martedì 7 marzo 2023

Appuntamento con la storia

Il Milan continua ad avere un atteggiamento mentale insufficiente e le ammissioni dei calciatori, sono da prendere come un grosso segnale e da analizzare, continuare a insistere su Rebic, Origi, De Katelaere e persino Bakajoko, la trovo una cosa strana, Bakayoko per un anno e mezzo non è mai stato preso in considerazione e la società ha sempre cercato di sbolognarlo, segno che non gli interessava minimamente, ora che è a fine contratto, Pioli pur di non fare giocare Pobega, Wrankx e Adli, si è inventato che servono centimetri in area di rigore.

Se non conoscessi Pioli, direi che è fuori di testa, invece questa cosa mi sa di ripicca, ammetto che anch’io l’ho fatta qualche volta, perché Bakajoko non si può preferire a Pobega, che fino a un mese fa era tra le prime alternative ai titolari o preferito a Vranckx, che Pioli stesso ha detto di essere pronto per giocare, la cosa mi puzza, come se non si volesse andare in Champions, ma non andare in Champions il prossimo anno, sarebbe un disastro sportivo e per il mercato, con pure la vicenda Leao-Milan in altissimo mare.

Leao ha manifestato a più riprese la volontà di restare al Milan, l’offerta dei rossoneri è di 7 milioni a stagione e non si andrà oltre, per me si arriverà così a fine campionato e il Milan sarà costretto a venderlo, anzi a svenderlo, Maldini e Massara lo sanno e già stanno valutando altre piste: Saint-Maximin del Newcastle e Lang del Bruges.

A Londra c’è un appuntamento con la storia, perché il Milan non si qualifica ai quarti di finale di Champions dal 2011-2012 e chiaramente sarebbe un grandissimo risultato, entrare nelle prime otto d’Europa, così come chiaramente servirà un approccio alla partita diverso da quello di Firenze, servirà sacrificio e determinazione, per superare il turno e tornare al nostro vecchio blasone, oltre che all’esperienza internazionale per i giocatori e anche per questioni finanziarie.

Andare ai quarti, vorrebbe dire guadagnare 10,6 milioni di bonus Uefa, a cui andrebbero aggiunti i ricavi da botteghino, stimati attorno ad altri 10 milioni e un maggiore appeal per gli sponsor, il Milan dopo 9 anni, è finalmente tornato agli ottavi di finale di Champions League, l'ultima formazione che ha disputato questo turno della competizione, l'11 marzo 2014, nel ritorno con l'Atletico Madrid di Simeone al Vicente Calderón e persa dal Milan per 4 a 1 era: Abbiati; Abate, Bonera, Rami, Emanuelson; De Jong, Essien; Poli, Kakà, Taarabt; Balotelli, anche allora è sato un 4-2-3-1 e l’allenatore era Clarence Seedorf.

A proposito di Seedorf, non riesco ancora a capire perché quell’anno non è stato confermato, era arrivato il 16 gennaio di quell’anno per sostituire Allegri, esonerato in quella famosa partita con il Sassuolo, dove Berardi ha fatto 4 gol e ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2016, vero che sia in coppa Italia (perde 2 a 1 in casa con l'Udinese), che in Champions (perde gli ottavi contro l'Atlético Madrid, sia in casa che fuori) è disastroso, però termina all'8º posto, anche se non centra l’Europa League.

Ricordo che il Milan giocava bene, anche se su 22 partite disputate ne aveva vinto 11, 2 le aveva pareggiate, e 9 le aveva perse, tutti quelli che lo hanno seguito non hanno fatto meglio, non erano subentrati in corsa, non avevano preso una squadra “cotta” e fatta per un altro, dopo non ha avuto altre esperienze incoraggianti, ma nessuno mai gli ha affidato un progetto importante, dico questo in previsione di un improbabile esonero di Pioli a fine campionato.

Credo che a sostituire Pioli quando sarà, debba essere un milanista e di milanisti all’altezza escluso Ancelotti non ce ne, veramente non ci sono in Italia allenatori all’altezza, del Milan e neanche della Juventus o Inter, Sarri, Spalletti e Gasperini, stanno bene dove sono e difficilmente andrebbero al Milan nel quasi immediato, perché con questa altra caduta contro la Fiorentina, a torto o a ragione, per me Pioli è appeso alla prossima qualificazione Champions.

Io non lo vedo ben saldo sulla panchina del Milan, i rossoneri hanno chiuso un ciclo e solo un posto in Champions, può salvare Pioli dalla rivoluzione tecnica che ci sarà in estate, ho sentito parlare di Luis Enrique, sapete che dopo Guardiola e Klop è il mio preferito, è stato in Italia e sono sicuro che ci tornerebbe, per lui non sarebbe neanche una questione di soldi, certo non verrebbe per quello che guadagna Pioli.

Un progetto con i giovani come la sua Spagna, il fatto di ritornare a lavorare con Massara, la presenza di Maldini, forse potrebbero convincerlo ad accettare, ma minchia, scusate l’intercalare, Luis Enrique sarebbe tanta roba, anche sotto l’aspetto dell’appeal, nei confronti dei giocatori che si andrebbero a trattare sul mercato

Ma torniamo ai giorni nostri, ai giovani nostri e quindi al rientro di Leao, solo lui con una serata delle sue, può farci passare il turno, perché purtroppo senza di lui, l’attacco del Milan perde la metà del potenziale e in merito all’attacco, andrebbero fatte delle riflessioni profonde sul mercato estivo, a questa squadra serve un giocatore da almeno 15-20 gol a stagione, per essere al livello di tutte le grandi squadre d’Europa, il reparto offensivo andrebbe svecchiato e rinforzato. 

lunedì 6 marzo 2023

La Fiorentina non vinceva in casa in Serie A da due mesi.

 

Al Franchi doveva arrivare il Milan, per fare risorge la Fiorentina, indubbiamente brutta prestazione quella dei rossoneri ed è pure vero che Maignan ha fatto un paio di parate salva risultato, però nel mio televisore ho visto pure Terracciano fare qualcosa, ora non voglio difendere nessuno, ma si può andare a giocare una partita con almeno due uomini in meno (Rebic e De Ketelaere)?

L’allenamento lo fa Pioli ed è lui che deve accorgersi, che molti giocatori non sono nelle condizioni per potere giocare e quindi, come fanno tutti, prende i migliori 11 e su questi organizza un impianto di gioco, in funzione delle loro caratteristiche, credo e non penso di sbagliare, che una squadra, meglio se è professionistica, dovrebbe sapere giocare con più moduli o più impianti di gioco.

La Fiorentina ha lavorato bene con le catene laterali, creando una superiorità numerica immediata sulle fasce, mettendo gli esterni del Milan in mezzo negli scambi tra terzino e ala e visto che erano larghi, spesso obbligavano anche i due mediani rossoneri (due per me sono sempre troppo pochi), ad andare in aiuto sull’esterno, allargando le distanze a centrocampo, dove andavano a giocare i centrocampisti viola, senza nessuna pressione.

La stessa cosa succedeva ai centrali difensivi, che si trovavano sempre larghi nell’uno contro uno e senza raddoppi, perché Tomori era alle prese con Ikoné, Thiaw con Cabral e Kalulu con Nico Gonzalez, Tonali e Bennacer non facevano l’elastico difensivo e i tre centrali in una non ottima giornata, andavano spesso in difficoltà.

Se a questo poi aggiungi che il Milan non ha messo in campo le sue due cose fondamentali: intensità e pressione, per via di una rosa non molto larga e per uno stato di forma generale non ottimale, la frittata è fatta e non c’entra il 4-2-3-1 o il 3-4-1-2 (sento parlare di tornare al vecchio modulo), centra che pur mantenendo gli stessi principi di gioco, si può cambiare modulo in corsa e avendo 5 sostituzioni, si può pure fare qualche cambio subito.

Non so se è per vergogna o per deficienza, intesa come mancanza nozionistica, ma se la Fiorentina ti mette in difficoltà sulle catene laterali e non riesci ad imporre il tuo gioco o i tuoi principi tattici, aspetti di perdere la partita o corri immediatamente ai ripari? Lasciando tutto così, bastava tirare fuori De Ketelaere e mettere in campo Wrankx, che si sarebbe aggiunto ai due mediani e avrebbe liberato Bennacer, che avrebbe tenuto legato il centrocampo e fatto l’elastico difensivo.

Qualcuno obietterà che Wrankx è scarso e che fa parte del mercato fallimentare di Maldini ed io replico, ma perché De Katelaere è più forte? E poi non sa difendere come Wrankx o Pobega, ma se proprio vogliamo dirla tutta, visto che pur di non utilizzare Wrankx e Pobega, preferisce far giocare Bakajoko, mi sarei accontentato anche del francese, in campo bisogna essere “elastici” e adattare modulo e uomini all’avversario.

Pioli parte in un modo e poi quando è perso, negli ultimi 10 o 15 minuti, cambia quasi sempre ruolo per ruolo, chiaro che non c’è la riprova, ma c’è la prova che non si può perdere con ogni anno con la Fiorentina, che in fase di non possesso, alzava in pressione sulla difesa il suo attacco, marcando a uomo il centrocampo avversario, come succede ormai con la maggior parte delle squadre italiane, Mandragora su Bennacer, Bonaventura su Tonali e Amrabat su De Ketelaere.

Italiano ha giocato con un semplice e scolastico 4-3-3, modulo blasfemo per Pioli, riconquistava velocemente la palla, come fanno Juric, Gasperini e Sarri e aveva sempre la superiorità numerica nei duelli sulle fasce, obbligando i braccetti esterni del Milan a uscire sulle ali, attenzione a questa parola “ali”, significa che giocano larghe e allargano la difesa a 3.

Chi sa se Pioli ha mai sentito parlare di scivolamenti e scaglionamenti in difesa o di diagonali, perché così i braccetti rossoneri rimanevano lontani tra di loro e questo uno contro uno, apriva la difesa alla Fiorentina e ha fatto diventare fuori classe Jovic, che non lo volevano più a Firenze neanche nelle figurine, così è stato con Ikoné e Dodò.

La catena di destra della Fiorentina, ha martellato forte su quella fascia, con Hernandez che da quinto difende ancora meno e con Rebic spettatore non pagante, il Milan si è fatto trovare aperto e senza protezione da quella parte e li ha preso il rigore, il movimento di Cabral ha impedito che la difesa del Milan si potesse alzare e il tentativo del doppio centravanti fatto da Pioli nel secondo tempo, è stato tardivo e con giocatori in una forma molto approssimativa.

Adesso se vogliamo, possiamo tornare di nuovo al 4-2-3-1, la cosa importante è che i mediani restino rigorosamente 2, perché averne 3 non sta bene, è una cosa brutta, cosa devono dire di noi tutti gli altri e poi è importante che la squadra sia sempre meno brillante, con una preparazione fisico-mentale al limite del paradosso, per un sistema o principi di gioco, che prevede pressione e intensità, senza inventarsi mai niente di particolare, certo è che Mourinho ha vinto con la Juventus senza punte, ma mi chiedo: prendere un allenatore meno pragmatico no?

A parte il fatto che anch’io come Costacurta, penso che questa partita fosse stata più importante di quella di mercoledì con il Tottenham, il secondo posto in Champions vale molto di più di un ipotetico passaggio ai quarti, tranne se non sono così convinti, che siamo fortissimi da vincere la Champions, dobbiamo e più che altro, se ne devono rendere conto loro, che siamo tornati ad essere il Milan del 2020-21, quello degli alti e bassi, che stava  compromettendo un posto in Champions, poi conquistato all’ultima giornata.

domenica 5 marzo 2023

Tiene banco ancora e sempre più, il nuovo stadio del Milan.

 

Il Milan è arrivato alla stretta finale, per la proprietà americana niente più tentennamenti, è scoccata l’ora dello stadio e stadio sarà, siamo stati rispettosi dell’Inter (che non sa dove trovare i soldi), del sindaco Sala che si giocava le elezioni, della politica, dei comitati e persino dei vincoli, ma adesso non è più tempo per giocare, Cardinale si è rotto i “balls” e ora corre da solo, con tutti che gli corrono dietro, per recuperare una grande occasione, che dopo avere provato a prenderci in giro per 4 anni, adesso è perduta.

In casa Milan il tema del giorno, di tutti i giorni di cui si discute, è quello che riguarda il nuovo stadio, che il Milan vuole costruire da solo (e fa bene) nell'area dell'Ippodromo “La Maura”, la decisione definitiva verrà presa entro fine marzo, ma probabilmente già tra due settimane, per un investimento di circa 600/700 milioni di euro e lo stadio avrà una capienza di circa 70mila posti, che vista la richiesta attuale, sono pure pochini.

A metà marzo quindi, il Milan incontrerà i vertici del comune di Milano, per avere la possibilità di avviare il nuovo progetto in questa nuova area, di 750 mila metri quadrati, vero è che i proprietari (Snaitech) si erano già impegnati a vendere l’area all’imprenditore Consolandi, che voleva realizzare un investimento immobiliare, ma quest’ultimo sarebbe disposto a cederlo al Milan.

La facilitazione rispetto a tante altre aree, deriva dal fatto che il terreno ha già una finalità sportiva (l’ippodromo) e non bisogna fare assolutamente nessuna variante sul piano urbanistico del Comune, ma un accordo di programma tra Regione, Comune e Milan, che dovrà passare dal voto del consiglio comunale, come un piano urbanistico attuativo deve esserci e questo dovrebbe evitare tempi eccessivamente lunghi, al “la Maura”, si prevedrebbe anche lo spostamento del settore giovanile, del calcio femminile e la sede degli uffici (casa Milan) già venduta.

Cardinale come me è un grande sostenitore dell’essere indipendenti, Inter e Milan hanno presente e futuro diversi, quindi il Milan deve pensare a quale può essere la migliore soluzione per lui, il campanilismo non c'entra, è una questione di interessi e opportunità, il Milan non ha necessità di vendere i pezzi migliori per vivere, Cardinale ha i soldi per fare quello che è meglio per il Milan e basta.

Intanto brutta sconfitta del Milan con la Fiorentina, non ci sono alibi per nessuno, dopo quel lungo periodo di crisi, al Milan non può succedere che la testa sia già rivolta alla Champions, la verità è che i rossoneri hanno deluso e qualcuno più di altri, brutto Milan senza mezzi termini, magari è vero che il Milan fa troppa fatica a gestire il doppio impegno e il più delle volte non ci riesce, però se vogliamo tornare ad essere una grande squadra questo è un limite, quindi è un limite dell’allenatore o dei giocatori? Bisogna individuare e provvedere.

La situazione del Milan in Europa e in campionato è tale, da non permette di fare calcoli, di sbagliare ancora partite o di prendersi delle pause, quest’altri 3 punti persi li pagheremo carissimi, non capisco cosa significa la testa altrove, una partita pre-ottavo di Champions, con il passaggio in ballo, non può e non deve essere una distrazione, ma un modo per caricarsi, per arrivare alla concentrazione massima, in vista della grande partita e non un modo per scaricarsi.

Solitamente avviene il contrario, si pensa tanto allo scontro importante, che si va in “iperconcentrazione”, Tomori non può essere così ingenuo in occasione del rigore, se no cosa andiamo a fare a Londra e meno male che è tornato Maignan, se non ci fosse stato lui, avremmo avuto un passivo peggiore, sicuramente non un bel viatico per passare l’ottavo di Champions.

Ancora una volta i più deludenti, sono stati i giocatori che invece dovevano avere più motivazioni, per mettersi in mostra e quelli su cui punti (devi puntare per forza) ciecamente, Rebic è stato irriconoscibile, credo senza ombra di dubbio, che la sua avventura al Milan sia finita e pure da un po', Origi è stato ancora una volta impalpabile e lui non è un ragazzino da aspettare, è chiaro che in estate bisognerà fare scelte importanti, qualitativamente ed economicamente, magari con calciatori presi a rate annuali.

Non possiamo restare legati al solo Leao, a parte che per me il prossimo anno non c’è e poi quando gli viene la febbre o è squalificato? E nemmeno possiamo puntare ancora su Ibra e Giroud, la proposta di gioco deve migliorare e non è passando di nuovo al 4-2-3-1 che risolviamo i problemi: Leao, Rebic e Origi, per migliorare la proposta di gioco, bisogna mettere un altro centrocampista in più e possibilmente con fosforo.

Se come dice Pioli: "Adli e Vranckx stanno lavorando bene, sono pronti per giocare. Poi farò io le scelte”, perché mette poi in campo Bakajoko e non fa le queste scelte, il Milan del 4-2-3-1 è morto e sepolto e con lui il Milan dello scudetto, serve gente nuova come Thiaw, idee nuove senza tornare indietro, come fa Gasperini, che si ricicla ogni anno e magari più volte nello stesso anno, a secondo dei giocatori che ha a disposizione, ora non so, se con il Tottenham torneremo tonici e brillanti in un battibaleno, questa sconfitta potrebbe avere lasciato inevitabilmente delle scorie  e non è detto che per forza di cose, l'atteggiamento a Londra sarà quello giusto o migliore.

giovedì 2 marzo 2023

Il ritorno di Mike e Zalatan, mica cose da poco.

 

Era da ottobre che non si vedeva un Milan così, che ha ritrovando anche la condizione fisica ed è tornato a dominare gli avversari, è innegabile che la svolta è arrivata, il Milan è tornato a produrre gioco, risultati e a non subire gol, la squadra ha ritrovato fiducia e solidità, penso e spero, tranne se non si vanno a fare altre cazzate, che il periodo di crisi è finito, il Milan deve ritrovare forse un gioco più brillante, vedremo con il ritorno di Bennacer e con un Leao in forma cosa succede, intanto il Milan è tornato ad essere concreto e compatto, per lo spettacolo c’è tempo.

Il passaggio alla difesa a tre e un atteggiamento più prudente, oltre a quello mentale, ha inaridito la crisi e non è una coincidenza che sia successo con l’inserimento di Thiaw e il ritorno nello spogliatoio di Ibrahimovic, naturalmente non tutto il merito è loro, la squadra è più attenta, più concentrata, però i due hanno dato un contributo determinante, si è rivisto il Milan feroce mentalmente e fisicamente alla Ibra, preciso nelle scelte come Thiaw, ma anche il rientro di Maignan, la sua presenza è un fattore importante, c’è poco da fare.

Il Milan è tornato a giocare guardando avanti e a correre forte in avanti, una prova positiva nei singoli e nel collettivo, il Napoli è oramai andato, ha 18 punti di vantaggio e noi gli e ne possiamo recuperare al massimo 5/6, andrà a vincere lo scudetto meritatissimamente, ma ora il Milan deve mettere nel mirino il secondo posto, non deve bastarci un posto Champions, è chiaro che il Milan riapre ora un altro ciclo e questo nuovo corso deve partire dal secondo posto.

Così come dicono a Napoli Scurdámmoce 'o ppassato” e ricostruiamo il nuovo ciclo, per arrivare alla seconda stella e puntare ai quarti di Champions, dobbiamo analizzare gli errori fatti, le necessità tecniche alle quali non abbiamo provveduto, partendo dalle sicurezze, che oggi sono il 3-4-3 e non il 3-4-1-2, perché in quei due là davanti Leao e Giroud, per motivi diametralmente opposti, non ci danno certezza di futuro, come non c’è certezza su Rebic, su Origi e su Ibrahimovic, per non parlare di De Ketelaere, Diaz e Krunic.

Ma queste non sarebbero certezze neanche con il 4-2-3-1, le certezze da cui partire sono: Maignan, Kalulu, Thiaw, Tomori, Hernandez, Bennacer e Tonali, li metti al loro posto e vedi cosa ti manca, un quinto a destra se non va bene Calabria e poi tre attaccanti di cui due esterni, De Ketelaere lo teniamo come esterno d’attacco o lo vendiamo? Non vorrei che si facesse l’errore di impostare la squadra ancora su di lui sotto punta e che si ritornasse all’equivoco tattico del 4-2-3-1, tanto rimpianto da Pioli.

Qualcuno dice che con il ritorno di Maignan, si potrebbe tornare alla difesa a 4, con Kalulu che potrebbe allargarsi sulla destra, Thiaw e Tomori centrali e Theo largo a sinistra, io Kalulu lo preferisco centrale o braccetto come in questo momento e poi così come dico da sempre, Theo mi piace quinto, perché viene meglio dentro il campo e ha meno compiti difensivi.

Con i rientri fondamentali di due leader come Maignan e Ibrahimovic, più quello di Bennacer, il Milan dovrebbe puntare ad un finale di stagione all’altezza delle aspettative, la condizione fisica e mentale è tornata quella di sempre e soprattutto sono tornati a giocare un bel calcio e a questo punto, mettiamo per un attimo a confronto le classifiche di quest’anno e dello scorso anno, dopo 24 giornate di Serie A, ma non chiaramente per parlare di scudetto.

Il Napoli che sta facendo un campionato a sé e straordinario (complimenti a tutti), rispetto alla scorsa stagione ha 13 punti in più, il Milan attualmente seconda, nonostante la crisi ha solo 5 punti in meno dello scorso anno, è fuori di dubbio che i rossoneri dovevano confermarsi e migliorarsi, però adesso, penso che questi 5 punti si possono recuperare e se il Milan finisse con gli stessi punti dello scorso anno, sarebbe comunque una stagione positiva.

Positivo come si prospetta il bilancio 2022-2023, con un rosso in calo a meno 25 milioni di euro, una cifra più che dimezzata rispetto all'esercizio precedente (-66,5 milioni nel bilancio 2021-2022) e tendente a zero, ma dopo aver invertito il trend con il lavoro degli ultimi anni, il Milan sarà infatti in grado anche di generare cassa, un’altra notizia positiva, è quella del rinnovo sempre più vicino di Geoffrey Moncada, anche se l'accordo è per prolungare per almeno un'altra stagione e non per sempre.

I progetti del Milan circa lo stadio, con la visita di Gerry Cardinale, prima al sindaco Sala e poi al presidente della regione Lombardia Fontana, dovrebbero essere state chiarificatrici, sul fatto di volere andare da soli senza l’Inter e per acquisire notizie sulla zona de “La Maura”, che sarebbe al momento preferita a Sesto e San Donato.

Nella zona bisognerà rispettare la permanenza di un'area per l'allenamento dei cavalli e un'altra per la collettività, nel corso del mese di marzo, saranno fatte ulteriori valutazioni e ci si aspetta una decisione entro il mese di aprile.

lunedì 27 febbraio 2023

Adesso il Milan è veramente guarito.

 

Come riporta la Gazzetta dello Sport, anche l'Inter saluterà San Siro, i nerazzurri hanno già individuato un'area all'interno del comune di Milano, si tratta di un terreno privato e la società nerazzurra ha in essere un accordo blindato con l’imprenditore proprietario della zona, avere uno stadio da soli, è un’opzione sempre più reale, mi sembra difficile che l’Inter possa costruirsene uno tutto suo da 500 milioni, visti i pesanti debiti che Zhang ha con i finanziatori che non ha ancora saldato.

Il Milan invece, ha alle spalle una proprietà (fondo) pronta a investire e fare il passo, vedremo come si evolveranno le prossime settimane, ma il fatto che il Milan avrà una casa tutta sua, è sempre più reale, a quanto pare bisognerà ragionare bene solo su due cose: la capienza (più verso i 70 mila che sui 60) e i prezzi di biglietti e abbonamenti, non facendo diventare lo stadio un luogo per pochi ricchi.

Il Milan è veramente guarito, perché ha ritrovato la convinzione nei suoi mezzi, si è rivisto il vecchio Milan, quello aggressivo sulle seconde palle, si è rivisto Theo che taglia il campo, che ha ritrovato gamba, ritmo e forza mentale, dimostrandolo ancora di più nel finale, quando si mette a chiudere tutti i palloni che passa nella sua zona di campo.

Si è visto anche un nuovo Messias, che anche lui taglia il campo ed è presente in zona gol, prima se ne mangia uno sull’assist di Leao e poi si rifà con un colpo sotto delicatissimo e chiude la partita, ancora un’altra buona prestazione e di sostanza, non ci sono dubbi che al momento lo preferisco a Saelemaekers, poi quando rientrano Calabria e Florenzi vedremo.

Forse per questo Pioli, quando gli chiedono se la difesa a 3 è il sistema predefinito, risponde: "Andiamo di partita in partita. Non ci siamo dimenticati cosa abbiamo fatto con la difesa a 4. Certe posizioni ci hanno dato dei vantaggi in fase difensiva, ma conta lo spirito e i principi di gioco, che non sono cambiati", se non altro è il solito Pioli, non vuole ammettere che ha sbagliato modulo e persone da settembre a gennaio.

Perché adesso abbiamo due “quinti” che tagliano il campo, che vanno al tiro, che segnano, che hanno meno compiti difensivi e compattano meglio il centrocampo e la difesa, difesa dove ho visto un Thiaw molto sicuro e attento (ma perchè l’avevano nascosto), Hojlund, il bomber del momento, non tocca palla, tanto che mi ha fatto ricredere sulla possibilità che il Milan lo possa prendere il prossimo anno.

Thiaw ha sciorinato ancora una prova importante, è un colosso che di testa le prende tutte e fa uscire benissimo l’azione sia a destra sia a sinistra, rivitalizzando anche la coppia Kalulu-Tomori, il francese gioca bene da “braccetto” e si sgancia spesso e volentieri, per creare superiorità a destra, mentre l’inglese fa la sua solita partita di grande sostanza, non sbaglia niente e quando Theo viene a giocare dentro il campo, si sgancia anche lui e non credo che Pioli poi alla fine tornerà sui suoi passi.

Il Milan ha ritrovato dei giocatori che aveva perso e a questo punto riprende il suo cammino verso il secondo posto in classifica, quello dell’onore e quello dei 40 milioni di premio, per acquistare il centravanti del futuro, perché la seconda punta la compriamo con i soldi (pochi) ricavati dalla vendita di Leao, perché nell’intervista dice che ha parlato con persone, che non è il momento di pensare al rinnovo e che se ne parlerà a fine stagione, se non è una dichiarazione di cessione questa...

Ma torniamo sul nuovo modulo, per cui si è espresso anche Leao: “Il mister ha trovato un modello di gioco diverso, difendiamo molto meglio. Ho più libertà di movimento, ci stiamo trovando bene”, ci tengo a sottolineare il: difendiamo molto meglio e anche Paolo Assogna a Sky, parla delle scelte tattiche di Pioli e dice: “Sono stati bravi. Hanno messo da parte le certezze che li hanno portati alla vittoria (del campionato).

Pioli ha capito (forse) che non poteva più fare il calcio dello scorso anno e ha ripreso un percorso diverso rispetto a quello dello scorso anno, magari con una squadra un po’ più “sporca”, ma i risultati stanno arrivando. Poi io sono un nostalgico del Milan dello scorso anno, del suo gioco, ma questo è un problema mio” e aggiungo io, Pioli deve convincersi che non si può vivere di nostalgia, che i cicli cominciano e finisco, i giocatori passano e poi si aprono altri cicli, con altri giocatori e con altri moduli, l’importante è essere sempre dentro a questi nuovi cicli.

Personalmente io sono soddisfatto dell’ottima prestazione contro l’Atalanta, non so se si sono visti gli occhi della tigre, ma il Milan ha tenuto bene il campo, le distanze tra i reparti, è stato solido, intenso, ha tenuto un ritmo abbastanza altro per tutti i 90 e passa minuti, concentrato, puntuale, preciso, ha giocato con personalità, non hanno avuto paura nei duelli, non è andato mai in affanno, giocando una partita di grande spessore e livello tecnico, tattico e soprattutto mentale.

Molto bene la difesa, con la fase difensiva, adesso tutta la squadra è compatta, si sacrifica ed è determinata, non arrivano più palloni troppo “puliti” agli avversari, come succedeva a gennaio, forse non è un caso che tutto è coinciso con il ritorno di Zlatan, però eventualmente questo non è un bene, perché è arrivato il tempo, che Pioli e i suoi ragazzi, comincino a camminare da soli.

domenica 26 febbraio 2023

Qui San Siro, a voi Inter.

 

Tre anni e mezzo per avere il via, a cominciare a costruire il nuovo stadio, senza avere ancora deciso nulla, più che il covid, è stata la burocrazia e le decisioni-indecisioni del Comune di Milano, nella persona del sindaco Sala, che hanno bloccato e ostacolato la partenza dei lavori, comunque, a quanto pare, potrebbero essere finiti tutti i problemi, sia quelli legati alla possibilità di ristrutturare il Meazza, che quelli di avere un altro stadio e pure nuovo a Milano.

I problemi sono stati tra i più disparati, il dibattito pubblico, la capacità dello stadio, il prezzo dei biglietti, la riqualificazione dell'area e il vincolo storico, sono diventati oramai tanti e insormontabili, per cui adesso sono venute a mancare, anche le intenzioni congiunte dei due club milanesi, di fare lo stadio insieme (per me sbagliatissimo), un giorno la Gazzetta dello Sport titola: "L'Inter si fa lo stadio" e segue: “I nerazzurri rispondono al Milan e vanno via da San Siro”.

Si parla che lo stadio sorgerà a Milano, dove è già stata scelta l'area (l’area della Snai credo), che Zhang ha parlato con Singer, il quale avrebbe voluto farlo con loro (per risparmiare), mentre da più parti si dice che sia stato il Milan ad avere abbandonato l'idea di fare insieme il progetto del nuovo San Siro e mettersi in proprio, chi dice la verità?

Sempre la Gazzetta dello Sport dice: "Derby ring", "Lite tra Inter e Milan tra stadio e Champions" e segue, che secondo indiscrezioni, il Milan avrebbe deciso di mettersi in proprio, insomma è l’Inter che si fa lo stadio o è il Milan che ha deciso di mettersi in proprio? dobbiamo decidere una volta e per tutte chi fa cosa, per potere capire e fare un dibattito costruttivo.

Per me era sbagliato fare uno stadio insieme, perché il motivo dei ricavi, come tutte le altre squadre europee e la Juventus, ogni squadra deve avere i suoi e non deve dividerli con altri, per non parlare pure della gestione, quindi, perché aspettare le lunghe decisioni del Comune, se si può avere lo stadio prima e tutto proprio, da qualche altra parte?

Zhang è deluso da Cardinale, ma come, dice che l’Inter si fa stadio da solo (con quali soldi) e poi è deluso, di questo passo lo stadio non si farà mai, ci saranno problemi di divisione di ricavi e anche di condizioni del manto erboso, se vogliamo adeguarci alla Premier, dobbiamo avere uno stadio per ogni squadra, del resto il Milan è stanco di aspettare e Cardinale al contrario di Singer non vuole risparmiare.

È dai tempi di Barbara Berlusconi AD, che il Milan ha in testa l’idea di farsi lo stadio da solo, con l'avvento di Elliott prima e di RedBird poi, si è pensato che ormai il progetto potesse partire, adesso che ci sono i soldi, non aspettiamo e cominciamo a costruire uno stadio privato, con un privato, Sesto San Giovanni, non vede l’ora di aprire le sue porte allo stadio del Milan, così come tante altre aree private.

La trattativa con un privato, accorcerebbero di tanto l’iter per la costruzione dello stadio e di conseguenza, aumenterebbero i ricavi dallo stadio, che sarebbero per la prima volta tutti del Milan da solo, non c’era un’altra strada prima e non c'è un’altra strada adesso, fa bene Cardinale a pensare seriamente alle tre opzioni alternative, chiaramente senza l'Inter, perché nonostante si possano superare tutti gli ostacoli burocratici, il prestito di quasi 300 milioni, da parte di Oaktree all’Inter non dà garanzie.

Per noi tifosi e credo per i tifosi di tutte le squadre, lo stadio, un impianto, la casa della propria squadra, in questo caso il Milan, sarebbe fantastico, emozionante, sarebbe stato meglio se si fosse realizzato a Milano, nell'area dell’ippodromo vicino a San Siro, ma pur di farlo, qualsiasi area va bene e comunque, la decisione a quanto pare dovrebbe arrivare in poche settimane e a quel punto, non dovrà più essere abbattuto neanche il Meazza, dove dovrebbe restare l’Inter, mentre i rossoneri andrebbero nel nuovo impianto di Sesto San Giovanni, San Donato o nel rione San Siro-La Maura. 

Vero è che da soli ci sarebbero maggiori costi per la costruzione dello stadio (circa 600 milioni), ma alla cifra totale, andrebbero tolti i 150 milioni, che si risparmierebbero dalla mancata demolizione del Meazza, questo scenario, risolverebbe tanti problemi in colpo solo e la logica porta a pensare, che alla fine le cose dovrebbero andare così, perché il Milan sta percorrendo la strada della sostenibilità, che deve portare sempre più introiti e lo stadio di proprietà, è un tassello fondamentale per avere maggiori risorse.

Un impianto proprio può arrivare a produrre, dagli 80 ai 100 milioni di ricavi all’anno, in coabitazione con l’Inter, significherebbe divide i ricavi e quindi ottenere dai 40 ai 50 milioni all’anno, un aumento relativo del fatturato e del potere d’acquisto sul calciomercato, lo stadio proprio e da soli è imprescindibile, per dare ancora più valore al Milan, non pagheremmo più il 50% del canone annuale d’affitto al comune e sarebbe un’altra buona cosa.

mercoledì 22 febbraio 2023

Perché Bakayoko?

Un dubbio che mi fa pensare, è perché Bakayoko e non Vranckx, Pioli come tutti i tecnici, si è nascosto dietro a una risposta fantasiosa, evasiva, ha detto che la scelta è caduta su Bakayoko, perché il giocatore è esperto e dava fisicità in quel momento, il Milan con lui sarebbe stato più efficiente sulle palle inattive, dalle quali i rossoneri hanno preso gol ultimamente e poi ha aggiunto: “Tutti sono utili", tatticamente il discorso di Pioli non fa una grinza, se non fosse per il fatto che, si starebbe addossando a Vranckx la lunga crisi del Milan.

Trovo inopportuno scaricare sul ragazzo, tutte le colpe dell’allenatore e comunque, anche se esperto, Bakayoko è un giocatore fuori dal progetto Milan da due anni e le sue rarissime prestazioni, se pur fatte da giocatore esperto, non sono state nemmeno alla pari di quelle pochissime fatte da Vranckx, senza dimenticare che in organico il Milan ha anche Pobega, che in fatto di esperienza, con due campionati di serie A alle spalle, in fatto di fisicità sulle palle alte e in termini di progetto Milan, si fa preferire al francese.

Sette minuti più recupero per Bakayoko, dopo 9 mesi che non andava in campo, cosa significa? Perché ha un significato, che non è quello che ci vuole dare ad intendere Pioli, nella decina di minuti che ha giocato il francese, non ha demeritato, ma il suo futuro al Milan è segnato, scadrà il contratto a giugno 2023 e tornerà al Chelsea, a meno che, Pioli non si sia accorto dopo due anni, come ha fatto con Thiaw, che Bakayoko è fortissimo e non collezioni 15 presenze da titolare nei prossimi mesi, perché in quel caso verrà riscattato, ma non ne vedo la necessità.

Dunque, perché è stato rispolverato? “Tutti sono utili" e va bene, ci si può anche credere, ma è più utile di Vranckx, di Pobega e dello stesso Adli, gli ultimi due addirittura di proprietà dei rossoneri? anche Vranckx è stato utile contro la Fiorentina, con la vittoria all'ultimo minuto grazie ad un suo cross, ma perché non scende in campo dagli ultimi minuti di Lecce e la fiducia verso di lui è ridotta ai minimi termini, io spero che Maldini non permetta che si faccia la cazzata, di bocciare Vranckx, Pobega e Adli, senza avere dato a loro delle chance, come è sato fatto con Thiaw.

Thiaw ha conquistato in poche gare i cuori dei tifosi del Milan e forse un posto da titolare, penso che può diventare un perno del nuovo corso rossonero, De Ketelaere e Vranckx sono stati bocciati da Pioli, forse avrebbe dovuto dargli più tempo e più fiducia, non tanto CDK che le sue occasioni le ha avute, ma Vranckx, forse perché il Milan dovrà riscattare il giocatore e non vuole pagarlo, o magari pagarlo di meno.

Perché è strano che Vranckx, che nelle poche occasioni in cui è stato in campo, ha fatto cose interessanti ed è stato soppiantato così drasticamente, perché a questo punto mi viene da chiedermi, se vedremo mai più Vranckx, il belga è un profilo molto interessante, ma ancora non lo abbiamo mai visto dall’inizio e l’alone di mistero che aleggia su Vranckx continua a permanere.

Il Presidente della Lega Serie A, ha ricordato Ilario Castagner, scomparso sabato 18 febbraio ed ha espresso il suo cordoglio e quello di tutta la Lega Serie A, per la scomparsa di un uomo mai sopra le righe, esempio e maestro per molti calciatori e allenatori, a cui mi unisco anch’io.

A proposito di allenatori, Conte nel dopo partita con il Tottenham, ha avuto parole al miele per Pioli, per il Milan e per i suoi tifosi, parole che fanno piacere e che allo stesso tempo, se non suonano come una candidatura alla panchina rossonera, suonano come una sua disponibilità nei confronti dei rossoneri e molti si chiedono, se può andare al Milan il prossimo anno, io penso che lui vuole ritornare in Italia e dopo essere stato alla Juventus e all’Inter, gli piacerebbe pure allenare questo Milan.

Ma il Milan non ha i soldi che lui chiede e non ha i soldi per una campagna acquisti che lui vorrebbe, il Milan se non succedo altri sfaceli, terrà ancora Pioli per almeno il prossimo anno, che è un aziendalista e gioca comunque un calcio moderno e spettacolare, credo che per il suo desiderio di tornare in Italia, Conte sarebbe anche disposto a tagliarsi lo stipendio e a sposare un nuovo progetto, ma non si siederebbe a mangiare in un ristorante da 10 euro a persona, quindi non credo che si sposerebbe bene con la filosofia del Milan.