sabato 4 dicembre 2021

Plusvalenze e dintorni.

Non c’è dubbio che bisogna rivedere la diversa distribuzione delle risorse e riformare il sistema, il calcio deve cambiare, senza se e senza ma e deve farlo in fretta, a cominciare dal fatto che bisogna ridurre il numero delle partite, si gioca troppo e ci si allena male, la qualità dello spettacolo si è abbassata e molti giocatori rifiutano pure la convocazione in nazionale.

Troppa la stanchezza fisica e mentale, di conseguenza c’è uno numero spropositato di infortuni e cresce sempre più l’esigenza di un cambiamento sostanziale, se non addirittura radicale, questo ed il mercato sostanzialmente è quello per quanto riguarda i “dintorni”, poi c’è il fenomeno delle plusvalenze incrociate.

Nasce da un altro tipo di esigenze e va trattato in maniera diametralmente opposta, in comune hanno solo il fatto, che possono mettere in crisi tutto il sistema calcio, per questo si deve intervenire con fermezza, rapidità e praticare una profonda riforma, perché l'inchiesta sulle plusvalenze, non ha colpito soltanto la Juventus, ma altre società tra cui molte di Serie A.

Sono tanti, forse troppi, gli affari “discutibili” per il tipo di cifra movimentata, sulla carta sono stati pagati giocatori sconosciuti, a cifre superiori di giocatori più noti, la facilità delle operazioni, è data dal fatto che non esiste e non può esistere un prezziario di valutazione e che la verosimiglianza delle cifre applicate ad ogni singolo giocatore, vale per quanto si è disposti a spendere.

Quindi, sarà difficile stabile il falso in bilancio, se ne usciranno tutti con penalizzazioni di qualche punto e di qualche centinaio di migliaio di euro, anche se le ripercussioni più importanti, si potrebbero avere al di fuori della FIGC, nella vita civile, in quanto si tratta di società a scopo di lucro e addirittura qualcuna è quotata in borsa, visto che ci sono anche delle intercettazioni, che profilano un illecito.

La normativa, fatta come tutte le leggi all’italiana, ovvero con tanti vuoti giuridici, che ognuno può colmare secondo i propri interessi, si presta all’illecito, perché ti permette di iscrivere a bilancio gli scambi a saldo zero, è come se io do una cosa a te e tu dai la stessa cosa a me, non c’è “guadagno” per nessuno, quindi non ci può essere un miglioramento di bilancio e invece ci guadagnano tutti, perché l’entrata la metti nel bilancio di quest’anno, l’uscita in quella dell’anno successivo.

La FIGC, come l’UEFA erano a conoscenza di questo meccanismo, ma più che restare esterrefatti non facevano, si costernavano, dicevano che avrebbero provveduto, ma poi lasciavano andare tutto, così come è successo per i tamponi e sta succedendo per la doppia proprietà della Salernitana, anche stavolta c’è una dichiarazione di attuare una norma, ma ammesso che lo si faccia, sarà comunque tardiva.

Alla fine, in sostanza, per le società coinvolte: Juventus, Napoli, Genoa, Sampdoria ed Empoli. Poi sette club esteri: Barcellona, Manchester City, Lugano, Marsiglia, Lille, Basilea, Amiens, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli, Novara ed il Chievo già fallito, evaporerà tutto e comunque ci sono indiscrezioni, che riportano anche ad altre società.

Tra un’indagine e un’inchiesta, il mercato non si ferma mai, dopo l'infortunio di Kjaer, il Milan sta valutando di prendere un altro difensore centrale per gennaio, difficilmente rimarrà così com’è fino alla fine della stagione, le risorse a disposizione non sono molte e pertanto la prima ipotesi potrebbe essere il ritorno di Caldara, attualmente in prestito al Venezia e senza esborso economico, andrebbe trovato solo un accordo con il Venezia, che potrebbe opporsi al trasferimento.

Il Milan segue da tempo con attenzione il 24enne centrale del Torino Bremer, è in scadenza nel 2023, ma è difficile che vada via a gennaio, più probabile invece che si ritorni a pensare al 24enne Milenkovic, in passato la Fiorentina chiedeva 40 milioni, ora le richieste economiche sono diverse, dopo che ha rinnovato ha una clausola rescissoria di 15 milioni e per me, non solo li vale tutti, ma in coppia con Tomori, sarebbe l’ideale anche per il futuro.

Se dovessero arrivare a gennaio offerte per Kessie e in caso di una sua partenza, il Milan potrebbero pensare di anticipare l’arrivo di Sanches, il Lille ha bisogno di vendere e il centrocampista si è detto pronto per andare al Milan, l’alternativa resta sempre Kamara, che non rinnoverà con il Marsiglia e anche lui spinge per passare al Milan.

giovedì 2 dicembre 2021

Ironmike.

Contro il Genoa Ibrahimovic è stato confermato al centro dell’attacco e Messias è partito per la prima volta dal primo minuto, il campione navigato e il semisconosciuto, mettono la loro firma sul successo per 3 a 0 sul Genoa, Ibrahimovic sblocca la partita da grande campione, disegnando una punizione meravigliosa che lascia di stucco Sirigu, Messias addirittura nella sua prima da titolare, mette a segno due reti.

Il primo gol di testa con un lob preciso, il secondo gol invece, con un mancino a giro dolcissimo, le sue prestazioni allo stato attuale, danno la sensazione che possa se non mettere in pericoloso la titolarità di Saelemaekers (Pioli non rinuncerà mai al dinamismo del belga), di metterla almeno seriamente in discussione, perché fa un ottimo lavoro anche senza palla e poi segna quei gol che servono e che Alexis non segna.

Una serata da “Dio” per Ibra, che raggiunge quota 90 gol con il Milan, per Messias e anche per “Ironmike” Maignan, alla sua seconda gara dopo l’infortunio, torna a sfoggiare parate decisive, due per l’esattezza e una in particolare, la prima sul colpo di testa di Hernani, ben indirizza sotto l’incrocio dei pali, ma lui vola e lo toglie dal sette, ma in particolare il miracoloso intervento all’indietro su un tentativo di pallonetto da metà campo, provato da Portanova e sventato da “Magic Eagle”, come lo chiamano in Francia.

A Genova si è visto un altro Milan, più esperto e compassato, meno incosciente e superficiale, personalmente non mi è sembrato abbia fatto una bellissima partita, però serviva dare un calcio alla mini-crisi e riconquistare i tre punti per tornare a pensare allo scudetto, grazie al sesto gol in campionato di Ibra e alla doppietta di uno scatenato Messias, tutto facile anche in difesa grazie a Tomori e Maignan, che hanno fatto dimenticare i 7 gol subiti in due partite.

Il Milan ha sbrigato la pratica Genoa, giocando con personalità, era vietato sbagliare e i rossoneri lo hanno fatto in maniera netta e convincente, i "bonus" con Sassuolo e Fiorentina sono stati esauriti, adesso bisogna ricominciare a macinare punti e gioco, con continuità e determinazione, a questo punto il Milan dovrà sfruttare meglio possibile il calendario, con Salernitana e Udinese prima dello scontro diretto con il Napoli del 19 dicembre.

Quella con il Genoa è stata una partita vinta con merito e una vittoria pesante, visto il concomitante pareggio del Napoli in casa del Sassuolo, questa vittoria fa ripartire il Milan, dopo che nelle tre precedenti partite, aveva preso un solo punto, il Milan riprende a vincere in campionato e si riporta a ridosso del Napoli a un solo punto dalla vetta e mantiene dietro l’Inter.

L’unica nota stonata è l’infortunio di Kjaer, uscito in barella dopo pochi minuti, da tutta questa serie d’infortuni, dipende anche la possibilità di scudetto per i rossoneri, che hanno ritrovato da pochissimo Tomori, a Genova si è visto che al di là della fase difensiva, la difesa con Kjaer e Tomori funziona benissimo, ogni tanto si perde ma è una cosa fisiologica e poi torna a funzionare benissimo.

Con questi 3 punti il Milan torna a sognare lo scudetto, perché quest’anno ha fatto un salto di qualità rispetto all’anno scorso, solo che non è cambiata la situazione infortuni, che non è una cosa da poco, perché potrebbe condizionare in qualche modo la corsa scudetto, visto che il Milan ha difficoltà ad avere tutti a disposizione, sarà quindi questa la chiave di lettura della stagione del Milan.

A centrocampo la coperta non è molto lunga e a gennaio Tonali e Bakayoko, dovranno giocare parecchie partite, senza la possibilità di fare rotazioni, probabilmente a centrocampo verrà impiegato Krunic, ma in caso anche di un infortunio lieve e al Milan questo succede spesso, in quel reparto si andrebbe in sofferenza, un reparto dove le cose non dovrebbero essere messe male è l’attacco, però il Milan un pensierino al mercato lo deve fare.

Il mercato dipenderà anche dai rinnovi e dai possibili obiettivi in entrata, uno su tutti il sostituto di Kessie, il cui addio è certo, anche se è ancora considerato un titolarissimo e uno dei capitani, la candidatura forte è quella di Renato Sanches del Lille, ma davanti all’infortunio di Kjaer e al possibile mancato rinnovo di Romagnoli, il 22enne Kamara, centrocampista francese che in estate si libererà a zero dal Marsiglia, diventa una pista importante, proprio perché può giocare anche da difensore centrale.

Non è assolutamente da scartare che il Milan li prenda entrambi, rinunciando magari possibilmente a Faivre, considerato che per gennaio, salgono le quotazioni di Adli, che potrebbe anticipare il suo arrivo a Milano, per supplire alle partenze per la coppa d’Africa di Kessie e Bennacer e per iniziare l’ambientamento, il Genoa ha messo nel mirino Castillejo e il Torino Pellegri, non è da escludere una loro partenza a gennaio.

mercoledì 1 dicembre 2021

Non possiamo continuare ad accontentarci.

È indubbio, che un’attenta analisi delle due sconfitte è stata e deve essere fatta, al di là dei soliti luoghi comuni, sulla firma di questa posizione in classifica a questo punto del campionato, ritengo che perdere due partite di fila, con buone squadre ma non irresistibili e prendere 7 gol in questi due incontri, non può essere sottovalutato, poi io è da tempo che scrivo della fase difensiva e di un Kessie, troppo titolare per le prestazioni e per la mancata firma del contratto.

Non si può negare che il Milan è troppo leggero e disattento nei disimpegni difensivi, il fatto che il Milan stia facendo più di quanto ci si attendesse, non significa che allora non si può o non si deve correggere un errore ricorrente, sicuramente non è il caso di andare sul mercato per questo, però credo che il problema sia importante e che debba essere affrontato, come dice Maldini, “per vincere un trofeo devi fare qualcosa di eccezionale", quindi bisogna migliorarsi per arrivare all’eccezionalità.

Non sono d’accordo con chi dice: “ma si sono giovani”, oppure: che stiamo facendo più di quanto è nelle nostre possibilità, perché così non vinceremo più niente, il Milan deve capire dove ha sbagliato e se c’è la possibilità di rimediare, lo deve fare, per riprendere la marcia verso lo scudetto, perché è quello l’obiettivo, anche se poi non lo vinciamo, per me è importante intervenire tatticamente e sulla testa dei giocatori, perché fa parte della crescita, quella di non alternare prove eccezionali e tonfi paurosi.

Io ritengo che il blackout mentale in campionato è preoccupante, perché la sconfitta con il Sassuolo fa seguito a quella contro la Fiorentina e alla prestazione non esattamente bella contro l’Inter, per me è veramente allarmante, per una squadra che vuole lottare fino alla fine per lo scudetto.

È nella natura delle cose che se arrivi secondo, devi provare ad arrivare primo e il Milan si è mosso in questo senso, senza se e senza ma, è nella natura delle cose che ci si deve migliorare sempre, ecco perché vanno rivisti gli equilibri della fase difensiva, non tanto o non solo gli interpreti, ma essenzialmente come si difende, quindi a cominciare dagli attaccanti che devono tornare a dare una mano e a coprire gli spazi.

Poi si deve proseguire con i centrocampisti, che devono arginare meglio l’avanzata dell’avversario, tutte cose fin adesso nascoste, dietro alle grandi prestazioni di Tomori e Kjaer, l’inglese ha saltato due partite e il Milan ha incassato sette gol, sicuramente non è un caso, quindi, considerando che non possiamo sempre ricorrere alle prodezze dell’inglese, dobbiamo trovare una fase difensiva più efficace, che lo possa essere anche in assenza di Tomori.

Il fatto di provare a migliorare l’organico a gennaio è un’altra cosa, ora mi chiedo: si può puntare a provare a vincere lo scudetto, o la coppa Italia, con le prestazioni di questo Kessie? Possiamo pensare di provare a vincere qualcosa con questo Gabbia e con il Romagnoli visto contro il Sassuolo? No!

La società in questi anni a gennaio, ha sempre fatto degli investimenti mirati, per esempio in attacco siamo sufficientemente coperti, ma la fase offensiva secondo me va e può essere migliorata, possono essere fatti degli aggiustamenti, un altro settore dove secondo me si deve intervenire è il centrocampo, della difesa abbiamo già detto, ma proprio per evitare quei due periodi neri della scorsa stagione, che ci hanno messo in classifica a 12 punti dall’Inter.

Primo periodo: Milan-Spezia 0-2; Inter- Milan 3-0; Milan-Roma 2-1; Udinese-Milan 1-1; Milan-Verona 2-0; Napoli- Milan 1-0 e poi l’altro periodo: Sampdoria-Milan 1-1-; Milan-Parma 3-1; Genoa-Milan 1-2; Sassuolo-Milan 2-1 e Milan-Lazio 0-3, questo è quello che dovremmo evitare quest’anno, anche perché: l’Inter, il Napoli e l’Atalanta corrono. 

lunedì 29 novembre 2021

Una rondine non fa primavera.

Questo è quanto ha spiegato Pioli in conferenza stampa: "Le medie squadre, dopo una grande partita, si accontentano, affrontando l'impegno successivo con meno attenzione. Le grandi squadre, invece, affrontano le partite con maggiore qualità e attenzione. Abbiamo l'opportunità per tornare a fare le cose bene anche in campionato". 

In questo caso non c’è peggiore nemico della convinzione, non dobbiamo ricercare da nessuna parte le cause di questa sconfitta e per me anche per le ultime tre partite di campionato, la causa è la “convinzione”, se già l’allenatore è convinto che sono una grande squadra e che il loro modo di stare in campo e da grande squadra, figuriamoci i giocatori, del resto devi essere convinto delle cose che fai, ma spesso la “troppa” convinzione travisa la realtà.

Mi dispiace dire “ve lo avevo detto”, un allenatore non deve essere un tifoso, deve guardare tutto con lucidità e obiettività, perché è lui che sceglie, è lui che decide e che condiziona, influenza, ecco perché non basta solo metterli in campo o fare eserciti tecnico-tattici avanzati, l’allenatore deve gestire le menti e i momenti, cominciando dalla sua.

La vittoria con il Sassuolo, doveva certificare che la sconfitta di Firenze, era stata solo un'eccezione e invece ha dimostrato che l’eccezione, “la rondine che non fa primavera”, è stata la vittoria con l’Atletico Madrid, ora è inutile ricordarvi che queste cose le ho già dette nel post di ieri e di qualche giorno fa, come diceva Zeman: “ci sono cose che non puoi vedere con il cronometro, li vedi guardando dentro gli occhi dei giocatori”.

Credo che questo non sia stato fatto, ma a mio avviso non è stato fatto un obiettivo esame delle due fasi di gioco, il Milan da un mese a questa parte e anche a tratti durante il resto del campionato, attacca male e difende peggio, l’augurio è che ci si accorga di questo difetto, che non venga camuffato come “gioco molto europeo” e che si torni alla “precisione nelle due aree di rigore”, solo così si può pensare di tornare a puntare con forza allo Scudetto.

Come ha detto Pioli: “Le grandi squadre, invece, affrontano le partite con maggiore qualità e attenzione” e aggiungo io sempre, avere preso 8 gol in 3 partite e 18 totali fino adesso in campionato, con tre prestazioni e mi fermo solo su queste 3, diciamo: non da grande squadra, non si può ridurre tutto a solo (è sempre Pioli che parla): "Oggi ci è mancata la lucidità, dovevamo gestire meglio il vantaggio, invece abbiamo commesso errori che in questo momento paghiamo a caro prezzo”, io invece dico che spesso ci è mancata la lucidità in questo campionato; Bologna, Verona e in qualche altra situazione, solo che poi è finita bene.

Diciamo che spesso siamo stati fortunati a gestire meglio il vantaggio, abbiamo sempre commesso errori, che abbiamo avuto la fortuna di non pagare a caro prezzo, quindi non si tratta di un momento, pertanto, se non si vedono queste cose o meglio, ci si assume il rischio, non vinceremo mai niente e di conseguenza non siamo da scudetto, perché per vincere lo scudetto tutto deve funzionare alla perfezione, non ci si può affidare al “rischio”, per quanto sia calcolato.


Pioli poi dice: “Abbiamo preso sette gol in due partite, evidentemente qualcosa non ha funzionato", beh! Qualcosa non funziona ad ogni partita perché i gol subiti sono tanti e ne abbiamo preso molto meno di quanti ne avremmo dovuti prendere e poi, perché le cose non hanno funzionato? ancora Pioli: “Abbiamo perso palloni che andavano gestiti meglio”, ma quante volte, quante partite la gestione della palla è stata “suicida”, non è che l’abbiamo gestita meglio in altre partite, siamo stati fortunati, ma se non vediamo neanche questo….

Per Pioli: "La nostra fase difensiva prevede queste situazioni, nelle partite precedenti li abbiamo vinti e oggi li abbiamo persi”, quindi! queste situazioni “suicida” si vedono, però non vi si pone rimedio, si accetta il rischio che possa andarti bene e se poi non ti va bene, ci perdi lo scudetto, non mi pare che Conte o altri che vincono gli scudetti, lasciano le cose così tanto al caso o la “rischio” come vogliamo chiamarlo.

Sempre Pioli: “Non è mai responsabilità di un unico reparto”, difatti, è tutta la fase difensiva che è deficitaria, sui calci d’angolo vanno a saltare tutti e lasciamo solo un uomo sul cerchio della metà campo e quando gli avversari ripartono, sono sempre ripartenze rischiose, che spesso finiscono bene, ma il rischio è tanto e non è sempre “che la fortuna ci sorride”, non si può puntare allo scudetto (perché è l’obiettivo dichiarato), mettendo nella “programmazione” la fortuna.

Se poi a questo aggiungi la mancanza di lucidità, per chi torna da un infortunio e non hai ancora l’attenzione giusta, se poi hai la testa al contratto, se poi ti sei già convinto che sei il migliore o che hai già vinto lo scudetto, è chiaro che “mentalmente” non sei lucido nelle scelte e non è vero quello che dice Pioli: “Siamo partiti fortissimo e ora tutti abbiamo fatto qualcosa di meno e a questo livello si nota, specie con un avversario come il Sassuolo", siamo partiti fortissimo perché? abbiamo 2 punti in meno dello scorso anno e una credibilità scudetto maggiore e a questo livello si nota?, bene! o scegliamo di: “essere grandi squadre", oppure “una squadra media”, ma non può essere a convenienza. 

domenica 28 novembre 2021

Imperativo: tornare a vincere in campionato.

Dopo la firma del contratto di Pioli, dopo la vittoria a Madrid e dopo che l’Inter si è messa a un punto dal Milan, con il Sassuolo bisogna riprendere a vincere, la squadra fin qui ha fatto un buon lavoro, la squadra è in crescita, ma questa crescita (vittoria a Madrid) deve proseguire in campionato, se per caso contro il Sassuolo il Milan ha una battuta d’arresto, entra nella stessa situazione della scorsa stagione, seconda ad inseguire in un gruppo affollato.

Non si può negare che il Milan sta facendo molto bene, però per lo scudetto (lo dice la classifica) deve fare molto di più, resta solo da stabilire se può fare di più e/o se vuole fare di più, se si accontenta oppure vuole provare a imporsi sempre, ovunque e comunque, non si può vincere a Madrid e perdere in campionato con una Fiorentina che si è fatta liquidare dall’Empoli.

Fino alla partita di Firenze, il Milan si è dimostrato forte e convinto, dopo questa vittoria in Champions deve fare un altro passo in avanti e consacrarsi, deve cominciare a pensare che le vittorie non sono scontate, che basta una sconfitta per compromettere tutto e che per vincere bisogna avere continuità, perché non dobbiamo dimenticarci che al momento il Milan è in serie negativa da 2 turni: il pareggio nel derby e la sconfitta con la Fiorentina, in tutto questo non è da sottovalutare il Sassuolo, che non sarà più la squadra di De Zerbi, ma resta sempre una squadra veloce, che dà molto fastidio.

Milan e Napoli in testa alla classifica, con Pioli da una parte e Spalletti dall’altra, penso che Pioli debba essere riconoscente al tecnico di Certaldo e offrigli una cena, è grazie a lui se Pioli ha potuto firmare questo contratto, perché se Luciano non si fosse incaponito sulla buonuscita dell’Inter, a Ottobre del 2019 il Milan, pur di non vedere più Giampaolo a Milanello, ha preso l’allenatore meno peggio che c’era in circolazione e lo ha messo in panchina.

Nessuno, compreso Pioli, avrebbe mai pensato che potesse arrivare a questo punto, io ero molto scettico e l’ho scritto, addirittura ad un certo punto spingevo per anticipare l’arrivo di Ragnick, proprio perché in Pioli non vedevo un futuro a tinte rossonere, è chiaro che sono felice di essermi sbagliato e di scusarmi volentieri, ma vorrei ricordare a tutti che il calcio è fatto da episodi.

Pioli senza dubbio si è dimostrato un tecnico capace, che ha saputo resistere ai fantasmi di altri tecnici, ha saputo dare personalità e spessore a questa squadra, ha dato un’idea di gioco innovativa, che non è fatta da stadi vuoti, o da tanti rigori come dicevano, ma dalla fortuna di essere maturato nel posto giusto al momento giusto, grazie alle persone giuste, ma a mio avviso anche lui come la squadra, deve fare uno step ulteriore, perché da normalizzatore è passato ad innovatore, ma adesso deve abbandonare l’integralismo.

Integralismo che ha rovinato Giampaolo e per certi versi anche Sarri e qualche altro, l’appunto che mi sento di muovere a Pioli, è che non abbia un impianto di gioco alternativo, che adatta i giocatori a questo modulo (che funziona), quando bisognerebbe al contrario adattare il modulo ai giocatori che hai a disposizione, perché adesso al Milan non basta più fare buone cose, adesso bisogna vincere qualcosa: il campionato, la coppa Italia o l’Europa League, con questa firma Pioli avrà un compito più arduo e più difficile, quello di vincere che non è mai facile.

Dopo la vittoria del Milan al Wanda metropolitano e all’approssimarsi della sosta per le festività natalizie, tutti fanno l’esercizio di confrontare il calendario delle big fino a Natale, come se una volta arrivati a fine anno, i giochi fossero già fatti, il Milan è favorito in 5 partite su 6, è chiaro che ne deve approfittare, ma anche se dovesse arrivare primo a Natale, c’è ancora una vita per perdere punti, quindi non serve a nulla fare tabelle o altro, bisogna solo tenere alta l'asticella dell'attenzione e non rilassarsi.

Sento dire che contro il Sassuolo, Ibra e compagni scenderanno in campo carichi e fiduciosi per la vittoria di Madrid e il rinnovo di Pioli, come se fino ad oggi non avessero avuto nessuno stimolo o che a Firenze avessero perso perché non vincevano in Champions, io invece ho il timore che tutte queste cose creino un’euforia controproducente e dico di stare ancora più attenti.

Per lo scudetto oltre all’attenzione servono rinforzi, a Firenze e non solo, alcune seconde linee non hanno convinto, se vogliamo lottare fino alla fine per lo scudetto, servono rinforzi dal mercato di gennaio, si parla di Lacazette, ma non credo che possa essere un rinforzo per gennaio e non credo che Ibra smetta di giocare il prossimo anno, piuttosto il Milan deve capire cosa fare con Kessie. 

venerdì 26 novembre 2021

All’87esimo Junior Messias

Un grazie colossale all’eroe che non ti aspetti e se la qualificazione agli ottavi di Champions è ancora possibile, il Milan lo deve ad un quasi illustre sconosciuto, che all’87esimo sbanca il Wanda Metropolitano, appoggiando in rete un cross di Kessie, proprio quando la partita e la nuova avventura in Champions del Milan volgevano alla fine, sfatando di fatto, anche il tabù della vittoria in questo ritorno Champions League.

Un boato di felicità per Messias, per il Milan, per la società e per i tifosi, elogi e non solo critiche (costruttive) alla squadra e al tecnico, con un ringraziamento particolare ai tifosi (sembrava di essere a San Siro) per la spinta totale che hanno dato, contribuendo al terzo posto nel girone e a rinnovare la speranza (se pur minima) di passare il turno.

È il giusto compenso per un ragazzo che si è fatto strada tra mille difficoltà ed è un giusto compenso per il Milan, che nonostante l’inesperienza a certi palcoscenici, merita di giocarsela fino alla fine e di passare il turno, alla luce fra l’altro della pochezza dell’Atletico, dimostrata sia all’andata che al ritorno.

Tutto è ancora vivo e si deciderà all’ultima giornata a San Siro, nella scala del calcio, davanti allo stadio pieno, che per molti addetti ai lavori, sarebbe stato un handicap per il Milan dei giovani, contro il grande Liverpool e con un orecchio a Porto, dove si sfideranno le nostre due rivali, Porto e Atletico Madrid. 

Una vittoria meritata, un'impresa, che non deve restare però un'impresa, se dovesse succedere il passaggio agli ottavi di Champions, i rossoneri dovranno continuare a fare le “imprese”, ma come la normalità di una squadra che ora è pronta per giocare in Champions, cosa che nonostante avesse fatto delle buone cose, non era ancora stata certificata.

Ma anche se dovesse andare in Europa League, così come in campionato, questa impresa deve essere la “laurea” del ritorno a grande squadra, del ritorno tra l’élite del calcio europeo, che poi è quello internazionale, che fino a ieri per noi non lo era.

Non dimentichiamoci che eravamo a tre minuti dall'eliminazione da tutto, anche da una possibile Europa League e che non possiamo pensare di essere stati “promossi”, solo per il tempismo in una partita di Junior Messias, l'1 a 0 è stato un premio meritato, ma non dobbiamo dimenticare che difronte il Milan aveva un Atletico Madrid, con un inspiegabile atteggiamento remissivo.

Non voglio fare il disfattista, non voglio però che si creino facili entusiasmi, che ci si senta arrivati o soddisfatti, sono stati annullati Suarez e Griezmann, ma non è stato annullato Vlahovic, quali dei due è il vero Milan, quello che ha finalmente capito come si sta in Europa, o quello troppo convinto in campionato, Il Milan che deve fare crescere i giovani o quello che ha bisogno di fare mercato a gennaio.

Il Milan si è imposto ad un avversario in decadenza, con un palleggio ragionato e la giusta aggressività in mezzo al campo, metà campo dove Kessie ha fatto finalmente il “presidente” ed è stato monumentale, perché Tonali oramai, in campionato o Champions è sempre il migliore per intensità e qualità, ma quando non ci sono loro? il Milan tornerà ad essere quello piccolo visto contro la Fiorentina?

Tonali deve avere un suo degno sostituto e dobbiamo riportare al centro del progetto Bennacer, visto che il “presidente” preferisce il colore dei dollari al rosso e nero, e stabilizzare la crescita del Milan, se no saremo piccoli o grandi a seconda di chi va in campo, a seconda se Saelemaekers o Leao saranno all’altezza della situazione.

Servono più certezze, più alternative valide, più possibilità di turn over, gente come Messiais su cui puntare, il Milan è vero che se l'è giocata alla pari, forse credendoci di più, alzando finalmente il baricentro senza mai scoprirsi, ma specialmente nel primo tempo la “luce” della rifinitura, è stata accesa a tratti, siamo stati come sempre imprecisi nell'ultima scelta, sia nel tiro che nell’assist e ricordiamoci che l'Atletico ci ha lasciato l'iniziativa, senza nemmeno tentare tante ripartenze.

Il Milan mi è sembrato cresciuto, ha fatto sicuramente una partita con personalità e qualità, il mio auspicio è che abbia fatto il definitivo salto di qualità, dopo la sconfitta di Firenze, questa prova serve a rimettersi subito in linea di galleggiamento, per i prossimi appuntamenti di campionato, i miei lettori sicuramente punteranno il dito sulla mia analisi dei giorni scorsi.

Sono positivamente impressionato dalla prova del Milan, ma resto della mia opinione, che non può avere la riprova, al di là dell’essere tifoso è giusto che io sia critico, così come faccio da dieci anni, nella maniera più obiettiva possibile, ma sono anch’io contento di questa vittoria, dobbiamo tornare ad essere il Milan per sempre e non solo per una notte. 

mercoledì 24 novembre 2021

Troppi gol subiti

Quindici gol subiti in tredici giornate di campionato, sono decisamente troppi per una squadra, che ambisce a vincere lo scudetto, perché quest’anno l’obiettivo del Milan è e deve essere quello, poi non lo vince perché lo vince solo una squadra, che si presuppone la migliore, ma quest’anno si lotta per lo scudetto e per tornare ancora in Champions.

Chiaramente, una squadra che prende più di un gol a partita, deve rivedere qualcosa, se non proprio nel reparto arretrato, almeno nella fase difensiva, chi legge è fortunato perché chi scrive fa ancora l’allenatore e questo mi permette di trattare gli argomenti dal vissuto e non per opinione, in grandissima linea di massima, chi vince i campionati lo fa con la migliore difesa.

Io sotto l’aspetto dell’assetto tattico difensivo, sono un sacchiano o uno zemaniano, difesa a 4 tutta la vita, ma difesa a 4 significa, difendere con una linea di 4 difensori e non con 2, perché se i due terzini si sbilanciano troppo in avanti, poi in fase di non possesso hanno difficoltà a rientrare e lasciano da soli e in difficoltà i due centrali.

Quindi bello, Milan europeo, che attacca con entrambi i terzini, che attacca a pieno organico, che sui calci piazzati porta avanti anche Kjaer e Tomori e poi? Quando ripartono gli avversari va in affanno e menomale che ci sono Tomori e Kjaer, perché se no saremmo il Milan da zona retrocessione di 2 anni fa, quello per intenderci del 5 a 0 con l’Atalanta, perché allora non dobbiamo dimenticare che con Ibra è arrivato pure Kjaer.

Per tanto se difendiamo a 4, significa che i terzini vanno avanti a turno, significa che i centrocampisti scalano a fare la diagonale e si mantiene una fase di non possesso “organizzata”, dove per organizzata si intende: “copertura totale degli spazi e intercambiabilità dei ruoli”, tutti i miei ex calciatori lo sanno, se no vanifichi sempre quello che produci in attacco.

Questa analisi l’ho già fatta la scorsa stagione, in occasione della sconfitta per 3 a 0 in casa con la Lazio, senza errori le partite finirebbero 0 a 0, ma siccome gli errori ci sono, una squadra non può prendere gol per una fase difensiva spregiudicata e pure per una serie di cappellate fatte da alcuni giocatori, saranno scarsi, disattenti o presuntuosi, chiamateli come volete, ma se due gol li prendi per presunzione e due perché fai male la fase difensiva, anche se hai Ibra, devi fare cinque gol per vincere la partita, non li fai e addio scudetto.

Quindi al di là degli errori dei singoli, è tutta la fase difensiva che ha delle lacune e che grazie alla coppia Tomori-Kjaer, il Milan riesce a camuffare, ma la fase difensiva rossonera scricchiola pericolosamente ogni partita, quindi resto dall’idea che Hernandez deve essere utilizzato alla francese, ovvero nel centrocampo a 4.

Io da zemaniano non ho mai digerito il centrocampo a 2, perché non mi permette di fare le diagonali difensive, più che il 3-4-1-2, per me è meglio il 3-4-3 che come modulo è pure più equilibrato, perché è proprio una questione di equilibrio, l’equilibrio tra la fase di possesso e quello di non possesso, la costruzione dal basso non significa che al limite dell’area si debba dribblare e farsi rubare la palla, il diktat deve essere: “in area si marca a uomo e la palla brucia”.

Hernandez è stato troppo ingenuo, superficiale e pochissimo attento, una formazione e il suo relativo impianto di gioco, viene deciso in finzione delle caratteristiche dei giocatori, Hernandez è un attaccante mancato, non ha caratteristiche difensive, non puoi chiedere per esempio ad Insigne di fare in maniera efficace la fase difensiva.

Quindi se si fanno delle scelte, è chiaro che se ne devono accettare le conseguenze, non di esonero del tecnico, ma di risultato finale, nel senso che poi alla fine non vinci mai niente, come è successo a Zeman che ci fatto divertire e chi ha fatto vedere un calcio spettacolare.

Con il 3-4-3, Calabria ed Hernandez possono attaccare lo stesso, senza avere compiti difensivi più gravosi, in 4 a centrocampo si potrebbero fare meglio le diagonali difensive e con 3 in difesa, quel reparto sarebbe più coperto e più efficace, senza per questo tralasciare la pericolosità offensiva, con Ibra, Leao e Rebic in avanti.