Pensavo che
stavolta, avesse abbandonato ogni remora e specialmente con il fatto che non
c’era Leao e giocava Fullkrug dal primo minuto, fosse passato al 4-3-3, non so bene se le sue
scelte tattiche sono condizionate da Furlani, ma nel secondo tempo contro il
Torino, si è visto che oramai Allegri deve partire dal 4-3-3, che è quel qualcosa di nuovo, per dare l’energia
alla squadra, per questo finale di campionato.
Nel secondo tempo, quando il Milan è passato al 4-3-3 e con l’innesto non
indifferente di Athekame,
che ha confermato il suo momento di crescita, ha cambiando di fatto la partita, con
il passaggio al 4-3-3, ha avuto un ottimo impatto, ha fornito l’assist per il
gol di Rabiot e ha aperto le maglie granata, i rossoneri sono passati di nuovo in vantaggio, ma
soprattutto hanno ripreso a giocare a calcio, dopo un primo tempo al limite
della depressione e con due sole conclusioni in porta dopo 35 minuti senza mai tirare.
La squadra
schierata col 4-3-3 è riuscita ad avere finalmente una manovra offensiva fluida
e continua, è tornata ad annaspare quando è uscito Fullkrug e
abbiamo perso il riferimento in avanti su cui appoggiarci, l’uomo che può
anticipare il movimento dei difensori, che può fare a sportellate, che può fare
salire la squadra, Nkunku si è mosso tanto rispetto al tedesco, ma non gioca
come riferimento avanzato, ci sono giocatori che fanno un po’ più di fatica ad entrare
in partita, specialmente se hai un fisico possente e non giochi con continuità.
Poi Fullkrug
ha fatto un bel secondo tempo, anche perché la squadra ha giocato meglio, con Fullkrug c’è
la possibilità di mettere più palloni in area, perché con il tedesco si riempie
l’area, con questo non voglio obbligare la società a riscattare Fullkrug o a
tenere Nkunku, è tornato Gimenez ed è
rientrato bene dopo oltre quattro mesi di stop, ha fatto il lavoro di Füllkrug,
quello di venire in appoggio della squadra, con qualità diverse, ma due cose sono
importanti, il 4-3-3 definitivo e Leao alto a sinistra finché c’è.
Dopo un primo tempo decisamente brutto, la squadra si è accesa nel secondo
tempo con il passaggio al 4-3-3, era importantissimo ripartire dopo la
sconfitta con la Lazio e il Milan lo ha fatto con un secondo tempo di
personalità, dimostrando che il Milan non è in crisi, ma è in una fase di
abitudine, testimoniata dalle prestazioni in calando di Tomori, anche stavolta
ha giocato un primo tempo di grande difficoltà, poi con il passaggio al 4-3-3 è
uscito fuori e Saelemaekers, ha giocato meglio nel 4-3-3 e ha regalato una
presenza diversa in campo.
Sul 3 a 1 sembrava che la partita fosse in pieno controllo, invece poi il
Milan è diventato prevedibile, ha abbassato la concentrazione, i giocatori
hanno perso la velocità
dell'azione, tornando ad avere le difficoltà del primo tempo, i giocatori hanno giocato poco e hanno subito
il clima partita, ma devono imparare a gestire anche la pressione della classifica, con il
Napoli che è pronto a scavalcarli, Rabiot fa la differenza e senza di lui è un Milan
completamente diverso, nel gol del Torino ci mette qualche secondo di troppo a tornare, ma segna
il gol del 2 a 1 e nel finale chiude tutto.
Il Milan
soffre anche contro il Torino, ma vince, una vittoria che gli permette di
tornare al secondo posto e nel primo tempo fatica a trovare gli spazi ed è poco
incisivo, il Torino è più in palla, più coraggioso, i rossoneri passano al
37esimo con un vero eurogol di Pavlovic, gol da applausi e gol numero 4 per lui
in questa stagione e una prestazione di totale livello, il Milan però è schiacciato dal Torino che alla fine pareggia,
nel secondo tempo con il nuovo modulo, il Milan schiaccia il Torino nella sua
metà campo e segna 2 reti in 2 minuti.
Rabiot al
54' riporta avanti i rossoneri e un minuto dopo arriva il tris con Fofana, il
francese come tutta la squadra, nel primo tempo ci capisce poco, poi, con il
passaggio al 4-3-3, anche lui alza il livello della sua prestazione, tanto che
è dilagante nel secondo tempo, il Milan di fatto sembra in pieno controllo, torna in campo Gimenez
ed entra pure Ricci, che entra bene in partita e si fa vedere sia in difesa, che in attacco, con un
paio di sgroppate verso la porta di Paleari e sfiora pure il 4 a 1.
Dal potenziale 4 a 1, il VAR però riapre la partita, l’arbitro viene richiamato al monitor per un intervento di Pavlovic su Simeone, che non si capisce se col braccio colpisce l’attaccante granata, o più vero similmente, Simeone che viene leggermente trattenuto, si lascia cadere chiedendo la massima punizione, sembrerebbe un contatto di gioco, dove il var non può intervenire, ma i protocolli si cambiano a piacimento e l'arbitro decide di punire l'intervento con il rigore, al 83esimo il Torino rimette in piedi la partita e dopo tanta sofferenza, il Milan porta a casa 3 punti preziosissimi, di vitale importanza per la Champions League.

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