domenica 12 luglio 2020

Adesso: come si fa a mandare via Pioli e Maldini

La partita contro la Juventus, oltre a segnare una vittoria storica, per il Milan ufficialmente comincia l'era Rangnick, con la comunicazione a Maldini da parte di Gazidis, che arriverà il tecnico tedesco con un contratto triennale e i pieni poteri, proponendo a Maldini un ruolo di vicepresidente e la possibilità (per me concreta) che per il primo anno Pioli possa sedere in panchina, con il tedesco solo nel ruolo di dt.
A detta di tutti Maldini non accetterà di lavorare per il Rangnick, io resto possibilista e non credo che Maldini deva dare una risposta entro pochi giorni, gli è stato proposto un ruolo ad hoc, di rappresentanza istituzionale, difficilmente accetterà, ma ancora la decisione non è stata presa, mentre la squadra di mercato: Almstadt e Moncada, sono già  a lavoro agli ordini di Rangnick.
Prima del doppio incontro con Lazio e Juventus, i soliti noti rimarcavano il fatto che il Milan di quest'anno avesse 8 punti in meno di quello del santo dei miracolo Gattuso, classifica a confronto, la Juventus ha 9 punti in meno, la Lazio ne ha 16 in più e l'Atalanta si conferma terza con 14 punti in più. 
L’Inter nonostante gli 8 punti in più è sempre quarta, la Roma è quinta in classifica con gli stessi punti, il Milan è settimo a due punti dal quinto posto che fu di Gattuso e ha solo tre punti in meno dalla squadra dei miracoli, grazie all'interregno di Giampaolo, il campionato non è  ancora finito e se finisse con il Milan quinto e con qualche punto in più, dovremmo ancora rimpiangere i miracoli di Gattuso? 
Inzaghi recrimina che nessuno dopo di lui ha fatto meglio, quindi non avendo la sfera di cristallo per conoscere il futuro, ci teniamo il primo allenatore che capita senza provare a migliorarsi? Non è  mai andata meglio chi lo dice? Con Gattuso abbiamo fatto il quinto posto e con Montella abbiamo vinto un trofeo, con Mihajlovic abbiamo scoperto il portiere più  forte del mondo, quindi?
Con Pioli siamo tornati a giocare a calcio, ecco! Questo forse è il vero momento in cui bisogna avere il dubbio, se chi verrà  dopo riuscirà  a fare meglio, è  la prima volta in otto anni che sono perplesso, vedere giocare il Milan, quello con l'arrivo di Ibrahimovic, è una cosa che ci mancava dall'ultimo scudetto e ci permette di guardare al futuro con un po' di convinzione in più.
Piuttosto, caso mai, dovremmo chiederci come si fa a mandare via Pioli? è la domanda che ci facciamo tutti, in questo momento il Milan ha un potenziale di testa e di gambe, che non ha mai avuto con nessun allenatore, il clamoroso tonfo di Bergamo, il terribile secondo tempo del derby, sembrano solo brutti ricordi (spero).
Da una analisi più  fredda però, ho il dovere di ricordarmi i secondi anni di Pioli e spesso anche i primi, in pochi ne esaltiamo le doti da allenatore e non avendo la sfera di cristallo neanche adesso una cosa è certa, il Milan deve migliorarsi, forse Rangnick è l'uomo giusto oppure non lo è, ma il tentativo bisogna farlo.
Magari insieme a Pioli ma bisogna puntare alla massima aspirazione per una squadra come il Milan, tornare ad avere in panchina un grande allenatore, uno che riesca a sopperire all'assenza di Ibra, che è  stata la vera svolta (coincisa con l'addio di Suso), Gazidis vuole ripartire con una nuova idea di calcio e non posso che dargli ragione, ma un errore non può e non dev'essere commesso: quello di cambiare tutto l'organico.
Devono essere confermati la maggior parte della rosa attuale e questione non indifferente, i preparatori atletici, perché al di là dell'allenatore, stanno dimostrando in un periodo così  particolare, di avere dato ai giocato una condizione atletica da tempi di campionato normale, tutti piccoli particolari che fanno la differenza.
Anche e forse soprattutto atleticamente è un Super Milan, le gambe e la testa girano, atleticamente è la squadra più esplosiva del campionato, corrono sempre e nei secondi tempi lo fanno ancora di più e meglio degli avversari, stanno bene e sono brillanti, aggrediscono, pressano alto e rispettano le consegne tattiche, una squadra in palla.

Ora Pioli e tanti altri altri meritano il Milan.

Al Milan ci sarà un'altra rivoluzione? si ricomincerà ancora da capo? Per costruire serve tempo e per quello che si è  visto nelle ultime partite, sarebbe veramente un peccato buttare via tutto quello che di buono si è  costruito in quattro mesi, perché non dobbiamo dimenticarci che Pioli ha lavorato in queste condizioni e solo: novembre, dicembre, gennaio e giugno.
Non sono qua a rimangiarmi tutto quello che ho detto e di cui sono ancora convinto, ben venga anche un cambio di mentalità, ma che non si debba cambiare per forza tutto e per l'ennesima volta, capisco che oramai la frittata è  fatta, ma dopo avere ammirato: Kjaer, Ibrahimovic, Hernadez, Bennacer, Rebic e adesso anche Salemaker e Leso (Duarte e Krunic sono stati infortunati), non puoi dire che Maldini ha fatto male.
Capsico che oramai non si può e per certi versi non si deve tornare indietro, ma non è detto che non si possa trovare un compromesso e che si debba per forza buttar via il bambino con l'acqua sporca ed è giusto che Gazidis sogni di far lavorare insieme Maldini e Rangnick, per il famoso teorema “Algida”, che due è  meglio di uno.
Nel senso che i due potrebbero completarsi e mettere insieme al servizio della causa del Milan, le loro grandi esperienze, sarebbe tutta una questione di buon senso tra gente “di campo” e per me fa bene Gazidis a non volere depotenziare Maldini e vorrebbe che i due si parlassero per trovare una possibile sinergia, se Maldini è  andato d'accordo con Leonardo e con Boban, perché  non potrebbe trovare un accordo con Rangnick?
In fondo a Maldini è  stato proposto un ruolo operativo e non è  detto che non potrebbe condividere le scelte con Rangnick, così  come non è detto che una figura che vuole decidere tanto, non possa essere d'accordo con Maldini, sappiamo come va nel calcio, mai dire mai, un chiarimento e da “nemici” si diventa stimatissimi amici.
La stessa cosa Gazidis vorrebbe fare con Pioli, far parlare i due tecnici per provare a trovare il modo per farli lavorare insieme, il Milan stima tantissimo Pioli e Pioli non è l'uomo del rilancio ad altissimo livello (forse neanche Rangnick), ma potrebbe essere possibile che insieme lo possano fare, non stravedo per Pioli e non so cosa farà  Rangnick, ma un tentativo (per altro indolore) io lo farei, credo che in questo momento un connubio possa portare più effetti positivi di un'altra rivoluzione.
Rangnick potrebbe fare soltanto il direttore tecnico per la prima stagione, la riconferma in panchina per Pioli che ha svolto un buon lavoro e magari porterà  il Milan in Europa, è  un atto dovuto e poi è  anche un opzione del contratto, per Maldini? la società propende per sì certamente, ma bisogna vedere con quale ruolo diverso.
La società  sembrerebbe orientata ad incarico "alla Nedved" e anche con la vicepresidenza, ma con compiti meno operativi e anche Rangnick avrebbe dato l’ok, la soluzione non è  detto che non possa allettare Maldini e poi per quella esternazione sul tedesco, si può sempre cambiare idea.
Rangnick è comunque considerato un fuoriclasse, ma non è detto che un fuoriclasse possa avere successo in Italia e nel Milan in particolare, è chiaro che bisogna creargli le condizioni per non farlo fallire come è  successo a Carlos Bianchi, bisogna evitare di scaraventato in una realtà non sua e guidarlo, cosa che non può fare Gazidis da solo.

Rangnick è perfetto per il progetto di rilancio del Milan, i dubbi sono sul doppio ruolo alla Wenger, non per mancanza di capacita, ma perché è l'Italia, del resto lui stesso negli ultimi 7 anni solo per due volte ha voluto anche fare l'allenatore, ma davvero non è possibile trovare una aderenza di intenti tra Rangnick direttore e Pioli allenatore?
E’ un periodo magico e speriamo che oramai sia consolidato, una vittoria meno perfetta di quella con la Lazio, ma un successo bello, limpido, con la Juventus finalmente in ginocchio alla nostra mercé , frutto sicuramente del lavoro di tutti e di un Ibrahimovic ancora protagonista nonostante i 38 anni e un allenatore che crede nel suo lavoro nonostante le voci. 
È un Milan competitivo, forte fisicamente e mentalmente, capace di battere la prima e seconda in classifica, complimenti a tutti e in particolare a Pioli, l’Europa è importante per lui e per la proprietà, sono comunque introiti e visibilità internazionale e poi fra un mese la rivoluzione, è tutto pronto e mancano solo le firme, sarà Rangnick a fare il mercato, manca solo all'annuncio ufficiale, non credo che tornino indietro e poi senza risorse è il miglior progetto perseguibile, Rangnick che sia l'allenatore o no, si occuperà in prima persona del mercato e anche qua non credo che nessuno si voglia disfare della maggior parte dei giocatori, solo perché  considerati non proprio adatti al gioco di Rangnick.
Intanto il Milan è intenzionato a riscattare Rebic prima della fine del prestito biennale e prima che cresca ancora la valutazione, bisogna trovare un accordo con l’Eintracht, che valuta il giocatore 40 milioni e uno scambio con André Silva alla pari mi sembra molto difficile, anche se Rebic spinge per restare. 

Ora funziona tutto, sicuri di ripartire da zero?

Un saluto ai miei lettori, con i quali mi devo scusare, ma ho ancora problemi con il mio pc della casa di vacanze e continuo ad arrangiarmi con un tablet avuto in prestito, di cui non sono pratico, capisco che qualcuno sperava in questo contrattempo per non vedermi scrivere fesserie, ma io non demordo e vi rendo difficile tutta l'estate.
Milan-Juventus è stata una splendida partita, con una discreta intensità, giocata a viso aperto e senza nessun tatticismo particolare, con veloci e continui capovolgimenti di fronte, stiamo parlando adesso di un Milan che non si mette là  ad aspettare l'errore dell'avversario come faceva Gattuso (motivo della mia insoddisfazione), ma di un Milan che prova a fare la partita.
Un Milan che in 4 giorni ha rifilato sette gol alle prime due della classifica e quindici nelle cinque partite post virus, mostrando che più o meno il Milan è  questo, per me era tra le prime quattro lo scorso anno (chiunque lo avrebbe allenato) ed è  da primi quattro quest'anno, anche per Giampaolo.
Non si diventa di colpo quello che non sei, se non lo sei, il Milan non è  diventato di colpo questo Milan, la materia prima c'era e bastava saperla plasmare, così  come non si diventa allenatori solo perché  ti chiama il Milan.
Da me non sentirete mai dire che Pioli è un allenatore bravissimo perché non lo è, sta solo facendo al meglio il suo lavoro, facendo rendere la squadra da primi posti in classifica, ovvero per quello che è  e per questo sono stati cambiati tanti pseudo allenatori.
Pioli è stato bravissimo, ha la squadra tutta dalla sua parte e il Milan è cambiato totalmente rispetto a qualche mese fa, veramente pure rispetto agli otto anni del dopo Ancelotti, un Milan così convinto, determinato, sicuro, non lo vedevo da anni, ora funziona tutto, speriamo che fra un mese non si riparta veramente da zero.
Al Milan serviva un giocatore come Ibrahimovic ed è  arrivato, ora ne serve uno uguale ma più  giovane, il Milan aveva bisogno di personalità, Ibra e Kjaver gli e l'hanno data facendo crescere diversi giocatori, Ibra e Kjaer sono elementi fondamentali per questo Milan, con loro e Spalletti e anche con Pioli dall'inizio, avremmo probabilmente lottato per la Champions.
Comunque scordiamoci un nuovo Ibrahimovic perché  non c'è, quindi bisogna cambiare i progetti per il futuro (ricominciare), magari spremendo Ibra il più  possibile e preparare Jovic alla sua eredità, Jovic è stato accostato con insistenza al Milan, ma ora questa pista sarebbe raffreddata per motivi economici.
Così Rangnick ha pensato a Schick (con lui quest'anno al Lipsia) e ha già parlato con la Roma proponendo un'offerta di 20 milioni, Schick vede di buon occhio il ritorno in Serie A e nel Milan, l'ingaggio rientra nei piani rossoneri, ha un ottimo potenziale e potrebbe “esplodere” come Rebic.
Poi c'è Rashica, obiettivo del Napoli che piace anche a Rangnick, con la retrocessione del club sarebbe andato via con la clausola di 15 milioni, salita a 20 per la permanenza del club in Bundes, questo ha fatto mollare il Napoli ma non i rossoneri, Rangnick lo vede perfetto per continuare con il 4-2-3-1, ma anche come esterno nel 4-4-2. 

domenica 5 luglio 2020

La partita perfetta


Vi scrivo ancora dalla quiete della mia terrazza estiva e mentre lo faccio tutto intorno a me si diffonde un delicato profumo di forno, saranno i cornetti appena sfornati, pubblico questo post e corro giù al bar a fare colazione.
Chi si sarebbe mai aspettato che dopo la cocente delusione di Ferrara, una squadra così debole caratterialmente, potesse avere una reazione così lucida e razionale, tanto da mettere in atto la “partita perfetta”, forse perché c’erano in campo due veterani come Kjaer e Ibrahimovic, che con la loro esperienza hanno diretto un gruppo, che se dovesse continuare così, avrebbe molto da rammaricarsi.
Tornano titolari e fanno sentire tutto il loro peso, riprendendosi il Milan dopo l'infortunio e trascinandolo al successo, ora l'obiettivo è cambiato, è diventato quello di agganciare il quinto posto, adesso a due soli punti e in  mano a Roma e Napoli, con la Roma in piena crisi  e il Napoli ancora da incontrare.
Il ritorno degli scandinavi infondere fiducia ai loro reparti e a tutta la squadra, anche Rebic e gli altri sono in grande forma, è un Milan in palla e che sta bene fisicamente, in condizioni atletiche ottimali, che gli hanno permesso di ottenere una grande vittoria, una partita giocata bene, come quelle che piacciono a me e interpretata alla perfezione, è stato il miglior Milan della stagione, insieme al primo tempo del derby e alla semifinale di coppa Italia.
Tanto che viene difficile pensare ad uno Zlatan fuori dal progetto, a maggior ragione se è così partecipe anche dalla panchina, la squadra ha giocato in maniera perfetta e ha commesso pochissimi errori, da sottolineare oltre a quella di Ibra, anche la prestazione di Kjaer che non ha sbagliato nulla, come il resto dei suoi compagni, il Milan ha giocato una delle gare più lucide degli ultimi otto anni, vincendo nettamente in casa di una grande Lazio.
Il Milan ha giocato bene e meritato la vittoria, forse, anzi no, meriterebbe di sicuro una classifica migliore, almeno una sicura e tranquilla partecipazione alla prossima Europa League, ma il calendario non è per niente clemente, già alla prossima ci sarà la Juventus e poi la sfida con il Napoli, che potrebbe essere veramente  lo scontro diretto per l’Europa League senza “preliminari”.
E’ la quarta volta quest'anno che incontriamo la Juventus, siamo cresciuti moltissimo e speriamo di potercela fare a batterli prima o poi, sorpresa nella sorpresa Kessie, la parola giusta per lui è “monumentale”, uno schermo invalicabile davanti alla difesa, su cui si infrangevano gli attacchi della Lazio, una crescita tattica esponenziale, rigenerato in un ruolo che è molto più simile al suo ruolo originario di difensore centrale.
Un ruolo alla Bakayoko più adatto alle sue caratteristiche, una colonna portante del centrocampo che ora non avrebbe più senso cederlo o addirittura “svenderlo”, difficile fare a meno di un giocatore così, una partita sontuosa, che in coppia con Bennacer dalla regia illuminata, danno ritmo e personalità in mezzo al campo alla squadra rossonera.
Si conferma Saelemaekers alla prima (e non ultima) da titolare, corre e lo fa con intelligenza, non molla un pallone ed è una grande risorsa per l’allenatore, ma a questo punto cambia sicuramente il calciomercato e sarà sicuramente “annullata” qualche operazione in entrata, servirà sicuramente ancora un po’ di tempo per avere le idee più chiare, anche se chi “deve”, non aspetterà agosto per costruire la squadra della prossima stagione, le idee e gli obiettivi erano chiari, oggi non sembra più così.
Intanto si raffredda la pista Szboszlai, il centrocampista piace a tanti club europei e il Milan sta pensando ad altri nomi (Miranchuk), il Milan del futuro dovrebbe nascere in questi giorni, visto anche il poco tempo che intercorrerà tra la fine di questa stagione e l’inizio dell'altra, sembrerebbe però che Rangnick non vorrebbe fare l'allenatore e che a questo punto servirebbe un “tecnico” che sia in sintonia con lui e che parli italiano.
Forse sono state queste le rassicurazioni di Gazidis a Pioli e forse è questo il motivo per cui non si sente una vittima sacrificale e “fuori” dal Milan, sembrerebbe che Rangnick abbia delle perplessità sul suo doppio ruolo dirigente-allenatore, a quanto pare non vorrebbe più sedersi in panchina, ma è difficile individuare un tecnico che sia disposto a mettersi ai suoi ordini e che possa realizzare in campo le sue idee di gioco. 
Pioli sta bene al Milan e non mi sembra abbia nessuna intenzione di lasciarlo, per me ha capito che è l’ultima occasione per cominciare a vincere, del resto lo trovo molto umile, duttile, malleabile e aperto ad ogni soluzione, i giocatori sono con lui e accetterebbero meglio certi sacrifici, non credo che Pioli sia così integralista e così arrogante da non lavorare su un progetto “nuovo” anche se non è il suo.
Rangnick in panchina potrebbe rappresentare un rischio, così come un nuovo allenatore al suo posto, Pioli darebbe continuità e garanzia di superare tutti i problemi iniziali, basta avere un progetto chiaro e ben definito e con un'unica idea, alla fine non credo che Pioli e Maldini non possano sposare il progetto del tedesco con tante “aperture”, come: rinunciare al suo staff personale e accettare in squadra anche qualche vecchietto.
Con l’arrivo di Rangnick, Maldini dovrà decidere se rimanere con un ruolo non operativo ma più istituzionale, in pratica che non faccia mercato ma che resti come collante tra squadra e società, una figura diversa rispetto a quella attuale, le indiscrezioni da Milanello hanno aperto a questa possibilità e comunque, non sarà Elliott a licenziarlo ma Maldini ad andare via.
Alla fine Maldini potrebbe prendere il posto di Boban (sta già lavorando in quel senso con Kalulu), Rangnik sarà il dirigente tecnico che non chiude a Ibra e Pioli sarà l’allenatore del progetto Milan, in tutto questo va evidenziato che il 4-2-3-1 sta dando buoni frutti (Spal e Genoa a parte) e che può essere anche il modulo per il futuro (sarebbe un’altra apertura di Rangnick).
Del resto per lui come per tanti altri allenatori, la difesa a quattro è un dogma, mentre la davanti ci si può sbizzarrire un po’, magari con un centrocampo a rombo, dove Calhanoglu (dietro le punte) e Bennacer (mezzala a sinistra) hanno già adesso la loro collocazione, poi l'ideale sarebbe affiancare a centrocampo uno alla Bakayoko (Kessie) e completarlo con uno come Szoboszlai (Miranchuk).

sabato 4 luglio 2020

Il Palermo cerca tra i maggiori settori giovanili.


Sagramola e Castagnini stanno cercando di prendere ragazzi di prospettiva, per un campionato duro come quello della serie C, hanno contatti importanti con la Roma e con altri settori giovanili, tanto che oltre a Silipo (che proverà a trattenere), altri tre giovani della Roma sono finiti sulla lista della spesa e si parla di cessione definitiva con diritto di recompra.
I tre ragazzi in qustione sono: il 20enne centrocampista Pezzella attualmente in prestito al Modena, il 21enne esterno sinistro Valeau in prestito all’Imolese e il 21enne attaccante Celar in prestito al Cittadella, mentre dal Catania si segue con interesse il 21enne centrocampista Biondi, fra i giocatori più “anziani”, il Palermo continua a puntare Comi e Saraniti, che  sembrano pronti a dire di sì. 
Con la promozione fra i professionisti del Palermo, le cose potrebbero cambiare e i due giocatori stavolta potrebbero accetare il trasferimento in rosanero, anche se per il reparto offensivo Castagnini ha diversi nomi per le mani e tra questi ci sarebbe anche il 33enne Infantino in forza alla Carrarese, attaccante di grande esperienza per la categoria che in questa stagione ha già messo a segno 16 reti in 24 partite, sarebbe la punta centrale ideale, ottimo realizzatore e forte fisicamente. 
Nove i giocatori confermati e già sotto contratto: Pelagotti; DodaLanciniAccardi, Crivello; Martin, Martinelli,  Santana e Floriano, a questi però non si sono ancora aggiunti nuovi innesti, senza Ricciardo e Sforzini, il reparto su cui lavorare maggiormente è l’attacco e a proposito sembrerebbe che il Como abbia superato il Palermo nella corsa al 33enne Brighenti, attaccante del Monza.
Il suo nome è stato sostituito subito con quello del 32enne Coda che lascerà il Benevento, discorso simile per Marras del Livorno e per il 30enne Costantino attualmente in forza al Bari, senza tralasciare il 32enne Paponi che è in cima alla lista, seguito da Comi (Pro Vercelli), Biasci (Carpi), Simeri (Bari), Forte (Juve Stabia), Di Piazza (Catanzaro), Gliozzi (Monza) e Sarao (Reggina).
L’attacco rimane il principale reparto da rinforzare, oltre che con la grande punta centrale d’esperienza, bisogna completarlo con i giovani, meglio se con quelli che hanno già indossato la maglia rosanero come: Felici, Silipo e Lucca, ma bisogna fare comunque qualcosa in tutti I reparti, manca almeno un terzino a sinistra e nel mirino c’è il 22enne Beruatto della Juventus U23.
Ma il titolare del ruolo potrebbe essere addirittura un calciatore di serie A, il Palermo sembra abbia già sondato lo svincolato Romulo del Brescia, il 33enne jolly di difesa e centrocampo, ha trascorsi con: Fiorentina, Verona, Juventus, Genoa, Lazio e Brescia, non chè in nazionale, arriverebbe a parametro zero con un contratto biennale.
Le altre trattative sono legate al ritorno di Peretti, ma il Verona perde tempo e al 32enne Biabiany del Trapani che non rinnoverà, mentre per il capitolo allenatore: sembra si tratti di una corsa a due tra Pecchia e Caserta, io credo che Caserta abbia già l’ccordo con il Palermo e se devo scegliere tra i due io scelgo Caserta.

venerdì 3 luglio 2020

E se non fosse tutto fatto?


Di prassi le smentite di Fabio Caserta e delle due società, Juve Stabia e Palermo, ma potrebbe anche non essere fatto nulla, da qui le voci che vogliono il Palermo ancora in cerca dell’allenatore giusto per la prossima stagione, con Caserta che rimane comunque la prima opzione, le soluzioni alternative, credo che siamo più notizie giornalistiche che altro.
Uno dei nomi circolati in questi giorni è quello di Pecchia, secondo di Benitez e di Sarri al Napoli, è sempre rimasto un anonimo, anche nella sua avventura a Verona e per finire con la Juventus Under 23, nonostante abbia appena vinto la Coppa Italia di Serie C, non penso che possa essere il profilo giusto per il doppio salto.
L’altro nome è Scienza che sta facendo molto bene al Monopolie che ho visto lavorare e bene al Brescia qualche anno fa, la sua prima avventura da allenatore la fa in C2 con il Legnano, nonostante le difficoltà societarie che porteranno il club al fallimneto a fine stagione, riesce a chiudere il campionato al terzo posto.
Dopo un solo anno di C2 passa in C1 e porta alla salvezza il Viareggio, così arriva la chiamata del Brescia in serie B, esprime un calcio spettacolare e divertente, ma una striscia di risultati negativi lo portano all’esonero, torna in C1 alla Cremonese mancando per un pelo l'accesso ai play-off.
In C1 allena anche: Feralpisalò e Alessandria, prima di passare al Chiasso in seconda serie svizzera, l’unica parentesi veramente negativa, dal 2018 al Monopoli, con cui ha chiuso al terzo posto e ora si appresta a giocare i play off per la promozione in Serie B, Scienza è un allenatore che mi piace e forse ha raggiunto quella maturità per affidargli il progetto Palermo.
Il Palermo non si nasconde e pensa già alla prossima stagione, confermati:  Doda, Accardi, Lancini e Crivello, pensavo che il Palermo volesse riportare Crivello sulla fascia di sinistra e affidare il posto di centrale ad Accardi, a quanto pare però per Accardi si profila un’altra stagione da “alternativa”, quindi sarà confermata al centro della difesa la coppia Lancini-Crivello e a questo punto bisognerà colmare il vuoto a sinistra in difesa.
Vaccaro andrà via e così il Palermo sta cercando due calciatori per ricoprire il ruolo di terzino sinistro, uno (la riserva) verrà fuori tra i tanti giovani che i rosa stanno trattando, ma per la maglia da titolare l’obiettivo è Liviero, protagonista con il Vicenza  della promozione in Serie B e con il contratto in scadenza.
Classe ’93, cresciuto nel settore giovanile della Juventus con Castagnini responsabile, è un profilo di sicuro affidamento ed ha una buona esperienza nella categoria, l’alternativa è Daniele Donnarumma del Monopoli (uomo di Scienza), con cui il calciatore ha però un altro anno di contratto e per cui c’è da battere la concorrenza di Reggina e Pescara (serie B).
Tra i reparti che vanno rinforzati c’è sicuramente l’attacco, ad oggi i confermati sono il 33enne Floriano e il 38enne Santana, i due in Serie C possono essere un valore aggiunto per la loro esperienza, ma non possono essere considerati “titolari”, quindi i rosanero stanno lavorando per costruire un attacco di esperienza, ma anche di giovani di valore.
Un nome seguito dal Palermo per rinforzare l’attacco è il 32enne Piccolo della Cremonese, giocatore di esperienza che ha anche indossato le maglie di: Piacenza, Foggia, Livorno, Virtus Lanciano e Spezia, un mancino molto duttile che può giocare da trequartista, ala sinistra o destra o seconda punta, dotato di buona qualità tecnica e di una grande abilità nel dribbling.
Ha il contratto in scadenza fra un anno, come Floriano e Santana non è una punta centrale e come gli altri due, non potrà risolve il problema del gol, personalmente con in squadra Roberto e Mario, io non prenderei un altro over 30 o per lo meno prenderei amche un 32enne, ma una punta centrale che mi faccia tanti gol.

giovedì 2 luglio 2020

Così non si va in Europa


Il Milan ancora una volta è tornato a perdere punti pesantissimi contro le squadre che stanno per retrocedere, è completamente inammissibile che si inceppi sempre con le ultime della classe (Genoa e Spal) e non solo nell’ultimo periodo, ogni volta che deve compiere la svolta decisiva, sbatte sul muro delle disperate, dimostrando di restare alla fine un Milan mediocre, che non riesce ad avere continuità nel gioco e nei risultati.
Non può bastare neanche il fatto che abbia tirato in porta una quarantina di volteper assolverlo, tiri fatti con poca precisione e scarsa lucidità e il 2 a 2 contro la Spal è stato pure fortunoso (autorete di Vicari), è un chiaro passo indietro per una squadra che è entrata in campo molle, con poca cattiveria e con poca convinzione, tanto che pur avendo fatto la partita, alla prima palla che “gironzolava” nei pressi dell’area di rigore, non abbiamo avutola cattiveria di spazzarla via.
La Spal ha fatto due reti nello specchio,realizzando due reti a fronte di solo tre tiri in porta e comunque c'era ancora tutto il tempo per recuperare, in undici contro dieci per 50 minuti e con un potenziale tecnico indiscutibilmente superiore, con lo sprettro di dovere affrontare ora 3 big di fila: la Lazio all’Olimpico, la Juventus a San Siro e il Napoli al San Paolo.
Tutto questo mentre il Verona si è portato ad un solo punto in classifica e abbiamo pure perso la grande occasione per mettere pressione a Roma 48 * (con una gara in meno) e Napoli 45, con noi a 43 e il Verona 42, questo pareggio tutto sommato giustifica la scelta di cambiare progetto e allenatore, Pioli non sta facendo male, ma questo può valere per una squadra di metà classifica e che non può essere questo Milan.
Con Donnarumma, Romagnoli, Hernandez, Bennacer, Rebic e Calhanoglu, per non parlare anche di Bonaventura, Ibrahimovic e così via, questa stessa squadra non può appartenere ad una squadra di media classifica, come dice lo stesso Pioli: “Sta lavorando con passione e professionalità, stanno lavorando bene, è orgoglioso di allenare il Milan", ma questo non ci fa fare il salto di qualità e così non si va in Europa.
Non tralasciamo che il Milan è stato agevolato dalla superiorità numerica e da una SPAL rinunciataria, eppure non è bastato ad evitare l’inciampo che rischia di compromettere un posto in Europa, cosa che i rossoneri non possono più permettersi di perdere, il Milan continua a soffrire le piccole squadre e non riesce a vincere con le grandi (quelle che ci sta davanti).
Ora le incontreremo tutte tranne l'Inter e non credo possa essere l’occasione di rivincita, per dimostrare una crescita avvenuta solo in qualche giocatore e si sono rilevate pesanti le assenze di Ibrahimovic e di Kjaer, due pedine risultate importanti, giocatori d’esperienza, di personalità ed intelligenti, lingresso di Ibrahimovic anche se non al meglio, ha dato una scossa ai compagni e si è fatto sentire anche in campo cavandosela piuttosto bene.
E’ andato due volte vicino al gol di testa e su calcio piazzato, ha lavorato per la squadra, peccato che il Milan abbia frenato confermando di non essere ancora pronto per effettuare quel salto di qualità che tutti si auspicano, invece ritornano tutti i difetti e i limiti di questa squadra, quelli difensivi e quelli offensivi, una squadra che ha bisogno anche di gente esperta che aumenti l’attenzione, con Kjaer e Ibra dal primo minuto due gol il Milan non li avrebbe presi.
Di contro si è visto un buon Paquetá e Leao migliore, ecco perché nel fare il Milan di domani, serve tenere conto anche di quello che sta succedendo in queste settimane, dopo l’arrivo di Kalulu (il primo acquisto), il secondo è stato il riscatto a titolo definitivo di Saelemaekers, che ha ripagato il Milan con una prestazione brillante, ha giocato bene come esterno offensivo e benissimo da terzino, ha messo in mostra determinazione e una buona qualità, qualche cross sbagliato, ma per il resto tanta corsa, tanta voglia e tanta continuità.
Una risorsa in più per Pioli e per il prossimo Milan, un jolly di fascia che potrebbe avere risolto forse anche definitivamente il problema del titolare della maglia di terzino destro, poi ci sarà da pensare anche a Ibra e Kjaer, per il danese il riscatto dovrebbe essere cosa fatta, lo svedese invece sembra orientato per il "no" al rinnovo, ma le dichiarazioni di Massara: “valuteremo insieme a lui se proseguire” e poi: “Per campioni come Ibra c’è sempre spazio", sembrerebbe che la società abbia aperto a una possibile conferma.