sabato 18 aprile 2026

Se il Milan tornasse in Europa, c’è il problema delle liste.

Cosa ha fatto in merito il Milan nel frattempo, com'è la situazione attuale, un discorso che vale per la Champions e anche per le altre due competizioni UEFA, credo che la dirigenza sia già al lavoro per rafforzare la squadra e che dovrà gioco forza prendere in considerazione anche i criteri di compilazione della rosa, in funzione delle competizioni europee, che sono più stringenti di quelli per la Serie A.

Il mercato dovrà essere ottimizzato, anche basandosi su questo tipo di richiesta, in Europa la rosa dovrà essere al massimo di 25 giocatori (Lista A), suddivisi tra 17 stranieri, 4 formati in Italia e 4 formati nel Club, più una Lista B sempre modificabile, composta da giocatori U21 che dai 15 anni in poi hanno trascorso almeno due stagioni continuative nel club.

Per i giocatori "formati" la specifica è la seguente: Giocatori che tra i 15 e i 21 anni di età̀, per tre stagioni sportive, o 36 mesi continuativi e non, hanno giocato nel Milan, mentre per formati nel vivaio del club, si intendono i giocatori che tra i 15 e i 21 anni di età̀ per tre stagioni sportive, o 36 mesi continuativi e non, hanno giocato in un club facente parte della stessa federazione: formati nel vivaio Italia.

Al momento la lista per la Champions League sarebbe: gli stranieri sono già 15: 1 – Maignan, 2 – Tomori, 3 – Pavlovic, 4 – Estupinan, 5 – Athekame, 6 – Modric, 7- Rabiot, 8 – Jashari, 9 – Fofana, 10 - Loftus-Cheek, 11 – Saelemaekers, 12 – Pulisic, 13 – Nkunku, 14 – Leao, 15 – Gimenez, 16 Odogu -17 - Kostic

formati vivaio Italia 3: 1 – Terracciano, 2 – Ricci, 3 - De Winter

formati vivaio club 1: 1 - Gabbia

lista b (cambi illimitati): Torriani e Bartesaghi,

Ad inizio estate il Milan potrà comprare tre calciatori senza problemi: due stranieri ed uno formato nel vivaio italiano, il resto degli incastri dovrà arrivare con eventuali cessioni, sarà importante presentarsi poi a settembre senza doversi trovare ad escludere nessuno, sarebbe una situazione antipatica e figlia di una cattiva programmazione.

Anche se continuano a vedersi a cena, i rapporti tra Allegri e Furlani sono sempre più complicati, primo perché il dirigente ha totalmente ignorato il tecnico sul mercato invernale e secondo perché ha intenzione di continuare a farlo, panchina della Nazionale o no, Allegri per restare chiede autonomia e voce in capitolo nella campagna acquisti, altrimenti andrà via, Furlani invece si aspettava un Milan più competitivo per lo scudetto e un gioco più spettacolare.

Così, mentre Allegri strizza l’occhio alla Nazionale, Furlani strizza l'occhio a Italiano, che era la sua prima scelta l'estate scorsa e a Palladino, il quale sta prendendo tempo con l'Atalanta per rinnovare fino al 2029, ma a quanto pare, Furlani vuole tornare su D'Amico per rimpiazzare Tare come DS, il tecnico del Bologna è molto apprezzato anche dal DS bergamasco, ma tutto dipenderà anche da Cardinale, se dovesse avallare la linea di Furlani.

Non lo nascondo e non l’ho mai fatto, che Allegri non mi piace e che anch’io come Furlani voglio un Milan competitivo per lo scudetto e più spettacolare, anche se devo ammettere che Tare e Allegri con tutte le interferenze e restrizioni proprio di Furlani, non potevano fare meglio di così e che senza autonomia, non sarà e non sarebbe stato facile, nemmeno per D’Amico e Italiano, che costituiscono il progetto iniziale di Furlani, che è rimasto con il colpo in canna.

Sarebbe da stupidi, dopo avere bacchettato il calcio Italiano sulla meritocrazia, storcere il naso per D’amico, che è uno di quelli che merita e sul coraggio di affidarsi ad allenatori giovani e competenti e Palladino è uno di questi, dicevo sarebbe da stupidi storcere il naso davanti alla coppia D’Amico-Italiano o D’Amico-Palladino, anche perché forse con loro, riuscirei a vedere il Milan con il 4-3-3.

Perché non è vero che il Milan il 4-3-3 non lo può fare o che non ha avuto il tempo di poterlo imparare, Davide Bernardi a tale proposito dice: "Allegri ha gli uomini per il 4-3-3” e aggiunge: “Oggi tutti cambiano nelle due fasi", che è quello che ripeto da sempre, una squadra di professionisti, non lavora mai su un modulo, ma su almeno due o tre, da adottare durante la partita, a seconda degli avversari e di come cambiano schieramento, del risultato e delle sostituzioni.

Ecco l’intervista a Davide Bernardi, domanda: “Il 4-3-3 è stato troppo forzato da parte di Allegri?” 
"Parlare di moduli oggi è un po’ riduttivo. Anche con la formazione tipo, Allegri ha gli uomini per fare il 4-3-3, basta far scivolare la parte destra, Tomori o De Winter terzino a destra e Saelemaekers esterno a destra, oggi tutti cambiano nelle due fasi: Spalletti con Mckennie difende a 5 e attacca in maniera completamente diversa. L’Inter già con Inzaghi difendeva 5-3-2 e si metteva 3-3-4 con la palla, con Barella e Calha vicino ad Acerbi. Non si può parlare di moduli in senso così stretto oggi.

Bisogna parlare di uomini, caratteristiche che vanno in campo e attitudine di squadra, un discorso è giocare con Tomori più due centrali, uno con Athekame più due centrali. Dando per assodato la questione centravanti, Pulisic-Leao-Saelemaekers sono tre uomini offensivi, che il 4-3-3 possono farlo serenamente, un discorso è se agli stessi uomini chiedi di prendere alti gli avversari, un altro è se invece chiedi un blocco basso e ripartenze, un 3-5-2 con certi giocatori è una storia, con altri giocatori è un’altra cosa".  

giovedì 16 aprile 2026

Il Milan non è più una delle squadre più forti al mondo.

In queste sere mi è capitato di seguire la Champions, anche se non è più la nostra frequentazione abituale, anche se ne abbiamo vinte sette e mi piace prendere spunto per bacchettare illustri ex calciatori e altrettanti illustri giornalisti sportivi, sul fatto che in Italia non ci sono talenti, perché non si cura più la tecnica nei settori giovanili, c’è chi sostiene che non andiamo al mondiale da 12 anni, perché i nostri ragazzi non fanno più “muro” e perché li scegliamo tutti messi bene fisicamente e fondamentalmente stranieri.

Alcune cose sono esatte, ma vanno viste non da sole, ma in un contesto, ci sono troppi stranieri nelle nostre squadre? O pochi italiani? L’altra sera il Real Madrid ha giocato senza uno spagnolo e mi pare che la spagna ai mondiali ci vada e che sia comunque protagonista in Europa, si sostiene che non ci sono giovani in Italia, nell’Arsenal ho visto esordire in Champions un sedicenne, noi non riusciamo a fare giocare Camarda in serie A.

È possibile invece che abbiamo una classe dirigenziale inetta e gli allenatori non sono all’altezza? Per le semifinali di Champions si sono classificate 4 squadre di 4 nazioni diverse, segno che il nostro calcio non fa più parte del grande calcio e ne abbiamo tempo di inventarci scuse e di dare la colpa sempre agli altri, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che sbagliamo e il coraggio di osare, il Bayern è allenato da un neofita, uno giovane che ha poche esperienze da allenatore, ma è uno bravo, così come Arteta, secondo di Guardiola per tanto tempo.

Noi abbiamo fatto scappare dopo un anno di serie A il giovane Luis Enrique, abbiamo fatto scappare dopo 3 mesi Maresca dalla serie B con il Parma, abbiamo fatto scappare De Zerbi, continuando a fare allenare Pioli e gli altri allenatori dell’anticalcio, quelli che non si ribellano ai padroni e hanno reso il nostro calcio quello che è oggi, in Champions ho visto ritmi e intensità pazzeschi, che io conoscevo e che gli allenatori italiani continuano a fare finta che non esistano.

Possiamo anche avere un calciatore bravo che con la palla fa mirabilie, ma se non tiene quell’intensità, finisce per non giocare, vedere Modric per piacere, ha un’intensità fuori dal comune, bisogna affidare i giovani a chi li sa allenare e non ai cugini o ai parenti più prossimi, bisogna avere il coraggio di investire e di far giocare i giovani, bisogna avere le seconde squadre, come la cantera in Spagna e i centri federali in Germania e poi dobbiamo avere il coraggio di affidare le squadre agli allenatori giovani e capaci, che fanno calcio ad altissimi livelli.

Quindi, da dove deve partire il Milan per tornare competitivo? Da Sacchi e da Berlusconi, la storia tra le sue prerogative, ha quelle di “insegnare” e la storia del Milan ci ha insegnato che per vincere e non solo partecipare o galleggiare, come fanno le squadre italiane adesso, servono investimenti, scelte competenti è un pizzico di coraggio, come ha fatto l’Inter con Chiwu, il Como con Fabregas e il Cagliari con Pisacane, i Sacchi, i Capello e gli Zeman degli anni belli.

Intanto la prossima estate il Milan non dovrà limitarsi a ritoccare la rosa, dovrà rifarla nei punti chiave e nell’estensione, per essere competitivo davvero, ammesso che lo voglia essere, sia in Italia che in Europa, deve smetterla di prendere o fare scommesse sui giocatori, non fare più colpi di mercato scollegati tra loro, che non sono funzionali e che l’allenatore non vuole, servono certezze, personalità e giocatori funzionali a un'idea chiara, quella di un gioco spettacolare e vincente. 

Chiaramente quest'idea non deve avere un solo regista (Furlani), ma deve essere portata avanti dal direttore sportivo e dall’allenatore, Tare e Allegri in questo caso per continuità, sempre che il tecnico livornese, non decida di andare in Nazionale, ma deve essere accontentarlo fino in fondo e senza scuse e per me sperando che la storia insegni anche a lui qualcosa, che giochi per vincere e non per non perdere.

Mi auguro che nella dirigenza, ci sia stata una folgorazione sulla via di Damasco e che si siano resi conto di come va diretta una società di calcio ambiziosa e blasonata, altrimenti sarà la solita stagione, il solito mercato rumoroso e inconcludente, in difesa serve un capo che comandi le operazioni, non serve nessun rincalzo, quelli ce li abbiamo già e al momento giocano titolari, Pavlovic e Gabbia hanno dato risposte importanti in questa stagione, ma non bastano.

Per alzare il livello, soprattutto in Europa, serve un difensore di alto livello, De Winter come Tomori sono ottima alternative, utili nelle rotazioni, ma non su cui costruire la nuova difesa, per fare il salto di qualità, serve un calciatore che sposti gli equilibri, un po' come ha fatto con Modric e Rabiot a centrocampo, poi serve un esterno, una mezzala e un centravanti.

Io credo che il prossimo anno si debba andare sul 4-3-3 e la fascia è scoperta, serve almeno un esterno affidabile che abbia corsa e continuità, l’altra mezzala deve essere uno come Rabiot e Goretzka sarebbe perfetto, esperto e completo, anche come erede di Modric, davanti basta equivoci, serve una prima punta vera, forte e decisiva, poi si deve pensare con intelligenza alla panchina.

  

Il Milan è ostaggio di RedBird.


 Il Milan da 5 anni è una società senza identità, senza vittorie e scollata dai tifosi, è ostaggio della politica di RedBird, che poco c'entra col calcio, tant’è che stanno provando a portare a Milano il grande Basket, ma non ci si può abituare che una società storica come il Milan, non abbia più il diritto di lottare per vincere qualcosa, come succede ad una provinciale qualsiasi, vero che Elliott prima e RedBird poi, hanno ridato una struttura moderna ed autosufficiente, ad una società che era rimasta orfana di Berlusconi e piena di debiti, ma poi siamo rimasti lì, ostaggi di un sistema che è interessato solo a galleggiare e mai a vincere.  

Il merito di avere risistemato i conti rossoneri non lo nega nessuno, ma ci sono altri fondi in giro per l’Europa, che fanno la stessa cosa e vincono, per non parlare delle altre squadre, che non hanno un fondo alle spalle (Napoli) e partono lo stesso per vincere, senza per questo ritenere monotono il fatto stesso di vincere sempre, il Milan per Cardinale è il tramite per fare lo stadio, punta al piazzamento Champions per “riempirlo” e per fare soldi, ma il tifoso del Milan, vuole una squadra che sia sempre protagonista e che vinca spesso, come eravamo abituati.

RedBird ha preso una squadra scudettata e l'ha privata di ogni ambizione, di ogni tipo di crescita sportiva e poi, se vogliamo, il Milan investe pure tanto, ma lo fa male e butta via i soldi, investe sul mercato tre quinti circa del ricavato, una media di 125 milioni di euro a stagione, ma non siamo riusciti ad avere ancora un centravanti che si potesse chiamare degnamente con questo nome, Furlani è a capo del Milan come AD, ha fatto e disfatto continuamente tutto, si è preoccupato solo di far quadrare e ingrassare i conti, ma di campo niente.

Il Milan non è più una delle squadre più forti al mondo, è diventato una vetrina di passaggio, una macchina per produrre plusvalenze, fortunatamente reali, uno strumento per fare soldi, a condizione che non si faccia nulla per puntare in alto, dal punto di vista finanziario il lavoro è ottimo, siamo tornati ad avere il bilancio in attivo, ma non abbiamo più una squadra, i calciatori stanno da noi un anno e poi vanno via, così come gli allenatori.

Maldini aveva ragione e per questo ha pagato, così come pagherà Tare e forse di conseguenza anche Allegri, dall'allontanamento di Maldini, è iniziata la caduta libera del Milan sportivo, la scelta del club è stata diametralmente opposta e i risultati si sono visti, finché RedBird rimarrà al Milan e finché non sarà costruito lo stadio, per potere monetizzare, il Milan rimarrà una buona squadra di provincia, che se tutto va bene, ogni tanto partecipa alle coppe.

Passiamo a un altro caso disperato, a Lotito non piace il probabile nuovo presidente della FIGC scelto dalle squadre di serie A, nella persona dell’ex presidente del Coni Malagò, sostenendo che per la FIGC serve un commissario, per potere ridisegnare tutto il sistema, stimo moltissimo Malagò per quello che ha fatto al Coni, ma al di là della persona, forse Lotito ha ragione, perché il sistema è talmente incancrenito, che diventa veramente difficile una ristrutturazione del calcio, forse il motivo per cui Gravina non ha fatto nessuna riforma.

Giustamente non è il nome che conta, bisogna ristrutturare un sistema che non funziona e non basta cambiare il singolo, anche se è il vertice, il sistema va ridisegnato tutto, anch’io qualche mese fa avevo pensato alla nomina di un commissario, ma non sono così dentro da potere stabile se Lotito sbaglia o no, di certo non funziona niente e non è solo l'Italia estromessa dal Mondiale il problema, ma è solo la punta di un iceberg.

A proposito della mancata partecipazione al Mondiale 2026, negli ultimi giorni sono circolate voci su un possibile ripescaggio, il possibile forfait dell'Iran potrebbe cambiare la situazione e portare ad uno stravolgimento dei gironi e la Fifa potrebbe scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione", l'Italia potrebbe essere ripescata grazie al miglior ranking, ma non è detto che la Fifa scelga in base al ranking.

Potrebbe essere plausibile che venga scelta una nazione asiatica e potrebbe toccare agli Emirati Arabi Uniti, o fare un maxi play off, tra quelle squadre che abbiano i requisiti per partecipare a un ripescaggio, a quel punto il play off lo farebbe Baldini o vista la possibilità poi di partecipare al Mondiale, si affretterebbero i tempi della scelta del nuovo CT? Allegri, Conte e Mancini sono avvisati e se toccasse ad Allegri?

mercoledì 15 aprile 2026

Attenzione ai cambi a fine stagione.

 

Non è tutto oro quello che luccica, sembrava che il Milan avesse capito gli errori degli anni scorsi e si fosse dato un assetto tecnico-dirigenziale coeso e duraturo, gli ultimi risultati e il rendimento della squadra, hanno minato un’intesa, che era già forzata e che non aspettava altro che esplodere, per tanto mi aspetto che a fine stagione qualcosa possa accadere. 

Non c’è la certezza di permanenza da parte di nessuno, chiaramente Furlani escluso e le voci che prima giravano, ora cominciano ad essere insistenti e palpabili, io spero che sia un ulteriore passo per consolidare il progetto tecnico e che per il Milan sia l’ultimo anno di purgatorio, ci si deve convincere che in questa squadra ci sono troppi calciatori mediocri o finiti e che non si può continuare così.

Basta con Leao, Modric speriamo che resti anche per il prossimo anno, ma dobbiamo pensare alla sua (loro) sostituzione, con gente fresca, ma già affermata e che non arriva a Milanello per mettersi in vetrina e fare crescere il business di RedBird, Allegri non è convinto di continuare senza chiarezza, programmazione e giocatori di alto livello, solo che anche la dirigenza (adesso) e i tifosi lo cambieremmo volentieri.

Allegri non può e ora non vuole aspettare, che il Milan esca dall'ambiguità e faccia le sue scelte, il Milan dovrà fare chiarezza, non adesso, perché è già un casino, ma il giorno dopo la fine del campionato, senza lasciare passare i mondiali, perché sarebbe ancora una volta troppo tardi, senza tentennamenti, senza giochi d'attesa, come è stato fatto l’anno scorso con Tare e senza nascondersi dietro all’alibi delle elezioni del prossimo presidente della FIGC.

Se la dirigenza crede davvero in Allegri e nel progetto cominciato lo scorso luglio, allora deve sgombrare l’orizzonte da ogni dubbio e iniziare immediatamente a costruirgli una squadra all'altezza e secondo i suoi dettami, se invece ci sono dubbi e per me ci sono, allora si deve avere il coraggio di cambiare decisamente strada, perché questa continua incertezza (Fonseca insegna) non serve a nessuno. 

Allegri resterebbe, ma non per fare da parafulmine come Pioli, lui vuole capire se la società ha intenzione di metterlo nelle condizioni di lavorare seriamente e credo che siano anche le aspettative di tutti gli altri allenatori, bravi, seri e che non sono venditori di fumo, non lo vuole Allegri e non lo vogliamo più noi un progetto confuso, improvvisato e chiunque dovesse sedere il prossimo anno in panchina, deve essere perché si è optato per una linea tecnica chiara, condivisa e sostenuta da tutte le parti in causa e con acquisti funzionali e di livello.

Diversamente sarebbe la solita storia senza aspettative, con mezzi insufficienti e un'altra stagione insignificante, la squadra va fatta adesso, a giugno è già troppo tardi, la forza delle società vincenti sta nella programmazione, il mercato si prepara prima, le scelte sono perentorie e non quando gli altri hanno già preso il vantaggio, cosa che abbiamo avuto lo scorso anno e che abbiamo bruciato, aspettare ancora significherebbe muoversi in ritardo, perdere occasioni e presentarsi ai nastri di partenza con una rosa ancora e di nuovo incompleta.

Se Allegri è l'uomo che è stato scelto, allora va sostenuto con i profili giusti, senza compromessi e senza mezze misure, perché i progetti vincenti nascono dalla chiarezza, tutto il resto è fumo e di fumo nelle ultime stagioni n'è abbiamo visto abbastanza, certo le dimissioni di Gravina e Gattuso, hanno creato un problema in più al Milan, Malagò molto probabilmente sarà il presidente federale e si porterà con sé Ranieri, come direttore tecnico e Allegri come nuovo CT, ecco perché a maggior ragione di deve fare molta chiarezza adesso.

Dopo l'auto esclusione di Galliani come candidato a presidente federale, Malagò è in pole position per ricoprire la carica di presidente federale e a lui vengono accostati diversi commissari tecnici, ma sembra che il preferito sia Allegri, sapete tutti come la penso, ma io voglio sapere come la pensa Furlani e di che morte deve morire il Milan, che fin qui, è stato ostaggio dello stadio e del business di Cardinale.

A proposito di società Milan, le poltroncine vuote a Cagliari il 2 gennaio e a Napoli a Pasquetta, riservate in tribuna ai dirigenti del Milan, dicono il tipo di dirigenza che tiene in mano le redini del club, a seguire le squadra è stato lasciato solo Tare, cosa che non avrebbero mai fatto Galliani e Braida e né tanto meno Maldini, Massara, sempre presenti, sempre vicino alla squadra, anche nelle feste comandate, mentre i dirigenti attuali invece sono andati a divertirsi, questo indica il livello molto basso di affezione, senso di appartenenza e anche di professionalità.

martedì 14 aprile 2026

Grazie Inter, il Como resta a -5 dal Milan.

Questa è la classifica a 6 partite dalla fine: 1) Inter 75; 2) Napoli 66; 3) Milan 63; 4) Juventus 60; 5) Como 58; 6) Roma 57 ed è inutile tornare su argomenti come:  non siamo stati mai brillanti nel gioco, mai dominanti e mai effervescenti, che Allegri abbia allenato una squadra come ha potuto e non come voleva, è vero, però è anche vero, che è di Allegri la lenta deriva, l'emorragia di punti persi contro: Pisa, Parma, Genoa, Sassuolo, Fiorentina e Cremonese, come che è un Milan simile agli ultimi tre anni di Allegri con la Juventus.

A me piace un calcio propositivo, tanto che con le mie squadre gioco con il 4-3-3, mi piace cercare di comandare il gioco e mi piace un Milan così, come quello di Sacchi, al punto in cui siamo, indipendentemente dal risultato finale, in questo momento in cui si sta programmando la prossima stagione e perché no, anche il futuro, il Milan per me deve pensare a quello che ha bisogno, deve mettere una volta per tutte il punto fermo da cui ripartire, sull'importanza e il coinvolgimento dell'allenatore e sull'importanza e il coinvolgimento del direttore sportivo.

L’organico del Milan non è straordinario, non possono essere solo Modric, Maignan e Rabiot il Milan, i rossoneri sono nuovamente in un momento negativo, sia di squadra che di dirigenza, l’immagine del Milan è rappresentata dal rendimento di Leao e il momento negativo è accentuato, dalle possibilità di restare fuori dalla Champions e alle prime scaramucce tra i giocatori, Leao non diventerà mai un grande giocatore e il Milan deve capire che la storia con lui è finita.

Al Milan c’è ancora troppa confusione sui ruoli e le gerarchie, i nodi sono venuti nuovamente al pettine, non c’è stata neanche stavolta la tanta auspicata chiarezza societaria, che non solo serve, ma è indispensabile, serve un’idea societaria nuova e diversa da quanto fatto fino a oggi, Allegri ha provato a fare il massimo con quel poco che gli hanno messo a disposizione, con pochi calciatori e non di alto livello, in queste condizioni è dura per tutti, poi anche lui ha le sue colpe, come le ha Tare e come le ha Furlani.

È chiaro che il Milan non può andare avanti così, sono 5 anni che la proprietà è guidata da due gruppi, uno comandato da Furlani e un altro variegato, che cambia sempre la testa di comando, che è sempre in contrapposizione con Furlani, che alla fine ha sempre l’ultima parola, c’è ancora troppa confusione sui ruoli e le gerarchie, questa è l’ennesima volta che ci si chiede, cosa vogliono fare Cardinale e i dirigenti di questo Milan? Il primo problema da risolvere è proprio il vertice dirigenziale.

Neanche quest’anno il Milan è stato competitivo ed è il quarto anno di fila dallo scudetto del 2022, da quando è arrivato Redbird i dati sono oggettivi e si continua a vivacchiare ogni stagione, sono cambiati giocatori e allenatori, ma il Milan continua a non essere protagonista in campionato e continua a vedere l’Inter vincere gli scudetti, presto si concluderà un’altra annata amara e speriamo almeno di andare in Champions e poi speriamo in un nuovo mercato. 

Ma con quali prospettive non si sa, speriamo di non ripetere ancora un’altra stagione senza significato, la stessa situazione anche nella prossima stagione, la pazienza con Leao è finita, ma è già cambiato anche l’umore della piazza nei confronti di Allegri, che tra Nazionale, contrasti di mercato e malumori, potrebbe essere lui il prossimo capro espiatorio insieme a Leao, tutto per non incolpare mai Furlani, ogni anno c’è sempre un colpevole da fare fuori.

Chi amministra la società, chi fa le scelte dirigenziali e chi dà una direzione al progetto, che poi non si sposa con l’ambizione sportiva del Milan, non paga, a Cardinale interessa solo il business e lo stadio, sotto l’aspetto sportivo punta al quarto posto che porta i soldi della Champions, il passaggio al 4-3-3, con l’approccio mentale e con gli interpreti visti contro l’Udinese è inefficace, Allegri adesso deve fare ritrovare forza mentale e fisica alla squadra.

Il Milan è rimasto a +5 dal quinto posto occupato dal Como, praticamente più 6, perché avendo vinto lo scontro diretto, se il Milan dovesse arrivare a pari punti con i lariani passerebbe davanti, il Como può arrivare a 76 punti, il Milan per arrivare a 76 punti deve vincere 4 partite e pareggiarne 1, sempre che il Como le vinca tutte, il Milan deve portare a casa almeno 13 punti, ma le parole di Ricci e Rabiot, fanno capire che ci sono dei problemi nella squadra. 

lunedì 13 aprile 2026

Il modulo non c'entra niente.

 

Nell’ultima partita giocata a san Siro con l’Udinese, non c'è proprio nulla da salvare, la squadra è stata messa sotto anche dal punto di vista fisico e atletico, il Milan al di là del modulo, è sceso in campo con pochissime sensazioni motivazionali, è mancata la voglia dei giocatori di correre dietro all'avversario, i rossoneri in campo sono stati disordinati e hanno preso contropiedi più del solito, già da qualche tempo erano meno compatti, contro l’Udinese hanno esagerato.

Ora è il momento di chiarirsi e di lavorare tutti insieme, di ritrovare la voglia, la condizione, la determinazione e di fare le cose fatte bene, la terza sconfitta nelle ultime 4 partite, ha messo terribilmente l'Europa che conta in discussione, per la classifica e soprattutto per come è ridotta la squadra, una squadra allo sbando, che il popolo milanista ha denunciato pesantemente con i fischi, un Milan fischiatissimo da un San Siro deluso e preoccupato.

Adesso c'è il serio pericolo di compromettere il quarto posto, anche perché quelle dietro viaggiano a ritmi molto alti e il Milan ha perso tutte le sue certezze, a sei giornate dalla fine, comincia un nuovo mini campionato per i rossoneri e tutto dipenderà da come reagirà la squadra a questo ennesimo risultato deludente e allarmante, i giocatori devono velocemente ritrovare la voglia di lavorare e sacrificarsi per il compagno, di tornare indietro e seguire l’avversario.

Il Milan è in un grossissimo momento di difficoltà, deve ricompattarsi e lavorare forte, per tornare alla vittoria nelle prossime partite, ritrovare in fretta la lucidità e la serenità, solo così si può centrare l'obiettivo, perché questo finale di stagione è troppo importante per il futuro del Milan, a me piace il 4-3-3, ma non mi piace quello con Leao centravanti, a dire il vero, a me Leao non piace più, nemmeno quando parte largo sulla sinistra.

Il 4-3-3 per Leao a sinistra, dovrebbe essere il suo modulo migliore, da centravanti fa fatica perché non è il suo ruolo, non riesce a trovare lo spazio e la posizione, però per me, la sua indolenza lo ha portato oramai a 27 anni, a essere un giocatore “mancato”, credo che non possa più giocare, nei primi 5 campionati europei e credo che la sua storia con il Milan sia finita.

La pioggia di fischi su Leao all’uscita dal campo per la sostituzione, dopo che era stato contestato per tutta la partita, si è trattata oltre che di un’altra bocciatura come centravanti, anche come la fine della storia d’amore tra i tifosi e il portoghese, un malessere oramai insanabile di San Siro nei confronti di Leao, la sensazione, ribadisco, è, che il ciclo di Raffael al Milan sia arrivato al capolinea.

Forse Leao doveva andare via già in estate con Theo Hernandez e personalmente credo proprio di sì, la pazienza è finita anche con lui, che continua ad inanellare partite insufficienti, sarà anche infortunato, ma non ha mai dimostrato negli anni la sua consacrazione, che credo non possa più arrivare, Allegri poi continua a schierarlo da attaccante, ma al centro dell’attacco o sulla fascia, la sua prestazione è sempre poco significativa, non ha mai fatto quel salto in più che tutti da tempo ci aspettiamo.

Con l'arrivo di Allegri, avevo pensato che Leao avesse potuto trovare molta più continuità, vero che la pubalgia ha condizionato il suo rendimento, ma le altre stagioni, escluso quella dello scudetto, non è che sino poi state memorabili, il suo problema è l’atteggiamento con cui scende in campo, alcuni suoi comportamenti e il suo rendimento, ora cominciano a dare fastidio alla dirigenza milanista, tanto che il suo rinnovo fino al 2030 è stato congelato. 

La storia di Leao al Milan, mi sembra essere giunta al capolinea e credo che in estate, se arriveranno delle offerte verranno ascoltate, certo, il Milan non si può aspettare il pagamento della clausola e né tanto meno una cifra superiore ai 50 milioni, 27 anni non sono troppi, ma non è più di prospettiva, la speranza è che spunti qualcosa dalla Premier League o magari dall'Arabia Saudita, perché non lo vedo in Spagna, in Germania e nemmeno in Francia e non credo che il Mondiale lo possa rilanciare. 

In estate serviranno delle offerte per lui e anche per Nkunku, che contro l’Udinese è entrato e non si è visto, ma soprattutto, la società deve intervenire radicalmente una volta per tutte sull'attacco, serve una vera punta là davanti, Füllkrug non è entrato nel progetto tecnico del Milan, Pulisic per me è certamente quello che può restare, nonostante non segni da molto, è però il più attivo degli attaccanti.

Saelemaekers io non lo considero un attaccante esterno, lui non è Politano, non è Orsolini, è un esterno magari in un 3-4-3, ma lo toglierei dalla lista degli attaccanti, negli ultimi tempi poi non azzecca una giocata ed è addirittura controproducente in alcuni tratti della partita.

 

domenica 12 aprile 2026

Disastro Milan, squadra allo sbando, in un mese perso tutto.

Un tonfo clamoroso, incredibile, difficile da spiegare, f
inisce con la sconfitta allarmante di San Siro contro l’Udinese e il Milan colleziona la terza sconfitta nelle ultime quattro partite, rimettendo in discussione la conquista di un posto in Champions League, dopo la sconfitta di Napoli e il conseguente passaggio al terzo posto in classifica, tutti ci saremmo aspettati un Milan diverso sotto tutti i punti di vista.

Un Milan motivato a consolidare la classifica nel rash finale del campionato, ma a giudicare da quanto visto con l’Udinese, così non è stato, il Milan oggi è una squadra in caduta libera e questo è un allarme assordante, vista la salve di fischi che i tifosi le hanno riservato a fine partita e a fine primo tempo, 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, è un allarme che risuona acuto e penetrante.

Contro l'Udinese è arrivata una sconfitta totale, sotto ogni punto di vista: tattico, mentale e atletico, il Milan non è più la squadra sicura dei primi 3 o 4 mesi, questa flessione si vedeva arrivare e si giocava con il 3-5-2, Allegri giustamente e spinto anche dall’ambiente, ha provato a dare uno scossone tattico, passando al 4-3-3 dichiarato in estate e poi mai attuato e comunque, non rinnego nulla di quello che ho detto fino a ieri, anzi confermo tutto.

All’inizio si è visto un Milan un po' impacciato, anche se qualche scampolo di partita con questo modulo lo avevano già fatto e poi per ammissione dello stesso Allegri, in allenamento ci hanno lavorato spesso, poi però pian piano, si è vista la fragilità complessiva della squadra, che è andata sempre più in difficoltà, fino a sparire mentalmente dal campo e qualcuno giustamente si domanda perché, tanti giocatori in campo davano la sensazione di non saper dove muoversi e cosa fare.

Il centrocampo era molto in difficoltà, ma non perché non era a 5, Saelemaekers a destra e Pulisic a sinistra, venivano sempre a rinforzare il centrocampo e pareggiavano la disposizione a 5 del centrocampo avversario, piuttosto, l'impressione è e non è forse solo impressione, che le forze siano finite, i calciatori mi sembrano svuotati e questo potrebbe essere il motivo della flessione, che va ben oltre al 4-3-3 e al 3-5-2, una flessione preoccupante, considerando che c'è ancora del campionato da giocare e in panchina non ci sono soluzioni. 

Il passaggio al 4-3-3 non lo considero un azzardato, non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di professionisti pagati profumatamente, gente che fa questo di mestiere e che lo fa tutti i giorni e per tutta la settimana, non possono pensare che nessuno dei giocatori in campo, non abbia mai giocato con il 4-3-3 e non abbia delle competenze di tattiche individuali, da andare così tanto in difficoltà, fatto salvo che magari molti di loro, in nazionale giocano con il 4-3-3. 

Pavlovic e De Winter sono stati imbarazzanti è vero, non sono stati quei giocatori che fin alla settimana scorsa, avevano trasmesso sicurezza al reparto se pur con la difesa a 3, ma non ho visto il marca e copri sull’unica punta avversaria, cosa che non facevamo nemmeno con la difesa a 3, non ho visto mai Athekame e Bartesaghi mettersi in linea con i due centrali e raddoppiare, per evitare che i due centrali si trovassero sempre uno contro uno.

Il mediano davanti alla difesa, in questo caso Modric, non ha mai fatto l’elastico difensivo, una situazione tattica prevista anche con la difesa a 3, la seconda punta che svaria per il campo, deve essere prese in carico prevalentemente dal mediano e Modric non lo ha fatto nemmeno, vero è che non si poteva sacrificare il croato, però l’allenatore poteva prevedere Ricci o Jashari davanti alla difesa, forse addirittura Fofana, come lo scorso anno e Modric mezzala.

Centrocampo in difficoltà e attacco ancora una volta non all'altezza, giocare con le tre punte, significa riempire l’area, anche con gli inserimenti dei centrocampisti, nel primo non abbiamo potuto crossare perché in area non c’era nessuno e nel secondo tempo che c’era Füllkrug non lo abbiamo fatto, perché abbiamo preferito sfondare centralmente, a parte che né Pulisic e né Leao hanno messo cross per il centravanti.

Ora non voglio infierire, ma tutte queste cose gli e le deve dire e dare l’allenatore, anche Allegri ha le sue colpe e non sono poche, pensavo che al contrario dei primi due anni sabatici prima di tornare alla Juventus, in quest’ultimo anno sabato avesse studiato, si fosse aggiornato, ma non è stato così, Allegri è un tecnico che rifiuta le novità, come Pioli è un integralista, conosce il 3-5-2 e appena esce da quel seminato si perde.

Questa stagione, comincia a somigliare all'ultima stagione fatta da Allegri con la Juventus, che quando è svanito il sogno scudetto si è sciolta, arrivando ad acciuffare il posto Champions soltanto all'ultimo (speriamo), la sensazione è che il progetto, nelle ultime settimane invece di evolvere si sia fermato e abbia fatto addirittura pericolosissimi passi indietro, mettendo anche in discussione, quanto di buono sembrava stesse costruendo anche in chiave futura.