché così è davvero dura arrivare al traguardo, ma anche
Allegri non ha convinto, troppa cautela, in molti e anche all'interno dello
spogliatoio spingono per il 4-3-3, dall'inizio nelle prossime partite, vedremo.
Allegri ha avuto il merito di riportare la normalità,
ma poi non ha avuto il coraggio di alzare l’asticella e si poteva fare, vero che ha tappato tutti i buchi, ha
sistemato qualche lacuna, in una situazione societaria complicata, però superato
questo periodo di normalizzazione, non c'è stato niente di più rispetto a
quello che aveva fatto a inizio campionato.

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