lunedì 23 marzo 2026

Allegri rimescola le carte a inizio ripresa.

 

Pensavo che stavolta, avesse abbandonato ogni remora e specialmente con il fatto che non c’era Leao e giocava Fullkrug dal primo minuto, fosse passato al 4-3-3, non so bene se le sue scelte tattiche sono condizionate da Furlani, ma nel secondo tempo contro il Torino, si è visto che oramai Allegri deve partire dal 4-3-3, che è quel qualcosa di nuovo, per dare l’energia alla squadra, per questo finale di campionato.

Nel secondo tempo, quando il Milan è passato al 4-3-3 e con l’innesto non indifferente di Athekame, che ha confermato il suo momento di crescita, ha cambiando di fatto la partita, con il passaggio al 4-3-3, ha avuto un ottimo impatto, ha fornito l’assist per il gol di Rabiot e ha aperto le maglie granata, i rossoneri sono passati di nuovo in vantaggio, ma soprattutto hanno ripreso a giocare a calcio, dopo un primo tempo al limite della depressione e con due sole conclusioni in porta dopo 35 minuti senza mai tirare.

La squadra schierata col 4-3-3 è riuscita ad avere finalmente una manovra offensiva fluida e continua, è tornata ad annaspare quando è uscito Fullkrug e abbiamo perso il riferimento in avanti su cui appoggiarci, l’uomo che può anticipare il movimento dei difensori, che può fare a sportellate, che può fare salire la squadra, Nkunku si è mosso tanto rispetto al tedesco, ma non gioca come riferimento avanzato, ci sono giocatori che fanno un po’ più di fatica ad entrare in partita, specialmente se hai un fisico possente e non giochi con continuità.

Poi Fullkrug ha fatto un bel secondo tempo, anche perché la squadra ha giocato meglio, con Fullkrug c’è la possibilità di mettere più palloni in area, perché con il tedesco si riempie l’area, con questo non voglio obbligare la società a riscattare Fullkrug o a tenere Nkunku, è tornato Gimenez  ed è rientrato bene dopo oltre quattro mesi di stop, ha fatto il lavoro di Füllkrug, quello di venire in appoggio della squadra, con qualità diverse, ma due cose sono importanti, il 4-3-3 definitivo e Leao alto a sinistra finché c’è.

Dopo un primo tempo decisamente brutto, la squadra si è accesa nel secondo tempo con il passaggio al 4-3-3, era importantissimo ripartire dopo la sconfitta con la Lazio e il Milan lo ha fatto con un secondo tempo di personalità, dimostrando che il Milan non è in crisi, ma è in una fase di abitudine, testimoniata dalle prestazioni in calando di Tomori, anche stavolta ha giocato un primo tempo di grande difficoltà, poi con il passaggio al 4-3-3 è uscito fuori e Saelemaekers, ha giocato meglio nel 4-3-3 e ha regalato una presenza diversa in campo.

Sul 3 a 1 sembrava che la partita fosse in pieno controllo, invece poi il Milan è diventato prevedibile, ha abbassato la concentrazione, i giocatori hanno perso la velocità dell'azione, tornando ad avere le difficoltà del primo tempo, i giocatori hanno giocato poco e hanno subito il clima partita, ma devono imparare a gestire anche la pressione della classifica, con il Napoli che è pronto a scavalcarli, Rabiot fa la differenza e senza di lui è un Milan completamente diverso, nel gol del Torino ci mette qualche secondo di troppo a tornare, ma segna il gol del 2 a 1 e nel finale chiude tutto.

Il Milan soffre anche contro il Torino, ma vince, una vittoria che gli permette di tornare al secondo posto e nel primo tempo fatica a trovare gli spazi ed è poco incisivo, il Torino è più in palla, più coraggioso, i rossoneri passano al 37esimo con un vero eurogol di Pavlovic, gol da applausi e gol numero 4 per lui in questa stagione e una prestazione di totale livello, il Milan però è schiacciato dal Torino che alla fine pareggia, nel secondo tempo con il nuovo modulo, il Milan schiaccia il Torino nella sua metà campo e segna 2 reti in 2 minuti.

Rabiot al 54' riporta avanti i rossoneri e un minuto dopo arriva il tris con Fofana, il francese come tutta la squadra, nel primo tempo ci capisce poco, poi, con il passaggio al 4-3-3, anche lui alza il livello della sua prestazione, tanto che è dilagante nel secondo tempo, il Milan di fatto sembra in pieno controllo, torna in campo Gimenez ed entra pure Ricci, che entra bene in partita e si fa vedere sia in difesa, che in attacco, con un paio di sgroppate verso la porta di Paleari e sfiora pure il 4 a 1.

Dal potenziale 4 a 1, il VAR però riapre la partita, l’arbitro viene richiamato al monitor per un intervento di Pavlovic su Simeone, che non si capisce se col braccio colpisce l’attaccante granata, o più vero similmente, Simeone che viene leggermente trattenuto, si lascia cadere chiedendo la massima punizione, sembrerebbe un contatto di gioco, dove il var non può intervenire, ma i protocolli si cambiano a piacimento e l'arbitro decide di punire l'intervento con il rigore, al 83esimo il Torino rimette in piedi la partita e dopo tanta sofferenza, il Milan porta a casa 3 punti preziosissimi, di vitale importanza per la Champions League.

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