sabato 9 maggio 2026

Tutti colpevoli tranne che uno: i tifosi.

 

Un bravo dirigente, una società che si rispetti, deve coniugare risultati finanziari e sportivi, invece al Milan si ottengono solo risultati finanziari e sono tre anni di fallimenti sportivi, è inutile dire che tutti ci aspettiamo dei cambiamenti al vertice, dopo avere preso finalmente il direttore sportivo e pagato un allenatore 6 milioni a stagione, per continuare a fallire sportivamente e avere un Milan dalle tre anime, anche Tare ha sbagliato, due o tre acquisti e se ne fatti imporre degli altri, se sbaglia anche lui e l’allenatore, allora è certificato che al Milan c’è un grosso problema.

Il tifoso Milanista che si è rotto le palle e che comunque resta critico e buongustaio, non le manda a dire e inscena un’altra protesta, firmando una petizione contro l'AD Furlani e sono già state superate le 30000 firme, a testimonianza della crescente insofferenza nei confronti della proprietà, una petizione online, per chiedere un imminente cambio ai vertici societari, indicando soprattutto Furlani, che con la sua gestione tecnica-calcistica, rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del Milan, protesta che dovrebbe portare Cardinale a riflettere.

L’impostazione adottata da Furlani, è rigidamente orientata a logiche finanziarie, con una sistematica subordinazione dell’area sportiva alle esigenze di bilancio. Questo approccio, è lontano dal garantire equilibrio, ha prodotto un progressivo impoverimento della visione competitiva, trasformando una società storicamente ambiziosa, in una realtà percepita come priva di direzione sportiva chiara.

Sul piano della leadership, la gestione si distingue per un modello accentratore, opaco e privo di reale confronto interno. Le decisioni strategiche risultano spesso calate dall’alto, senza un adeguato coinvolgimento delle competenze tecniche, generando discontinuità, incoerenza e perdita di credibilità.

Dal punto di vista comunicativo e relazionale, emerge una figura percepita come fredda, distante e incapace di rappresentare il club nei momenti chiave. Questa mancanza di connessione con l’ambiente Milan si traduce in una totale assenza di empatia verso tifosi e contesto sportivo, aggravando una frattura ormai evidente tra società e tifosi.

La combinazione di tecnocrazia gestionale, debolezza nella leadership sportiva e carenza di visione sta contribuendo a un progressivo ridimensionamento delle ambizioni del Milan, con il rischio concreto di compromettere competitività, identità e attrattività del club nel medio-lungo periodo. Alla luce di queste evidenze, la permanenza di Furlani alla guida della parte sportiva della società, non appare più sostenibile. La sua gestione è oggi percepita come incompatibile, con le esigenze di rilancio sportivo e con i valori storici del Milan.

Per questo i tifosi chiedono con fermezza, un immediato cambio ai vertici societari e le dimissioni dell’attuale Amministratore Delegato, la società Milan non ha capito l’esigenza dell’area sortiva, ha sbagliato delle scelte e adesso è il momento di tirare una riga, c’è paura nella squadra e nei tifosi e i precedenti sono disastrosi, con il clima che si è creato, si va fuori ancora una volta dalla Champions, che non rappresenterebbe solo il presente, ma anche e soprattutto, il futuro del Milan.

Se si centrasse l’obiettivo della stagione, allora si potrebbero aprire scenari di un certo livello, non esaltanti chiaramente, ma ci si avvierebbe sulla strada del grande ritorno sportivo, sempre ammesso che si faccia chiarezza, in caso invece restassimo ancora una volta fuori, come è possibile, sarebbe l’ennesimo fallimento e l’ennesima rivoluzione, che per me comunque appare inevitabile, la tifoseria è ancora una volta delusa, dopo che il Milan, sempre senza giocare a calcio, è stato secondo in classifica e addirittura primo, mettendo adesso in serio dubbio la partecipazione alla Champions. 

Non c’è mai stato gioco, ma ora la squadra che è o forse era a pochi punti dall’obiettivo, non può arrivare con affanno e con una condizione fisica indecente, con un rendimento pari a zero e un attacco che è un vero disastro, la società ha completato il suo peccato originale a gennaio, dicendo come sempre che non c’erano soldi e non hanno rinforzato la squadra, per raggiungere quella Champions, che sarebbe stato un traguardo alla portata.

Invece la sensazione è che da questo clima di depressione, di grandissima confusione della società, non possa venire fuori niente di buono, in questa ricerca disperata della qualificazione alla prossima Champions League, basterebbero sei punti nelle prossime tre partite, ma l’ambiente è di nuovo in subbuglio, c’è un’enorme insofferenza verso Cardinale e il suo prode Furlani, per la cattiva organizzazione sportiva della società, che con una serie di decisioni in contrasto l’una con l’altra, non ha ancora rilanciato tecnicamente il Milan.

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