venerdì 15 maggio 2026

La priorità del Milan adesso è la zona Champions, poi ci sarà comunque il ribaltone.

Furlani non è certo il tipo che ammette i propri errori e nemmeno uno che sacrifica la sua posizione per il bene del Milan, non lo ha mai fatto, anzi e non lo farà, c’è lo dice il sorriso che aveva difronte alla coreografia della curva che lo accusava apertamente, come diciamo da noi a Palermo: “è attaccatu buono”, tradotto: “è legato bene a Cardinale” e da quel posto lui non se ne andrà mai.

Dovrebbe essere caso mai Cardinale a cacciarlo, ma finché le risorse economiche del club si moltiplicano ed è il solo obiettivo della proprietà, Furlani starà fermo e piantato su quella poltrona, troverà sempre qualcuno comunque a cui fare pagare gli insuccessi sportivi, prima sono stati Maldini e Massara, poi Pioli, poi Fonseca e Conceicao e adesso è il turno di Tare (sicuro) e di Allegri se non c’entra la Champions.

Tutto è estemporaneo, il Milan sta attraversando uno dei periodi più complicati degli ultimi anni, ci sono Allegri e Tare e pagano loro, senza sottolineare, che il Milan va male da 4 anni, io non riesco a farmene una ragione, ma nonostante a me Allegri non piace, Furlani dovremo sopportarlo ancora per chissà quanti anni, il merito di Furlani, è quello di avere costruito una squadra, che ha concluso la prima metà di stagione a soli tre punti dall’Inter capolista.

I demeriti di Tare, di avere portato al Milan a suon di milioni, i vari Nkunku, Estupinian ecc, i demeriti di Allegri, il netto calo della squadra nel girone di ritorno, oltre all’assenza totale di gioco, imputazioni inappellabili, che serviranno a tirare i conti, mettendo sotto il tappeto l’orrore sportivo che l’AD ha perpetuato in questi ultimi 4 anni, ad onore del vero, se fossi io Furlani, non avrei aspettato nemmeno le ultime due partite per cacciare via Allegri.

La squadra ha infilato una serie di risultati negativi mostruosi, mostrando un rendimento ben al di sotto delle aspettative e disperdendo quanto di positivo era stato fatto nei mesi precedenti, tra errori, mancanza di continuità e prestazioni deludenti, il Milan è scivolato lontano dalle zone alte della classifica, nonostante avesse un vantaggio di punti considerevole e credo che con me, tanti altri DS e presidenti, avrebbero fatto lo stesso.

La stagione ormai è nel vivo e anche notevolmente compromessa, anche l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions, rischia concretamente di sfumare e classifica a parte, la situazione delicata che sta vivendo il Milan, merita una lunga e profonda riflessione, che non può essere poi tanto distante da un nuovo ribaltone, mancano due gare alla fine del campionato e c’è un obiettivo da raggiungere, poi si dovrà pensare al futuro, ma quel signore che rideva davanti alla coreografia dei tifosi, al futuro ci ha già pensato.

Di sicuro sono tutti sotto accusa, la dirigenza non è esclusa neanche stavolta, ma avete mai visto un presidente o in questo caso chi per lui, essere esonerato? No! Quindi restano: l'allenatore, il direttore e la squadra, dopo la sconfitta con l’Atalanta, c'è stato un altro vertice a Casa Milan, con Furlani, Tare e tutti i responsabili delle varie aree, stavolta non si è parlato di mercato, ma come affrontare la crisi che sta attraversando il Milan.

Per una volta e comunque per poco, sono tutti d'accordo, che in questo momento, bisogna mettere da parte tutti gli individualismi e restare unti, perché non arrivare tra le prime quattro sarebbe un disastro sportivo e soprattutto economico, che genererebbe un buco da cento milioni e che avrebbe effetti pesantissimi sul mercato e quindi sui progetti della prossima stagione, si dice che se non verrà raggiunto l’obiettivo, ci sarà una rivoluzione, anche se per me la rivoluzione va fatta lo stesso.

Non si può ricominciare con un allenatore, che ha mostrato di non essere all’altezza delle aspettative, gli scudetti vinti a Torino non significano nulla, la Juventus di quel periodo non aveva avversari, quegli scudetti li avrei vinti anch’io, così come non si può ricominciare, con un DS che non ha nessun potere decisionale, men che meno, con questa squadra ed è sacrosanto, che senza Champions il Milan faccia piazza pulita di tutti, chiaramente Furlani escluso.

È un Milan da rifondare in tutte le sue parti, hanno sbagliato tutti, l’ideale sarebbe che Cardinale vendesse il Milan, l’Inter continua a vincere: 21 scudetti e 10 coppe Italia, in questi ultimi anni ci hanno stracciato e pensare che è stato il loro momento economico peggiore, ma in questo periodo hanno avuto Marotta e noi Furlani, nel Milan invece continua a venir fuori ancora una grande confusione e mentre l'Inter vince Coppa Italia e scudetto, noi non riusciamo nemmeno a conquistare un posto in Champions. 

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