sabato 4 aprile 2026

Fossimo andati ai Mondiali, sarebbe rimasto tutto uguale.

Se fossimo andati ai Mondiali, avremmo messo ancora la polvere sotto il tappeto, così come abbiamo fatto da 20 anni a questa parte, neanche stavolta Gravina si voleva dimettere, lo ha obbligato Abodi e un sacco di leccaculo hanno pure provato a farlo restare, se avessero fatto un’elezione per mandarlo via, sarebbe rimasto a pieni voti, del resto, quelli che stanno lì, hanno un unico interesse, quello personale, spero che adesso si butti anche l’acqua sporca oltre al bambino.

Ora non dobbiamo chiederci chi ci mettiamo, dobbiamo mandare via tutti gli altri e ripartire da zero, chi arriva deve azzerare tutto e mettere i propri uomini di fiducia, perché questi che ci sono adesso, non permetteranno a nessuno di fare nulla, credo che il presidente federale, vista l’ultima scandalosa elezione, deve essere per deroga, scelto dal Coni e non eletto dai consiglieri e poi il presidente, sceglie la sua “linea” di comando.

È andato via Buffon, che stava la con quale merito? È andato via Gattuso, il meno colpevole, ma anche lui, quali sono i suoi meriti come allenatore? E quali sono i meriti di Bonucci? Vada a farsi un po' di gavetta come allenatore e poi se ne è capace, torna a fare il collaboratore tecnico, via, via tutti e cambiamo tutto, Malagò credo che sia la persona giusta, poi per me anche Marotta, ma non credo che lasci l’Inter, Galliani è un altro nome spendibile, ma l’età lo penalizza, così come Rivera, Maldini, Baggio e Del Piero, potrebbero essere la soluzione più longeva.

Conte e Mancini, hanno già dimostrato di saper fare il CT, salvo avere ancora voglia di continuare a stare sul campo tutti i giorni, Sarri e Gasperini per il loro modo di allenare, hanno bisogno di avere la squadra 6 giorni su 7, Allegri potrebbe essere, ma scordiamoci lo spettacolo, vedo bene Ancelotti e perché no, Simone Inzaghi, personalmente credo che Malagò sarà il presidente e Mancini l’allenatore, perché Roberto vuole tornare in Nazionale e stavolta credo per restare.

È evidente, che di fronte a uno sfacelo del genere, le responsabilità siano molto estese: Federazione tutta, Lega, club, settori giovanili, dirigenti, allenatori, politici e infrastrutture, le riforme di cui si è sempre parlato e su cui si spera si possa cominciare a lavorare, sono auspicate da 20 anni, anche se credo che alla fine non arriverà chissà quale rivoluzione.

Ma torniamo al nostro triste campionato e al Milan, si parla ora di attacco mobile e torna di moda Zaniolo, che dopo tanto girovagare, a Udine Zaniolo si è rigenerato, come seconda punta nel 3-5-2, ha segnato cinque gol, ha fatto cinque assist e ha avuto un rendimento sempre alto, ma non credo che possa essere lui la seconda punta titolare, anche perché non credo che andranno via Pulisic e Leao insieme.

Aprile è il momento della verità e la decisione, specialmente sul modulo è fondamentale e sembra che a oggi, il Milan cerca la prima e anche la seconda punta, un giocatore che sappia eventualmente giocare da attaccante esterno, Zaniolo verrà riscattato dal Galatasaray per 10 milioni, il Milan già l’aveva cercato con Paolo Maldini, Allegri lo apprezza molto e ai tempi della Juventus voleva portarlo a Torino, 27 anni, potrebbe completare il reparto offensivo del Milan.

Ai rossoneri non dispiace aumentare il numero di italiani nel proprio organico, così starebbe pensando anche al ritorno di Bellanova, che sarebbe pure utile per le liste, oltre che per l'aspetto calcistico, Rudiger alzerebbe la competitiva in difesa, 33 anni, darebbe aggressività, personalità, duello individuale e abitudine assoluta alle grandi sfide, sarebbe un centrale perfetto per comandare reparto e tempi, però si potrebbe creare un problema anagrafico, fisico e soprattutto economico, visto che al momento guadagna sui 15 milioni lordi all'anno. 

Poi ci sarebbe Goretzka, il centrocampista totale che manca al Milan, 31 anni, corsa, inserimento, fisicità, box to box, presenza sulle seconde palle, è il classico centrocampista che alza il livello, il problema è nei costi: 18 milioni lordi l'anno e nella concorrenza, poi ci sarebbe Bernardo Silva, un lusso tecnico, 31 anni, sarebbe perfetto per dare ulteriore classe al Milan, però anche qui lo stipendio è di quasi 16 milioni di sterline lordi, Lewandowski sarebbe il killer d'area perfetto, che risolverebbe il problema del centravanti.

37 anni è il centravanti finalizzatore di mestiere, pochi fronzoli e tanta sostanza, anche qui il problema è l'aspetto economico con uno stipendio di circa 21 milioni lordi annui, ma tutti questi sarebbero colpi da “instant team”, non da costruzione per la loro età, il modo migliore per vincere subito e non per creare un ciclo, un 4-3-1-2 da scudetto: Maignan, Bellanova, Rudiger, Pavlovic, Bartesaghi; Rabiot, Modic, Goretzka; Bernardo Silva; Zaniolo, Lewandowski.  

venerdì 3 aprile 2026

ANCORA FUORI!

Ancora un fallimento per il calcio italiano, fuori per il terzo mondiale consecutivo, la Bosnia ha vinto ai rigori sulla nostra Nazionale, che pure era andata in vantaggio con Kean, su un regalo clamoroso del portiere avversario, devo dire subito due cose, che anche in parità numerica, la Bosnia aveva dimostrato di essere di gran lunga superiore all’Irlanda del Nord e che la Nazionale, aveva giocato meglio della prima partita.

In parità numerica, gli Azzurri avevano fatto abbastanza bene, ma avevano difeso in maniera orrenda, tanto che poi sono rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione di Bastoni a fine primo tempo e il secondo tempo è stato un assalto alla porta di Donnarumma, con la nostra squadra racchiusa nella nostra metà campo, con un Gatti e un Donnarumma strepitosi e che è riuscita pure a crearsi un paio di palle gol.

Ha subito il pareggio nel finale dei tempi regolamentari, quando sembrava tutto fatto e dal dischetto ha ceduto alla Bosnia che invece va ai Mondiali, un altro pesante fallimento per il calcio italiano, che per questo finalmente pagherà qualcuno, ma non basterà cambiare il presidente e l’allenatore per risalire il ranking, che ci vede oramai oltre il 70esimo posto, distanti dalle migliori formazioni internazionali, quelle che sono andate ai mondiali per intenderci.

Speravo di potere festeggiare la sospirata qualificazione al Mondiale, no che stavolta ci credessi più di altre volte, ma per la legge dei grandi numeri, pensavo che non potevamo restare fuori ancora per la terza volta, sembra incredibile, ma dobbiamo aspettare ancora fino al 2030 per vedere il mondiale, ma non è detto, perché se non si “tagliano” tante teste e non si fa una radicale riforma totale del calcio Italiano, il nostro prossimo mondiale potrebbe essere lontanissimo, ancora più avanti del 2030.

Dobbiamo rifare una rivoluzione, come quanto il calcio italiano è stato rivoluzionato dal Milan di Arrigo Sacchi, che il 1° aprile ha festeggiato il suo 80simo compleanno, come per la storia, c’è il prima di Cristo e un dopo Cristo, nel calcio c’è un prima dell'Ajax di Michels, un prima del Milan di Sacchi e un prima del Barcellona di Guardiola, adesso è il momento di segnare una nuova era, il calcio del dopo Gravina, dai settori giovanili alla serie A.

Bisogna cambiare il tipo di gioco del calcio, la mentalità e smetterla con i raccomandati, specie tra gli allenatori e gli istruttori, tutto deve essere riformato, dopo la terza mancata partecipazioni ai Mondiali è un disastro, adesso anche se mettessimo Allegri o un altro, se non c’è una riforma totale, non si stila una programmazione generale, possiamo cambiare chi vogliamo, ma il risultato non cambia.

Passiamo al Milan, a cui servono ancora i punti necessari per mettere la qualificazione in Champions al sicuro, il campionato ripartirà con il big match contro il Napoli, la squadra che possiede la rosa migliore, il Milan va a giocarsi questa partita invece, con un attacco che vive la crisi del gol, sarebbe stato diverso giocarsi questo rush finale con gli attaccanti al meglio, ecco perché bisogna prendere adesso una decisione fondamentale sulla punta della prossima stagione e non si può più sbagliare.

Per troppi anni sono arrivati giocatori che poi non sono serviti a risolvere il problema della punta centrale, bisognerà capire bene quale è la punta da andare a prendere, accontentando il più possibile Allegri, sempre che non vada in Nazionale, perché bisogna tornare ad alzare il livello e mancano otto partite alla fine di questo campionato.

Il Milan per lottare per una piazza d’onore, alla ripresa dopo la sosta, dovrebbe essere un Milan con il 4-3-3, più spregiudicato e diventare ancora più protagonista, ma Allegri difficilmente cambierà il suo credo, il calcio mercato è cominciato con il colpo Kostić, al costo di 3,5 milioni più circa 4 di bonus, acquistato per Milan Futuro, potrebbe presto lasciare la Serie C per allenarsi con la prima squadra, sul futuro grande bomber, i nomi sono sempre i soliti.

Il Milan ha bisogno di un attaccante da 20 gol che manca dai tempi del primo Ibrahimovic, altrimenti non riuscirà mai a lottare seriamente per vincere, gli applausi per Gimenez contro il Torino, mi fanno pensare che qualche tifoso crede in lui e spero che ci creda anche la società, certo, per tenerlo e dargli fiducia, ma non al posto della grande punta, ci sono due mesi per il messicano per convincere la società, altrimenti sarà cessione insieme a Fullkrug.

Io non cederei Gimenez, per me non ha avuto ancora il tempo e lo stato fisico per dimostrare, sempre meglio di Leao, che dopo 6 anni non ha ancora dimostrato niente, anche se poi alla fine Gimenez andrà via e Leao resterà, comunque per me il futuro di Leao è ancora tutto da scrivere, perché davanti ad una proposta importante e adeguata, il Milan potrebbe dare il via libera ad una sua partenza.

Sul fronte della punta la ricerca non è facile, soprattutto visti i costi e gli ingaggi, di sicuro piace Retegui, che tornerebbe volentieri in Italia, ma un anno fa è stato pagato quasi 70 milioni e ha uno stipendio da 20 milioni a stagione, cifre che il Milan deve drasticamente abbassare ed ecco perché si sta pensando a Castro, il Bologna chiede 40 milioni, troppi per me, ma almeno l'ingaggio è decisamente abbordabile, anche Panichelli dello Strasburgo era papabile, ma l'infortunio al legamento crociato riportato con l’Albiceleste, lo mette fuori dal mercato, difficile l'ipotesi Kean in virtù della clausola rescissoria di 62 milioni e comunque non lo cambierei per Gimenez e conguaglio. 

lunedì 30 marzo 2026

L’Italia può anche andare ai mondiali, ma per fare cosa?

 

Ha ragione Abodi quando dice: "Il nostro posto è ai Mondiali”, ma ai mondiali si va per merito e non per blasone, per andare al mondiale ci si deve preparare, bisogna programmare, fare le scelte necessarie e tra queste fare le riforme, possibilmente è vero che gli azzurri in Gattuso hanno la guida migliore come si dice, ma dobbiamo renderci conto che il nostro livello tecnico è precipitato, dei tre cicli per andare ai mondiali, questo mi è sembrato il peggiore, rabbrividisco al pensiero che stiamo puntando tutto su ex giocatori, o calciatori che non sono mai stati dei fuori classe.

Il nostro vero avversario sono i nostri limiti tecnici e dirigenziali, mi sembra tutto improvvisato, il Brasile è andato dietro ad Ancelotti per due anni, noi in due giorni passiamo da Spalletti a Gattuso, ma non è nemmeno quello, è l’organizzazione della base che non funziona, le uniche motivazioni sono i soldi, noi dobbiamo scegliere uno staff di tecnici: prima squadra, Under 21, Under 20 e così via, che lavorano nei centri federali e che lavorano per anni insieme ad un progetto e a proposito devo dire, che la Nazionale non mi è piaciuta e tanto meno mi sono piaciuti Kean e Retequi.

Non è per colpevolizzarli, perché fanno del loro meglio e non abbiamo di meglio, ma perché le due migliori punte italiane, non sono di livello internazionale e sicuramente non le considero, le grandi punte che ha bisogno il Milan per tornare grande, al Milan ci possono stare, ma per completare la rosa, poi sui rimpianti per lo scudetto da parte del Milan, sono d’accordo che abbiamo perso troppi punti in casa con le piccole, il ritardo sul cambio modulo e il non dare importanza al giocare a calcio.

Allegri mi fa arrabbiare, perché il Milan può giocare bene, è una squadra che ha calciatori che lo sanno fare e che il 4-3-3 mette tutti al loro posto, il terzino destro lo può fare Athekame o Saelemaekers, con Bartesaghi a sinistra, oppure Saelemaekers può essere messo alto e terzino può giocare De Winter, tanto il centrocampo resta sempre a 3, con Fofana, Modric e Rabiot, perché senza alcun dubbio, il Milan gioca meglio col 4-3-3 e poi bisogna lavorare sul giocare a calcio, che è una cosa su cui difettiamo.

La stagione sta entrando nel vivo, ma anche il mercato, tanto che già qualche nome starebbe cominciando a circolare, specialmente per il nuovo numero 9, ma nelle ultime ore si sta pensando anche alla fascia destra, segno che possibilmente si sta accarezzando veramente l’idea di passare al 4-3-3 la prossima stagione e il nome che si sta facendo è quello di Norton-Cuffy del Genoa, 22enne inglese, stabilmente nelle rotazioni dell'U20, uno dei terzini più interessanti di tutta la Serie A e su di lui c’è l’attenzione anche di altre grandi squadre italiane come la Juventus.

Il Milan deve pensare a finire al meglio questa stagione e qualunque sia il risultato finale, deve già pensare alla prossima stagione, con un mercato che qualificazione in Champions o no, comunque gli permetterebbe di tornare a giocare in Europa e in qualche modo di rimpinguare le casse, per potere fare un mercato obbligatoriamente importante, con almeno due operazioni di livello per rinforzare il centrocampo e l’attacco.

Goretzka e Bernardo Silva: il portoghese 32enne, può giocare da centrocampista o da attaccante,  entrambi sono in scadenza a Giugno, ma a quanto pare, la Juventus ha deciso di tornare a spendere e se non proprio in cartellini, almeno in ingaggi, così, Levandowschi, Goretzka e Bernardo Silva, sono sulla lista di Comolli, oltre a Vlahovic e Kessie, Gila lo prende l’Inter per sostituire Bastoni e il Milan non potendo e non volendo partecipare ad aste, si acconterà di quello che lasciano gli altri.

Intanto come da trazione, Furlani continua a investire sui giovani, fregandosene di condividere gli acquisti con Allegri, il primo colpo è Kostic, classe 2007, che ha segnato 10 gol nel campionato serbo in 27 presenze e andrà a rinforzare la batteria di attaccanti del Milan Futuro, come inizio di calcio mercato non c’è male, Kostic arriva dal Partizan di Belgrado a titolo definitivo.

Il centravanti era seguito da tempo e per il cartellino il Milan pagherà tre milioni, sta già svolgendo le visite mediche, può giocare da prima o seconda punta, è più fisico di Camarda e quindi si suppone che possano giocare insieme in futuro, ha già esordito anche con la nazionale maggiore, due presenze con il CT Mirko Vucinic, Kostic si unirà inizialmente al Milan Futuro, dove si uniranno il classe 2009 Petrone e il classe 2007 Castiello.

Per l’attacco invece si è costretti a quanto pare a pensare a Retegui e Castro, perché sembrerebbe difficile arrivare a Kean, i due colpi principali dovranno essere: un forte difensore centrale e un attaccante da 20 gol, è chiaro che molto dipenderà anche dal budget a disposizione e dalla qualificazione in Champions, che è indispensabile, cifra da aggiungere ai 30 milioni dei riscatti di Pobega, Jimenez e Morata, altri soldi potrebbero arrivare da quegli eventuali riscatti di Colombo, Chukwueze, Terracciano, Musah, Bennacer e alla possibile cessioni di Nkunku e Leao.

mercoledì 25 marzo 2026

Allegri riflette sul cambio modulo?

 

A mio avviso si, non starà pensando esclusivamente al 4-3-3, ma anche ad altre opzioni, ribadisco che con il 4-3-3 praticamente già collaudato, andremmo sul sicuro, Saelemaekers potrebbe fare l’esterno destro, alternandosi con Athekame e portando anche maggiore sicurezza difensiva, il centravanti può farlo Gimenez o Fullkrug a seconda delle gare, a sinistra Leao e a destra Pulisic, con Nkunku pronto a subentrare ai due esterni, una soluzione che a mio avviso potrebbe davvero svoltare la stagione.

A Casa Milan, c’è stato un primo summit programmatico, chiaramente in vista del prossimo calciomercato estivo, c’erano Allegri, Tare, Ibrahimovic e Furlani, Cardinale si era fatto vedere la settimana prima, ha dato le sue direttive, ha rilasciato delle dichiarazioni discutibili e ha lasciato la governance a decidere, che ha messo sul tavolo le loro idee e a quanto pare, si dovrebbe ripartire da Allegri e Tare e sui temi generali, sembra ci sia stato unità d’intenti.

Come la necessità di inserire giocatori pronti e importanti per reggere il doppio impegno, con la qualificazione alla prossima Champions sempre più vicina, i ruoli da migliorare e anche la possibilità di inserire dei profili giovani, come completamento di prospettiva della squadra e con l’unione d’intenti, anche quella della comunicazione e sulle indicazioni da parte dell’allenatore, che a me non piace, però oggi Allegri è l’unico allenatore in grado di poter dare una continuità credibile al progetto e accettare le intromissioni di Furlani.

Si è parlato di prospettive, budget, idee dei dirigenti e dell'allenatore su come rinforzare la squadra, ci saranno più risorse a disposizione e sarà d'obbligo allungare oltre che rafforzare la rosa, visto che ci saranno più partite da giocare, serve un mix con giovani di prospettiva e giocatori di spessore e di esperienza, pronti per la Champions, l'intensione è quella di fare quattro o cinque nuovi innesti, oltre sostituire chi parte e le scelte dipenderanno anche da come vuole giocare Allegri il prossimo anno, se andrà avanti con il 3-5-2 o passerà al 4-3-3, come aveva annunciato quest’estate.

I nomi a quanto pare sono quelli circolati ultimamente, il primo obiettivo sarà prendere un grande centravanti, uno che possa assicurare 25 gol e il nome su cui sembra ci si sia fermati è Retegui, visto che qualche giorno fa, c’è stato un incontro tra Tare e il suo agente, ma non è l'unico profilo, poi servirà un difensore centrale e Gila è l’obiettivo, anche se Allegri spinge per avere Gatti, si cerca poi un mancino da alternare a Bartesaghi e in mezzo al campo, molto dipenderà da cosa deciderà di fare Modric, anche se l'idea sarebbe comunque di inserire una mezzala destra di grande esperienza come Goretzka.

Serve un giocatore già pronto all'uso e per questo Allegri e il DS Tare hanno già individuato una rosa ristretta di centrocampisti che potrebbero fare a caso del Milan, un nome caldo è quello di Goretza, che a fine stagione si libera a zero dal Bayern Monaco, il tedesco potrebbe giocare insieme al francese, poi il centrocampo potrebbe essere completato con il giovane trequartista greco Karetsas del Genk.

In rosa ci sarebbero già due giocatori che potrebbero sostituire Modric e Rabiot, cioè Jashari e Ricci, che ancora non sono ancora al livello Champions e devono ancora crescere tanto, in attacco, oltre ad un grande numero 9, bisognerà capire chi resterà e quale modulo sceglierà l’allenatore, se avrà il coraggio di cambiare, perché il 3-5-2 ormai appare scontato nei movimenti, nei meccanismi e nelle idee, con il 4-3-3 avremmo una squadra più pericolosa e più divertente.

Sarà un’estate decisiva, la squadra va assolutamente rinforzata, perché che l’anno prossimo, ci siano o no tre competizioni sarà complicato lo stesso gestire le risorse, la rosa dovrà passare da 19 giocatori di movimento ad almeno 23/24 elementi, di qualità e con una certa esperienza, per ridurre il gap con le altre big italiane, Fullkrug difficilmente sarà confermato e uno tra Nkunku e Leao potrebbe partire.

Sul fronte rinnovi Leao è in scadenza nel 2028, si stava parlando di un suo possibile prolungamento, ma al momento il rinnovo è in stand-by, adesso il portoghese è cedibile e il futuro rimane quindi da valutare, come sappiamo il Milan sarebbe già al lavoro in vista della prossima stagione per rinforzare la rosa, da questo summit prende quota il nome di Castro, giovane attaccante del Bologna in ottica del nuovo centravanti per la prossima stagione, l’argentino classe 2004 piace personalmente all’allenatore, ma la valutazione del Bologna però è alta.

Castro potrebbe avere senso per questo Milan, perché è giovane, conosce già la Serie A e ha numeri che cominciano ad essere importanti, in questa stagione ha segnato 7 gol in Serie A, 2 gol in 10 presenze in Europa League e 2 reti in Coppa Italia, è un centravanti moderno, ma non è ancora un finalizzatore "chirurgico" da area di rigore, che è quello di cui il Milan ha più bisogno, è in grado di attaccare la porta, destreggiarsi nel gioco aereo, legare la manovra e partecipare anche alla fase difensiva, ha mobilità, aggressività, spirito di battaglia e una naturale tendenza a cucire il gioco con i compagni. 

Deve ancora crescere, ecco perché il Milan deve comunque prendere un altro attaccante di livello e di esperienza e perché in avanti bisogna pure sfoltire (Leao e Nkunku), Castro starebbe bene nel 3-5-2 come seconda punta di movimento o anche nel 4-3-3 come centravanti, risultando un profilo interessante e funzionale, ma a oggi non c’è una trattativa concreta. 

martedì 24 marzo 2026

Champions a 79 punti, ne mancano ancora 16

 

Contro il Torino, una vittoria ottenuta con una prestazione che ha lasciato tanti dubbi, sia nel primo tempo che nella gestione del 3 a 1, va detto che la partita l'ha riaperta un rigore per una presunta manata di Pavlovic su Simeone, che Vlasic ha trasformato nei minuti finali, a giustificazione, si vuole dire che fosse molto simile a quello di Gimenez con la Fiorentina, ma molto simile è un conto, uguale è un altro, su Gimenez c’è una trattenuta, se pur leggera, poi interrotta e non gli ha permesso di arrivare sulla palla, qui è diverso.

Probabilmente la soglia di intervento del VAR è cambiata negli ultimi mesi, perché fino a qualche mese fa, sarebbe rimasta una decisione di campo, ormai non si capisce più nulla sulla soglia di intervento del VAR, che deve avvenire solo in presenza di un errore chiaro ed evidente, con immagini altrettanto chiare ed evidenti, in quelle che si vedono, c’è Simeone che arriva da dietro, ma non c’è una sola immagine che dimostri in modo inequivocabile, il contatto tra la mano di Pavlovic ed il viso di Simeone, si intuisce, ma non si cogliere l’intensità e non si vede neanche la carezza di Pavlovic sulla faccia di Simeone frontalmente, una carezza e non una manata, un movimento probabilmente anche involontario oltre che molto leggero.

Tutte le immagini mostrate dal VAR, devono apparire anche in TV perché tutti possano vedere, quindi la decisione di dare o non dare rigore, è legato all’interpretazione soggettiva dei VAR su ogni singolo episodio, più che dalle linee guida tecniche ben precise e se fosse stata simulazione di Simeone? Il VAR sarebbe intervenuto per fare annullare un rigore concesso dall’arbitro in campo? Non si sarebbe potuto cogliere l’intensità e allora?

Torniamo al calcio giocato, buono l'ingresso di Athekame, che con la sua energia ha cambiato la partita e ha dimostrato che può essere una risorsa interessante per il futuro, mentre Saelemarkers non sta attraversando un grande momento, come non sta attraversando un grande momento l’attacco del Milan, che dei 3 gol segnati, nessuno è stato fatto da un attaccante, veramente per l’attacco non si tratta di un memento, si tratta di una brutta stagione.

Comunque, dopo 30 giornate di campionato il Milan ha 63 punti, gli stessi conquistati l'anno scorso in tutto il campionato, quindi sotto questo aspetto l’operazione Allegri è riuscita, anche se dobbiamo dire con tante critiche, tanti, troppi punti persi nel corso della stagione, che oggi renderebbero ancora migliore il lavoro di Allegri e al Milan, ci sarebbero meno rimpianti, perché è vero che non siamo partiti per vincere lo scudetto, però è pure vero che non abbiamo ancora in tasca il quarto posto.

Qui scatta il secondo dato del campionato, quello del rendimento del Milan sempre sofferente e imbarazzante nel primo tempo, quindi c’è voluta molta fatica, il Milan ha speso tanto, per arrivare a questi punti, Allegri è stato bravo a trovare la quadra subito all’inizio, ma poi è rimasto quello e invece si doveva evolvere durante la stagione, avere una manovra degna della seconda in classifica, qualcosa va meglio quando il Milan cambia in campo il sistema di gioco, con la difesa a quattro ha un altro tipo di proposta e realizza dei gol ben costruiti. 

Con questo modulo, in questo momento e con questa formazione, il Milan fa molto meglio con il 4-3-3 e non capisco perché non viene preso definitivamente in considerazione, io non mi soffermerei sul pareggio dell’Inter contro la Fiorentina, ha riacceso le speranze di scudetto di Milan e Napoli, ma la vedo molto complicata, perché l’Inter con sei punti di vantaggio, può permettersi di sbagliare ancora qualche partita e non mi sembra in tracollo, piuttosto è difficilissimo che il Milan le vinca tutte.

Ma il punto cruciale tra Milan e Napoli, è la possibilità di assicurarsi un posto in Champions e alla ripresa ci sarà un Napoli-Milan ,che in caso di vittoria dei partenopei, al netto del risultato dell’Inter contro la Roma, potrebbe portare i rossoneri a soli 6 punti di vantaggio sulla Juventus quinta e con lo scontro diretto da giocare, ecco il perché del mio auspicato del passaggio al 4-3-3, che per me fa ben sperare per l’immediato futuro, so che Allegri non farà mai calcio champagne, ma una squadra più aggressiva e più votata a prendere in mano le partite con un altro piglio mentale, quello adesso è d’obbligo.

Un Milan che aggredisca l’avversario e non rinculi a salvaguardia del risultato striminzito, con una trasmissione veloce, con movimenti fatti nei tempi giusti, al costo di sacrificare qualcuno in difesa (Tomori) e qualcuno in avanti, Saelemarkers o Leao, per me, il 4-3-3 può essere la chiave giusta per il rush finale e/o magari, può essere il modo per far tornare in auge Leao e visto che ne beneficia anche il resto della squadra, allora c’è ragione di fare il cambiamento.

Leao da prima punta non si trova, non rende, non è il suo ruolo, mentre largo sulla fascia potrebbe rendere al meglio, è un Milan in continua evoluzione fisica, ma non tattico, ha ritrovato ritmo e serenità, ora la svolta è sul cambio modulo, basta difesa a tre, basta 3-5-2, questa squadra è nata per giocare offensiva e farlo con tre giocatori di qualità là davanti, non è un caso che il Milan produca più gol e gioco, quando l’assetto tattico è il 4-3-3, la stagione del Milan dall’inizio è cambiata, così come è cambiato il rendimento dei suoi giocatori.

lunedì 23 marzo 2026

Allegri rimescola le carte a inizio ripresa.

 

Pensavo che stavolta, avesse abbandonato ogni remora e specialmente con il fatto che non c’era Leao e giocava Fullkrug dal primo minuto, fosse passato al 4-3-3, non so bene se le sue scelte tattiche sono condizionate da Furlani, ma nel secondo tempo contro il Torino, si è visto che oramai Allegri deve partire dal 4-3-3, che è quel qualcosa di nuovo, per dare l’energia alla squadra, per questo finale di campionato.

Nel secondo tempo, quando il Milan è passato al 4-3-3 e con l’innesto non indifferente di Athekame, che ha confermato il suo momento di crescita, ha cambiando di fatto la partita, con il passaggio al 4-3-3, ha avuto un ottimo impatto, ha fornito l’assist per il gol di Rabiot e ha aperto le maglie granata, i rossoneri sono passati di nuovo in vantaggio, ma soprattutto hanno ripreso a giocare a calcio, dopo un primo tempo al limite della depressione e con due sole conclusioni in porta dopo 35 minuti senza mai tirare.

La squadra schierata col 4-3-3 è riuscita ad avere finalmente una manovra offensiva fluida e continua, è tornata ad annaspare quando è uscito Fullkrug e abbiamo perso il riferimento in avanti su cui appoggiarci, l’uomo che può anticipare il movimento dei difensori, che può fare a sportellate, che può fare salire la squadra, Nkunku si è mosso tanto rispetto al tedesco, ma non gioca come riferimento avanzato, ci sono giocatori che fanno un po’ più di fatica ad entrare in partita, specialmente se hai un fisico possente e non giochi con continuità.

Poi Fullkrug ha fatto un bel secondo tempo, anche perché la squadra ha giocato meglio, con Fullkrug c’è la possibilità di mettere più palloni in area, perché con il tedesco si riempie l’area, con questo non voglio obbligare la società a riscattare Fullkrug o a tenere Nkunku, è tornato Gimenez  ed è rientrato bene dopo oltre quattro mesi di stop, ha fatto il lavoro di Füllkrug, quello di venire in appoggio della squadra, con qualità diverse, ma due cose sono importanti, il 4-3-3 definitivo e Leao alto a sinistra finché c’è.

Dopo un primo tempo decisamente brutto, la squadra si è accesa nel secondo tempo con il passaggio al 4-3-3, era importantissimo ripartire dopo la sconfitta con la Lazio e il Milan lo ha fatto con un secondo tempo di personalità, dimostrando che il Milan non è in crisi, ma è in una fase di abitudine, testimoniata dalle prestazioni in calando di Tomori, anche stavolta ha giocato un primo tempo di grande difficoltà, poi con il passaggio al 4-3-3 è uscito fuori e Saelemaekers, ha giocato meglio nel 4-3-3 e ha regalato una presenza diversa in campo.

Sul 3 a 1 sembrava che la partita fosse in pieno controllo, invece poi il Milan è diventato prevedibile, ha abbassato la concentrazione, i giocatori hanno perso la velocità dell'azione, tornando ad avere le difficoltà del primo tempo, i giocatori hanno giocato poco e hanno subito il clima partita, ma devono imparare a gestire anche la pressione della classifica, con il Napoli che è pronto a scavalcarli, Rabiot fa la differenza e senza di lui è un Milan completamente diverso, nel gol del Torino ci mette qualche secondo di troppo a tornare, ma segna il gol del 2 a 1 e nel finale chiude tutto.

Il Milan soffre anche contro il Torino, ma vince, una vittoria che gli permette di tornare al secondo posto e nel primo tempo fatica a trovare gli spazi ed è poco incisivo, il Torino è più in palla, più coraggioso, i rossoneri passano al 37esimo con un vero eurogol di Pavlovic, gol da applausi e gol numero 4 per lui in questa stagione e una prestazione di totale livello, il Milan però è schiacciato dal Torino che alla fine pareggia, nel secondo tempo con il nuovo modulo, il Milan schiaccia il Torino nella sua metà campo e segna 2 reti in 2 minuti.

Rabiot al 54' riporta avanti i rossoneri e un minuto dopo arriva il tris con Fofana, il francese come tutta la squadra, nel primo tempo ci capisce poco, poi, con il passaggio al 4-3-3, anche lui alza il livello della sua prestazione, tanto che è dilagante nel secondo tempo, il Milan di fatto sembra in pieno controllo, torna in campo Gimenez ed entra pure Ricci, che entra bene in partita e si fa vedere sia in difesa, che in attacco, con un paio di sgroppate verso la porta di Paleari e sfiora pure il 4 a 1.

Dal potenziale 4 a 1, il VAR però riapre la partita, l’arbitro viene richiamato al monitor per un intervento di Pavlovic su Simeone, che non si capisce se col braccio colpisce l’attaccante granata, o più vero similmente, Simeone che viene leggermente trattenuto, si lascia cadere chiedendo la massima punizione, sembrerebbe un contatto di gioco, dove il var non può intervenire, ma i protocolli si cambiano a piacimento e l'arbitro decide di punire l'intervento con il rigore, al 83esimo il Torino rimette in piedi la partita e dopo tanta sofferenza, il Milan porta a casa 3 punti preziosissimi, di vitale importanza per la Champions League.

sabato 21 marzo 2026

Adesso speriamo che il Milan l'anno prossimo tornerà a giocare in Champions League.

È l’obiettivo dichiarato da Allegri e dalla società, alla fine questa poteva essere una stagione, che avrebbe potuto regalare soddisfazioni più grandi e invece potrebbe rischiare, se si continua a fare qualche passo falso, di doversi accontentare dell’Europa minore, comunque, se dagli errori si impara, la società, coppe o no, deve rinforzare la rosa in vista della prossima stagione, numericamente e qualitativamente.

Che la prossima stagione, ci siano maggiori impegni stagionali da affrontare o no, questa squadra ha bisogno di forza, esperienza e qualità in mediana, l’ideale sarebbe il ritorno di Tonali a fare coppia con Rabiot, ma costa tanto e a quanto pare, l'obiettivo numero uno è stato individuato in Goretzka, considerato uno dei migliori centrocampisti della sua generazione, gioca prevalentemente da centrocampista centrale, ma può anche giocare da trequartista e da esterno di centrocampo.

Non credo proprio che Allegri lo farebbe giocare a tutta fascia come sta facendo con Saelemaekers, è dotato di una buona tecnica e di una possente fisicità, tipo Rabiot, che gli permette di essere una certezza sia in fase difensiva che in fase offensiva, 31 anni, in scadenza con il Bayern il prossimo giugno, formerebbe un tridente di tutto rispetto con Modric e Rabiot, ma non si tratta di un'operazione semplice, anche perché stiamo parlando di un giocatore da 18 milioni di euro lordi a stagione, senza considerare la concorrenza della Juventus e di altre squadre.

Il Milan vorrebbe proporre a Goretzka un contratto triennale da 5 milioni più bonus per convincerlo, ma i rossoneri starebbe monitorando anche altri profili, come ad esempio André del Corinthias, classe 2006 e Koné del Sassuolo, che sta disputando un campionato convincente, si partirà dal centrocampo, per poi passare alla difesa, dove serve gente pronta subito per fare il titolare, Kim potrebbe essere una soluzione affidabile, ma il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila della Lazio.

Il giocatore è stato portato alla Lazio da Tare e va in scadenza nel giugno 2027, questo dovrebbe abbassare la sua valutazione di 25 milioni per il suo cartellino, ma anche qua c’è la concorrenza dell’Inter e di altri club, infine si passerà a rinforzare l’attacco, dove bisognerà prendere il centravanti definitivo, senza più prove o altro e Retegui adesso è quello più conforme alle esigenze del Milan.

L’Arabia non è un campionato per lui, qualche soldino in più se l'è guadagnato e il Milan spera di riportarlo in Italia, garantendogli cinque o sei milioni, non di più, Retequi conosce il nostro campionato, è giovane e potrebbe essere il centravanti per i prossimi 5 anni, Vlahovic sembra uscito fuori dai radar e poi Retegui è uno che gioca per la squadra, vediamo comunque se il prossimo anno, la possiamo smettere con l'equivoco tattico.

Un buon passo in avanti, il Milan lo farebbe, se Furlani non partecipasse più alle scelte tecnico-sportive, perché non è il suo mestiere, deve occuparsi di economia, cosa che fa egregiamente, è bravissimo a far quadrare i conti.