sabato 23 maggio 2026

Tutti in discussione.

Sono tutti in discussione, i dirigenti Furlani compreso, l’allenatore e la squadra, per tanto sono attese le prime e importanti novità nella dirigenza, il primo a rischio è Tare, per un mercato costoso e deludente, che non è piaciuto nemmeno all’allenatore, il secondo è Furlani, che ha messo becco su tutto e che sotto la sua gestione il Milan non ha fatto nessun passo sportivo in avanti, dal punto di vista finanziario i bilanci sono stati sempre positivi, ma il Milan non può accontentarsi di rimanere a guardare gli altri vincere.

Ibrahimovic nonostante il suo ruolo indecifrabile, potrebbe essere risparmiato, perché consigliere “spione” di Cardinale, tranne se la proprietà non lo dovesse sacrificare a favore di Allegri, ammesso che l’allenatore resti e non decida di accettare la panchina della Nazionale o del Napoli, ma dopo la partita contro i sardi, sarà tempo di scelte e cambiamenti importanti:

Scaroni rimarrà presidente? Chi sarà il prossimo amministratore delegato? Quale sarà il futuro di Ibrahimović? Verrà confermato Kirovski? Quale sarà il futuro di Tare? tornerà finalmente Galliani e tornerà con un ruolo ben definito? Chi sarà il prossimo direttore sportivo? Chi si siederà sulla panchina nella prossima stagione? Cardinale, buon lavoro, io auspico un cambiamento che spazzi via tanti dei protagonisti degli ultimi anni.

Speriamo che Ibra abbia spiegato bene tutto a Cardinale e che il “patron” abbia capito tutto, che intervenga in maniera decisa e che con Calvelli, prendano decisioni importanti, da queste decisioni capiremo tutto, se avranno varato una struttura dirigenziale chiara, lineare, funzionale, un presidente che non si occupi solo dello stadio, ma che sia il primo collaboratore del proprietario, un amministratore delegato di provata esperienza e competenza come Carnevali.

Un direttore sportivo scelto dall’AD, magari lo stesso Tare, che comunque è bravo è ha lavorato tra mille difficoltà e umiliazioni, un allenatore scelto dall’AD e dal DS, che sia in continuo contatto con loro, senza contrasti e interferenze, adesso la palla passa a Cardinale e Calvelli, speriamo che non ci deludano, resta curioso comunque il fatto che a Genova Tare era seduto vicino a Cardinale e dall’altra parte c’era Calvelli, credo proprio che si ripartirà da loro.

L’indomani del triplice fischio che sancirà la fine di questo campionato, Tare, Cardinale e Calvelli, si rivedranno per parlare di futuro, dopo una stagione a lungo considerata deludente e se dovesse restare fuori dalla Champions, significherebbe un fallimento, perdere risorse economiche e attrattività sul mercato, anche per la nuova dirigenza, che dovrebbe gravitare attorno alla figura di Calvelli, che Cardinale ha assunto nel fondo, con l'obiettivo di valorizzare il portafoglio internazionale di RedBird, nei settori congiunti di sport, media ed entertainment e ultimamente lo sta tenendo sempre più “principale” nelle questioni legate al Milan.

Lunedì, dopo la gara contro il Cagliari, si dovrà chiarire subito il futuro del club rossonero, futuro che interesserà Tare, Furlani e ancor di più Allegri, in pesante contrasto con Ibra e nella lista dei potenziali allenatori del Napoli e della Nazionale, partiamo da alcuni punti sicuri, Conte lascerà il Napoli, molti ipotizzano che il duo futuro è con la Nazionale, altri credono che Conte preferisca il lavoro giornaliero in un club, a quello sporadico in Nazionale, il primo club a cui si fa riferimento è il Milan, che Conte ha aspettato per molto tempo due anni fa e che potrebbe costituire, il secondo tassello della rivoluzione del Milan.

Ma è anche vero, che lo scorso anno ha aspettato invano la Juventus, che se pur ha rinnovato con Spalletti, potrebbe liquidare comunque il tecnico toscano e tornare ad affidarsi all’ex Conte, De Laurentis appreso che il tecnico salentino ha deciso di cambiare aria, nel frattempo ha ripreso l’accordo chiuso con Allegri la scorsa estate e Allegri potrebbe rappresentare il post Conte, anche se il candidato principale è Sarri in uscita dalla Lazio.

Per Sarri c’è la forte concorrenza dell’Atalanta, che si è mossa in prima persona con il futuro Ds Giuntoli, dunque, se Sarri dovesse scegliere il Napoli, ad Allegri resterebbe il Milan o forse la Nazionale, ma se Sarri, optasse per l’Atalanta, ad Allegri resterebbe da scegliere il Milan, con tutti i casini che ci sono, la Nazionale che non è sicuramente una passeggiata di salute e il Napoli, che disputa la Champions ed è attrezzata per vincere il campionato.

Le due condizioni principali, perché Allegri resti al Milan, a parte che penso che non sarà Allegri a decidere se restare o no in rossonero, contratto e corteggiamento del Napoli a parte, credo che tutto dipenderà dalla nuova dirigenza, se resta Ibra e con quali poteri e se i nuovi dirigenti vogliono continuare con la visione del calcio di Allegri o vogliono tornare a essere protagonisti con un calcio più propositivo. 

mercoledì 20 maggio 2026

Vittoria pesante, ma ancora non siamo in Champions.

 

Il Milan è terzo ad una giornata dalla fine e la classifica aggiornata ci dice, che il Milan dopo essere stato fuori per metà partita dalla Champions, con la pesante vittoria nel finale a Marassi adesso è terzo, grazie anche al crollo in casa della Juventus, è una lotta Champions al cardiopalma, per il Milan è stata una vittoria fondamentale, ma si deciderà tutto all'ultima giornata.

Al Milan basta battere il Cagliari oramai salvo a San Siro ed ecco la classifica aggiornata: Inter campione d’Italia, Napoli 73, non può essere raggiunto dal Como quinto e per tanto è già in Champions, Milan e Roma 70, possono essere raggiunte e superate dal Como e dalla Juventus a 68, per il Milan basterebbe anche un punto, perché a 71 il Milan sarebbe in vantaggio con gli scontri diretti con il Como, mentre con la Juventus no per la differenza reti.

Il Milan sta vivendo un momento molto complicato, io personalmente ho forti dubbi su questo Milan e non sono convinto di Allegri nonostante tutto, la situazione del Milan resta carica di pressione e interrogativi, i rossoneri arrivano alla finale della stagione, dopo mesi vissuti tra alti e bassi, senza mai trovare quella continuità necessaria per consolidare le proprie ambizioni, le difficoltà emerse nelle ultime settimane, hanno aumentato i dubbi sul presente (qualificazione Champions) e sul futuro (un progetto valido).

Non è solo il campo a preoccupare, ma ancora di più le vicende societarie e le decisioni che potranno e dovranno essere prese in vista della prossima stagione, l’ultima partita di campionato, per me non avrà più nessun peso sul destino di Allegri, di Tare, di Furlani e di Ibrahimovic, perché la presenza in questa settimana di Cardinale, mi suggerisce che in vista del prossimo anno i giochi oramai sono fatti, almeno su chi sostituire.

Io ho forti dubbi su questa dirigenza, è una situazione instabile che ci trasciniamo da quattro anni, non sono convinto di questa squadra e non sono convinto di questo allenatore, il Milan è lontano dall'Inter e dal Napoli e deve fare grosse valutazioni a fine anno, bisogna capire bene cosa vuole fare veramente Cardinale del Milan, bene che si siano già fatte riunioni e più che altro che Cardinale si sia esposto in prima persona, però, prima arriviamo in Champions è poi passiamo a risolvere i tanti problemi esistenti.

II Milan non è guarito con la vittoria di Marassi, tant’è che in una gara di vitale importanza, come sempre non ha giocato una buona partita nel primo tempo, poi nel secondo ha fatto quello che ha dovuto fare, visto che era fuori da tutto, ha capitalizzato un rigore con Nkunku, ha trovato il gol con Athekame e tanto per cambiare ha sofferto fino alla fine, una vittoria pesante non c’è dubbio, ma per la Champions dobbiamo aspettare ancora, tutto il resto dovrà essere discusso immediatamente dopo, perché ci sono tanti problemi.

Sono e resto completamente convinto, che con la conquista di un posto in Champions, non potrà e non cancellerà gli errori commessi, l’ingresso in Champions darà in automatico il rinnovo ad Allegri fino al 2028, ma a causa dell’interferenze di Ibrahimovic, Allegri non resterà e dovrebbe fare parte della rivoluzione di Cardinale, annunciata per fine stagione.

Novanta minuti ancora per provare a rifare un Milan che merita di più, un Milan che non si accontenta di vivacchiare e pone come obiettivo massimo il quarto posto, il Milan è una delle 3 squadre che deve lottare per lo scudetto e almeno per una semifinale di Champions, in molti non credono alle parole di Cardinale, è vero che ha dimostrato in questi quattro anni di non avere nessuna ambizione sportiva, però adesso in società non c’è più Elliott a condizionare per mano di Furlani, la crescita sportiva necessaria.

Intanto Cardinale, dopo essere stato a Milanello per le ultime due sconfitte pesanti, dopo avere fatto una prima riunione e vistosi in intimo con Ibra e Calvelli, è tornato per assistere alla partita di Genova, cose che non aveva fatto in passato con questa decisione, anche perché Furlani gli e lo ha sempre impedito, quindi credo che stavolta faccia sul serio, per cogliere l’occasione di cambiare il management e modificare la direzione del progetto sportivo.

La rivoluzione, che ne dicano gli altri, si deve fare, fatta bene e con un progetto sportivo chiaro, ambizioso e duraturo nel tempo, ma indubbiamente la rivoluzione non potrà partire dagli stessi protagonisti degli ultimi quattro anni, dunque da lunedì prossimo mi aspetto cambiamenti importanti e significativi, per rendere il Milan di nuovo sportivamente competitivo, mi aspetto un nuovo AD amministrativo (Calvelli), un nuovo AD sportivo (Galliani o Carnevali) un nuovo DS (D’Amico) e un nuovo allenatore (Conte), la rivoluzione è necessaria con o senza Champions.

venerdì 15 maggio 2026

Due fondi, due mondi diversi di gestire una società di calcio.

 

Non attribuiamo la crisi del Milan, al fatto che è gestita da un fondo, anche l’Inter è gestita da un fondo, ma la differenza la fa la struttura dirigenziale, esperta, collaudata, competente, ambiziosa, coerente e soprattutto con la stessa chiarezza tecnico-sportiva, Oaktree ha ereditato una squadra competitiva, ricca di parametri zero azzeccati, in una situazione economica critica, l’ha risanata e l’ha confermata a vincere trofei.

RedBird invece, ha ereditato una squadra che stava diventando competitiva, in una situazione economica non più critica, perché Elliott era riuscito a cancellare i debiti, l’ha smantellato per creare plusvalenze, l’ha risanata e invece di continuare a vincere, l’ha condotta nell’incertezza più totale, tanto che oggi siamo con i dirigenti in discussione, tifoseria spaccata, petizioni, contestazioni e una programmazione sportiva che continua a non convincere.

Non ricordo mai, che i tifosi dell’Inter avessero detto a Marotta di andare via, quindi, il problema del Milan non è avere un fondo alle spalle, ma quello di trattare il Milan come un asset produttivo, che deve generare guadagni e non come una squadra di calcio, che deve arrivare ad un pareggio di bilancio, ma che deve ottenerlo anche tramite le vittorie sportive, una squadra di calcio capace di creare spettacolo e vincere.

Il quarto posto è un traguardo economico, non è un traguardo sportivo, almeno per: Milan, Inter, Juventus e Napoli, il quarto posto deve essere un modo per salvare economicamente la stagione, in prospettiva dell’altra che arriva e incamerare i soldi necessari per prepararsi a provare a vincere lo scudetto e la Champions e non un modo per giustificarsi del fallimento, ripetuto nel caso del Milan, con i tifosi e per nascondere la divisione dei dividendi.

E ora che la Champions è a rischio? Non c’è più nemmeno l’ancora di salvezza con i tifosi e non ci sono neanche i soldi da dividere tra gli azionisti e Furlani, il mancato ritorno in Champions e sarebbe per il secondo anno di fila, dovrebbe indurre gli azionisti a fare pressione su Cardinale, affinché il Milan sia dotato di una dirigenza sportiva all’altezza del blasone e delle possibilità della società, per evitare di continuare a fare disastri.

Come ogni anno mi trovo nel dubbio, se tifare affinché il Milan vada almeno in Champions, per poi non cambiare mai nulla, o se tifare che non ci vada, in modo che cambi radicalmente qualcosa, se non tutto, ma che cambino almeno i criteri di programmazione e gli uomini preposti, soprattutto l’allenatore, che negli ultimi 10 anni almeno, non ne abbiamo avuto uno decente, escluso il povero Mihajlović, si perché per me, anche con la Champions, Allegri non deve restare al Milan.

Anche Allegri ha le sue colpe e sono pure tante e dovrebbe prendersi le sue responsabilità, se il Milan dovesse entrare in Champions, cosa che io ritengo adesso quasi impossibile, viste le condizioni della squadra, Allegri non dovrebbe restare lo stesso, specie dopo l’ennesimo attrito con Ibra, io penso che Allegri ha già capito, che la sua idea di potenziare il Milan, con giocatori forti e di esperienza, non è la stessa idea di Furlani, che ha in testa lo schema del fondo, anche se Cardinale ha detto che non è vero, perché lui vuole vincere.

Il Milan è una squadra che sta assistendo impotente al suo tracollo e comunque vada, il prossimo anno il Milan deve giocare a calcio e quindi Allegri non ha motivo di restare, il futuro del Milan è molto incerto, lo scenario con il clamoroso ritorno di Galliani non lo vedo, per come la penso io, nel Milan di Cardinale, non c’è posto per i milanisti, quindi niente Maldini e niente Galliani, poi vedremo che cosa sceglierà Cardinale.

Il dubbio attuale non è su chi allenerà il Milan, ma su chi comanderà al Milan, perché Furlani ha sempre avuto un forte peso decisionale, solo che adesso Elliott dentro il Milan non c’è più e Furlani potrebbe salutare i rossoneri, Tare è fuori a prescindere, il nuovo allenatore potrebbe essere Italiano del Bologna e il nuovo DS D’Amico dell’Atalanta, con molto più potere ad Ibra, che riprenderebbe in mano il progetto tecnico e sportivo, insieme a Moncada.

Ibra saluterà Allegri e come DS potrebbe arrivare forse Paratici, Cardinale sceglierà un nuovo Amministratore Delegato per sostituire Furlani, ammesso che davvero abbia la forza di allontanare Furlani dal Milan, l’altro problema del Milan è però legato agli aspetti tecnici e alla proposta di gioco, perché non è impossibile far coincidere la sostenibilità con i risultati, il Milan ha speso tanto, ma li ha spesi male, ora passiamo all’attualità.

Cosa succede, se le cinque squadre in lotta per la Champions arrivano a pari punti, è uno scenario assurdo, ma è qualcosa che potrebbe verificarsi e in questo caso limite, le tre squadre ad andare in Champions verrebbero decise dalla classifica avulsa, in caso di clamoroso arrivo di cinque squadre a 71 punti, intanto prevede che il Napoli faccia un solo punto tra Pisa e Udinese, che la Juventus faccia 3 punti tra Fiorentina e Torino, che il Milan faccia 4 punti tra Genoa e Cagliari, che la Roma faccia 4 punti tra Lazio e Verona e che il Como faccia 6 punti tra Parma e Cremonese.

Realisticamente togliamo il Napoli, che è difficile faccia un solo punto nelle prossime due, quindi penso che possa essere più realistico, che siano due i posti in palio per quattro squadre, la situazione più credibile, ma se fossero cinque, la classifica avulsa finale, quella che riguarda gli scontri diretti tra le squadre arrivate a pari punti, premierebbe Milan, Napoli e Como e lascerebbe fuori dalla Champions la Roma e la Juventus.

Il Milan è in vantaggio negli scontri diretti, con Roma e Como e in pareggio con la Juventus, ma è lo stesso avanti per la differenza reti, classifica avulsa: 2° Milan 13 punti; 3° Napoli 12 punti; 4° Como 12 punti; 5° Juventus 9 punti; 6° Roma 6 punti.

La priorità del Milan adesso è la zona Champions, poi ci sarà comunque il ribaltone.

Furlani non è certo il tipo che ammette i propri errori e nemmeno uno che sacrifica la sua posizione per il bene del Milan, non lo ha mai fatto, anzi e non lo farà, c’è lo dice il sorriso che aveva difronte alla coreografia della curva che lo accusava apertamente, come diciamo da noi a Palermo: “è attaccatu buono”, tradotto: “è legato bene a Cardinale” e da quel posto lui non se ne andrà mai.

Dovrebbe essere caso mai Cardinale a cacciarlo, ma finché le risorse economiche del club si moltiplicano ed è il solo obiettivo della proprietà, Furlani starà fermo e piantato su quella poltrona, troverà sempre qualcuno comunque a cui fare pagare gli insuccessi sportivi, prima sono stati Maldini e Massara, poi Pioli, poi Fonseca e Conceicao e adesso è il turno di Tare (sicuro) e di Allegri se non c’entra la Champions.

Tutto è estemporaneo, il Milan sta attraversando uno dei periodi più complicati degli ultimi anni, ci sono Allegri e Tare e pagano loro, senza sottolineare, che il Milan va male da 4 anni, io non riesco a farmene una ragione, ma nonostante a me Allegri non piace, Furlani dovremo sopportarlo ancora per chissà quanti anni, il merito di Furlani, è quello di avere costruito una squadra, che ha concluso la prima metà di stagione a soli tre punti dall’Inter capolista.

I demeriti di Tare, di avere portato al Milan a suon di milioni, i vari Nkunku, Estupinian ecc, i demeriti di Allegri, il netto calo della squadra nel girone di ritorno, oltre all’assenza totale di gioco, imputazioni inappellabili, che serviranno a tirare i conti, mettendo sotto il tappeto l’orrore sportivo che l’AD ha perpetuato in questi ultimi 4 anni, ad onore del vero, se fossi io Furlani, non avrei aspettato nemmeno le ultime due partite per cacciare via Allegri.

La squadra ha infilato una serie di risultati negativi mostruosi, mostrando un rendimento ben al di sotto delle aspettative e disperdendo quanto di positivo era stato fatto nei mesi precedenti, tra errori, mancanza di continuità e prestazioni deludenti, il Milan è scivolato lontano dalle zone alte della classifica, nonostante avesse un vantaggio di punti considerevole e credo che con me, tanti altri DS e presidenti, avrebbero fatto lo stesso.

La stagione ormai è nel vivo e anche notevolmente compromessa, anche l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions, rischia concretamente di sfumare e classifica a parte, la situazione delicata che sta vivendo il Milan, merita una lunga e profonda riflessione, che non può essere poi tanto distante da un nuovo ribaltone, mancano due gare alla fine del campionato e c’è un obiettivo da raggiungere, poi si dovrà pensare al futuro, ma quel signore che rideva davanti alla coreografia dei tifosi, al futuro ci ha già pensato.

Di sicuro sono tutti sotto accusa, la dirigenza non è esclusa neanche stavolta, ma avete mai visto un presidente o in questo caso chi per lui, essere esonerato? No! Quindi restano: l'allenatore, il direttore e la squadra, dopo la sconfitta con l’Atalanta, c'è stato un altro vertice a Casa Milan, con Furlani, Tare e tutti i responsabili delle varie aree, stavolta non si è parlato di mercato, ma come affrontare la crisi che sta attraversando il Milan.

Per una volta e comunque per poco, sono tutti d'accordo, che in questo momento, bisogna mettere da parte tutti gli individualismi e restare unti, perché non arrivare tra le prime quattro sarebbe un disastro sportivo e soprattutto economico, che genererebbe un buco da cento milioni e che avrebbe effetti pesantissimi sul mercato e quindi sui progetti della prossima stagione, si dice che se non verrà raggiunto l’obiettivo, ci sarà una rivoluzione, anche se per me la rivoluzione va fatta lo stesso.

Non si può ricominciare con un allenatore, che ha mostrato di non essere all’altezza delle aspettative, gli scudetti vinti a Torino non significano nulla, la Juventus di quel periodo non aveva avversari, quegli scudetti li avrei vinti anch’io, così come non si può ricominciare, con un DS che non ha nessun potere decisionale, men che meno, con questa squadra ed è sacrosanto, che senza Champions il Milan faccia piazza pulita di tutti, chiaramente Furlani escluso.

È un Milan da rifondare in tutte le sue parti, hanno sbagliato tutti, l’ideale sarebbe che Cardinale vendesse il Milan, l’Inter continua a vincere: 21 scudetti e 10 coppe Italia, in questi ultimi anni ci hanno stracciato e pensare che è stato il loro momento economico peggiore, ma in questo periodo hanno avuto Marotta e noi Furlani, nel Milan invece continua a venir fuori ancora una grande confusione e mentre l'Inter vince Coppa Italia e scudetto, noi non riusciamo nemmeno a conquistare un posto in Champions. 

mercoledì 13 maggio 2026

Quanti punti mancano ora al Milan per qualificarsi aritmeticamente in Champions.

Il Milan ha perso ancora, stavolta a San Siro contro l'Atalanta, al termine di una partita che da neutrale posso definire folle, ma che da tifoso del Milan, non trovo altre parole per definirla scandalosa e imbarazzante, l’ennesima sconfitta di questa stagione, il gol subito dopo sei minuti, al primo tiro in porta, non se ne può più, per non parlare che era sotto 3 a 0, dopo quasi un solo tempo.

Devo dire che dopo il 3 a 0, la reazione in un certo senso c’è stata, grazie ai lunghissimi minuti di recupero, il Milan stava addirittura riacciuffando la partita nel finale, con i gol di Pavlovic e Nkunku, ma questa pseudo reazione, intanto non evita l’aggancio in classifica della Roma e il sorpasso della Juventus, ma non cancella comunque, questa seconda parte di stagione, che sta complicando sempre di più l’importantissimo rientro in Champions, visto che anche il Como è a 2 punti. 

Questa è la classifica aggiornata: Inter 85, per la 21esima volta campione d’Italia, Napoli 70 e a due giornate dalla fine è sicuramente in Europa, ma non ha la matematica certezza della Champions, Juventus 68 è in Europa ma non sa quale, Milan 67, vale lo stesso discorso della Juventus, ma non sa nemmeno se esiste più la squadra, Roma 67 e come la Juventus è in grande spolvero, ma la cosa più importante per Roma e Juventus è che hanno il centravanti, il Como a 65 non è condannato dalla matematica, ma è già in Europa, raggiungendo il suo obiettivo.

Dopo la sconfitta contro l'Atalanta, il Milan si trova al quarto posto in classifica a pari punti con la Roma, ma davanti ai giallorossi per via del vantaggio negli scontri diretti, c'è poco da fare, per andare in Champions bisogna fare sei punti nelle prossime due partite, a meno che la squadra di Gasperini, che dovrà affrontare la Lazio nel prossimo turno, non ne conquisti di meno.

Dalla sconfitta contro la Lazio, il Milan sarebbe quartultimo e sta rischiando di rovinare tutto, cinque sconfitte pesanti, è dura per una squadra che lotta per la Champions, da dopo la Lazio il Milan sarebbe quartultimo, ha fatto meglio solo di Lecce, Pisa e Verona, Il Milan sta rischiando di non partecipare alla prossima Champions, ma per me ha già rovinato tutto, la stagione era già stata tra alti e bassi, sotto un certo punto di vista era stata positiva, ma a mio avviso c’era già da rivedere tutto.

I fischi impietosi di San Siro, certificano che la situazione ha superato il limite, con la contestazione dei tifosi alla proprietà e alla dirigenza (Furlani) e lo svuotamento della curva dopo il terzo gol, lascio perdere i cori per Maldini, perché con questa proprietà non tornerà mai più in rossonero, lo spettacolo visto nelle ultime partite è inguardabile, indegno, una vittoria e tre gol nelle ultime sei partite nell'ultimo mese e mezzo, un ruolino horror, un finale di stagione disastroso.

Siamo stufi di prestazioni molli e senza nerbo, la Champions è fondamentale per tutto l'ambiente, ma soprattutto per il futuro di Allegri e Tare, non solo a livello economico, ma anche per quello sportivo, uno dei principali motivi della protesta dei tifosi, insieme al totale annullamento dell’identità e dei valori rossoneri, nonché il modus operandi e l'ambiente lavorativo, che non pensa agli interessi esclusivi della squadra, travalicando gli ambiti di competenza.

Furlani è un individualista, allergico al lavoro di gruppo, non è aperto al confronto e non condivide l’idea di rispondere dei propri errori, non condivide gli obiettivi e le strategie di mercato, interferisce nelle scelte tecniche dell’area sportiva, per spostare gli equilibri finanziari, dimostrazione dell'iter decisionale confusionario incredibile, una squadra costruita seguendo mille idee e una gestione insufficiente, hanno portano a risultati molto scadenti. 

La cosa più importante è evitare la minusvalenza, a discapito di ogni tipo di progetto sportivo, la sostenibilità deve essere anche competenza, ecco perché c’è bisogno di un Direttore Sportivo, il Milan ha investito più di tutte le altre squadre italiane, ma ha praticamente sbagliato quasi tutti i calciatori presi, adesso bisogna rifare tutto da zero. 

domenica 10 maggio 2026

Società in grandissima confusione, ma Allegri non è esente da colpe.

Detto peste e corna di Furlani, ora passiamo all’allenatore e alla squadra, non è ammissibile scendere in campo, come è sceso il Milan contro il Sassuolo, con tutte le differenze di categoria, io faccio l’allenatore dilettante e ho avuto anch’io momenti importanti del campionato, in cui mi giocavo la promozione o la retrocessione e non ho mai affrontato una partita decisiva e importante, nel modo in cui il Milan è sceso in campo a Reggio Emilia. 

L’atteggiamento e la prestazione, sono state una grandissima delusione, il Milan ha fatto una figuraccia enorme, la squadra mentalmente ha mollato da due mesi e l’allenatore non è stato capace di stimolare adeguatamente il gruppo, dalla partita contro la Lazio è crollato tutto e qui un allenatore da 6 milioni l’anno, deve fare qualcosa di più, almeno nella gestione mentale e dello spogliatoio, un crollo del genere non è ammissibile, non è un comportamento da Milan.

Il Milan non è stato mai cattivo e adesso non segna, anzi manco tira in porta, in questo momento il Milan non c'è e mancano ancora tre partite dalla fine e sei punti ancora da portare a casa, adesso la classifica inizia a farsi scomoda, la Roma si è portata a tre punti dai rossoneri, anche se il Milan ha il vantaggio degli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti, ma il Milan non ha un’anima ed è presuntuoso.

Per tutta questa stagione ci si è aggrappati alle giocate dei singoli, il Milan gioca un calcio orrendo e in un momento difficile come adesso, con una squadra che ha poco gioco, poche idee e soprattutto deve fare ancora tanti punti, le ultime tre sfide diventano fondamentali per assicurarsi la prossima qualificazione in Champions, il Milan è una squadra che propone un calcio di una bruttezza sconvolgente, terrificante, manca la mentalità, il gioco e anche l’obiettivo.

Il risultato fin qui ha coperto tutto, fino alla situazione attuale, che proviene dalla scelta dell’idea e dallo stile di gioco, che l’allenatore induce alla squadra, all’atteggiamento propositivo o attendistico da assumere in campo, dall’atteggiamento speculativo e utilitaristico a prescindere dal valore dell’avversario, non è il Milan con la mentalità dominante, al quale siamo stati abituati, una mentalità che è sparita, a favore di una grande mediocrità.

Il Milan deve riacquistare la mentalità vincente, attraverso la proposta di gioco, noi abbiamo bisogno di questo per tornare protagonisti e non come in queste ultime tre giornate, che dobbiamo difendere il terzo posto, il Milan ha sempre avuto la personalità e dobbiamo tornare ad essere riconoscibili e vincenti, si dice che Allegri non resterà se rimane Furlani e si parla già delle alternative: Italiano o Xabi Alonso, sicuramente allenatori propositivi.

Allegri non farebbe un altro anno con Furlani, a me sta bene, ma neanch’io vorrei fare un altro anno con Furlani, non so quale possa essere il male minore, se Furlani o Allegri, le dichiarazioni di Maldini fatte qualche anno fa, oggi fanno un certo effetto, siamo tornati alla disaffezione e alla contestazione, da quando Maldini è stato liquidato in grande fretta, il Milan è finito in una spirale negativa, in una dirigenza inadatta.

Il Milan ha smesso di competere per i massimi obiettivi, la squadra è stata fatta e disfatta ogni anno, distruggendo l’identità e lo zoccolo duro, in quattro anni si sono susseguiti altrettanti allenatori: Pioli, Fonseca, Conceiçao e Allegri, speriamo ne arrivi un quinto, ma uno bravo, per quanto riguarda i giocatori, quest’anno si è visto cosa intendeva Maldini per “importanti”, Modric e Rabiot, che hanno fatto la differenza, ma che per Furlani non sono rivendibili, quei vecchi parametri zero, che hanno fatto grande l’Inter.

Maldini in una sua intervista, ha spiegato quali sono i problemi del Milan e sono ancora quelli di adesso, quei motivi che non sono stati accettati dalla proprietà, in quanto in contrapposizione alla loro politica finanziaria, che per Cardinale viene prima del Milan: “In questi 5 anni ho imparato tanto, ho avuto relazioni personali e professionali che mi porterò dietro per sempre e sono anche cresciuto in un ruolo completamente diverso, il che non era scontato: la regola è che spesso il grande calciatore non riesca a fare quel salto di qualità.

Ci sono persone che sono di passaggio in istituzioni come il Milan, nel mondo dei club di calcio di profilo internazionale, e che non hanno un reale rispetto della sua identità e della sua storia. Non sono incaricate e non si muovono per dare una visione per le nuove generazioni di tifosi. Spesso sono manager che vengono a lavorare in un grande club di grande prestigio e popolarità anche per migliorare il proprio curriculum e poi andare da un’altra parte.

Per contro, invece, ci sono persone che hanno a cuore tutte queste cose, molto più a lungo termine e molto più legate agli ideali che il club, nel corso della sua storia, ha insegnato a tanti, sul campo e fuori. Purtroppo, nel calcio professionistico moderno, la popolazione della prima tipologia di persone sta diventando sempre più numerosa. Io credo che bisognerebbe tenersi stretto chi è portatore di ideali e orienta il proprio lavoro per salvaguardarne valori e identità”. 

sabato 9 maggio 2026

Tutti colpevoli tranne che uno: i tifosi.

 

Un bravo dirigente, una società che si rispetti, deve coniugare risultati finanziari e sportivi, invece al Milan si ottengono solo risultati finanziari e sono tre anni di fallimenti sportivi, è inutile dire che tutti ci aspettiamo dei cambiamenti al vertice, dopo avere preso finalmente il direttore sportivo e pagato un allenatore 6 milioni a stagione, per continuare a fallire sportivamente e avere un Milan dalle tre anime, anche Tare ha sbagliato, due o tre acquisti e se ne fatti imporre degli altri, se sbaglia anche lui e l’allenatore, allora è certificato che al Milan c’è un grosso problema.

Il tifoso Milanista che si è rotto le palle e che comunque resta critico e buongustaio, non le manda a dire e inscena un’altra protesta, firmando una petizione contro l'AD Furlani e sono già state superate le 30000 firme, a testimonianza della crescente insofferenza nei confronti della proprietà, una petizione online, per chiedere un imminente cambio ai vertici societari, indicando soprattutto Furlani, che con la sua gestione tecnica-calcistica, rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del Milan, protesta che dovrebbe portare Cardinale a riflettere.

L’impostazione adottata da Furlani, è rigidamente orientata a logiche finanziarie, con una sistematica subordinazione dell’area sportiva alle esigenze di bilancio. Questo approccio, è lontano dal garantire equilibrio, ha prodotto un progressivo impoverimento della visione competitiva, trasformando una società storicamente ambiziosa, in una realtà percepita come priva di direzione sportiva chiara.

Sul piano della leadership, la gestione si distingue per un modello accentratore, opaco e privo di reale confronto interno. Le decisioni strategiche risultano spesso calate dall’alto, senza un adeguato coinvolgimento delle competenze tecniche, generando discontinuità, incoerenza e perdita di credibilità.

Dal punto di vista comunicativo e relazionale, emerge una figura percepita come fredda, distante e incapace di rappresentare il club nei momenti chiave. Questa mancanza di connessione con l’ambiente Milan si traduce in una totale assenza di empatia verso tifosi e contesto sportivo, aggravando una frattura ormai evidente tra società e tifosi.

La combinazione di tecnocrazia gestionale, debolezza nella leadership sportiva e carenza di visione sta contribuendo a un progressivo ridimensionamento delle ambizioni del Milan, con il rischio concreto di compromettere competitività, identità e attrattività del club nel medio-lungo periodo. Alla luce di queste evidenze, la permanenza di Furlani alla guida della parte sportiva della società, non appare più sostenibile. La sua gestione è oggi percepita come incompatibile, con le esigenze di rilancio sportivo e con i valori storici del Milan.

Per questo i tifosi chiedono con fermezza, un immediato cambio ai vertici societari e le dimissioni dell’attuale Amministratore Delegato, la società Milan non ha capito l’esigenza dell’area sortiva, ha sbagliato delle scelte e adesso è il momento di tirare una riga, c’è paura nella squadra e nei tifosi e i precedenti sono disastrosi, con il clima che si è creato, si va fuori ancora una volta dalla Champions, che non rappresenterebbe solo il presente, ma anche e soprattutto, il futuro del Milan.

Se si centrasse l’obiettivo della stagione, allora si potrebbero aprire scenari di un certo livello, non esaltanti chiaramente, ma ci si avvierebbe sulla strada del grande ritorno sportivo, sempre ammesso che si faccia chiarezza, in caso invece restassimo ancora una volta fuori, come è possibile, sarebbe l’ennesimo fallimento e l’ennesima rivoluzione, che per me comunque appare inevitabile, la tifoseria è ancora una volta delusa, dopo che il Milan, sempre senza giocare a calcio, è stato secondo in classifica e addirittura primo, mettendo adesso in serio dubbio la partecipazione alla Champions. 

Non c’è mai stato gioco, ma ora la squadra che è o forse era a pochi punti dall’obiettivo, non può arrivare con affanno e con una condizione fisica indecente, con un rendimento pari a zero e un attacco che è un vero disastro, la società ha completato il suo peccato originale a gennaio, dicendo come sempre che non c’erano soldi e non hanno rinforzato la squadra, per raggiungere quella Champions, che sarebbe stato un traguardo alla portata.

Invece la sensazione è che da questo clima di depressione, di grandissima confusione della società, non possa venire fuori niente di buono, in questa ricerca disperata della qualificazione alla prossima Champions League, basterebbero sei punti nelle prossime tre partite, ma l’ambiente è di nuovo in subbuglio, c’è un’enorme insofferenza verso Cardinale e il suo prode Furlani, per la cattiva organizzazione sportiva della società, che con una serie di decisioni in contrasto l’una con l’altra, non ha ancora rilanciato tecnicamente il Milan.