Premetto che per me Cardinale ha fatto bene ad
azzerare tutti, due errori però li ha fatti: quello di non avere pronti i
sostituti e quello di non avere azzerato pure Ibrahimovic dal Milan, è socio di
RedBird, ma che si occupi di altro e adesso il Milan è in netto ritardo su tutto, mercato compreso.
Se in questi giorni non mi sono fatto sentire, è stato
perché in queste assenze di notizie, mi sono concesso una vacanza, visto che
non c’era niente da commentare, ma a quanto pare il cerchio non si è più chiuso
su Glasner per la panchina e su Rangnick come direttore tecnico, chiaramente
fanno bene i tifosi a protestare, perché non basta cercare con affanno e
testardaggine l’allenatore e il direttore, bisogna ridare l’identità rossonera
a questa società.
Adesso abbiamo un club rappresentato da figure provenienti da altri contesti,
che non sono quelli del calcio, gente distaccata, che dentro non hanno un
minimo di rossonero, assodato che al momento il Milan è in ritardo su tutto,
alla fine i rossoneri una squadra da cui partire ce l’hanno e permettetemi, la
fretta potrebbe essere a questo punto contro producente, gli agenti dei
giocatori non sanno con chi parlare, ci sono alcune situazioni da sistemare
prima possibile, ma una per me è acclarata: Leao deve andare via.
Che nessun altro allenatore, provi a farlo “esplodere”, Leao a 28 anni è
questo e per cedere il portoghese, Cardinale può fare il prezzo e Scaroni può
firmare la cessione, è diverso invece, per le tantissime operazioni di acquisti
e cessioni, per portare la rosa a 25 giocatori e competitiva, c’è da valutare
tutti i rientranti dai prestiti, considerare chi è il caso di fare restare e
chi no, anche tra chi ha appena concluso la stagione.
Ma ripeto, se queste cose vengono fatte con calma, non è detto che sia un
male, Glasner sembrava orientato ad accettare e Cardinale a preferirlo, poi
appena è saltato Rangnick, è saltato pure Glasner e serve completare la
dirigenza, intanto non sembra una cosa vera, che tutti vogliono scappare, per esempio Pavlovic
e Jashari vorrebbero restare, Pavlovic è stato uno dei migliori, per qualità e per
continuità di prestazioni, Jashari invece ha vissuto un'annata per certi versi negativa, a causa
dell’infortunio e del fatto che nel suo ruolo ci giocava un certo Modric, il
giocatore ha la voglia di affermarsi e di riscattarsi al Milan, sempre che
Cardinale non decida il contrario.
Situazione direttore sportivo, doveva essere Spors, braccio destro di Rangnick, ma da Casa Milan
non è arrivato l’ok, alle condizioni poste dal CT della nazionale austriaca, perché
per Cardinale, prendere il “pacchetto Rangnick” era un impegno notevole, in
termini di uomini da contrattualizzare e soldi da investire, così stanco di
aspettare, Rangnick ha confernato il suo impegno con la federazione austriaca e
non andrà più al Milan.
Il tedesco, che ha capito con certezza, che al
Milan avrebbe continuato a comandare Ibra, che la società non gli avrebbe mai
dato l’indipendenza totale che lui voleva e ha accettato la riconferma della
federazione austriaca per continuare a guidare la nazionale, così salta per la
seconda volta il matrimonio tra Rangnick e il Milan.
I rossoneri hanno tentennato e hanno lasciato che a prendere la decisione
finale fosse stato Rangnick, il tedesco ha detto no al progetto rossonero e si è tirato
indietro, lasciando vacante un posto nella dirigenza di Casa Milan, che si
trova sempre più nella merda, specialmente dopo che la Juventus ha
ufficializzato l’arrivo di Carnevali, il migliore dopo Marotta, quel dirigente
che il Milan doveva prendere e non ha preso.
Dopo settimane di tira e molla, non abbiamo ancora il direttore tecnico, il
direttore sportivo e l’allenatore, passano i giorni, il tempo scorre
inesorabilmente, aumentano i rifiuti, gli accordi saltati e il Milan continua a
non avere né capo e né coda, anche la panchina, che sembra oramai cosa fatta, è saltata
e Cardinale ha ripreso i contatti con Amorim e Jaissle, che sono adesso in
netta risalita.
Il Milan continua a riflettere, ma l'attesa rischia seriamente di
trasformarsi in un problema, la proprietà rossonera non ha ancora preso una
decisione definitiva in merito a nessun ruolo tecnico-dirigenziale Amorim è un
profilo affascinante per idee, personalità e lavoro tattico, con l'idea di un
Milan decisamente più dinamico e verticale, ma bisogna aspettare.













