giovedì 16 aprile 2026

Il Milan non è più una delle squadre più forti al mondo.

In queste sere mi è capitato di seguire la Champions, anche se non è più la nostra frequentazione abituale, anche se ne abbiamo vinte sette e mi piace prendere spunto per bacchettare illustri ex calciatori e altrettanti illustri giornalisti sportivi, sul fatto che in Italia non ci sono talenti, perché non si cura più la tecnica nei settori giovanili, c’è chi sostiene che non andiamo al mondiale da 12 anni, perché i nostri ragazzi non fanno più “muro” e perché li scegliamo tutti messi bene fisicamente e fondamentalmente stranieri.

Alcune cose sono esatte, ma vanno viste non da sole, ma in un contesto, ci sono troppi stranieri nelle nostre squadre? O pochi italiani? L’altra sera il Real Madrid ha giocato senza uno spagnolo e mi pare che la spagna ai mondiali ci vada e che sia comunque protagonista in Europa, si sostiene che non ci sono giovani in Italia, nell’Arsenal ho visto esordire in Champions un sedicenne, noi non riusciamo a fare giocare Camarda in serie A.

È possibile invece che abbiamo una classe dirigenziale inetta e gli allenatori non sono all’altezza? Per le semifinali di Champions si sono classificate 4 squadre di 4 nazioni diverse, segno che il nostro calcio non fa più parte del grande calcio e ne abbiamo tempo di inventarci scuse e di dare la colpa sempre agli altri, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che sbagliamo e il coraggio di osare, il Bayern è allenato da un neofita, uno giovane che ha poche esperienze da allenatore, ma è uno bravo, così come Arteta, secondo di Guardiola per tanto tempo.

Noi abbiamo fatto scappare dopo un anno di serie A il giovane Luis Enrique, abbiamo fatto scappare dopo 3 mesi Maresca dalla serie B con il Parma, abbiamo fatto scappare De Zerbi, continuando a fare allenare Pioli e gli altri allenatori dell’anticalcio, quelli che non si ribellano ai padroni e hanno reso il nostro calcio quello che è oggi, in Champions ho visto ritmi e intensità pazzeschi, che io conoscevo e che gli allenatori italiani continuano a fare finta che non esistano.

Possiamo anche avere un calciatore bravo che con la palla fa mirabilie, ma se non tiene quell’intensità, finisce per non giocare, vedere Modric per piacere, ha un’intensità fuori dal comune, bisogna affidare i giovani a chi li sa allenare e non ai cugini o ai parenti più prossimi, bisogna avere il coraggio di investire e di far giocare i giovani, bisogna avere le seconde squadre, come la cantera in Spagna e i centri federali in Germania e poi dobbiamo avere il coraggio di affidare le squadre agli allenatori giovani e capaci, che fanno calcio ad altissimi livelli.

Quindi, da dove deve partire il Milan per tornare competitivo? Da Sacchi e da Berlusconi, la storia tra le sue prerogative, ha quelle di “insegnare” e la storia del Milan ci ha insegnato che per vincere e non solo partecipare o galleggiare, come fanno le squadre italiane adesso, servono investimenti, scelte competenti è un pizzico di coraggio, come ha fatto l’Inter con Chiwu, il Como con Fabregas e il Cagliari con Pisacane, i Sacchi, i Capello e gli Zeman degli anni belli.

Intanto la prossima estate il Milan non dovrà limitarsi a ritoccare la rosa, dovrà rifarla nei punti chiave e nell’estensione, per essere competitivo davvero, ammesso che lo voglia essere, sia in Italia che in Europa, deve smetterla di prendere o fare scommesse sui giocatori, non fare più colpi di mercato scollegati tra loro, che non sono funzionali e che l’allenatore non vuole, servono certezze, personalità e giocatori funzionali a un'idea chiara, quella di un gioco spettacolare e vincente. 

Chiaramente quest'idea non deve avere un solo regista (Furlani), ma deve essere portata avanti dal direttore sportivo e dall’allenatore, Tare e Allegri in questo caso per continuità, sempre che il tecnico livornese, non decida di andare in Nazionale, ma deve essere accontentarlo fino in fondo e senza scuse e per me sperando che la storia insegni anche a lui qualcosa, che giochi per vincere e non per non perdere.

Mi auguro che nella dirigenza, ci sia stata una folgorazione sulla via di Damasco e che si siano resi conto di come va diretta una società di calcio ambiziosa e blasonata, altrimenti sarà la solita stagione, il solito mercato rumoroso e inconcludente, in difesa serve un capo che comandi le operazioni, non serve nessun rincalzo, quelli ce li abbiamo già e al momento giocano titolari, Pavlovic e Gabbia hanno dato risposte importanti in questa stagione, ma non bastano.

Per alzare il livello, soprattutto in Europa, serve un difensore di alto livello, De Winter come Tomori sono ottima alternative, utili nelle rotazioni, ma non su cui costruire la nuova difesa, per fare il salto di qualità, serve un calciatore che sposti gli equilibri, un po' come ha fatto con Modric e Rabiot a centrocampo, poi serve un esterno, una mezzala e un centravanti.

Io credo che il prossimo anno si debba andare sul 4-3-3 e la fascia è scoperta, serve almeno un esterno affidabile che abbia corsa e continuità, l’altra mezzala deve essere uno come Rabiot e Goretzka sarebbe perfetto, esperto e completo, anche come erede di Modric, davanti basta equivoci, serve una prima punta vera, forte e decisiva, poi si deve pensare con intelligenza alla panchina.

  

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