domenica 27 settembre 2026

Sorpresi dall’Italia?

 

Io no, cosa è cambiato a parte alcuni uomini? è così dagli ultimi 15 anni in Nazionale, se escludiamo il periodo del primo Mancini e di Conte, i vari CT che si sono succeduti alla rinfusa, senza “titolo”, senza tempo per lavorare e senza calciatori di livello, è sempre stato così, la Nazionale è lo specchio del nostro campionato mediocre, dei nostri dirigenti mediocri, dei nostri allenatori mediocri e dei nostri giocatori mediocri.

In così poco tempo e questo vale per tutti i commissari tecnici che abbiamo avuto e che avremo, senza il tempo di lavorare e senza ristrutturare totalmente il modo di fare calcio in Italia, i risultati saranno sempre questi, faccio un esempio banale, se io devo andare a fare la spesa e pur essendo un profondo conoscitore dei prodotti e cucino da dio, però l’unico mercato dove mi posso approvvigionare ha merce scadente, a tavola metterò un pasto scadente.

Non sarà Guardiola e nemmeno Pirlo, che con un colpo di bacchetta magica, possono mettere in un battibaleno le cose a posto, per me Mancini è il migliore che abbiamo per l’arduo compito che deve svolgere, meglio di lui per me è Baldini, ma siamo troppo bacchettoni o meglio, siamo troppo clientelari, per accettare gente senza peli sulla lingua come Baldini e Maldini, ma comunque, penso che Mancini sia partito da dove si poteva partire.

Sento parlare di tanti errori commessi dal CT, io non ne vedo di così grossi, è partito da una base collaudata, che a parole aveva una grande voglia di rivincita, Donnarumma, Bastoni, Calafiori, Di Lorenzo, Dimarco, Mancini, Scalvini, Barella, Cristante, Fagioli, Frattesi, Tonali, Pio Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca e Zaniolo, le creme delle creme del calcio italiano, gente valutata appena sotto i 100 milioni, il vanto dei dirigenti italiani sempre in cerca di alti ricavi.

Per me sono calciatori appagati e arrivati, sopravvalutati per il nostro campionato, che poi magari vanno a fare le riserve negli altri campionati, ma onestamente, sarebbe stato meglio convocare tutti gli under 21 come ha fatto Baldini? Per me sì, ma figuratevi cosa fosse successo, il fatto è che quello della nazionale è un problema grossissimo e non viene preso con la giusta considerazione da nessuno.

Perché abbiamo sempre una grande Under 21, un altrettanto grande under 20 e così via e poi però finiscono ai margini delle loro squadre di club, vengono allenati da allenatori mediocri che non li fanno crescere e sono magari costretti ad andare a giocare in altri campionati e poi hanno difficoltà a giocare con gli altri che fanno un altro calcio.

Certo, è innegabile il disastro di questo nuovo avvio della Nazionale, che è il frutto della mancanza di programmazione, di progetti e della totale mediocrità, di un calcio italiano scadente, è stata un’umiliazione, una partita che ci ha visti soccombere contro un’altra Nazionale che ha cambiato tecnico e sta ripartendo, ma con altri programmi e con altre idee, è stata una disfatta per Mancini? Forse sì, ma non credo che oggi, ci sia qualcuno che poteva evitarla.

La cosa più brutta, è stata la delusione sul volto degli azzurri, cosa che non è di buono auspicio, credo che i senatori non credono nella possibilità che Mancini possa riportare in alto l’Italia e che non abbiano nessuna stima per il commissario tecnico, condivisa a quanto pare dalla stragrande maggioranza di addetti ai lavori e tifosi e testimoniato dai fischi agli azzurri.

Mancini o no, c’è stata l’ennesima prestazione modesta della Nazionale, il cambiamento tanto atteso non si è visto, neanche con il nuovo allenatore, è una Nazionale ancora per me, fintamente delusa, si sono messi di traverso e sarà come è successo con Spalletti, sicuramente non sarà così che risolveremo il problema e torneremo ad alti livelli.

Per me bene ha fatto Baldini a lasciarli tutti a casa e ricominciare da zero, ma a quanto pare a più di qualcuno questo azzeramento nelle scelte non è piaciuto, anzi diciamo che ha dato fastidio e mentre litighiamo per il commissario tecnico, non riusciamo a metterci alle spalle le delusioni delle esclusioni da tre Mondiali e di avviare un nuovo corso, tutti a criticare la scelta di Romano, ma Tonali e Barrella?

Il Belgio ha pressato alto, dominando col possesso palla e magari è tutta colpa di Romano? il Belgio è stato meglio organizzato e più pericoloso, anche Barella ha regalato palla ai belgi, che sono ripartiti e hanno segnato il 2 a 0, quindi non può essere solo colpa di Romano, noi abbiamo con tutto rispetto Doumbia e Zoma, il Belgio ha De Bruyne.

La nazionale ha giocato male, è stata poco convincente, ha fatto troppi errori e non può essere tutta colpa di Romano, diciamo sempre che i giovani devono giocare, però quando lo facciamo apriti cielo, il risultato è stato giusto, serve ancora tempo e nuovi calciatori, Mancini ne proverà degli altri e piano piano troveremo anche il gioco, per l’Italia c’è tanto lavoro da fare, è una squadra sottotono, al di là delle risultanze tecniche.

 

Amorim ha cambiato modulo, può essere un nuovo inizio.

 

Amorim ha cambiato modulo, potrebbe essere questo l’inizio dell’era Amorim, di sicuro ha dimostrato di potere adattare le sue idee alla rosa attuale del Milan, può essere l’inizio del nuovo ciclo? Ci spero, Pulisic è tornato Pulisic e come hanno sempre sostenuto Cardinale e Amorim, è centrale nel progetto rossonero, il Milan ha giocato finalmente una buonissima partita, poi se è stata la migliore prestazione di questo inizio di stagione non lo so, però di certo sono stati messi i giocatori giusti, nell’assetto migliore.

Amorim ha dimostrato di poter cambiare tatticamente e ha dimostrato di non essere integralista, certo, ha le sue idee, la sua filosofia, il suo modo di interpretare il calcio, ma a Manchester ha capito, che per poterle realizzare devono arrivare i risultati, è un Amorim che si sta evolvendo, che si sa adeguare alla rosa a disposizione e che ha capito l’importanza della difesa a quattro, il cambio d’assetto tattico non significa che il Milan non giocherà mai più con il 3-4-2-1, in alcune circostanze il Milan tornerà di nuovo a tre dietro, del resto una squadra, deve sempre avere un modulo di “scorta”.

L’assetto diverso serve ad avere maggiore equilibrio nelle due fasi, con la difesa a quattro, Chukwueze ha avuto maggiore libertà e non ha ingabbiato i giocatori in schemi troppo rigidi, Pulisic ha spaziato da una parte all’altra del campo, dimostrando quanto è importante se è utilizzato correttamente e quanto può diventare un trascinatore, quindi adesso la speranza è che i giocatori di qualità stiano in campo il più possibile, perché le rotazioni di massa generano solamente confusione.

Il Milan deve avere una propria identità, un undici di base e cambiare di partita in partita quei due o tre elementi che non stanno bene o in funzione dell’avversario, niente turnover eccessivo, non abbiamo due squadre di qualità per porcelo permettere, speriamo che Amorim rimanga su questa idea, perché adesso servono conferme e continuità, di un gioco rapido e veloce, la voglia di muoversi senza palla e di lottare.

Poi con il tempo, Amorim potrà affermare le sue idee nuove e riuscire a cambiare il modulo più volte, passando con disinvoltura durante la gara dal 3-4-2-1 al 4-4-1-1, ruotando i giocatori grazie alla loro duttilità, ora si tratta di un nuovo inizio, si aspettano conferme e miglioramenti dopo la sosta, ha già ottenuto una miglior fase difensiva, una deve migliore l’occupazione degli spazi e in una maggiore gestione della partita.

Il Milan con il 4-4-1-1, o meglio, diciamo con le due punte, ha ora la possibilità di utilizzare di più Camarda, come è successo nei minuti finali con il Lecce, perché il ragazzo, così come Comotto, ha bisogno di giocare, può essere la punta centrale con Ramos o Pulisic che gli giocano dietro.

Passiamo adesso alla parte dirigenziale, Cardinale spinge per un management di livello e per Krosche prossimo direttore sportivo del Milan arrivano conferme, se così fosse e forse così sarà, Krosche dovrà occuparsi di sistemare per prima cosa la difesa, cosa che non era riuscita in estete, si proverà ancora una volta con Inacio, ma Tiago Gabriel resta un obiettivo per il mercato invernale, per poter dare ad Amorim un nuovo rinforzo in difesa.

Il Milan è consapevole delle qualità del calciatore ed è proto a spendere 25 milioni, ma non vorrebbe andare oltre questa cifra, motivo per cui non se n’è fatto nulla in estate, con queta sosta è tempo di primi bilanci, la classifica con 11 punti su 15 e 2 lunghezze dalle prime non è male, considerando che per quest’anno l’obiettivo realistico è un piazzamento per la prossima Champions, poi c’è Ramos, 1 gol in 6 partite non può essere soddisfacente, però la partecipazione al gioco e il sacrificio sono encomiabili, deve alzare la quota delle reti, ma a questo deve pensarci Amorim.

lunedì 21 settembre 2026

Difesa a quattro, che vi avevo detto?

Dopo 5 partite, passate a sperimentare con quali uomini poteva mettere in pratica il suo radicale 3-4-2-1, Amorim, a mio avviso molto intelligentemente e non perché lo avevo detto io, si è presentato con una novità tattica importante, proprio perché come avevo detto, di difficile realizzazione, in quanto nel costruire l’organico, si sono dimenticati i terzini, o meglio, hanno pensato che non servivano.

È stata una novità tattica importante, per provare a raggiungere l’equilibrio necessario, oltre che interessante, per questa mancanza dei terzini che dicevo, la curiosità è, che per la prima volta Amorim si è disposto stabilmente con la difesa a quattro, un 4-4-2 senza palla e giustamente come dicono i concetti basilari del calcio, che diventava un 3-5-2 in fase di possesso e non un 4-2-3-1, come ha visto qualcuno.

In fase di possesso si alzano a turno i due terzini: Gila o Estupinian e si aggiungono alla linea a 4 del centrocampo, permettendo così gli inserimenti di Rabiot, spingendo avanti gli esterni e liberandoli da troppe responsabilità difensive, con lo scivolamento e lo scaglionamento dei terzini, che oltre a fare densità a centrocampo, fanno pure superiorità numerica in attacco con le sovrapposizioni.

Niente di straordinario, è solo il gioco del calcio, reso straordinario dagli interpreti, da Pulisic, da Rabiot, da Modric e perché no, anche da Moreira, Saelemaekers e Ramos, una scelta, quella di Amorim, che denota la sua competenza e anche la sua evoluzione, nell’essere disposto a modificare l’impianto di gioco in funzione dei giocatori, per adattarsi meglio ai giocatori a disposizione, mantenendo aspetti e principi del suo calcio.

Non ditemi che non lo avevo detto, la competenza e l’esperienza (mia) non è acqua, sarò pure vecchio d’età, ma voglio ricordare a qualcuno, che nel calcio sono sempre stato vent’anni avanti e che ora sono al minimo “attuale”, comunque, torniamo al Milan, nel post partita con il Lecce, Amorim ha ammesso chiaramente, di avere imparato dal brutto periodo di Manchester, le esperienze migliori sono quelle che ti segnano, ha capito che non può fare sempre le stesse cose, con calciatori diversi e aspettarsi sempre gli stessi risultati tecnici, come sappiamo tutti, ogni partita ha la sua storia e così ogni squadra, per sintetizzare: restando fermi i concetti di gioco, non si può restare rigidamente legati al modulo.

Con il Lecce, il Milan ha dimostrato più elasticità, Gila ed Estupinan hanno lavorato da terzini, ma preferisco Bartesaghi o Saelemaekers al posto di Estupinian, Modric e Rabiot hanno dato equilibrio al centro del campo, con uno che va e l’altro che resta, Pulisic ha giocato muovendosi tra le linee e alle spalle di Ramos, ottenendo così un possesso palla meno prevedibile, che comunque deve essere velocizzato e una distribuzione migliore degli spazi (offensivi), quella famosa copertura totale degli spazi che vi dicevo. 

Ora non voglio fare il professore, sto solo elencando i principi (concetti) del calcio, che poi ogni allenatore interpreta a suo modo, di sicuro, il vantaggio della difesa a quattro, è quello di liberare Chukwueze da alcuni compiti difensivi, per renderlo più offensivo, più trequartista, più vicino a quelle che sono le sue caratteristiche, da esterno a tutta fascia, deve pensare continuamente alle coperture, alle preventive, con un terzino alle spalle come dicevo, viene meglio fuori la sua naturale indole offensiva, quindi, stessi concetti, stessi uomini, ma utilizzati secondo le loro caratteristiche.

Chukwueze, così come Moreira, se gioca da esterno sinistro e non da terzino, può ricevere più alto, affrontare l'uomo e concentrare le energie su l'uno contro uno, senza per questo rinnegare il proprio calcio, come avevo detto, il 4-4-2 può essere difensivo o offensivo, a secondo dell’atteggiamento, il 4-4-2 di Sacchi è offensivo, il 4-4-2 di Allegri è difensivo, ma è sempre un 4-4-2, il calcio si basa su principi e non su moduli, i moduli sono numeri, le posizioni da tenere in campo, il sistema migliore per far emergere la qualità dei singoli, senza perdere l’equilibrio.

Se il Milan visto contro il Lecce ha imboccato la strada giusta o se il cambio di modulo lo farà svoltare, lo vedremo alla ripresa dopo la nazionale, sicuramente è il più adatto a questa rosa, anche se comunque a gennaio deve essere rivista in difesa, manca sempre Inacio e magari un terzino sinistro al posto di Estupinian, se non si vuole mettere il quel ruolo Saelemaekers. 

sabato 19 settembre 2026

La fiducia in Amorim non è discussione, ma serve un cambio di rotta.

Il Milan dopo quasi tre mesi e dentro nel vivo delle due competizioni più importanti, (campionato ed Europa League), ha bisogno della sua ossatura e le scelte di formazione devono essere fatte all’insegna della continuità, per accelerare il processo di crescita, che com'è giusto che sia, ha bisogno di tempo per essere assimilato, crescita che non si può ottenere se si cambia continuamente formazione iniziale.

Il Milan ha bisogno di una ossatura chiara e definita, con tutti i calciatori di qualità e affidabilità, come Maignan, Gila, Rabiot, Pulisic, Modric e Gonçalo Ramos contemporaneamente in campo, il Milan manca ancora d’identità e d'intensità, la squadra non corre e non va al ritmo delle altre, è vero che siamo a inizio stagione, ma a che velocità andrà a fine stagione?

È una cosa davvero preoccupante, per una squadra che deve fare del pressing alto e della riconquista immediata del pallone, i suoi punti di forza, Ramos è il rossonero che corre di più, chiama il pressing e dà il via alla riconquista del pallone, ma non è accompagnato dai compagni, manca oltre alla forma fisica, anche l’organizzazione.

La fiducia nell’allenatore non è comunque in discussione, ma occorre un cambio di rotta e trovare la stabilità, fiducia intatta al tecnico, ma ora servono risposte concrete, nel gioco, nei risultati e soprattutto nelle scelte tecniche, considerando che alcuni giocatori importanti sono rimasti fuori, la fiducia resta comunque piena e al momento non ci sono riflessioni in corso sul suo futuro, Amorim è bravo, ma ha accettato di allenare un Milan costruito malissimo.

Non c'è nessuno che attacca la profondità, Ramos lega tanto il gioco, ma non attacca la porta, la squadra l'ha costruita Mendes, in mancanza di un dirigente addetto alla costruzione, ma ha pensato solo a piazzare i suoi assistiti, senza curarsi di dove, come e con chi, avrebbero giocato, al di là dell’allenatore, bisogna fare una profonda riflessione sull’assenza della dirigenza e che la squadra non è adatta al gioco dell’allenatore.

Musah titolare significa che qualcosa che non funziona, così come giocare con le ali a piede invertito, poi, applaudo al fatto che si è continuato a dare fiducia al tecnico, perché se si decide di andare in una direzione, bisogna difenderla e seguirla il più possibile, l’attacco è sterile e la difesa è fragile, Amorim deve ridare identità ed equilibrio alla squadra, l'attacco fatica a produrre occasioni da gol, ma il problema non riguarda soltanto la fase offensiva.

Sono emerse anche evidenti fragilità difensive, il Milan è "poco creativo" e Ramos riceve pochi palloni utili, non c’è pressing e la difesa è vulnerabile, senza palla il Milan è attendista, il Milan deve trovare equilibrio e convinzione, il Milan di adesso è nervoso, disordinato e prevedibile, ha bisogno di una squadra base, di riferimenti chiari e maggiore continuità nelle scelte, bisogna vincere e basta esperimenti.

Anch’io come altri sono dubbioso sul 3-4-2-1 del Milan, se non altro per gli interpreti che non possono reggerlo, io opterei per il vecchio caro 4-3-3, ma allo stato attuale non abbiamo i terzini adatti per farlo, forse, visto che i giocatori alla fine sono rimasti quasi gli stessi e c’è una certa difficoltà a trasformare il gioco di Allegri in quello di Amorim, il 3-5-2 proposto da Filippo Galli, garantirebbe più equilibrio.

Amorim adesso mi sembra più aperto a trovare degli adattamenti più funzionali, per arrivare ad una soluzione, così come dicevo io e come è il caso che si faccia, la difesa rimane troppo scoperta in fase di non possesso e Modric ha bisogno di avere sostegno in fase difensiva, un centrocampo a 3, al di là delle mie idee è imprescindibile, può garantire l’equilibrio necessario, senza rinunciare all’idea del gioco dominante e senza lasciare sguarnita la difesa.

Con immenso dolore, do anch’io l’addio a Mazzola e mi unisco al cordoglio del Milan: "Esprimo anch’io il mio cordoglio per la scomparsa di Mazzola, un uomo vero, un grande campione, un rivale leale, una bandiera leggendaria dell’Inter e della Nazionale, protagonista di un’epoca indimenticabile della storia del nostro calcio e con il Milan, mi stringo alla famiglia in questo momento di dolore".  

venerdì 18 settembre 2026

Mi pongo anch’io la domanda di Capello.

Amorim conosce i giocatori che sta allenando? È consapevole del loro valore, dei loro limiti, delle loro caratteristiche? Fa scelte di formazione sorprendenti, che non possono non farmi porre la stessa domanda di Capello: “Ma Amorim, conosce il valore dei giocatori che sta allenando?” Non dico che mi sta sorprendendo, perché una cosa del genere me l’aspettavo, mi aspettavo un allenatore che non guardasse in faccia nessuno e che portasse avanti le sue idee senza se e senza ma.  

Ma non pensavo che mettesse sullo stesso piano quelli che fanno la differenza, non so se ha delle ingerenze dall’alto o se non ha ancora capito le caratteristiche dei giocatori e di conseguenza come metterli e chi mettere in campo, ha fatto tanti esperimenti, certo, chi ha deciso di non vendere Estupinan e di tenere Loftus-Cheek, ha sicuramente sbagliato sapendo di sbagliare e sperando che le cose poi si sarebbero potute mimetizzare.

Credo che adesso la cosa migliore, è creare una squadra con equilibrio, con Saelemaekers più spesso quarto di centrocampo sulla fascia destra, che potrebbe aiutare meglio a dare l’equilibrio necessario, Chukwueze potrebbe essere utilizzato come trequartista, prendendo numericamente e di fatto il posto di Loftus-Cheek.

A sinistra la coppia sulla fascia potrebbe essere composta da Moreira e Bartesaghi a centrocampo, Cissè e Hutchinson a trequarti, il grande rebus di Amorim però adesso a quanto pare, è come sfruttare al meglio Modric, sono d’accordo che Modric non può giocare in una mediana a due e che soffre tanto a giocare in questo tipo di centrocampo, con Rabiot accanto invece che con Musah, meglio sarebbe giocare con un centrocampo a 3, con le due mezzali che lo affiancano.

Con il centrocampo a due, il Milan è stato travolto proprio a centrocampo e ha evidenziato le difficoltà di Modric, l'ingresso di Musah, ha permesso al Milan di esprimere il calcio dominante e intenso di Amorim, forse sarebbe meglio schierare Modric a partita in corso o farlo giocare dietro Ramos.

Speriamo che Amorim si affidi al più presto all’undici migliore, magari cambiando modulo e metta i calciatori nelle giuste posizioni, fin qui non si è visto nessun miglioramento individuale e di squadra, nel secondo gol del Benfica, l’avversario ha calciato tutto solo in area di rigore, senza che nessuno si accorgesse del suo inserimento ed era successo pure con la Lazio, questo non è più possibile.

I difensori, così come un po' tutti i calciatori rossoneri, si fanno attrarre solo dal pallone, senza dare mai neanche uno sguardo all'avversario, è vero che nel gioco a zona si gioca sulla palla e non sull’avversario, ma non esiste che i difensori del Milan guardano la palla e basta, non esiste che non guardano gli avversari e che non marcano in area.

Il Milan deve imparare a difendere, succedeva anche l’anno scorso e i giocatori sono praticamente gli stessi, quindi si tratta di difficoltà mentale, anche perché, è la seconda volta di fila che hanno un approccio sbagliato e non entrano in partita, involuzione e difficoltà nel gioco, un gioco senza qualità e la difficoltà a fare gol, questo è il Milan oggi.

Manca l’organizzazione, c'è molto da migliorare, c’è molto da lavorare, non creiamo molte occasioni e soffriamo tantissimo, andiamo in ansia e subiamo il palleggio avversario, la difesa è sempre passiva, i giocatori sono sempre fermi che aspettano la palla nei piedi e poi giochicchiano, non c’è quella determinazione, non ci sono aperture veloci, cambi di campo e poi, non capisco perché nel calcio “moderno” si continua a giocare con una sola punta.

Non capisco perché non si può giocare almeno con due attaccanti, questo Milan purtroppo è ancora quello di Allegri e quindi per nulla convincente, adesso abbiamo il centravanti, ma non è mai cercato, non è mai servito e non è mai messo nelle condizioni di puntare la porta o di tirare, Ramos ha bisogno di rifornimenti in area e va supportato in maniera diversa.

È un giocatore che quando la palla è in area fa gol, Ramos non può essere costretto a svuotare l’area di rigore, per venire a cercare il pallone a centrocampo, servono undici giocatori che possano esprimersi al meglio e ad alta intensità, purtroppo per Amorim, ci sono situazioni in cui gli esperimenti devono essere messi in secondo piano, come è stato allora per Sacchi, Amorim sta cercando di fare una vera e propria rivoluzione culturale nel modo di giocare a calcio del Milan, specialmente rispetto al passato recente, quindi è chiaro che l’allenatore deve fare delle prove, però arrivato a un certo punto, gli esperimenti devono essere rimandati a momenti migliori. 

Speravo che il tempo degli esperimenti fosse finito.

Esordio negativo in Europa League, con relativa sconfitta casalinga contro il Benfica e mi chiedo, perché non abbiamo continuato con la stessa formazione, perché tutti questi cambi (troppi) rispetto al secondo tempo della gara con la Lazio, un turn over che Amorim ha spiegato così:

“Rabiot ha fatto i primi 90 minuti e non sapevamo se fosse in grado di giocare a lungo in questa partita. Per Pulisic è lo stesso. Ha fatto 45 minuti a Roma. Conoscete la storia di Pulisic, dobbiamo essere consapevoli. Moreira ha avuto un problema personale e per due giorni non si è allenato con la squadra”.

Problema comprensibilissimo, ma come ha ammesso lo stesso Amorim: “Non è una questione che riguarda un paio di giocatori, dobbiamo migliorare come squadra” e per me è una questione di organizzazione di gioco e anche di modulo se vogliamo, io gioco con il 4-3-3 e nei dilettanti non ti fanno il mercato, spesso non conosci nemmeno i giocatori, però quando mi accorgo che i miei giocatori non hanno le caratteristiche per il mio modulo, lo cambio e lo adeguo ai giocatori

Ma i concetti di gioco, del gioco moderno non cambiano, la difesa resta sempre a 4, perché si copre meglio con i raddoppi, a maggior ragione quando hai Chukwueze come quarto di centrocampo, nel Milan manca l’intercambiabilità dei ruoli e la copertura totale degli spazi, i concetti fondamentali del calcio moderno, è impensabile che Chukwueze possa intercambiarsi con il compagno che gli sta dietro, perché dovrebbe fare il braccetto.

Chukwueze può anche essere “possibile” che faccia la diagonale difensiva a quattro, ma con la difesa a 3 che magari raddoppia sulla punta centrale avversaria, il nigeriano non si troverà mai al centro della difesa sull’altra punta e il trequartista, non si abbasserà mai, per andare a prendere l’esterno avversario largo che si inserisce, con questo non vuol dire che non si può fare bel gioco.

Non lo dite a me, che sono un cultore del bel gioco e che mi piace giocare sempre nella metà campo avversaria, ma tutto deve essere fatto con equilibrio, ciò significa, che alcuni giocatori del Milan non possono interpretare il modulo spregiudicato di Amorim e quindi, in attesa che Cardinale gli compri i giocatori adatti (forse), deve fare come faccio io, adattare il modulo alle caratteristiche dei giocatori che ha.

Anche perché, non è solo una questione di fase difensiva, come dice l’allenatore rossonero: “Andiamo tante volte vicino l’area avversaria, ma nessuno attacca l’area, anche quando c’è Chukwueze che crossa. Prima del secondo gol abbiamo avuto l’occasione con De Winter che era libero. Dobbiamo essere una squadra migliore” e aggiungo io, ovvero fatta da calciatori che abbiano caratteristiche e atteggiamento diverso, il 4-4-2 può essere offensivo o difensivo, a secondo dei giocatori che lo compongono e restare sempre un 4-4-2.

Continua Amorim: "C'è stato un problema nel primo tempo contro la Lazio, andiamo completamente in ansia quando subiamo il primo gol. Dobbiamo stare più calmi, mantenere l'organizzazione e mostrare un'energia diversa”, ma per me il discorso è più profondo, se una squadra come il Milan, va completamente in ansia quando subisce il primo gol, è che questi giocatori non sono da Milan e per me, al di là di quello che dichiarano, sotto, sotto non credo nelle idee del tecnico.

Quindi è una questione di organizzazione di gioco, che rende l’impianto credibile e non ti fa prendere dall’ansia, poi c’è anche una questione di qualità di palleggio, di comprensione dei momenti della gara, di quando e di come tenere il pallone e di non buttarsi in avanti senza alcun criterio tattico (equilibrio).

Nelle transizioni impieghiamo troppo tempo a recuperare palla e non copriamo tutti gli spazi, che non solo ci permetterebbe di recuperare palla prima e meglio, ma di non subire le continua ripartenze, sembrava dopo il secondo tempo con la Lazio, che avremmo visto un Milan con i principi di gioco di Amorim, invece...

Forse in questo momento non possiamo permetterci tutti questi cambi, cambi per certi versi “fondamentali”, che cambiano sostanzialmente la squadra e la prestazione, ma soprattutto cambiano l'atteggiamento, la cosa importante sarebbe, che con gli esperimenti abbiamo finito e che non sia più il caso di provare a valorizzare calciatori, che più giocano e più peggiorano, fra l’altro a scapito dei titolari, che se anche in pessime condizioni, sono sempre meglio di chi è stato utilizzato impunemente fin qui.

Credo e spero che dalla prossima partita, Amorim si affidi alla formazione “titolare” con Pulisic a dialogare e mandare in gol Ramos, accanto a capitan America ci sarà possibilmente ancora Cisse, che potrebbe contendere per tutta la stagione il posto ad Hutchinson, che si spera possa migliorare presto la sua condizione fisica, dovrebbero essere schierati però, esterni offensivi sulle fasce, che abbiano anche molta attenzione alla fase difensiva. 

mercoledì 16 settembre 2026

Nel secondo tempo un grande Milan.

 

Sotto di due gol e con una prestazione indecorosa, nel secondo tempo il Milan si è presentato in campo con tre sostituzioni e una verve diversa, che praticamente non ha più permesso alla Lazio di superare la metà campo e rendersi pericola, come aveva fatto con ottimi risultati per tutto il primo tempo, complimenti sinceri ai ragazzi di Gattuso e anche al Milan del secondo tempo, però non si può giocare solo un tempo.

Nel secondo tempo si è ripartiti con il triplo cambio, finalmente si è rivisto Pulisic, che è entrato al posto di Loftus, sinceramente, meglio un Pulisic a un quarto di condizione, che un Loftus in forma, stesso discorso per Moreira, che entra al posto di Estupinan e poi è entrato anche Musah (la notte) al posto del peggior Modric (il giorno) della storia, il Milan che viene fuori dopo l’intervallo, cazziato sicuramente da Amorim, è lo stesso Milan che ha in testa il tecnico portoghese, quello che desideravamo vedere da un mese e non quello molle e inoffensivo del primo tempo.

Amorim che aveva fatto in settimana i conti con le critiche aspre degli addetti ai lavori, ha assaggia anche i sonori fischi dei tifosi rossoneri a fine primo tempo, con la Lazio avanti di due gol e che oggettivamente aveva dominato per 45 minuti, facendo quel calcio dominante che Amorim aveva promesso, i biancocelesti hanno pressato, attaccato e difeso con grinta, con velocità e determinazione doppia rispetto ai rossoneri.

Malissimo Estupinan e non è la prima volta, pensavo quest’anno di non vederlo più con la maglia del Milan e invece gioca titolare, con tante soluzioni, se pur adattate sono sempre migliori di lui, a cominciare da Bartesaghi, passando per Saelemaekers e per finire a Moreira, quello che poi ha rimesso in piedi la partita, ma male praticamente tutti e qui torniamo al famoso discorso delle cose semplici.

In un momento di grandissima difficoltà, nel passaggio dal gioco di Allegri a quello di Amorim, non si possono fare esperimenti, ma si devono fare cose semplici, Estupinian e Loftus erano sul mercato perché non idonei al calcio di Amorim, non li abbiamo venduti e allora teniamoli in tribuna, con la speranza che a gennaio non li vedrò più in maglia rossonera.

Anche se non hanno ancora assimilato i dettami di Amorim, serve un altro Milan, con un altro approccio e se anche Modric non è adatto al gioco dell’allenatore portoghese, facciamocene una ragione e per questo ultimo anno in rossonero, ce lo teniamo a mezzo servizio, per i secondi tempi quando cala il ritmo, per gestire il vantaggio o per mandare a rete Ramos, quindi giocando più da trequartista, perché se la mettiamo sulla corsa, per lui è impossibile.

Quella corsa che poi ha determinato il gran secondo tempo dei rossoneri, nel primo tempo il Milan non c'è stato proprio, come dice Amorim: “Non c'era l'energia giusta”, abbiamo perso tantissimi palloni e non era la prima partita in cui succedeva, abbiamo sbagliato passaggi semplici senza alcuna pressione da parte dell’avversario e poi la Lazio correva.

Nel secondo tempo Moreira, Pulisic e Musah, hanno portato l’energia che mancava, il Milan ha migliorato nel palleggio, nella velocità, nel ritmo e ha preso il controllato della partita, è stata una squadra completamente diversa e di conseguenza, una partita completamente diversa, ma dobbiamo fare meglio, dobbiamo giocare sempre come il secondo tempo e sinceramente, basta con Loftus ed Estupinian.

Come dice Amorim: “Dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo”, Moreira forse la scorsa partita era emozionato, ma come pensavo io, può dare il meglio di sé a sinistra, perché è un mancino e allarga il campo, perché è veloce e nei cross fa la differenza, a destra tende a rientrare e ha difficoltà nel crossare e nel creare connessioni dentro l'area, ma dobbiamo avere anche altre varianti per entrare dentro l’area di rigore.

Moreira oltre a tanta corsa, a tanta grinta e a tanti cross, ha fatto pure due bellissimi gol, a sinistra dove ha giocato la maggior parte delle partite lo scorso anno, ha dimostrato di non essere un bidone, credo che toglierlo da titolare della fascia sinistra sia una pazzia e credo che Amorim deve accelerare la configurazione della squadra, adesso che sono tutti a disposizione, va battezzata una formazione titolare e definiti bene anche i sostituti, dando più spazio a Comotto, Jashari e Camarda, al posto di Loftus-Cheek, Estupinan e Musah.

È stato un Milan a 2 facce, con una produzione offensiva pari a zero nel primo tempo, un Milan confuso, con Loftus-Cheek inesistente, con la solita poca costanza nella partita e la stessa cosa vale per Estupinan, che con Musah per me, sono giocatori che nel Milan possono fare al massimo le riserve, l'ingresso di Musah stranamente è stato positivo e con lui in campo è entrato in partita anche Rabiot, Pulisic resta un giocatore importante e che è mancato molto a questa squadra.