Questa è la classifica a 6 partite dalla fine: 1) Inter 75; 2) Napoli 66; 3) Milan 63; 4) Juventus 60; 5) Como 58; 6) Roma 57 ed è inutile tornare su argomenti come: non siamo stati mai brillanti nel gioco, mai dominanti e mai effervescenti, che Allegri abbia allenato una squadra come ha potuto e non come voleva, è vero, però è anche vero, che è di Allegri la lenta deriva, l'emorragia di punti persi contro: Pisa, Parma, Genoa, Sassuolo, Fiorentina e Cremonese, come che è un Milan simile agli ultimi tre anni di Allegri con la Juventus.
A me piace
un calcio propositivo, tanto che con le mie squadre gioco con il 4-3-3, mi
piace cercare di comandare il gioco e mi piace un Milan così, come quello di
Sacchi, al punto in cui siamo, indipendentemente dal risultato finale, in
questo momento in cui si sta programmando la prossima stagione e perché no,
anche il futuro, il Milan per me deve pensare
a quello che ha bisogno, deve mettere una volta per tutte il punto fermo da cui
ripartire, sull'importanza e il coinvolgimento dell'allenatore e sull'importanza
e il coinvolgimento del direttore sportivo.
L’organico del Milan non è straordinario, non possono
essere solo Modric, Maignan e Rabiot il Milan, i rossoneri sono nuovamente in
un momento negativo, sia di squadra che di dirigenza, l’immagine del Milan
è rappresentata dal rendimento di Leao e il momento negativo è
accentuato, dalle possibilità di restare fuori dalla Champions e alle prime
scaramucce tra i giocatori, Leao non diventerà mai un grande giocatore e il
Milan deve capire che la storia con lui è finita.
Al Milan c’è ancora troppa confusione sui ruoli e
le gerarchie, i nodi sono venuti nuovamente al pettine, non c’è stata neanche
stavolta la tanta auspicata chiarezza societaria, che non solo serve, ma è
indispensabile, serve un’idea societaria nuova e diversa da quanto fatto fino a oggi, Allegri
ha provato a fare il massimo con quel poco che gli hanno messo a disposizione,
con pochi calciatori e non di alto livello, in queste condizioni è dura per
tutti, poi anche lui ha le sue colpe, come le ha Tare e come le ha Furlani.
È chiaro che il Milan non può andare avanti così, sono
5 anni che la proprietà è guidata da due gruppi, uno comandato da Furlani e un
altro variegato, che cambia sempre la testa di comando, che è sempre in
contrapposizione con Furlani, che alla fine ha sempre l’ultima parola, c’è ancora
troppa confusione sui ruoli e le gerarchie, questa è l’ennesima volta che ci si
chiede, cosa vogliono fare Cardinale e i dirigenti di questo Milan? Il primo problema
da risolvere è proprio il vertice dirigenziale.
Neanche quest’anno il Milan è stato competitivo ed è il quarto anno di fila
dallo scudetto del 2022, da quando è arrivato Redbird i dati sono oggettivi e si
continua a vivacchiare ogni stagione, sono cambiati giocatori e allenatori, ma
il Milan continua a non essere protagonista in campionato e continua a vedere
l’Inter vincere gli scudetti, presto si concluderà un’altra annata amara e speriamo
almeno di andare in Champions e poi speriamo in un nuovo mercato.
Ma con quali prospettive non si sa, speriamo di non ripetere ancora
un’altra stagione senza significato, la stessa situazione anche nella prossima
stagione, la pazienza con Leao è finita, ma è già cambiato anche l’umore della
piazza nei confronti di Allegri, che tra Nazionale, contrasti di mercato e
malumori, potrebbe essere lui il prossimo capro espiatorio insieme a Leao, tutto
per non incolpare mai Furlani, ogni anno c’è sempre un colpevole da fare fuori.
Il Milan è rimasto a +5 dal quinto posto occupato dal Como, praticamente più 6, perché avendo vinto lo scontro diretto, se il Milan dovesse arrivare a pari punti con i lariani passerebbe davanti, il Como può arrivare a 76 punti, il Milan per arrivare a 76 punti deve vincere 4 partite e pareggiarne 1, sempre che il Como le vinca tutte, il Milan deve portare a casa almeno 13 punti, ma le parole di Ricci e Rabiot, fanno capire che ci sono dei problemi nella squadra.


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