mercoledì 25 marzo 2026

Allegri riflette sul cambio modulo?

 

A mio avviso si, non starà pensando esclusivamente al 4-3-3, ma anche ad altre opzioni, ribadisco che con il 4-3-3 praticamente già collaudato, andremmo sul sicuro, Saelemaekers potrebbe fare l’esterno destro, alternandosi con Athekame e portando anche maggiore sicurezza difensiva, il centravanti può farlo Gimenez o Fullkrug a seconda delle gare, a sinistra Leao e a destra Pulisic, con Nkunku pronto a subentrare ai due esterni, una soluzione che a mio avviso potrebbe davvero svoltare la stagione.

A Casa Milan, c’è stato un primo summit programmatico, chiaramente in vista del prossimo calciomercato estivo, c’erano Allegri, Tare, Ibrahimovic e Furlani, Cardinale si era fatto vedere la settimana prima, ha dato le sue direttive, ha rilasciato delle dichiarazioni discutibili e ha lasciato la governance a decidere, che ha messo sul tavolo le loro idee e a quanto pare, si dovrebbe ripartire da Allegri e Tare e sui temi generali, sembra ci sia stato unità d’intenti.

Come la necessità di inserire giocatori pronti e importanti per reggere il doppio impegno, con la qualificazione alla prossima Champions sempre più vicina, i ruoli da migliorare e anche la possibilità di inserire dei profili giovani, come completamento di prospettiva della squadra e con l’unione d’intenti, anche quella della comunicazione e sulle indicazioni da parte dell’allenatore, che a me non piace, però oggi Allegri è l’unico allenatore in grado di poter dare una continuità credibile al progetto e accettare le intromissioni di Furlani.

Si è parlato di prospettive, budget, idee dei dirigenti e dell'allenatore su come rinforzare la squadra, ci saranno più risorse a disposizione e sarà d'obbligo allungare oltre che rafforzare la rosa, visto che ci saranno più partite da giocare, serve un mix con giovani di prospettiva e giocatori di spessore e di esperienza, pronti per la Champions, l'intensione è quella di fare quattro o cinque nuovi innesti, oltre sostituire chi parte e le scelte dipenderanno anche da come vuole giocare Allegri il prossimo anno, se andrà avanti con il 3-5-2 o passerà al 4-3-3, come aveva annunciato quest’estate.

I nomi a quanto pare sono quelli circolati ultimamente, il primo obiettivo sarà prendere un grande centravanti, uno che possa assicurare 25 gol e il nome su cui sembra ci si sia fermati è Retegui, visto che qualche giorno fa, c’è stato un incontro tra Tare e il suo agente, ma non è l'unico profilo, poi servirà un difensore centrale e Gila è l’obiettivo, anche se Allegri spinge per avere Gatti, si cerca poi un mancino da alternare a Bartesaghi e in mezzo al campo, molto dipenderà da cosa deciderà di fare Modric, anche se l'idea sarebbe comunque di inserire una mezzala destra di grande esperienza come Goretzka.

Serve un giocatore già pronto all'uso e per questo Allegri e il DS Tare hanno già individuato una rosa ristretta di centrocampisti che potrebbero fare a caso del Milan, un nome caldo è quello di Goretza, che a fine stagione si libera a zero dal Bayern Monaco, il tedesco potrebbe giocare insieme al francese, poi il centrocampo potrebbe essere completato con il giovane trequartista greco Karetsas del Genk.

In rosa ci sarebbero già due giocatori che potrebbero sostituire Modric e Rabiot, cioè Jashari e Ricci, che ancora non sono ancora al livello Champions e devono ancora crescere tanto, in attacco, oltre ad un grande numero 9, bisognerà capire chi resterà e quale modulo sceglierà l’allenatore, se avrà il coraggio di cambiare, perché il 3-5-2 ormai appare scontato nei movimenti, nei meccanismi e nelle idee, con il 4-3-3 avremmo una squadra più pericolosa e più divertente.

Sarà un’estate decisiva, la squadra va assolutamente rinforzata, perché che l’anno prossimo, ci siano o no tre competizioni sarà complicato lo stesso gestire le risorse, la rosa dovrà passare da 19 giocatori di movimento ad almeno 23/24 elementi, di qualità e con una certa esperienza, per ridurre il gap con le altre big italiane, Fullkrug difficilmente sarà confermato e uno tra Nkunku e Leao potrebbe partire.

Sul fronte rinnovi Leao è in scadenza nel 2028, si stava parlando di un suo possibile prolungamento, ma al momento il rinnovo è in stand-by, adesso il portoghese è cedibile e il futuro rimane quindi da valutare, come sappiamo il Milan sarebbe già al lavoro in vista della prossima stagione per rinforzare la rosa, da questo summit prende quota il nome di Castro, giovane attaccante del Bologna in ottica del nuovo centravanti per la prossima stagione, l’argentino classe 2004 piace personalmente all’allenatore, ma la valutazione del Bologna però è alta.

Castro potrebbe avere senso per questo Milan, perché è giovane, conosce già la Serie A e ha numeri che cominciano ad essere importanti, in questa stagione ha segnato 7 gol in Serie A, 2 gol in 10 presenze in Europa League e 2 reti in Coppa Italia, è un centravanti moderno, ma non è ancora un finalizzatore "chirurgico" da area di rigore, che è quello di cui il Milan ha più bisogno, è in grado di attaccare la porta, destreggiarsi nel gioco aereo, legare la manovra e partecipare anche alla fase difensiva, ha mobilità, aggressività, spirito di battaglia e una naturale tendenza a cucire il gioco con i compagni. 

Deve ancora crescere, ecco perché il Milan deve comunque prendere un altro attaccante di livello e di esperienza e perché in avanti bisogna pure sfoltire (Leao e Nkunku), Castro starebbe bene nel 3-5-2 come seconda punta di movimento o anche nel 4-3-3 come centravanti, risultando un profilo interessante e funzionale, ma a oggi non c’è una trattativa concreta. 

martedì 24 marzo 2026

Champions a 79 punti, ne mancano ancora 16

 

Contro il Torino, una vittoria ottenuta con una prestazione che ha lasciato tanti dubbi, sia nel primo tempo che nella gestione del 3 a 1, va detto che la partita l'ha riaperta un rigore per una presunta manata di Pavlovic su Simeone, che Vlasic ha trasformato nei minuti finali, a giustificazione, si vuole dire che fosse molto simile a quello di Gimenez con la Fiorentina, ma molto simile è un conto, uguale è un altro, su Gimenez c’è una trattenuta, se pur leggera, poi interrotta e non gli ha permesso di arrivare sulla palla, qui è diverso.

Probabilmente la soglia di intervento del VAR è cambiata negli ultimi mesi, perché fino a qualche mese fa, sarebbe rimasta una decisione di campo, ormai non si capisce più nulla sulla soglia di intervento del VAR, che deve avvenire solo in presenza di un errore chiaro ed evidente, con immagini altrettanto chiare ed evidenti, in quelle che si vedono, c’è Simeone che arriva da dietro, ma non c’è una sola immagine che dimostri in modo inequivocabile, il contatto tra la mano di Pavlovic ed il viso di Simeone, si intuisce, ma non si cogliere l’intensità e non si vede neanche la carezza di Pavlovic sulla faccia di Simeone frontalmente, una carezza e non una manata, un movimento probabilmente anche involontario oltre che molto leggero.

Tutte le immagini mostrate dal VAR, devono apparire anche in TV perché tutti possano vedere, quindi la decisione di dare o non dare rigore, è legato all’interpretazione soggettiva dei VAR su ogni singolo episodio, più che dalle linee guida tecniche ben precise e se fosse stata simulazione di Simeone? Il VAR sarebbe intervenuto per fare annullare un rigore concesso dall’arbitro in campo? Non si sarebbe potuto cogliere l’intensità e allora?

Torniamo al calcio giocato, buono l'ingresso di Athekame, che con la sua energia ha cambiato la partita e ha dimostrato che può essere una risorsa interessante per il futuro, mentre Saelemarkers non sta attraversando un grande momento, come non sta attraversando un grande momento l’attacco del Milan, che dei 3 gol segnati, nessuno è stato fatto da un attaccante, veramente per l’attacco non si tratta di un memento, si tratta di una brutta stagione.

Comunque, dopo 30 giornate di campionato il Milan ha 63 punti, gli stessi conquistati l'anno scorso in tutto il campionato, quindi sotto questo aspetto l’operazione Allegri è riuscita, anche se dobbiamo dire con tante critiche, tanti, troppi punti persi nel corso della stagione, che oggi renderebbero ancora migliore il lavoro di Allegri e al Milan, ci sarebbero meno rimpianti, perché è vero che non siamo partiti per vincere lo scudetto, però è pure vero che non abbiamo ancora in tasca il quarto posto.

Qui scatta il secondo dato del campionato, quello del rendimento del Milan sempre sofferente e imbarazzante nel primo tempo, quindi c’è voluta molta fatica, il Milan ha speso tanto, per arrivare a questi punti, Allegri è stato bravo a trovare la quadra subito all’inizio, ma poi è rimasto quello e invece si doveva evolvere durante la stagione, avere una manovra degna della seconda in classifica, qualcosa va meglio quando il Milan cambia in campo il sistema di gioco, con la difesa a quattro ha un altro tipo di proposta e realizza dei gol ben costruiti. 

Con questo modulo, in questo momento e con questa formazione, il Milan fa molto meglio con il 4-3-3 e non capisco perché non viene preso definitivamente in considerazione, io non mi soffermerei sul pareggio dell’Inter contro la Fiorentina, ha riacceso le speranze di scudetto di Milan e Napoli, ma la vedo molto complicata, perché l’Inter con sei punti di vantaggio, può permettersi di sbagliare ancora qualche partita e non mi sembra in tracollo, piuttosto è difficilissimo che il Milan le vinca tutte.

Ma il punto cruciale tra Milan e Napoli, è la possibilità di assicurarsi un posto in Champions e alla ripresa ci sarà un Napoli-Milan ,che in caso di vittoria dei partenopei, al netto del risultato dell’Inter contro la Roma, potrebbe portare i rossoneri a soli 6 punti di vantaggio sulla Juventus quinta e con lo scontro diretto da giocare, ecco il perché del mio auspicato del passaggio al 4-3-3, che per me fa ben sperare per l’immediato futuro, so che Allegri non farà mai calcio champagne, ma una squadra più aggressiva e più votata a prendere in mano le partite con un altro piglio mentale, quello adesso è d’obbligo.

Un Milan che aggredisca l’avversario e non rinculi a salvaguardia del risultato striminzito, con una trasmissione veloce, con movimenti fatti nei tempi giusti, al costo di sacrificare qualcuno in difesa (Tomori) e qualcuno in avanti, Saelemarkers o Leao, per me, il 4-3-3 può essere la chiave giusta per il rush finale e/o magari, può essere il modo per far tornare in auge Leao e visto che ne beneficia anche il resto della squadra, allora c’è ragione di fare il cambiamento.

Leao da prima punta non si trova, non rende, non è il suo ruolo, mentre largo sulla fascia potrebbe rendere al meglio, è un Milan in continua evoluzione fisica, ma non tattico, ha ritrovato ritmo e serenità, ora la svolta è sul cambio modulo, basta difesa a tre, basta 3-5-2, questa squadra è nata per giocare offensiva e farlo con tre giocatori di qualità là davanti, non è un caso che il Milan produca più gol e gioco, quando l’assetto tattico è il 4-3-3, la stagione del Milan dall’inizio è cambiata, così come è cambiato il rendimento dei suoi giocatori.

lunedì 23 marzo 2026

Allegri rimescola le carte a inizio ripresa.

 

Pensavo che stavolta, avesse abbandonato ogni remora e specialmente con il fatto che non c’era Leao e giocava Fullkrug dal primo minuto, fosse passato al 4-3-3, non so bene se le sue scelte tattiche sono condizionate da Furlani, ma nel secondo tempo contro il Torino, si è visto che oramai Allegri deve partire dal 4-3-3, che è quel qualcosa di nuovo, per dare l’energia alla squadra, per questo finale di campionato.

Nel secondo tempo, quando il Milan è passato al 4-3-3 e con l’innesto non indifferente di Athekame, che ha confermato il suo momento di crescita, ha cambiando di fatto la partita, con il passaggio al 4-3-3, ha avuto un ottimo impatto, ha fornito l’assist per il gol di Rabiot e ha aperto le maglie granata, i rossoneri sono passati di nuovo in vantaggio, ma soprattutto hanno ripreso a giocare a calcio, dopo un primo tempo al limite della depressione e con due sole conclusioni in porta dopo 35 minuti senza mai tirare.

La squadra schierata col 4-3-3 è riuscita ad avere finalmente una manovra offensiva fluida e continua, è tornata ad annaspare quando è uscito Fullkrug e abbiamo perso il riferimento in avanti su cui appoggiarci, l’uomo che può anticipare il movimento dei difensori, che può fare a sportellate, che può fare salire la squadra, Nkunku si è mosso tanto rispetto al tedesco, ma non gioca come riferimento avanzato, ci sono giocatori che fanno un po’ più di fatica ad entrare in partita, specialmente se hai un fisico possente e non giochi con continuità.

Poi Fullkrug ha fatto un bel secondo tempo, anche perché la squadra ha giocato meglio, con Fullkrug c’è la possibilità di mettere più palloni in area, perché con il tedesco si riempie l’area, con questo non voglio obbligare la società a riscattare Fullkrug o a tenere Nkunku, è tornato Gimenez  ed è rientrato bene dopo oltre quattro mesi di stop, ha fatto il lavoro di Füllkrug, quello di venire in appoggio della squadra, con qualità diverse, ma due cose sono importanti, il 4-3-3 definitivo e Leao alto a sinistra finché c’è.

Dopo un primo tempo decisamente brutto, la squadra si è accesa nel secondo tempo con il passaggio al 4-3-3, era importantissimo ripartire dopo la sconfitta con la Lazio e il Milan lo ha fatto con un secondo tempo di personalità, dimostrando che il Milan non è in crisi, ma è in una fase di abitudine, testimoniata dalle prestazioni in calando di Tomori, anche stavolta ha giocato un primo tempo di grande difficoltà, poi con il passaggio al 4-3-3 è uscito fuori e Saelemaekers, ha giocato meglio nel 4-3-3 e ha regalato una presenza diversa in campo.

Sul 3 a 1 sembrava che la partita fosse in pieno controllo, invece poi il Milan è diventato prevedibile, ha abbassato la concentrazione, i giocatori hanno perso la velocità dell'azione, tornando ad avere le difficoltà del primo tempo, i giocatori hanno giocato poco e hanno subito il clima partita, ma devono imparare a gestire anche la pressione della classifica, con il Napoli che è pronto a scavalcarli, Rabiot fa la differenza e senza di lui è un Milan completamente diverso, nel gol del Torino ci mette qualche secondo di troppo a tornare, ma segna il gol del 2 a 1 e nel finale chiude tutto.

Il Milan soffre anche contro il Torino, ma vince, una vittoria che gli permette di tornare al secondo posto e nel primo tempo fatica a trovare gli spazi ed è poco incisivo, il Torino è più in palla, più coraggioso, i rossoneri passano al 37esimo con un vero eurogol di Pavlovic, gol da applausi e gol numero 4 per lui in questa stagione e una prestazione di totale livello, il Milan però è schiacciato dal Torino che alla fine pareggia, nel secondo tempo con il nuovo modulo, il Milan schiaccia il Torino nella sua metà campo e segna 2 reti in 2 minuti.

Rabiot al 54' riporta avanti i rossoneri e un minuto dopo arriva il tris con Fofana, il francese come tutta la squadra, nel primo tempo ci capisce poco, poi, con il passaggio al 4-3-3, anche lui alza il livello della sua prestazione, tanto che è dilagante nel secondo tempo, il Milan di fatto sembra in pieno controllo, torna in campo Gimenez ed entra pure Ricci, che entra bene in partita e si fa vedere sia in difesa, che in attacco, con un paio di sgroppate verso la porta di Paleari e sfiora pure il 4 a 1.

Dal potenziale 4 a 1, il VAR però riapre la partita, l’arbitro viene richiamato al monitor per un intervento di Pavlovic su Simeone, che non si capisce se col braccio colpisce l’attaccante granata, o più vero similmente, Simeone che viene leggermente trattenuto, si lascia cadere chiedendo la massima punizione, sembrerebbe un contatto di gioco, dove il var non può intervenire, ma i protocolli si cambiano a piacimento e l'arbitro decide di punire l'intervento con il rigore, al 83esimo il Torino rimette in piedi la partita e dopo tanta sofferenza, il Milan porta a casa 3 punti preziosissimi, di vitale importanza per la Champions League.

sabato 21 marzo 2026

Adesso speriamo che il Milan l'anno prossimo tornerà a giocare in Champions League.

È l’obiettivo dichiarato da Allegri e dalla società, alla fine questa poteva essere una stagione, che avrebbe potuto regalare soddisfazioni più grandi e invece potrebbe rischiare, se si continua a fare qualche passo falso, di doversi accontentare dell’Europa minore, comunque, se dagli errori si impara, la società, coppe o no, deve rinforzare la rosa in vista della prossima stagione, numericamente e qualitativamente.

Che la prossima stagione, ci siano maggiori impegni stagionali da affrontare o no, questa squadra ha bisogno di forza, esperienza e qualità in mediana, l’ideale sarebbe il ritorno di Tonali a fare coppia con Rabiot, ma costa tanto e a quanto pare, l'obiettivo numero uno è stato individuato in Goretzka, considerato uno dei migliori centrocampisti della sua generazione, gioca prevalentemente da centrocampista centrale, ma può anche giocare da trequartista e da esterno di centrocampo.

Non credo proprio che Allegri lo farebbe giocare a tutta fascia come sta facendo con Saelemaekers, è dotato di una buona tecnica e di una possente fisicità, tipo Rabiot, che gli permette di essere una certezza sia in fase difensiva che in fase offensiva, 31 anni, in scadenza con il Bayern il prossimo giugno, formerebbe un tridente di tutto rispetto con Modric e Rabiot, ma non si tratta di un'operazione semplice, anche perché stiamo parlando di un giocatore da 18 milioni di euro lordi a stagione, senza considerare la concorrenza della Juventus e di altre squadre.

Il Milan vorrebbe proporre a Goretzka un contratto triennale da 5 milioni più bonus per convincerlo, ma i rossoneri starebbe monitorando anche altri profili, come ad esempio André del Corinthias, classe 2006 e Koné del Sassuolo, che sta disputando un campionato convincente, si partirà dal centrocampo, per poi passare alla difesa, dove serve gente pronta subito per fare il titolare, Kim potrebbe essere una soluzione affidabile, ma il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila della Lazio.

Il giocatore è stato portato alla Lazio da Tare e va in scadenza nel giugno 2027, questo dovrebbe abbassare la sua valutazione di 25 milioni per il suo cartellino, ma anche qua c’è la concorrenza dell’Inter e di altri club, infine si passerà a rinforzare l’attacco, dove bisognerà prendere il centravanti definitivo, senza più prove o altro e Retegui adesso è quello più conforme alle esigenze del Milan.

L’Arabia non è un campionato per lui, qualche soldino in più se l'è guadagnato e il Milan spera di riportarlo in Italia, garantendogli cinque o sei milioni, non di più, Retequi conosce il nostro campionato, è giovane e potrebbe essere il centravanti per i prossimi 5 anni, Vlahovic sembra uscito fuori dai radar e poi Retegui è uno che gioca per la squadra, vediamo comunque se il prossimo anno, la possiamo smettere con l'equivoco tattico.

Un buon passo in avanti, il Milan lo farebbe, se Furlani non partecipasse più alle scelte tecnico-sportive, perché non è il suo mestiere, deve occuparsi di economia, cosa che fa egregiamente, è bravissimo a far quadrare i conti.

  

venerdì 20 marzo 2026

Io credo che sia arrivata l'ora del 4-3-3.

Dopo questa prestazione e questo risultato deludente con la Lazio e anche per dare una scossa al campionato, visto che dietro si avvicinano sempre più inesorabilmente, per me è ora di passare al 4-3-3, anche se so, che secondo me Allegri non cambierà, perché così si sta perdendo quel piccolo potenziale offensivo che avevamo là davanti, provare a rimettere Leao e Pulisic al loro posto, anche se la coperta da qualche parte si scopre, ma con i quattro in difesa possiamo avere più copertura nei duelli e evitare meno l’uno contro uno, lasciando magari inizialmente Saelemaekers in panchina, che in questo periodo si è involuto nel rendimento.

Mi sconvolge il fatto che non si possa uscire dal 3-5-2, trovando un avversario che gioca con le tre punte, non puoi giocare con tre difensori e accettare l’uno contro uno senza raddoppi, perché, né Saelemaekers e né Estupinian sono in grado di venire a raddoppiare e non lo fanno nemmeno Modric e Jashari, così come con l’avversario con la difesa a quattro, non puoi mettere solo Pulisic e Leao in mezzo a quei quattro difensori.

Io per questi stessi motivi, non ho mai prediletto questo modulo e non capisco perché non si può uscire da questo 3-5-2 “obbligatorio”, tra l'altro con le due punte che non sono punte, si può giocare con le tre punte come ha fatto Sarri e il centravanti di “manovra” come Maldini, diciamo alla Totti nella Roma di Spalletti (oggi Yildiz) o Fabregas con Guardiola e non sto parlando di allenatori di ultima categoria, un 4-3-3 con Leao alto a sinistra e Pulisic a destra davanti ad Athekame, che mi piace sempre di più e ha bisogno di giocare.

Pulisic-Leao è una coppia che non decolla e c’è poca intesa tra loro, per me è il momento della svolta, quella di cambiare modulo, non serviva fare questa brutta prestazione contro la Lazio, per capire che la coppia Leao-Pulisic non funziona, per natura e per caratteristiche tecnico-tattiche, non hanno mai trovato la giusta collocazione in campo, nessuno dei due è una prima punta e neanche una seconda punta, sono due attaccanti esterni.

Pulisic e Leao non hanno mai inciso realmente, in campo questa coppia non va, a parte che ognuno si porta strascichi fisici e poca lucidità in zona gol, fermo restando che in queste condizioni, non credo che potranno rendere come gli anni scorsi sulla fascia, per me la squadra deve venire prima di tutto e quindi prima di Leao o degli interessi economici, perché Leao e Pulisic non possono diventare un peso per la squadra.

Al di là di come la vedo io, di fatto Leao la prima punta non la può fare, non è il suo ruolo, adesso serve resettare un po' il momento e vincere con il Torino, per ripartire dopo la sosta della nazionale, per ottenere un posto in Champions, ma adesso serve il coraggio di osare qualcosa di più, specialmente la davanti e non ripetere più prestazioni così orribili, contro la Lazio abbiamo assistito a una prestazione molle, disordinata, nervosa e frenetica, contro una squadra che pressava forte e con cui abbiamo perso tutti i duelli fisici.

Adesso il Milan deve provare ad alzare l'asticella, l'obiettivo stagione del passaggio alla prossima Champions League, diciamo che è pressoché raggiunto, ma non bisogna perdere la testa e farsi condizionare dalla pressione, anche perché, in ogni caso il lavoro compiuto è sicuramente positivo, considerato da dove siamo partiti e in che condizioni ha dovuto operare Allegri.

Allenatore che non preferisco, però almeno sono state gettate le basi per provare a vincere il prossimo anno, chiaramente migliorando la fase offensiva e anche quella difensiva, attraverso il mercato, il gap con l'Inter e il Napoli sta infatti soprattutto nel numero di giocatori in rosa, ecco perché la dirigenza non dovrà assolutamente sbagliare il centravanti questa estate e completare l’organico con acquisti mirati, giocatori forti ed esperti, più Rabiot e meno Odogu.

Ma se le attenzioni dovranno essere principalmente sull'attacco, servirà aumentare la qualità anche in difesa, poi vedremo se servirà o no (dipende dal modulo), migliorare anche nei quinti se resta Modric, a centrocampo serve una mezzala di destra più forte, un altro Rabiot, che ci permetterebbe un ulteriore miglioramento e poi, la speranza è che venga fuori Jashari, un investimento economicamente importantissimo, che al momento, complice il brutto infortunio, non ha reso per quanto ci si aspettava.

Jashari è un giocatore che ha qualità, ma ha dovuto affrontare l’infortunio, nel suo ruolo ci gioca Modric e possibilmente magari, non si è ancora ambientato al calcio italiano, penso che in un immediato futuro, potrà dimostrare le proprie qualità, anche se a pesare su di lui, sono i quaranta milioni versati per l’acquisto, quello che non mi piace di Allegri, è che il Milan gioca male e che giochi sempre allo stesso modo, che regala sempre il tempo all’avversario, dove sta chiuso, bloccato, è tutta la stagione che gioca così e per me ha delle responsabilità anche lui, deve avere più coraggio e fare lui la partita.  


martedì 17 marzo 2026

Ora il Milan si deve guardare alle spalle.

 

La classifica di Serie A si è ridisegnata e tutte le inseguitrici del Milan, hanno guadagnato tre punti sui rossoneri, che a 9 partite dalla fine, si vede assottigliare il vantaggio che aveva con le dirette concorrenti alla Champions, che lo insidiano da molto vicino, il Napoli è a un punto e c’è lo scontro diretto tra due giornate, il Como si trova a 6 punti in quarta posizione, la Juventus a 7 punti ed è la quinta, su cui il Milan deve fare la corsa a un posto Champions, la Roma a 9 in sesta posizione, difficilmente potrà insidiarla. 

La classifica aggiornata dice: Inter 68; Milan 60; Napoli 59; Como 54; Juventus 53 e Roma 51, queste le sei squadre che dovrebbero spartirsi i sei posti disponibili tra Champions e Europa League, se poi la supercoppa rimarrà a quattro squadre, Milan e Napoli, dovrebbero contendersi l’altro posto, dando per scontato che l’Inter comunque vincerà lo scudetto, contro la Lazio è andata male, il Milan ha sbagliato una delle partite più importanti della stagione.

I rossoneri hanno dimostrato di non essere cresciuti, di non essere ancora pronti per lottare fino alla fine per lo scudetto, non ha ancora un suo gioco preminente, una sua personalità forte e spiccata e non ha giocatori all’altezza di una squadra che deve lottare per lo scudetto in serie A, forse non ha nemmeno l’allenatore per farlo, troppo poco coraggio e idee troppo integraliste.

Bisogna prendere atto e ammettere onestamente, che il Milan non è ancora all’altezza, che il Milan è arrivato, che oltre non può più andare, ha deluso l’atteggiamento della squadra, hanno deluso specialmente tutti i primi tempi, ma soprattutto ha deluso anche l’impostazione tattica, che non mi ha mai convinto, abbiamo concesso sempre troppi spazi agli avversari, quasi sempre uno contro uno a campo aperto. 

È sembrato di rivedere il Milan di Pioli in balia dell’avversario, quando prendeva due gol a partita, Leao e Pulisic con questo 3-5-2 non vengono valorizzato e non c’è neanche intesa tra loro, però nessuno fa niente, andiamo avanti finché i nodi non verranno al pettine.

Ora bisogna blindare la Champions, l’obiettivo primario e quello dichiarato a inizio stagione, poi, forse meglio anche prima, servono dei colpi seri sul mercato, a cominciare dall’equivoco tecnico-tattico del 3-5-2 e dei due attaccanti, Pulisic e Leao nelle ultime quattro partite hanno giocato insieme dal primo minuto e non hanno prodotto niente, nemmeno una rete o un’azione combinata, solo prove sufficienti, ma sapevamo tutti che i due non avevano le caratteristiche necessarie per giocare come le due punte terminali e chi di dovere, deve ammettere che questa coppia non sta funzionando.

In generale il Milan ha segnato pochi gol con gli attaccanti, un problema da provare a risolvere per la parte finale della stagione e immancabilmente per la prossima, io penso che si andrà avanti cosi, difficilmente Allegri proverà a cambiare modulo o di uomini, anche se sembra che ci sia un ordine di scuderia, perché anche Pioli diceva sempre di volerlo fare e poi non lo faceva mai.

Nel secondo tempo contro la Lazio e non è stata l’unica volta, quando la squadra è passata al 4-3-3, ma anche al 4-2-3-1, che premetto non mi piace nemmeno, il Milan ha occupato meglio gli spazi e ha difeso meglio, al Milan manca tremendamente una punta forte, l’arrivo di Fullkrung (che ha giocato pochissimo) non ha spostato gli equilibri e ha prodotto poco, per non parlare di Nkunku, oltre 40 milioni e ha inciso solo nelle partite di inizio 2026, troppo poco.

A fine stagione sarebbe il caso che entrambi andassero via, bisognerà rinforzare indubbiamente la squadra e non con solo quattro colpi seri, il Milan oramai deve avere in squadra giocatori forti, gente che può cambiare subito il livello della squadra, giocatori che anche nelle partite che contano possano essere all’altezza, dopo tanto tempo bisogna tornare a vincere e aprire un ciclo.

L'unico modo per riuscire a tornare grandi, è spendere bene i soldi a disposizione e questa estate sarà decisiva, per tornare seriamente a lottare per lo scudetto, ma per vincere bisogna fare gol e per fare gol, bisogna tirare in porta e per tirare in porta non serve solo il grande attaccante, c’è bisogno di giocatori, che fanno una grande squadra che esprime un grande gioco.

Nel primo tempo contro la Lazio, non abbiamo mai tirato in porta, neanche da fuori, serve un gioco, per permettere ad alcuni giocatori di arrivare a calciare da fuori, questo è un problema, perché va bene cercare l’accerchiamento costante dell’area di rigore, ma se poi i cross non arrivano o sono sbagliati, le imbucate non passano e si gioca più il pallone all’indietro che in avanti, così diventa tutto più difficile.

Questo è anche colpa del 3-5-2, ma ora e anche dopo, per arrivare in Champions c’è necessità di vincere le partite e non è un caso che con il passaggio al 4-3-3, la squadra non solo abbia prodotto di più a livello offensivo, ma è sembrato che quasi tutti i calciatori si sentissero più a loro agio, al contrario di quanto dice Allegri, nel 4-3-3 non si fiderebbe dell’uno contro uno a campo aperto di alcuni suoi difensori, però alla fine, anche con la difesa a tre, i rischi dell’uno contro uno a campo aperto, se li prende lo stesso.

Ma a che gioco giochiamo?

Non è possibile, che la squadra seconda in classifica, matematicamente ancora in corsa per lo scudetto, si presenti all’Olimpico con tro una Lazio “disastrata”, con il solito insignificante 3-5-2 e a fine del primo tempo non abbia fatto un tiro nello specchio della porta, è arrivata sempre seconda su tutti i palloni e ha marcato gli avversari senza nessun raddoppio o copertura, con un centravanti Leao, che ha toccato 4 palloni, due li ha dati indietro e due li ha persi.

È andata meglio quando nel secondo tempo è passato a 4 dietro, si sono visti i raddoppi in difesa e con i tre attaccanti, siamo riusciti ad allargare la difesa della Lazio, abbiamo tirato e impensierito Motta, ma finalmente abbiamo dato un senso alla nostra presenza all’Olimpico, certo non è un caso, che tutte le volte che ci schieriamo con la difesa a 4 che giochiamo meglio e non è vero che con questa squadra non si può fare, basta lasciare fuori Leao, tanto c’è o non c’è è uguale.

A parte la lezione tecnico-tattica che ci ha impartito Sarri, perché ho visto le due punte esterne della Lazio, attaccare e poi in area a difendere, di contro non ho visto mai Pulisic e Leao dentro la nostra area e giusto dice Ambrosini: "Leao la rabbia che manifesta quando esce, deve dimostrarla quando è in campo", sarà che ha sofferto di pubalgia, sarà che gioca in un ruolo che non è il suo, ma anche nelle passate stagioni, a parte qualche strappo in qualche partita, poi le sue prestazioni sono state incolore come quella contro la Lazio.

Un predestinato non vuol dire che deve giocare sempre e che si deve far giocare per forza, cosa vogliamo dimostrare? Sta male? Come tutti gli altri che stanno male non gioca, va in panchina, schierato nuovamente da centravanti, in quella posizione non rende per lui e nemmeno per la squadra, poi al momento del cambio si è arrabbiato parecchio, lamentandosi con Pulisic e con Allegri, non ha avuto l’umiltà e quella non l’ha mai avuta, di capire che la squadra stava giocando con un uomo in meno e che era sotto di un gol.

Ha continuato con il suo atteggiamento da super campione, Allegri ha provato ad abbracciarlo al momento dell'uscita per il cambio, io gli avrei fatto un cazziatone, che l’avrebbero sentito fino in Portogallo, nazionale dove da anni fa sempre la riserva, Leao ha scostato malamente l'allenatore ed è andato in panchina scalciando anche qualche bottiglietta e borbottando, io penso che la storia tra Leao e il Milan sia finita da tempo.

Doveva fare parte della rivoluzione di quest’estate, gli manca quella carica agonistica, che non gli permette di potere giocare ad alti livelli, fuori ruolo o no, non puoi in 45 minuti toccare, perché li ha solo toccati e non li ha giocato quei 4 palloni, sarà per indole e per caratteristiche, è un giocatore che si accende poco e non può giocare titolare neanche in serie A, da centravanti poi si prende molte più pause di quanto se ne prenda giocando esterno.

Io intanto giocherei con il 4-3-3, perché se non il quarto posto a casa non lo portiamo nemmeno stavolta, con Leao e Pulisic larghi e uno tra Fullkrug e Nkunku centravanti, in attesa che arrivi un centravanti vero, Saelemaekers si alterna con Leao, perché il portoghese ha già i suoi limiti e da centravanti è sprecato, così il Milan è una squadra senza personalità, non ha avuto l’atteggiamento da “finale” che doveva avere e che invece ha avuto la Lazio.

Non ha avuto quella voglia di imporsi e di lottare, non ha un calcio intenso, il Milan ha sempre trovato difficoltà quando deve fare gioco, Leao cammina e non si può vedere un giocatore che cammina per 70 minuti, mentre gli altri si sacrificano e si arrabbia pure, il Milan quel gol non lo doveva mai prendere, perché è vero che Esupinan non può difendere così, ma i raddoppi e gli altri dove erano?

Contro la Lazio, il Milan è mancato clamorosamente sulle fasce laterali, Pulisic e Leao non aiutano, non c’è l’interscambiabilità dei ruoli, che come ci ha dimostrato Sarri, non significa essere “antichi” e né tanto meno giocare un calcio difensivistico, Estupinan è stato protagonista in negativo, ma anche Saelemaekers è in una fase poco brillante.

Si è giocato poco sugli esterni, anche perché nessuno riempie l’area e la palla di testa per Leao e Pulisic è una palla inutile, quando è entrato Fullkrug qualche mischia ce stata, anche se il tedesco non ne ha presa una, il Milan ha giocato di più, ma non c’è stata fluidità di gioco, Leao ha fatto una brutta partita e non capisco perché questa ostinazione di farlo giocare centravanti e quella di giocare con il 3-5-2.

Ora, al di là del discorso scudetto, perché la rimonta è impossibile, molto dipende dall'Inter e perché il Milan deve fare bottino pieno e non ha la squadra per farlo, però deve fare punti, perché ne servono 81 per essere sicuri di fare la Champions il prossimo anno, ora c’è un mini campionato da vincere, va consolidato il posto in Champions e provare ad arrivare secondi, perché è importante sotto tutti i punti di vista arrivare in quella posizione di classifica, il turno di campionato ha visto avvicinarsi Napoli, Como e Juventus e sabato contro il Torino, c’è solo un risultato, la vittoria.