venerdì 20 marzo 2026

Io credo che sia arrivata l'ora del 4-3-3.

Dopo questa prestazione e questo risultato deludente con la Lazio e anche per dare una scossa al campionato, visto che dietro si avvicinano sempre più inesorabilmente, per me è ora di passare al 4-3-3, anche se so, che secondo me Allegri non cambierà, perché così si sta perdendo quel piccolo potenziale offensivo che avevamo là davanti, provare a rimettere Leao e Pulisic al loro posto, anche se la coperta da qualche parte si scopre, ma con i quattro in difesa possiamo avere più copertura nei duelli e evitare meno l’uno contro uno, lasciando magari inizialmente Saelemaekers in panchina, che in questo periodo si è involuto nel rendimento.

Mi sconvolge il fatto che non si possa uscire dal 3-5-2, trovando un avversario che gioca con le tre punte, non puoi giocare con tre difensori e accettare l’uno contro uno senza raddoppi, perché, né Saelemaekers e né Estupinian sono in grado di venire a raddoppiare e non lo fanno nemmeno Modric e Jashari, così come con l’avversario con la difesa a quattro, non puoi mettere solo Pulisic e Leao in mezzo a quei quattro difensori.

Io per questi stessi motivi, non ho mai prediletto questo modulo e non capisco perché non si può uscire da questo 3-5-2 “obbligatorio”, tra l'altro con le due punte che non sono punte, si può giocare con le tre punte come ha fatto Sarri e il centravanti di “manovra” come Maldini, diciamo alla Totti nella Roma di Spalletti (oggi Yildiz) o Fabregas con Guardiola e non sto parlando di allenatori di ultima categoria, un 4-3-3 con Leao alto a sinistra e Pulisic a destra davanti ad Athekame, che mi piace sempre di più e ha bisogno di giocare.

Pulisic-Leao è una coppia che non decolla e c’è poca intesa tra loro, per me è il momento della svolta, quella di cambiare modulo, non serviva fare questa brutta prestazione contro la Lazio, per capire che la coppia Leao-Pulisic non funziona, per natura e per caratteristiche tecnico-tattiche, non hanno mai trovato la giusta collocazione in campo, nessuno dei due è una prima punta e neanche una seconda punta, sono due attaccanti esterni.

Pulisic e Leao non hanno mai inciso realmente, in campo questa coppia non va, a parte che ognuno si porta strascichi fisici e poca lucidità in zona gol, fermo restando che in queste condizioni, non credo che potranno rendere come gli anni scorsi sulla fascia, per me la squadra deve venire prima di tutto e quindi prima di Leao o degli interessi economici, perché Leao e Pulisic non possono diventare un peso per la squadra.

Al di là di come la vedo io, di fatto Leao la prima punta non la può fare, non è il suo ruolo, adesso serve resettare un po' il momento e vincere con il Torino, per ripartire dopo la sosta della nazionale, per ottenere un posto in Champions, ma adesso serve il coraggio di osare qualcosa di più, specialmente la davanti e non ripetere più prestazioni così orribili, contro la Lazio abbiamo assistito a una prestazione molle, disordinata, nervosa e frenetica, contro una squadra che pressava forte e con cui abbiamo perso tutti i duelli fisici.

Adesso il Milan deve provare ad alzare l'asticella, l'obiettivo stagione del passaggio alla prossima Champions League, diciamo che è pressoché raggiunto, ma non bisogna perdere la testa e farsi condizionare dalla pressione, anche perché, in ogni caso il lavoro compiuto è sicuramente positivo, considerato da dove siamo partiti e in che condizioni ha dovuto operare Allegri.

Allenatore che non preferisco, però almeno sono state gettate le basi per provare a vincere il prossimo anno, chiaramente migliorando la fase offensiva e anche quella difensiva, attraverso il mercato, il gap con l'Inter e il Napoli sta infatti soprattutto nel numero di giocatori in rosa, ecco perché la dirigenza non dovrà assolutamente sbagliare il centravanti questa estate e completare l’organico con acquisti mirati, giocatori forti ed esperti, più Rabiot e meno Odogu.

Ma se le attenzioni dovranno essere principalmente sull'attacco, servirà aumentare la qualità anche in difesa, poi vedremo se servirà o no (dipende dal modulo), migliorare anche nei quinti se resta Modric, a centrocampo serve una mezzala di destra più forte, un altro Rabiot, che ci permetterebbe un ulteriore miglioramento e poi, la speranza è che venga fuori Jashari, un investimento economicamente importantissimo, che al momento, complice il brutto infortunio, non ha reso per quanto ci si aspettava.

Jashari è un giocatore che ha qualità, ma ha dovuto affrontare l’infortunio, nel suo ruolo ci gioca Modric e possibilmente magari, non si è ancora ambientato al calcio italiano, penso che in un immediato futuro, potrà dimostrare le proprie qualità, anche se a pesare su di lui, sono i quaranta milioni versati per l’acquisto, quello che non mi piace di Allegri, è che il Milan gioca male e che giochi sempre allo stesso modo, che regala sempre il tempo all’avversario, dove sta chiuso, bloccato, è tutta la stagione che gioca così e per me ha delle responsabilità anche lui, deve avere più coraggio e fare lui la partita.  


martedì 17 marzo 2026

Ora il Milan si deve guardare alle spalle.

 

La classifica di Serie A si è ridisegnata e tutte le inseguitrici del Milan, hanno guadagnato tre punti sui rossoneri, che a 9 partite dalla fine, si vede assottigliare il vantaggio che aveva con le dirette concorrenti alla Champions, che lo insidiano da molto vicino, il Napoli è a un punto e c’è lo scontro diretto tra due giornate, il Como si trova a 6 punti in quarta posizione, la Juventus a 7 punti ed è la quinta, su cui il Milan deve fare la corsa a un posto Champions, la Roma a 9 in sesta posizione, difficilmente potrà insidiarla. 

La classifica aggiornata dice: Inter 68; Milan 60; Napoli 59; Como 54; Juventus 53 e Roma 51, queste le sei squadre che dovrebbero spartirsi i sei posti disponibili tra Champions e Europa League, se poi la supercoppa rimarrà a quattro squadre, Milan e Napoli, dovrebbero contendersi l’altro posto, dando per scontato che l’Inter comunque vincerà lo scudetto, contro la Lazio è andata male, il Milan ha sbagliato una delle partite più importanti della stagione.

I rossoneri hanno dimostrato di non essere cresciuti, di non essere ancora pronti per lottare fino alla fine per lo scudetto, non ha ancora un suo gioco preminente, una sua personalità forte e spiccata e non ha giocatori all’altezza di una squadra che deve lottare per lo scudetto in serie A, forse non ha nemmeno l’allenatore per farlo, troppo poco coraggio e idee troppo integraliste.

Bisogna prendere atto e ammettere onestamente, che il Milan non è ancora all’altezza, che il Milan è arrivato, che oltre non può più andare, ha deluso l’atteggiamento della squadra, hanno deluso specialmente tutti i primi tempi, ma soprattutto ha deluso anche l’impostazione tattica, che non mi ha mai convinto, abbiamo concesso sempre troppi spazi agli avversari, quasi sempre uno contro uno a campo aperto. 

È sembrato di rivedere il Milan di Pioli in balia dell’avversario, quando prendeva due gol a partita, Leao e Pulisic con questo 3-5-2 non vengono valorizzato e non c’è neanche intesa tra loro, però nessuno fa niente, andiamo avanti finché i nodi non verranno al pettine.

Ora bisogna blindare la Champions, l’obiettivo primario e quello dichiarato a inizio stagione, poi, forse meglio anche prima, servono dei colpi seri sul mercato, a cominciare dall’equivoco tecnico-tattico del 3-5-2 e dei due attaccanti, Pulisic e Leao nelle ultime quattro partite hanno giocato insieme dal primo minuto e non hanno prodotto niente, nemmeno una rete o un’azione combinata, solo prove sufficienti, ma sapevamo tutti che i due non avevano le caratteristiche necessarie per giocare come le due punte terminali e chi di dovere, deve ammettere che questa coppia non sta funzionando.

In generale il Milan ha segnato pochi gol con gli attaccanti, un problema da provare a risolvere per la parte finale della stagione e immancabilmente per la prossima, io penso che si andrà avanti cosi, difficilmente Allegri proverà a cambiare modulo o di uomini, anche se sembra che ci sia un ordine di scuderia, perché anche Pioli diceva sempre di volerlo fare e poi non lo faceva mai.

Nel secondo tempo contro la Lazio e non è stata l’unica volta, quando la squadra è passata al 4-3-3, ma anche al 4-2-3-1, che premetto non mi piace nemmeno, il Milan ha occupato meglio gli spazi e ha difeso meglio, al Milan manca tremendamente una punta forte, l’arrivo di Fullkrung (che ha giocato pochissimo) non ha spostato gli equilibri e ha prodotto poco, per non parlare di Nkunku, oltre 40 milioni e ha inciso solo nelle partite di inizio 2026, troppo poco.

A fine stagione sarebbe il caso che entrambi andassero via, bisognerà rinforzare indubbiamente la squadra e non con solo quattro colpi seri, il Milan oramai deve avere in squadra giocatori forti, gente che può cambiare subito il livello della squadra, giocatori che anche nelle partite che contano possano essere all’altezza, dopo tanto tempo bisogna tornare a vincere e aprire un ciclo.

L'unico modo per riuscire a tornare grandi, è spendere bene i soldi a disposizione e questa estate sarà decisiva, per tornare seriamente a lottare per lo scudetto, ma per vincere bisogna fare gol e per fare gol, bisogna tirare in porta e per tirare in porta non serve solo il grande attaccante, c’è bisogno di giocatori, che fanno una grande squadra che esprime un grande gioco.

Nel primo tempo contro la Lazio, non abbiamo mai tirato in porta, neanche da fuori, serve un gioco, per permettere ad alcuni giocatori di arrivare a calciare da fuori, questo è un problema, perché va bene cercare l’accerchiamento costante dell’area di rigore, ma se poi i cross non arrivano o sono sbagliati, le imbucate non passano e si gioca più il pallone all’indietro che in avanti, così diventa tutto più difficile.

Questo è anche colpa del 3-5-2, ma ora e anche dopo, per arrivare in Champions c’è necessità di vincere le partite e non è un caso che con il passaggio al 4-3-3, la squadra non solo abbia prodotto di più a livello offensivo, ma è sembrato che quasi tutti i calciatori si sentissero più a loro agio, al contrario di quanto dice Allegri, nel 4-3-3 non si fiderebbe dell’uno contro uno a campo aperto di alcuni suoi difensori, però alla fine, anche con la difesa a tre, i rischi dell’uno contro uno a campo aperto, se li prende lo stesso.

Ma a che gioco giochiamo?

Non è possibile, che la squadra seconda in classifica, matematicamente ancora in corsa per lo scudetto, si presenti all’Olimpico con tro una Lazio “disastrata”, con il solito insignificante 3-5-2 e a fine del primo tempo non abbia fatto un tiro nello specchio della porta, è arrivata sempre seconda su tutti i palloni e ha marcato gli avversari senza nessun raddoppio o copertura, con un centravanti Leao, che ha toccato 4 palloni, due li ha dati indietro e due li ha persi.

È andata meglio quando nel secondo tempo è passato a 4 dietro, si sono visti i raddoppi in difesa e con i tre attaccanti, siamo riusciti ad allargare la difesa della Lazio, abbiamo tirato e impensierito Motta, ma finalmente abbiamo dato un senso alla nostra presenza all’Olimpico, certo non è un caso, che tutte le volte che ci schieriamo con la difesa a 4 che giochiamo meglio e non è vero che con questa squadra non si può fare, basta lasciare fuori Leao, tanto c’è o non c’è è uguale.

A parte la lezione tecnico-tattica che ci ha impartito Sarri, perché ho visto le due punte esterne della Lazio, attaccare e poi in area a difendere, di contro non ho visto mai Pulisic e Leao dentro la nostra area e giusto dice Ambrosini: "Leao la rabbia che manifesta quando esce, deve dimostrarla quando è in campo", sarà che ha sofferto di pubalgia, sarà che gioca in un ruolo che non è il suo, ma anche nelle passate stagioni, a parte qualche strappo in qualche partita, poi le sue prestazioni sono state incolore come quella contro la Lazio.

Un predestinato non vuol dire che deve giocare sempre e che si deve far giocare per forza, cosa vogliamo dimostrare? Sta male? Come tutti gli altri che stanno male non gioca, va in panchina, schierato nuovamente da centravanti, in quella posizione non rende per lui e nemmeno per la squadra, poi al momento del cambio si è arrabbiato parecchio, lamentandosi con Pulisic e con Allegri, non ha avuto l’umiltà e quella non l’ha mai avuta, di capire che la squadra stava giocando con un uomo in meno e che era sotto di un gol.

Ha continuato con il suo atteggiamento da super campione, Allegri ha provato ad abbracciarlo al momento dell'uscita per il cambio, io gli avrei fatto un cazziatone, che l’avrebbero sentito fino in Portogallo, nazionale dove da anni fa sempre la riserva, Leao ha scostato malamente l'allenatore ed è andato in panchina scalciando anche qualche bottiglietta e borbottando, io penso che la storia tra Leao e il Milan sia finita da tempo.

Doveva fare parte della rivoluzione di quest’estate, gli manca quella carica agonistica, che non gli permette di potere giocare ad alti livelli, fuori ruolo o no, non puoi in 45 minuti toccare, perché li ha solo toccati e non li ha giocato quei 4 palloni, sarà per indole e per caratteristiche, è un giocatore che si accende poco e non può giocare titolare neanche in serie A, da centravanti poi si prende molte più pause di quanto se ne prenda giocando esterno.

Io intanto giocherei con il 4-3-3, perché se non il quarto posto a casa non lo portiamo nemmeno stavolta, con Leao e Pulisic larghi e uno tra Fullkrug e Nkunku centravanti, in attesa che arrivi un centravanti vero, Saelemaekers si alterna con Leao, perché il portoghese ha già i suoi limiti e da centravanti è sprecato, così il Milan è una squadra senza personalità, non ha avuto l’atteggiamento da “finale” che doveva avere e che invece ha avuto la Lazio.

Non ha avuto quella voglia di imporsi e di lottare, non ha un calcio intenso, il Milan ha sempre trovato difficoltà quando deve fare gioco, Leao cammina e non si può vedere un giocatore che cammina per 70 minuti, mentre gli altri si sacrificano e si arrabbia pure, il Milan quel gol non lo doveva mai prendere, perché è vero che Esupinan non può difendere così, ma i raddoppi e gli altri dove erano?

Contro la Lazio, il Milan è mancato clamorosamente sulle fasce laterali, Pulisic e Leao non aiutano, non c’è l’interscambiabilità dei ruoli, che come ci ha dimostrato Sarri, non significa essere “antichi” e né tanto meno giocare un calcio difensivistico, Estupinan è stato protagonista in negativo, ma anche Saelemaekers è in una fase poco brillante.

Si è giocato poco sugli esterni, anche perché nessuno riempie l’area e la palla di testa per Leao e Pulisic è una palla inutile, quando è entrato Fullkrug qualche mischia ce stata, anche se il tedesco non ne ha presa una, il Milan ha giocato di più, ma non c’è stata fluidità di gioco, Leao ha fatto una brutta partita e non capisco perché questa ostinazione di farlo giocare centravanti e quella di giocare con il 3-5-2.

Ora, al di là del discorso scudetto, perché la rimonta è impossibile, molto dipende dall'Inter e perché il Milan deve fare bottino pieno e non ha la squadra per farlo, però deve fare punti, perché ne servono 81 per essere sicuri di fare la Champions il prossimo anno, ora c’è un mini campionato da vincere, va consolidato il posto in Champions e provare ad arrivare secondi, perché è importante sotto tutti i punti di vista arrivare in quella posizione di classifica, il turno di campionato ha visto avvicinarsi Napoli, Como e Juventus e sabato contro il Torino, c’è solo un risultato, la vittoria. 

sabato 14 marzo 2026

Il Milan ripartirà da Allegri.

 

Sembra che Allegri abbia avuto rassicurazioni da parte di Furlani per il mercato di questa estate, avrà un colpo per reparto, ma bisogna vedere cosa intende Furlani per “colpo”, quindi il futuro di Allegri dipende dal fatto che, se per il prossimo anno ci sarà condivisione o no, se dovesse capire che c’è condivisione rimarrà, altrimenti, se i “colpi” saranno ancora come quelli di André, Cissè e così via, andrà via.

Un colpo per reparto, deve essere un titolare di peso per ogni reparto e su questo sembra che Allegri abbia avuto rassicurazioni, partendo dalle manovre per l’attacco, che sono determinanti per le ambizioni tecniche del Milan, intanto se resta Allegri, l’anno prossimo si continua inevitabilmente col 3-5-2, il Milan non cambierà modulo la prossima stagione, quindi sul prossimo mercato non si cercheranno esterni, le famose ali, però penso e spero, che ci si ponga il problema Leao, che non è previsto da esterno nel 3-5-2 e che è stato adattato come punta centrale con scarsi risultati. 

Intanto è tornato ad allenarsi in gruppo Gimenez, che potrebbe essere tornato al recupero totale e finalmente il numero 7 rossonero, che manca dal 25 ottobre 2025, sostituito per un problema alla caviglia, che lo ha tenuto ai box per 5 mesi, adesso ha tre mesi per imporsi definitivamente, Gimenez ha la volontà di rimanere al Milan e vuole dimostrare il suo vero valore, ritorna a disposizione insieme all'altra unica punta di ruolo Fullkrug, che però a differenza del tedesco, può garantire più mobilità offensiva.

Credo che l'apporto che potrà dare Gimenez sarà sicuramente importante, per questo fine campionato e magari anche per il futuro, visto che comunque sia, il Milan ha necessità di avere due prime punte, per me il sogno di Allegri era e forse è Vlahovic, ma pare che il serbo preferisca restare in bianconero, già a gennaio, non potendo arrivare a Vlahovvic, si era pensato a Lewandowski, ma penso sia una soluzione difficile da praticare.

Sicuramente la punta centrale è un innesto che il Milan non dovrà certamente sbagliare per la prossima stagione, in questi giorni viene spesso accostato al Milan Kean della Fiorentina, che potrebbe anche essere una buona soluzione, però ha una clausola rescissoria da 62 milioni, e non credo che Fiorentina abbasserà di tanto il prezzo, a quel punto i soldi diventano troppi per il Milan, ad Allegri piacciono i giocatori di carattere, di esperienza e gradirebbe sicuramente una punta come Lewandowski, che è in scadenza con il Barcellona.

Il polacco ha 38 anni, ma segna ancora con continuità ed è proprio questo il tipo di giocatore che serve ai rossoneri, ma anche lui ha dei costi alti, però con il sempre più probabile ritorno in Champions, il Milan avrà molte più partite da giocare e quindi una delle due priorità sarà quella di aumentare il numero di giocatori a disposizione e di rinforzarla con elementi di qualità ed esperienza, perché la prossima stagione l'obiettivo primario sarà lo scudetto e non più il piazzamento in Champions. 

Fullkrug andrà via, il suo rendimento non si può giudicare, anche lui doveva giocare con continuità e andrà via anche Nkunku, che doveva dare di più e poi c’è il nodo Camarda, ora 18enne, a Lecce praticamente ha perso un altro anno, dopo quello perso la scorsa stagione, adesso è fondamentale la scelta per la prossima, che non si può assolutamente sbagliare, la maggiore età, comporta anche il fatto che può firmare un contratto quinquennale e non più triennale.

Al momento è in scadenza al 30 giugno 2028, il contratto è stato rinnovato prima della cessione in prestito al Lecce, da inizio gennaio è fuori per un problema alla spalla e il suo ritorno in campo è previsto prima della fine della stagione, però non si può considerare una stagione formativa, così come la sua esperienza in Serie A, patendo il salto di categoria.

A fine anno il ragazzo tornerà a Milano e qui verrà fatto il punto sul suo futuro, sarà importante che trovi tanti minuti di gioco per crescere, così come ha fatto Pio Esposito, che ha fatto due anni in serie B, dove è potuto crescere senza particolari pressioni, certo, Esposito ha tre anni in più di Camarda, un fisico diverso e sono due calciatori diversi, ma Camarda non ha fatto il percorso giusto.

Il Milan chiaramente non risolverebbe i problemi solo con l’attaccante, servono almeno due difensori di maggior livello e un altro centrocampista, i problemi potrebbero essere risolti con una intelligente campagna acquisti e cessioni, con un grande difensore di totale affidabilità e un centrocampista in attesa della crescita di Jashari.

Poi serve un’alternativa a Rabiot, perché credo che Loft-Cheek quest’anno verrà ceduto e poi bisogna vedere che ne sarà di Andrè e magari un'alternativa al posto di Atekhame, ma tutte alternative da Champions League, Modric è stata una grande intuizione di Tare e se lo lasciassero fare, magari al Milan potrebbe cambiare qualcosa,

giovedì 12 marzo 2026

Allegri ha una base solida per aprire un ciclo.

Anche se a me Allegri non piace, devo ammettere che il Milan ha ottenuto risultati complessivi, che nessun altro avrebbe potuto raggiungere, dopo il fallimentare anno scorso e con una rosa ridotta e non bene assortita, in panchina tranne rare volte da carica e tranquillità, ha una buona comunicazione, è aziendalista, sa fare gruppo e risultati, non fa un gioco spettacolare, però nella vita tutto non si può avere. 

Allegri e i suoi ragazzi, hanno svolto il compito necessario a tenere in piedi un campionato più che positivo, Allegri si è preso la squadra e questa squadra ha scelto Allegri, sposando la sua filosofia, il campionato ha dimostrato che il tecnico è un punto fermo di squadra e società, adesso però serve logica e criterio, un mercato gestito in maniera non altalenante, fortunatamente i tasselli che servono a questa squadra sono pochi e il prossimo campionato deve cominciare per potersela giocare sin dall'inizio per ogni obiettivo.

Ripeto a me non piace, però non si può negare che con Allegri il Milan è rinato, società, staff e giocatori sono tutti dalla sua parte, però ora la società dovrà fare la sua parte, non possiamo sempre ricominciare.

Piaccia o no, Allegri è uno degli artefici di questa rinascita, ha fatto un buon lavoro di ricostruzione, nonostante le difficoltà e qualche partita a vuoto, ora la palla passa alla società, che se vuole davvero crescere, deve investire, per fare in modo che non si ripetano le ultime due stagioni orribili, l’ultima di Pioli e quella scorsa con Fonseca e Conceicao, che hanno lasciato dubbi, amarezza e uno spogliatoio ribelle.

Il fallimento delle ultime stagioni rossonere, è stato prima della dirigenza e della mancanza di uomini di campo, Allegri ha riportato valori che a Milanello si erano persi, ha riportato l’identità della squadra, ora sarà compito della società assecondare le idee e i piani di Allegri per la prossima stagione, basta dualismi tra Tare e Furlani, basta idee forzate e condivise a ogni costo, se si andrà verso questa direzione, il progetto rossonero potrà continuare a crescere.

Se invece si vorrà andare avanti con tentativi e scommesse e Allegri non potrà dare il suo contributo, non potrà essere decisivo anche sul mercato, Allegri allora potrebbe andare via, resterà solo se ci sarà condivisione, perché Allegri sta benissimo al Milan, se il Milan vuole tornare davvero competitivo, deve dare ad Allegri o chi per lui: struttura, certezze, giocatori pronti a reggere la pressione e Champions.

La linea deve essere imperativa, basta giovani scommesse pagati con tanti soldi, il Milan non può permettersi di comprare giovani da rivendere, il Milan ha bisogno di gente fatta e finita, gente che alza il livello e poi qualche giovane da fare crescere per restare, i soldi vanno spesi bene e per vincere subito, puntando come fa fatto l’Inter in questi ultimi anni, al mercato degli svincolati.

Ha costruito la sua forza con Çalhanoğlu, Thuram, Zieliński, Mkhitaryan, Darmian e de Vrij, giusto per indicarne qualcuno, il mercato degli svincolati non sarà romantico, a sensazione, ma è un mercato di esperienza, leadership e mentalità, per chi non vuole spendere soldi per il cartellino e lo abbiamo visto con Modric.

Lewandowski, Gortezka e Rudiger, potrebbero essere un rinforzo per reparto, in attesa che crescano Camarda, Comotto e Odogu, magari non proprio questi tre, considerato gli ingaggi di questi giocatori, ma il Milan deve tornare a fare mercato con la “M” maiuscola, programmare il futuro è importante, ma prima bisogna pensare anche al presente, con giocatori pronti come Rabiot.

Gimenez è prossimo al rientro in gruppo, ma non si conosce il suo futuro, per lui come per Tare e Allegri, tutto dipende dalla situazione societaria e sui ruoli che dovranno essere coperti in futuro, al Milan serviranno almeno quattro giocatori: due difensori, un centravanti e un centrocampista, la punta è un’urgenza, per me Gimenz può restare, andrà via Fullkrug e per me anche Nkunku, serve un attaccante d’area, un giocatore da 20 gol, una punta forte, uno da Milan.

In estate servono acquisti intelligenti e mirati per alzare la qualità della rosa, basta con i mezzi giocatori, perché è l’unica strada per tornare a essere competitivi realmente e per provare a vincere, l’anno prossimo servono 25 giocatori forti e pronti, altrimenti sarà un’altra annata come quella di Fonseca e Conceicao.

Intanto, saltato Vlaovic, continuano le voci sull'interessamento del Milan per Moise Kean della Fiorentina, un calciatore già allenato e voluto da Allegri ed è una situazione che il Milan tiene in considerazione per l’estate, in funzione del tipo di prezzo ne fa la Fiorentina, ad oggi non c’è una trattativa, ma è uno scenario di mercato. 

martedì 10 marzo 2026

Non era e non è un derby scudetto.

 

La distanza è vero che si è ridotta da 10 a 7 punti, ma anche se alcune volte è successo e tra queste volte almeno un paio di queste è successo ai rossoneri, non vedo in questo Milan, una squadra capace di potere recuperare sette punti nelle ultime 10 giornate rimanenti, era successo al Milan di Pioli e a quello di Zaccheroni, 7 punti non sono tanti, ma bisognerà vedere cosa farà l'Inter in questo finale di campionato.

Il Milan è dove doveva essere, anzi, credo che stia facendo anche di più, di quello che si sperava a inizio campionato, per lo scudetto, bisognava, come bisognerà intervenire la prossima estate, in maniera importante e mirata, l'obiettivo è e resta quello di entrare in Champions e a parte che il derby è importante vincerlo, bisognava vincere anche per continuare così, perché non abbiamo più tante possibilità di perdere punti, come abbiamo fatto con le piccole.

Siamo a 9 punti in più dalla quinta, ci sono 30 punti in palio e noi dobbiamo farne almeno 22, per non essere superata dalla quinta (Como o Roma) e restare fuori dalla Champions, vedremo se riusciamo a tenere il ritmo di 7 vittorie e un pareggio in 10 partite, poi se dovessimo fare di più e l’Inter si suicida per la terza volta, allora ci potrebbe pure scappare lo scudetto, ma pensiamo a essere realisti, il Milan ha confermato l’attitudine ai derby e ai big match.

Non mi va di essere polemico, però l’episodio del tocco di mano di Ricci non è rigore, il movimento del braccio non è verso il pallone ed è privo di intenzionalità, se non quella di portarlo indietro per evitare l’impatto della palla, arrivata comunque da distanza ravvicinata e poi sarebbe finito sul fianco, senza aumentare il volume del corpo, sul gol del pareggio dell’Inter, arriva a gioco fermo, tanto che la palla sbatte su Carlos Augusto fermo, visto che Doveri aveva fischiato prima che il pallone giungesse in area di rigore.

L’interista segna con la mano sinistra e la rete sarebbe stata comunque annullata, a onore del vero, non ho capito il fischio di confusione, fischiato prima dall’arbitro, quindi, che, che se ne dica, il Milan ha meritato la vittoria, che lascia qualche rimpianto, almeno per quel doppio passaggio a vuoto con Como e Parma che ha consegnato lo scudetto all’Inter, anche se ha delle giustificazioni, praticamente il Milan gioca senza attaccanti, anche dal punto di vista del gioco.

È comunque quasi impossibile recuperare 7 punti su 30 a disposizione, i nerazzurri dovrebbero fare 1 pareggio e 2 sconfitte, mentre i rossoneri dovrebbero fare solo vittorie fino alla fine, i rimpianti sono: aver buttato troppi punti per strada contro le piccole e non aver costruito o migliorato una rosa incompleta, né in estate e neanche a gennaio.

Adesso bisogna continuare partita per partita, senza perdere di vista la programmazione della prossima stagione, come si è visto questa squadra deve essere rinforzata e allungata, per me indipendentemente se giochiamo la Champions o no, certo, arrivare prima possibile all’obiettivo, ti permetterebbe di avere più tempo per programmare meglio, anche se Furlani fa sempre tutto all’ultimo minuto e poi, comunque, sarebbe, bene che ci si mettesse tutti attorno a un tavolo e andare nella stessa direzione.

Con compiti ben definiti e senza invasione di campo, concordando bene sui programmi, con l’unico scopo di affidare ad Allegri (perché lui resta) una rosa più forte e competitiva su due fronti, ascoltando l’allenatore, il direttore sportivo e non le ambizioni personali, intervenendo bene sul mercato, evitando le situazioni come quella di André, questa squadra può lottare per lo scudetto il prossimo anno.

Che lo voglia o no, la dirigenza deve capire, che lo scouting fatto da Moncada per trovare profili che ritiene da Milan, prima di prenderli, li deve condividere con l’allenatore e il direttore sportivo, questa costante di andare ognuno per i fatti propri deve finire, perché il Milan deve venire prima di tutto e di tutti, quanti rimpianti quest’anno e quanti negli anni passati, così non funziona.

Gli ultimi giorni sono stati animati da alcune indiscrezioni, che per l'ennesima volta ci presentano una Società che non funziona come dovrebbe e sono davvero troppo le cose non vanno, tutto ruota attorno a Furlani e al suo desiderio di voler essere protagonista anche sul lato sportivo, ignorando ruoli e competenze, sicuramente non è normale, l’allenatore chiede giocatori esperti al direttore sportivo e Furlani risponde che non ci sono soldi e poi gli porta 19enni da lanciare, che non conosce nessuno.

Cissè è un prospetto davvero interessante, costato 10 milioni, però non è pronto per rinforzare la squadra, per cui a gennaio non è stato investito nemmeno un euro, l’altro è André, per cui Furlani era pronto a sborsare altri 17 milioni, per un giocatore sconosciuto all’allenatore e non sembra essere nemmeno tanto interessante, per non parlare di Odogu.

Ora va bene i giovani, ma dentro una struttura esperta e senza lacune, Allegri come si è capito, resterà anche il prossimo anno, ma servirà ascoltarlo e coinvolgerlo, bisogna ascoltate l'allenatore e fate lavorare Tare, il DS è lui e non Busardò e smettiamola con i "giochini", per tornare grande il Milan si deve affidare ai tecnici, allenatore e DS e fare come l’Inter e attingere nella lista degli svincolati.

sabato 7 marzo 2026

Allegri ripete: “Tra me e la società c’è sintonia totale”.

 

Tare e Allegri, sostengono che è importante lavorare tutti insieme, di squadra, già nel mercato estivo si è andati un po’ in ordine sparso e poi anche in quello di gennaio, si è andati ognuno per la sua strada, con una importante discriminante, Furlani ha poteri assoluti e alla fine è quello che si impone su tutto e su tutti, i dubbi sono che anche per la prossima stagione, il copione non cambierà.

Marzo è il mese in cui parte la programmazione, i dubbi però a quanto pare si confermano, in estate sembrava si sarebbe risolto il problema dell’assenza di un DS e della gestione egocentrica e incompetente del mercato e non solo, un problema che non si è risolto e che potrebbe condizionare le mosse del prossimo mercato, Furlani e Tare, dovrebbero occuparsi di mercato in maniera diversa e indipendente, il primo si deve occupare della parte economica e il secondo della parte tecnico-tattico.

Questo equivoco deve essere risolto, perché non giova a nessuno in casa Milan, perché le decisioni devono essere prese in un'unica direzione, così come la filosofia e gli obiettivi da perseguire, due modi diversi di gestire la parte tecnica della società, che portano solo caos, anche in quelle che sono le scelte di campo, caos che è stato confermato dagli acquisti di Jashari e Ricci, quando c'era già Modric e in inverno, l’acquisto di Mateta, quando si era già preso Fullkrug, mentre continua a mancare un difensore affidabile. 

È chiaro che non è detto, che Tare voglia fare il mercato estivo alle stesse condizioni ed è chiaro che Allegri si aspetta una squadra intelligentemente rinforzata e pronta per lottare in Serie A e in Champions, una squadra costruita con chiarezza, con criterio e senza contrapposizioni, che non portano a una crescita programmatica della squadra, che in questa stagione è stato evidente a tutti, meno che a Furlani.

Il prossimo mercato dovrà essere costruito nel migliore dei modi, ma c’è da capire, se Allegri sarà accontentato e chi sarà a fare mercato, serve una rosa in grado di poter competere su tutti i fronti, una squadra costruita secondo quelle che sono le esigenze del Milan e dell’allenatore, ma non sembra che sarà così, al momento lo stanno facendo Furlani, Moncada e Busardò.

Dell'operazione André, al di là del solito pasticcio, Tare e Allegri non sapevano niente, così come non sapevano niente di Cissè e Mateta, cose che al Milan sono oramai prassi, non si può pensare di avere costruito una grande squadra e che il prossimo anno potrà ripetersi, il rischio concreto è che il Milan, con questa proposta modesta, come quella del Napoli dello scorso anno, si trasforma il prossimo anno in una stagione faticosa anche l'anno prossimo, il Milan quest’anno ha dato tutto e ora continua a fare passi indietro, anche perché Allegri questo è e non potrà aggiungere niente di più.

Allegri questo è e questo sarà anche il prossimo anno, non farà peggio e non farà meglio, il Milan così non tornerà mai la terza sorella (Inter, Juventus e Milan), ad Allegri se gli dai la squadra più forte ti vince il campionato, ma se è leggermente inferiore, non ha una proposta di gioco migliore, che gli permetta di colmare il gap, in vista di una eventuale Champions, si devono fare operazioni da Champions e non di marketing.

Bisogna ascoltare il tecnico, che poi gli acquisti li deve mettere in campo lui e fare lavorare Tare in pace e senza condizionamenti, Tare nonostante tutto ha fatto un buon lavoro, ha portato Modric e ha fatto delle cessioni vantaggiose, sul piano della comunicazione non ha sbagliato una virgola, che di mercato se ne debbano occupare: Furlani, Moncada e Busardò, è una situazione che è insostenibile per il Milan. 

Il Milan non deve continuare ad avere due anime, all’interno dell’area tecnica, ma neanche il solo Furlani al comando, sembra che i ricorsi storici stiano per ripetersi, Tare come Maldini è indigesto a Furlani e farà quanto prima la stessa fine e Allegri che come Pioli, non vuole abbandonare la sua confort zone e sarà tentato dalla promozione da allenatore a manager.

Allegri come fu qualche anno fa per Pioli, vuole restare al Milan e vuole avere più voce in capitolo sul mercato, alla fine accetterà questo compromesso, ma come è successo quest’anno a Tare e prima a Pioli, poi non toccherà palla, Furlani ripetere il presuntuoso errore che ha commesso dopo lo scudetto, quest'anno il Milan è tornato a competere per prime posizioni e gran parte del merito è di Allegri.

Siccome gli acquisti li ha gestiti Furlani e Tare è rimasto a guardare, l’AD del Milan si divide il merito con l’allenatore e crede fermamente che si può fare a meno del DS, come ha fatto con Maldini e Pioli dopo lo scudetto, il tecnico livornese ha ridato ai giocatori senso di appartenenza, disciplina e consapevolezza dei propri mezzi.

Allegri vuole proseguire la sua avventura sulla panchina del Milan, ma sa bene che servirà fare molto sul mercato estivo, soprattutto se il Milan dovesse tornare in Champions e giocando ogni tre giorni, sarà fondamentale allargare la rosa, anche con elementi di esperienza che sappiano fare subito la differenza e trascinare i compagni, anche quelli più giovani, come hanno fatto Rabiot e Modric quest'anno, le ultime due campagne acquisti non lo hanno soddisfatto e per questo, pur nel rispetto dei ruoli, ha il desiderio di avere più voce in capitolo nella creazione della squadra, che succederà?