sabato 17 ottobre 2026

Liberate il soldato Rabiot.

Ritorno al futuro, il futuro prossimo del Milan e di Amorim, perché come dice Cassano in Italia il tempo è crudele e non dimentichiamoci che Cardinale è americano, il futuro del tecnico per me passa dal 4-3-3, sarò anche un inguaribile romantico, però questo Milan al momento se ne può uscire solo così, non voglio essere catastrofista, ma ho l’impressione che Amorim stia percorrendo la stessa strada di Manchester.

Il 3-4-2-1 è stato giustamente abbandonato in fretta, perché non aveva i giocatori che gli servivano, serve invece adesso fare subito delle scelte, scelte di modulo e uomini e tra le scelte degli uomini, serve scegliere subito un Direttore dell’area tecnica, con il quale confrontarsi, sia Cardinale che a Amorim e a proposito di moduli e uomini, io partirei come detto dal 4-3-3, con la coppia Moreira-Pulisic attaccanti esterni e Ramos centravanti fisso in area, dando alla coppia degli attaccanti esterni, il compito di cucire il gioco.

Sarebbe un po', anzi forse meglio, come il tridente dello scudetto: Leao, Giroud e Pulisic, con Chukwueze, Camarda e Cisse di scorta, così come a centrocampo, Jashari, Modric e Rabiot, dove Jashari sarebbe come il giovane Tonali dopo un anno non buono, Modric il Bennacer di allora e Rabiot il Kessie dello scudetto, con pronti a subentrargli: Loftus-Cheek, Comotto e Musah.

In difesa, il quartetto sarebbe composto da Gila, Gabbia, Pavlovic e Bartesaghi, Saelemaekers, De Winter, Diawara ed Estupinian le riserve, con in più, visto che adesso abbiamo perso Gabbia e Saelemaekers, la possibilità di utilizzare Tomori e Terracciano in difesa, Hutchinson in attacco e il reintegrato Bondo a centrocampo.

Neanche a me alcune riserve fanno impazzire, però al momento abbiamo questo “olio” e con questo “olio” dobbiamo cucinare, senza dimenticare la storia, quella di Sacchi e delle “catene” sulle fasce laterali e quella molto meno nobile, ma efficace di Pioli, che senza avere una grande squadra, senza fare grande filosofia e mettendo tutti gli uomini nel loro ruolo, ha portato a casa uno scudetto.

Un grande allenatore deve sapere leggere le partite, ma deve saper fare di necessità virtù, senza cambiare modulo dopo ogni sconfitta, perché c’è il rischio di fare solo confusione, stavolta sono dall’idea però che serva cambiare modulo, mantenendo la stessa filosofia, Amorim ha rinnovato la fiducia nei giovani e spero che lo faccia per convinzione e non per imposizione.

Pare che finalmente giocheranno Camarda e Comotto, sarebbe ora, dobbiamo far giocare questi ragazzi, visto che fanno parte della rosa e possono essere un’opzione in più, come è diventato Cisse, che con una tripletta ha regalato al Milan la prima vittoria e i primi punti in Europa League, grazie ad una bella vittoria e a un’ottima prestazione, i rossoneri hanno dominato per tutta la partita e il grande protagonista è stato Cisse.

Ma è tutta la squadra che ha giocato una buona partita, vero è che il Salisburgo non è una squadra di alto livello europeo, che ha creato poco in avanti e che ha sofferto in fase difensiva, ma la differenza tecnica è stata netta, così come deve essere, poi c’è da segnale le prestazioni positive di Hutchinson, Jashari e Bartesaghi, quasi per niente utilizzati fin ad ora, al contrario dei vari Musah, Estupinian e Loftus.

Bene anche De Winter e il solito Rabiot, l’ampio turnover ha permesso a Hutchinson, Jashari e Bartesaghi di giocarsi le loro carte, oltre che a Camarda, è stata una bella vittoria, che va oltre al risultato.

I tre gol di Tresoldi, hanno rilanciato la sua candidatura in Nazionale, oltre all’interesse di Milan e Roma, le voci di corridoio vogliono la Roma avanti sui rossoneri, nella corsa al gioiellino italo-tedesco, però i bene informati dicono che Tresoldi era e resta un obiettivo del Milan e in particolare di Cardinale, che non ha intenzione di mollare la presa sull’attaccante del Bruges. 

mercoledì 14 ottobre 2026

Il Milan non può continuare così, alcune scelte di Amorim sono difficili da spiegare.

Siamo alla sesta giornata di campionato e come dice Franco Ordine, il Milan non è né carne né pesce, non è una squadra, ognuno gioca il proprio calcio, non ha una fase difensiva, non ha organizzazione, tutto è basato all’impronta dei singoli, non ha ancora raggiunto un sistema stabile di gioco, una sua identità tattica e di conseguenza alcune scelte sono complicate da spiegare.

Non si capisce perché ancora e sempre Estupinian, con la necessità di doverlo sostituire sempre, a causa di una serie di errori, che non si commettono più nemmeno nelle categorie dilettanti, così come Musah, Estupinan continua a condire i suoi minuti in campo, con errori di tutti i generi, che pesano tanto sulla partita, così come Musah, messo davanti alla difesa per arginare gli inserimenti degli avversari.

Non ha mai raddoppiato Gila e né tanto meno Estupinian, si trova spesso fuori posizione e in ritardo sulle chiusure, si è perso sul calcio d’angolo il giocatore che ha realizzato il pareggio del Sassuolo e non parliamo poi, di quando ha la palla tra i piedi, Amorim non nasconde la sua delusione, il problema sarà sicuramente la mentalità, ma anche continuare a far giocare alcuni calciatori e altri fuori ruolo.

Ha ragione quando dice che avremmo dovuto gestire meglio la partita, fare più possesso palla, arginare la reazione avversaria e soprattutto, non possiamo subire gol da calcio d’angolo, è evidente che è un problema di mentalità, saranno i giocatori che non hanno la mente così elastica da recepire le idee del tecnico, o sarà il tecnico che ha una mentalità troppo difficile da recepire, però non si può continuare così e una soluzione pratica e duratura bisogna trovarla e presto, direi quasi immediatamente.

Anche Cardinale è deluso, perché il suo Milan si è fatto riprendere dopo aver conquistato il vantaggio e non ha avuto la bravura di gestire e chiudere la partita, perché non ha saputo gestire la palla e tempi di gioco, per la poca intensità, Cardinale non è rimasto soddisfatto della proposta di gioco offensiva, con Ramos servito troppo poco, della fase difensiva e sulle palle inattive, siamo praticamente a zero e già una buona parte del campionato è scivolata via.

Chiaramente non serviranno i 50 milioni che ha messo in società, per il mercato di gennaio, il Milan già voleva intervenire solo per rinforzare il reparto difensivo con Gonçalo Inacio, ma ora dovrà intervenire in tutti i reparti, per prendere giocatori adatti alle idee di Amorim, o addirittura cambiare il tecnico, perché questo Milan non si sposa bene con l’allenatore e quindi a questo punto, buon lavoro Cardinale, che dovrà forzatamente divide il suo lavoro con un direttore sportivo.

A proposito di direttore sportivo, Pellegatti insiste per Ausilio e devo dire che condivido il suo pensiero, ho notato che anche la maggior parte dei tifosi è a favore, ma al Milan se non sei straniero non ti fanno lavorare, con Pellegatti condivido il fatto che il 4-4-2 fatto così e con questi calciatori, non si può vedere, la partita con il Sassuolo ha fatto vedere una prestazione pessima, con una buona mezz’ora a cavallo dei due tempi e poi male nel finale.

Non c’è stato nessun passo in avanti, anzi, rispetto all’ultima ci sono stati tanti passi indietro, non vedere progressi sul piano del gioco e notare invece un regresso, preoccupa e tanto, perché se ti ficchi nel tunnel della mediocrità, della pressione e della disperazione, fai la fine di Pioli, Fonseca e Conceicao, quando si entra nel tunnel non se ne esce, abbandoniamo quindi tutte le filosofie e facciamo le cose semplici, così come vanno fatte e come l’organico a disposizione ci chiede.

Vuol dire che i tempi (organico) non sono ancora maturi e se permettete, dall’alto della mia lunga esperienza (il 10 ottobre 1980 facevo la mia prima partita in panchina), dilettantistica è vero, ma il calcio è uguale dà per tutto, so, che si può lavorare per la partita della domenica e piano, piano fare entrare i concetti più complicati.

L’idea iniziale di Amorim era impostare la squadra su un propositivo 3-4-2-1, con una grande manovra offensiva, nel tentativo di creare spettacolo e divertimento, giusto, ma se non ho gli ingredienti giusti per cucinare una buona pasta con le sarde, ripiego su un piatto semplice, che poteva essere anche il 4-4-2, che come ho spiegato in passato, non è solo un modulo piatto, usato solo dagli allenatori che subentrano, per cercare di salvare una squadra in crisi, è anche altro, ma con i giocatori giusti al posto giusto.

Il 4-4-2 è il modulo di Sacchi, che tanto ha vinto e tanto spettacolo ha fatto, ma non faceva giocare Musah regista, c’era una collaudata interscambiabilità sulle fasce, a destra attaccava Tassotti e Colombo difendeva (non faceva il regista), a sinistra attaccava Maldini ed Evani veniva a fare il terzino, ma Estupinian non è né Evani e né Maldini.

Basta, bisogna prendere atto che la nuova filosofia con questi giocatori è stata bocciata, sono poco adatti e poco funzionali, a maggior ragione quando giocano fuori ruolo, Musah è al massimo un giocatore di fascia, che si può adattare a giocare terzino. 

martedì 13 ottobre 2026

Brutta partita, sembravamo una squadra di dilettanti.

Sembravamo una squadra di dilettanti e al di là dei lauti stipendi, in fondo lo siamo, per il calcio è un dilettante Cardinale, che ha lasciato a Furlani nei 4 anni precedenti il pallino del gioco, come se si fosse trattato di Mendes e adesso gli mancano questi 4 anni d’esperienza, anche se non sono serviti nemmeno a Furlani, è dilettante Amorim, con tutto il bene che gli voglio, con tutte le scuse e tutte le ragioni del caso, perché non si può insistere a far giocare Musah ed Estupinian e a fare giocare quasi tutti fuori ruolo.

Sono dilettanti i calciatori, perché escluso qualcuno, gli altri non vanno più in là del compitino, dopo la lunghissima pausa per gli impegni delle Nazionali, almeno per chi è rimasto a Milanello, non si può presentare così alla ripresa del campionato, posso anche ammettere, relativamente, che la partita con il Sassuolo poteva essere difficile e ostica, insidiosa, ma la cifra tecnica del Milan è di gran lunga superiore.

Non posso e non voglio pensare che la partita sia stata sottovalutata, perché sarebbe l’ennesima prova di dilettantismo, non è possibile, anche se a distanza di settimane, non riuscire a dare continuità alla bella prova messa in campo contro il Lecce, che si è vista solo e con tutti i limiti palesati nell’ultima gara di campionato, nel finale del primo tempo, la partita è stata lenta, prevedibile e questo non è più accettabile, abbiamo fatto bene gli ultimi minuti del primo tempo, grazie alle incursioni di Moreira, che con Rabiot è stato il migliore in campo.

Male Chukwueze e del resto, non facendo nessun progresso in fase difensiva, non poteva che non essere così, si è visto un calciatore spento e spaesato, in tutta la partita ha messo dentro un solo cross degno di nota, non è arrivato mai con i tempi giusti, neanche quando Pulisic lo lancia da solo verso la porta, è un pareggio amaro, arrivato perché siamo dilettanti dentro, abbiamo commesso un gravissimo errore difensivo sul corner, uno dei tanti, dimostrando ancora tantissimi limiti.

È innegabile che il Milan è una squadra che ha bisogno di tempo, ma siamo già alla sesta di campionato e non si può continuare a fare passi falsi, è inconcepibile non riuscire a mantenere il vantaggio più di 5 minuti e prendere il gol in quella maniera, come è inconcepibile, che Ramos debba giocare così poco tempo dentro l’area, così Ramos è inutile come centravanti e diventa un problema.

Siamo dilettanti, perché abbiamo dimostrato un’immaturità disarmante, alla vigilia della seconda partita di Europa League e alla sesta di campionato, siamo ancora qui a chiederci dove vuole o dove può arrivare il Milan in Italia e in Europa, se non riusciamo a giocare un calcio convincente e non sappiamo gestire la partita.

Milan troppo lento, incapace di gestire il vantaggio e che ha giocato solo una mezzora e poi basta, la rivoluzione tecnico-tattica di Amorim, non ha prodotto gli effetti richiesti, manca la continuità di gioco, l’organizzazione, compresa quella sulle palle inattive, il Milan è staccato dalla vetta, il tempo per rimontare c’è, ma se non continuiamo a giocare così, che fin ora non ha convinto nessuno.

La squadra ha fatto passi indietro nella proposta offensiva e anche dal punto di vista difensivo, il Milan non porta giocatori in area, non occupa bene lo spazio vicino alla porta, dove non c’è solo la mancanza degli attaccanti, mancano anche gli inserimenti dei centrocampisti e dei terzini, però bisogna lavorarci con urgenza, mettendo da parte questa idea offensiva, che si è rivelata difficile da realizzare e passare ad un altro impianto di gioco più pragmatico, per non continuare a perdere punti per strada.

Anche perché, il Milan già costruito male, adesso deve fare a meno oltre che di Saelemaekers, anche di Gabbia e al di là delle dichiarazioni, neanche Amorim ha intenzione di puntare sui giovani, riducendo così all’osso la rosa, che non gli permette di spaziare poi tanto con l’impianto di gioco, anche se sono fermamente convinto, che non è questa la programmazione che si devono dare, Musah ed Estupinian, in termini tecnici valgono meno di Bartesaghi e Comotto, così come Chukwueze di Cisse.

Vero è che adesso forse la difesa a 4 non si può fare più, per mancanza di numeri, però abbiamo 7 partite in 20 giorni, una squadra in pessime condizioni fisiche e giocatori che non possono giocarle tutte, resto dell’idea che Chukwueze è un trequartista, un attaccante per il 4-3-3, così come Moreira e Pulisic, la seconda punta da affiancare a Ramos sono: Camarda e Cisse, come ci ha fatto vedere il bravo Baldini nell’Under 21.

A centrocampo con Modric e Rabiot, devono giocare Jashari o Comotto, in attesa di essere ceduti a gennaio, Estupinian e Musah possono fare i terzini di riserva, mentre i due centrali di riserva al momento sono Tomori e Diawara, credo che anche così, con una verticalizzazione veloce, del tipo Sarri o Gasperini e l’immediato recupero palla uomo su uomo, questa squadra può inserirsi di nuovo tra le prime quattro. 

mercoledì 7 ottobre 2026

Rivoluzione Amorim, alla ripresa avanti con il 4-2-3-1?

 

L'amichevole col Padova ha confermato che si potrebbe ripartire dal modulo coi 4 difensori, sarà interessante capire se rappresenterà una svolta definitiva, per il prosieguo della stagione, anche se sembrerebbe che Amorim stia preparando un ulteriore modulo, il nuovo modulo definitivo, determinerà anche le priorità sul mercato di gennaio, avanti quindi con il sistema di gioco visto contro il Lecce?

Contro il Padova non contava il risultato, l'obiettivo era avere buone risposte da alcuni singoli, soprattutto nello stesso sistema di gioco visto contro il Lecce, un 4-2-3-1 che si trasforma in 4-3-3 in fase di possesso, in fase di non possesso in realtà, è più un 4-4-1-1, che un 4-2-3-1, Amorim a quanto pare ha voluto dare continuità a un sistema, che potrebbe restare per l’intera stagione, vista la fluidità della squadra, che si è dimostrata particolarmente a suo agio.

Come Boban, neanch’io amo la difesa a 3 e l’ho sempre detto e come Boban, dico che bisogna lasciare ad Amorim il tempo per lavorare, nell’amichevole con il Padova, ha fatto bene Gabbia, Comotto si è mosso bene in cabina di regia e anche Hutchinson è apparso molto attivo, schierato da prima punta, visto che mancavano Ramos e Camarda.

È tornato Tomori che ha giocato da terzino destro, ma non credo che avrà un futuro, è vero che dopo la sosta, il Milan è atteso da un vero e proprio tour de force, in cui giocherà ogni tre giorni, fino alla pausa per le nazionali di novembre e quindi ci sarà spazio un po' per tutti, ma penso che Tomori sarà molto limitato.

Ci sarà spazio anche per i giovani e me lo auguro, Comotto deve entrare nelle rotazioni oppure deve andare a giocare con continuità in un’altra squadra, anche Camarda dovrà trovare spazio, così come Diawara, che potrebbe far rifiatare un po' Pavlovic, ma nel frattempo si pensa pure al mercato e il Milan continua a seguire Ayari, centrocampista 2003 del Brighton, che piace per qualità e duttilità, costa 40 milioni e ha un contratto fino al 2027, ma il Brighton ha un’opzione unilaterale per prolungare fino al 2028.

In Nations League, c’è da registrare una super prestazione dell’Italia, complice anche un primo tempo imbarazzante della Turchia, gli azzurri si sono esaltati e hanno vinto 4 a 1, ma non illudiamoci, perché non è tutto oro quello che luccica, la Turchia nel secondo tempo, con gli azzurri appagati, ha fatto la partita e oltre a segnare, ha sfiorato 3 o 4 gol, che erano solo da spingere in rete.

I problemi non si sono dissolti tutti come per magia, c’è ancora da lavorare, proprio come il giorno dopo la sconfitta con il Belgio, è stata una bella e buona partita, in campo stavolta c’erano i senatori, quelli “buoni”, quelli senza la puzza sotto il naso e i giovani già sgamati, anche se esordienti nella Nazionale maggiore, come Kayode, che personalmente non toglierei più dalla formazione titolare.

Bene anche Cambiaghi, Pio Esposito è oramai insostituibile, bene il fratello Sebastiano e Raspadori, una menzione meritano anche Fagioli e Frattesi, ma aspettiamo a cantare vittoria, lasciamoli lavorare e chiediamo con forza ai vertici del calcio, di mettere da parte gli interessi personali e rivoltare il calcio come un calzino.

Contro la Francia per me non è stata una bella Italia, ha rimontato lo svantaggio, ma per me non ha spaventato la Francia, comunque è stata la seconda prova positiva degli azzurri, che sono stati pressati dai galletti nella propria metà campo e hanno avuto le uniche due occasioni da rete, nella prima metà del primo tempo.

I primi 45 minuti sono finiti in parità, con i francesi che hanno avuto la maggiore iniziativa, la Francia è andata in vantaggio e la risposta dell’Italia è stata d’iniziativa personale e anche nel secondo tempo, l’Italia ha continuato a soffrire l’iniziativa dei francesi, però a Mancini piacciono i giovani e il bel gioco e per questo penso che farà bene.

Per me dobbiamo avere “sangue freddo e calma”, la strada a mio avviso è quella giusta, Mancini deve essere aiutato, non deve essere criticato per la sua fuga in Arabia e non gli si può togliere il presidente federale, che potrebbe essere l’artefice del “cambiamento”, magari non proprio rivoluzionario, ma un cambiamento, una riforma ci deve essere.

domenica 4 ottobre 2026

Intanto, Gonçalo Ramos trascina il suo Portogallo.

Il Portogallo vince al termine di una grande partita contro la Norvegia, grazie alle reti di Joao Felix (ex Milan) e Gonçalo Ramos, che ha giocato al posto di Ronaldo, da sottolineare la bella prova dell'attaccante rossonero, protagonista e uomo decisivo è stato Ramos e non Haaland, però se messo da Amorim in condizione di segnare, farà tranquillamente i suoi 15/20 gol, che sono quelli che servono al Milan.

Nella classifica dei cross, i rossoneri sono decimi in A, la costruzione del gioco non valorizza le sue caratteristiche di bomber d’area, nell’ultima partita con il Milan, Ramos non ha mai calciato, né in porta e né fuori, però non è che non si sia dato da fare, ha fatto l’assist per fare segnare Rabiot, ha corso tantissimo, più di tutti, fa salire la squadra e gioca di sponda, ma resta comunque il nodo del gol e della presenza in area, cosa che non avviene con la nazionale Lusitana.

Fa specie che il centravanti di un Milan votato all’attacco, esaltato per le sue abilità aeree, non segni e non faccia presenza in area di rigore, al Milan mancano e servono più cross, nessuno dei tanti esterni si è distinto nel crossare in area, è così che va esaltato Ramos e chiedendogli meno sacrifici, che dovrebbero essere di Pulisic, ora che è tornato.

Ma il problema piuttosto è Estupinan, che se fa quel tipo di prestazioni e commette quegli errori, non può giocare titolare nel Milan e per me neanche di riserva, la titolarità di Estupinian estromette giocatori migliori che rimangano in panchina, la stessa cosa vale per Loftus, ha delle potenzialità, ma non le esprime se non a tratti e non in tutte le partite, può fare meglio, ma lui almeno rimane in panchina.

Le sue sostituzioni però, tolgono opportunità ai tanti giovani, a cui farebbero bene i suoi 20/25 minuti giocati spesso male, inutili per la squadra e per la crescita dei giovani, ma anche per un “vecchio” come Saelemaekers, è vero che sta alternato prove convincenti ad altre meno e un po’ pasticciate, però potrebbe essere lui e non Lofts a subentrare sulla trequarti.

Il belga è una delle pedine più duttili a disposizione di Amorim, che per ora lo ha schierato solo come trequartista a sinistra, ma che per me, potrebbe benissimo giocare come esterno basso al posto di Estupinian, a destra resta comunque il suo ruolo più attinente, come alternativa a Chukwueze, comunque, per me, il tempo al Milan per Loftus ed Estupinian è finito da un pezzo.

Piuttosto c’è bisogno che si trovi spazio per Camarda, Comotto, Bartesaghi e Jashari, per quest’ultimo al contrario degli altri, c’è da valorizzare l'investimento, chiuso da Modric e Rabiot, non gli si può sempre preferire Musah, aspettando magari che le cose andranno meglio, per poterli inserire.

Per il difensore centrale che manca al Milan, viste le difficoltà economiche per arrivare a Inacio o a Thiago Gabriel, torna di moda il nome di Kim, che interesserebbe anche ad Aston Villa e Tottenham, che lo avevano già trattato in estate, ma al momento non c'è nulla di concreto, mentre i giovani del Milan scalpitano e spero che abbiano presto le loro chance.

Il Milan è a caccia di giovai stelle, il difensore Kokora, il centrocampista Nico Rodriguez ed Emeka, ma non ha ancora lanciato in prima squadra Comotto, Camarda e Diawara, fin qui Amorim ha puntato sui giocatori più esperti, ma presto dovrà dare spazio anche ai più giovani, anche perché Amorim crede in loro e li ha voluto trattenere, Torriani è chiuso da Maignan, ma è stato autore di un grande pre-campionato.

Con lui i difensori Vladimirov e Diawara, il centrocampista Comotto e gli attaccanti Camarda e Cisse, a parte quest'ultimo, che ha trovato spazio e ha già segnato due reti, gli altri non hanno praticamente visto il campo, ma presto deve arrivare anche per loro il loro turno, se no meglio darli in prestito, come fatto con Athekame, ma Comotto a quanto pare è pronto al debutto stagionale 

domenica 27 settembre 2026

Sorpresi dall’Italia?

 

Io no, cosa è cambiato a parte alcuni uomini? è così dagli ultimi 15 anni in Nazionale, se escludiamo il periodo del primo Mancini e di Conte, i vari CT che si sono succeduti alla rinfusa, senza “titolo”, senza tempo per lavorare e senza calciatori di livello, è sempre stato così, la Nazionale è lo specchio del nostro campionato mediocre, dei nostri dirigenti mediocri, dei nostri allenatori mediocri e dei nostri giocatori mediocri.

In così poco tempo e questo vale per tutti i commissari tecnici che abbiamo avuto e che avremo, senza il tempo di lavorare e senza ristrutturare totalmente il modo di fare calcio in Italia, i risultati saranno sempre questi, faccio un esempio banale, se io devo andare a fare la spesa e pur essendo un profondo conoscitore dei prodotti e cucino da dio, però l’unico mercato dove mi posso approvvigionare ha merce scadente, a tavola metterò un pasto scadente.

Non sarà Guardiola e nemmeno Pirlo, che con un colpo di bacchetta magica, possono mettere in un battibaleno le cose a posto, per me Mancini è il migliore che abbiamo per l’arduo compito che deve svolgere, meglio di lui per me è Baldini, ma siamo troppo bacchettoni o meglio, siamo troppo clientelari, per accettare gente senza peli sulla lingua come Baldini e Maldini, ma comunque, penso che Mancini sia partito da dove si poteva partire.

Sento parlare di tanti errori commessi dal CT, io non ne vedo di così grossi, è partito da una base collaudata, che a parole aveva una grande voglia di rivincita, Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Di Lorenzo, Dimarco, Mancini, Scalvini, Barella, Cristante, Fagioli, Frattesi, Tonali, Pio Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca e Zaniolo, le creme delle creme del calcio italiano, gente valutata appena sotto i 100 milioni, il vanto dei dirigenti italiani sempre in cerca di alti ricavi.

Per me sono calciatori appagati e arrivati, sopravvalutati per il nostro campionato, che poi magari vanno a fare le riserve negli altri campionati, ma onestamente, sarebbe stato meglio convocare tutti gli under 21 come ha fatto Baldini? Per me sì, ma figuratevi cosa fosse successo, il fatto è che quello della nazionale è un problema grossissimo e non viene preso con la giusta considerazione da nessuno.

Perché abbiamo sempre una grande Under 21, un altrettanto grande under 20 e così via e poi però finiscono ai margini delle loro squadre di club, vengono allenati da allenatori mediocri che non li fanno crescere e sono magari costretti ad andare a giocare in altri campionati e poi hanno difficoltà a giocare con gli altri che fanno un altro calcio.

Certo, è innegabile il disastro di questo nuovo avvio della Nazionale, che è il frutto della mancanza di programmazione, di progetti e della totale mediocrità, di un calcio italiano scadente, è stata un’umiliazione, una partita che ci ha visti soccombere contro un’altra Nazionale che ha cambiato tecnico e sta ripartendo, ma con altri programmi e con altre idee, è stata una disfatta per Mancini? Forse sì, ma non credo che oggi, ci sia qualcuno che poteva evitarla.

La cosa più brutta, è stata la delusione sul volto degli azzurri, cosa che non è di buono auspicio, credo che i senatori non credono nella possibilità che Mancini possa riportare in alto l’Italia e che non abbiano nessuna stima per il commissario tecnico, condivisa a quanto pare dalla stragrande maggioranza di addetti ai lavori e tifosi e testimoniato dai fischi agli azzurri.

Mancini o no, c’è stata l’ennesima prestazione modesta della Nazionale, il cambiamento tanto atteso non si è visto, neanche con il nuovo allenatore, è una Nazionale ancora per me, fintamente delusa, si sono messi di traverso e sarà come è successo con Spalletti, sicuramente non sarà così che risolveremo il problema e torneremo ad alti livelli.

Per me bene ha fatto Baldini a lasciarli tutti a casa e ricominciare da zero, ma a quanto pare a più di qualcuno questo azzeramento nelle scelte non è piaciuto, anzi diciamo che ha dato fastidio e mentre litighiamo per il commissario tecnico, non riusciamo a metterci alle spalle le delusioni delle esclusioni da tre Mondiali e di avviare un nuovo corso, tutti a criticare la scelta di Romano, ma Tonali e Barrella?

Il Belgio ha pressato alto, dominando col possesso palla e magari è tutta colpa di Romano? il Belgio è stato meglio organizzato e più pericoloso, anche Barella ha regalato palla ai belgi, che sono ripartiti e hanno segnato il 2 a 0, quindi non può essere solo colpa di Romano, noi abbiamo con tutto rispetto Doumbia e Zoma, il Belgio ha De Bruyne.

La nazionale ha giocato male, è stata poco convincente, ha fatto troppi errori e non può essere tutta colpa di Romano, diciamo sempre che i giovani devono giocare, però quando lo facciamo apriti cielo, il risultato è stato giusto, serve ancora tempo e nuovi calciatori, Mancini ne proverà degli altri e piano piano troveremo anche il gioco, per l’Italia c’è tanto lavoro da fare, è una squadra sottotono, al di là delle risultanze tecniche.

 

Amorim ha cambiato modulo, può essere un nuovo inizio.

 

Amorim ha cambiato modulo, potrebbe essere questo l’inizio dell’era Amorim, di sicuro ha dimostrato di potere adattare le sue idee alla rosa attuale del Milan, può essere l’inizio del nuovo ciclo? Ci spero, Pulisic è tornato Pulisic e come hanno sempre sostenuto Cardinale e Amorim, è centrale nel progetto rossonero, il Milan ha giocato finalmente una buonissima partita, poi se è stata la migliore prestazione di questo inizio di stagione non lo so, però di certo sono stati messi i giocatori giusti, nell’assetto migliore.

Amorim ha dimostrato di poter cambiare tatticamente e ha dimostrato di non essere integralista, certo, ha le sue idee, la sua filosofia, il suo modo di interpretare il calcio, ma a Manchester ha capito, che per poterle realizzare devono arrivare i risultati, è un Amorim che si sta evolvendo, che si sa adeguare alla rosa a disposizione e che ha capito l’importanza della difesa a quattro, il cambio d’assetto tattico non significa che il Milan non giocherà mai più con il 3-4-2-1, in alcune circostanze il Milan tornerà di nuovo a tre dietro, del resto una squadra, deve sempre avere un modulo di “scorta”.

L’assetto diverso serve ad avere maggiore equilibrio nelle due fasi, con la difesa a quattro, Chukwueze ha avuto maggiore libertà e non ha ingabbiato i giocatori in schemi troppo rigidi, Pulisic ha spaziato da una parte all’altra del campo, dimostrando quanto è importante se è utilizzato correttamente e quanto può diventare un trascinatore, quindi adesso la speranza è che i giocatori di qualità stiano in campo il più possibile, perché le rotazioni di massa generano solamente confusione.

Il Milan deve avere una propria identità, un undici di base e cambiare di partita in partita quei due o tre elementi che non stanno bene o in funzione dell’avversario, niente turnover eccessivo, non abbiamo due squadre di qualità per porcelo permettere, speriamo che Amorim rimanga su questa idea, perché adesso servono conferme e continuità, di un gioco rapido e veloce, la voglia di muoversi senza palla e di lottare.

Poi con il tempo, Amorim potrà affermare le sue idee nuove e riuscire a cambiare il modulo più volte, passando con disinvoltura durante la gara dal 3-4-2-1 al 4-4-1-1, ruotando i giocatori grazie alla loro duttilità, ora si tratta di un nuovo inizio, si aspettano conferme e miglioramenti dopo la sosta, ha già ottenuto una miglior fase difensiva, una deve migliore l’occupazione degli spazi e in una maggiore gestione della partita.

Il Milan con il 4-4-1-1, o meglio, diciamo con le due punte, ha ora la possibilità di utilizzare di più Camarda, come è successo nei minuti finali con il Lecce, perché il ragazzo, così come Comotto, ha bisogno di giocare, può essere la punta centrale con Ramos o Pulisic che gli giocano dietro.

Passiamo adesso alla parte dirigenziale, Cardinale spinge per un management di livello e per Krosche prossimo direttore sportivo del Milan arrivano conferme, se così fosse e forse così sarà, Krosche dovrà occuparsi di sistemare per prima cosa la difesa, cosa che non era riuscita in estete, si proverà ancora una volta con Inacio, ma Tiago Gabriel resta un obiettivo per il mercato invernale, per poter dare ad Amorim un nuovo rinforzo in difesa.

Il Milan è consapevole delle qualità del calciatore ed è proto a spendere 25 milioni, ma non vorrebbe andare oltre questa cifra, motivo per cui non se n’è fatto nulla in estate, con queta sosta è tempo di primi bilanci, la classifica con 11 punti su 15 e 2 lunghezze dalle prime non è male, considerando che per quest’anno l’obiettivo realistico è un piazzamento per la prossima Champions, poi c’è Ramos, 1 gol in 6 partite non può essere soddisfacente, però la partecipazione al gioco e il sacrificio sono encomiabili, deve alzare la quota delle reti, ma a questo deve pensarci Amorim.