Tare e Allegri, sostengono che è importante lavorare tutti insieme, di squadra,
già nel mercato estivo si è andati un po’ in ordine sparso e poi anche in
quello di gennaio, si è andati ognuno per la sua strada, con una importante
discriminante, Furlani ha poteri assoluti e alla fine è quello che si impone su
tutto e su tutti, i dubbi sono che anche per la prossima stagione, il copione
non cambierà.
Marzo è il mese in cui parte la programmazione, i dubbi però a quanto pare
si confermano, in estate sembrava si sarebbe risolto il problema dell’assenza
di un DS e della gestione egocentrica e incompetente del mercato e non solo, un
problema che non si è risolto e che potrebbe condizionare le mosse del prossimo
mercato, Furlani e Tare, dovrebbero occuparsi di mercato in maniera diversa e indipendente,
il primo si deve occupare della parte economica e il secondo della parte
tecnico-tattico.
Questo equivoco deve essere risolto, perché non giova a nessuno in casa
Milan, perché le decisioni devono essere prese in un'unica direzione, così come
la filosofia e gli obiettivi da perseguire, due modi diversi di gestire la
parte tecnica della società, che portano solo caos, anche in quelle che sono le
scelte di campo, caos che è stato confermato dagli acquisti di Jashari e Ricci,
quando c'era già Modric e in inverno, l’acquisto di Mateta, quando si era già
preso Fullkrug, mentre continua a mancare un difensore affidabile.
È chiaro che non è detto, che Tare voglia fare il mercato estivo alle
stesse condizioni ed è chiaro che Allegri si aspetta una squadra intelligentemente
rinforzata e pronta per lottare in Serie A e in Champions, una squadra
costruita con chiarezza, con criterio e senza contrapposizioni, che non portano
a una crescita programmatica della squadra, che in questa stagione è stato evidente
a tutti, meno che a Furlani.
Il prossimo mercato dovrà essere costruito nel migliore dei modi, ma c’è da
capire, se Allegri sarà accontentato e chi sarà a fare mercato, serve una rosa
in grado di poter competere su tutti i fronti, una squadra costruita secondo
quelle che sono le esigenze del Milan e dell’allenatore, ma non sembra che sarà
così, al momento lo stanno facendo Furlani, Moncada e Busardò.
Dell'operazione André, al di là del solito pasticcio, Tare e
Allegri non sapevano niente, così come non sapevano niente di Cissè e Mateta, cose che al
Milan sono oramai prassi, non si può pensare di avere costruito una grande
squadra e che il prossimo anno potrà ripetersi, il rischio concreto è che il
Milan, con questa proposta modesta, come quella del Napoli dello scorso anno,
si trasforma il prossimo anno in una stagione faticosa anche l'anno prossimo, il
Milan quest’anno ha dato tutto e ora continua a fare passi indietro, anche
perché Allegri questo è e non potrà aggiungere niente di più.
Allegri questo è e questo sarà anche il prossimo anno, non farà peggio e
non farà meglio, il Milan così non tornerà mai la terza sorella (Inter,
Juventus e Milan), ad Allegri se gli dai la squadra più forte ti vince il
campionato, ma se è leggermente inferiore, non ha una proposta di gioco
migliore, che gli permetta di colmare il gap, in vista di una eventuale
Champions, si devono fare operazioni da Champions e non di marketing.
Bisogna ascoltare il tecnico, che poi gli acquisti li deve mettere in campo lui e fare lavorare Tare in pace e senza condizionamenti, Tare nonostante tutto ha fatto un buon lavoro, ha portato Modric e ha fatto delle cessioni vantaggiose, sul piano della comunicazione non ha sbagliato una virgola, che di mercato se ne debbano occupare: Furlani, Moncada e Busardò, è una situazione che è insostenibile per il Milan.
Il Milan non deve continuare ad avere due anime, all’interno dell’area tecnica,
ma neanche il solo Furlani al comando, sembra che i ricorsi storici stiano per ripetersi,
Tare come Maldini è indigesto a Furlani e farà quanto prima la stessa fine e
Allegri che come Pioli, non vuole abbandonare la sua confort zone e sarà
tentato dalla promozione da allenatore a manager.
Allegri come fu qualche anno fa per Pioli, vuole restare al Milan e vuole avere
più voce in capitolo sul mercato, alla fine accetterà questo compromesso, ma
come è successo quest’anno a Tare e prima a Pioli, poi non toccherà palla,
Furlani ripetere il presuntuoso errore che ha commesso dopo lo scudetto, quest'anno
il Milan è tornato a competere per prime posizioni e gran parte del
merito è di Allegri.
Siccome gli acquisti li ha gestiti Furlani e Tare è rimasto a guardare, l’AD
del Milan si divide il merito con l’allenatore e crede fermamente che si può
fare a meno del DS, come ha fatto con Maldini e Pioli dopo lo scudetto, il
tecnico livornese ha ridato ai giocatori senso di appartenenza, disciplina e
consapevolezza dei propri mezzi.
Allegri vuole proseguire la sua avventura sulla panchina del Milan, ma sa
bene che servirà fare molto sul mercato estivo, soprattutto se il Milan
dovesse tornare in Champions e giocando ogni tre giorni, sarà fondamentale
allargare la rosa, anche con elementi di esperienza che sappiano fare subito la
differenza e trascinare i compagni, anche quelli più giovani, come hanno
fatto Rabiot e Modric quest'anno, le ultime due campagne
acquisti non lo hanno soddisfatto e per questo, pur nel rispetto dei
ruoli, ha il desiderio di avere più voce in capitolo nella creazione della
squadra, che succederà?


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