sabato 18 aprile 2026

Se il Milan tornasse in Europa, c’è il problema delle liste.

Cosa ha fatto in merito il Milan nel frattempo, com'è la situazione attuale, un discorso che vale per la Champions e anche per le altre due competizioni UEFA, credo che la dirigenza sia già al lavoro per rafforzare la squadra e che dovrà gioco forza prendere in considerazione anche i criteri di compilazione della rosa, in funzione delle competizioni europee, che sono più stringenti di quelli per la Serie A.

Il mercato dovrà essere ottimizzato, anche basandosi su questo tipo di richiesta, in Europa la rosa dovrà essere al massimo di 25 giocatori (Lista A), suddivisi tra 17 stranieri, 4 formati in Italia e 4 formati nel Club, più una Lista B sempre modificabile, composta da giocatori U21 che dai 15 anni in poi hanno trascorso almeno due stagioni continuative nel club.

Per i giocatori "formati" la specifica è la seguente: Giocatori che tra i 15 e i 21 anni di età̀, per tre stagioni sportive, o 36 mesi continuativi e non, hanno giocato nel Milan, mentre per formati nel vivaio del club, si intendono i giocatori che tra i 15 e i 21 anni di età̀ per tre stagioni sportive, o 36 mesi continuativi e non, hanno giocato in un club facente parte della stessa federazione: formati nel vivaio Italia.

Al momento la lista per la Champions League sarebbe: gli stranieri sono già 15: 1 – Maignan, 2 – Tomori, 3 – Pavlovic, 4 – Estupinan, 5 – Athekame, 6 – Modric, 7- Rabiot, 8 – Jashari, 9 – Fofana, 10 - Loftus-Cheek, 11 – Saelemaekers, 12 – Pulisic, 13 – Nkunku, 14 – Leao, 15 – Gimenez, 16 Odogu -17 - Kostic

formati vivaio Italia 3: 1 – Terracciano, 2 – Ricci, 3 - De Winter

formati vivaio club 1: 1 - Gabbia

lista b (cambi illimitati): Torriani e Bartesaghi,

Ad inizio estate il Milan potrà comprare tre calciatori senza problemi: due stranieri ed uno formato nel vivaio italiano, il resto degli incastri dovrà arrivare con eventuali cessioni, sarà importante presentarsi poi a settembre senza doversi trovare ad escludere nessuno, sarebbe una situazione antipatica e figlia di una cattiva programmazione.

Anche se continuano a vedersi a cena, i rapporti tra Allegri e Furlani sono sempre più complicati, primo perché il dirigente ha totalmente ignorato il tecnico sul mercato invernale e secondo perché ha intenzione di continuare a farlo, panchina della Nazionale o no, Allegri per restare chiede autonomia e voce in capitolo nella campagna acquisti, altrimenti andrà via, Furlani invece si aspettava un Milan più competitivo per lo scudetto e un gioco più spettacolare.

Così, mentre Allegri strizza l’occhio alla Nazionale, Furlani strizza l'occhio a Italiano, che era la sua prima scelta l'estate scorsa e a Palladino, il quale sta prendendo tempo con l'Atalanta per rinnovare fino al 2029, ma a quanto pare, Furlani vuole tornare su D'Amico per rimpiazzare Tare come DS, il tecnico del Bologna è molto apprezzato anche dal DS bergamasco, ma tutto dipenderà anche da Cardinale, se dovesse avallare la linea di Furlani.

Non lo nascondo e non l’ho mai fatto, che Allegri non mi piace e che anch’io come Furlani voglio un Milan competitivo per lo scudetto e più spettacolare, anche se devo ammettere che Tare e Allegri con tutte le interferenze e restrizioni proprio di Furlani, non potevano fare meglio di così e che senza autonomia, non sarà e non sarebbe stato facile, nemmeno per D’Amico e Italiano, che costituiscono il progetto iniziale di Furlani, che è rimasto con il colpo in canna.

Sarebbe da stupidi, dopo avere bacchettato il calcio Italiano sulla meritocrazia, storcere il naso per D’amico, che è uno di quelli che merita e sul coraggio di affidarsi ad allenatori giovani e competenti e Palladino è uno di questi, dicevo sarebbe da stupidi storcere il naso davanti alla coppia D’Amico-Italiano o D’Amico-Palladino, anche perché forse con loro, riuscirei a vedere il Milan con il 4-3-3.

Perché non è vero che il Milan il 4-3-3 non lo può fare o che non ha avuto il tempo di poterlo imparare, Davide Bernardi a tale proposito dice: "Allegri ha gli uomini per il 4-3-3” e aggiunge: “Oggi tutti cambiano nelle due fasi", che è quello che ripeto da sempre, una squadra di professionisti, non lavora mai su un modulo, ma su almeno due o tre, da adottare durante la partita, a seconda degli avversari e di come cambiano schieramento, del risultato e delle sostituzioni.

Ecco l’intervista a Davide Bernardi, domanda: “Il 4-3-3 è stato troppo forzato da parte di Allegri?” 
"Parlare di moduli oggi è un po’ riduttivo. Anche con la formazione tipo, Allegri ha gli uomini per fare il 4-3-3, basta far scivolare la parte destra, Tomori o De Winter terzino a destra e Saelemaekers esterno a destra, oggi tutti cambiano nelle due fasi: Spalletti con Mckennie difende a 5 e attacca in maniera completamente diversa. L’Inter già con Inzaghi difendeva 5-3-2 e si metteva 3-3-4 con la palla, con Barella e Calha vicino ad Acerbi. Non si può parlare di moduli in senso così stretto oggi.

Bisogna parlare di uomini, caratteristiche che vanno in campo e attitudine di squadra, un discorso è giocare con Tomori più due centrali, uno con Athekame più due centrali. Dando per assodato la questione centravanti, Pulisic-Leao-Saelemaekers sono tre uomini offensivi, che il 4-3-3 possono farlo serenamente, un discorso è se agli stessi uomini chiedi di prendere alti gli avversari, un altro è se invece chiedi un blocco basso e ripartenze, un 3-5-2 con certi giocatori è una storia, con altri giocatori è un’altra cosa".  

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