mercoledì 15 aprile 2026

Attenzione ai cambi a fine stagione.

 

Non è tutto oro quello che luccica, sembrava che il Milan avesse capito gli errori degli anni scorsi e si fosse dato un assetto tecnico-dirigenziale coeso e duraturo, gli ultimi risultati e il rendimento della squadra, hanno minato un’intesa, che era già forzata e che non aspettava altro che esplodere, per tanto mi aspetto che a fine stagione qualcosa possa accadere. 

Non c’è la certezza di permanenza da parte di nessuno, chiaramente Furlani escluso e le voci che prima giravano, ora cominciano ad essere insistenti e palpabili, io spero che sia un ulteriore passo per consolidare il progetto tecnico e che per il Milan sia l’ultimo anno di purgatorio, ci si deve convincere che in questa squadra ci sono troppi calciatori mediocri o finiti e che non si può continuare così.

Basta con Leao, Modric speriamo che resti anche per il prossimo anno, ma dobbiamo pensare alla sua (loro) sostituzione, con gente fresca, ma già affermata e che non arriva a Milanello per mettersi in vetrina e fare crescere il business di RedBird, Allegri non è convinto di continuare senza chiarezza, programmazione e giocatori di alto livello, solo che anche la dirigenza (adesso) e i tifosi lo cambieremmo volentieri.

Allegri non può e ora non vuole aspettare, che il Milan esca dall'ambiguità e faccia le sue scelte, il Milan dovrà fare chiarezza, non adesso, perché è già un casino, ma il giorno dopo la fine del campionato, senza lasciare passare i mondiali, perché sarebbe ancora una volta troppo tardi, senza tentennamenti, senza giochi d'attesa, come è stato fatto l’anno scorso con Tare e senza nascondersi dietro all’alibi delle elezioni del prossimo presidente della FIGC.

Se la dirigenza crede davvero in Allegri e nel progetto cominciato lo scorso luglio, allora deve sgombrare l’orizzonte da ogni dubbio e iniziare immediatamente a costruirgli una squadra all'altezza e secondo i suoi dettami, se invece ci sono dubbi e per me ci sono, allora si deve avere il coraggio di cambiare decisamente strada, perché questa continua incertezza (Fonseca insegna) non serve a nessuno. 

Allegri resterebbe, ma non per fare da parafulmine come Pioli, lui vuole capire se la società ha intenzione di metterlo nelle condizioni di lavorare seriamente e credo che siano anche le aspettative di tutti gli altri allenatori, bravi, seri e che non sono venditori di fumo, non lo vuole Allegri e non lo vogliamo più noi un progetto confuso, improvvisato e chiunque dovesse sedere il prossimo anno in panchina, deve essere perché si è optato per una linea tecnica chiara, condivisa e sostenuta da tutte le parti in causa e con acquisti funzionali e di livello.

Diversamente sarebbe la solita storia senza aspettative, con mezzi insufficienti e un'altra stagione insignificante, la squadra va fatta adesso, a giugno è già troppo tardi, la forza delle società vincenti sta nella programmazione, il mercato si prepara prima, le scelte sono perentorie e non quando gli altri hanno già preso il vantaggio, cosa che abbiamo avuto lo scorso anno e che abbiamo bruciato, aspettare ancora significherebbe muoversi in ritardo, perdere occasioni e presentarsi ai nastri di partenza con una rosa ancora e di nuovo incompleta.

Se Allegri è l'uomo che è stato scelto, allora va sostenuto con i profili giusti, senza compromessi e senza mezze misure, perché i progetti vincenti nascono dalla chiarezza, tutto il resto è fumo e di fumo nelle ultime stagioni n'è abbiamo visto abbastanza, certo le dimissioni di Gravina e Gattuso, hanno creato un problema in più al Milan, Malagò molto probabilmente sarà il presidente federale e si porterà con sé Ranieri, come direttore tecnico e Allegri come nuovo CT, ecco perché a maggior ragione di deve fare molta chiarezza adesso.

Dopo l'auto esclusione di Galliani come candidato a presidente federale, Malagò è in pole position per ricoprire la carica di presidente federale e a lui vengono accostati diversi commissari tecnici, ma sembra che il preferito sia Allegri, sapete tutti come la penso, ma io voglio sapere come la pensa Furlani e di che morte deve morire il Milan, che fin qui, è stato ostaggio dello stadio e del business di Cardinale.

A proposito di società Milan, le poltroncine vuote a Cagliari il 2 gennaio e a Napoli a Pasquetta, riservate in tribuna ai dirigenti del Milan, dicono il tipo di dirigenza che tiene in mano le redini del club, a seguire le squadra è stato lasciato solo Tare, cosa che non avrebbero mai fatto Galliani e Braida e né tanto meno Maldini, Massara, sempre presenti, sempre vicino alla squadra, anche nelle feste comandate, mentre i dirigenti attuali invece sono andati a divertirsi, questo indica il livello molto basso di affezione, senso di appartenenza e anche di professionalità.

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