venerdì 1 marzo 2024

Per Cardinale è ora di cambiare.

 

Personalmente dico che era ora di cambiare già da prima e che il tanto maltrattato Maldini gli e l’aveva anche detto, capisco che ha voluto prima rendersi conto personalmente della situazione e poi intervenire, magari con idee diverse da Paolo, ma mi fa piacere che ha smesso di credere a Pioli e a Furlani, ancora una volta dobbiamo l’inversione di rotta al Dio Ibrahimovic.

Cardinale e Ibra si sono accorti che ci sono molte cose che non vanno e quindi bisogna cambiare, i difensori a spada tratta di Pioli sostengono che inopinatamente è finito sotto accusa l’allenatore, come ho sempre sostenuto: “hai voluto la bicicletta e mo’ pedala”, quando si ricevono tanti onori e la promozione a coach, si sa che a questo corrispondono anche tanti oneri, non si può sbagliare continuamente e rifugiarsi sempre nello scudetto, vinto sul filo di lana perché Radu ha sbagliato una parata.

Capisco se l’avesse stravinto come Spalletti, se per questo anche Allegri ha vinto nel Milan uno scudetto e dopo 3 anni e mezzo ha fatto le valige, Pioli dopo 4 anni e mezzo perché non le può fare? Se poi vogliamo essere pignoli, anche Maldini ha vinto quello scudetto e ha portato: Ibra, Giroud, Theo, Tonali, Maignan, Leao ecc, eppure dopo gli errori di Origi e CDK, ha pagato con il licenziamento, quindi perché due pesi e due misure?

I troppi infortuni non sono da ascrivere direttamente a Pioli, ma la gestione e la responsabilità dello staff che ha scelto lui, è sua e se le mire di Cardinale sono quelle di vincere ancora, la strada non è quella intrapresa dopo lo scudetto, Maldini ne ha tracciata una e non è piaciuta, Furlani ne ha fatta un’altra ed è fallita, vediamo adesso quale strada prende Ibra.

Cardinale ha esplicitamente detto di non essere contento dei risultati e che è una rivoluzione che potrebbe riguardare tutti, la squadra, la società e chiaramente l'allenatore, i “propioliani”, sostengono che solo con la vittoria dell'Europa League, Pioli potrebbe convincere Cardinale a confermarlo anche per la prossima stagione, la mia che è più di una sensazione però, mi dice che dopo quasi cinque anni che vinca o no, il Milan deve avviare un nuovo corso con un nuovo allenatore, un nuovo staff e un nuovo uomo mercato. 

Antonio Conte potrebbe essere un'ipotesi di allenatore, ma bisogna capire quali sono le effettive intenzioni del duo Cardinale-Ibra, se vogliono vincere a qualsiasi costo Conte va bene, ma a qualsiasi costo, non potranno più fare i conti della serva, significa stravolgere tutto: stipendi, pretese tecniche e metodi, nonché addio ai giovani e non mi sembra che Cardinale punti in questa direzione.

Lopetegui che sarebbe la seconda ipotesi, negli ultimi anni ha sbagliato tanto e poi bisogna vedere come si adatta al calcio italiano, Thiago Motta sta facendo ottime cose ed è pienamente ambientato nel calcio nostrano, potrebbe essere lui l’allenatore ideale, ma ha tante richieste e poi non è detto che non resti a Bologna almeno un altro anno.


Non solo gli infortuni, ma anche il mercato ha tradito Pioli e Milan-Atalanta alla fine più che abilitare Pioli, secondo me ha evidenziato come oltre alla cattiva gestione atletica, tecnica e tattica dei giocatori, è stato tradito dalla presunzione di fare anche lui il mercato, almeno così ci ha fatto credere, escluso Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders sono stati altalenanti, Chukwueze e Musah hanno deluso, lo stesso discorso vale per Jovic e Okafor.

Alla fine Pioli ha potuto contare sui calciatori che ha portato Maldini: Leao, Theo Hernandez, Giroud, Tomori e tanti altri, quindi cambierà ancora la squadra mercato e avrà il compito di fare un grande investimento in attacco, però a quanto pare il prossimo centravanti sarà un Under 25, cosa che non si sposa con le idee di Conte.

Nella lista per la punta centrale ci sono: Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia, ma anche in difesa e a centrocampo serviranno degli innesti: Lacroix del Wolfsburg, Brassier del Brest e Adarabioyo del Fulham, per quanto riguarda i difensori.

giovedì 29 febbraio 2024

È stato un buon Milan.

Certo c'è del rammarico, perché il rigore onestamente non c’era e sarebbero stati 3 punti, che avrebbero tenuto il Milan ad un effimero meno 2 dalla Juventus, ma per la sterilità dell’attacco rossonero e meno male che dopo 5 mesi ha segnato Leao, non c’è da stare contenti, senza quel capolavoro dopo 3 soli minuti, i rossoneri avrebbero potuto perdere anche questa partita.

Generalmente la prestazione è stata positiva, personalmente è stato un buon Milan ma non un bel Milan, ha creato e concesso poco, ha indubbiamente giocato meglio dell’avversario, mantenendo un alto grado di attenzione per tutti i 90 e passa minuti, tranne l’ultimo minuto del recupero, che l’Atalanta con Lookman stava portandosi a casa i tre punti, finalmente Pioli ha capito che sarà pure poco spettacolare, ma ha giocato uomo su uomo e non ha lasciato spazi agli avversari, che hanno avuto difficoltà a tirare in porta e con Leao in particolare giornata di grazia.

Il Milan ha cercato la verticalità e la profondità, badando al sodo, senza perdersi in quello stucchevole giro palla fine a sé stesso, Leao non si è reso protagonista di quei “giochetti” come quasi sempre gli capita, il risultato non può lasciare nessuno soddisfatti, tranne l’Atalanta, l’1 a 1 al Milan va stretto, ma c’è da dire che neanche la prestazione lascia completamente soddisfatti, ma è già un bel passo avanti, il Milan ha vinto tutti i duelli, per il bel gioco c’è tempo.

Buonissima la prestazione dei rossoneri, che hanno avuto pure delle occasioni, un po' per sfortuna, un po' per imprecisione e un po' per la bravura di Carnesecchi non è riuscito a segnare, ha dominato il gioco, ma non ha trovato la vittoria, una partita giocata uno contro uno, una partita a scacchi giocata ad alta intensità, così come piace a me.

A sparigliare le carte soltanto la giocata di Leao e l’errore di Orsato che ha decretato un rigore inesistente a favore dell'Atalanta, che ha faticato a cercare la soluzione, la gara è stata scorbutica, come tutte quelle con l’Atalanta, il Milan ha provato a vincerla e almeno l’ha pareggiata, viste le ultime sconfitte con i bergamaschi, può andare anche bene così, l'Atalanta invece l’ha gestita con qualche affanno.

Per quanto riguarda il rigore, non sono d’accordo sul fatto che è un episodio codificato, cioè che è OFR e quindi calcio di rigore, per me e non solo per me, questo non è rigore mai, intanto perché il tocco è leggero, in quanto Giroud non calcia per rinviare e poi quasi si ritrae il piede, tocca leggermente Holm sul braccio o sul petto come dice qualcuno e Orsato aveva fatto bene a lasciare correre, il Var lo ha chiamato al monitor, ma non si vede lo stesso che l’intensità del contatto è maggiore di quanto l’arbitro avesse visto in campo, l’intensità del contatto non è sufficiente per giustificare l’estrema punizione.

Tatticamente si sono intraviste note significative e evidenti, per certi versi è sembrato il Milan di inizio stagione, forse meno brillante, ma più determinato, finalmente l’uno contro uno avanti e a centrocampo e per certi versi anche dietro, ha coperto meglio, anche se ha dovuto rinunciare ad attaccare senza soluzione di continuità, l’uomo su uomo è ormai una peculiarità di tutte le big d’Europa e il Milan deve adeguarsi, se vuole tornare “big”.

Quello che mi meraviglia è che si considerano con le caratteristiche giuste i calciatori, per far diventare il Milan una big, quando non è vero e che questo è un anno di transizione per sperimentare la situazione e renderla definitiva nelle stagioni a venire, perché la stagione di sperimentazione doveva cominciare a settembre e non a febbraio, dopo un altro periodo di mediocrità.

Il centrocampo è nato a tre e poi è stato riportato frettolosamente a due, perché nella mente di Pioli esiste solo il 4-2-3-1, doveva essere un 4-3-3 e invece alla prima occasione ha cambiato, a parte che uomo su uomo non ci abbiamo giocato e né tanto meno pensato di farlo, adesso Pioli cerca di correre ai ripari di una stagione che non si sta mettendo per il meglio e potrebbe (dovrebbe) essere la sua ultima a Milanello.

Adli vertice basso non è il suo ruolo, anche se forse sta crescendo e sta facendo meglio di Reijnders, che neanche lui ha le caratteristiche per farlo ed è una mezzala, Adli in questo nuovo ruolo si è dimostrato saggio e concentrato, doveva farsi perdonare la gara di Monza ed è stato quasi perfetto, contro un avversario non da poco, non forza mai le giocate, è preciso, si spende a chiudere su Koopmeiners, ha visione di gioco di qualità, la prestazione è stata ottima e le sue parole nel post partita sono indice che è molto maturato.

Adli è stato fondamentale nello scacchiere tattico rossonero, anche in ottica di arginamento delle offensive bergamasche, che non a caso sono state pressoché nulle, in particolare il francese è stato attento in difesa e su Koopmeiners, che ha seguito come un’ombra, ma senza mai uscire dalla manovra rossonera, che ha gestito con i tempi giusti e con alcuni lanci precisi e importanti, un ragazzo umile e che si è messo in gioco, dopo le difficoltà incontrate. 

lunedì 26 febbraio 2024

Sorteggio benevolo, agli ottavi il Milan trova lo Slavia Praga

Il sorteggio per il Milan agli ottavi di Europa League, è stato abbastanza benevolo, il suo avversario sarà lo Slavia Praga, tutto sommato un sorteggio positivo e i rossoneri possono tirare un sospiro di sollievo, per non aver incrociato il Liverpool o il Bayer Leverkusen, è chiaro come ho detto, che non può bastare la qualificazione, il Milan deve nutrire ambizioni di vittoria o almeno di finale e non farà molta strada, se giocherà come ha giocato nell’ultima settimana, la fase difensiva continua a essere disastrosa e non penso che possano bastare i rientri di Kalulu e Tomori, bisogna sistemare il modulo e gli uomini nel modulo.

Tornando al turnover di Monza, è impensabile che giochino sempre gli stessi, soprattutto quando si gioca ogni tre giorni, ma non bisogna stravolgere la squadra, difatti ne sono stati cambiati sei e sul turnover, il suo inventore Capello ha spiegato: "Io dico solo una cosa: il turnover può funzionare anche durante la partita. Cambiare 5-6 giocatori dall’inizio è un rischio, ruotare nei 90 minuti invece è più razionale", anche se i titolari si sono beccati tre gol dal Rennes in un colpo solo.

Sarebbe però ingiusto e sbagliato prendersela con la difesa, è un problema di squadra e di atteggiamento, il Milan non difende da squadra, i centrocampisti non sono sempre tutti compatti nel difendere, come sono compatti nell’attaccare, il Milan deve coprirsi meglio e segnare anche con Leao, contro il Rennes il punteggio è stato una pura formalità dopo il 3 a 0 dell'andata, ma la prestazione è stata folle, la squadra si è spaccata in due dopo 10 minuti.

Il Milan doveva gestire una partita già indirizzata, invece fin dal primo minuto c'è stato il caos, uscite sull'avversario spesso in ritardo e Pioli, che ancora una volta non ha dato equilibrio e solidità difensiva alla squadra, questo è l'atteggiamento di tutte le partite ed è a rischio tutto il percorso europeo, per non dire del campionato, al Milan si sbandierano a parole ambizioni e voglia di vincere, ma i fatti sono ben diversi, mercato e risultati sono stati deludenti.

Come è deludente la questione dello stadio, il Milan deve avere uno stadio tutto suo, come le migliori squadre europee, adesso si scopre che Cardinale ha proposto a Zhang di fare lo stadio insieme, dividendo i costi e di conseguenza le entrate, posso capire se il Milan fa lo stadio a San Donato e lo affitta all’Inter, ma non di tornare insieme ai cugini a San Siro ristrutturato, Cardinale prende il Milan nel suo momento di massimo splendore degli ultimi 10 anni, con lo scudetto appena vinto e in un anno e mezzo di gestione, stiamo tornando ai periodi incerti del cinese.

Intanto il Milan continua a parlare di priorità a San Donato e ascolta però cosa gli dice il sindaco Sala, che sta facendo di tutto per provare a convincere Milan e Inter a restare e a ristrutturare San Siro, il club rossonero nel frattempo incassa la votazione a favore per la trasformazione urbanistica, dell'area che il Milan ha già comprato e dove sorgerebbe lo stadio, ma ci sono molte preoccupazioni comprensibili e condivise dall’Amministrazione, che ritiene il progetto con grandi potenzialità, ma solo se saranno superate certe criticità, ecco perché forse, si sta tenendo in caldo l’ipotesi San Siro. 

Nel frattempo è stato convocato il Consiglio Comunale di Rozzano e tra i punti all'ordine del giorno c'è: “Divieto di realizzazione stadio a Rozzano” e l’Inter comunque non ha ancora acquisto i terreni, Cardinale dice che in Medio Oriente c’è molta liquidità e disponibilità a investire nello sport e Red Bird è aperta a collaborare con partner, che potrebbero unirsi come sponsor, come partner nella costruzione del nuovo stadio, oppure come azionisti minoritari.

Per il calcio giocato invece, è stato sorteggiato a Parigi il girone degli azzurri nella prossima Nations League, che scatterà il 5 settembre 2024, l’Italia affronterà Francia, Belgio e Israele nel gruppo 2 della lega A, l’esordio dell’Italia è con la Francia e io spero che sulla panchina azzurra non ci sia Spalletti e che magari sieda sulla panchina del Milan, comunque la fase finale è prevista tra il 4 e l’8 giugno del 2025. 

venerdì 23 febbraio 2024

La qualificazione era il minimo sindacale.

Una volta tanto voglio essere in contro tendenza, contro il Rennes a mio modo di vedere, la sconfitta del Milan è stata una sconfitta onorevole, in fin dei conti ha subito due rigori, che sempre a mio avviso erano dubbi o molto generosi e Maignan non ha dovuto fare miracoli, pochi tiri verso la porta rossonera e nessuno di questi è stato pericolosissimo, ha segnato due gol e per tanto sempre a mio parere, si può dire che il Milan è uscito a testa alta.

In fondo, ha fatto quello che doveva fare in un play off per accedere agli ottavi e dopo avere vinto 3 a 0 la gara d’andata, diciamo che alla fine i rossoneri hanno fatto la gara che serviva, fermo restando le fragilità difensive, il modulo sempre troppo sbilanciato, i macroscopici errori sotto porta di Leao, l’approccio e l’atteggiamento per certi versi censurabile, ha comunque portato a casa il passaggio del turno.

È anche vero che è stata la solita squadra spaccata in due, che come sempre finisce per fare le barricate per difendere il risultato, che ha sofferto anche contro il Rennes, ma l'ha fatto quasi sempre con lucidità, tutte queste cose che sono il Milan di Pioli.2, preoccupa per il percorso futuro della squadra in questa stagione e quindi è molto importante che Pioli trovi qualche rimedio a queste criticità.

La gara come sempre, è stata una sagra di errori e passaggi sbagliati, che non può reggere al confronto di squadre meno modeste del Rennes, così come non si può inneggiare al secondo gol segnato da Leao in Europa League, per quanto è stato fortunoso, dopo avere dimostrato ancora una volta, la sua incapacità di concretizzare i contropiedi e le occasioni che capitano sul suo piede, anche perché non incidono nemmeno Chukwueze e Okafor, suoi eventuali sostituti.

Per arrivare in fondo alla competizione come vorremmo, servirà ben altro, quindi il mio essere contro tendenza, non significa salire sul carro del vincitore (il Milan che passa il turno) e né tanto meno sono per la riconferma di Pioli e non posso non pensare alla possibilità del turnover, prima della prossima partita di coppa, che fortunatamente sarà lo Slavia Praga e forse il turnover sarà meno massiccio, se non con la Lazio almeno con l’Empoli lo farà.

Più che il turnover di Capello, servirebbe il Milan due di Sacchi, è vero che il Milan ha il turnover nel suo DNA, visto che lo ha inventato Capello quando ha ereditato la squadra da Sacchi, ma i protagonisti di allora, sono ben diversi dai figuranti di adesso e poi il turnover non porta bene a Pioli, basti pensare al Monza quest’anno in campionato, al Torino in coppa Italia la passata stagione e alla Cremonese l’anno scorso, il turnover non è per Pioli, gli porta male.

Jovic ha segnato 8 gol fino a qui in stagione, il suo rendimento però è legato a quando entra, a quando è in coppia con un’altra punta o a quando c’è da recuperare il risultato, ma quando parte dall’inizio le difficoltà esistono e in tema di mercato, hanno deluso le aspettative Musah, Okafor e Chukwueze, in pratica sono le esatte copie di Vranckx, Adli e Origi, meno male che quest’anno il mercato non lo ha fatto Maldini, il loro rendimento è stato in controtendenza a quanto volevano realizzare Furlani e Moncada.

È evidente quanto la rosa del Milan sia più corta del previsto e non rispecchia le intenzioni della società, di dare più soluzioni possibili a Pioli, spero che a fine stagione si facciano le dovute valutazioni, anche per Jovic e non è da escludere un nuovo viavai l’estate prossima, il Milan continua ad avere una fase difensiva terribile e Adli ha dimostrato di non avere nelle sue corde la fase difensiva.


Il francese non ha quel cambio di passo per stare davanti alla difesa, è un giocatore che può giocare in quel ruolo, ma almeno in un centrocampo a tre e con gente come Gattuso e Ambrosini accanto, è inutile continuare a ripetere sempre le stesse cose, questo è un Milan scoperto e i 9 risultati utili consecutivi, per me non devono e non dovrebbero cambiare il destino di Pioli, così come non dovrebbe essere riconfermato solo per questo passaggio di turno.

Per me e spero vivamente che sia così, Pioli non sarà sulla panchina del Milan l'anno prossimo, non vedo un futuro ancora al Milan per lui, il suo ciclo per me si è esaurito, Pioli ha fatto bene i primi tre anni, quando ha fatto molto di più di quello che doveva fare il Milan, ottenendo buoni risultati e un gioco piacevole, ma dopo lo scudetto c’è un po' di confusione e presunzione, questo bisogna ammetterlo.

Passiamo alle riforme, la Federcalcio ha in mente un nuovo piano sui debiti e sull’indice di liquidità più alto, la riduzione del numero delle squadre nel calcio professionistico, regole più stringenti per quanto riguarda le norme economico-finanziarie, per stabilizzare la situazione dell’intero sistema calcio, un processo di risanamento dei conti, che è indispensabile e reso dalla grande crisi legata al Covid, che ha portato le perdite di esercizio del calcio italiano, da 412 milioni nel 2019 a 1,3 miliardi nel 2021/22.

La sola Serie A conta debiti per 1 miliardo, c’è un piano triennale anti debiti per i club e l’irrigidimento di diversi requisiti, portando i controlli della Covisoc da due a quattro nel corso dell’anno e la volontà di innalzare l’indice di liquidità, da 0,6 a 0,7 nel 24-25 e fino a 0,8 nel 25-26, crescente progressivamente fino a 1, equilibrio ideale di qualsiasi azienda e mo’ so cazzi, il rapporto tra attività e passività correnti se violato, bloccherebbe il mercato.

Stesso discorso vale per l’indicatore di indebitamento, il rapporto debiti-ricavi, che entro il 2030 dovrà scendere a una soglia più sostenibile tra 0,65 e 0,7, che è quasi la metà di quello attuale 1,2; insomma le proposte non mancano, ma ora va trovata la giusta chiusura del cerchio, per rendere davvero effettiva una riforma del calcio italiano, prima si fanno e prima si riuscirà a essere competitivi. 

mercoledì 21 febbraio 2024

L’ennesima occasione sprecata.

Per carità, ci può stare prendersela con il turnover eccessivo, effettivamente non aveva senso cambiare così tanto, visto l’ipoteca messa con il 3 a 0 sul passaggio del turno in Europa League, un risultato che si può difendere tranquillamente a Rennes (forse ora non più), se poi non ne siamo capaci, allora facciamo bene a starcene tutti a casa, gli errori dei singoli già li conosciamo, non sono cose di oggi e diciamo che anche questo ci stare.

Il fatto vero è che a Monza il Milan che era in ripresa e al massimo delle sue possibilità, era uscito dalla crisi (per molti ma non per me), si era ripreso a chiedere a gran voce (non io) la riconferma di Pioli e invece credo che sia stato bocciato, c'è un problema di fondo e strutturale, ci sono basi poco solide nel gioco di Pioli e i nodi vengono al pettine non appena abbassi l’attenzione, non appena ti senti più forte.

Acquisisci presunzione e poi vai a Monza e butti al vento la possibilità di stabilizzarti, torni ad approcciare malissimo le partite, per ritmo e convinzione, emergono tutte le fragilità mentali, che a mio avviso trasmette il suo allenatore e non sono d’accordo che il solo cambio di quattro elementi il risultato sia questo, visto il risultato sicuramente sì, però sono convinto che sarebbe successo lo stesso prima o poi.

Lo abbiamo visto con l’Udinese, con il Lecce e con il Bologna e lì non abbiamo fatto turnover, nel campionato italiano nonostante le differenze quasi abissali, non puoi permetterti di considerare il Monza, il Sassuolo o l’Empoli per dire, squadre per cui puoi schierare titolari tutte le seconde linee o gran parte di esse, perché il rischio di perdere c’è anche con i titolarissimi, il Milan degli ultimi due anni, quelli del dopo scudetto, vive sulle montagne russe.

È difficile trovare un equilibrio e sempre lo sarà, finché c‘è questo allenatore, che non ha brillato in altre squadre per continuità, vedi Inter e Lazio per esempio e il fatto che non è stato mai più di due anni nella stessa squadra, arrivando spesso a campionato cominciato e andando via spesso senza finire il secondo anno, la dice lunga, non sono per niente d’accordo sulle valutazioni di alcuni addetti ai lavori, perché ci sono troppi sbalzi, una volta è diavolo e l’altra è santo.

La responsabilità della sconfitta è dell’allenatore, così come nella gestione dei cambi e nella formazione iniziale, lo ammette lui stesso, anche se lo dice ma non è convinto, non capisco le scelte contro il Monza, non tanto per il turnover o per Thiaw dal primo minuto, quanto il fatto che per lui uno vale l’altro, Adli e Bennacer insieme, o Musah sostituto di Adli, cambiando notevolmente gli equilibri già precari della squadra.

Il Milan era lanciatissimo e poteva scavalcare la Juventus, invece ha steccato clamorosamente, come spesso gli accade, Pioli va spesso in confusione, ormai è un dato oggettivo, va spesso in difficoltà nel gestire e nel preparare le partite, nelle rotazioni e nella strategia di gara (sempre la stessa), una squadra che dovrebbe lottare per il titolo o comunque per un posto in Champions, non dovrebbe “abbandonare” già a ottobre l’ambizione per lo scudetto.

Quasi tutte le squadra si migliorano con il passare delle partite, il Milan si peggiora e non può essere gestita in questo modo, questa sconfitta con il Monza potrebbe creare una reazione a catena, adesso non lo so più se giovedì basterà il 3 a 0 a Rennes, così come non so più, se poi arriviamo abbastanza tonici per respingere domenica l’assalto dell’Atalanta, che se dovesse vincere andrebbe a 4 punti e con una gara in meno.


Contro il Monza si è visto chiaramente, anche per chi si chiude gli occhi e fa finta di non vedere, che al Milan si è avviato la naturale conclusione di questo ciclo tecnico, al termine del quale la dirigenza dovrà convincersi per forza, a fare una scelta importante per la panchina.

Tornando alle riforme della FIGC, Gravina insiste come me, che la riduzione delle squadre va fatta e che le riforme devono partire da qua, la riduzione del numero di squadre professionistiche, che attualmente sono 100 e sono considerate eccessive già le 20 dalla Serie A, non sono disposte a rivedere il proprio format e anzi chiedono anche la riduzione del numero di promozioni e retrocessioni fra le leghe.

Gravina che sembra essersi svegliato al tramonto del suo mandato, batte giustamente per le infrastrutture e gli stadi, sicuramente il tema più importante, insieme alla sostenibilità economico-finanziaria e gli stipendi dei calciatori, la Serie A propone l'introduzione di un salary cap (se ne parla da tempo) e la riduzione automatica (del 30 per cento) degli stipendi dei giocatori, per le squadre retrocesse, eliminando quindi il paracadute?

Norme più selettive per l'iscrizione ai campionati, soluzioni per una maggiore sostenibilità e competitività, che vadano dalla Serie A alla Lega Dilettanti e a proposito di sostenibilità economico-finanziario, c’è la proposta di avere contratti più lunghi per i calciatori e per il contenimento dei costi, proponendo il modello della Premier League, portando a 8 il numero massimo di anni a livello contrattuale.

Riduzione del numero delle partite, riduzione della Coppa Italia seguendo il modello dell'In-Season Tournament NBA, proposta del VAR a chiamata (sempre la stessa richiesta e mai quella di rivedere il protocollo var), la possibilità di rendere pubblici in diretta i dialoghi con l'arbitro, l'introduzione del tempo effettivo e delle espulsioni a tempo (cartellini blu), alla fine faranno una cagata e tutto il resto resterà invariato. 

lunedì 19 febbraio 2024

Pioli si attribuisce tutte le responsabilità del mondo.

Basterebbe questo per fare un gesto nobile, come ha fatto Ranieri e dimettersi, poi le dimissioni gli e le revocherebbero, però nel frattempo avrebbe fatto un gesto bellissimo, anche se si tratta di frasi di circostanza e che non lo ammette sul serio, perché se ci credesse i quello che ha detto, dovrebbe dimettersi e basta, perché è vero che è lui che sceglie i giocatori, la strategia e che fa i cambi, poi aggiunge: “Abbiamo commesso degli errori che di solito non commettiamo" e lì si capisce che invece sta scaricando la colpa sugli altri.

Per carità, è più giusto così, perché in fondo sono i giocatori che vanno in campo, ma sono troppe le partite con il passaggio “a vuoto” fatte quest’anno e anche l’anno scorso, il Milan gioca veramente male, per non avere colpe importanti anche il coach, è veramente complicato commentare il primo tempo del Milan a Monza, ha fatto troppo poco, poco ritmo, scarsa intensità e troppa leggerezza in fase difensiva, troppo brutta la prestazione del Milan nel primo tempo.

Il secondo tempo devo dire che il Milan mi è piaciuto, anche se in dieci o forse perché in dieci, ma è stato il solito Milan “d’impulso”, quello che si vede ogni fine partita dopo le sostituzioni e sotto nel risultato, che si butta a capofitto nelle metà campo avversaria per recuperare il risultato, ma un Milan arruffone, disordinato e confusionario, un Milan difficile da commentare e difficile da trovare i perché di questa prestazione.

Allora, dato per scontato che “tutte le responsabilità del mondo” sono di Pioli, ma non perché lo dico io, ma perché le scelte le fa lui, tant’è che per definizione, un allenatore viene indicato come “responsabile tecnico”, Thiaw protagonista in negativo, che è stato fuori posizione e molto imbolsito in entrambi primi due gol, diventa una responsabilità dell’allenatore, nel momento in cui è stato messo frettolosamente in gruppo dallo staff sanitario, si è allenato e poi ha giocato titolare.

Ma quando Thiaw si allenava, l’allenatore dov’era? Che faceva? Non è in grado di capire se il ragazzo è nelle condizioni di fare una partita o è meglio aspettare ancora un po', mandandolo magari prima a giocare un paio di partite con la primavera? sicuramente nei due gol, è evidentissimo che ha sbagliato Thiaw, ma forse Gabbia che vive i problemi della difesa, più di noi che stiamo comodamente seduti sul divano, ha ragione che la fase difensiva (non è la sola difesa) al Milan è approssimativa.

Se i rossoneri hanno preso tutti questi gol, non è solo una questione di infortuni, non è colpa di Thiaw o di Maignan, è la fase difensiva che vuole l’allenatore e che non funziona, perché invece di trovarvi un rimedio, filosofessa dicendo: “basta fare un gol in più degli avversari”, magari con Leao, no? ne ha parlato anche Mauro che ha detto: "Se Thiaw è costretto ad andare 3-4 volte a chiudere a destra e sinistra, poi quando deve pensare, ha un po' di acido lattico nei muscoli (aggiungo io per il poco allenamento) e va in difficoltà, lì, è la squadra che ti deve aiutare".

La fase difensiva quindi che non c’è e questa brutta serata con la sconfitta, ha messo a nudo i problemi mai risolti di questa squadra e i limiti di Pioli, nascosti dagli ultimi risultati positivi e ora l’Atalanta è distante 7 punti e ha una gara da recuperare, con dei dati così allarmanti, altro che terzo posto blindato, per uno che ammette (frase di circostanza), che “tutte le responsabilità del mondo” sono le sue, ha anche la colpa del turnover.


Non che il turnover non andava fatto, per conto mio 1 o 2 giocatori andrebbero alternati tutte le settimane, in modo da avere in pratica 15/16 titolari e senza fare troppi rimescolamenti di ruoli, diciamo le classiche scelte tecniche che Pioli non sa cosa sono, o per lo meno, utilizzare i titolari, mettere in ghiaccio la partita e poi dare un po' di riposo ai più stanchi o ai più bravi, di conseguenza non si possono lasciare fuori sei calciatori tutti insieme.

Poi se fosse stato meglio farlo contro il Monza o contro il Rennes non saprei, io sono dell’idea che l’occasione di superare la Juventus e mettersi al secondo posto in classifica non me la sarei fatta scappare, vero che contro il Rennes il 3 a 0 non ti da nessuna sicurezza, ma allora è inutile dichiarare mentendo davanti ai microfoni: “pensiamo una partita alla volta”, altra fase fatta, praticamente di suo questo allenatore non ha nulla, prende tutto in prestito, anche le frasi fatte.

Questa squadra ha evidenti limiti  calcistici in tutti i suoi componenti, in Cardinale che vuole vincere tutto e si affida a Pioli e Furlani, Scaroni che non vuole vincere niente e si accontenta del quarto posto, Pioli che non è mai stato niente di più di un traghettatore, lacune tecnico-tattiche della squadra e nella mentalità di alcuni giocatori, non riesco a capire perché Vrankx non andava bene e Musah è stato definito un talento, o Chukwueze, che è costato quasi quanto De Keteleare e ha fallito come lui non lo dice nessuno.

Ora non è che sono io che gli e la tiro al Milan, ma cosa ho detto qualche settimana fa a chi vedeva un Milan lanciatissimo, che aveva risolto come per incanto tutti i suoi problemi, che io non salivo come tutti gli altri sul carro del vincitore, di aspettare prima di cantare vittoria, perché era ovvio che prima o poi sarebbe venuta fuori la polvere da sotto al tappeto, così come ho letto poco fa: “non è da escludere che Pioli venga confermato”, lo volete confermare? come diciamo noi palermitani: “a finuta chistu c’è, chistu truvati”.



 

domenica 18 febbraio 2024

Il Milan ipoteca il passaggio del turno.

Sarò un inguaribile scettico, ma per me il Milan non ha travolto il Rennes, per come il netto 3 a 0 può far pensare, continuo a ritenere che il Milan giochi a sprazzi, a folate, per me non ha ancora un gioco di squadra avvolgente, è tutto estemporaneo e legato ai guizzi di Leao e Hernandez, quest’ultimo tornato ai sui abituali standard di rendimento.

Continuo a considerare Musah un corpo estraneo a questa squadra e nel Milan, continuo a considerare troppo sbilanciato il 4-2-3-1 e poco al servizio della punta centrale, nel senso che Giroud vede pochissimi palloni, a che servirebbe spendere un pozzo di soldi per un attaccante centrale, se poi la palla sul dischetto non arriva mai? Ma contenti loro (Furlani e Cardinale) contenti tutti, tranne io, contento solo che il Milan va avanti e non di come gioca.

È vero che non si può avere tutto nella vita, quindi mi divertirò guardando giocare l’Inter, rosicherò per gli scudetti che vince e gioierò per tutti i secondi, terzi e quarti posti che arriveranno con il Milan, gioisco per questo primo “round” che il Milan si è preso, ma per me non con forza, il Rennes alla fine è risultato poca cosa, del resto in Francia se escludi PSG e forse adesso più nemmeno loro, non ci sono avversari di spicco. 

La partita finisce 3 a 0, il Milan è trascinato per il momento da uno strepitoso Hernandez e da un puntuale Loftus-Cheek, perché sarà pure che fa un gran lavoro oscuro, ma io fino ad adesso oltre ai bei gol, non ricordo una prestazione indimenticabile, giocate trascendentali, escluso con il PSG in Champions, tranne i gol, gol belli e particolari, quello sì.

Indubbiamente bravo Pioli, per quello che mi può interessare, sicuramente con i se e con i ma non si va da nessuna parte, però se togli i gol di Jovic e di Loftus-Cheek che non erano in programma (più culo che bravura), cosa ti resta di questo Milan? Una squadra arruffona, sbilanciata e a tratti disordinata, che si è forse veramente lasciata la crisi alle spalle e con il rientro degli infortunati, forse troverà una sua identità diversa e duratura.

Intanto ha messo una seria ipoteca sul passaggio del turno, quella è evidente e bisogna dargliene atto, alla vigilia la squadra di Stéphan faceva paura ed è giusto che con Reijnders giochi dal primo minuto Musah, come è giusto giocare con i titolari, tranne Florenzi al posto dell'infortunato Calabria, per portare a casa la qualificazione fin da subito agli ottavi di Europa League.

Da qualche tempo si parla effettivamente del progetto di riforma del calcio italiano e della Lega Serie A, che ha preso visione degli urgenti correttivi da introdurre da tempo e chiede un riequilibrio dei pesi nel Consiglio della Figc e una maggiore autonomia della Serie A in stile Premier, chiede inoltre una percentuale del volume delle scommesse e l'abolizione del divieto di sponsorizzazioni dal betting, oltre al ripristino del beneficio per gli “impatriati”

“Gli impatriati, sono lavoratori che trasferiscono la residenza e l'attività lavorativa in Italia, dopo essere stati all'estero per almeno 2 anni”, d’accordo che De Keteleare per esempio, può essere un lavoratore che trasferisce la sua residenza e la sua attività in Italia, ma dopo essere stato all’estero per almeno due anni cosa significa? Dovrebbe valere per un calciatore italiano che va a giocare all’estero e dopo due anni decide di “impatriare”, di ritornare.

Oppure un calciatore nato in Italia e che ha sempre giocato all’estero e vuole “impatriare” o anche uno straniero, tipo Ibrahimovic, che ha giocato in Italia, è stato residente in Italia, ha lavorato in Italia e allora “impatria”, quindi questa tipologia di calciatori può fruire delle detrazioni fiscali, per tutti gli altri no, quindi per me è stato un abuso della legge, trasfigurata come tutte le leggi italiane a proprio piacimento, per togliere ai poveri e dare ai ricchi.

Si esatto ricchi, perché non siamo nemmeno più in presenza di un presidente degli anni passati, ma in presenza di fondi, che i soldi ce li ha eccome, quindi trovo giusto che questa cuccagna sia finita, anche se sono d’accordo con Abodi, che la legge modificata, ovvero non estesa a tutti, ma solo a quei casi che ho citato prima.

La vera riforma invece secondo me era quella della riduzione delle squadre, in A, in B e in C, ma questa non la vuole nessuno, perché vorrebbero stare tutti in serie A, per usufruire dei diritti televisivi e i soldi del coni, che già in serie B sono molto diverse, quindi la serie A resta a 20 squadre, anche se Inter, Juventus, Milan e Roma non sono d'accordo e per me giustamente, perché sono le squadre che maggiormente fanno le coppe e si lamentano delle troppe partite infrasettimanali.

Cosa per altro, che lamentano anche altre, ma che però non vogliono perdere i soldi, quindi la riduzione del campionato da 20 a 18 squadre non si fa, di cosa si è parlato allora fin ora? E in buona sostanza, se non si comincia da qua, quali riforme puoi fare? Le piccole si oppongono, ricorrendo alla rappresentatività dei territori, non so quanto possa interessare alla Lazio per esempio, o a qualche altra squadra.

Molti calciatori non trovano più il tempo di allenarsi, dormono in aereo tra una partita e l’altra, si comprimono i tempi di recupero e si rischia di diventare insostenibile, a parte i risvolti economici anche sulla gestione dei diritti tv, il cui valore è in calo, per un campionato oramai di secondo piano, la Serie A rischia di sbagliare e penalizzare anche le piccole, miopi, perché un campionato di valore è interesse di tutti.