giovedì 25 giugno 2026

Amorim deve valutare trenta giocatori della rosa attuale e mezza di questa è in partenza.

Il 12 luglio partirà il ritiro dei rossoneri, il 22 agosto comincia il campionato e il 17 settembre comincia l’Europa League, Amorim al momento ha in rosa 30 giocatori, ma almeno una quindicina hanno le valigie in mano, il tecnico dovrà valutare i giocatori a disposizione nei primi giorni del ritiro, per capire chi può restare e chi invece ha il futuro lontano da Milanello.

Prima del 25 luglio, data in cui il Milan di Amorim farà il suo esordio in amichevole in Scozia, a Glasgow con il Celtic, l’allenatore con Almstadt, il direttore del player trading, ovvero l’uomo che si occuperà del calcio mercato, dovranno avere già per lunghi tratti, tracciato l’organico del nuovo progetto rossonero e in attesa che il mercato prenda forma, Amorim sta chiamando i giocatori per presentarsi, spiegare il progetto e sondare le loro intenzioni.

Al raduno potrebbero esserci anche: Bondo, Terracciano, Musah, Chukwueze, Bennacer, Camarda, Zeroli e Comotto, rientrati dai prestiti e una quindicina di giocatori sono destinati a partire, in uscita ci sono Bondo, Terracciano, Bennacer, Loftus-Cheek, Gimenez e Leao, mentre dipenderà da Maignan, Rabiot, Pavlovic e Tomori, se restare o no, chiaramente dipende dal progetto e dalle richieste, ma sicuramente serviranno almeno una decina di nuovi acquisti. 

Con l'Europa League e le liste UEFA: Camarda, Zeroli e Comotto diventano risorse preziose e alcuni dei ragazzi più interessati del vivaio rossonero, potrebbero diventare risorse preziose l'anno prossimo per il Milan, che dovrà costruire, comporre e presentare le liste UEFA, dove sono richiesti giocatori formati in Italia e nel club, utili per allungare le rotazioni. 

Per questo motivo, spero che verranno valutati con attenzione i rientri di Camarda, Zeroli, e Comotto, dopo le varie esperienze tra Serie A e B, torneranno a Milanello con maggiore maturità e potrebbero diventare parte importante non solo per le liste, ma anche per il nuovo progetto, in Europa la rosa dovrà essere al massimo di 25 giocatori (Lista A), suddivisi tra 17 stranieri, 4 formati in Italia e 4 formati nel Club e di seguito, possiamo tracciare più o meno le liste.

Al momento la lista per l’Europa League sarebbe: gli stranieri sono già 15: 1 – Maignan, 2 – Tomori, 3 – Pavlovic, 4 – Estupinan, 5 – Athekame, 6 – Modric? 7- Rabiot, 8 – Jashari, 9 – Fofana, 10 - Loftus-Cheek, 11 – Saelemaekers, 12 – Pulisic, 13 – Nkunku, 14 – Leao, 15 – Gimenez, in più a questi si possono aggiungere Odogu e Kostic per arrivare a 17, ma bisognerà sostituire quasi sicuramente: Modric, Loftus-Cheek, Leao e Gimenez, i 4 formati nel vivaio Italia sono: 1 Terraciano, 2 – Ricci, 3 - De Winter e 4 Bartesaghi, mentre i 4 formati nel vivaio del club sono: 1 – Gabbia, 2 Camarda, 3 Comotto e 4 Zeroli.

Modric ha voglia di restare al Milan, si trova benissimo, ma la decisione la prenderà dopo il Mondiale e dopo aver parlato per bene con il nuovo allenatore, Modric vuole capire il progetto del tecnico portoghese e anche come intende impiegarlo se dovesse restare, la Lista B che è sempre modificabile, è composta da giocatori U21 che dai 15 anni in poi hanno trascorso almeno due stagioni continuative nel club e verrà fuori dalla primavera e dal Milan Futuro.

Anche se molti stanno andando via, di questa lista B farà parte sicuramente il nuovo calciatore del Milan Guernier, che farà inizialmente parte del Milan Futuro, è arrivo a parametro zero dal Birmingham City, proveniente dalla Championship inglese, anche se non ha mai esordito in prima squadra, l'attaccante che ha ancora 18 anni farà parte del Milan Futuro, dedicato alla crescita e allo sviluppo dei giovani talenti, che vanno sostenuti, aiutati e valorizzati, ma va sostenuto e aiutato anche Amorim, a cui serve una campagna acquisti, fatta sulle sue indicazioni.

È da considerare un segno di umiltà da parte di Amorim, quello di volere studiare al massimo tutta la rosa a sua disposizione, compresi tutti i calciatori che rientrano dai prestiti, non vuole scartare nessuna possibilità per i giocatori in organico in ritiro, prima di capire quali saranno le priorità sul mercato, anche se due nomi piacciono al tecnico indipendentemente dall’organico, Hjulmand e Trincao, è chiaro che il mercato sarà legato alla lista UEFA e dalla situazione tra nuovi arrivi, ritorni e possibili partenti.

Il Milan dovrà impostare il mercato, tenendo conto della registrazione della rosa per l’Europa League, Amorim, Gardiner ed Almstadt, dovranno occuparsi di pianificare la nuova stagione sportiva, cominciando con il risolvere la questione Leao che vuole andare via (magari fosse vero), quella del ritiro di Modric e dei tanti calciatori di rientro dai prestiti.

Sarà un mercato che dovrà essere fatto come sempre senza soldi e con le idee, viste le continue mancate partecipazione del Milan alla Champions League, anche se giocherà in Europa League e bisogna rispettare le liste e bisogna fare attenzione ai parametri imposti della UEFA. 

lunedì 22 giugno 2026

Il Milan (Cardinale) ci ripensa, si torna al fallimentare “gruppo di lavoro”.

Niente più Direttore dell'Area Tecnica, Cardinale non ha più soluzioni decenti per questa figura dirigenziale, o per lo meno, non ci sono persone disposte a stare sotto i comandi di Ibrahimovic e all’ora il proprietario torna al famoso gruppo di lavoro, come quello che qualche anno fa ha sostituito malamente Maldini e Massara, promuovendo alcune persone già all’interno della società e avvalendosi di altre esterne, ma con l’allenatore manager all’inglese.

L’esperimento non era riuscito per diversi motivi, intanto per le mancate conoscenze di Furlani, per la mancate competenze di Moncada e Ibra e anche perché era un gruppo dove volevano comandare tutti e poi comandava solo Furlani e soprattutto, perché Pioli non è mai stato l’allenatore manager, ha sempre fatto quello che gli hanno imposto, quindi in questo “team tecnico”, chi si occuperà di mercato? (anche Kirovski è fuori) e chi decide?

L’unico in questo “team tecnico” a capire di calcio è Amorim, che giustamente Cardinale ha messo al centro dell'area tecnica, lui sceglierà e valuterà i calciatori, magari li contatterà come sta facendo con qualcuno e poi Almstadt sarà l’uomo operativo sul mercato, mentre nel gruppo di lavoro precedente, l’ultima parola spettava a Furlani (ne avesse detta una giusta), in questo nuovo “team tecnico”, l’ultima parola spetta a Cardinale, consigliato (speriamo bene) da Ibrahimovic.

Non c’è dubbio che si tratta di una situazione disperata e si si sta ricorrendo ad una contro reazione ancora più disperata, ma tranne vendere la società, in questo momento, per provare a salvare la baracca e non volendosi affidare a Maldini o a Galliani, non c’è un’altra soluzione, che io spero sia temporanea e in “progres”, cioè man mano che si trova l’accordo con persone competenti, si sostituiscono i “momentanei”, speriamo che abbia ragione.

È più che evidente, che nel nuovo management mancano le competenze idonee, per poter far tornare il Milan grande, manca una linea di gestione e una struttura dirigenziale chiara, c'è una confusione di identità di gestione, in questo nuovo “comitato strategico”, che sarà composto così: Amorim allenatore-manager, che darà le sue indicazioni al folto gruppo di scouting-analisi dati, incaricati di individuare i calciatori idonei alle richieste del tecnico e che rientrino nei parametri tecnico-economici della società-proprietà.

Il resto del “comitato” sarà composto in questo modo: Almstadt, Gardiner, Calvelli e Castelblanco, nonché dal consulente esterno Ibrahimovic, con Kirovski che continuerà ad occuparsi di Milan Futuro e almeno per ora, non ci sarà un direttore tecnico e non arriverà un DS italiano, le trattative verranno svolte da Almstadt, che per circa un anno nel 2015, è stato Direttore Sportivo dell’Aston Villa. 

Il quadro generale genera preoccupazioni e più di una perplessità, in attesa di capire la realtà dei fatti e se il mercato lo farà Amorim così come sembra, visto che nessuno più dell'allenatore sa chi serve e chi no, quali sono i piani tecnico-tattici, quali sono i giocatori da vendere e da acquistare, il portoghese viene dall’esperienza non esaltante al Manchester United, chiusa con l'esonero, ma in Inghilterra ha imparato a muoversi come allenatore manager, con operatività sul mercato. 

Si sa che in questi giorni abbia telefonato ai giocatori più importanti: Rabiot, Maignan e pare fin anche Modric, per rassicurarli sulla costruzione di un Milan ad alti livelli e a quanto pare a pure parlato con due suoi ex pupilli, Gonçalo Ramos in uscita dal Psg e Pedro Gonçalves dello Sporting, quest’ultimo più attaccante esterno rispetto a Ramos, Gonçalves ha caratteristiche adatte a prendere il posto di Leao, Ramos invece può sostituire Gimenez.

Ramos costa circa 40 milioni e Gonçalves ne vale una trentina, parte di questi 70 milioni, se non tutti, dovranno venire fuori dalle cessioni proprio di Gimenez che piace all'Orlando City e di Leao, che non ha più un futuro al Milan e che probabile avrà un futuro in Premier. 

Tutto questo a patto il fatto che si sbrighino, perché le urgenze sono molte e gli altri vanno dritti come un treno, serve un centravanti che segni e Ramos lo è, occorre verificare se Jashari può essere il dopo Modric, in difesa serve qualcuno più forte di Gabbia, Tomori e Pavlovic e poi ci sono da valutare Camarda e Comotto, tutto peraltro in funzione del nuovo modulo di Amorim e in tutto questo, manca anche l'allenatore del Milan Futuro.

Pare che anche Milan Futuro, possa avere il suo nuovo allenatore dall'estero, l'idea di Cardinale è quella di avere il meno possibile figure italiane all’interno del suo organigramma, magari gli italiani gli fanno schifo, però, dopo Furlani, anch’io mi guarderei bene dagli italiani. 

Il Milan ha fatto i conti senza l’oste (l’Eintracht).

Dopo Rangnick, un'altra brutta figura per il Milan, salta anche Krosche e il Milan si trova ancora senza figure di comando nell'area sportiva, Krosche ha dovuto rinunciare alla proposta del Milan, condizionato dalla pressione dell'Eintracht che non lo ha voluto liberare e a detta di tutti, dall’ingombrante figura di Ibra, che se pur essendo ufficialmente fuori dalle vicende Milan, continua a comandare e vuole gestire tutta l’area tecnica-sportiva.

Adesso Cardinale, deve mettersi alla ricerca per la terza volta, della coppia di comando e quindi di un nuovo direttore dell'area tecnica, anche se sembra non abbia perso le speranze, di portare a Milanello la coppia Krosche-Hardung, l'offerta era molto importante, perché avrebbe fatto di Krosche il responsabile dell'intera area tecnica del Milan per una lunga durata, ma proprio questo a Ibra non andava giù e le sue intromissioni hanno fatto cambiare idea a Krosche.

Di fatto l’Eintracht ha fatto saltare l'operazione, non aveva intenzione di privarsi del suo uomo di punta a progettazione della stagione già iniziata, così il Milan si ritrova a meno di due settimane dall'inizio del calciomercato (il prossimo 29 giugno), senza squadra dirigenziale e senza area sportiva, meno male che almeno c’è l’allenatore, ora non si può fare a meno di un altro casting, trovare un altro nome e sperare che  accetti le intromissioni di Ibra e non sia vincolato con altre società, ma qualcosa va fatta comunque ora, perché non c'è più tempo, il Milan è in ritardissimo.

Saltato Krosche, Cardinale o chi per lei, è ritornato su Ozek,  già sondato anche lui in queste settimane, ma in attesa, visto che non si può più aspettare, Ibra ha suggerito a Cardinale, di andare verso una struttura temporanea, che possa traghettare il Milan nel mercato verso e in attesa della nuova struttura dirigenziale, chiaramente il DT sarà Ibra, anche se non figurerà tra i tesserati della società e all’interno di questa struttura provvisoria ci sarà il suo amico Kirovski, fedele cagnolino dello svedese, che ha già fatto malissimo con Milan Futuro e che non ha le conoscenze e le competenze, per attrezzare un mercato “internazionale”, ma così, Ibra è sempre più centrale.

Si va quindi verso una soluzione interna, la soluzione caldeggiata da Ibra, con Kirovski direttore sportivo, che dovrà occuparsi anche del mercato della prima squadra, sarà affiancato da altre figure col patentino e uno di questi potrebbe essere Teti, un italiano, che ha lavorato all’estero e l’altro sarebbe Gardiner, che insieme ad Amorim (si spera), costruire insieme la rosa, quindi per il momento il Milan potrebbe rimanere così, ma serve un mercato ad hoc per il modo di giocare di Amorim e il sostegno della società.

Per evitare al Milan un altro flop, è importante il mercato e mi pare che questo non stia avvenendo e forse non avverrà e dovendo cambiare quasi tutti i giocatori della rosa, per prenderne dei nuovi, mi chiedo se ci saranno i soldi e le competenze per fare questo tipo di mercato, su cui ho molti dubbi e poi bisognerebbe mettere da parte interessi personali e battaglie di partito, cosa che stiamo vedendo con Ibra, non c’è intenzione di mettere da parte.

C'è poi una cosa certa, quest'estate il Milan deve prendere un centravanti che segni tanti gol, non si può più tergiversare come fatto gli scorsi anni, quest'estate il Milan deve prendere un bomber, al momento nel caos generale, il Milan ha comunque chiuso il suo primo colpo del mercato, l’ala sinistra Guernier, che arriva a zero dal Birmingham City, a cui erano interessate Chelsea, Strasburgo e Sporting Lisbona, segno che se si vuole, le trattative si possono imbastire e in un certo senso portare a casa.

Calvelli ha ereditato i compiti di Furlani come CEO del Milan, tra queste vi sono i rapporti con i procuratori, le pratiche del nuovo stadio, acquisti di beni, accordi e contratti di sponsorizzazione, di assicurazione, di pubblicità e soprattutto la gestione della compravendita dei calciatori e dello staff tecnico, ha però un tetto limite da 10 milioni e siccome l'ex AD Furlani rimane formalmente in carica almeno fino a ottobre, potenzialmente si possono fare tutte le operazioni.

Guernier ha firmato il contratto con il Milan e come consuetudine inizialmente si unirà (per rovinarsi) Milan Futuro, il suo ruolo è quello di ala sinistra, ma può giocare anche a destra e da trequartista alle spalle delle punte. L’operazione è stata portata avanti da Kirovski, che però non ha potere di firma e per questo ci ha pensato Calvelli.

È tornato Musah che non è stato riscattato dall’Atalanta, Camarda, che è stato contro riscattato e Comotto tornato per fine prestito, stessa cosa per Bondo e Terracciano dalla Cremonese, Bondo lascerà sicuramente il Milan, Terracciano ha fatto bene a Cremona, può restare perché è un giocatore cresciuto nel vivaio Italia e può (come Camarda e Comotto) risultare utile per le liste UEFA. 

mercoledì 17 giugno 2026

Non c’è ancora il nome dell’AD, ma c’è quello del DT, del DS e l’allenatore ha firmato.

 

Non c’è nessuno dubbio che il Milan sia in fortissimo ritardo su tutto, ma non è detto che non possa recuperare e magari pure bene, da quello che leggo, è solo una questione di giorni per le ufficializzazioni, poi un po' tutti i nuovi sono in preallarme e hanno cominciato a prepararsi il terreno, pare che Krosche in attesa di trovare l’accordo con l'Eintracht di Francoforte, abbia condiviso la candidatura di Amorim come allenatore e che si siano già parlati, nel frattempo il DS e braccio destro del DT tedesco, starà lavorando sul mercato.

In pratica potrebbe accadere, che Krosche e Amorim individuano il calciatore che serve al Milan, che Hardung tessa tutta la trattativa e poi, Calvelli o Furlani firmano il contratto con lo sta bene di Ibra e Cardinale, ma credo che per Krosche, i tempi per arrivare al Milan non saranno lunghi, con lui arriverà il DS Hardung sempre dell'Eintracht, che potrebbe firmare per il Milan anche domani, perché non c’è indennizzo da pagare e cominciare così a lavorare sul nuovo mercato rossonero, è vero che al Milan si sono rivelati tutti una massa di sprovveduti, però ogni tanto siamo costretti a dargli fiducia, questo mi sembra proprio un caso di quelli.

Non dobbiamo scoraggiarli subito, visto il notevole ritardo, ricordo quando è stato per Lopetequi, che poi le cose si sono complicate terribilmente, purtroppo questo c’è e per certi versi ci dobbiamo convivere, non troviamo il pelo nell’uovo, proprio ora che sembra che abbiano finalmente trovato un’idea di progetto, addirittura chiara e condivisa anche con Amorim e Krosche, proprio ora che dovrebbero essere state eliminate le fazioni, proprio ora che sembrano convinti di dare carta bianca a chi si intende di calcio e fa questo lavoro.

Krosche si occupa veramente di tante cose, è una figura centrale e totale, non ostacoliamo questo cambiamento, sarà pure straniero, ma era quello che auspicavamo, certo, era meglio Maldini, ma intanto cominciamo un nuovo ciclo con idee nuove e poi vediamo, ricordo che abbiamo criticato il Como qualche anno fa, adesso è un modello da seguire, facciamo le cose con calma, non gli mettiamo troppe ansie, speriamo che si concretizzino presto queste scelte, con Krosche (il Maldini straniero) nel ruolo di direttore tecnico, arriverebbe al Milan anche Hardung (il Massara straniero) come direttore sportivo e non è detto che debba andare tutto storto.

Intanto abbiamo sistemato la questione panchina con l'arrivo di Amorim, poi speriamo che si chiuda presto anche con Krosche e Hardung, entrambi sono passati dal Lipsia di Rangnick, quindi diciamo che si sta percorrendo l’idea di base e cioè, trovare giocatori di talento, non ancora al massimo livello e che non sono ancora riusciti a esprimere il loro massimo potenziale, come è stato per Kakà, per Nico Paz, però poi è fondamentale metterli nelle condizioni migliori per crescere, maturare e farli rendere al meglio e in Italia non ci sono tanti allenatori con queste capacità.

Il lavoro fatto da Maldini e Massara, inizialmente completato da Pioli, ma poi distrutto da Furlani, questo non vuole dire che non si possono ottenere anche ottimi risultati in campo, con un calcio offensivo e moderno, magari accettando qualche rischio, giocando con coraggio, quello che sarà il compito del nuovo allenatore che ha oramai firmato, Amorim ha il compito di replicare quanto fatto con lo Sporting, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori, con un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco.

Sembra che a detta di Cardinale, Amorim sia stato seguito da anni ed è lo stile di gioco che stanno cercando, è indubbiamente uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea, giovane, ambizioso, che crede in un calcio offensivo e ad alta intensità, unite alla capacità di far crescere i calciatori, il matrimonio tra Amorim e il Milan, è il primo segno di un nuovo inizio, una ripartenza da zero, che lega i risultati a quanto margine di manovra verrà dato e al supporto su cui potrà contare l’allenatore e il suo staff. 

Ora bisogna aspettare, credo che la confusione si stia un po' dileguando, Amorim ha fallito al Manchester, dove hanno fallito un sacco di allenatori, bisogna giudicarlo per quanto ha fatto allo Sporting, è un allenatore preparato, intelligente, ma è tutto legato al mercato che gli faranno, per me abbiamo preso un allenatore forte che può fare bene, ma dipende tutto da come si comporterà la società, io sono convinto che potrà fare bene, perché ha idee, Amorim allo Sporting Lisbona ha vinto e ha valorizzato tanti calciatori, Gyokeres, Inacio, Nuno Mendes.

La caratteristica migliore del suo lavoro in Portogallo, è stata quella di lavorare con tanti giovani e farli esplodere, l’idea che ha sempre avuto Cardinale e che Furlani non è riuscito a concretizzare, se non in Reijnders, Amorim gioca con il 3-4-2-1 offensivo, è un allenatore giovane, ma che ha già molta esperienza, serve però la materia prima, un ambiente compatto, dirigenti pronti a difenderlo e calciatori desiderosi di ascoltare le idee del mister.

domenica 14 giugno 2026

Ritardo clamoroso, anche sul mercato.

 

Premetto che per me Cardinale ha fatto bene ad azzerare tutti, due errori però li ha fatti: quello di non avere pronti i sostituti e quello di non avere azzerato pure Ibrahimovic dal Milan, è socio di RedBird, ma che si occupi di altro e adesso il Milan è in netto ritardo su tutto, mercato compreso.

Se in questi giorni non mi sono fatto sentire, è stato perché in queste assenze di notizie, mi sono concesso una vacanza, visto che non c’era niente da commentare, ma a quanto pare il cerchio non si è più chiuso su Glasner per la panchina e su Rangnick come direttore tecnico, chiaramente fanno bene i tifosi a protestare, perché non basta cercare con affanno e testardaggine l’allenatore e il direttore, bisogna ridare l’identità rossonera a questa società.

Adesso abbiamo un club rappresentato da figure provenienti da altri contesti, che non sono quelli del calcio, gente distaccata, che dentro non hanno un minimo di rossonero, assodato che al momento il Milan è in ritardo su tutto, alla fine i rossoneri una squadra da cui partire ce l’hanno e permettetemi, la fretta potrebbe essere a questo punto contro producente, gli agenti dei giocatori non sanno con chi parlare, ci sono alcune situazioni da sistemare prima possibile, ma una per me è acclarata: Leao deve andare via.

Che nessun altro allenatore, provi a farlo “esplodere”, Leao a 28 anni è questo e per cedere il portoghese, Cardinale può fare il prezzo e Scaroni può firmare la cessione, è diverso invece, per le tantissime operazioni di acquisti e cessioni, per portare la rosa a 25 giocatori e competitiva, c’è da valutare tutti i rientranti dai prestiti, considerare chi è il caso di fare restare e chi no, anche tra chi ha appena concluso la stagione.

Ma ripeto, se queste cose vengono fatte con calma, non è detto che sia un male, Glasner sembrava orientato ad accettare e Cardinale a preferirlo, poi appena è saltato Rangnick, è saltato pure Glasner e serve completare la dirigenza, intanto non sembra una cosa vera, che tutti vogliono scappare, per esempio Pavlovic e Jashari vorrebbero restare, Pavlovic è stato uno dei migliori, per qualità e per continuità di prestazioni, Jashari invece ha vissuto un'annata per certi versi negativa, a causa dell’infortunio e del fatto che nel suo ruolo ci giocava un certo Modric, il giocatore ha la voglia di affermarsi e di riscattarsi al Milan, sempre che Cardinale non decida il contrario.

Situazione direttore sportivo, doveva essere Spors, braccio destro di Rangnick, ma da Casa Milan non è arrivato l’ok, alle condizioni poste dal CT della nazionale austriaca, perché per Cardinale, prendere il “pacchetto Rangnick” era un impegno notevole, in termini di uomini da contrattualizzare e soldi da investire, così stanco di aspettare, Rangnick ha confernato il suo impegno con la federazione austriaca e non andrà più al Milan.

Il tedesco, che ha capito con certezza, che al Milan avrebbe continuato a comandare Ibra, che la società non gli avrebbe mai dato l’indipendenza totale che lui voleva e ha accettato la riconferma della federazione austriaca per continuare a guidare la nazionale, così salta per la seconda volta il matrimonio tra Rangnick e il Milan. 


I rossoneri hanno tentennato e hanno lasciato che a prendere la decisione finale fosse stato
Rangnick, il tedesco ha detto no al progetto rossonero e si è tirato indietro, lasciando vacante un posto nella dirigenza di Casa Milan, che si trova sempre più nella merda, specialmente dopo che la Juventus ha ufficializzato l’arrivo di Carnevali, il migliore dopo Marotta, quel dirigente che il Milan doveva prendere e non ha preso.

Dopo settimane di tira e molla, non abbiamo ancora il direttore tecnico, il direttore sportivo e l’allenatore, passano i giorni, il tempo scorre inesorabilmente, aumentano i rifiuti, gli accordi saltati e il Milan continua a non avere né capo e né coda, anche la panchina, che sembra oramai cosa fatta, è saltata e Cardinale ha ripreso i contatti con Amorim e Jaissle, che sono adesso in netta risalita.

Il Milan continua a riflettere, ma l'attesa rischia seriamente di trasformarsi in un problema, la proprietà rossonera non ha ancora preso una decisione definitiva in merito a nessun ruolo tecnico-dirigenziale Amorim è un profilo affascinante per idee, personalità e lavoro tattico, con l'idea di un Milan decisamente più dinamico e verticale, ma bisogna aspettare.

mercoledì 3 giugno 2026

Dopo quanto successo nel 2020, torna in ottica Milan il nome di Rangnick.

 

Il tedesco è stato cercato nel 2020 ed è stato il pomo della discordia tra Gazidis e Boban, nonché di Maldini e dello stesso Ibrahimovic, oggi è lo stesso svedese ad averlo contattato per il ruolo di Direttore Tecnico, devo dire che dopo il 2020, ovunque sia andato e con qualsiasi ruolo lo abbia fatto, ha fatto bene, compreso quello di CT della Nazionale Austriaca.

Se poi mi chiedete se può funzionare al Milan? Io vi rispondo, che niente e nessuno può funzionare al Milan con questa proprietà, i rossoneri sono alla ricerca di un nuovo management e per conto mio deve affidarsi a un AD importante, che abbia una sua squadra di lavoro e lasciandogli carta bianca, diversamente, se si vuole provare a mettere insieme tante persone diverse, con idee diverse e con interessi diversi, non funzionerà mai niente.

Non faccio il tifo per nessuno, se non per Maldini, chiunque venga preposto a guidare il Milan, deve avere pieni poteri, non si possono vivere ogni estate ribaltoni e cariche vacanti, adesso il tempo è poco e gli impegni sono improrogabili, le cose da fare sono tante ed è utopia, pensare che al Milan non possa, anzi non debba arrivare un accentratore, Rangnick è minuzioso nei dettagli e altamente allergico ai compromessi.

Decisamente come tanti altri, la figura di cui ha bisogno il Milan, cozza con lo status quo di Cardinale e Ibra, Rangnick ha un modo tutto suo di intendere il calcio e negli anni non ha mai smesso di dimostrarlo con successo, lui arriva, decide e fa tutto in poco tempo, non vuole intralci, non vuole riunioni, non vuole lungaggini burocratiche e nemmeno aspettare di poter avere permessi e nullaosta.

Il Lipsia sotto la sua guida, è passato da una squadra di seconda serie a qualificarsi quasi regolarmente in Champions League, ma in ogni progetto a cui si è dedicato, ha sempre avuto grande disponibilità economica, una chiara idea di gioco e tantissima competenza, tutte cose volute e replicate anche al Manchester United, individua un allenatore su cui costruire un progetto definito e vuole avere un tipo di controllo sull'area sportiva, solo che i metodi di Rangnick non sono stati mai accettati dalla squadra e la struttura dirigenziale, non è stata per niente propensa a seguire le sue idee.

Lo United aveva bisogno di una rivoluzione completa e totale e la dirigenza lo ha scavalcato nelle scelte, la stessa incompatibilità ambiente che troverebbe al Milan con Ibrahimovic, da allora lo United ha speso circa 750 milioni di sterline e come il Milan di Furlani, non ha raggiunto nessun obiettivo, il Milan di Cardinale e Ibrahimovic, come lo United, non accetterà di lavorare con un "accentratore", il Milan lo ha pure incontrato, ma Rangnick vuole carta bianca su tutto.

Ha chiesto di poter avere libertà di movimento su tutta l'area tecnico-sportivo, l’attuale tecnico dell'Austria, che ha riportato al Mondiale l’Austria dopo 28 anni, vuole decidere il direttore sportivo e l'allenatore senza interferenze, vuole costruire il suo Milan, senza che Ibrahimovic e la proprietà abbiano nessun tipo di ingerenza, le parti si riaggiorneranno a breve, perché non si può più tergiversare, bisogna scegliere direttore sportivo e allenatore subito.

Il primo nome dell’allenatore è quello di Jaissle, 38enne che allena l'Al-Ahli, con cui ha vinto due Champions asiatiche, il secondo nome è quello di Glasner (libero), allenatore del Crystal Palace con cui il Milan ha già parlato e infine Pochettino, che però sembra non essere interessato, Slot ora per Ibra è diventato la prima scelta per la panchina, ma dipende tutto da Rangnick, l’olandese difficilmente accetterebbe di lavorare sotto l'influenza di Rangnick.

Italiano invece sembrava piazzarsi davanti a tutti, pronto al salto di qualità, il Napoli era l’occasione, il Milan adesso potrebbe essere l’occasione di riserva, con D’Amico verso la Roma, come direttore sportivo il più probabile potrebbe essere Planes, ex DS di Barcellona, Tottenham e Betis Siviglia, ma nonostante l’azzeramento della dirigenza, continuano le divisioni interne al Milan, Ibra vuole prendere Slot, ma intanto Cardinale ha contattato Glasner.

Ibrahimovic e Cardinale, hanno visioni diametralmente opposte per il futuro del Milan e questo non gli ha ancora permesso di trovare: il direttore sportivo, il direttore tecnico, l’amministratore delegato e l’allenatore, la disputa decisiva è sull’allenatore, Cardinale segue un profilo, con il quale, comunque, non è stato raggiunto nessun accordo, mentre Ibrahimovic ne vorrebbe un altro, sembra però deciso, sì a Glasner con o senza Rangnick, anche se al momento, Glasner non ha ancora dato la disponibilità a sedersi sulla panchina rossonera.

Non è stato raggiunto nessun accordo, ma Glasner è piaciuto a prescindere dall’ingaggio di Rangnick, la coppia Glasner e Rangnick è l’ipotesi più concreta, l’alternativa è quella proposta da Ibra e la Pimenta, quella composta da Planes e Slot, Jaissle diciamo che non è più in corsa, perché è ancora sotto contratto con l'Al Ahli e quindi per liberarlo andrebbe pagato un indennizzo al club arabo e poi pare ci sia già una bozza d’accordo con Glasner.

venerdì 29 maggio 2026

Dopo l’ottavo posto dell’anno scorso, il Milan chiude vergognosamente al quinto posto.

Dopo l’ultimo scudetto targato Elliott e Maldini, Cardinale ha ereditato una squadra, che se pur con qualche debito, era la squadra fresca campione d’Italia, da allora nei 4 campionati successivi, nel 22/23 si è classificato quarto, nel 23/24 si è classificato secondo, ma a 19 punti di distanza dall’Inter prima, nel 24/25 si è classificato ottavo e nel 25/26 si è classificato quinto come tutti noi sappiamo e pensare che sarebbe bastato un pareggio per andare in Champions.

Non sono d’accordo che si è tratto di una beffa, tutto il girone di ritorno e in particolare le ultime 10 partite, ci avevano avvisato di questa delusione annunciata e difficile da quantificare, una situazione da non credere, una vergogna sportiva senza fine e adesso, dopo questo disastro sportivo ed economico, si dovrebbe ribaltare tutto, ma veramente, senza altre prese per il culo, io Allegri come vi dicevo, lo avrei mandato via già qualche partita fa, Cardinale lo voleva blindare, come se con sei milioni a stagione, non si possa prendere un allenatore migliore, a mio avviso era lui che doveva dare le dimissioni e non giustificarsi scaricando tutto su gli altri.

Anche Tare, è vero che è il meno colpevole, però oggi al Milan non doveva e non poteva più restare nessuno, azzeramento di tutto, dirigenti, tecnici e giocatori, tanti giocatori e anche di Ibra, perché stiamo parlando di un disastro totale, che con la Champions saltata, ha visto saltare anche Modric e Goretzka, sarà di nuovo rivoluzione, fino alla vigilia della gara con il Cagliari, Allegri sembrava essere al centro di tutto, ma Cardinale e Ibra si erano già mossi per un altro tecnico.

Basta, è crollato tutto, il Milan nei momenti più delicati, ha dimostrato in questi 4 anni di non sapere cosa fare, di non avere mai un piano B e l’eventuale pareggio, che ci avrebbe consentito di entrare in Champions, non avrebbe aiutato a capire il malessere dei rossoneri e non avrebbe costretto Cardinale ad un taglio drastico con i suoi dirigenti.

Senza questa esclusione dalla Champions, non ci saremmo resi conto del tracollo tecnico e adesso non bisogna aver paura di dire le cose come stanno, in questi 4 anni è mancata la programmazione, i soldi sono stati spesi male, ci sono stati continui sabotaggi interni, guerre di parte, un disastro, una devastazione, dove i colpevoli sono stati tutti, nessuno escluso, dalla proprietà alla dirigenza, passando per l’allenatore e i giocatori, prima poi questa situazione doveva essere “scoperchiata” e affrontata.

I tifosi milanisti non meritiamo tutto questo, Allegri io non lo avrei ripreso, non abbiamo mai giocato a calcio e nell’ultima e decisa partita, dopo essere passati in vantaggio dopo 2 minuti, ci siamo messi a difendere il risultato davanti l’area, senza per altro prendere mai la palla per i restanti 93 minuti, gli errori anche quest’anno sono stati tanti e importanti, il Milan di Cardinale è stato un disastro e i risultati della sua gestione lo confermano, c'è bisogno di ripartire da zero, Cardinale in questi anni si è affidato a gente che ha fatto confusione.

Allegri è stato un fallimento su tutti i fronti, ha usato la dirigenza come alibi, nel 2026 le sue idee di calcio non hanno ragione di esistere, oggi i risultati si ottengono con la forza delle idee e per il Milan (Ibra) Iraola allenatore del Bournemouth, che ha fatto un lavoro fantastico ed è stato uno dei migliori allenatori in Inghilterra, a livello di qualità e di proposta di gioco, uno che ha saputo sempre ricostruire, era la prima scelta, ma il tecnico ha preferito declinare l’offerta rossonera.

Si è parlato di altri allenatori e di direttori sportivi stranieri, di amministratori delegati che vengono da chissà dove, sinceramente, non mi entusiasma nessuno dei nomi che stanno girando intorno al Milan adesso, per aprire un nuovo ciclo la proprietà punta a costruire una struttura diversa e un progetto più ambizioso, per riportare il Milan ai massimi livelli almeno del calcio italiano, Ibrahimovic vorrebbe puntare su Xavi, che potrebbe essere un allenatore un po' più interessante, ma per la storia del Milan, penso che servano profili più esperti. 

Intanto ora l'obiettivo è quello di avere prima possibile una struttura pronta in vista della prossima stagione, però senza fare le cose in fretta e poi magari accorgersi di avere sbagliato ancora, il Milan deve tornare a giocare un calcio spettacolare ed è a caccia oltre che dell’allenatore, anche di un grande attaccante, che possa soddisfare le richieste di un club come il Milan, una punta centrale che garantisca un bel numero di gol.