lunedì 22 giugno 2026

Il Milan (Cardinale) ci ripensa, si torna al fallimentare “gruppo di lavoro”.

Niente più Direttore dell'Area Tecnica, Cardinale non ha più soluzioni decenti per questa figura dirigenziale, o per lo meno, non ci sono persone disposte a stare sotto i comandi di Ibrahimovic e all’ora il proprietario torna al famoso gruppo di lavoro, come quello che qualche anno fa ha sostituito malamente Maldini e Massara, promuovendo alcune persone già all’interno della società e avvalendosi di altre esterne, ma con l’allenatore manager all’inglese.

L’esperimento non era riuscito per diversi motivi, intanto per le mancate conoscenze di Furlani, per la mancate competenze di Moncada e Ibra e anche perché era un gruppo dove volevano comandare tutti e poi comandava solo Furlani e soprattutto, perché Pioli non è mai stato l’allenatore manager, ha sempre fatto quello che gli hanno imposto, quindi in questo “team tecnico”, chi si occuperà di mercato? (anche Kirovski è fuori) e chi decide?

L’unico in questo “team tecnico” a capire di calcio è Amorim, che giustamente Cardinale ha messo al centro dell'area tecnica, lui sceglierà e valuterà i calciatori, magari li contatterà come sta facendo con qualcuno e poi Almstadt sarà l’uomo operativo sul mercato, mentre nel gruppo di lavoro precedente, l’ultima parola spettava a Furlani (ne avesse detta una giusta), in questo nuovo “team tecnico”, l’ultima parola spetta a Cardinale, consigliato (speriamo bene) da Ibrahimovic.

Non c’è dubbio che si tratta di una situazione disperata e si si sta ricorrendo ad una contro reazione ancora più disperata, ma tranne vendere la società, in questo momento, per provare a salvare la baracca e non volendosi affidare a Maldini o a Galliani, non c’è un’altra soluzione, che io spero sia temporanea e in “progres”, cioè man mano che si trova l’accordo con persone competenti, si sostituiscono i “momentanei”, speriamo che abbia ragione.

È più che evidente, che nel nuovo management mancano le competenze idonee, per poter far tornare il Milan grande, manca una linea di gestione e una struttura dirigenziale chiara, c'è una confusione di identità di gestione, in questo nuovo “comitato strategico”, che sarà composto così: Amorim allenatore-manager, che darà le sue indicazioni al folto gruppo di scouting-analisi dati, incaricati di individuare i calciatori idonei alle richieste del tecnico e che rientrino nei parametri tecnico-economici della società-proprietà.

Il resto del “comitato” sarà composto in questo modo: Almstadt, Gardiner, Calvelli e Castelblanco, nonché dal consulente esterno Ibrahimovic, con Kirovski che continuerà ad occuparsi di Milan Futuro e almeno per ora, non ci sarà un direttore tecnico e non arriverà un DS italiano, le trattative verranno svolte da Almstadt, che per circa un anno nel 2015, è stato Direttore Sportivo dell’Aston Villa. 

Il quadro generale genera preoccupazioni e più di una perplessità, in attesa di capire la realtà dei fatti e se il mercato lo farà Amorim così come sembra, visto che nessuno più dell'allenatore sa chi serve e chi no, quali sono i piani tecnico-tattici, quali sono i giocatori da vendere e da acquistare, il portoghese viene dall’esperienza non esaltante al Manchester United, chiusa con l'esonero, ma in Inghilterra ha imparato a muoversi come allenatore manager, con operatività sul mercato. 

Si sa che in questi giorni abbia telefonato ai giocatori più importanti: Rabiot, Maignan e pare fin anche Modric, per rassicurarli sulla costruzione di un Milan ad alti livelli e a quanto pare a pure parlato con due suoi ex pupilli, Gonçalo Ramos in uscita dal Psg e Pedro Gonçalves dello Sporting, quest’ultimo più attaccante esterno rispetto a Ramos, Gonçalves ha caratteristiche adatte a prendere il posto di Leao, Ramos invece può sostituire Gimenez.

Ramos costa circa 40 milioni e Gonçalves ne vale una trentina, parte di questi 70 milioni, se non tutti, dovranno venire fuori dalle cessioni proprio di Gimenez che piace all'Orlando City e di Leao, che non ha più un futuro al Milan e che probabile avrà un futuro in Premier. 

Tutto questo a patto il fatto che si sbrighino, perché le urgenze sono molte e gli altri vanno dritti come un treno, serve un centravanti che segni e Ramos lo è, occorre verificare se Jashari può essere il dopo Modric, in difesa serve qualcuno più forte di Gabbia, Tomori e Pavlovic e poi ci sono da valutare Camarda e Comotto, tutto peraltro in funzione del nuovo modulo di Amorim e in tutto questo, manca anche l'allenatore del Milan Futuro.

Pare che anche Milan Futuro, possa avere il suo nuovo allenatore dall'estero, l'idea di Cardinale è quella di avere il meno possibile figure italiane all’interno del suo organigramma, magari gli italiani gli fanno schifo, però, dopo Furlani, anch’io mi guarderei bene dagli italiani. 

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