mercoledì 3 giugno 2026

Dopo quanto successo nel 2020, torna in ottica Milan il nome di Rangnick.

 

Il tedesco è stato cercato nel 2020 ed è stato il pomo della discordia tra Gazidis e Boban, nonché di Maldini e dello stesso Ibrahimovic, oggi è lo stesso svedese ad averlo contattato per il ruolo di Direttore Tecnico, devo dire che dopo il 2020, ovunque sia andato e con qualsiasi ruolo lo abbia fatto, ha fatto bene, compreso quello di CT della Nazionale Austriaca.

Se poi mi chiedete se può funzionare al Milan? Io vi rispondo, che niente e nessuno può funzionare al Milan con questa proprietà, i rossoneri sono alla ricerca di un nuovo management e per conto mio deve affidarsi a un AD importante, che abbia una sua squadra di lavoro e lasciandogli carta bianca, diversamente, se si vuole provare a mettere insieme tante persone diverse, con idee diverse e con interessi diversi, non funzionerà mai niente.

Non faccio il tifo per nessuno, se non per Maldini, chiunque venga preposto a guidare il Milan, deve avere pieni poteri, non si possono vivere ogni estate ribaltoni e cariche vacanti, adesso il tempo è poco e gli impegni sono improrogabili, le cose da fare sono tante ed è utopia, pensare che al Milan non possa, anzi non debba arrivare un accentratore, Rangnick è minuzioso nei dettagli e altamente allergico ai compromessi.

Decisamente come tanti altri, la figura di cui ha bisogno il Milan, cozza con lo status quo di Cardinale e Ibra, Rangnick ha un modo tutto suo di intendere il calcio e negli anni non ha mai smesso di dimostrarlo con successo, lui arriva, decide e fa tutto in poco tempo, non vuole intralci, non vuole riunioni, non vuole lungaggini burocratiche e nemmeno aspettare di poter avere permessi e nullaosta.

Il Lipsia sotto la sua guida, è passato da una squadra di seconda serie a qualificarsi quasi regolarmente in Champions League, ma in ogni progetto a cui si è dedicato, ha sempre avuto grande disponibilità economica, una chiara idea di gioco e tantissima competenza, tutte cose volute e replicate anche al Manchester United, individua un allenatore su cui costruire un progetto definito e vuole avere un tipo di controllo sull'area sportiva, solo che i metodi di Rangnick non sono stati mai accettati dalla squadra e la struttura dirigenziale, non è stata per niente propensa a seguire le sue idee.

Lo United aveva bisogno di una rivoluzione completa e totale e la dirigenza lo ha scavalcato nelle scelte, la stessa incompatibilità ambiente che troverebbe al Milan con Ibrahimovic, da allora lo United ha speso circa 750 milioni di sterline e come il Milan di Furlani, non ha raggiunto nessun obiettivo, il Milan di Cardinale e Ibrahimovic, come lo United, non accetterà di lavorare con un "accentratore", il Milan lo ha pure incontrato, ma Rangnick vuole carta bianca su tutto.

Ha chiesto di poter avere libertà di movimento su tutta l'area tecnico-sportivo, l’attuale tecnico dell'Austria, che ha riportato al Mondiale l’Austria dopo 28 anni, vuole decidere il direttore sportivo e l'allenatore senza interferenze, vuole costruire il suo Milan, senza che Ibrahimovic e la proprietà abbiano nessun tipo di ingerenza, le parti si riaggiorneranno a breve, perché non si può più tergiversare, bisogna scegliere direttore sportivo e allenatore subito.

Il primo nome dell’allenatore è quello di Jaissle, 38enne che allena l'Al-Ahli, con cui ha vinto due Champions asiatiche, il secondo nome è quello di Glasner (libero), allenatore del Crystal Palace con cui il Milan ha già parlato e infine Pochettino, che però sembra non essere interessato, Slot ora per Ibra è diventato la prima scelta per la panchina, ma dipende tutto da Rangnick, l’olandese difficilmente accetterebbe di lavorare sotto l'influenza di Rangnick.

Italiano invece sembrava piazzarsi davanti a tutti, pronto al salto di qualità, il Napoli era l’occasione, il Milan adesso potrebbe essere l’occasione di riserva, con D’Amico verso la Roma, come direttore sportivo il più probabile potrebbe essere Planes, ex DS di Barcellona, Tottenham e Betis Siviglia, ma nonostante l’azzeramento della dirigenza, continuano le divisioni interne al Milan, Ibra vuole prendere Slot, ma intanto Cardinale ha contattato Glasner.

Ibrahimovic e Cardinale, hanno visioni diametralmente opposte per il futuro del Milan e questo non gli ha ancora permesso di trovare: il direttore sportivo, il direttore tecnico, l’amministratore delegato e l’allenatore, la disputa decisiva è sull’allenatore, Cardinale segue un profilo, con il quale, comunque, non è stato raggiunto nessun accordo, mentre Ibrahimovic ne vorrebbe un altro, sembra però deciso, sì a Glasner con o senza Rangnick, anche se al momento, Glasner non ha ancora dato la disponibilità a sedersi sulla panchina rossonera.

Non è stato raggiunto nessun accordo, ma Glasner è piaciuto a prescindere dall’ingaggio di Rangnick, la coppia Glasner e Rangnick è l’ipotesi più concreta, l’alternativa è quella proposta da Ibra e la Pimenta, quella composta da Planes e Slot, Jaissle diciamo che non è più in corsa, perché è ancora sotto contratto con l'Al Ahli e quindi per liberarlo andrebbe pagato un indennizzo al club arabo e poi pare ci sia già una bozza d’accordo con Glasner.

venerdì 29 maggio 2026

Dopo l’ottavo posto dell’anno scorso, il Milan chiude vergognosamente al quinto posto.

Dopo l’ultimo scudetto targato Elliott e Maldini, Cardinale ha ereditato una squadra, che se pur con qualche debito, era la squadra fresca campione d’Italia, da allora nei 4 campionati successivi, nel 22/23 si è classificato quarto, nel 23/24 si è classificato secondo, ma a 19 punti di distanza dall’Inter prima, nel 24/25 si è classificato ottavo e nel 25/26 si è classificato quinto come tutti noi sappiamo e pensare che sarebbe bastato un pareggio per andare in Champions.

Non sono d’accordo che si è tratto di una beffa, tutto il girone di ritorno e in particolare le ultime 10 partite, ci avevano avvisato di questa delusione annunciata e difficile da quantificare, una situazione da non credere, una vergogna sportiva senza fine e adesso, dopo questo disastro sportivo ed economico, si dovrebbe ribaltare tutto, ma veramente, senza altre prese per il culo, io Allegri come vi dicevo, lo avrei mandato via già qualche partita fa, Cardinale lo voleva blindare, come se con sei milioni a stagione, non si possa prendere un allenatore migliore, a mio avviso era lui che doveva dare le dimissioni e non giustificarsi scaricando tutto su gli altri.

Anche Tare, è vero che è il meno colpevole, però oggi al Milan non doveva e non poteva più restare nessuno, azzeramento di tutto, dirigenti, tecnici e giocatori, tanti giocatori e anche di Ibra, perché stiamo parlando di un disastro totale, che con la Champions saltata, ha visto saltare anche Modric e Goretzka, sarà di nuovo rivoluzione, fino alla vigilia della gara con il Cagliari, Allegri sembrava essere al centro di tutto, ma Cardinale e Ibra si erano già mossi per un altro tecnico.

Basta, è crollato tutto, il Milan nei momenti più delicati, ha dimostrato in questi 4 anni di non sapere cosa fare, di non avere mai un piano B e l’eventuale pareggio, che ci avrebbe consentito di entrare in Champions, non avrebbe aiutato a capire il malessere dei rossoneri e non avrebbe costretto Cardinale ad un taglio drastico con i suoi dirigenti.

Senza questa esclusione dalla Champions, non ci saremmo resi conto del tracollo tecnico e adesso non bisogna aver paura di dire le cose come stanno, in questi 4 anni è mancata la programmazione, i soldi sono stati spesi male, ci sono stati continui sabotaggi interni, guerre di parte, un disastro, una devastazione, dove i colpevoli sono stati tutti, nessuno escluso, dalla proprietà alla dirigenza, passando per l’allenatore e i giocatori, prima poi questa situazione doveva essere “scoperchiata” e affrontata.

I tifosi milanisti non meritiamo tutto questo, Allegri io non lo avrei ripreso, non abbiamo mai giocato a calcio e nell’ultima e decisa partita, dopo essere passati in vantaggio dopo 2 minuti, ci siamo messi a difendere il risultato davanti l’area, senza per altro prendere mai la palla per i restanti 93 minuti, gli errori anche quest’anno sono stati tanti e importanti, il Milan di Cardinale è stato un disastro e i risultati della sua gestione lo confermano, c'è bisogno di ripartire da zero, Cardinale in questi anni si è affidato a gente che ha fatto confusione.

Allegri è stato un fallimento su tutti i fronti, ha usato la dirigenza come alibi, nel 2026 le sue idee di calcio non hanno ragione di esistere, oggi i risultati si ottengono con la forza delle idee e per il Milan (Ibra) Iraola allenatore del Bournemouth, che ha fatto un lavoro fantastico ed è stato uno dei migliori allenatori in Inghilterra, a livello di qualità e di proposta di gioco, uno che ha saputo sempre ricostruire, era la prima scelta, ma il tecnico ha preferito declinare l’offerta rossonera.

Si è parlato di altri allenatori e di direttori sportivi stranieri, di amministratori delegati che vengono da chissà dove, sinceramente, non mi entusiasma nessuno dei nomi che stanno girando intorno al Milan adesso, per aprire un nuovo ciclo la proprietà punta a costruire una struttura diversa e un progetto più ambizioso, per riportare il Milan ai massimi livelli almeno del calcio italiano, Ibrahimovic vorrebbe puntare su Xavi, che potrebbe essere un allenatore un po' più interessante, ma per la storia del Milan, penso che servano profili più esperti. 

Intanto ora l'obiettivo è quello di avere prima possibile una struttura pronta in vista della prossima stagione, però senza fare le cose in fretta e poi magari accorgersi di avere sbagliato ancora, il Milan deve tornare a giocare un calcio spettacolare ed è a caccia oltre che dell’allenatore, anche di un grande attaccante, che possa soddisfare le richieste di un club come il Milan, una punta centrale che garantisca un bel numero di gol. 

domenica 24 maggio 2026

Milan: Tare risale.

 

Negli ultimi giorni si è parlato dell'addio quasi certo di Tare, ma con l'addio di Furlani, che ha dato le dimissioni, indispettitosi dai cori dei tifosi rossoneri, dedicati solamente lui (fa pure il permaloso), sembrerebbe che le quotazioni per il rilancio di Tare come DS siano decisamente in crescendo, Tare sale e Furlani scende, sembrerebbe anche che Allegri e il capitano Maignan, si siano spesi a favore del DS albanese, chiedendogli di restare. 

Da lunedì Cardinale comincerà i colloqui e le riflessioni con la dirigenza e il tecnico, per impostare la prossima stagione, Allegri sembra essere una priorità per Cardinale in caso di raggiungimento dell'obiettivo (Champions), da quello che si dice, Cardinale vorrebbe blindare Allegri e rilanciare il club, cambiando buona parte della dirigenza, che poi dovrà occuparsi del mercato, parlerà con il tecnico, ma non parlerà con Furlani, che è oramai in uscita.

Cardinale vuole blindare Allegri, ma Allegri vuole vederci chiaro sul suo futuro in rossonero, due sono gli aspetti fondamentali per il tecnico, partecipare attivamente al calciomercato e il rispetto dei ruoli all’interno della società, due aspetti per me fondamentali per qualsiasi allenatore e che nel Milan di Furlani non lo sono mai stati, il contratto c’è e il prolungamento è automatico in caso della qualificazione in Champions e si allungherebbe fino al 30 giugno 2028 a circa 6 milioni netti a stagione, ma bisogna vedere dopo il mancato accesso alla Champions cosa succede.

Dunque il problema eventualmente non sarebbe di natura economica, ma progettuale e di prospettiva per il futuro, con la conclusione del campionato, da lunedì dovrebbe cominciare il valzer degli allenatori, con una serie di incastri a catena, tenendo conto anche della nazionale, che però io non considero prioritaria, penso che Conte ambisca ad altro, Mancini sa di non avere grandi club che lo richiedono e la Nazionale sarebbe perfetta, ma quello che può spostare tutto è Allegri, specie se alla presidenza della FIGC ci andrebbe Malagò come penso e spero.

Sarri penso che una decisione l’abbia già presa, che sia orientato ad accettare la panchina dell’Atalanta, dove incontrerà di nuovo Giuntoli, che avrebbe pronto per il tecnico toscano un contratto triennale, il Napoli a questo punto valuta Allegri e in alternativa Italiano, intanto Galliani lunedì dopo la partita con il Cagliari, potrebbe tornare al Milan ma da Presidente, a quanto pare determinato dalla volontà di Allegri, che sembrava sempre più vicino a restare anche per la prossima stagione.

Allegri chiede e spera di avere più voce in capitolo, per questo è importante la figura di Galliani, i due sono molto legati, già l'estate scorsa si era parlato di un suo possibile ritorno, ma c’era Furlani, questa volta invece potrebbe concretizzarsi, difficilissimo invece un ritorno di Maldini, nonostante sia nota e apprezzata l'importanza che ha avuto nel Milan da dirigente, perché c'è solo una condizione per far sì che Paolo rientri: deve cambiare la proprietà. 

Dopo quello che Cardinale gli ha fatto, liquidandolo in maniera indecente nel giro di 10 minuti, chiude questa possibilità, anche se non ci sarà più Furlani, Maldini ha voglia di tornare e ha da dare tanto al calcio, preferibilmente al Milan in particolare e a proposito, per la prossima stagione, qualificazione o meno alla Champions, il Milan dovrà necessariamente comprare un attaccante forte, serve una punta dai gol sicuri e che possa finalmente dare continuità in un ruolo che non è stato coperto doverosamente negli ultimi anni.

Un profilo di punta, che è anche un ritorno di fiamma per il Milan, già accostato ai rossoneri in passato, proprio nell’era Maldini e si tratterebbe di Scamacca, che con ogni probabilità lascerà l'Atalanta, costa 30 milioni e su di lui c'è pure la Roma, Scamacca però credo che andrebbe a riempire il posto di vice punta titolare, che credo e spero possa essere ricoperta da un centravanti di una levatura superiore, voci invece dicono che a breve dovrebbe esserci la firma di Goretzka.

È chiaro che Allegri chiederà a Cardinale un mercato che permetta al Milan di sostenere il doppio impegno settimanale, vuole essere ascoltato di più e pretende più qualità e più leadership all’interno della rosa, il primo acquisto del genere dovrebbe arrivare in tempi brevi, con la firma del parametro zero Goretzka, il tedesco in uscita dal Bayern Monaco, aspetta che i rossoneri conquistino l'accesso in Champions, per legarsi al Milan, ha già parlato con Allegri e con la dirigenza, ha già l’accordo economico ed è convinto di fare un'esperienza in Serie A.

La priorità però resta il grande centravanti, quello per il futuro, tra le sue richieste, Allegri ha fatto il nome di Gonçalo Ramos in forza al Psg, l’operazione non è facile, ma un tentativo sarà fatto, anche perché sono più complicato per i costi: Guirassy del Borussia Dortmund, anche se il giocatore vuole lasciare la Germania, a completare la lista ci sono: Jackson e Sorloth e a chiuderla Vlahovic.

A proposito del reparto avanzato, in uscita ci sarebbe Leao, il suo ciclo in rossonero è considerato concluso e il rendimento in questa stagione, dove non ha brillato da centravanti, non ha messo dubbi alla dirigenza, la speranza di dirigenza e calciatore, è che il Manchester United si faccia vivo concretamente, magari offrendo come contropartita Zirkzee o che arrivi qualcosa da Barcellona.

sabato 23 maggio 2026

Tutti in discussione.

Sono tutti in discussione, i dirigenti Furlani compreso, l’allenatore e la squadra, per tanto sono attese le prime e importanti novità nella dirigenza, il primo a rischio è Tare, per un mercato costoso e deludente, che non è piaciuto nemmeno all’allenatore, il secondo è Furlani, che ha messo becco su tutto e che sotto la sua gestione il Milan non ha fatto nessun passo sportivo in avanti, dal punto di vista finanziario i bilanci sono stati sempre positivi, ma il Milan non può accontentarsi di rimanere a guardare gli altri vincere.

Ibrahimovic nonostante il suo ruolo indecifrabile, potrebbe essere risparmiato, perché consigliere “spione” di Cardinale, tranne se la proprietà non lo dovesse sacrificare a favore di Allegri, ammesso che l’allenatore resti e non decida di accettare la panchina della Nazionale o del Napoli, ma dopo la partita contro i sardi, sarà tempo di scelte e cambiamenti importanti:

Scaroni rimarrà presidente? Chi sarà il prossimo amministratore delegato? Quale sarà il futuro di Ibrahimović? Verrà confermato Kirovski? Quale sarà il futuro di Tare? tornerà finalmente Galliani e tornerà con un ruolo ben definito? Chi sarà il prossimo direttore sportivo? Chi si siederà sulla panchina nella prossima stagione? Cardinale, buon lavoro, io auspico un cambiamento che spazzi via tanti dei protagonisti degli ultimi anni.

Speriamo che Ibra abbia spiegato bene tutto a Cardinale e che il “patron” abbia capito tutto, che intervenga in maniera decisa e che con Calvelli, prendano decisioni importanti, da queste decisioni capiremo tutto, se avranno varato una struttura dirigenziale chiara, lineare, funzionale, un presidente che non si occupi solo dello stadio, ma che sia il primo collaboratore del proprietario, un amministratore delegato di provata esperienza e competenza come Carnevali.

Un direttore sportivo scelto dall’AD, magari lo stesso Tare, che comunque è bravo è ha lavorato tra mille difficoltà e umiliazioni, un allenatore scelto dall’AD e dal DS, che sia in continuo contatto con loro, senza contrasti e interferenze, adesso la palla passa a Cardinale e Calvelli, speriamo che non ci deludano, resta curioso comunque il fatto che a Genova Tare era seduto vicino a Cardinale e dall’altra parte c’era Calvelli, credo proprio che si ripartirà da loro.

L’indomani del triplice fischio che sancirà la fine di questo campionato, Tare, Cardinale e Calvelli, si rivedranno per parlare di futuro, dopo una stagione a lungo considerata deludente e se dovesse restare fuori dalla Champions, significherebbe un fallimento, perdere risorse economiche e attrattività sul mercato, anche per la nuova dirigenza, che dovrebbe gravitare attorno alla figura di Calvelli, che Cardinale ha assunto nel fondo, con l'obiettivo di valorizzare il portafoglio internazionale di RedBird, nei settori congiunti di sport, media ed entertainment e ultimamente lo sta tenendo sempre più “principale” nelle questioni legate al Milan.

Lunedì, dopo la gara contro il Cagliari, si dovrà chiarire subito il futuro del club rossonero, futuro che interesserà Tare, Furlani e ancor di più Allegri, in pesante contrasto con Ibra e nella lista dei potenziali allenatori del Napoli e della Nazionale, partiamo da alcuni punti sicuri, Conte lascerà il Napoli, molti ipotizzano che il duo futuro è con la Nazionale, altri credono che Conte preferisca il lavoro giornaliero in un club, a quello sporadico in Nazionale, il primo club a cui si fa riferimento è il Milan, che Conte ha aspettato per molto tempo due anni fa e che potrebbe costituire, il secondo tassello della rivoluzione del Milan.

Ma è anche vero, che lo scorso anno ha aspettato invano la Juventus, che se pur ha rinnovato con Spalletti, potrebbe liquidare comunque il tecnico toscano e tornare ad affidarsi all’ex Conte, De Laurentis appreso che il tecnico salentino ha deciso di cambiare aria, nel frattempo ha ripreso l’accordo chiuso con Allegri la scorsa estate e Allegri potrebbe rappresentare il post Conte, anche se il candidato principale è Sarri in uscita dalla Lazio.

Per Sarri c’è la forte concorrenza dell’Atalanta, che si è mossa in prima persona con il futuro Ds Giuntoli, dunque, se Sarri dovesse scegliere il Napoli, ad Allegri resterebbe il Milan o forse la Nazionale, ma se Sarri, optasse per l’Atalanta, ad Allegri resterebbe da scegliere il Milan, con tutti i casini che ci sono, la Nazionale che non è sicuramente una passeggiata di salute e il Napoli, che disputa la Champions ed è attrezzata per vincere il campionato.

Le due condizioni principali, perché Allegri resti al Milan, a parte che penso che non sarà Allegri a decidere se restare o no in rossonero, contratto e corteggiamento del Napoli a parte, credo che tutto dipenderà dalla nuova dirigenza, se resta Ibra e con quali poteri e se i nuovi dirigenti vogliono continuare con la visione del calcio di Allegri o vogliono tornare a essere protagonisti con un calcio più propositivo. 

mercoledì 20 maggio 2026

Vittoria pesante, ma ancora non siamo in Champions.

 

Il Milan è terzo ad una giornata dalla fine e la classifica aggiornata ci dice, che il Milan dopo essere stato fuori per metà partita dalla Champions, con la pesante vittoria nel finale a Marassi adesso è terzo, grazie anche al crollo in casa della Juventus, è una lotta Champions al cardiopalma, per il Milan è stata una vittoria fondamentale, ma si deciderà tutto all'ultima giornata.

Al Milan basta battere il Cagliari oramai salvo a San Siro ed ecco la classifica aggiornata: Inter campione d’Italia, Napoli 73, non può essere raggiunto dal Como quinto e per tanto è già in Champions, Milan e Roma 70, possono essere raggiunte e superate dal Como e dalla Juventus a 68, per il Milan basterebbe anche un punto, perché a 71 il Milan sarebbe in vantaggio con gli scontri diretti con il Como, mentre con la Juventus no per la differenza reti.

Il Milan sta vivendo un momento molto complicato, io personalmente ho forti dubbi su questo Milan e non sono convinto di Allegri nonostante tutto, la situazione del Milan resta carica di pressione e interrogativi, i rossoneri arrivano alla finale della stagione, dopo mesi vissuti tra alti e bassi, senza mai trovare quella continuità necessaria per consolidare le proprie ambizioni, le difficoltà emerse nelle ultime settimane, hanno aumentato i dubbi sul presente (qualificazione Champions) e sul futuro (un progetto valido).

Non è solo il campo a preoccupare, ma ancora di più le vicende societarie e le decisioni che potranno e dovranno essere prese in vista della prossima stagione, l’ultima partita di campionato, per me non avrà più nessun peso sul destino di Allegri, di Tare, di Furlani e di Ibrahimovic, perché la presenza in questa settimana di Cardinale, mi suggerisce che in vista del prossimo anno i giochi oramai sono fatti, almeno su chi sostituire.

Io ho forti dubbi su questa dirigenza, è una situazione instabile che ci trasciniamo da quattro anni, non sono convinto di questa squadra e non sono convinto di questo allenatore, il Milan è lontano dall'Inter e dal Napoli e deve fare grosse valutazioni a fine anno, bisogna capire bene cosa vuole fare veramente Cardinale del Milan, bene che si siano già fatte riunioni e più che altro che Cardinale si sia esposto in prima persona, però, prima arriviamo in Champions è poi passiamo a risolvere i tanti problemi esistenti.

II Milan non è guarito con la vittoria di Marassi, tant’è che in una gara di vitale importanza, come sempre non ha giocato una buona partita nel primo tempo, poi nel secondo ha fatto quello che ha dovuto fare, visto che era fuori da tutto, ha capitalizzato un rigore con Nkunku, ha trovato il gol con Athekame e tanto per cambiare ha sofferto fino alla fine, una vittoria pesante non c’è dubbio, ma per la Champions dobbiamo aspettare ancora, tutto il resto dovrà essere discusso immediatamente dopo, perché ci sono tanti problemi.

Sono e resto completamente convinto, che con la conquista di un posto in Champions, non potrà e non cancellerà gli errori commessi, l’ingresso in Champions darà in automatico il rinnovo ad Allegri fino al 2028, ma a causa dell’interferenze di Ibrahimovic, Allegri non resterà e dovrebbe fare parte della rivoluzione di Cardinale, annunciata per fine stagione.

Novanta minuti ancora per provare a rifare un Milan che merita di più, un Milan che non si accontenta di vivacchiare e pone come obiettivo massimo il quarto posto, il Milan è una delle 3 squadre che deve lottare per lo scudetto e almeno per una semifinale di Champions, in molti non credono alle parole di Cardinale, è vero che ha dimostrato in questi quattro anni di non avere nessuna ambizione sportiva, però adesso in società non c’è più Elliott a condizionare per mano di Furlani, la crescita sportiva necessaria.

Intanto Cardinale, dopo essere stato a Milanello per le ultime due sconfitte pesanti, dopo avere fatto una prima riunione e vistosi in intimo con Ibra e Calvelli, è tornato per assistere alla partita di Genova, cose che non aveva fatto in passato con questa decisione, anche perché Furlani gli e lo ha sempre impedito, quindi credo che stavolta faccia sul serio, per cogliere l’occasione di cambiare il management e modificare la direzione del progetto sportivo.

La rivoluzione, che ne dicano gli altri, si deve fare, fatta bene e con un progetto sportivo chiaro, ambizioso e duraturo nel tempo, ma indubbiamente la rivoluzione non potrà partire dagli stessi protagonisti degli ultimi quattro anni, dunque da lunedì prossimo mi aspetto cambiamenti importanti e significativi, per rendere il Milan di nuovo sportivamente competitivo, mi aspetto un nuovo AD amministrativo (Calvelli), un nuovo AD sportivo (Galliani o Carnevali) un nuovo DS (D’Amico) e un nuovo allenatore (Conte), la rivoluzione è necessaria con o senza Champions.

venerdì 15 maggio 2026

Due fondi, due mondi diversi di gestire una società di calcio.

 

Non attribuiamo la crisi del Milan, al fatto che è gestita da un fondo, anche l’Inter è gestita da un fondo, ma la differenza la fa la struttura dirigenziale, esperta, collaudata, competente, ambiziosa, coerente e soprattutto con la stessa chiarezza tecnico-sportiva, Oaktree ha ereditato una squadra competitiva, ricca di parametri zero azzeccati, in una situazione economica critica, l’ha risanata e l’ha confermata a vincere trofei.

RedBird invece, ha ereditato una squadra che stava diventando competitiva, in una situazione economica non più critica, perché Elliott era riuscito a cancellare i debiti, l’ha smantellato per creare plusvalenze, l’ha risanata e invece di continuare a vincere, l’ha condotta nell’incertezza più totale, tanto che oggi siamo con i dirigenti in discussione, tifoseria spaccata, petizioni, contestazioni e una programmazione sportiva che continua a non convincere.

Non ricordo mai, che i tifosi dell’Inter avessero detto a Marotta di andare via, quindi, il problema del Milan non è avere un fondo alle spalle, ma quello di trattare il Milan come un asset produttivo, che deve generare guadagni e non come una squadra di calcio, che deve arrivare ad un pareggio di bilancio, ma che deve ottenerlo anche tramite le vittorie sportive, una squadra di calcio capace di creare spettacolo e vincere.

Il quarto posto è un traguardo economico, non è un traguardo sportivo, almeno per: Milan, Inter, Juventus e Napoli, il quarto posto deve essere un modo per salvare economicamente la stagione, in prospettiva dell’altra che arriva e incamerare i soldi necessari per prepararsi a provare a vincere lo scudetto e la Champions e non un modo per giustificarsi del fallimento, ripetuto nel caso del Milan, con i tifosi e per nascondere la divisione dei dividendi.

E ora che la Champions è a rischio? Non c’è più nemmeno l’ancora di salvezza con i tifosi e non ci sono neanche i soldi da dividere tra gli azionisti e Furlani, il mancato ritorno in Champions e sarebbe per il secondo anno di fila, dovrebbe indurre gli azionisti a fare pressione su Cardinale, affinché il Milan sia dotato di una dirigenza sportiva all’altezza del blasone e delle possibilità della società, per evitare di continuare a fare disastri.

Come ogni anno mi trovo nel dubbio, se tifare affinché il Milan vada almeno in Champions, per poi non cambiare mai nulla, o se tifare che non ci vada, in modo che cambi radicalmente qualcosa, se non tutto, ma che cambino almeno i criteri di programmazione e gli uomini preposti, soprattutto l’allenatore, che negli ultimi 10 anni almeno, non ne abbiamo avuto uno decente, escluso il povero Mihajlović, si perché per me, anche con la Champions, Allegri non deve restare al Milan.

Anche Allegri ha le sue colpe e sono pure tante e dovrebbe prendersi le sue responsabilità, se il Milan dovesse entrare in Champions, cosa che io ritengo adesso quasi impossibile, viste le condizioni della squadra, Allegri non dovrebbe restare lo stesso, specie dopo l’ennesimo attrito con Ibra, io penso che Allegri ha già capito, che la sua idea di potenziare il Milan, con giocatori forti e di esperienza, non è la stessa idea di Furlani, che ha in testa lo schema del fondo, anche se Cardinale ha detto che non è vero, perché lui vuole vincere.

Il Milan è una squadra che sta assistendo impotente al suo tracollo e comunque vada, il prossimo anno il Milan deve giocare a calcio e quindi Allegri non ha motivo di restare, il futuro del Milan è molto incerto, lo scenario con il clamoroso ritorno di Galliani non lo vedo, per come la penso io, nel Milan di Cardinale, non c’è posto per i milanisti, quindi niente Maldini e niente Galliani, poi vedremo che cosa sceglierà Cardinale.

Il dubbio attuale non è su chi allenerà il Milan, ma su chi comanderà al Milan, perché Furlani ha sempre avuto un forte peso decisionale, solo che adesso Elliott dentro il Milan non c’è più e Furlani potrebbe salutare i rossoneri, Tare è fuori a prescindere, il nuovo allenatore potrebbe essere Italiano del Bologna e il nuovo DS D’Amico dell’Atalanta, con molto più potere ad Ibra, che riprenderebbe in mano il progetto tecnico e sportivo, insieme a Moncada.

Ibra saluterà Allegri e come DS potrebbe arrivare forse Paratici, Cardinale sceglierà un nuovo Amministratore Delegato per sostituire Furlani, ammesso che davvero abbia la forza di allontanare Furlani dal Milan, l’altro problema del Milan è però legato agli aspetti tecnici e alla proposta di gioco, perché non è impossibile far coincidere la sostenibilità con i risultati, il Milan ha speso tanto, ma li ha spesi male, ora passiamo all’attualità.

Cosa succede, se le cinque squadre in lotta per la Champions arrivano a pari punti, è uno scenario assurdo, ma è qualcosa che potrebbe verificarsi e in questo caso limite, le tre squadre ad andare in Champions verrebbero decise dalla classifica avulsa, in caso di clamoroso arrivo di cinque squadre a 71 punti, intanto prevede che il Napoli faccia un solo punto tra Pisa e Udinese, che la Juventus faccia 3 punti tra Fiorentina e Torino, che il Milan faccia 4 punti tra Genoa e Cagliari, che la Roma faccia 4 punti tra Lazio e Verona e che il Como faccia 6 punti tra Parma e Cremonese.

Realisticamente togliamo il Napoli, che è difficile faccia un solo punto nelle prossime due, quindi penso che possa essere più realistico, che siano due i posti in palio per quattro squadre, la situazione più credibile, ma se fossero cinque, la classifica avulsa finale, quella che riguarda gli scontri diretti tra le squadre arrivate a pari punti, premierebbe Milan, Napoli e Como e lascerebbe fuori dalla Champions la Roma e la Juventus.

Il Milan è in vantaggio negli scontri diretti, con Roma e Como e in pareggio con la Juventus, ma è lo stesso avanti per la differenza reti, classifica avulsa: 2° Milan 13 punti; 3° Napoli 12 punti; 4° Como 12 punti; 5° Juventus 9 punti; 6° Roma 6 punti.

La priorità del Milan adesso è la zona Champions, poi ci sarà comunque il ribaltone.

Furlani non è certo il tipo che ammette i propri errori e nemmeno uno che sacrifica la sua posizione per il bene del Milan, non lo ha mai fatto, anzi e non lo farà, c’è lo dice il sorriso che aveva difronte alla coreografia della curva che lo accusava apertamente, come diciamo da noi a Palermo: “è attaccatu buono”, tradotto: “è legato bene a Cardinale” e da quel posto lui non se ne andrà mai.

Dovrebbe essere caso mai Cardinale a cacciarlo, ma finché le risorse economiche del club si moltiplicano ed è il solo obiettivo della proprietà, Furlani starà fermo e piantato su quella poltrona, troverà sempre qualcuno comunque a cui fare pagare gli insuccessi sportivi, prima sono stati Maldini e Massara, poi Pioli, poi Fonseca e Conceicao e adesso è il turno di Tare (sicuro) e di Allegri se non c’entra la Champions.

Tutto è estemporaneo, il Milan sta attraversando uno dei periodi più complicati degli ultimi anni, ci sono Allegri e Tare e pagano loro, senza sottolineare, che il Milan va male da 4 anni, io non riesco a farmene una ragione, ma nonostante a me Allegri non piace, Furlani dovremo sopportarlo ancora per chissà quanti anni, il merito di Furlani, è quello di avere costruito una squadra, che ha concluso la prima metà di stagione a soli tre punti dall’Inter capolista.

I demeriti di Tare, di avere portato al Milan a suon di milioni, i vari Nkunku, Estupinian ecc, i demeriti di Allegri, il netto calo della squadra nel girone di ritorno, oltre all’assenza totale di gioco, imputazioni inappellabili, che serviranno a tirare i conti, mettendo sotto il tappeto l’orrore sportivo che l’AD ha perpetuato in questi ultimi 4 anni, ad onore del vero, se fossi io Furlani, non avrei aspettato nemmeno le ultime due partite per cacciare via Allegri.

La squadra ha infilato una serie di risultati negativi mostruosi, mostrando un rendimento ben al di sotto delle aspettative e disperdendo quanto di positivo era stato fatto nei mesi precedenti, tra errori, mancanza di continuità e prestazioni deludenti, il Milan è scivolato lontano dalle zone alte della classifica, nonostante avesse un vantaggio di punti considerevole e credo che con me, tanti altri DS e presidenti, avrebbero fatto lo stesso.

La stagione ormai è nel vivo e anche notevolmente compromessa, anche l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions, rischia concretamente di sfumare e classifica a parte, la situazione delicata che sta vivendo il Milan, merita una lunga e profonda riflessione, che non può essere poi tanto distante da un nuovo ribaltone, mancano due gare alla fine del campionato e c’è un obiettivo da raggiungere, poi si dovrà pensare al futuro, ma quel signore che rideva davanti alla coreografia dei tifosi, al futuro ci ha già pensato.

Di sicuro sono tutti sotto accusa, la dirigenza non è esclusa neanche stavolta, ma avete mai visto un presidente o in questo caso chi per lui, essere esonerato? No! Quindi restano: l'allenatore, il direttore e la squadra, dopo la sconfitta con l’Atalanta, c'è stato un altro vertice a Casa Milan, con Furlani, Tare e tutti i responsabili delle varie aree, stavolta non si è parlato di mercato, ma come affrontare la crisi che sta attraversando il Milan.

Per una volta e comunque per poco, sono tutti d'accordo, che in questo momento, bisogna mettere da parte tutti gli individualismi e restare unti, perché non arrivare tra le prime quattro sarebbe un disastro sportivo e soprattutto economico, che genererebbe un buco da cento milioni e che avrebbe effetti pesantissimi sul mercato e quindi sui progetti della prossima stagione, si dice che se non verrà raggiunto l’obiettivo, ci sarà una rivoluzione, anche se per me la rivoluzione va fatta lo stesso.

Non si può ricominciare con un allenatore, che ha mostrato di non essere all’altezza delle aspettative, gli scudetti vinti a Torino non significano nulla, la Juventus di quel periodo non aveva avversari, quegli scudetti li avrei vinti anch’io, così come non si può ricominciare, con un DS che non ha nessun potere decisionale, men che meno, con questa squadra ed è sacrosanto, che senza Champions il Milan faccia piazza pulita di tutti, chiaramente Furlani escluso.

È un Milan da rifondare in tutte le sue parti, hanno sbagliato tutti, l’ideale sarebbe che Cardinale vendesse il Milan, l’Inter continua a vincere: 21 scudetti e 10 coppe Italia, in questi ultimi anni ci hanno stracciato e pensare che è stato il loro momento economico peggiore, ma in questo periodo hanno avuto Marotta e noi Furlani, nel Milan invece continua a venir fuori ancora una grande confusione e mentre l'Inter vince Coppa Italia e scudetto, noi non riusciamo nemmeno a conquistare un posto in Champions.