Franco Ordine per certi versi ha ragione, cosa c’entra
Allegri, se Leao e Nkunku nella partita contro il Sassuolo, hanno sbagliato un
gol ciascuno davanti alla porta, vero che sono i giocatori che vanno in campo,
ma in campo ce li mette il tecnico e continuare a non far giocare Füllkrug e Gimenez, preferendogli Leao e Nkunku, sono
scelte dall’allenatore, come il modulo e la mancanza di un gioco e di idee,
Franco ha ragione nel difendere Allegri, ma solo perché un altro tecnico con
questa squadra, sarebbe stato esonerato a novembre.
Così, diventa troppo facile dare solo la colpa a
Furlani, perché è vero che Furlani in 4 anni da amministratore delegato,
calcisticamente ha un bilancio insufficiente, il fatto che se pur fatto da
giocatori scarsi, il Milan non gioca, non ha un gioco, cosa che hanno invece
addirittura le già retrocesse Verona e Pisa, per non parlare di quanto giocava
male la Juventus di Allegri, la colpa di non essere riusciti a centrare un
posto in Champions è anche di Allegri.
Gioco a parte, al momento e forse lo è stato pure
per tutta la stagione, al Milan c’è una situazione difficile, imbarazzante, il Milan con
la sconfitta di Sassuolo, rischia seriamente di rovinare l’unica cosa che stava
portando in porto nonostante tutto, un piazzamento Champions, con una squadra
che non ha mai giocato a calcio quest’anno e che negli ultimi due mesi è stata
una grande delusione.
È giusto che tutti si facciano un esame di coscienza,
chi non ha rafforzato la squadra a gennaio, chi non sa fa altro che mettere pullman
davanti la porta e buttare la palla avanti, ma anche la squadra, i calciatori
in campo, perché se è vero che Allegri non è capace di dare un gioco alla
squadra, è pure vero, che i calciatori non possono essersi dimenticati come si
gioca a calcio, della loro professione, errori tecnici e tattici individuali da
fare paura.
Basterebbe che ognuno giocasse come sa, per riuscire a
giocare molto meglio di quanto ha fatto il Milan quest’anno, è una vergogna fare
un girone di ritorno così disastroso, senza riuscire a invertire la rotta, per
restare attaccati all’obiettivo, non è solo un problema di rosa, ma di una società senza
ambizioni, se non quelle finanziarie, il Milan è una società che intende
ottenere sempre più introiti, sempre più soldi.
Questa proprietà non vuole vincere, perché se no,
dovrebbe adeguarsi alla situazione e fare investimenti, cosa che non vogliono
fare, non vogliono crescere tecnicamente e così, nel tentativo di dare false
speranze ai tifosi, commettono sempre i soliti e grossolani errori voluti, al
Milan non funziona nulla, escluso la parte finanziaria, non parliamo poi del
mercato.
Ogni anno si spendono un sacco di soldi per giocatori
scarsissimi, come Nkunku, Estupinian, Emerson Rojal e così via, il Milan è una
squadra fatta senza metodo e senza idee, segno della mancanza di ambizioni di
questa proprietà, ma il blasone e i tifosi non se lo meritano e pensare che basterebbe
poco, fare una squadra di qualità, invece di un Milan mediocre, eppure sembra
impossibile, non so se Cardinale lo ammetterà mai, ma il modello
Redbird tecnicamente è stato fallimentare.
Pure in questa stagione i punti di distacco dal vertice
saranno 15 circa, mentre l’anno scorso e nei due anni precedenti si è arrivati
anche a 20 punti di distacco, questo ci dice che il Milan non è mai competitivo,
la squadra non è all’altezza per lottare seriamente fino all’ultimo per lo
scudetto e sono 4 anni che va così, da quando è arrivato il fondo Redbird dopo
lo scudetto 2022, che ha segnava l’apice della crescita del Milan con l’arrivo
dei Singer, che aveva ancora grandi margini di crescita.
Da quando Furlani è diventato amministratore delegato e sono stati cacciati Maldini e Massara, il Milan non è stato più competitivo e non ha vinto più niente, mentre il Milan deve partite ogni anno per vincere, ma vincere o non vincere non cambia niente per Redbird ed è questo il problema, ha ragione Confalonieri, che parlando di Cardinale dice: “Una banca che ha una squadra di calcio, cosa gliene frega di vincere uno scudetto?
Questo è il punto. Se hai la fortuna, come ce l’ha
l’Inter adesso, di avere un grande presidente… Avessimo Galliani potremmo avere
qualche chance”, dunque, se Scaroni si interessasse solo dello stadio e Furlani solo di far
crescere il fatturato, Galliani, Maldini o chi per loro facesse il presidente
alla Marotta, potremmo tornare anche noi a competere per lo scudetto, perché in
Italia e con il Milan, o si fanno le cose per bene oppure è meglio lasciar
perdere.
Cardinale non venderà mai il Milan, tranne se non per una cifra
astronomica, perché dovrebbe privarsi della gallina dalle uova d’oro (stadio
compreso) e non ha realmente la voglia di cambiare Scaroni e Furlani, perché
non gli interessa trionfare calcisticamente, non posso pensare che in tre anni
e mezzo, da quando è amministratore delegato Furlani, non si sia accorto di
tutte queste rivoluzioni ad handicap: Dirigenti, allenatori, giocatori, rivoluzioni
non per vincere, ma solo per fatturare.










