L'amichevole col Padova ha confermato che
si potrebbe ripartire dal modulo coi 4 difensori, sarà interessante capire se
rappresenterà una svolta definitiva, per il prosieguo della stagione, anche se
sembrerebbe che Amorim stia preparando un ulteriore modulo, il nuovo modulo
definitivo, determinerà anche le priorità sul mercato di gennaio, avanti quindi
con il sistema di gioco visto contro il Lecce?
Contro il Padova non contava il risultato, l'obiettivo era avere buone risposte da
alcuni singoli, soprattutto nello stesso sistema di gioco visto contro il Lecce,
un 4-2-3-1 che si trasforma in 4-3-3 in fase di possesso, in fase di non
possesso in realtà, è più un 4-4-1-1, che un 4-2-3-1, Amorim a quanto pare ha
voluto dare continuità a un sistema, che potrebbe restare per l’intera stagione,
vista la fluidità della squadra, che si è dimostrata particolarmente a suo agio.
Come Boban, neanch’io amo la difesa a 3 e l’ho sempre detto e come Boban,
dico che bisogna lasciare ad Amorim il tempo per lavorare, nell’amichevole con
il Padova, ha fatto bene Gabbia, Comotto si è mosso bene in cabina di regia e anche Hutchinson è
apparso molto attivo, schierato da prima punta, visto che mancavano Ramos e Camarda.
È tornato Tomori che ha giocato da terzino destro, ma
non credo che avrà un futuro, è vero che dopo la sosta, il Milan è atteso da un
vero e proprio tour de force, in cui giocherà ogni tre giorni, fino alla pausa
per le nazionali di novembre e quindi ci sarà spazio un po' per tutti, ma penso
che Tomori sarà molto limitato.
Ci sarà spazio anche per i giovani e me lo auguro, Comotto deve entrare
nelle rotazioni oppure deve andare a giocare con continuità in un’altra
squadra, anche Camarda dovrà trovare spazio, così come Diawara, che potrebbe
far rifiatare un po' Pavlovic, ma nel frattempo si pensa pure al mercato e il Milan
continua a seguire Ayari, centrocampista 2003 del Brighton, che piace per qualità e duttilità, costa 40
milioni e ha un contratto fino al 2027, ma il Brighton ha un’opzione unilaterale
per prolungare fino al 2028.
In Nations
League, c’è da registrare una super prestazione dell’Italia, complice anche un
primo tempo imbarazzante della Turchia, gli azzurri si sono esaltati e hanno vinto
4 a 1, ma non illudiamoci, perché non è tutto oro quello che luccica, la
Turchia nel secondo tempo, con gli azzurri appagati, ha fatto la partita e
oltre a segnare, ha sfiorato 3 o 4 gol, che erano solo da spingere in rete.
I problemi
non si sono dissolti tutti come per magia, c’è ancora da lavorare, proprio come
il giorno dopo la sconfitta con il Belgio, è stata una bella e
buona partita, in campo stavolta c’erano i senatori, quelli “buoni”, quelli
senza la puzza sotto il naso e i giovani già sgamati, anche se esordienti nella
Nazionale maggiore, come Kayode, che personalmente non toglierei più dalla
formazione titolare.
Bene anche Cambiaghi, Pio Esposito è oramai insostituibile, bene il fratello Sebastiano e Raspadori, una menzione meritano anche Fagioli e Frattesi, ma aspettiamo a cantare vittoria, lasciamoli lavorare e chiediamo con forza ai vertici del calcio, di mettere da parte gli interessi personali e rivoltare il calcio come un calzino.
Contro la Francia per me non è stata una bella
Italia, ha rimontato lo svantaggio, ma per me non ha spaventato la Francia, comunque
è stata la seconda prova positiva degli azzurri, che sono stati pressati dai galletti nella propria
metà campo e hanno avuto le uniche due occasioni da rete, nella prima metà del
primo tempo.
I primi 45 minuti sono finiti in parità, con i
francesi che hanno avuto la maggiore iniziativa, la Francia è andata in
vantaggio e la risposta dell’Italia è stata d’iniziativa personale e anche nel
secondo tempo, l’Italia ha continuato a soffrire l’iniziativa dei francesi,
però a Mancini piacciono i giovani e il bel gioco e per questo penso che farà
bene.
Per me dobbiamo avere “sangue freddo e calma”, la
strada a mio avviso è quella giusta, Mancini deve essere aiutato, non deve
essere criticato per la sua fuga in Arabia e non gli si può togliere il
presidente federale, che potrebbe essere l’artefice del “cambiamento”, magari
non proprio rivoluzionario, ma un cambiamento, una riforma ci deve essere.













