giovedì 16 aprile 2026

Il Milan è ostaggio di RedBird.


 Il Milan da 5 anni è una società senza identità, senza vittorie e scollata dai tifosi, è ostaggio della politica di RedBird, che poco c'entra col calcio, tant’è che stanno provando a portare a Milano il grande Basket, ma non ci si può abituare che una società storica come il Milan, non abbia più il diritto di lottare per vincere qualcosa, come succede ad una provinciale qualsiasi, vero che Elliott prima e RedBird poi, hanno ridato una struttura moderna ed autosufficiente, ad una società che era rimasta orfana di Berlusconi e piena di debiti, ma poi siamo rimasti lì, ostaggi di un sistema che è interessato solo a galleggiare e mai a vincere.  

Il merito di avere risistemato i conti rossoneri non lo nega nessuno, ma ci sono altri fondi in giro per l’Europa, che fanno la stessa cosa e vincono, per non parlare delle altre squadre, che non hanno un fondo alle spalle (Napoli) e partono lo stesso per vincere, senza per questo ritenere monotono il fatto stesso di vincere sempre, il Milan per Cardinale è il tramite per fare lo stadio, punta al piazzamento Champions per “riempirlo” e per fare soldi, ma il tifoso del Milan, vuole una squadra che sia sempre protagonista e che vinca spesso, come eravamo abituati.

RedBird ha preso una squadra scudettata e l'ha privata di ogni ambizione, di ogni tipo di crescita sportiva e poi, se vogliamo, il Milan investe pure tanto, ma lo fa male e butta via i soldi, investe sul mercato tre quinti circa del ricavato, una media di 125 milioni di euro a stagione, ma non siamo riusciti ad avere ancora un centravanti che si potesse chiamare degnamente con questo nome, Furlani è a capo del Milan come AD, ha fatto e disfatto continuamente tutto, si è preoccupato solo di far quadrare e ingrassare i conti, ma di campo niente.

Il Milan non è più una delle squadre più forti al mondo, è diventato una vetrina di passaggio, una macchina per produrre plusvalenze, fortunatamente reali, uno strumento per fare soldi, a condizione che non si faccia nulla per puntare in alto, dal punto di vista finanziario il lavoro è ottimo, siamo tornati ad avere il bilancio in attivo, ma non abbiamo più una squadra, i calciatori stanno da noi un anno e poi vanno via, così come gli allenatori.

Maldini aveva ragione e per questo ha pagato, così come pagherà Tare e forse di conseguenza anche Allegri, dall'allontanamento di Maldini, è iniziata la caduta libera del Milan sportivo, la scelta del club è stata diametralmente opposta e i risultati si sono visti, finché RedBird rimarrà al Milan e finché non sarà costruito lo stadio, per potere monetizzare, il Milan rimarrà una buona squadra di provincia, che se tutto va bene, ogni tanto partecipa alle coppe.

Passiamo a un altro caso disperato, a Lotito non piace il probabile nuovo presidente della FIGC scelto dalle squadre di serie A, nella persona dell’ex presidente del Coni Malagò, sostenendo che per la FIGC serve un commissario, per potere ridisegnare tutto il sistema, stimo moltissimo Malagò per quello che ha fatto al Coni, ma al di là della persona, forse Lotito ha ragione, perché il sistema è talmente incancrenito, che diventa veramente difficile una ristrutturazione del calcio, forse il motivo per cui Gravina non ha fatto nessuna riforma.

Giustamente non è il nome che conta, bisogna ristrutturare un sistema che non funziona e non basta cambiare il singolo, anche se è il vertice, il sistema va ridisegnato tutto, anch’io qualche mese fa avevo pensato alla nomina di un commissario, ma non sono così dentro da potere stabile se Lotito sbaglia o no, di certo non funziona niente e non è solo l'Italia estromessa dal Mondiale il problema, ma è solo la punta di un iceberg.

A proposito della mancata partecipazione al Mondiale 2026, negli ultimi giorni sono circolate voci su un possibile ripescaggio, il possibile forfait dell'Iran potrebbe cambiare la situazione e portare ad uno stravolgimento dei gironi e la Fifa potrebbe scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione", l'Italia potrebbe essere ripescata grazie al miglior ranking, ma non è detto che la Fifa scelga in base al ranking.

Potrebbe essere plausibile che venga scelta una nazione asiatica e potrebbe toccare agli Emirati Arabi Uniti, o fare un maxi play off, tra quelle squadre che abbiano i requisiti per partecipare a un ripescaggio, a quel punto il play off lo farebbe Baldini o vista la possibilità poi di partecipare al Mondiale, si affretterebbero i tempi della scelta del nuovo CT? Allegri, Conte e Mancini sono avvisati e se toccasse ad Allegri?

mercoledì 15 aprile 2026

Attenzione ai cambi a fine stagione.

 

Non è tutto oro quello che luccica, sembrava che il Milan avesse capito gli errori degli anni scorsi e si fosse dato un assetto tecnico-dirigenziale coeso e duraturo, gli ultimi risultati e il rendimento della squadra, hanno minato un’intesa, che era già forzata e che non aspettava altro che esplodere, per tanto mi aspetto che a fine stagione qualcosa possa accadere. 

Non c’è la certezza di permanenza da parte di nessuno, chiaramente Furlani escluso e le voci che prima giravano, ora cominciano ad essere insistenti e palpabili, io spero che sia un ulteriore passo per consolidare il progetto tecnico e che per il Milan sia l’ultimo anno di purgatorio, ci si deve convincere che in questa squadra ci sono troppi calciatori mediocri o finiti e che non si può continuare così.

Basta con Leao, Modric speriamo che resti anche per il prossimo anno, ma dobbiamo pensare alla sua (loro) sostituzione, con gente fresca, ma già affermata e che non arriva a Milanello per mettersi in vetrina e fare crescere il business di RedBird, Allegri non è convinto di continuare senza chiarezza, programmazione e giocatori di alto livello, solo che anche la dirigenza (adesso) e i tifosi lo cambieremmo volentieri.

Allegri non può e ora non vuole aspettare, che il Milan esca dall'ambiguità e faccia le sue scelte, il Milan dovrà fare chiarezza, non adesso, perché è già un casino, ma il giorno dopo la fine del campionato, senza lasciare passare i mondiali, perché sarebbe ancora una volta troppo tardi, senza tentennamenti, senza giochi d'attesa, come è stato fatto l’anno scorso con Tare e senza nascondersi dietro all’alibi delle elezioni del prossimo presidente della FIGC.

Se la dirigenza crede davvero in Allegri e nel progetto cominciato lo scorso luglio, allora deve sgombrare l’orizzonte da ogni dubbio e iniziare immediatamente a costruirgli una squadra all'altezza e secondo i suoi dettami, se invece ci sono dubbi e per me ci sono, allora si deve avere il coraggio di cambiare decisamente strada, perché questa continua incertezza (Fonseca insegna) non serve a nessuno. 

Allegri resterebbe, ma non per fare da parafulmine come Pioli, lui vuole capire se la società ha intenzione di metterlo nelle condizioni di lavorare seriamente e credo che siano anche le aspettative di tutti gli altri allenatori, bravi, seri e che non sono venditori di fumo, non lo vuole Allegri e non lo vogliamo più noi un progetto confuso, improvvisato e chiunque dovesse sedere il prossimo anno in panchina, deve essere perché si è optato per una linea tecnica chiara, condivisa e sostenuta da tutte le parti in causa e con acquisti funzionali e di livello.

Diversamente sarebbe la solita storia senza aspettative, con mezzi insufficienti e un'altra stagione insignificante, la squadra va fatta adesso, a giugno è già troppo tardi, la forza delle società vincenti sta nella programmazione, il mercato si prepara prima, le scelte sono perentorie e non quando gli altri hanno già preso il vantaggio, cosa che abbiamo avuto lo scorso anno e che abbiamo bruciato, aspettare ancora significherebbe muoversi in ritardo, perdere occasioni e presentarsi ai nastri di partenza con una rosa ancora e di nuovo incompleta.

Se Allegri è l'uomo che è stato scelto, allora va sostenuto con i profili giusti, senza compromessi e senza mezze misure, perché i progetti vincenti nascono dalla chiarezza, tutto il resto è fumo e di fumo nelle ultime stagioni n'è abbiamo visto abbastanza, certo le dimissioni di Gravina e Gattuso, hanno creato un problema in più al Milan, Malagò molto probabilmente sarà il presidente federale e si porterà con sé Ranieri, come direttore tecnico e Allegri come nuovo CT, ecco perché a maggior ragione di deve fare molta chiarezza adesso.

Dopo l'auto esclusione di Galliani come candidato a presidente federale, Malagò è in pole position per ricoprire la carica di presidente federale e a lui vengono accostati diversi commissari tecnici, ma sembra che il preferito sia Allegri, sapete tutti come la penso, ma io voglio sapere come la pensa Furlani e di che morte deve morire il Milan, che fin qui, è stato ostaggio dello stadio e del business di Cardinale.

A proposito di società Milan, le poltroncine vuote a Cagliari il 2 gennaio e a Napoli a Pasquetta, riservate in tribuna ai dirigenti del Milan, dicono il tipo di dirigenza che tiene in mano le redini del club, a seguire le squadra è stato lasciato solo Tare, cosa che non avrebbero mai fatto Galliani e Braida e né tanto meno Maldini, Massara, sempre presenti, sempre vicino alla squadra, anche nelle feste comandate, mentre i dirigenti attuali invece sono andati a divertirsi, questo indica il livello molto basso di affezione, senso di appartenenza e anche di professionalità.

martedì 14 aprile 2026

Grazie Inter, il Como resta a -5 dal Milan.

Questa è la classifica a 6 partite dalla fine: 1) Inter 75; 2) Napoli 66; 3) Milan 63; 4) Juventus 60; 5) Como 58; 6) Roma 57 ed è inutile tornare su argomenti come:  non siamo stati mai brillanti nel gioco, mai dominanti e mai effervescenti, che Allegri abbia allenato una squadra come ha potuto e non come voleva, è vero, però è anche vero, che è di Allegri la lenta deriva, l'emorragia di punti persi contro: Pisa, Parma, Genoa, Sassuolo, Fiorentina e Cremonese, come che è un Milan simile agli ultimi tre anni di Allegri con la Juventus.

A me piace un calcio propositivo, tanto che con le mie squadre gioco con il 4-3-3, mi piace cercare di comandare il gioco e mi piace un Milan così, come quello di Sacchi, al punto in cui siamo, indipendentemente dal risultato finale, in questo momento in cui si sta programmando la prossima stagione e perché no, anche il futuro, il Milan per me deve pensare a quello che ha bisogno, deve mettere una volta per tutte il punto fermo da cui ripartire, sull'importanza e il coinvolgimento dell'allenatore e sull'importanza e il coinvolgimento del direttore sportivo.

L’organico del Milan non è straordinario, non possono essere solo Modric, Maignan e Rabiot il Milan, i rossoneri sono nuovamente in un momento negativo, sia di squadra che di dirigenza, l’immagine del Milan è rappresentata dal rendimento di Leao e il momento negativo è accentuato, dalle possibilità di restare fuori dalla Champions e alle prime scaramucce tra i giocatori, Leao non diventerà mai un grande giocatore e il Milan deve capire che la storia con lui è finita.

Al Milan c’è ancora troppa confusione sui ruoli e le gerarchie, i nodi sono venuti nuovamente al pettine, non c’è stata neanche stavolta la tanta auspicata chiarezza societaria, che non solo serve, ma è indispensabile, serve un’idea societaria nuova e diversa da quanto fatto fino a oggi, Allegri ha provato a fare il massimo con quel poco che gli hanno messo a disposizione, con pochi calciatori e non di alto livello, in queste condizioni è dura per tutti, poi anche lui ha le sue colpe, come le ha Tare e come le ha Furlani.

È chiaro che il Milan non può andare avanti così, sono 5 anni che la proprietà è guidata da due gruppi, uno comandato da Furlani e un altro variegato, che cambia sempre la testa di comando, che è sempre in contrapposizione con Furlani, che alla fine ha sempre l’ultima parola, c’è ancora troppa confusione sui ruoli e le gerarchie, questa è l’ennesima volta che ci si chiede, cosa vogliono fare Cardinale e i dirigenti di questo Milan? Il primo problema da risolvere è proprio il vertice dirigenziale.

Neanche quest’anno il Milan è stato competitivo ed è il quarto anno di fila dallo scudetto del 2022, da quando è arrivato Redbird i dati sono oggettivi e si continua a vivacchiare ogni stagione, sono cambiati giocatori e allenatori, ma il Milan continua a non essere protagonista in campionato e continua a vedere l’Inter vincere gli scudetti, presto si concluderà un’altra annata amara e speriamo almeno di andare in Champions e poi speriamo in un nuovo mercato. 

Ma con quali prospettive non si sa, speriamo di non ripetere ancora un’altra stagione senza significato, la stessa situazione anche nella prossima stagione, la pazienza con Leao è finita, ma è già cambiato anche l’umore della piazza nei confronti di Allegri, che tra Nazionale, contrasti di mercato e malumori, potrebbe essere lui il prossimo capro espiatorio insieme a Leao, tutto per non incolpare mai Furlani, ogni anno c’è sempre un colpevole da fare fuori.

Chi amministra la società, chi fa le scelte dirigenziali e chi dà una direzione al progetto, che poi non si sposa con l’ambizione sportiva del Milan, non paga, a Cardinale interessa solo il business e lo stadio, sotto l’aspetto sportivo punta al quarto posto che porta i soldi della Champions, il passaggio al 4-3-3, con l’approccio mentale e con gli interpreti visti contro l’Udinese è inefficace, Allegri adesso deve fare ritrovare forza mentale e fisica alla squadra.

Il Milan è rimasto a +5 dal quinto posto occupato dal Como, praticamente più 6, perché avendo vinto lo scontro diretto, se il Milan dovesse arrivare a pari punti con i lariani passerebbe davanti, il Como può arrivare a 76 punti, il Milan per arrivare a 76 punti deve vincere 4 partite e pareggiarne 1, sempre che il Como le vinca tutte, il Milan deve portare a casa almeno 13 punti, ma le parole di Ricci e Rabiot, fanno capire che ci sono dei problemi nella squadra. 

lunedì 13 aprile 2026

Il modulo non c'entra niente.

 

Nell’ultima partita giocata a san Siro con l’Udinese, non c'è proprio nulla da salvare, la squadra è stata messa sotto anche dal punto di vista fisico e atletico, il Milan al di là del modulo, è sceso in campo con pochissime sensazioni motivazionali, è mancata la voglia dei giocatori di correre dietro all'avversario, i rossoneri in campo sono stati disordinati e hanno preso contropiedi più del solito, già da qualche tempo erano meno compatti, contro l’Udinese hanno esagerato.

Ora è il momento di chiarirsi e di lavorare tutti insieme, di ritrovare la voglia, la condizione, la determinazione e di fare le cose fatte bene, la terza sconfitta nelle ultime 4 partite, ha messo terribilmente l'Europa che conta in discussione, per la classifica e soprattutto per come è ridotta la squadra, una squadra allo sbando, che il popolo milanista ha denunciato pesantemente con i fischi, un Milan fischiatissimo da un San Siro deluso e preoccupato.

Adesso c'è il serio pericolo di compromettere il quarto posto, anche perché quelle dietro viaggiano a ritmi molto alti e il Milan ha perso tutte le sue certezze, a sei giornate dalla fine, comincia un nuovo mini campionato per i rossoneri e tutto dipenderà da come reagirà la squadra a questo ennesimo risultato deludente e allarmante, i giocatori devono velocemente ritrovare la voglia di lavorare e sacrificarsi per il compagno, di tornare indietro e seguire l’avversario.

Il Milan è in un grossissimo momento di difficoltà, deve ricompattarsi e lavorare forte, per tornare alla vittoria nelle prossime partite, ritrovare in fretta la lucidità e la serenità, solo così si può centrare l'obiettivo, perché questo finale di stagione è troppo importante per il futuro del Milan, a me piace il 4-3-3, ma non mi piace quello con Leao centravanti, a dire il vero, a me Leao non piace più, nemmeno quando parte largo sulla sinistra.

Il 4-3-3 per Leao a sinistra, dovrebbe essere il suo modulo migliore, da centravanti fa fatica perché non è il suo ruolo, non riesce a trovare lo spazio e la posizione, però per me, la sua indolenza lo ha portato oramai a 27 anni, a essere un giocatore “mancato”, credo che non possa più giocare, nei primi 5 campionati europei e credo che la sua storia con il Milan sia finita.

La pioggia di fischi su Leao all’uscita dal campo per la sostituzione, dopo che era stato contestato per tutta la partita, si è trattata oltre che di un’altra bocciatura come centravanti, anche come la fine della storia d’amore tra i tifosi e il portoghese, un malessere oramai insanabile di San Siro nei confronti di Leao, la sensazione, ribadisco, è, che il ciclo di Raffael al Milan sia arrivato al capolinea.

Forse Leao doveva andare via già in estate con Theo Hernandez e personalmente credo proprio di sì, la pazienza è finita anche con lui, che continua ad inanellare partite insufficienti, sarà anche infortunato, ma non ha mai dimostrato negli anni la sua consacrazione, che credo non possa più arrivare, Allegri poi continua a schierarlo da attaccante, ma al centro dell’attacco o sulla fascia, la sua prestazione è sempre poco significativa, non ha mai fatto quel salto in più che tutti da tempo ci aspettiamo.

Con l'arrivo di Allegri, avevo pensato che Leao avesse potuto trovare molta più continuità, vero che la pubalgia ha condizionato il suo rendimento, ma le altre stagioni, escluso quella dello scudetto, non è che sino poi state memorabili, il suo problema è l’atteggiamento con cui scende in campo, alcuni suoi comportamenti e il suo rendimento, ora cominciano a dare fastidio alla dirigenza milanista, tanto che il suo rinnovo fino al 2030 è stato congelato. 

La storia di Leao al Milan, mi sembra essere giunta al capolinea e credo che in estate, se arriveranno delle offerte verranno ascoltate, certo, il Milan non si può aspettare il pagamento della clausola e né tanto meno una cifra superiore ai 50 milioni, 27 anni non sono troppi, ma non è più di prospettiva, la speranza è che spunti qualcosa dalla Premier League o magari dall'Arabia Saudita, perché non lo vedo in Spagna, in Germania e nemmeno in Francia e non credo che il Mondiale lo possa rilanciare. 

In estate serviranno delle offerte per lui e anche per Nkunku, che contro l’Udinese è entrato e non si è visto, ma soprattutto, la società deve intervenire radicalmente una volta per tutte sull'attacco, serve una vera punta là davanti, Füllkrug non è entrato nel progetto tecnico del Milan, Pulisic per me è certamente quello che può restare, nonostante non segni da molto, è però il più attivo degli attaccanti.

Saelemaekers io non lo considero un attaccante esterno, lui non è Politano, non è Orsolini, è un esterno magari in un 3-4-3, ma lo toglierei dalla lista degli attaccanti, negli ultimi tempi poi non azzecca una giocata ed è addirittura controproducente in alcuni tratti della partita.

 

domenica 12 aprile 2026

Disastro Milan, squadra allo sbando, in un mese perso tutto.

Un tonfo clamoroso, incredibile, difficile da spiegare, f
inisce con la sconfitta allarmante di San Siro contro l’Udinese e il Milan colleziona la terza sconfitta nelle ultime quattro partite, rimettendo in discussione la conquista di un posto in Champions League, dopo la sconfitta di Napoli e il conseguente passaggio al terzo posto in classifica, tutti ci saremmo aspettati un Milan diverso sotto tutti i punti di vista.

Un Milan motivato a consolidare la classifica nel rash finale del campionato, ma a giudicare da quanto visto con l’Udinese, così non è stato, il Milan oggi è una squadra in caduta libera e questo è un allarme assordante, vista la salve di fischi che i tifosi le hanno riservato a fine partita e a fine primo tempo, 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, è un allarme che risuona acuto e penetrante.

Contro l'Udinese è arrivata una sconfitta totale, sotto ogni punto di vista: tattico, mentale e atletico, il Milan non è più la squadra sicura dei primi 3 o 4 mesi, questa flessione si vedeva arrivare e si giocava con il 3-5-2, Allegri giustamente e spinto anche dall’ambiente, ha provato a dare uno scossone tattico, passando al 4-3-3 dichiarato in estate e poi mai attuato e comunque, non rinnego nulla di quello che ho detto fino a ieri, anzi confermo tutto.

All’inizio si è visto un Milan un po' impacciato, anche se qualche scampolo di partita con questo modulo lo avevano già fatto e poi per ammissione dello stesso Allegri, in allenamento ci hanno lavorato spesso, poi però pian piano, si è vista la fragilità complessiva della squadra, che è andata sempre più in difficoltà, fino a sparire mentalmente dal campo e qualcuno giustamente si domanda perché, tanti giocatori in campo davano la sensazione di non saper dove muoversi e cosa fare.

Il centrocampo era molto in difficoltà, ma non perché non era a 5, Saelemaekers a destra e Pulisic a sinistra, venivano sempre a rinforzare il centrocampo e pareggiavano la disposizione a 5 del centrocampo avversario, piuttosto, l'impressione è e non è forse solo impressione, che le forze siano finite, i calciatori mi sembrano svuotati e questo potrebbe essere il motivo della flessione, che va ben oltre al 4-3-3 e al 3-5-2, una flessione preoccupante, considerando che c'è ancora del campionato da giocare e in panchina non ci sono soluzioni. 

Il passaggio al 4-3-3 non lo considero un azzardato, non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di professionisti pagati profumatamente, gente che fa questo di mestiere e che lo fa tutti i giorni e per tutta la settimana, non possono pensare che nessuno dei giocatori in campo, non abbia mai giocato con il 4-3-3 e non abbia delle competenze di tattiche individuali, da andare così tanto in difficoltà, fatto salvo che magari molti di loro, in nazionale giocano con il 4-3-3. 

Pavlovic e De Winter sono stati imbarazzanti è vero, non sono stati quei giocatori che fin alla settimana scorsa, avevano trasmesso sicurezza al reparto se pur con la difesa a 3, ma non ho visto il marca e copri sull’unica punta avversaria, cosa che non facevamo nemmeno con la difesa a 3, non ho visto mai Athekame e Bartesaghi mettersi in linea con i due centrali e raddoppiare, per evitare che i due centrali si trovassero sempre uno contro uno.

Il mediano davanti alla difesa, in questo caso Modric, non ha mai fatto l’elastico difensivo, una situazione tattica prevista anche con la difesa a 3, la seconda punta che svaria per il campo, deve essere prese in carico prevalentemente dal mediano e Modric non lo ha fatto nemmeno, vero è che non si poteva sacrificare il croato, però l’allenatore poteva prevedere Ricci o Jashari davanti alla difesa, forse addirittura Fofana, come lo scorso anno e Modric mezzala.

Centrocampo in difficoltà e attacco ancora una volta non all'altezza, giocare con le tre punte, significa riempire l’area, anche con gli inserimenti dei centrocampisti, nel primo non abbiamo potuto crossare perché in area non c’era nessuno e nel secondo tempo che c’era Füllkrug non lo abbiamo fatto, perché abbiamo preferito sfondare centralmente, a parte che né Pulisic e né Leao hanno messo cross per il centravanti.

Ora non voglio infierire, ma tutte queste cose gli e le deve dire e dare l’allenatore, anche Allegri ha le sue colpe e non sono poche, pensavo che al contrario dei primi due anni sabatici prima di tornare alla Juventus, in quest’ultimo anno sabato avesse studiato, si fosse aggiornato, ma non è stato così, Allegri è un tecnico che rifiuta le novità, come Pioli è un integralista, conosce il 3-5-2 e appena esce da quel seminato si perde.

Questa stagione, comincia a somigliare all'ultima stagione fatta da Allegri con la Juventus, che quando è svanito il sogno scudetto si è sciolta, arrivando ad acciuffare il posto Champions soltanto all'ultimo (speriamo), la sensazione è che il progetto, nelle ultime settimane invece di evolvere si sia fermato e abbia fatto addirittura pericolosissimi passi indietro, mettendo anche in discussione, quanto di buono sembrava stesse costruendo anche in chiave futura. 

sabato 11 aprile 2026

Quali saranno le prospettive future?

Dato per scontato il quarto posto in classifica, che per me non è dirimente, perché Champions o Europa League, il Milan deve ripartire da questo anno zero, come se fosse andato in Champions e chiedersi quali saranno le prospettive in vista del prossimo campionato è legittimo, dopo quanto è successo dopo l’ultimo scudetto e fino allo scorso anno, intanto il Milan deve dotarsi di un attaccante che segni, un giocatore che faccia la differenza e poi per me, si deve fare pulizia in attacco e ripartire da zero, o come diceva Troisi, ricomincio da 3.

Si, perché dobbiamo essere una squadra europea e dobbiamo giocare con le tre punte, però non possiamo andare a comprare 6 attaccanti, io 3 li lascerei, gli darei un’altra possibilità a Gimenez, Saelemaekers e Pulisic, ma gli altri 3 devono essere scelti e presi in modo serio, devono essere giocatori di spessore, se no ogni anno siamo sempre allo stesso punto, a parlare sempre delle stesse cose, di un Milan incompiuto e deludente.  

Il 3-5-2 per me è un limite, come dicevo non è una questione di moduli, bisogna saper occupare bene tutti gli spazi, questo è quello che deve fare un bravo allenatore, a me il Milan con il 4-3-3 non è dispiaciuto, almeno nel primo tempo di Napoli, c’era grande equilibrio e sembrava che l’avrebbero potuta sbloccare come al solito.

Le dimissioni di Gattuso dalla Nazionale, hanno accostato Allegri alla panchina azzurra, il livornese è un tecnico pragmatico e di esperienza, ma non credo che al momento abbia intenzione di lasciare il Milan, dove sta bene, l’ambiente al momento lo supporta, ma lui vuole che sia la dirigenza a supportarlo nel prossimo mercato estivo, se così non fosse, potrebbe accarezzare l’idea di andare a fare l’esperienza in Nazionale, a me come allenatore non piace, preferirei qualcuno più brillante e coraggioso, qualcuno per iniziare un ciclo vincente e divertente, una specie di Sacchi 2.

Ma se Allegri dovesse lasciare il Milan, al momento, con questa dirigenza, non vedo nessuno che possa prendere il suo posto, perché quello che ha fatto Allegri quest’anno non lo avrebbe fatto nessuno e nessuno si siederebbe su una panchina così destabilizzante, l’idea di Allegri è fare la Champions il prossimo anno e magari negli anni a venire, provare a giocarsi lo scudetto e perché no, provare a vincere una finale di Champions, che non ha vinto con la Juventus.

Però non lo può fare, se le cose dovessero rimanere come quest’anno, che ha dovuto fare le nozze con i fichi secchi, Allegri vuole rimanere, ma vuole una rosa migliorata e allungata, secondo quello che servirebbe a lui e non secondo i desideri di Furlani, per restare Allegri deve essere accontentato e lui vuole giocatori pronti e di esperienza, per rendere la squadra più forte e per dare l’assalto agli obiettivi principali, scudetto e Champions.

Intanto i numeri dimostrano che il Milan è in grande affanno, del resto, con i giocatori contati, gli attaccanti mai al meglio della condizione e gli esperimenti poco riusciti, non poteva essere diversamente, ma quello che stupisce di più è che segna poco e pochissimo con gli attaccanti, mancano i gol di Pulisic e soprattutto quelli di Saelemakers, per non parlare di quelli di un centravanti, anche se c’è da dire, che Allegri gioca più come vuole che come può.

Adesso deve pure provare a non far deprimere l’ambiente, per non trasformare tutto in un flop,
il Milan non è stato mai brillante nel gioco, non è stato mai dominante, ha avuto poca intensità, per non parlare dei troppo errori individuali tecnici e tattici, sono d’accordo che Allegri ha allenato una squadra che non era quella che voleva, sono meno d’accordo però, che a fare il 3-5-2, sia stato costretto dalle caratteristiche dei giocatori, perché Leao centravanti non esiste in nessun mondo, caso mai un 3-4-3, con il centravanti di manovra.

Il modulo è stato dettato dalla paura e di conseguenza per blindare la difesa, i risultati sono arrivati anche per l'arrivo di Rabiot, ma senza i gol degli attaccanti, è cominciata una lenta deriva della squadra, coincidente con i migliori giocatori arrivati (spremuti) fuori condizione, non bastano più i soli Modric e Rabiot, che non hanno più il valido apporto degli involuti Saelemakers e Fofana, certo, ora non è solo un cambio di modulo che ti può risolvere il problema. 

Il finale di stagione sarà sofferto e oltre a cambiare modulo, bisognerebbe cambiare anche alcuni giocatori, bisogna dare più spazio a Ricci, Jashari, Gimenz e Athekame e questo obbligherà per forza il tecnico a fare scelte tattiche diverse, a inventarsi qualcosa di nuovo, quelle novità che Allegri è restio ad apportare per DNA, il 4-3-3 può diventare del finale di campionato, un laboratorio in prospettiva del prossimo mercato estivo e potrebbe darci degli indizi chiari, oltre alla possibilità di raggiungere meglio il ritorno in Champions League, ma anche la possibilità di preparare la prossima stagione nel migliore dei modi.

Il 3-5-2 ha dato equilibrio e all’inizio è servito per ripartire, compattando la squadra e dandole fiducia, è servito a dare maggiore copertura e più ordine, ma poi bisognava alzare il livello della proposta tecnico-tattica, soprattutto nella produzione offensiva e il 4-3-3 può alzare il potenziale e mettere delle basi precise e solide in vista della prossima stagione, con Leao e Pulisic esterni (il loro ruolo) e una punta centrale di ruolo, per ritrovare ampiezza e riferimenti dentro l’area. 

giovedì 9 aprile 2026

Ora va blindato il posto Champions.

 

Pareggio o sconfitta, non sarebbe cambiato nulla, la vittoria sarebbe servita per tenere a debita distanza la quinta in classifica, che in questo momento è la Juventus e che ci ha pure recuperato 3 punti e con lo scontro diretto da disputare, la classifica per i posti Champions è: Napoli secondo a 65, Milan terzo a 63, Como quarto a 58 e Juventus quinto a 57.

La Roma sesta a 54 e l’Atalanta settima a 53, non credo che possano ambire alla qualificazione per la coppa più importante, il Milan dovrà riuscire a non perdere i 6 punti di vantaggio nelle ultime sette partite che restano alla fine del campionato, con il 4-3-3? Il Milan con questo modulo mi piace di più, però se l’atteggiamento è svogliato, molle, se non mettiamo un cross in area per 75/80 minuti, con il 4-3-3 o con il 3-5-2 è la stessa cosa.

Giocare per non prendere, non è una questione di modulo, è qualcosa di più profondo, è mentalità, impianto di gioco, è pressione sugli avversari, marcature preventive, raddoppi, copertura totale degli spazi, molta propensione offensiva, tutte cose che non ho visto con il 3-5-2 e nemmeno con il 4-3-3, se è per questo nemmeno con il 4-2-3-1 di Pioli e compagnia cantante.

“Non dobbiamo rischiare niente in fase difensiva”, può anche andare bene per il Real Madrid o squadre di quel tipo, che la davanti hanno attaccanti di altissimo livello, capaci anche di fare reparto da soli e più che altro, capaci di tramutare in gol, ogni pallone che arriva dalle loro parti, da sempre si dice che la migliore difesa è l’attacco, fatto salvo per gli allenatori del Milan.

Se vogliamo tornare “protagonisti”, se vogliamo tornare a vincere qualcosa, dobbiamo rischiare di più, in attacco dobbiamo conquistare continuamente la profondità e mettere palloni su palloni in area, quindi non si sta parlando di un calcio estetico, ma di un calcio propositivo, veramente dominante e concreto, un gioco fatto nella metà campo avversaria, ma non con stucchevoli e ibridi giro palla senza costrutto, una squadra che per impostazione di base abbia la volontà di ribaltare velocemente il fronte e aggredire con ferocia l’area avversaria.

Il Milan di Cardinale e Furlani è stato sempre costruito in maniera incompleta e non è stata mai completata nel mercato invernale, manca la rapidità e la fame per chiudere l’azione per fare male agli avversari, mancano i giocatori e gli allenatori all'altezza, quando abbiamo intenzione di prenderli? Modric e Rabiot insegnano, Leao e Pulisic non sono una coppia d’attacco funzionale, basta esperimenti e intanto c’è d’arrivare il prima possibile a blindare il posto per la prossima Champions.

Ma per farlo servirà cambiare il sistema di gioco, cambiando diverse cose, gli uomini non in forma, i movimenti e scelte, adesso è tempo di aggredire l’obiettivo Champions e non aspettare che gli altri ce lo regalino, ma prima che il morale dell’ambiente e la classifica cambino tutto in modo negativo, il Milan è terzo in classifica, è lì dove deve essere, ma non è il momento di peggiore le cose, cerchiamo di fare più punti possibili, cerchiamo di vincere tutte le partite, senza aspettare a fine anno per vedere la classifica.

Ci sono 7 partite e dobbiamo fare almeno 16 punti, che ci permetteranno di rimanere tra le prime quattro, c’è uno scontro diretto e bisogna per forza fare almeno 4 vittorie e cominciare a pensare all’Udinese, il Milan onestamente ha fatto il massimo, è fatto di giocatori buoni, Allegri ha fatto bene, però fa fatica a metterli insieme, ma ora serve voltare subito pagina e tornare alla vittoria già a San Siro contro l'Udinese, poi in trasferta con il Verona e successivamente lo scontro diretto con la Juventus a Milano. 


Due sconfitte di fila fuori casa senza far gol sono gravi, bisogna ritrovare Gimenez, Leao e Pulisic, ritrovare i loro gol e un Milan con più coraggio, con
maggiore intraprendenza, non è ammissibile un'altra partita sterile in zona offensiva, perché così è davvero dura arrivare al traguardo, ma anche Allegri non ha convinto, troppa cautela, in molti e anche all'interno dello spogliatoio spingono per il 4-3-3, dall'inizio nelle prossime partite, vedremo. 

Allegri ha avuto il merito di riportare la normalità, ma poi non ha avuto il coraggio di alzare l’asticella e si poteva fare, vero che ha tappato tutti i buchi, ha sistemato qualche lacuna, in una situazione societaria complicata, però superato questo periodo di normalizzazione, non c'è stato niente di più rispetto a quello che aveva fatto a inizio campionato.