martedì 10 novembre 2015

Donnarunna night.

Contro l’Atalanta, i rossoneri erano chiamati ad ottenere il quarto successo consecutivo, i bergamaschi complice un Milan abulico, hanno giocato una grande partita, invertendo di fatto, quelli che erano i valori in campo, con la conseguente "incazzatura" di Berlusconi con Mihajlovic e con tutta la squadra. 
Dopo tre vittorie consecutive e la bella prestazione con la Lazio, ci aspettavano molto di più, se non altro la certificazione della svolta, a parte il fatto che la davanti hanno vinto tutti e siamo dovuti scendere di nuovo dal treno per l'europa. 
Ora il campionato si ferma due settimane, buone per recuperare qualche infortunato, se le nazionali non ce ne consegnano degli altri e comunque con poche possibilità di lavorare sulla squadra viste le numerose assenze, per provare a presentarsi contro la Juventus, con la squadra quasi tipo. 
Cinque risultati utili consecutivi, comunque hanno rilanciato il Milan in classifica, portandolo a quota 20 punti, con l’Atalanta ci si aspettava nonostante le assenze di Bertolacci e Bonaventura, un Milan che potesse ugualmente con i sostituti, fare una prestazione convincente, del resto si giocava in casa e contro l’Atalanta, non certo contro il Barcellona.
E invece si è vista una squadra in balia dell'avversario per quasi tutta la partita, a causa della poca qualità messa a fianco di Montolivo e nonostante gli 86 milioni spesi è innegabile che il Milan abbia bisogno di ricambi di qualità a centrocampo e sugli esterni, la società una volta capito con quale modulo deve giocare, dovrà andare sul mercato di gennaio per completare l'organico, perché se si fermano i nazionali Montolivo, Bertolacci e Bonaventuta, il ricambio qualitativo, non è adeguato.
I problemi veri sono come detto da sempre a centrocampo, un reparto che bene o male ha trovato la sua fisionomia, gli infortuni e le indisponibilità vanno messe nel conto e una squadra come il Milan dovrebbe avere dei sostituti all'altezza, Bertolacci e Romagnoli non sono stati degli acquisti sbagliati, ma serve ancora altra gente.
A gennaio serve uno sforzo aggiuntivo per rendere la rosa più completa e razionale, si dovrà porre rimedio sul mercato con giocatori funzionali, come in attacco per esempio, le prolungate assenze di Balotelli e Menez, crea un problema di alternative e che Honda e Suso non sono due esterni ed hanno un rendimento scadente.
Alla riapertura delle liste, si potrebbe intavolare un discorso con l’Atalanta per: De Roon, Grassi e il Papu Gomez, meglio della pista che porta a Vazquez, l’italo-argentino piace ma è un’operazione per la prossima estate, mentre il Milan ha bisogno di inserimenti di qualità adesso. 
Dopo 3 vittorie consecutive e con in particolare quella sulla Lazio, dovevano costituire il punto di svolta della stagione, dando un senso alla sensazione di una squadra, che avesse trovato la sua quadratura, con i calciatori che avevano un nuovo atteggiamento.
A secondo delle caratteristiche o della condizione dei giocatori, l’allenatore scegliere di conseguenza il modulo, che per il futuro sarà il 4-4-2 ? Mihajlovic lo ha annunciato, non appena recupererà gli attaccanti infortunati, il tecnico ha capito che con gli uomini a disposizione, sarebbe meglio passare al 4-4-2, con questo modulo ci sarà maggiore compattezza e concretezza. 
Il 4-4-2 permetterebbe ai rossoneri di schierare sempre due punte, sfruttando al meglio il grande potenziale offensivo, anche se non sarà facile cambiare nuovamente sistema di gioco, bene o male il Milan ha trovato alcune certezze e cambiare ancora potrebbe essere un rischio, del resto se vogliamo, potrebbe essere stata un'involuzione dovuta alle assenze pesanti di Bonaventura e Bertolacci.
Certo al Milan devono ringraziare paradossalmente Donnarumma, il più giovane, il più inesperto e il meno caro, a 16 anni la nota più lieta insieme a Calabria e per certi versi anche Niang, la prestazione di Donnarumma è stata eccezionale, decisivo almeno tre volte, ma questo resta comunque un gruppo in costruzione.
Mihajlovic riavrà Bonaventura e forse Bertolacci con la Juve, indispensabili per una squadra che non ha una rosa eccellente, forse la sosta arriva al momento giusto per ridare fiducia al gruppo, perché contro la Juventus serve un'altra mentalità.
Con l'arrivo del mercato si apriranno nuovi scenari, in entrata (qualche nome comincia a circolare) e in uscita, per dare ad alcuni giocatori più continuità, almeno per i giovani come Jose Mauri e Suso, ma anche per i più esperti come Nocerino e Honda, il secondo piace in Premier League West Ham su tutti. Suso è seguito dal Granada e dal Bologna ma non è l'unico, Corvino segue anche Nocerino e Josè Mauri, si è poi ipotizzato uno scambio José Mauri all'Inter e Ranocchia al Milan, di sicuro i due giocatori probabilmente lasceranno le loro squadre a gennaio.
Foto tratte dal web.

martedì 3 novembre 2015

Attento Beppe.

“Non voglio che si dica che sarà l’allenatore anche l’anno prossimo, deve fare un campionato come quello dell’anno scorso, metà classifica. Il contratto scade, ma ho il diritto di portarlo avanti, in base ai comportamenti vedremo. La certezza è che lui non deve sentirsi sicuro di essere confermato”.
Con queste parole Zamparini aveva messo sul chi va là il suo tecnico, parole chiare e se vogliamo anche giuste, una "lavoratore" deve fornire sempre il massimo dell'impegno, senza vivere  sugli allori e sentirsi automaticamente confermato, dalla stagione importante dello scorso anno, per carità a Jachini non si può imputare uno scarso impegno, ma lui stesso sa che il calcio non ha memoria.
Contro l'Empoli è arrivata la seconda sconfitta consecutiva, al culmine di una gara giocata sotto tono, è vero che poteva esserci un rigore in favore dei rosanero, per fallo su Gilardino ancora sullo 0 a 0, però il Palermo ha fatto davvero poco, gli avversari sono invece scesi in campo con la giusta cattiveria agonistica. 
Il Palermo non può continuare a non vincere, per non trovarsi in una posizione in classifica a rischio, bisogna cercare delle soluzioni per riprendere a giocare e fare punti, evitando di dovere ricorrere a soluzioni estreme.
Jachini era obbligato a vincere con l'Empoli e adesso è obbligato a vincere con il Chievo, si tratta di appuntamenti importanti con la vittoria, che non si possono perdere, pena il rischio dell'esonero e non non ci sono, ne se e ne ma, quando bisogna invertire una tendenza si comincia sempre dal cambio della guida tecnica. 
Su quante fossero le colpe e di chi, mi sono già espresso abbondantemente, ma vedere giocare il Palermo contro Napoli ed Empoli, non si può fare a meno di rivedere il Palermo che poi è retrocesso tre anni fa, una grande e totale confusione.
Qualcosa si deve fare e pure subito, ma non bisogna farsi prendere dal panico, bisogna evitare di fare le cose così tanto per farle o in preda al nervosismo, bisogna evitare di cambiare altri 5 tecnici come allora o 20 giocatori a gennaio, quindi dico a Zamparini che se deve cambiare di farlo per un tecnico di provata "competenza" oppure andiamo in B con Jachini.
A Jachini dico di mettere da parte orgoglio, punti di vista o chi sa cos'altro e mi riferisco: al modulo, ai giocatori e che so, magari alla preparazione tecnico-tattica, con Di Carlo non risolviamo il problema e magari invece cambiando Goldaniga con Struna, passando ad un modulo con più presenza in attacco o con più compattezza, mettiamo tutto a posto.
Credetemi, mi viene difficile parlare tecnicamente di questo Palermo, tranne dire che c'è molta confusione, tanta disorganizzazione e poca coesione, posso dire che non è possibile lasciare da solo Gilardino o chi per lui, contro una difesa intera, o giocare sempre in 9 perchè Struna e Andelkovic è come se non ci fossero.

Anche su questo ho disquisito abbondantemente, ora mi vorrei soffermare un attimo sul cambio della guida tecnica, credo che allenatori più "capaci" di Jachini ce ne siano disponibili una decina e 5 o 6 di questi non verranno mai a Palermo, quindi andiamoci piano, se parliamo di Novellino o di Guidolin, allora potrei capire il tentativo, per altri no.
Novellino è tecnico capace che per me ha diritto più di altri (Castori, Sannino, Stramaccioni ecc.) di stare in serie A e poi è l'unico a non essere stato esonerato da Zamparini, Guidolin vorrebbe rientrare ed è stato contattato da molte squadre in questo periodo, lui vuole deciderà con calma e gli piacerebbe una Nazionale.
Foto tratte dal web

lunedì 2 novembre 2015

E' veramente la svolta ?

Il Milan piano, piano, sta trovando un certo equilibrio di gioco e una quadratura di uomini e modulo, dopo 7 punti in 3 partite, la gara con la Lazio costituiva un test veramente importante per la continuità, per la classifica e per certificare la svolta, di un Milan che non inanellava 3 vittorie di fila, da aprile 2014.
La netta e convincente vittoria di Roma è un’iniezione di fiducia, una prova importante di tutta la squadra e un test di maturità, anche se resta da capire, quanto il Milan sia definitivamente cambiato e se adesso può davvero lottare per la Champions.
Milan ancora con il tridente Cerci, Bacca e Bonaventura ed ora con questi risultati, non è detto che si passi al preannunciato 4-4-2, dispiace proprio adesso che la squadra gira, sia arrivato l'infortunio di Montolivo e del ritrovato Bertolacci, che con il 4-3-3 o con il 4-4-2, la loro probabile assenza, interromperà inevitabilmente il processo di crescita.
Il Milan ora deve crederci davvero, la crisi è possibile sia ormai alle spalle e dopo questa vittoria con la Lazio, i rossoneri possono veramente sperare in un piazzamento europeo, magari il terzo posto no, ma il quinto posto dove si trova adesso si, certo a soli 5 punti dal vertice occupato da Inter e Fiorentina e con una maggiore solidità difensiva, credere in un sogno è d'obbligo.
Molti giocatori sono in un ottimo stato di forma, Bonaventura che è stato ammonito salterà l'Atalanta, Cerci è tornato quello di Torino, Bacca su 9 tiri totali nello specchio della porta ne ha trasformato 6 in gol, Montolivo davanti alla difesa distribuisce e imposta, infine Bertolacci che si inserisce con profitto e puntualità, con queste condizioni l'obiettivo terzo posto è raggiungibile.
Se questa è stata davvero la vittoria della svolta, ce lo diranno le prossime partite, certo è che il modulo e gli interpreti, hanno dato finalmente un'identità alla squadra, sono arrivati 10 punti su 12 e i rossoneri hanno finalmente ottenuto un successo nel cosiddetto "scontro diretto" per l'alta classifica. 
Un'ulteriore vittoria sabato prossimo contro l'Atalanta e magari un particolare intreccio di risultati, aprirebbe scenari che solo una settimana fa sembravano impossibili, grazie ad una squadra umile, ordinata, compatta e determinata, che riesce a chiudere tutti gli spazi, limitando al minimo la pericolosità degli avversari e in possesso di buone trame di gioco e di attacchi efficaci.
La Lazio in questa stagione in casa aveva solo vinto, otto vittorie consecutive e questo Milan ha vinto e convinto, è stato concreto ed efficace per tutta la partita, sciorinando veramente un'ottima prestazione, tutto il contrario delle vittorie contro Sassuolo e Chievo, stentate, sofferte e non tanto meritate.
Buone tutte le prestazioni individuali, con una menzione in particolare per Donnarumma che su un retropassaggio un po' corto, si esibisce in un pericoloso ma efficace dribbling su Felipe Anderson, a dimostrazione che questo ragazzo ha davvero personalità e coraggio, così come le uscite aeree in area sempre determinate e sicure. 
Milan riveduto e corretto, con nuovi e vecchi protagonisti che si amalgamano, i costosi Bacca e Bertolacci, i ritrovati Cerci e Mexes, i giovani Donnarumma e il sempre più convincente Romagnoli, per finire ai nazionali De Sciglio e Montolivo, formano una squadra che ora gioca su ottimi livelli. 
Ovviamente non bisogna esaltarsi troppo, si attendono ulteriori conferme, magari il poker con l'Atalanta ed è inevitabile a questo punto tornare a parlare di mercato, si riprendere in esame Witsel e spunta anche il nome di Maxwell, mentre è sempre più sicuro il tesseramento di Boateng, ma a partire da gennaio e un adeguamento di contratto per Donnarumma.
Ma non si pensa solo al mercato in entrata, in uscita Galliani è in attesa di una risposta dal Bologna, a cui ha offerto Nocerino, José Mauri e Suso, mentre Honda potrebbe andare in Premier e piace anche al Valencia, non si ha certezza che resti fino a giugno Balotelli, Klopp lo vorrebbe riportare a Liverpool già da gennaio. 
Foto tratte dal web.

venerdì 30 ottobre 2015

Punto e a capo.

Finisce con una sconfitta la trasferta di Napoli, fermando di fatto il processo di rilancio cominciato dopo il ritiro di Gradisca, certo una sconfitta contro la squadra che è la più in forma del campionato, ci può stare, è che si è fatto un passo indietro, che non ci può stare. 
Si poteva perdere, anzi la partita non aveva altro esito, ma 5 a 0 (perchè quello era il risultato al netto dei pali e della prestazione) e senza mai essere stati minimamente pericolosi, quello no, siamo stati lenti e con poche idee, Vazquez continua ad essere solo, perchè Gilardino è un attaccante che dà profondità e non è il compagno ideale per dialogare.
Franco ha bisogno di un giocatore su cui appoggiarsi, con cui scambiare il pallone nello stretto, credo che l'unico poteva essere Trajkovski, ma è sparito dai radar a vantaggio del 3-5-2, anche perchè, pur tornando a 3, la difesa è il reparto più preoccupante,vero è che non siamo riusciti a sviluppare gioco, potevamo almeno però incentrare la partita su una difesa all'ultimo sangue.
Così non ci si può sempre affidare ad uno strepitoso Sorrentino, il Napoli ha realizzato due gol, ha colpito tre pali e creato diverse occasioni da rete, ma non possiamo sperare di essere sempre così fortunati ed uscire dal campo contro le grandi, con soli due gol subiti. 
In questa difesa o meglio in questa fase difensiva, anche i giocatori migliori, finiscono per naufragare, Gonzalez che sembrava recuperato è stato un lontano parente di quello dello scorso anno, gli altri difensori hanno confermato i loro limiti e cioè, che non possono giocare titolari in serie A, una difesa che è la penultima, davanti solo al Carpi (per me già retrocesso), non eviterà al Palermo la retrocessione. 
Iachini sicuramente ha qualche colpa, Brugman è una e Goldaniga la seconda, forse deve trovare un modulo che non faccia solo ampiezza con i 5 a centrocampo, ma un modulo che dia compattezza (3-4-2-1), il mister con questa rosa difficilmente potrà correre ai ripari, l'unico che lo può fare è Zamparini, ma forse dovremo aspettare gennaio, sperando di essere sempre fortunati.
Dalla sconfitta di Napoli, oltre alla conferma di Sorrentino, la nota lieta è data dal tanto atteso Brugman, il regista è stato utilizzato nel secondo tempo e la sua prestazione è stata più che buona, giocate semplici è in verticale, senso della posizione, un vero regista e come ho sempre sostenuto, il sostituto di Maresca potrebbe essere proprio Gaston, che in fin dei conti è stato preso per questo.
Ora cosa c'è da fare ? che cosa resta da fare ? la squadra adesso non si può cambiare, il tecnico nemmeno perchè non so in quanti riuscirebbero a fare molto meglio, il presidente tranne qualche svincolato, deve aspettare gennaio per mettere mano al portafoglio, quindi ! non ci resta che pensare alla partita di lunedì sera al Barbera contro l'Empoli, che è una delle dirette concorrenti per la lotta alla retrocessione, dove dobbiamo conquistare a tutti i costi la piena posta in palio.
Palermo al tredicesimo posto con 11 punti in compagnia di Genoa, Empoli e Udinese, a soli cinque punti dal Bologna terz' ultimo, la squadra aveva raccolto 7 punti nelle prime 3 giornate, nelle successive 7 dove però ha incontrato tra le altre: Milan, Roma, Inter e Napoli e se vogliamo anche Torino e Sassuolo, ha preso solo 4 punti. 
Ora il Palermo ha l'opportunità di dare una svolta al campionato, le prossime due partite saranno in casa con Empoli e Chievo, due partite fondamentali per migliorare la classifica e dare serenità in vista della doppia sfida con Lazio e Juventus. 
Foto tratte dal web.

giovedì 29 ottobre 2015

Cambio modulo

Già contro Torino e Sassuolo, si erano visti piccoli segnali di miglioramento della fase difensiva, coincidenti con il passaggio al 4-3-3, un cambiamento che ha portato nelle ultime tre gare, 7 punti (e potevano essere 9) su 9 a disposizione e che dopo tanta bufera, servono per rialzare il morale e a scalare la classifica. 
La partita ha messo in luce alcune note positive, specialmente nel secondo tempo e ai tanti contestati acquisti estivi, Romagnoli è sempre più sicuro in difesa, Bertolacci sta tornando quello dello scorso anno, Cerci si dimostra calciatore in crescendo, Donnarumma portiere determinante e Kucka centrocampista di spessore.
Dal Sassuolo al Chievo, è passato troppo poco tempo per aspettarsi grossi passi in avanti, sotto l'aspetto tecnico-tattico, anche stavolta contava vincere e solo vincere, la vittoria è stata ottenuta con il minimo sforzo, ancora un pessimo primo tempo, è un Milan sempre troppo lento, macchinoso e troppo distante dall'area avversaria.
Il gol arrivato nei primi minuti del secondo tempo, ha sbloccato il Milan che ha giocato meglio, con più ritmo e più velocità, creando qualcosa in più e sprecando sempre troppo, tanto che nel finale ha pure rischiato la beffa, su un fallo ai danni di Donnarumma.
Dal Milan però ci si attende molto di più, non possono bastare i primi venti minuti con niente da segnalare, di un colpo di testa alto di Bertolacci e di un tiro a giro di Cerci che finisce largo, nell'arco dei primi 45 minuti e con l'occasione più peric
olosa creata dal Chievo, nel colpo di testa di Pellissier sul quale Donnarumma si oppone bene.
E nemmeno una ripresa diversa e più divertente può bastare, il Milan si dimostra comunque pasticcione, impreciso, sprecone e maldestro e rischia ancora con l'ex Paloschi solo davanti a Donnarumma, in posizione defilata, con "Gigio" che salva ancora il risultato.
Terzo risultato utile consecutivo, porta finalmente inviolata e classifica migliorata, il gioco però ancora non si vede, si ripartirà comunque da un Milan che ha voglia e carattere, in attesa di Niang e Balotelli per cambiare modulo, per la difficile ed importante trasferta contro la Lazio, dove servirà un Milan diverso per provare a fare risultato.
Mihajlovic ha ormai archiviato il 4-3-1-2 per l'assenza di un vero trequartista, il 4-3-3 è solo un modulo temporaneo, in attesa di recuperare gli attaccanti infortunati e passare definitivamente al 4-4-2, per il prossimo futuro, una svolta che predico da tempo e di cui a quanto pare adesso anche Mihajlovic se ne convinto, dichiarandolo anche in conferenza stampa e sperando sia il modulo migliore.
Il 4-4-2 potrebbe risultare più congeniale per Cerci e Bertolacci, l'ex genoano con il nuovo modulo avrà la possibilità di giocare nella sua posizione di centrocampista centrale, in coppia con Montolivo, con Cerci o Boateng a destra e Bonaventura a sinistra, con un inevitabile sovraffollamento e le conseguenti cessioni di gennaio. 
Con la riapertura del mercato a gennaio, quasi sicuramente verrà tesserato Boateng, nella lista dei partenti ci sono: Nocerino, Honda, De Jong che però pare intenzionato ad aspettare fino a giugno, Mauri e Suso, Poli e Kucka dovrebbero restare come sostituti di Bonaventura e Montolivo, poi il ritorno di Menez potrebbe determinare il rientro anticipato di Balotelli al Liverpool e la consacrazione di Donnarumma, quella di Diego Lopez.
Foto tratte dal web.

martedì 27 ottobre 2015

Mihajlovic, inferno andata e ritorno

Ancora una volta la "bestia nera" Sassuolo, stava per fare saltare la panchina del Milan, Mihajlovic doveva solo vincere e non importava come, il pareggio interno con gli avversari in dieci, aveva già decretato la sorte del tecnico rossonero, Galliani aspettava solo il fischio dell'arbitro, per ufficializzare l'esonero.
Invece i tre punti sono arrivati a pochi minuti dal termine e Sinisa così ha potuto risedersi in panchina e guardare al futuro con un po' più di serenità, sperando che il gol nel finale di Luiz Adriano possa fare invertire la rotta, ad una squadra in palese difficoltà anche contro il Sassuolo e per quasi un ora con l'uomo in più.
Ancora una volta il Milan ha faticato a gestire la partita, nonostante in vantaggio di un gol e con un'ora da giocare in superiorità numerica, si è fatto raggiungere quasi subito, reagendo con generosa volontà, ma in modo confusionario.
Dopo anni la situazione non è cambiata, nonostante i tanti cambi di allenatori e giocatori, nonostante finalmente i soldi sul mercato si sono spesi, si assiste ad un Milan messo sempre peggio, il Milan fatica a fare gioco e a costruire azioni pericolose, poi ad un tratto l'episodio che cambia volto alla partita, il fallo di Consigli su Bacca, il rigore con l'espulsione del portiere. 
A velocità normale è sembrato subito rigore, l'espulsione è eccessiva e il regolamento va modificato, al rallentatore il contatto non si vede, ma l'uscita di Consigli sbilancia Bacca, che sarebbe arrivato comunque sulla palla, per me è rigore, ma senza contatto l'arbitro poteva anche non darlo.
Li, il Milan deve chiudere la partita, ma abbiamo visto che non è capace di gestirla, di imporsi con personalità, non ha la necessaria tranquillità e serenità, per aggiudicarsi la vittoria in qualsiasi modo e così si fa recuperare.
Il pari arriva su punizione calciata da Berardi, che batte il giovane Donnarumma all'esordio assoluto in serie A, proprio sul suo palo, ma "Gigio" forse un piccolo errore sul gol lo commette, anche se il tiro dell'attaccante del Sassuolo sarebbe comunque stato difficile da parare.
Il gol subito ha un effetto devastante sui giocatori rossoneri, il Sassuolo gioca e governa la partita a proprio piacimento, il Milan reagisce con fatica e anche se in confusione si getta in avanti, Mihajlovic vede concretizzarsi l'esonero e manda in campo Luiz Adriano, nel tentativo disperato di salvare la panchina e poi pure Bertolacci.
Il Milan attacca con generosità, ma con poca lucidità, commette molti errori anche banali ma ci mette volontà, il colpo di testa di Luiz Adriano regala tre punti al suo tecnico, che ne aveva assolutamente bisogno, ma ci vuole ben altro, questa vittoria da sola non può bastare, fra tre giorni si torna in campo in casa con il Chievo, il Milan e il suo tecnico hanno la possibilità di consolidare panchina e classifica, per una squadra che finalmente vince ma ancora non convince.
Il Milan almeno però questa volta non si è arreso e i segnali positivi arrivati da Donnarumma, Romagnoli, Bertolacci, Bacca e Bonaventura e dal convincente 4-4-2 (da quanto tempo lo predico !?), che Mihajlovic ha varato nel secondo tempo, fa ben sperare per una guarigione, ma mercoledì contro il Chievo, bisognerà vincere assolutamente per proseguire la risalita.
Infine una notizia di cronaca che riguarda Balotelli, il giocatore è in prestito fino a giugno dal Liverpool, che potrebbe riabbracciarlo nuovamente presto, visto che Klopp neo tecnico dei Reds, rivorrebbe SuperMario in terra inglese.
Foto tratte dal web.

Un centrocampo che mi piace.

Il Palermo si trova ad affrontare l’Inter terza in classifica, con ritrovata fiducia ed entusiasmo dopo la vittoria di Bologna, serviva per tanti versi un risultato positivo, che oltre a far muovere la classifica, possa dare la determinazione, per affrontare con uno spirito importante il lanciatissimo Napoli.
Intanto la speranza è che il momento peggiore della stagione sia veramente passato, anche se il calendario certamente non aiuta, visto che nelle prossime quattro partite, i rosa affronteranno Napoli, Empoli, Chievo e Lazio, tutti avversari che godono di ottima salute.
A Bologna si è rivista finalmente un’idea di gioco e un Vazquez più ispirato, contro l'Inter si è visto il gioco, cosa importante e che fa ben sperare per il futuro, il Palermo era chiamato a ritrovare grinta, carattere e gioco di squadra, che ne hanno caratterizzato il cammino dello scorso campionato e così è stato.
Alla "Favorita" si presenta un Palermo rigenerato dal ritiro di Gradisca d’Isonzo e dalla vittoria di Bologna, le buone notizie arrivano anche dalla difesa, dove oltre alla conferma di Andelkovic (così bene non era andato mai), è riuscito a piacermi persino Struna, un pò meno nella ripresa, ma nel primo tempo è stato impeccabile.
Rigoni-Hiljemark-Maresca è un centrocampo che mi piace, lo svedese non ha fatto una partita delle sue, è apparso un po sottotono, ma è oramai una certezza, Maresca è tornato a dare ordine alla squadra e poi c'è un Rigoni un po meno goleador ma con molta sostanza, come è nel suo stile.
Anche sulle fasce  Lazaar e Rispoli sembrano cambiati, confezionano cross in maniera più continua e fanno una discreta fase difensiva e poi Vazquez che è tornato a fare il Vazquez finalmente e Gilardino che oltre alla forma, sembra avere ritrovato la via del gol, i presupposti per mettere le lancette dell'orologio allo scorso anno ci sono tutti, al campo l'ultima parola.
Contro l'Inter è arrivato un punto, a fine di una gara giocata in maniera ottimale, giusto il pareggio ma il Palermo poteva anche vincere e non avrebbe rubato nulla, specie nel primo dove i rosa hanno quasi annullato i loro avversari, una bella partita per i continui capovolgimenti di fronte, anche se si è tirato poco in porta, con i rosa degni avversari della regina del mercato estivo.
Ora tocca a Napoli ed Empoli e qui il palermo è chiamato a dimostrare di aver trovato la giusta compattezza dopo la cura Zamparini e dare continuità di risultati dopo la vittoria contro il Bologna ed il pareggio contro l'Inter, ma anche e principalmente, continuità di gioco, di prestazioni come quella contro i nerazzurri.
Il Palermo è tornato a fornire prestazioni super, con i ritrovati Vazquez, Gilardino e Maresca e il grande capitano Sorrentino, tutti protagonisti senza dimenticare il grande lavoro fatto sulle fasce da Rispoli e Lazaar, i rosa avrebbero meritato sicuramente nel primo tempo di chiuderlo in vantaggio, stranamente come succede spesso in questi casi, è l'Inter che nel finale in 10, ha fatto la partita e meritato qualcosina in più per vincere.
Il Palermo è tornato ad essere padrone del campo, ma deve essere più cinico e concreto sotto porta, Gilardino sta piano piano ritrovando la forma e la squadra si sta abituando al nuovo modo di attaccare e quindi dovremmo risolvere anche questo lato oscuro della squadra.
Giusto fare ogni tanto il punto sulla serie che ci ospita e che vorremmo mantenere ancora, anche quest'anno, in serie A la Fiorentina alla seconda sconfitta consecutiva, ha lasciato il primo posto alla Roma che l'ha battuta proprio al Franchi, mentre con 5 vittorie in 5 partite in casa, la Lazio ha battuto nettamente il Torino per 3 a 0, sistemandosi in seconda posizione, in compagnia di Napoli, Inter e Fiorentina. 

Al secondo posto anche l'Inter ancora senza un gioco, la Fiorentina dimostratasi bella ed ingenua e il Napoli al quarto successo consecutivo, in casa di un ostico Chievo e che mercoledì ci ospiterà al San Paolo, guidato da capocannoniere Higuain (con Eder), al sesto posto dopo le grandi e quindi al confine con l'europa, il Sassuolo penalizzato in casa del Milan e ancora una delle più belle squadre della serie A.
Al settimo posto l'Atalanta che ha regalato il secondo successo casalingo alla Juventus, la Sampdoria che ha strapazzato il Verona e salvato la panchina di Zenga e il Torino sommerso dalla Lazio, chiude il lato sinistro della classifica, un sempre più deludente Milan tornato alla vittoria, la squadra di Mihajlovic in superiorità numerica per un'ora, ha avuto la meglio del Sassuolo solo nel finale, grazie a un colpo di testa vincente di Luiz Adriano.
Chievo in discesa e Juventus si dividono il 12° posto, con Dybala che si prende la Juve e sconfessa Allegri, suffragando le parole di Zamparini, che con il suo ritrovato Palermo sale al 12° posto, in coabitazione con l'Udinese, in zone più tranquille e con un gioco più rassicurante, dietro i rosa la bagarre, con Empoli e Genoa ancora un tantino distanti da Frosinone 19°, Bologna 20° e Verona, l'unica ancora senza vittorie e all'ultimo posto a pari punti col Carpi.
LA CLASSIFICA - Roma 20; Lazio 18; Inter 18; Fiorentina 18; Napoli 18; Sassuolo 15; Sampdoria 14; Torino 14; Atalanta 14; Milan 13; Chievo Verona 12; Juventus 12; Palermo 11; Udinese 11; Empoli 10; Genoa 10; Frosinone 7; Bologna 6; Hellas Verona 5; Carpi 5. 
Foto tratte dal web.