lunedì 13 aprile 2026

Il modulo non c'entra niente.

 

Nell’ultima partita giocata a san Siro con l’Udinese, non c'è proprio nulla da salvare, la squadra è stata messa sotto anche dal punto di vista fisico e atletico, il Milan al di là del modulo, è sceso in campo con pochissime sensazioni motivazionali, è mancata la voglia dei giocatori di correre dietro all'avversario, i rossoneri in campo sono stati disordinati e hanno preso contropiedi più del solito, già da qualche tempo erano meno compatti, contro l’Udinese hanno esagerato.

Ora è il momento di chiarirsi e di lavorare tutti insieme, di ritrovare la voglia, la condizione, la determinazione e di fare le cose fatte bene, la terza sconfitta nelle ultime 4 partite, ha messo terribilmente l'Europa che conta in discussione, per la classifica e soprattutto per come è ridotta la squadra, una squadra allo sbando, che il popolo milanista ha denunciato pesantemente con i fischi, un Milan fischiatissimo da un San Siro deluso e preoccupato.

Adesso c'è il serio pericolo di compromettere il quarto posto, anche perché quelle dietro viaggiano a ritmi molto alti e il Milan ha perso tutte le sue certezze, a sei giornate dalla fine, comincia un nuovo mini campionato per i rossoneri e tutto dipenderà da come reagirà la squadra a questo ennesimo risultato deludente e allarmante, i giocatori devono velocemente ritrovare la voglia di lavorare e sacrificarsi per il compagno, di tornare indietro e seguire l’avversario.

Il Milan è in un grossissimo momento di difficoltà, deve ricompattarsi e lavorare forte, per tornare alla vittoria nelle prossime partite, ritrovare in fretta la lucidità e la serenità, solo così si può centrare l'obiettivo, perché questo finale di stagione è troppo importante per il futuro del Milan, a me piace il 4-3-3, ma non mi piace quello con Leao centravanti, a dire il vero, a me Leao non piace più, nemmeno quando parte largo sulla sinistra.

Il 4-3-3 per Leao a sinistra, dovrebbe essere il suo modulo migliore, da centravanti fa fatica perché non è il suo ruolo, non riesce a trovare lo spazio e la posizione, però per me, la sua indolenza lo ha portato oramai a 27 anni, a essere un giocatore “mancato”, credo che non possa più giocare, nei primi 5 campionati europei e credo che la sua storia con il Milan sia finita.

La pioggia di fischi su Leao all’uscita dal campo per la sostituzione, dopo che era stato contestato per tutta la partita, si è trattata oltre che di un’altra bocciatura come centravanti, anche come la fine della storia d’amore tra i tifosi e il portoghese, un malessere oramai insanabile di San Siro nei confronti di Leao, la sensazione, ribadisco, è, che il ciclo di Raffael al Milan sia arrivato al capolinea.

Forse Leao doveva andare via già in estate con Theo Hernandez e personalmente credo proprio di sì, la pazienza è finita anche con lui, che continua ad inanellare partite insufficienti, sarà anche infortunato, ma non ha mai dimostrato negli anni la sua consacrazione, che credo non possa più arrivare, Allegri poi continua a schierarlo da attaccante, ma al centro dell’attacco o sulla fascia, la sua prestazione è sempre poco significativa, non ha mai fatto quel salto in più che tutti da tempo ci aspettiamo.

Con l'arrivo di Allegri, avevo pensato che Leao avesse potuto trovare molta più continuità, vero che la pubalgia ha condizionato il suo rendimento, ma le altre stagioni, escluso quella dello scudetto, non è che sino poi state memorabili, il suo problema è l’atteggiamento con cui scende in campo, alcuni suoi comportamenti e il suo rendimento, ora cominciano a dare fastidio alla dirigenza milanista, tanto che il suo rinnovo fino al 2030 è stato congelato. 

La storia di Leao al Milan, mi sembra essere giunta al capolinea e credo che in estate, se arriveranno delle offerte verranno ascoltate, certo, il Milan non si può aspettare il pagamento della clausola e né tanto meno una cifra superiore ai 50 milioni, 27 anni non sono troppi, ma non è più di prospettiva, la speranza è che spunti qualcosa dalla Premier League o magari dall'Arabia Saudita, perché non lo vedo in Spagna, in Germania e nemmeno in Francia e non credo che il Mondiale lo possa rilanciare. 

In estate serviranno delle offerte per lui e anche per Nkunku, che contro l’Udinese è entrato e non si è visto, ma soprattutto, la società deve intervenire radicalmente una volta per tutte sull'attacco, serve una vera punta là davanti, Füllkrug non è entrato nel progetto tecnico del Milan, Pulisic per me è certamente quello che può restare, nonostante non segni da molto, è però il più attivo degli attaccanti.

Saelemaekers io non lo considero un attaccante esterno, lui non è Politano, non è Orsolini, è un esterno magari in un 3-4-3, ma lo toglierei dalla lista degli attaccanti, negli ultimi tempi poi non azzecca una giocata ed è addirittura controproducente in alcuni tratti della partita.

 

domenica 12 aprile 2026

Disastro Milan, squadra allo sbando, in un mese perso tutto.

Un tonfo clamoroso, incredibile, difficile da spiegare, f
inisce con la sconfitta allarmante di San Siro contro l’Udinese e il Milan colleziona la terza sconfitta nelle ultime quattro partite, rimettendo in discussione la conquista di un posto in Champions League, dopo la sconfitta di Napoli e il conseguente passaggio al terzo posto in classifica, tutti ci saremmo aspettati un Milan diverso sotto tutti i punti di vista.

Un Milan motivato a consolidare la classifica nel rash finale del campionato, ma a giudicare da quanto visto con l’Udinese, così non è stato, il Milan oggi è una squadra in caduta libera e questo è un allarme assordante, vista la salve di fischi che i tifosi le hanno riservato a fine partita e a fine primo tempo, 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, è un allarme che risuona acuto e penetrante.

Contro l'Udinese è arrivata una sconfitta totale, sotto ogni punto di vista: tattico, mentale e atletico, il Milan non è più la squadra sicura dei primi 3 o 4 mesi, questa flessione si vedeva arrivare e si giocava con il 3-5-2, Allegri giustamente e spinto anche dall’ambiente, ha provato a dare uno scossone tattico, passando al 4-3-3 dichiarato in estate e poi mai attuato e comunque, non rinnego nulla di quello che ho detto fino a ieri, anzi confermo tutto.

All’inizio si è visto un Milan un po' impacciato, anche se qualche scampolo di partita con questo modulo lo avevano già fatto e poi per ammissione dello stesso Allegri, in allenamento ci hanno lavorato spesso, poi però pian piano, si è vista la fragilità complessiva della squadra, che è andata sempre più in difficoltà, fino a sparire mentalmente dal campo e qualcuno giustamente si domanda perché, tanti giocatori in campo davano la sensazione di non saper dove muoversi e cosa fare.

Il centrocampo era molto in difficoltà, ma non perché non era a 5, Saelemaekers a destra e Pulisic a sinistra, venivano sempre a rinforzare il centrocampo e pareggiavano la disposizione a 5 del centrocampo avversario, piuttosto, l'impressione è e non è forse solo impressione, che le forze siano finite, i calciatori mi sembrano svuotati e questo potrebbe essere il motivo della flessione, che va ben oltre al 4-3-3 e al 3-5-2, una flessione preoccupante, considerando che c'è ancora del campionato da giocare e in panchina non ci sono soluzioni. 

Il passaggio al 4-3-3 non lo considero un azzardato, non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di professionisti pagati profumatamente, gente che fa questo di mestiere e che lo fa tutti i giorni e per tutta la settimana, non possono pensare che nessuno dei giocatori in campo, non abbia mai giocato con il 4-3-3 e non abbia delle competenze di tattiche individuali, da andare così tanto in difficoltà, fatto salvo che magari molti di loro, in nazionale giocano con il 4-3-3. 

Pavlovic e De Winter sono stati imbarazzanti è vero, non sono stati quei giocatori che fin alla settimana scorsa, avevano trasmesso sicurezza al reparto se pur con la difesa a 3, ma non ho visto il marca e copri sull’unica punta avversaria, cosa che non facevamo nemmeno con la difesa a 3, non ho visto mai Athekame e Bartesaghi mettersi in linea con i due centrali e raddoppiare, per evitare che i due centrali si trovassero sempre uno contro uno.

Il mediano davanti alla difesa, in questo caso Modric, non ha mai fatto l’elastico difensivo, una situazione tattica prevista anche con la difesa a 3, la seconda punta che svaria per il campo, deve essere prese in carico prevalentemente dal mediano e Modric non lo ha fatto nemmeno, vero è che non si poteva sacrificare il croato, però l’allenatore poteva prevedere Ricci o Jashari davanti alla difesa, forse addirittura Fofana, come lo scorso anno e Modric mezzala.

Centrocampo in difficoltà e attacco ancora una volta non all'altezza, giocare con le tre punte, significa riempire l’area, anche con gli inserimenti dei centrocampisti, nel primo non abbiamo potuto crossare perché in area non c’era nessuno e nel secondo tempo che c’era Füllkrug non lo abbiamo fatto, perché abbiamo preferito sfondare centralmente, a parte che né Pulisic e né Leao hanno messo cross per il centravanti.

Ora non voglio infierire, ma tutte queste cose gli e le deve dire e dare l’allenatore, anche Allegri ha le sue colpe e non sono poche, pensavo che al contrario dei primi due anni sabatici prima di tornare alla Juventus, in quest’ultimo anno sabato avesse studiato, si fosse aggiornato, ma non è stato così, Allegri è un tecnico che rifiuta le novità, come Pioli è un integralista, conosce il 3-5-2 e appena esce da quel seminato si perde.

Questa stagione, comincia a somigliare all'ultima stagione fatta da Allegri con la Juventus, che quando è svanito il sogno scudetto si è sciolta, arrivando ad acciuffare il posto Champions soltanto all'ultimo (speriamo), la sensazione è che il progetto, nelle ultime settimane invece di evolvere si sia fermato e abbia fatto addirittura pericolosissimi passi indietro, mettendo anche in discussione, quanto di buono sembrava stesse costruendo anche in chiave futura. 

sabato 11 aprile 2026

Quali saranno le prospettive future?

Dato per scontato il quarto posto in classifica, che per me non è dirimente, perché Champions o Europa League, il Milan deve ripartire da questo anno zero, come se fosse andato in Champions e chiedersi quali saranno le prospettive in vista del prossimo campionato è legittimo, dopo quanto è successo dopo l’ultimo scudetto e fino allo scorso anno, intanto il Milan deve dotarsi di un attaccante che segni, un giocatore che faccia la differenza e poi per me, si deve fare pulizia in attacco e ripartire da zero, o come diceva Troisi, ricomincio da 3.

Si, perché dobbiamo essere una squadra europea e dobbiamo giocare con le tre punte, però non possiamo andare a comprare 6 attaccanti, io 3 li lascerei, gli darei un’altra possibilità a Gimenez, Saelemaekers e Pulisic, ma gli altri 3 devono essere scelti e presi in modo serio, devono essere giocatori di spessore, se no ogni anno siamo sempre allo stesso punto, a parlare sempre delle stesse cose, di un Milan incompiuto e deludente.  

Il 3-5-2 per me è un limite, come dicevo non è una questione di moduli, bisogna saper occupare bene tutti gli spazi, questo è quello che deve fare un bravo allenatore, a me il Milan con il 4-3-3 non è dispiaciuto, almeno nel primo tempo di Napoli, c’era grande equilibrio e sembrava che l’avrebbero potuta sbloccare come al solito.

Le dimissioni di Gattuso dalla Nazionale, hanno accostato Allegri alla panchina azzurra, il livornese è un tecnico pragmatico e di esperienza, ma non credo che al momento abbia intenzione di lasciare il Milan, dove sta bene, l’ambiente al momento lo supporta, ma lui vuole che sia la dirigenza a supportarlo nel prossimo mercato estivo, se così non fosse, potrebbe accarezzare l’idea di andare a fare l’esperienza in Nazionale, a me come allenatore non piace, preferirei qualcuno più brillante e coraggioso, qualcuno per iniziare un ciclo vincente e divertente, una specie di Sacchi 2.

Ma se Allegri dovesse lasciare il Milan, al momento, con questa dirigenza, non vedo nessuno che possa prendere il suo posto, perché quello che ha fatto Allegri quest’anno non lo avrebbe fatto nessuno e nessuno si siederebbe su una panchina così destabilizzante, l’idea di Allegri è fare la Champions il prossimo anno e magari negli anni a venire, provare a giocarsi lo scudetto e perché no, provare a vincere una finale di Champions, che non ha vinto con la Juventus.

Però non lo può fare, se le cose dovessero rimanere come quest’anno, che ha dovuto fare le nozze con i fichi secchi, Allegri vuole rimanere, ma vuole una rosa migliorata e allungata, secondo quello che servirebbe a lui e non secondo i desideri di Furlani, per restare Allegri deve essere accontentato e lui vuole giocatori pronti e di esperienza, per rendere la squadra più forte e per dare l’assalto agli obiettivi principali, scudetto e Champions.

Intanto i numeri dimostrano che il Milan è in grande affanno, del resto, con i giocatori contati, gli attaccanti mai al meglio della condizione e gli esperimenti poco riusciti, non poteva essere diversamente, ma quello che stupisce di più è che segna poco e pochissimo con gli attaccanti, mancano i gol di Pulisic e soprattutto quelli di Saelemakers, per non parlare di quelli di un centravanti, anche se c’è da dire, che Allegri gioca più come vuole che come può.

Adesso deve pure provare a non far deprimere l’ambiente, per non trasformare tutto in un flop,
il Milan non è stato mai brillante nel gioco, non è stato mai dominante, ha avuto poca intensità, per non parlare dei troppo errori individuali tecnici e tattici, sono d’accordo che Allegri ha allenato una squadra che non era quella che voleva, sono meno d’accordo però, che a fare il 3-5-2, sia stato costretto dalle caratteristiche dei giocatori, perché Leao centravanti non esiste in nessun mondo, caso mai un 3-4-3, con il centravanti di manovra.

Il modulo è stato dettato dalla paura e di conseguenza per blindare la difesa, i risultati sono arrivati anche per l'arrivo di Rabiot, ma senza i gol degli attaccanti, è cominciata una lenta deriva della squadra, coincidente con i migliori giocatori arrivati (spremuti) fuori condizione, non bastano più i soli Modric e Rabiot, che non hanno più il valido apporto degli involuti Saelemakers e Fofana, certo, ora non è solo un cambio di modulo che ti può risolvere il problema. 

Il finale di stagione sarà sofferto e oltre a cambiare modulo, bisognerebbe cambiare anche alcuni giocatori, bisogna dare più spazio a Ricci, Jashari, Gimenz e Athekame e questo obbligherà per forza il tecnico a fare scelte tattiche diverse, a inventarsi qualcosa di nuovo, quelle novità che Allegri è restio ad apportare per DNA, il 4-3-3 può diventare del finale di campionato, un laboratorio in prospettiva del prossimo mercato estivo e potrebbe darci degli indizi chiari, oltre alla possibilità di raggiungere meglio il ritorno in Champions League, ma anche la possibilità di preparare la prossima stagione nel migliore dei modi.

Il 3-5-2 ha dato equilibrio e all’inizio è servito per ripartire, compattando la squadra e dandole fiducia, è servito a dare maggiore copertura e più ordine, ma poi bisognava alzare il livello della proposta tecnico-tattica, soprattutto nella produzione offensiva e il 4-3-3 può alzare il potenziale e mettere delle basi precise e solide in vista della prossima stagione, con Leao e Pulisic esterni (il loro ruolo) e una punta centrale di ruolo, per ritrovare ampiezza e riferimenti dentro l’area. 

giovedì 9 aprile 2026

Ora va blindato il posto Champions.

 

Pareggio o sconfitta, non sarebbe cambiato nulla, la vittoria sarebbe servita per tenere a debita distanza la quinta in classifica, che in questo momento è la Juventus e che ci ha pure recuperato 3 punti e con lo scontro diretto da disputare, la classifica per i posti Champions è: Napoli secondo a 65, Milan terzo a 63, Como quarto a 58 e Juventus quinto a 57.

La Roma sesta a 54 e l’Atalanta settima a 53, non credo che possano ambire alla qualificazione per la coppa più importante, il Milan dovrà riuscire a non perdere i 6 punti di vantaggio nelle ultime sette partite che restano alla fine del campionato, con il 4-3-3? Il Milan con questo modulo mi piace di più, però se l’atteggiamento è svogliato, molle, se non mettiamo un cross in area per 75/80 minuti, con il 4-3-3 o con il 3-5-2 è la stessa cosa.

Giocare per non prendere, non è una questione di modulo, è qualcosa di più profondo, è mentalità, impianto di gioco, è pressione sugli avversari, marcature preventive, raddoppi, copertura totale degli spazi, molta propensione offensiva, tutte cose che non ho visto con il 3-5-2 e nemmeno con il 4-3-3, se è per questo nemmeno con il 4-2-3-1 di Pioli e compagnia cantante.

“Non dobbiamo rischiare niente in fase difensiva”, può anche andare bene per il Real Madrid o squadre di quel tipo, che la davanti hanno attaccanti di altissimo livello, capaci anche di fare reparto da soli e più che altro, capaci di tramutare in gol, ogni pallone che arriva dalle loro parti, da sempre si dice che la migliore difesa è l’attacco, fatto salvo per gli allenatori del Milan.

Se vogliamo tornare “protagonisti”, se vogliamo tornare a vincere qualcosa, dobbiamo rischiare di più, in attacco dobbiamo conquistare continuamente la profondità e mettere palloni su palloni in area, quindi non si sta parlando di un calcio estetico, ma di un calcio propositivo, veramente dominante e concreto, un gioco fatto nella metà campo avversaria, ma non con stucchevoli e ibridi giro palla senza costrutto, una squadra che per impostazione di base abbia la volontà di ribaltare velocemente il fronte e aggredire con ferocia l’area avversaria.

Il Milan di Cardinale e Furlani è stato sempre costruito in maniera incompleta e non è stata mai completata nel mercato invernale, manca la rapidità e la fame per chiudere l’azione per fare male agli avversari, mancano i giocatori e gli allenatori all'altezza, quando abbiamo intenzione di prenderli? Modric e Rabiot insegnano, Leao e Pulisic non sono una coppia d’attacco funzionale, basta esperimenti e intanto c’è d’arrivare il prima possibile a blindare il posto per la prossima Champions.

Ma per farlo servirà cambiare il sistema di gioco, cambiando diverse cose, gli uomini non in forma, i movimenti e scelte, adesso è tempo di aggredire l’obiettivo Champions e non aspettare che gli altri ce lo regalino, ma prima che il morale dell’ambiente e la classifica cambino tutto in modo negativo, il Milan è terzo in classifica, è lì dove deve essere, ma non è il momento di peggiore le cose, cerchiamo di fare più punti possibili, cerchiamo di vincere tutte le partite, senza aspettare a fine anno per vedere la classifica.

Ci sono 7 partite e dobbiamo fare almeno 16 punti, che ci permetteranno di rimanere tra le prime quattro, c’è uno scontro diretto e bisogna per forza fare almeno 4 vittorie e cominciare a pensare all’Udinese, il Milan onestamente ha fatto il massimo, è fatto di giocatori buoni, Allegri ha fatto bene, però fa fatica a metterli insieme, ma ora serve voltare subito pagina e tornare alla vittoria già a San Siro contro l'Udinese, poi in trasferta con il Verona e successivamente lo scontro diretto con la Juventus a Milano. 


Due sconfitte di fila fuori casa senza far gol sono gravi, bisogna ritrovare Gimenez, Leao e Pulisic, ritrovare i loro gol e un Milan con più coraggio, con
maggiore intraprendenza, non è ammissibile un'altra partita sterile in zona offensiva, perché così è davvero dura arrivare al traguardo, ma anche Allegri non ha convinto, troppa cautela, in molti e anche all'interno dello spogliatoio spingono per il 4-3-3, dall'inizio nelle prossime partite, vedremo. 

Allegri ha avuto il merito di riportare la normalità, ma poi non ha avuto il coraggio di alzare l’asticella e si poteva fare, vero che ha tappato tutti i buchi, ha sistemato qualche lacuna, in una situazione societaria complicata, però superato questo periodo di normalizzazione, non c'è stato niente di più rispetto a quello che aveva fatto a inizio campionato. 

sabato 4 aprile 2026

Fossimo andati ai Mondiali, sarebbe rimasto tutto uguale.

Se fossimo andati ai Mondiali, avremmo messo ancora la polvere sotto il tappeto, così come abbiamo fatto da 20 anni a questa parte, neanche stavolta Gravina si voleva dimettere, lo ha obbligato Abodi e un sacco di leccaculo hanno pure provato a farlo restare, se avessero fatto un’elezione per mandarlo via, sarebbe rimasto a pieni voti, del resto, quelli che stanno lì, hanno un unico interesse, quello personale, spero che adesso si butti anche l’acqua sporca oltre al bambino.

Ora non dobbiamo chiederci chi ci mettiamo, dobbiamo mandare via tutti gli altri e ripartire da zero, chi arriva deve azzerare tutto e mettere i propri uomini di fiducia, perché questi che ci sono adesso, non permetteranno a nessuno di fare nulla, credo che il presidente federale, vista l’ultima scandalosa elezione, deve essere per deroga, scelto dal Coni e non eletto dai consiglieri e poi il presidente, sceglie la sua “linea” di comando.

È andato via Buffon, che stava la con quale merito? È andato via Gattuso, il meno colpevole, ma anche lui, quali sono i suoi meriti come allenatore? E quali sono i meriti di Bonucci? Vada a farsi un po' di gavetta come allenatore e poi se ne è capace, torna a fare il collaboratore tecnico, via, via tutti e cambiamo tutto, Malagò credo che sia la persona giusta, poi per me anche Marotta, ma non credo che lasci l’Inter, Galliani è un altro nome spendibile, ma l’età lo penalizza, così come Rivera, Maldini, Baggio e Del Piero, potrebbero essere la soluzione più longeva.

Conte e Mancini, hanno già dimostrato di saper fare il CT, salvo avere ancora voglia di continuare a stare sul campo tutti i giorni, Sarri e Gasperini per il loro modo di allenare, hanno bisogno di avere la squadra 6 giorni su 7, Allegri potrebbe essere, ma scordiamoci lo spettacolo, vedo bene Ancelotti e perché no, Simone Inzaghi, personalmente credo che Malagò sarà il presidente e Mancini l’allenatore, perché Roberto vuole tornare in Nazionale e stavolta credo per restare.

È evidente, che di fronte a uno sfacelo del genere, le responsabilità siano molto estese: Federazione tutta, Lega, club, settori giovanili, dirigenti, allenatori, politici e infrastrutture, le riforme di cui si è sempre parlato e su cui si spera si possa cominciare a lavorare, sono auspicate da 20 anni, anche se credo che alla fine non arriverà chissà quale rivoluzione.

Ma torniamo al nostro triste campionato e al Milan, si parla ora di attacco mobile e torna di moda Zaniolo, che dopo tanto girovagare, a Udine Zaniolo si è rigenerato, come seconda punta nel 3-5-2, ha segnato cinque gol, ha fatto cinque assist e ha avuto un rendimento sempre alto, ma non credo che possa essere lui la seconda punta titolare, anche perché non credo che andranno via Pulisic e Leao insieme.

Aprile è il momento della verità e la decisione, specialmente sul modulo è fondamentale e sembra che a oggi, il Milan cerca la prima e anche la seconda punta, un giocatore che sappia eventualmente giocare da attaccante esterno, Zaniolo verrà riscattato dal Galatasaray per 10 milioni, il Milan già l’aveva cercato con Paolo Maldini, Allegri lo apprezza molto e ai tempi della Juventus voleva portarlo a Torino, 27 anni, potrebbe completare il reparto offensivo del Milan.

Ai rossoneri non dispiace aumentare il numero di italiani nel proprio organico, così starebbe pensando anche al ritorno di Bellanova, che sarebbe pure utile per le liste, oltre che per l'aspetto calcistico, Rudiger alzerebbe la competitiva in difesa, 33 anni, darebbe aggressività, personalità, duello individuale e abitudine assoluta alle grandi sfide, sarebbe un centrale perfetto per comandare reparto e tempi, però si potrebbe creare un problema anagrafico, fisico e soprattutto economico, visto che al momento guadagna sui 15 milioni lordi all'anno. 

Poi ci sarebbe Goretzka, il centrocampista totale che manca al Milan, 31 anni, corsa, inserimento, fisicità, box to box, presenza sulle seconde palle, è il classico centrocampista che alza il livello, il problema è nei costi: 18 milioni lordi l'anno e nella concorrenza, poi ci sarebbe Bernardo Silva, un lusso tecnico, 31 anni, sarebbe perfetto per dare ulteriore classe al Milan, però anche qui lo stipendio è di quasi 16 milioni di sterline lordi, Lewandowski sarebbe il killer d'area perfetto, che risolverebbe il problema del centravanti.

37 anni è il centravanti finalizzatore di mestiere, pochi fronzoli e tanta sostanza, anche qui il problema è l'aspetto economico con uno stipendio di circa 21 milioni lordi annui, ma tutti questi sarebbero colpi da “instant team”, non da costruzione per la loro età, il modo migliore per vincere subito e non per creare un ciclo, un 4-3-1-2 da scudetto: Maignan, Bellanova, Rudiger, Pavlovic, Bartesaghi; Rabiot, Modic, Goretzka; Bernardo Silva; Zaniolo, Lewandowski.  

venerdì 3 aprile 2026

ANCORA FUORI!

Ancora un fallimento per il calcio italiano, fuori per il terzo mondiale consecutivo, la Bosnia ha vinto ai rigori sulla nostra Nazionale, che pure era andata in vantaggio con Kean, su un regalo clamoroso del portiere avversario, devo dire subito due cose, che anche in parità numerica, la Bosnia aveva dimostrato di essere di gran lunga superiore all’Irlanda del Nord e che la Nazionale, aveva giocato meglio della prima partita.

In parità numerica, gli Azzurri avevano fatto abbastanza bene, ma avevano difeso in maniera orrenda, tanto che poi sono rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione di Bastoni a fine primo tempo e il secondo tempo è stato un assalto alla porta di Donnarumma, con la nostra squadra racchiusa nella nostra metà campo, con un Gatti e un Donnarumma strepitosi e che è riuscita pure a crearsi un paio di palle gol.

Ha subito il pareggio nel finale dei tempi regolamentari, quando sembrava tutto fatto e dal dischetto ha ceduto alla Bosnia che invece va ai Mondiali, un altro pesante fallimento per il calcio italiano, che per questo finalmente pagherà qualcuno, ma non basterà cambiare il presidente e l’allenatore per risalire il ranking, che ci vede oramai oltre il 70esimo posto, distanti dalle migliori formazioni internazionali, quelle che sono andate ai mondiali per intenderci.

Speravo di potere festeggiare la sospirata qualificazione al Mondiale, no che stavolta ci credessi più di altre volte, ma per la legge dei grandi numeri, pensavo che non potevamo restare fuori ancora per la terza volta, sembra incredibile, ma dobbiamo aspettare ancora fino al 2030 per vedere il mondiale, ma non è detto, perché se non si “tagliano” tante teste e non si fa una radicale riforma totale del calcio Italiano, il nostro prossimo mondiale potrebbe essere lontanissimo, ancora più avanti del 2030.

Dobbiamo rifare una rivoluzione, come quanto il calcio italiano è stato rivoluzionato dal Milan di Arrigo Sacchi, che il 1° aprile ha festeggiato il suo 80simo compleanno, come per la storia, c’è il prima di Cristo e un dopo Cristo, nel calcio c’è un prima dell'Ajax di Michels, un prima del Milan di Sacchi e un prima del Barcellona di Guardiola, adesso è il momento di segnare una nuova era, il calcio del dopo Gravina, dai settori giovanili alla serie A.

Bisogna cambiare il tipo di gioco del calcio, la mentalità e smetterla con i raccomandati, specie tra gli allenatori e gli istruttori, tutto deve essere riformato, dopo la terza mancata partecipazioni ai Mondiali è un disastro, adesso anche se mettessimo Allegri o un altro, se non c’è una riforma totale, non si stila una programmazione generale, possiamo cambiare chi vogliamo, ma il risultato non cambia.

Passiamo al Milan, a cui servono ancora i punti necessari per mettere la qualificazione in Champions al sicuro, il campionato ripartirà con il big match contro il Napoli, la squadra che possiede la rosa migliore, il Milan va a giocarsi questa partita invece, con un attacco che vive la crisi del gol, sarebbe stato diverso giocarsi questo rush finale con gli attaccanti al meglio, ecco perché bisogna prendere adesso una decisione fondamentale sulla punta della prossima stagione e non si può più sbagliare.

Per troppi anni sono arrivati giocatori che poi non sono serviti a risolvere il problema della punta centrale, bisognerà capire bene quale è la punta da andare a prendere, accontentando il più possibile Allegri, sempre che non vada in Nazionale, perché bisogna tornare ad alzare il livello e mancano otto partite alla fine di questo campionato.

Il Milan per lottare per una piazza d’onore, alla ripresa dopo la sosta, dovrebbe essere un Milan con il 4-3-3, più spregiudicato e diventare ancora più protagonista, ma Allegri difficilmente cambierà il suo credo, il calcio mercato è cominciato con il colpo Kostić, al costo di 3,5 milioni più circa 4 di bonus, acquistato per Milan Futuro, potrebbe presto lasciare la Serie C per allenarsi con la prima squadra, sul futuro grande bomber, i nomi sono sempre i soliti.

Il Milan ha bisogno di un attaccante da 20 gol che manca dai tempi del primo Ibrahimovic, altrimenti non riuscirà mai a lottare seriamente per vincere, gli applausi per Gimenez contro il Torino, mi fanno pensare che qualche tifoso crede in lui e spero che ci creda anche la società, certo, per tenerlo e dargli fiducia, ma non al posto della grande punta, ci sono due mesi per il messicano per convincere la società, altrimenti sarà cessione insieme a Fullkrug.

Io non cederei Gimenez, per me non ha avuto ancora il tempo e lo stato fisico per dimostrare, sempre meglio di Leao, che dopo 6 anni non ha ancora dimostrato niente, anche se poi alla fine Gimenez andrà via e Leao resterà, comunque per me il futuro di Leao è ancora tutto da scrivere, perché davanti ad una proposta importante e adeguata, il Milan potrebbe dare il via libera ad una sua partenza.

Sul fronte della punta la ricerca non è facile, soprattutto visti i costi e gli ingaggi, di sicuro piace Retegui, che tornerebbe volentieri in Italia, ma un anno fa è stato pagato quasi 70 milioni e ha uno stipendio da 20 milioni a stagione, cifre che il Milan deve drasticamente abbassare ed ecco perché si sta pensando a Castro, il Bologna chiede 40 milioni, troppi per me, ma almeno l'ingaggio è decisamente abbordabile, anche Panichelli dello Strasburgo era papabile, ma l'infortunio al legamento crociato riportato con l’Albiceleste, lo mette fuori dal mercato, difficile l'ipotesi Kean in virtù della clausola rescissoria di 62 milioni e comunque non lo cambierei per Gimenez e conguaglio. 

lunedì 30 marzo 2026

L’Italia può anche andare ai mondiali, ma per fare cosa?

 

Ha ragione Abodi quando dice: "Il nostro posto è ai Mondiali”, ma ai mondiali si va per merito e non per blasone, per andare al mondiale ci si deve preparare, bisogna programmare, fare le scelte necessarie e tra queste fare le riforme, possibilmente è vero che gli azzurri in Gattuso hanno la guida migliore come si dice, ma dobbiamo renderci conto che il nostro livello tecnico è precipitato, dei tre cicli per andare ai mondiali, questo mi è sembrato il peggiore, rabbrividisco al pensiero che stiamo puntando tutto su ex giocatori, o calciatori che non sono mai stati dei fuori classe.

Il nostro vero avversario sono i nostri limiti tecnici e dirigenziali, mi sembra tutto improvvisato, il Brasile è andato dietro ad Ancelotti per due anni, noi in due giorni passiamo da Spalletti a Gattuso, ma non è nemmeno quello, è l’organizzazione della base che non funziona, le uniche motivazioni sono i soldi, noi dobbiamo scegliere uno staff di tecnici: prima squadra, Under 21, Under 20 e così via, che lavorano nei centri federali e che lavorano per anni insieme ad un progetto e a proposito devo dire, che la Nazionale non mi è piaciuta e tanto meno mi sono piaciuti Kean e Retequi.

Non è per colpevolizzarli, perché fanno del loro meglio e non abbiamo di meglio, ma perché le due migliori punte italiane, non sono di livello internazionale e sicuramente non le considero, le grandi punte che ha bisogno il Milan per tornare grande, al Milan ci possono stare, ma per completare la rosa, poi sui rimpianti per lo scudetto da parte del Milan, sono d’accordo che abbiamo perso troppi punti in casa con le piccole, il ritardo sul cambio modulo e il non dare importanza al giocare a calcio.

Allegri mi fa arrabbiare, perché il Milan può giocare bene, è una squadra che ha calciatori che lo sanno fare e che il 4-3-3 mette tutti al loro posto, il terzino destro lo può fare Athekame o Saelemaekers, con Bartesaghi a sinistra, oppure Saelemaekers può essere messo alto e terzino può giocare De Winter, tanto il centrocampo resta sempre a 3, con Fofana, Modric e Rabiot, perché senza alcun dubbio, il Milan gioca meglio col 4-3-3 e poi bisogna lavorare sul giocare a calcio, che è una cosa su cui difettiamo.

La stagione sta entrando nel vivo, ma anche il mercato, tanto che già qualche nome starebbe cominciando a circolare, specialmente per il nuovo numero 9, ma nelle ultime ore si sta pensando anche alla fascia destra, segno che possibilmente si sta accarezzando veramente l’idea di passare al 4-3-3 la prossima stagione e il nome che si sta facendo è quello di Norton-Cuffy del Genoa, 22enne inglese, stabilmente nelle rotazioni dell'U20, uno dei terzini più interessanti di tutta la Serie A e su di lui c’è l’attenzione anche di altre grandi squadre italiane come la Juventus.

Il Milan deve pensare a finire al meglio questa stagione e qualunque sia il risultato finale, deve già pensare alla prossima stagione, con un mercato che qualificazione in Champions o no, comunque gli permetterebbe di tornare a giocare in Europa e in qualche modo di rimpinguare le casse, per potere fare un mercato obbligatoriamente importante, con almeno due operazioni di livello per rinforzare il centrocampo e l’attacco.

Goretzka e Bernardo Silva: il portoghese 32enne, può giocare da centrocampista o da attaccante,  entrambi sono in scadenza a Giugno, ma a quanto pare, la Juventus ha deciso di tornare a spendere e se non proprio in cartellini, almeno in ingaggi, così, Levandowschi, Goretzka e Bernardo Silva, sono sulla lista di Comolli, oltre a Vlahovic e Kessie, Gila lo prende l’Inter per sostituire Bastoni e il Milan non potendo e non volendo partecipare ad aste, si acconterà di quello che lasciano gli altri.

Intanto come da trazione, Furlani continua a investire sui giovani, fregandosene di condividere gli acquisti con Allegri, il primo colpo è Kostic, classe 2007, che ha segnato 10 gol nel campionato serbo in 27 presenze e andrà a rinforzare la batteria di attaccanti del Milan Futuro, come inizio di calcio mercato non c’è male, Kostic arriva dal Partizan di Belgrado a titolo definitivo.

Il centravanti era seguito da tempo e per il cartellino il Milan pagherà tre milioni, sta già svolgendo le visite mediche, può giocare da prima o seconda punta, è più fisico di Camarda e quindi si suppone che possano giocare insieme in futuro, ha già esordito anche con la nazionale maggiore, due presenze con il CT Mirko Vucinic, Kostic si unirà inizialmente al Milan Futuro, dove si uniranno il classe 2009 Petrone e il classe 2007 Castiello.

Per l’attacco invece si è costretti a quanto pare a pensare a Retegui e Castro, perché sembrerebbe difficile arrivare a Kean, i due colpi principali dovranno essere: un forte difensore centrale e un attaccante da 20 gol, è chiaro che molto dipenderà anche dal budget a disposizione e dalla qualificazione in Champions, che è indispensabile, cifra da aggiungere ai 30 milioni dei riscatti di Pobega, Jimenez e Morata, altri soldi potrebbero arrivare da quegli eventuali riscatti di Colombo, Chukwueze, Terracciano, Musah, Bennacer e alla possibile cessioni di Nkunku e Leao.