L’esperimento non era riuscito per diversi
motivi, intanto per le mancate conoscenze di Furlani, per la mancate competenze
di Moncada e Ibra e anche perché era un gruppo dove volevano comandare tutti e
poi comandava solo Furlani e soprattutto, perché Pioli non è mai stato
l’allenatore manager, ha sempre fatto quello che gli hanno imposto, quindi in
questo “team tecnico”, chi si occuperà di mercato? (anche Kirovski è fuori) e
chi decide?
L’unico in questo “team tecnico” a capire di
calcio è Amorim, che giustamente Cardinale ha messo al centro dell'area tecnica, lui
sceglierà e valuterà i calciatori, magari li contatterà come sta facendo con
qualcuno e poi Almstadt sarà l’uomo operativo sul mercato, mentre nel gruppo di
lavoro precedente, l’ultima parola spettava a Furlani (ne avesse detta una
giusta), in questo nuovo “team tecnico”, l’ultima parola spetta a Cardinale, consigliato (speriamo bene) da
Ibrahimovic.
Non c’è dubbio che si tratta di una situazione
disperata e si si sta ricorrendo ad una contro reazione ancora più disperata,
ma tranne vendere la società, in questo momento, per provare a salvare la
baracca e non volendosi affidare a Maldini o a Galliani, non c’è un’altra
soluzione, che io spero sia temporanea e in “progres”, cioè man mano che si
trova l’accordo con persone competenti, si sostituiscono i “momentanei”,
speriamo che abbia ragione.
È più che evidente, che nel nuovo
management mancano le competenze idonee, per poter far tornare il Milan grande, manca una linea
di gestione e una struttura dirigenziale chiara, c'è una confusione di identità
di gestione, in questo nuovo “comitato strategico”, che sarà composto così: Amorim
allenatore-manager, che darà le sue indicazioni al folto gruppo di scouting-analisi
dati, incaricati di individuare i calciatori idonei alle richieste del tecnico
e che rientrino nei parametri tecnico-economici della società-proprietà.
Il quadro generale genera preoccupazioni e più di una
perplessità, in attesa di capire la realtà dei fatti e se il
mercato lo farà Amorim così come sembra, visto che nessuno più dell'allenatore
sa chi serve e chi no, quali sono i piani tecnico-tattici, quali sono i giocatori da vendere e
da acquistare, il portoghese viene dall’esperienza non esaltante al Manchester
United, chiusa con l'esonero, ma in Inghilterra ha imparato a muoversi come allenatore
manager, con operatività sul mercato.
Si sa che in questi giorni abbia telefonato ai
giocatori più importanti: Rabiot, Maignan e pare fin anche Modric, per
rassicurarli sulla costruzione di un Milan ad alti livelli e a quanto pare a
pure parlato con due suoi ex pupilli, Gonçalo Ramos in uscita dal Psg e Pedro Gonçalves dello Sporting, quest’ultimo più
attaccante esterno rispetto a Ramos, Gonçalves ha
caratteristiche adatte a prendere il posto di Leao, Ramos invece può sostituire
Gimenez.
Ramos costa circa 40 milioni e Gonçalves
ne vale una trentina, parte di questi 70 milioni, se non tutti, dovranno venire
fuori dalle cessioni proprio di Gimenez che piace all'Orlando City e di Leao, che non ha più un futuro al Milan e che probabile
avrà un futuro in Premier.
Tutto questo a patto il fatto che si sbrighino, perché le urgenze sono molte e gli
altri vanno dritti come un treno, serve un centravanti che segni e Ramos lo è,
occorre verificare se Jashari può essere il dopo Modric, in difesa serve
qualcuno più forte di Gabbia, Tomori e Pavlovic e poi ci sono da valutare Camarda e
Comotto, tutto peraltro in funzione del nuovo modulo di Amorim e in tutto
questo, manca anche l'allenatore del Milan Futuro.
Pare che anche Milan Futuro, possa avere il suo nuovo allenatore dall'estero, l'idea di Cardinale è quella di avere il meno possibile figure italiane all’interno del suo organigramma, magari gli italiani gli fanno schifo, però, dopo Furlani, anch’io mi guarderei bene dagli italiani.


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