L’atteggiamento e la prestazione, sono state una
grandissima delusione, il Milan ha fatto una figuraccia enorme, la squadra
mentalmente ha mollato da due mesi e l’allenatore non è stato capace di
stimolare adeguatamente il gruppo, dalla partita contro la Lazio è crollato
tutto e qui un allenatore da 6 milioni l’anno, deve fare qualcosa di più,
almeno nella gestione mentale e dello spogliatoio, un crollo del genere non
è ammissibile, non è un comportamento da Milan.
Il Milan non è stato mai cattivo e adesso non segna, anzi manco tira in
porta, in questo
momento il Milan non c'è e mancano ancora tre partite dalla fine e sei punti
ancora da portare a casa, adesso la classifica inizia a farsi scomoda, la Roma
si è portata a tre punti dai rossoneri, anche se il Milan ha il vantaggio degli
scontri diretti in caso di arrivo a pari punti, ma il Milan non
ha un’anima ed è presuntuoso.
Per tutta questa stagione ci si è aggrappati alle
giocate dei singoli, il Milan gioca un calcio orrendo e in un momento
difficile come adesso, con una squadra che ha poco gioco, poche idee e
soprattutto deve fare ancora tanti punti, le ultime tre sfide diventano
fondamentali per assicurarsi la prossima qualificazione in Champions, il Milan
è una squadra che propone un calcio di una bruttezza sconvolgente, terrificante,
manca la mentalità, il gioco e anche l’obiettivo.
Il risultato fin qui ha coperto tutto, fino alla situazione attuale, che proviene
dalla scelta dell’idea e dallo stile di gioco,
che l’allenatore induce alla squadra, all’atteggiamento propositivo o
attendistico da assumere in campo, dall’atteggiamento speculativo e utilitaristico
a prescindere dal valore dell’avversario, non è il Milan con la mentalità
dominante, al quale siamo stati abituati, una mentalità che è sparita, a favore
di una grande mediocrità.
Il Milan deve riacquistare la mentalità vincente, attraverso la proposta di
gioco, noi abbiamo bisogno di questo per tornare protagonisti e non come in
queste ultime tre giornate, che dobbiamo difendere il terzo posto, il Milan
ha sempre avuto la personalità e dobbiamo tornare ad essere riconoscibili e
vincenti, si dice che Allegri non resterà se rimane Furlani e si parla già delle alternative:
Italiano o Xabi Alonso, sicuramente allenatori propositivi.
Allegri non farebbe un altro anno con Furlani, a me sta bene, ma neanch’io
vorrei fare un altro anno con Furlani, non so quale possa essere il male
minore, se Furlani o Allegri, le dichiarazioni di Maldini fatte qualche anno fa, oggi fanno un certo
effetto, siamo tornati alla disaffezione e alla contestazione, da quando
Maldini è stato liquidato in grande fretta, il Milan è finito in una spirale negativa, in una
dirigenza inadatta.
Il Milan ha smesso di competere per i massimi obiettivi, la squadra è stata
fatta e disfatta ogni anno, distruggendo l’identità e lo zoccolo duro, in
quattro anni si sono susseguiti altrettanti allenatori: Pioli, Fonseca,
Conceiçao e Allegri, speriamo ne arrivi un quinto, ma uno bravo, per quanto
riguarda i giocatori, quest’anno si è visto cosa intendeva Maldini per
“importanti”, Modric e Rabiot, che hanno fatto la differenza, ma che per
Furlani non sono rivendibili, quei vecchi parametri zero, che hanno fatto
grande l’Inter.
Ci sono persone che sono di passaggio in istituzioni come il Milan, nel
mondo dei club di calcio di profilo internazionale, e che non hanno un reale
rispetto della sua identità e della sua storia. Non sono incaricate e non si
muovono per dare una visione per le nuove generazioni di tifosi. Spesso sono
manager che vengono a lavorare in un grande club di grande prestigio e
popolarità anche per migliorare il proprio curriculum e poi andare da un’altra
parte.
Per contro, invece, ci sono persone che hanno a cuore tutte queste cose, molto più a lungo termine e molto più legate agli ideali che il club, nel corso della sua storia, ha insegnato a tanti, sul campo e fuori. Purtroppo, nel calcio professionistico moderno, la popolazione della prima tipologia di persone sta diventando sempre più numerosa. Io credo che bisognerebbe tenersi stretto chi è portatore di ideali e orienta il proprio lavoro per salvaguardarne valori e identità”.


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