giovedì 12 marzo 2026

Allegri ha una base solida per aprire un ciclo.

Anche se a me Allegri non piace, devo ammettere che il Milan ha ottenuto risultati complessivi, che nessun altro avrebbe potuto raggiungere, dopo il fallimentare anno scorso e con una rosa ridotta e non bene assortita, in panchina tranne rare volte da carica e tranquillità, ha una buona comunicazione, è aziendalista, sa fare gruppo e risultati, non fa un gioco spettacolare, però nella vita tutto non si può avere. 

Allegri e i suoi ragazzi, hanno svolto il compito necessario a tenere in piedi un campionato più che positivo, Allegri si è preso la squadra e questa squadra ha scelto Allegri, sposando la sua filosofia, il campionato ha dimostrato che il tecnico è un punto fermo di squadra e società, adesso però serve logica e criterio, un mercato gestito in maniera non altalenante, fortunatamente i tasselli che servono a questa squadra sono pochi e il prossimo campionato deve cominciare per potersela giocare sin dall'inizio per ogni obiettivo.

Ripeto a me non piace, però non si può negare che con Allegri il Milan è rinato, società, staff e giocatori sono tutti dalla sua parte, però ora la società dovrà fare la sua parte, non possiamo sempre ricominciare.

Piaccia o no, Allegri è uno degli artefici di questa rinascita, ha fatto un buon lavoro di ricostruzione, nonostante le difficoltà e qualche partita a vuoto, ora la palla passa alla società, che se vuole davvero crescere, deve investire, per fare in modo che non si ripetano le ultime due stagioni orribili, l’ultima di Pioli e quella scorsa con Fonseca e Conceicao, che hanno lasciato dubbi, amarezza e uno spogliatoio ribelle.

Il fallimento delle ultime stagioni rossonere, è stato prima della dirigenza e della mancanza di uomini di campo, Allegri ha riportato valori che a Milanello si erano persi, ha riportato l’identità della squadra, ora sarà compito della società assecondare le idee e i piani di Allegri per la prossima stagione, basta dualismi tra Tare e Furlani, basta idee forzate e condivise a ogni costo, se si andrà verso questa direzione, il progetto rossonero potrà continuare a crescere.

Se invece si vorrà andare avanti con tentativi e scommesse e Allegri non potrà dare il suo contributo, non potrà essere decisivo anche sul mercato, Allegri allora potrebbe andare via, resterà solo se ci sarà condivisione, perché Allegri sta benissimo al Milan, se il Milan vuole tornare davvero competitivo, deve dare ad Allegri o chi per lui: struttura, certezze, giocatori pronti a reggere la pressione e Champions.

La linea deve essere imperativa, basta giovani scommesse pagati con tanti soldi, il Milan non può permettersi di comprare giovani da rivendere, il Milan ha bisogno di gente fatta e finita, gente che alza il livello e poi qualche giovane da fare crescere per restare, i soldi vanno spesi bene e per vincere subito, puntando come fa fatto l’Inter in questi ultimi anni, al mercato degli svincolati.

Ha costruito la sua forza con Çalhanoğlu, Thuram, Zieliński, Mkhitaryan, Darmian e de Vrij, giusto per indicarne qualcuno, il mercato degli svincolati non sarà romantico, a sensazione, ma è un mercato di esperienza, leadership e mentalità, per chi non vuole spendere soldi per il cartellino e lo abbiamo visto con Modric.

Lewandowski, Gortezka e Rudiger, potrebbero essere un rinforzo per reparto, in attesa che crescano Camarda, Comotto e Odogu, magari non proprio questi tre, considerato gli ingaggi di questi giocatori, ma il Milan deve tornare a fare mercato con la “M” maiuscola, programmare il futuro è importante, ma prima bisogna pensare anche al presente, con giocatori pronti come Rabiot.

Gimenez è prossimo al rientro in gruppo, ma non si conosce il suo futuro, per lui come per Tare e Allegri, tutto dipende dalla situazione societaria e sui ruoli che dovranno essere coperti in futuro, al Milan serviranno almeno quattro giocatori: due difensori, un centravanti e un centrocampista, la punta è un’urgenza, per me Gimenz può restare, andrà via Fullkrug e per me anche Nkunku, serve un attaccante d’area, un giocatore da 20 gol, una punta forte, uno da Milan.

In estate servono acquisti intelligenti e mirati per alzare la qualità della rosa, basta con i mezzi giocatori, perché è l’unica strada per tornare a essere competitivi realmente e per provare a vincere, l’anno prossimo servono 25 giocatori forti e pronti, altrimenti sarà un’altra annata come quella di Fonseca e Conceicao.

Intanto, saltato Vlaovic, continuano le voci sull'interessamento del Milan per Moise Kean della Fiorentina, un calciatore già allenato e voluto da Allegri ed è una situazione che il Milan tiene in considerazione per l’estate, in funzione del tipo di prezzo ne fa la Fiorentina, ad oggi non c’è una trattativa, ma è uno scenario di mercato. 

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