Un bravo dirigente, una società che si rispetti, deve coniugare risultati
finanziari e sportivi, invece al Milan si ottengono solo risultati finanziari e
sono tre anni di fallimenti sportivi, è inutile dire che tutti ci aspettiamo
dei cambiamenti al vertice, dopo avere preso finalmente il direttore sportivo e
pagato un allenatore 6 milioni a stagione, per continuare a fallire
sportivamente e avere un Milan dalle tre anime, anche Tare ha sbagliato, due o
tre acquisti e se ne fatti imporre degli altri, se sbaglia anche lui e
l’allenatore, allora è certificato che al Milan c’è un grosso problema.
Il tifoso Milanista che si è rotto le palle e che comunque resta critico e
buongustaio, non le manda a dire e inscena un’altra protesta, firmando una petizione
contro l'AD Furlani e sono già state superate le 30000 firme, a testimonianza
della crescente
insofferenza nei confronti della proprietà, una petizione online, per chiedere un
imminente cambio ai vertici societari, indicando soprattutto Furlani, che con la
sua gestione tecnica-calcistica, rappresenta oggi uno dei principali ostacoli
allo sviluppo sportivo e identitario del Milan, protesta che dovrebbe portare
Cardinale a riflettere.
L’impostazione adottata da Furlani, è rigidamente orientata a logiche
finanziarie, con una sistematica subordinazione dell’area sportiva alle
esigenze di bilancio. Questo approccio, è lontano dal garantire equilibrio, ha
prodotto un progressivo impoverimento della visione competitiva, trasformando
una società storicamente ambiziosa, in una realtà percepita come priva di
direzione sportiva chiara.
Sul piano della leadership, la gestione si distingue per un modello
accentratore, opaco e privo di reale confronto interno. Le decisioni
strategiche risultano spesso calate dall’alto, senza un adeguato coinvolgimento
delle competenze tecniche, generando discontinuità, incoerenza e perdita di
credibilità.
Dal punto di vista comunicativo e relazionale, emerge una figura percepita
come fredda, distante e incapace di rappresentare il club nei momenti chiave.
Questa mancanza di connessione con l’ambiente Milan si traduce in una totale
assenza di empatia verso tifosi e contesto sportivo, aggravando una frattura
ormai evidente tra società e tifosi.
La combinazione di tecnocrazia gestionale, debolezza nella leadership
sportiva e carenza di visione sta contribuendo a un progressivo
ridimensionamento delle ambizioni del Milan, con il rischio concreto di
compromettere competitività, identità e attrattività del club nel medio-lungo
periodo. Alla luce di queste evidenze, la permanenza di Furlani alla guida della
parte sportiva della società, non appare più sostenibile. La sua
gestione è oggi percepita come incompatibile, con le esigenze di rilancio
sportivo e con i valori storici del Milan.
Per questo i tifosi chiedono con fermezza, un immediato cambio ai vertici
societari e le dimissioni dell’attuale Amministratore Delegato, la società
Milan non ha capito l’esigenza dell’area sortiva, ha sbagliato delle scelte e
adesso è il momento di tirare una riga, c’è paura nella squadra e nei tifosi e i precedenti
sono disastrosi, con il clima che si è creato, si va fuori ancora una volta
dalla Champions, che non rappresenterebbe solo il presente, ma anche e
soprattutto, il futuro del Milan.
Se si centrasse l’obiettivo della stagione, allora si potrebbero aprire
scenari di un certo livello, non esaltanti chiaramente, ma ci si avvierebbe
sulla strada del grande ritorno sportivo, sempre ammesso che si faccia
chiarezza, in caso invece restassimo ancora una volta fuori, come è possibile,
sarebbe l’ennesimo fallimento e l’ennesima rivoluzione, che per me comunque
appare inevitabile, la tifoseria è ancora una volta delusa, dopo che il Milan,
sempre senza giocare a calcio, è stato secondo in
classifica e addirittura primo, mettendo adesso in serio dubbio la
partecipazione alla Champions.
Non c’è mai stato gioco, ma ora la squadra che è o forse era a pochi punti dall’obiettivo, non può arrivare con affanno e con una condizione fisica indecente, con un rendimento pari a zero e un attacco che è un vero disastro, la società ha completato il suo peccato originale a gennaio, dicendo come sempre che non c’erano soldi e non hanno rinforzato la squadra, per raggiungere quella Champions, che sarebbe stato un traguardo alla portata.
Invece la sensazione è che da questo clima di
depressione, di grandissima confusione della società, non possa venire fuori niente di buono, in questa ricerca
disperata della qualificazione alla prossima Champions League,
basterebbero sei punti nelle prossime tre partite, ma l’ambiente è di
nuovo in subbuglio, c’è un’enorme insofferenza
verso Cardinale e il suo prode Furlani, per la cattiva
organizzazione sportiva della società, che con una serie di
decisioni in contrasto l’una con l’altra, non ha ancora rilanciato tecnicamente
il Milan.










