Nessuno si
sarebbe aspettato, che le briciole, ovvero quello che era rimasto del Milan,
potesse essere così efficace contro l’Udinese: per l’intensità, per l’approccio
alla gara, per lo spirito con cui ha affrontato la partita e anche per la
qualità del gioco espresso, anche se per me ha un gioco ancora poco “legato”,
scoppole a parte (Benfica e Bournemouth).
Da quando Amorim ha rinunciato alla sua rigidità
posizionale, da quando credevo che avesse capito, che bisognava essere più
elastici e che bisognava adattare lo schieramento alle situazioni, contro
l’Udinese si è notata una crescita importante, merito del cambio del sistema di
gioco, che ricordo, non significa cambio di modulo, quello è un’altra cosa.
Il Milan dopo la negativa trasferta europea, ha
rialzato la testa in maniera convincente e non era facile, non sarebbe stato
facile per giocatori navigati e lo era ancora di più per gente come Diawara, Hutchinson o per lo
stesso Bartesaghi, fra l’altro esordiente in un ruolo non suo, per questo
bisogna dare sicuramente merito alle intuizioni di Amorim, ma infortuni a
parte, il Milan non ha un gioco e un’idea ben definita.
Il calcio dominante nelle idee di Amorim, ma non nei
fatti, contro l’Udinese sicuramente ha avuto una certa crescita, ma il cambio del
sistema di gioco, non ha dato continuità nella stessa partita e come abbiamo
visto neanche contro il Bologna, il problema infortuni è aggravato dalle scelte
insensate del tecnico, Estupinian e Musah non possono giocare e non devono
giocare, come abbiamo visto Bartesaghi e Jashari valgono almeno due volte
tanto.
Non è vero che le scelte sono limitate, perché dobbiamo considerare che
Diawara, Comotto, Camarda, Torriani e qualche altro non hanno mai giocato e
quando lo hanno fatto per caso e per qualche minuto, hanno sempre dimostrato di
poterci stare, meglio di qualche altro calciatore impiegato con più continuità.
Pensavo che con l’allottamento di Furlani, tutto questo non lo avremmo più
visto, invece continua il nepotismo o si continua a preferire il bene dei
procuratori al bene della squadra, io ho mollato Amorim, mi ha deluso
completamente, perché quando si è in difficoltà e la partita non si può
vincere, si deve pareggiare, non capisco perché Ramos non tira mai in porta,
perché non riceve mai una palla giocabile, mentre Camarda in 5 minuti tira due
volte in porta sfiorando anche il gol.
Qualcosa non funziona, anzi più di qualcosa, come il fatto che la punta dopo
4 mesi non segni ancora con una certa regolarità e questo non mi sembra un
fattore di crescita, il Milan non è una squadra concreta, non ha fatto grandi
progressi, improvvisa ogni volta il modo di stare in campo e non c’è ancora un
punto fermo da cui partire, Amorim ha idee di calcio interessanti, ma non so
più se merita fiducia, a questo punto non so più se sia la scelta giusta.
Per quello che passa il calcio italiano come allenatori, per me resta una
scelta intrigante e affascinante e di certo non sto parlando di esonero, anche
perché in questo caso ci sarebbe il rischio che torni Pioli, ma c’è sempre più
bisogno di mettere in piedi una dirigenza, con cui Amorim possa confrontarsi e
non dico che gli imponga tutto, come succedeva con Furlani.
Ma un Direttore che lo consigli come interlocutore esterno, per arrivare almeno alla continuità all'interno della stessa partita e nei risultati, una mancanza di continuità, legata ad una squadra costruita male, agli infortuni, ma anche a certe scelte nelle rotazioni, per me un po’ esagerate che non riesco a capire, come l'insistenza su Estupinan, un giocatore in chiara difficoltà.
Non riesco a capire certi cambi o certe decisioni, non capisco l'incapacità della
fase difensiva, sempre in inferiorità numerica e senza marcature preventive, il
concetto del pressing o riconquista della palla è codificato uguale per tutti,
“pressare” il portatore di palla, togliergli lo spazio e il tempo per giocare
in tranquillità e poi “intercettare” la palla sulla linea di passaggio, ma questo
non si può fare, se marchiamo l’avversario a 10 metri e questo ha sempre tutto
il tempo per fare quello che vuole.
Non capisco che modo è quello del Milan di difendere dentro l'area, nessuno
marca l’avversario e anche se difendessimo a zona, il riferimento in quel caso è
la palla, ma nessuno la prende mai per primo e poi difendiamo con la postura
verso la nostra porta e non al contrario come deve essere, quindi idee
interessanti, ma manca la base fondamentale del gioco del calcio, anche di
quello moderno.
Per non parlare di diagonali, del fatto che se si è sempre in inferiorità
numerica, non si fanno mai scivolamenti e scaglionamenti, signori questo è il
calcio, tutto il resto sono cazzate e visto che sono in vena di parolacce, prendiamo
gol del cazzo, davvero evitabili, per non parlare di quando Musah e non solo lui
gestiste il pallone, fare possesso palla per il Milan è pericoloso, quando perde
la palla non c’è la copertura totale degli spazi, che sarebbe il modulo, la
disposizione in campo e l'equilibrio
tattico va farsi fottere.


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