Non attribuiamo la crisi del Milan, al fatto che è
gestita da un fondo, anche l’Inter è gestita da un fondo, ma la differenza la
fa la struttura dirigenziale, esperta, collaudata, competente, ambiziosa,
coerente e soprattutto con la stessa chiarezza tecnico-sportiva, Oaktree ha
ereditato una squadra competitiva, ricca di parametri zero azzeccati, in una
situazione economica critica, l’ha risanata e l’ha confermata a vincere trofei.
RedBird invece, ha ereditato una squadra che stava
diventando competitiva, in una situazione economica non più critica, perché
Elliott era riuscito a cancellare i debiti, l’ha smantellato per creare
plusvalenze, l’ha risanata e invece di continuare a vincere, l’ha condotta nell’incertezza
più totale, tanto che oggi siamo con i dirigenti in discussione, tifoseria
spaccata, petizioni, contestazioni e una programmazione sportiva che continua a
non convincere.
Non ricordo mai, che i tifosi dell’Inter avessero
detto a Marotta di andare via, quindi, il problema del Milan non è avere un
fondo alle spalle, ma quello di trattare il Milan come un asset produttivo, che
deve generare guadagni e non come una squadra di calcio, che deve arrivare ad
un pareggio di bilancio, ma che deve ottenerlo anche tramite le vittorie
sportive, una squadra di calcio capace di creare spettacolo e vincere.
Il quarto posto è un traguardo economico, non è un
traguardo sportivo, almeno per: Milan, Inter, Juventus e Napoli, il quarto
posto deve essere un modo per salvare economicamente la stagione, in prospettiva
dell’altra che arriva e incamerare i soldi necessari per prepararsi a provare a
vincere lo scudetto e la Champions e non un modo per giustificarsi del
fallimento, ripetuto nel caso del Milan, con i tifosi e per nascondere la
divisione dei dividendi.
E ora che la Champions è a rischio? Non c’è più nemmeno
l’ancora di salvezza con i tifosi e non ci sono neanche i soldi da dividere tra
gli azionisti e Furlani, il mancato ritorno in Champions e sarebbe per il
secondo anno di fila, dovrebbe indurre gli azionisti a fare pressione su
Cardinale, affinché il Milan sia dotato di una dirigenza sportiva all’altezza
del blasone e delle possibilità della società, per evitare di continuare a fare
disastri.
Come ogni anno mi trovo nel dubbio, se tifare affinché
il Milan vada almeno in Champions, per poi non cambiare mai nulla, o se tifare
che non ci vada, in modo che cambi radicalmente qualcosa, se non tutto, ma che
cambino almeno i criteri di programmazione e gli uomini preposti, soprattutto
l’allenatore, che negli ultimi 10 anni almeno, non ne abbiamo avuto uno
decente, escluso il povero Mihajlović, si perché per me, anche con la Champions, Allegri non deve restare al Milan.
Anche Allegri ha le sue colpe e sono pure tante e dovrebbe
prendersi le sue responsabilità, se il Milan dovesse entrare in Champions, cosa
che io ritengo adesso quasi impossibile, viste le condizioni della squadra, Allegri
non dovrebbe restare lo stesso, specie dopo l’ennesimo attrito con Ibra, io
penso che Allegri ha già capito, che la sua idea di potenziare il Milan, con
giocatori forti e di esperienza, non è la stessa idea di Furlani, che ha in
testa lo schema del fondo, anche se Cardinale ha detto che non è vero, perché
lui vuole vincere.
Il Milan è una squadra che sta assistendo impotente al suo tracollo e comunque vada, il prossimo anno il Milan deve giocare a calcio e quindi Allegri non ha motivo di restare, il futuro del Milan è molto incerto, lo scenario con il clamoroso ritorno di Galliani non lo vedo, per come la penso io, nel Milan di Cardinale, non c’è posto per i milanisti, quindi niente Maldini e niente Galliani, poi vedremo che cosa sceglierà Cardinale.
Il dubbio attuale non è su chi allenerà il Milan, ma su chi comanderà al
Milan, perché Furlani ha sempre avuto un forte peso decisionale, solo che
adesso Elliott dentro il Milan non c’è più e Furlani potrebbe salutare i
rossoneri, Tare è fuori a prescindere, il nuovo allenatore potrebbe essere
Italiano del Bologna e il nuovo DS D’Amico dell’Atalanta, con molto più
potere ad Ibra, che riprenderebbe in mano il progetto tecnico e sportivo,
insieme a Moncada.
Ibra saluterà Allegri e come DS potrebbe arrivare forse Paratici, Cardinale
sceglierà un nuovo Amministratore Delegato per sostituire Furlani,
ammesso che davvero abbia la forza di allontanare Furlani dal Milan, l’altro
problema del Milan è però legato agli aspetti tecnici e alla proposta di gioco, perché non è
impossibile far coincidere la sostenibilità con i risultati, il Milan ha speso tanto, ma
li ha spesi male, ora passiamo all’attualità.
Cosa succede, se le cinque squadre in lotta per la
Champions arrivano a pari punti, è uno scenario assurdo, ma è qualcosa che
potrebbe verificarsi e in questo caso limite, le tre squadre ad andare in Champions verrebbero
decise dalla classifica avulsa, in caso di clamoroso arrivo di cinque squadre a
71 punti, intanto prevede che il Napoli faccia un solo punto tra
Pisa e Udinese, che la Juventus faccia 3 punti tra Fiorentina e Torino, che il
Milan faccia 4 punti tra Genoa e Cagliari, che la Roma faccia 4
punti tra Lazio e Verona e che il Como faccia 6 punti tra
Parma e Cremonese.
Realisticamente togliamo il Napoli, che è difficile
faccia un solo punto nelle prossime due, quindi penso che possa essere più
realistico, che siano due i posti in palio per quattro squadre, la situazione
più credibile, ma se fossero cinque, la classifica avulsa finale, quella che
riguarda gli scontri diretti tra le squadre arrivate a pari punti, premierebbe
Milan, Napoli e Como e lascerebbe fuori dalla Champions la Roma e la
Juventus.
Il Milan è in vantaggio negli scontri diretti, con
Roma e Como e in pareggio con la Juventus, ma è lo stesso avanti per
la differenza reti, classifica avulsa: 2° Milan 13 punti; 3° Napoli 12 punti; 4°
Como 12 punti; 5° Juventus 9 punti; 6° Roma 6 punti.













