venerdì 3 maggio 2019

Segno che al Milan ci credono ancora.


Gattuso nel corso della seduta di giovedì, ha più volte urlato per riprendere i suoi giocatori, la squadra evidentemente si allenava a ritmi bassi e senza tanta voglia, forse come spesso è accaduto nell’ultimo mese e mezzo, forse dopo i continui confronti tra Gattuso e la dirigenza, il tecnico ha deciso di alzare (finalmente) i toni, il ritardo di Bakayoko (non è il primo) è stata poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso ormai colmo.
Per carità, sono situazioni che si verificano in una squadra di calcio, sono cose passeggere e circoscritte, se l’allenatore le gestisce però con autorevolezza, credo, che in questo mese e mezzo la gestione sia stata un po’ più paternalistica, tanto da dovere arrivare al ritiro punito, che non cambierà moltissimo la situazione, la squadra è in difficoltà sotto ogni punto di vista, specialmente dal punto di vista fisico, numerico e mentale.
Alla vigilia del campionato, il Milan era dato come primo inseguitore del quartetto Juventus, Inter, Napoli e Roma, in questo perfetto ordine, il fatto che la Roma come ogni anno è stata costretta a vendere i pezzi migliori (Allison), dava al Milan una valida speranza di potere centrare il quarto posto, che in un certo senso gli avrebbe cambiato la vita e sarebbe stato il famoso miracolo, un po’ come avere vinto il proprio scudetto.
Arrivare quinti o anche sesti, poteva non essere un fallimento, se la Roma si fosse confermata, se non fossero arrivati Piatek e Paquetà e se non fosse stato quarto per tanto tempo e addirittura anche terzo, nei programmi a medio termine del Milan, c’era il quinto posto con speranza sul quarto, il quarto posto serviva per rientrare un po’ dal debito e ingolosire Conte, quindi Gattuso nei programmi non ci sarebbe rimasto a prescindere.
Questa era la percezione, esattamente questa e quindi, giocatori e allenatore erano in discussione già da subito e dovevano guadagnarsi tutti la riconferma, certo, rischiare di restare fuori dall’Europa, quando per gran parte della stagione sei stato in Champions, diventa un fallimento, che non puoi più considerare un miracolo.
Il ritiro spero dia motivazioni forti, la Champions è ancora raggiungibile, ma non so se questa decisione possa essere utile, dal derby perso si è rotto qualcosa, il Milan ha perso quella brillantezza, che lo aveva spinto fino al terzo posto, perché di gioco non ce né mai stato, lunedì comunque bisognerà battere a ogni costo il Bologna e poi se ne potrà parlare ancora, l’assenza di gioco è testimoniato da un attacco, che nonostante Piatek ha segnato solo 47 gol, dopo il Torino è la squadra peggiore tra le prime dieci.
Come già anticipato, il Siviglia difficilmente riscatterà Andrè Silva, che dovrebbe tornare al Milan per restare, nell’ottica di un progetto “giovani” e di un attacco più corposo e non più prolifico, in difesa per sostituire Zapata, Gazidis starebbe pensando a Mustafi, che tanto bene ha fatto in Italia con la Sampdoria e che dovrebbe lasciare l'Arsenal a fine stagione.
Comunque pare che Elliott, abbia messo sotto esame anche la gestione tecnica e cioè Leonardo e Maldini compreso, tanto da valutare dei profili più esperti come eventuali sostituti, piace Campos direttore sportivo del Lille ed ex Monaco, con lui potrebbe arrivare come allenatore Jardim, spinto anche da Jorge Mendes, che sta collaborando con il Milan.
Mendes porterebbe in rossonero anche altri suoi assistiti, Andrè Silva compreso, che potrebbe diventare il vice Piatek, Cutrone potrebbe essere ceduto, se l’allenatore prescelto non dovesse giocare con le due punte e a proposito di allenatore, sembra oramai sicuro che Conte non andrà al Milan, per l’assetto societario e al fair play finanziario.
Leonardo avrebbe voluto Sarri, che quasi sicuramente resterà al Chelsea, Di Francesco non convince nessuno, così non resta che convincere l’Atalanta a mollare Gasperini, di cui tutti siamo rimasti stregati (io lo seguo dai tempi di Crotone) e intanto gli sono arrivati indirettamente i messaggi dell’interesse del Milan, vero è che potrebbe fare la Champions con l’Atalanta, ma un’altra grande occasione per iniziare un ciclo importante con il Milan (potrebbe rimendare la Champions di un anno), non capita ogni giorno.

mercoledì 1 maggio 2019

I rumors di chi?


Sento dire da molti, che i problemi in casa rossonera, dipendono da un ambiente sfaldato per gli insistenti rumors su un sempre più probabile esonero di Gattuso a fine stagione, ma i rumors di chi? Leonardo e Maldini sono accusati di non parlare mai, Gazidis non sa neanche parlare in Italiano e Scaroni ha parlato due volte, ma erano parole di circostanza.
Quindi, chi ha detto che Gattuso il prossimo anno sarà esonerato? i media! E dei calciatori professionisti, anche se giovani, si lasciano condizionare così tanto dai rumors? “Non è stata una mossa giusta far trapelare queste notizie”, chi le ha fatto trapelare? E poi, sono trapelate volutamente? mi pare che pur di non dire che Gattuso non è all’altezza del Milan, si pescano scuse un po’ ovunque.
Bisogna mettersi anche nei panni di Gennaro, non è facile portare avanti una stagione sapendo che a fine stagione sarai sostituito con ogni probabilità”, con ogni probabilità, non con estrema certezza, non è colpa dei dirigenti se i giocatori e lo stesso Gattuso, hanno capito che l’allenatore non è adatto per i progetti di Elliott?
Supposizioni su supposizione, spacciate per inconfutabili verità, travisando i reali limiti tecnici dell’allenatore, a cominciare dallo sguardo basso in ogni intervista, dalla mancanza di un gioco e per non riuscire ad organizzare, una decente battuta delle palle inattive.
Anche di Allegri; di Spalletti; di Gianpaolo o di qualche altro, si dice specie in questi giorni che a fine stagione andranno via, eppure sono la, con le squadre che stanno puntando ai loro obiettivi stagionali, come la stessa cosa è sulla supposizione che la dirigenza non crede più a un posto Champions (per me a ragione).
Gazidis non andrebbe nello spogliatoio a fare il discorso, per chiede ai giocare di vincerle tutte, che ancora ce la possono fare? se non ci credessero più, perché lunedì dopo il summit di domenica notte, avrebbero chiamato di nuovo Gattuso? Che il prossimo anno non allenerà il Milan lo sa e per quello che si “suppone” dovrebbe sapere pure che la società non crede al quarto posto, perché lo hanno chiamato?
Sicuramente per tenerlo sulla corda, per fargli un’altra ramanzina o per rincuorarlo, per spronarlo a non mollare, consigliandogli (obbligandolo) a mettere Paquetà trequartista e lasciare fuori Suso, andando contro i propri interessi economici magari, ma il quarto posto gli interessa e Gattuso non è lasciato solo come si vede.
Parliamo ora di cose reali e non di supposizioni, il Palermo contro lo Spezia e poi in virtù della sconfitta del Lecce, ha perso ancora la possibilità di andare in serie A direttamente, neanche stavolta il cambio in panchina ha sortito l’effetto sperato, la squadra è vogliosa ma ha molti limiti, alla faccia della corazzata.
Come dicevo, la guardi e ti accorgi che questa squadra deve essere notevolmente migliorata, sono tutti buoni giocatori per la serie B, la squadra anche quest’anno non ha un gioco fluido, non ha una difesa compatta, improvvisano un po’ tutti e la poca supremazia territoriale, non viene mai trasformata in vittoria sonante.
Spero di sbagliarmi, ma credo che non potremo evitare i play off e poi credo che lì, faremo la stessa fine della scorsa stagione, perché non vedo un Palermo “lanciato”, ma piuttosto un Palermo “limitato”, che va spesso in difficoltà.


lunedì 29 aprile 2019

Non rimandare a domani, quello che puoi fare oggi.


Gattuso andava esonerato a novembre, quando il Milan attraversava la stessa crisi nerissima di adesso, Leonardo non lo ha fatto, poi c’è stato il periodo illusorio del terzo posto e ora è tutto troppo tardi, capisco che non era facile farlo a novembre perché Conte non voleva entrare in corsa e che le altre soluzioni tampone, sarebbero state scarse e costose, ma noi il quarto posto lo abbiamo perso allora, un girone fa.
Fino a ieri io incolpavo interamente Gattuso, oggi la maggior parte delle colpe le do a Leonardo, la sua presenza costante a Milanello, deve servire a osservare l’evoluzione della squadra, tramite i giocatori e l’allenatore, quindi si è accorto che Gattuso non riesce a entrare nella testa dei giocatori e che gli stessi non abbozzano a una reazione, le colpe del tracollo del Milan non sono da ricercare ad oggi e vanno distribuite a questo punto tra allenatore, giocatori e dirigenza.
Non posso pensare che Leonardo e Maldini, non si siano accorti in allenamento che questa squadra non è capace di una reazione, specie poi alla luce dei risultati e delle prestazioni degli ultimi mesi, non posso pensare che in allenamento non si siano accorti che il Milan non sa mettere i suoi attaccanti nelle condizioni di far male agli avversari, forse Gattuso non sarà mandato via e terminerà la stagione, tanto oramai nessuno può più fare nulla.
Anche se ormai è evidente che alla fine dell’anno si cambierà allenatore, io spero ancora che in queste ultime partite ci possa essere un traghettatore, perché anche se la speranza è l’ultima a morire, vorrei almeno vedere giocare il Milan a calcio, ma nessuno accetterà questa situazione e Leonardo non è così scemo da mettersi in panchina.
Tutto è partito dal derby, ma non mi sembra si tratti solo del risultato del derby, dopo quella sconfitta è successo qualcosa, c’è di più di una semplice sconfitta, è successo dell'altro, si doveva capire e si doveva intervenire, Gattuso è rassegnato, per chi ha fatto l’allenatore, quello di Gattuso è l’atteggiamento di chi sa di avere chiuso già da qualche tempo con squadra e società e sta aspettando la fine del campionato per salutare.
Gattuso non crede più in questa squadra, perché la squadra e la società non credono più in lui, secondo me la squadra lo ha mollato, quando hanno capito che se fossero arrivati in Champions sarebbe rimasto lui e i toni usati dall’allenatore testimoniano di un rapporto oramai logoro, la società non comunica molto, ma i giocatori hanno capito tutto da tempo.
Si parla che la crisi sia animata da voci, che avrebbero insinuato il dubbio nei giocatori, che Gattuso potesse andare via la prossima stagione, come qualcuno vuole dire, poi causa delle pessime prestazioni, io non lo condivido, il fatto che il Milan voglia prendere un altro allenatore, non significa che un professionista deve dissentire, riducendosi così e facendosi tutti, così male.
Ma poi, sono uscite delle voci? O qualcuno ha scritto la propria opinione? Leonardo e Maldini non hanno mai parlato e tanto meno Gazidis, un calciatore non può smettere di giocare, perché legge che io penso che Gattuso il prossimo anno non resterà, quindi non sono questi le vere cause della crisi del Milan, sono Montolivo, Bertolacci, Mauri, Cutrone, Conti, Caldara e quelli che giocano poco, che non si sentono considerati e hanno rotto lo spogliatoio, non le mancate smentite di Leonardo.
Io faccio veramente fatica a pensare che i giocatori si riuniscano per dire: “Avete visto? Non smentiscono che ci vogliono togliere l‘allenatore, allora da adesso in poi non giochiamo più bene, le perdiamo tutte, cosi Leonardo impara a toglierci l’allenatore il prossimo anno”, credo che sia invece più facile, che chi non gioca o gioca poco (come è successo a me e non a voi), stia li a dire:” questo non capisce niente, ma lo capite che se resta, quest’anno è successo a me di non giocare e il prossimo anno succederà a voi, se arrivate in Champions lo confermano e sarà un altro anno così, senza gioco, con attaccanti costretti a fare i mediani e con gli altri attaccanti che una palla non la vedranno mai”, io credo più in questo.
Comunque, invece di discutere del nulla, la certezza è che la Champions è andata, che L’Europa League sta andando, che non avremo i soldi della Champions per fare acquisti, che il marchio si è deprezzato, come si sono deprezzati i giocati e al Milan non vuole venirci più nessuno, come obiettivo raggiunto mi sembra ottimo.
Ora, se la squadra non riesce a reagire neanche in allenamento (parole di Gattuso), “non posso raccontare quello che non vedo, ci vuole sempre onestà", vuol dire che l’ambiente è allo sbando e qualcosa bisogna fare, bisogna cambiare qualcuno, “commissariare” la squadra e Milanello.
Quando senti: “ogni giocatore ha un carattere, ci vuole del tempo per farglielo cambiare. Si può lavorare sui concetti, sul resto bisogna lavorare in più", io condivido quello che commenta qualcuno: "Quando ti manca l’anima, il coraggio, quando ognuno ragiona con la sua testa c’è da chiedersi cosa è successo da luglio ad oggi”, Gattuso è onesto e corretto, ma non è riuscito ad entrare nella testa dei suoi giocatori e no lo farà in queste quattro partite che restano, mentre una piccola speranza di Champions resta ancora.
Il rapporto tra Milan e Gattuso, è arrivato ormai al capolinea, con o senza Champions, ma il Milan è ancora in corsa per il quarto posto in classifica, penso che un tentativo estremo vada fatto, ma non con Gattuso che ha evidenziando molti limiti tecnici, ansie, timori e disattenzioni tattiche.
Tra i papabili per il prossimo anno c’è Gasperini (Atalanta permettendo), la soluzione più idonea per un Milan senza Champions, i mancati introiti e l’Uefa che pressa, costringerebbe Leonardo ad un mercato con molte cessioni e molti giovani acquisti, una squadra piena di giovani potenziali talenti e altri bisognosi di rilancio.
Per la prossima stagione comunque si potrebbero aprire altri possibili scenari: piace Conte ma sembra oramai vicino alla Roma e non è da trascurare Di Francesco, per Gazidis la sua scelta preferita è Pochettino, che gli Spurs non hanno nessuna intenzione di liberare, l’alternativa più probabile resta Sarri ai ferri corti col Chelsea.

sabato 27 aprile 2019

La serie A dipende anche dagli altri.


Il Palermo visto contro il Livorno, non è stato diverso da quello visto contro il Padova e in tante altre partite di questa stagione, sicuramente ha fatto bene Rossi a non stravolgere niente, perché in tre giorni e in questo periodo del campionato, può essere deleterio, puntando piuttosto sulla scossa mentale dei giocatori, che si manifesta solitamente in questi casi.
Credo che alla ripresa degli allenamenti, Rossi dovrà intervenire massivamente, come la situazione suggerisce, purtroppo, nonostante il Palermo sia una corazzata, è profondamente incompleto, lo abbiamo visto contro il Padova, quanto ha pesato l’assenza di Jajalo, che pure non è un campione ed è imbarazzante vedere che non solo non c’è il naturale sostituto di Jajalo, ma a centrocampo si è pure contati.
Al di là, di questo poi, il Palermo non ha giocatori capaci di creare gioco e sotto questo aspetto, Stellone ha un alibi perfetto, non sarò sicuramente io a consigliare il “maestro Rossi”, ma al Palermo è mancato: un’organizzazione di gioco convincente, una troppa rilassatezza mentale (Brignoli, Bellusci e qualche altro) e un gioco troppo verticale.
Un paio di settimane fa, io ero il primo a preferire le due punte e il trequartista (Falletti) dietro, ma il trequartista deve mettersi a disposizione delle punte, per metterle da sole davanti al portiere, Falletti e lo stesso Trajkowski non hanno queste caratteristiche, sono un po’ egoisti e per me, per evitare di finire nell’imbuto centrale verso la porta avversaria, sarebbe opportuno “allargare” il fronte offensivo ed evitare di cercare la penetrazione centrale.
Quindi, forse, un tridente composto da Falletti, Nestorowski (Puscas), Trajkowski, potrebbe dare: l’ampiezza, la profondità e i traversoni, il centrocampo possibilmente a quattro, magari, con la spinta di Rispoli e Alesaami, che con Falletti e Trajkowski, possono creare le catene di fascia, con tante sovrapposizioni, superiorità numerica nella metà campo avversaria e maggiori rifornimenti in area.
Del resto, conosciamo le difficoltà che incontrano Rispoli e Alesaami nella fase difensiva e con una difesa a tre, possibilmente si riuscirebbe a bilanciare la squadra, mantenendo una certa copertura, questo sicuramente potrebbe sopperire alla mancanza di giocatori d’inventiva e all’assenza di una buona organizzazione di gioco, ma non credo che riesca però a dare il cinismo necessario per chiudere le partite, forse, il principale difetto del Palermo.
Quest’altro pareggio, mette seriamente a rischio la promozione diretta, che adesso non dipende solo dal Palermo, ma anche dalle altre e specialmente dal Lecce, il Palermo ai play off, rischia di compromettere tutto come abbiamo visto lo scorso anno, di fatto se tra Lecce e Brescia, ci sarà una mancata vittoria del Lecce, tutto resterebbe inalterato, con il Palermo padrone del proprio destino.
A quel punto difatti, basterebbe vincere le ultime tre partite rimanenti per andare in serie A, direttamente e indipendentemente dal risultato delle altre, maestro, buon lavoro.

giovedì 25 aprile 2019

Passaggio delle quote a sorprese.


A sorpresa il Palermo passa nelle mani dell’Arkus Network Srl, tra le parti è stato sottoscritto l’accordo di closing finalizzato al trasferimento dell’intero pacchetto azionario del Palermo e delle sue controllate, l’accordo con Arkus Network, gruppo imprenditoriale che si occupa di turismo, verrà perfezionato comunque nei prossimi giorni.

Il Palermo dopo una riunione fiume presso Sicindustria, passa ad Arkus, gli esponenti dell’azienda al contrario di York Capital hanno deciso di accollarsi pur consapevole delle problematiche che potrebbero scaturire, anche il debito Mepal.

Così dopo diciassette anni con Zamparini e finalmente, il Palermo passa di mano ma resta ancora italiano, il nuovo direttore generale del club sarà Fabrizio Lucchesi, dirigente di grande esperienza con Roma, Fiorentina, Empoli e Pisa, è già stato a Palermo negli anni di Sensi precedenti all’era Zamparini.

Se tutto andrà come da programma (con il Palermo il condizionale è d’obbligo), il ritorno di Lucchesi al Palermo come dg, non andrà da intaccare la figura di Rino Foschi, che dovrebbe restare come direttore sportivo del Palermo.

Lazio, vittoria e finale strameritata.


Credo di non dovere o meglio di non potere aggiungere altro, rispetto a quanto detto nei post scorsi, la prestazione contro la Lazio è stata così deludente che non si presta a nessuna nuova disamina, il 3-4-3 inizialmente mi era pure piaciuto, ma solo nei tre di difesa, perché puoi cambiare modulo quanto vuoi, ma se in campo vanno sempre gli stessi “impalpabili”, non serve a niente.

Mi limiterò quindi ad un rispettoso contraddittorio, so che si continuerà a dire che Gattuso non è da considerare l’unico colpevole, intanto almeno con la condivisione delle colpe, abbiamo fatto un passo avanti, il sistema di gioco con la difesa a 3, ha funzionato finché c’è stato in campo Calabria, eppure, sia Conti (ancora non si è ripreso dal lungo infortunio), che Laxalt, hanno giocato nel ruolo che facevano a Bergamo e a Genova.

Segno questo, che il rendimento dei giocatori è conseguenza di chi li allena, se no, non starebbero a litigare tutti per Conte e inneggiare a Gasperini o a Mazzarri se così non fosse, si vede lontano un miglio il deficit fisico e mentale, non voglio offendere nessuno, ma avete mai provato a fare almeno una volta l’allenatore sul serio? Se lo avete fatto avete già la risposta, diversamente non saprei come spiegarvelo.

Vogliamo parlare dei “contropiede” che prendiamo da calcio d’angolo a favore? o di come vengono battuti i calci d’angolo? Sono questioni squisitamente tecniche, non condivido per niente le favolette sugli acquisti sbagliati di Fassone e Mirabelli, Suso è al Milan dai tempi di Berlusconi e così male ha giocato solo con Gattuso, Rodriguez è stato il miglior cursore di fascia sinistra dell’Europeo, Gattuso lo ha ridotto in queste condizioni, Kessiè, con Gasperini era impeccabile e segnava a ripetizione, con Gattuso si è perso.

Calhanoglu sapeva calciare solo le punizioni, con Gattuso nemmeno quelle, Biglia alla Lazio era il migliore play in circolazione, con Gattuso ha chiuso precocemente la carriera, Andrè Silva era il capocannoniere in Portogallo e spalla ideale per Ronaldo, ma di cosa stiamo parlando, il rilancio di Milimkovic Savic, Immobile, Luis Alberto e specialmente Lucas Leiva (ai margini nel Liverpool), è tutto merito di Inzaghi, che guarda caso fa l’allenatore.

Adesso esamino le parole di Gattuso:

"Stiamo attraversando un momento così, stiamo facendo fatica ma bisogna voltare pagina”. Vuole voltare pagina sempre con Suso? Sempre con una punta? Dico io. “Dobbiamo capire con lucidità l’involuzione che stiamo avendo". Se si ha un’involuzione, vuol dire che si è partiti da un punto più alto e non è una questione di capire con lucidità, bisogna tornare a quel punto, nello stesso modo e far giocare chi è lucido (Cutrone).

"Tante volte si cambia per fare qualcosa di diverso, per migliorare il gioco. Non sta funzionando qualcosa, da un mese a questa parte facciamo fatica. Non è solo una questione fisica, può essere anche di testa o tecnico-tattica. Stiamo giocando al di sotto delle nostre possibilità". Ci rendiamo conto che in queste parole, l’allenatore non sa da che cosa dipende questa involuzione e non sapendo cosa fare, cambia modulo per fare qualcosa di diverso?

Su Piatek poco servito: "Anche quando giochiamo con due attaccanti non miglioriamo. Non è una questione di uomini o moduli, è una involuzione di tutta la squadra, non riusciamo a tenere il campo, giochiamo col freno a mano tirato. Stiamo pagando questo". Non è così, il suo Milan non ha la cultura di cercare il fondo per il traversone, i terzini erano sempre più avanti delle ali, ma la palla non gli e la dava nessuno e poi si prendevano i contropiede.

"Anche oggi abbiamo provato a giocarcela alla morte". Mi è sembrata una partita saporifica, altro che morte, l’unica morte certificata è quella del Milan.

La squadra è lenta (colpa di Fassone e Mirabelli), non ha motivazioni (sempre colpa di Fassone e Mirabelli), invece di parlare di miracolo e dare colpe a chi non c’è (gli acquisti di Fassone e Mirabelli sono stati buoni per un anno, fino al terzo posto), è possibile si sia rotto il meccanismo? che i giocatori non credo più nell’allenatore e lo hanno mollato? La società (male) lo ha già fatto da tempo.

Il problema per me esiste ed è questo, nelle ultime sette partite ne ha vinto solo una e neanche in maniera ineccepibile, ricordo a tutti che il quarto posto è vitale, Gattuso non allenerà il Milan il prossimo anno e si sta già muovendo per una nuova panchina, non escludo che per queste cinque o quattro partite, non sia Leonardo a prendere la guida tecnica e provare stavolta veramente a fare il miracolo.

martedì 23 aprile 2019

Ancora una brutta partita.


Tranne poche parentesi, il Milan anche a Parma ha disputato una brutta partita e non sono solo io a dirlo, niente di nuovo sotto il sole, il solito Milan che si chiude incomprensibilmente nella propria area di rigore, aspettando che gli avversari abbassino il ritmo, per poi prende sistematicamente il gol nel finale.

Il Milan stava “rubando” altri tre punti e non stava facendo un miracolo come dicono in tanti, ha rubacchiato punti qua e là per tutta la stagione senza uno straccio di gioco, è l’allenatore che deve dare un’idea di gioco alla squadra e non deve fare nessun miracolo, quelli sono un’altra cosa.

Il pareggio ha tolto due punti in classifica al Milan e gli ha complicato la corsa Champions, che invece alla luce dei demeriti delle altre squadre e non dei miracoli di Gattuso, poteva consolidarsi in maniera quasi definitiva, ora mi chiedo: è mai possibile che questi non riescano a capire quanto è importante il quarto posto e la fortuna che stanno avendo in questa stagione scadente per tutti?

Ora intanto, il Milan si giocherà tutta la stagione nella semifinale di Coppa Italia contro la Lazio e poi nella trasferta contro il Torino, partite in pratica da sei punti, dove servirà però un Milan diverso, fin qui tutto a giocato a favore dei rossoneri, ma questo non potrà durare in eterno e poi non trascurerei l’Atalanta, che nelle ultime partite ha recuperato molti punti ed è la candidata numero uno ad un piazzamento Champions.

Si parla tanto di un Gattuso che ha trasmesso alla squadra la sua grinta, la sua personalità, ma questo è un Milan che non ha un minimo di cinismo e poca personalità, cosa che dovrebbe accadere al contrario, con un allenatore così grintoso, è passato più di un anno, ci sono gli stessi giocatori, gli stessi metodi di allenamento, eppure il Milan ancora non è in grado di fare il salto di qualità e si trova a sperare nei passi falsi degli avversari per mantenere il quarto posto.

Torino, Bologna, Fiorentina, Frosinone e Spal, devono essere cinque vittorie, un mezzo errore sarà letale per la Champions, perché tutto sommato, il Milan adesso ha solo due punti in più rispetto alla scorsa stagione e non mi sembra un miracolo con gli stessi uomini, più Piatek, Paquetà e Bakayoko, con più o meno gli stessi punti della scorsa stagione, deve andarci bene se rientriamo almeno in Europa League.

Il Milan, nei giocatori e nell’allenatore, non hanno la mentalità vincente per la conquista del quarto posto, comincia la partita sempre impaurito, sempre sulla difensiva, nel secondo tempo il Parma è praticamente scomparso dal campo, ma il Milan come sempre è stato lento e prevedibile e non è stato capace di chiudere la partita, in 96 minuti non ho visto Sepe fare una parata, solo cross sbagliati e corner tirati a viva il parroco.

Ogni volta, invece di continuare ad andare all’attacco per chiudere la partita, difende il vantaggio minimo, ed è preoccupante, il fatto che ha guadagnato solo 5 punti nelle ultime sei partite, così non si va certo in Champions e in un campionato scadente, dove tutte le squadre hanno reso meno dell’anno scorso (ecco il miracolo), ci sarebbe ancora tempo per raggiungere l’obiettivo, ma solo se il Milan giocherà a calcio (ne dubito), oppure meglio pensare già al prossimo anno.

Per me il Milan è una buona squadra, ma deve giocare con ritmi più alti e con più cattiveria agonistica, con giocate veloci e con grande cinismo, portare più uomini e più spesso vicino a Piatek, non deve avere come unico obiettivo, quello di difendersi strenuamente e soprattutto deve sapere cosa deve fare con il pallone tra i piedi.
Gattuso se non altro è schietto, ha parlato di: “squadra vuota, di approccio sbagliato, di mancanza di grinta, di troppi errori, di giocate da polli” e per questo non servono i miracoli, queste cose le deve avere già risolte da tempo l’allenatore, il rendimento dei singoli e della squadra dipendono da lui, dispiace dirlo, ma Gattuso ha già dato tutto quello che poteva e lo sa pure lui.

Questa non è solo la mia considerazione, ma anche quella dei tifosi, l'Atalanta che ha vinto a Napoli e ha raggiunto il Milan, ha completamente rimesso in discussione il quarto posto, che era e resta l’obiettivo principale della stagione, perché anche la finale di coppa Italia, dove quest’anno in finale non ci sarà la Juventus, non darà mai gli introiti, la visibilità e la riqualificazione che può dare la Champions.

Certo vincere la coppa Italia, vorrebbe dire cominciare a riprendere le vecchie abitudini, ma per fare questo occorre tornare ad imporre il proprio gioco e si ritorna sempre là, ora speriamo che la paura faccia “90” e che si riprenda da dove ci si era fermati, cioè con Paquetà trequartista dietro le due punte e senza nessuna paura, al punto in cui siamo o la va o la spacca.



Anche Foschi esonera.



L’esonero di Stellone, credo che abbia origini più lontane, in realtà la squadra pur essendo “una corazzata”, non ha mai convinto del tutto, ad eccezione dell’ultimo mese, quando Stellone ha messo da parte il tour over sfrenato e il poco equilibrato 4-2-4, passando ad un modulo e ad una formazione ben definita.

Credo che un po' tutti guardando il Palermo, si siamo chiesti, se questa squadra e questo allenatore, fossero idonei come base di partenza, per una tranquilla salvezza nel prossimo campionato di serie A.

Nonostante, questa serie A sia notevolmente scadente, vedo squadre come il Frosinone, o come il Crotone e il Benevento dell’anno scorso, che pur avendo in squadra giocatori del calibro di: Trotta, Mandragora, Budimir, Stojan, Ceccherini, D’Alessandro, Cataldi, Ciciretti, Sandro, Lazaar, Sagnà, Bardi, Ciofani, Ciano, Sportiello, Pinamonti e Campbel, sono tornati a picco in serie B e onestamente, degli attuali calciatori del Palermo, non mi sembra ci siano gente di questo calibro.

Cosa voglio dire, che per una salvezza tranquilla, serviranno molti nuovi e buoni calciatori, ma che essenzialmente Stellone, non lo consideravo un allenatore del calibro di Mihajlovic o di Maran, ho sempre visto Stellone come un altro Pippo Inzaghi, un buon allenatore per la B, ma inadatto alla serie A.

Mi piace pensare che le stesse considerazioni le ha fatte Foschi e rivivendo lo spettro dei play off della scorsa stagione, ha approfittato di questo passo falso con il Padova, per rompere ogni indugio e affidarsi ad un allenatore navigato, che potrà provare a recupera in extremis la serie A e poi una volta ottenuta, a portarci in un porto sicuro, quello della permanenza, per ricostruire un Palermo da lato sinistro della classifica.

Adesso la strada per la serie A diretta si fa ulteriormente in salita e affidarsi ai play off è un terno al lotto, nulla comunque è compromesso a patto che si facciano quattro vittorie e la squadra vista fin qui, difficilmente le potrebbe fare, il Palermo dovrebbe essere sempre quello visto a Benevento o a Pescara, ora bisogna capire se il nuovo allenatore ci riuscirà in questo breve tempo.

Il nuovo tecnico prescelto dovrebbe essere Delio Rossi, un ritorno quindi, ma da quando è andato via da Palermo la sua carriera è in flessione, io però qui sono di parte, perché per me Delio è un maestro di calcio, tanto quanto Guidolin e Ballardini, tante volte quest’anno ho pensato a quanto fosse stato bello, adesso che Zamparini non c’è più, rivedere uno di questi tre allenatori a Palermo e in serie A.