sabato 7 marzo 2026

Allegri ripete: “Tra me e la società c’è sintonia totale”.

 

Tare e Allegri, sostengono che è importante lavorare tutti insieme, di squadra, già nel mercato estivo si è andati un po’ in ordine sparso e poi anche in quello di gennaio, si è andati ognuno per la sua strada, con una importante discriminante, Furlani ha poteri assoluti e alla fine è quello che si impone su tutto e su tutti, i dubbi sono che anche per la prossima stagione, il copione non cambierà.

Marzo è il mese in cui parte la programmazione, i dubbi però a quanto pare si confermano, in estate sembrava si sarebbe risolto il problema dell’assenza di un DS e della gestione egocentrica e incompetente del mercato e non solo, un problema che non si è risolto e che potrebbe condizionare le mosse del prossimo mercato, Furlani e Tare, dovrebbero occuparsi di mercato in maniera diversa e indipendente, il primo si deve occupare della parte economica e il secondo della parte tecnico-tattico.

Questo equivoco deve essere risolto, perché non giova a nessuno in casa Milan, perché le decisioni devono essere prese in un'unica direzione, così come la filosofia e gli obiettivi da perseguire, due modi diversi di gestire la parte tecnica della società, che portano solo caos, anche in quelle che sono le scelte di campo, caos che è stato confermato dagli acquisti di Jashari e Ricci, quando c'era già Modric e in inverno, l’acquisto di Mateta, quando si era già preso Fullkrug, mentre continua a mancare un difensore affidabile. 

È chiaro che non è detto, che Tare voglia fare il mercato estivo alle stesse condizioni ed è chiaro che Allegri si aspetta una squadra intelligentemente rinforzata e pronta per lottare in Serie A e in Champions, una squadra costruita con chiarezza, con criterio e senza contrapposizioni, che non portano a una crescita programmatica della squadra, che in questa stagione è stato evidente a tutti, meno che a Furlani.

Il prossimo mercato dovrà essere costruito nel migliore dei modi, ma c’è da capire, se Allegri sarà accontentato e chi sarà a fare mercato, serve una rosa in grado di poter competere su tutti i fronti, una squadra costruita secondo quelle che sono le esigenze del Milan e dell’allenatore, ma non sembra che sarà così, al momento lo stanno facendo Furlani, Moncada e Busardò.

Dell'operazione André, al di là del solito pasticcio, Tare e Allegri non sapevano niente, così come non sapevano niente di Cissè e Mateta, cose che al Milan sono oramai prassi, non si può pensare di avere costruito una grande squadra e che il prossimo anno potrà ripetersi, il rischio concreto è che il Milan, con questa proposta modesta, come quella del Napoli dello scorso anno, si trasforma il prossimo anno in una stagione faticosa anche l'anno prossimo, il Milan quest’anno ha dato tutto e ora continua a fare passi indietro, anche perché Allegri questo è e non potrà aggiungere niente di più.

Allegri questo è e questo sarà anche il prossimo anno, non farà peggio e non farà meglio, il Milan così non tornerà mai la terza sorella (Inter, Juventus e Milan), ad Allegri se gli dai la squadra più forte ti vince il campionato, ma se è leggermente inferiore, non ha una proposta di gioco migliore, che gli permetta di colmare il gap, in vista di una eventuale Champions, si devono fare operazioni da Champions e non di marketing.

Bisogna ascoltare il tecnico, che poi gli acquisti li deve mettere in campo lui e fare lavorare Tare in pace e senza condizionamenti, Tare nonostante tutto ha fatto un buon lavoro, ha portato Modric e ha fatto delle cessioni vantaggiose, sul piano della comunicazione non ha sbagliato una virgola, che di mercato se ne debbano occupare: Furlani, Moncada e Busardò, è una situazione che è insostenibile per il Milan. 

Il Milan non deve continuare ad avere due anime, all’interno dell’area tecnica, ma neanche il solo Furlani al comando, sembra che i ricorsi storici stiano per ripetersi, Tare come Maldini è indigesto a Furlani e farà quanto prima la stessa fine e Allegri che come Pioli, non vuole abbandonare la sua confort zone e sarà tentato dalla promozione da allenatore a manager.

Allegri come fu qualche anno fa per Pioli, vuole restare al Milan e vuole avere più voce in capitolo sul mercato, alla fine accetterà questo compromesso, ma come è successo quest’anno a Tare e prima a Pioli, poi non toccherà palla, Furlani ripetere il presuntuoso errore che ha commesso dopo lo scudetto, quest'anno il Milan è tornato a competere per prime posizioni e gran parte del merito è di Allegri.

Siccome gli acquisti li ha gestiti Furlani e Tare è rimasto a guardare, l’AD del Milan si divide il merito con l’allenatore e crede fermamente che si può fare a meno del DS, come ha fatto con Maldini e Pioli dopo lo scudetto, il tecnico livornese ha ridato ai giocatori senso di appartenenza, disciplina e consapevolezza dei propri mezzi.

Allegri vuole proseguire la sua avventura sulla panchina del Milan, ma sa bene che servirà fare molto sul mercato estivo, soprattutto se il Milan dovesse tornare in Champions e giocando ogni tre giorni, sarà fondamentale allargare la rosa, anche con elementi di esperienza che sappiano fare subito la differenza e trascinare i compagni, anche quelli più giovani, come hanno fatto Rabiot e Modric quest'anno, le ultime due campagne acquisti non lo hanno soddisfatto e per questo, pur nel rispetto dei ruoli, ha il desiderio di avere più voce in capitolo nella creazione della squadra, che succederà?

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