lunedì 3 dicembre 2018

C’è ancora tanto da dimostrare.


Buona ancora una volta la reazione del Milan, ma sarebbe auspicabile che non succedesse troppo spesso di andare sotto in tutte le partite, anche perché poi tutto è episodico e gli errori sono sempre tanti, troppi, non sono d’accordo sul fatto che l’emergenza abbia ricompattato il Milan, perché mi viene spontaneo chiedere perché bisognava aspettare l’emergenza per tirare fuori gli attributi.
Caso mai diciamo che le critiche di qualche mese fa, hanno messo Gattuso davanti alle proprie responsabilità e che non poteva continuare a vivere di rendita sul bel campionato della scorsa stagione, troppi alibi per i giocatori, troppo paternalismo, troppa protezione e ne approfittavano.
La paura dell’esonero ha spronato Gattuso a non guardare in faccia nessuno e a smetterla con le coccole ai suoi, questo è il risultato che gli chiedevamo, perché era il risultato più plausibile, adesso riusciamo a cambiare tre moduli in una settimana, tutto quello che l’allenatore propone, ha la massima disponibilità dei suoi ragazzi, cosa che prima non c’era, perché ci si crogiolava su quanto di buono fatto prima.
Anche la condizione fisica è venuta fuori prepotentemente, la squadra mantiene bene il campo e corre, come se non giocassero ogni tre giorni, certo questo è il mio pensiero, se vi ricordate in un mio post quando si parlava di esonero e di Donadoni, io ho detto che serviva mettere il pepe sulla coda di Gattuso, fatto e i risultati ora ci sono.
Ma dobbiamo ancora migliorare, perché continuiamo a prendere gol ad ogni partita, continuiamo ad essere discontinui nei novanta minuti, continuiamo a fare troppi errori individuali, continuiamo a perdere sempre palla in ripartenza e in superiorità numerica, mantenendo così sempre in gioco gli avversari senza mai chiudere la partita.
Pepe al culo anche per il Pipita, se deve giocare lo deve fare da quel campione che è, il suo atteggiamento è troppo simile a quello di Bonucci e non mi piace, non è detto che se arriva Ibra a rimetterci deve essere sicuro Cutrone, Higuain dovrà cercare di calmare i suoi bollenti spiriti e giocare per il bene suo e del Milan, ritrovando quella tranquillità che serve per le vittorie.
Niente prime donne, adesso Higuain deve essere il valore aggiunto a questo gruppo, lo deve migliorare e non peggiorare, adesso mi aspetto (lo aspettavo pure contro il Dudelange) un Milan più forte e che vinca più facilmente, perché come faceva vedere qualcuno in una emittente privata, adesso si può e si deve fare “filotto”, in attesa del mercato e di Ibrahimovic.
Addirittura, che chi lo vorrebbe vedere in campo il 16 gennaio nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, di sicuro tra i convocati quel giorno ci sarà Paquetà, che ha salutato i suoi tifosi e fra una decina di giorni sarà in gruppo a disposizione di Gattuso, gli farà posto nella lista per il campionato Bonaventura, poi se dovesse arrivare Ibrahimovic si vedrà chi (Calhanoglu) sarà a cedergli il posto.
Fabregas, dovrebbe essere il centrocampista che dovrebbe sostituire Biglia, anche se va detto che Bakayoko sta diventando fondamentale, Gattuso giustamente parla di equilibrio ma merita questi rinforzi, per continuare la disamina credo che alternerà diversi moduli per avere la possibilità di fare ruotare tutti, con il 3-4-1-2 come modulo di riferimento.
Con Musacchio, il nuovo difensore (Godin) e Romagnoli nella difesa a tre, Conti, Fabregas, Bakayoko (Kessie) e Strinic nei 4 di centrocampo Suso (Paquetà) con licenza di svariare su tutto il fronte, Ibrahimovic (Cutrone) e Higuain in attacco, per la corsa al quarto posto.
Nel mercato di gennaio, il Milan deve andare sui giocatori migliori di quelli che ha in organico e non può pensare ad un eventuale dualismo, tutte le grandi squadre hanno in panchina calciatori che potrebbero giocare titolari in altre squadre ugualmente importanti, il Chelsea per esempio in avanti ha: Hazard, Giroud, Morata, Odoi, Pedro e William, quindi?
Perché il Milan non può avere Ibra, Cutrone e Higuain, 37 o 38 anni se è ancora nelle condizioni di ben figurare cosa cambia, visto Pellissier? A proposito …. Grazie! Gli anni o gli eventuali problemi di abbondanza o di spogliatoio non possono essere un problema, non possono essere motivo per frenare il rilancio del Milan e l'occasione di andare in Champions è troppo ghiotta, quindi occorre mettere da parte i sentimentalismi, tanto Cutrone lo spazio lo trova anche con Ibrahimovic.
Il Milan per il quarto posto deve guardarsi dalla rimonta della Roma e della Lazio, che a gennaio proveranno a rinforzarsi anche loro, il proseguo del campionato va gestito con grande oculatezza e lucidità, questa è una squadra giovane e deve crescere in esperienza, con gente abituata alla gestione di situazioni importanti, con freddezza e lucidità, senza tutta quella frenesia che oggi la portano a sbagliare.


sabato 1 dicembre 2018

Palermo venduto, a chi?


Zamparini ha venduto il Palermo ad interlocutori che lo potessero rilanciare con più mezzi economici, prendiamo atto che per raggiungere traguardi importanti (la serie A tranquilla), occorrono investimenti che Zamparini non era più in grado di sostenere, ma a mio avviso è una decisione arrivata troppo tardi.
La nuova proprietà sembra sia londinese, ma non si conosce niente altro, Zamparini dice che questa società con l’aiuto dell’associazioni industriali, adopererà tutte le attività necessarie per la costruzione dello stadio e del centro sportivo, io mi chiedo: ma se fin qui ha sempre detto che lui era pronto ma non si trovava il luogo dove costruirlo, con questa nuova società il luogo si trova?
Riconoscenza senza ombra di dubbio per i risultati sportivi, per l’immagine diversa che ci ha dato, per i campioni che abbiamo amato e ammirato, ma negli ultimi setto o otto anni, tutto questo era finito, era diventata un’agonia ed era corretto passare la mano senza arrampicarsi sugli specchi, per giustificare una diversa e più personale gestione della società.
Intanto speriamo che la nuova società si faccia conoscere (deve farlo per le leggi federali) e poi che venga per gestire un patrimonio calcistico non indifferente, non tanto negli uomini perché non c’è capitale umano, quanto nel bacino d’utenza e nella storia, qui nessuno chiede la luna, vogliamo avere la stessa dignità che hanno i tifosi della Sampdoria (Ferrero a parte), del Torino, dell’Atalanta o del Sassuolo.
Secondo pareggio di fila della gestione Stellone, dopo quello con il Verona, è arrivato anche quello contro il Benevento, un punto tutto sommato è giusto per quello che il Palermo ha fatto vedere in campo, per me più in difficoltà rispetto a Verona e comunque una squadra senza un gioco, che si affida alle grandi (per la categoria) individualità.
La gara è stata giocata nel complesso meglio dagli ospiti, poche le azioni da gol, in un certo senso partita noiosa con continui contrasti a centrocampo, per il Palermo addirittura un solo tiro degno di questo nome, eseguito da Trajkovski all'82°, sbagliando praticamente un rigore in movimento e portandomi a riflettere perché mai continuano a giocare Jajalo, Trajkovski e Nestorovski.
Questi giocatori continuano il loro processo involutivo e meno male che la serie B ha un livello tecnico scarsissimo, permettendo al Palermo di mantiene sempre il primato con 26 punti in classifica in 13 gare, una buona media ma non una media da promozione diretta, se non fosse che le dirette concorrenti (Verona, Benevento e Crotone) arrancano.
I rosanero comunque stanno disputando un buon campionato, non quello dell’Empoli di Sarri e Andreazzoli per esempio, con la speranza che possa ottenere la promozione diretta al termine del campionato, Stellone non sta dimostrando niente di particolare, tranne la voglia di vincere e di riscatto, per quanto sprecato lo scorso anno, purtroppo questo periodo (forse veramente l’ultimo di Zamparini) è stato particolare e gli si può concede più di un alibi.
Speriamo di non vedere più allenatori come Tedino e tutti gli altri che si sono avvicendati a Palermo negli ultimi anni e lo stesso valga per i calciatori, speriamo di avere un progetto che non sia identificato nel profitto e che ci regali a lungo calciatori e allenatori a cui affezionarci, così come abbiamo fatto con Miccoli, Corini, Liverani, Delio Rossi e Guidolin.
Grande delusione anche per Murawski che non è quello che ho ammirato lo scorso anno, poi che dire, davanti ad un modulo non meglio definito, credo che sia difficile parlare di uomini e posizioni in campo, posso dirvi che non sacrificherei Falletti, cha farei giocare di punta con Puscas.
Non riesco ancora a farmi piacere Salvi a cui gli preferisco sempre Rispoli, stanno facendo bene Alesaami e Wass, poi non saprei chi può sostituire Murawski nello schieramento a 5 a centrocampo (3-5-2 il modulo degli allenatori moderni), non ho idea, anche perché non so bene chi sono i giocatori in organico, bene Bellusci e Struna (nonostante non mi piaccia), benissimo invece Rajkovic e Brignoli.

Dal primo dicembre parte l'esperienza di Gazidis come amministratore delegato del Milan, dopo nove anni alla guida dell'Arsenal, il manager sudafricano non appena preso visione di Milanello, di casa Milan e conosciuto tutti i suoi collaboratori e sottoposti, si butterà a capofitto a studiare le strategie economiche-commerciali della nuova società e in particolare per l’imminente sentenza del 20 dicembre.
Gazidis avrà il compito di guidare le attività del Milan sui versanti sportivo, finanziario e commerciale, magari non avrà la bacchetta magica, ma dove è arrivato lui le cose sono sempre andate bene e questo dopo anni di austerità e debiti è di buon auspicio, tanto da essere stato scelto dalla famiglia Singer per rilanciare il Milan.
Dovrà trasformare il Milan in uno dei club più ricchi e dovrà farlo nel più breve tempo possibile, perché la crescita sportiva del Milan avverrà solo con l’aumento dei ricavi e così potremo tornare tra i più forti anche sul campo (senza dimenticare che Elliott fra un paio d’anni vorrà rivenderlo creando una grande plusvalenza).
Quando è stato chiamato all’Arsenal, in 13 anni ha presentato sempre bilanci in utile, anche quando gli è mancata la qualificazione in Champions, l’Arsenal ha un nuovo stadio, una fila di sponsor lunghissima e i ricavi più alti della Premier, certo qui non siamo in Inghilterra, ma speriamo che riesca anche qua a portare i soldini, che ci permettano di concorrere con la Juventus almeno sul mercato.
Gazidis avrà il compito di riportare il Milan, economicamente e anche calcisticamente non era male, a 15 anni fa quando era tra i primi cinque club in Europa per fatturato, ma mi accontenterei anche tra i primi 10, ora fatturiamo meno della metà della Juventus e questo spiega l’attuale differenza tra i due club e le mancate qualificazione alla Champions, che sono comunque soldini.
Intanto con la presenza di Gazidis si è trovato magicamente un accordo per la sempre più probabile gestione congiunta di San Siro, che verrà ristrutturato proprio nell’ottica di aumentare i ricavi nel giorno della partita e anche per eventi anche durante tutta la settimana, tra le trattative con gli sponsor, c’è quella di coinvolgere ancora di più Emirates.
Gazidis ha uno stipendio senza paragoni con gli altri manager della serie A, ma deve raggiungere i grandi obiettivi, perché una parte dello stipendio è legato ai risultati, ora dico: ma non potremmo fare questo tipo di contratto anche con i calciatori? Così anche loro sarebbero costretti a dare il massimo o guadagnare di meno in caso di scarso rendimento.


Scelte già fatte!?


Comincio con l’associarmi agli auguri per Vialli, persona di sport, un grande campione e uno juventino atipico, auguri è l'unica cosa che si può dire in queste circostanze, spronarlo ad avere coraggio non serve, lui è uno tosto, un uomo vero e sa che deve continuare a combattere, come ha sempre fatto.
Prima di parlare della rocambolesca partita con il Dudelange, parliamo un po' del mercato del Milan, a un mese dall’apertura della finestra di gennaio, Leonardo ha dei continui contatti con la signora Marina Granovskaia, Direttrice del mercato del Chelsea, per parlare di due giocatori che non dovrebbero rientrare nei piani di Sarri, si tratterebbe di Fabregas e Christensen, il primo in scadenza a giugno.
Per sostituire Caldara, il Milan ha chiesto Christensen (23 anni), ma Sarri pur utilizzandolo poco vorrebbe proporre Cahill (33 anni), il Milan dopo Ibra e molto probabilmente anche Fabregas, non vuole accollarsi un altro ultratrentenne, il contratto di due anni e mezzo vorrebbero farlo a Fabregas (31 anni), che ha già accettato di dimezzarsi lo stipendio a 4 milioni di euro.
Il Chelsea per lo spagnolo vorrebbe un indennizzo di 10 milioni di euro o un’opzione su Romagnoli per la prossima estate, il Milan vuole lo svincolo e se ne sta parlando, ma a centrocampo potrebbe arrivare anche Sensi, se riusciranno a piazzare Bertolacci e Montolivo e se il verdetto UEFA sarà mite, oltre all’arrivo di Paquetà e a quello quasi sicuro di Ibrahimovic. 
Con il Dudelange, momenti di paura e di sdegno per quasi un’ora, poi il Milan ha avuto un'ottima reazione e ne è uscito bene, nonostante la vittoria non copra tutto quello che di negativo c’è stato, gli infortuni sì, ma in campo avevamo il terzino della nazionale uruguaiana, il centravanti dell’Argentina agli ultimi mondiali, a centrocampo due ex nazionali francese e italiano e ci facciamo mettere sotto così da una bellissima squadra di dopolavoristi?
Da Higuain però mi aspettavo di più, dopo tutto quello che è successo in questo ultimo periodo, mi aspettavo un grandissimo Higuain, invece ha giocato dieci minuti e poi si è ecclissato, ha detto che sta bene al Milan (non ci credo) ma deve dare molto di più e in queste condizioni non è l'uomo in più, Gattuso lo giustifica con il mal di schiena, ma è troppo nervoso, ecco a cosa serve Ibrahimovic.
Zlatan serve a spronare anche Gonzalo, a metterlo in panchina quando non sta bene, sono convinto che è deluso di essere al Milan, ma per quest’anno dai tutto e il prossimo anno vai via, quasi come ha fatto Bonucci, comunque le seconde linee o forse le terze, non sono nelle condizioni di farsi trovare pronti, a parte Simic e JoseMauri che sono giovani e possono migliorare, per il resto a gennaio gli altri li licenzierei per giusta causa, quale? Non possono giocare a calcio, anzi per abuso della professione.
Bertolacci è stato sonoramente fischiato, ma ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare e se questi giocatori non giocano mai, come abbiamo visto un motivo c’è, comunque bravo il Milan a riprendere la partita, era partito bene poi si è rilassato come sempre e per un ora la figuraccia è stata cosmica, alla fine si è riscattato, la figuraccia è stata scongiurata nel risultato, ma non nella prestazione.
Adesso Atene e più precisamente l’Olympiacos resta decisiva, l'ultima gara del girone sarà decisiva per il passaggio ai sedicesimi di Europa League, le premesse sono moltissime, ma specialmente qua bisogna fare molta attenzione e alcuni elementi di questo organico sono inadeguati, non si possono commettere errori e leggerezze come quelli visti contro i lussemburghesi, in Europa e in campionato ti allontanano dagli obiettivi e rallentano un già complicato processo di crescita. 
La questione è che una rotazione per le numerose assenze e i numerosi acciacchi, a cui si accumulano anche la stanchezza per la sovrautilizzazione, sarà necessaria e nonostante un calendario abbordabile, serve, sempre, il Milan come quello dell'Olimpico per intensità, abnegazione, umiltà e ferocia, capita la pochezza delle seconde linee, come si fa a storcere il naso per l’arrivo di Ibrahimovic?
A 37 anni con la sua classe e la sua personalità, senza parlare dell’esperienza, certo che può tornare utile, come Reina farà capire a tutti qual è lo spirito Milan, cos’è la voglia di vincere sempre e comunque, su ogni campo e in ogni competizione, a gennaio se sarà possibile arriveranno anche almeno un centrocampista e un difensore oltre a Paquetà, ben venga anche la classe e l’esperienza di uno come Fabregas.
In difesa manca qualcosa e in Italia non ci sono difensori di livello disponibili e “acquistabili”, sarebbe meglio uno che conosce il campionato italiano, perché poi si deve adattare e per una squadra che punta ad un posto in Champions League, potrebbe essere un problema, perché quelli sono e devono essere gli obiettivi, finire tra i primi quattro e alzare qualche coppa.
Il Milan non può fare troppo affidamento sul turnover, Montolivo, Simic, Halilovic, Mauri e Bertolacci non rientrano nei piani del Milan e si vede, diversi di loro non sono stati positivi, Josè Mauri ha avuto un buon impatto quando è entrato, così come Simic che se l'è cavata, ma possono ripetersi? questa partita ancora una volta, ha sottolineato come sia necessario ricorrere a gennaio al mercato.
Il gol di Calhanoglu potrebbe anche essere il punto di svolta della stagione nel Milan o del giocatore, la prima rete in questa stagione, non può bastare a blindare il centrocampista pagato 10 milioni un anno e mezzo fa e con un quadriennale di circa 2,5 milioni di euro annui, dalla Germania il Lipsia ha preso informazioni e molto dipenderà dalla questione UEFA e fair play finanziario.
Nelle ultime ore anche lo Schalke vorrebbe provare a riportare Calhanoglu in Bundesliga, che al momento rimane sul mercato, con l’arrivo di Paqueta e quello possibile di Fabregas, lo spingono alla cessione, ma la valutazione del turco però non può essere inferiore ai 10 milioni, per non creare una minusvalenza.
Altro capitolo disastroso è il Milan primavera, che soccombe nuovamente per la quarta partita consecutiva e ora è in zona retrocessione, il Milan ha conquistato solo 7 punti in 10 giornate di campionato e anche la prestazione offerta contro il Sassuolo è stata davvero negativa, per il Diavolo primavera è notte fonda, ma dico io, quando si pensa a fare tornare Filippo Galli come responsabile e si cambia allenatore?

lunedì 26 novembre 2018

Ora è il momento di accelerare.


Il Milan si trova ad affrontare la temibilissima trasferta con la Lazio, con una squadra ridotta all’osso, che può compensare alle assenze solo con la massima concentrazione ed applicazione, in quella che di fatto è una sfida per un posto in Champions, chi avrebbe vinto, avrebbe messo dieto l’altra e se avesse vinto la Lazio, si sarebbe messa avanti addirittura con quattro punti di vantaggio.
L’avesse fatto il Milan, avrebbe scavalcato i biancocelesti tornando al quarto posto con due punti di vantaggio, invece come era auspicabile, specialmente per il Milan, un pari sarebbe andato benissimo, anche in considerazione che la Roma è stata bloccata a Udine, l’Atalanta ha perso, il Sassuolo pure e la Fiorentina ha pareggiato.
La spaventosa emergenza infortuni, almeno in questo turno di campionato è stata assorbita bene, peccato per questo Parma che sta andando fortissimo e ce lo ritroveremo difronte domenica a un solo punto da noi e che potrebbe condizionarci nel tentativo di tenere a tiro la Lazio e il quarto posto, in attesa di recuperare gli assenti.
Contro al Lazio è stato compiuto un mezzo miracolo, ma per far fronte all'incredibile emergenza servono altri otto miracoli o almeno un altro paio, in attesa del rientro di Higuain, che sarà seguito poi dai recuperi di Conti, Romagnoli, Musacchio, e Strinic, con buona pace di Bakajokò che sta crescendo partita per partita e con ai box solo gli infortunati di lungo corso Caldara, Biglia e Buonaventura.
La Lazio ha iniziato molto forte e il Milan è stato bravo a tenere duro, poi piano piano e con il palo di Calhanoglu ha preso un po' di fiducia, anche se la Lazio ha tenuto il pallino del gioco quasi sempre in mano e ha pure segnato con Milinkovic-Savic, un gol annullato per fuorigioco di Immobile.
La difesa incerottata regge bene l'urto, Gigio effettua un paio di grandi interventi e come sempre tiene a galla il Milan, Abate paga i primi minuti di adattamento al nuovo ruolo e poi si assesta, è un caso o è il suo nuovo ruolo? Rodriguez non sbaglia un pallone, attento e a suo agio nella difesa a tre, con Zapata che sulla velocità non concede un centimetro, uscendo spesso bene anche palla al piede, in difesa un autentico capolavoro, peccato quella respinta corta di testa da cui Correa trova l’unico varco possibile al 94’.
Stavolta è il Milan a subire la zona Cesarini, quando oramai i giochi sembravano fatti e il sorpasso in classifica compiuto, ma si può consolare con la crescita e l’affiatamento della coppia Kessié-Bakayoko a centrocampo, dove dei due è Kessie quello che fa più lavoro sporco, mentre Bakayoko in mezzo sta diventando un punto di riferimento importante, ed è delegato ad attaccare gli spazi.
Il Milan ha saputo resistere, si è compattato e si è sostenuto, quando ha trovato spazio è stato capace anche fisicamente a colpire la Lazio e stava portando a casa tre punti insperati con la forza di volontà, un punto per uno che lascia le cose immutate e con il Milan a cui mancavano molti giocatori, il pareggio è il risultato che tutto sommato ci si aspettava tra Lazio e Milan.
Gattuso stavolta non ha utilizzato nemmeno un cambio, capisco che essere così vicini alla vittoria non è il caso di sconvolgere gli equilibri in campo, non è nemmeno un’accusa per il pareggio finale, ma “spremere” troppo i giocatori non è salutare, abbiamo visto che a lungo andare diventano molto suscettibili agli infortuni, il mercato è ancora molto lontano e deve salvaguardare questo piccolo capitale umano che gli è rimasto.
A gennaio servono oltre a Paquetà, altri tre calciatori di valore, chiaramente compatibilmente con quella che sarà la decisione dell’Uefa, uno sarà Ibrahimovic, l’accordo per lo svedese è totale tra le parti, l'operazione Ibra ha un costo fattibile e non c'è un vincolo contrattuale pesante, il ritorno di Ibrahimovic in rossonero a gennaio è vicino, indipendentemente da quanto sentenzierà l’UEFA.
Il Milan sta cercando occasioni di mercato in tutti i reparti, oltre a Ibra anche a centrocampo, il reparto dove c'è bisogno, Bakayoko ha trovato continuità e nel centrocampo a quattro è un altro giocatore, ma un altro rinforzo serve, a complicare i piani del Milan ci potrebbero essere particolari paletti messi dall’UEFA.
Se così non fosse, in difesa oltre a Rodrigo Caio, potrebbe aprirsi un canale per il centrale danese Christensen del Chelsea, intanto per il centrocampo, oltre a Paredes, il Milan sta cercando di capire i margini di manovra su Sensi, se il Milan completasse il mercato di gennaio anche con un difensore e un centrocampista, potrebbe ritenersi soddisfatto?
La notizia che Zamparini ha venduto finalmente il Palermo, mi ha come promesso, riportato ad interessarmi alle vicende rosanero, spero che questa volta sia la volta buona o più che buona sia una vendita vera e non fittizia come le altre volte.
Già venerdì ho visto la partita che il Palermo ha giocato a Verona e devo dirvi che mi aspettavo di più, visti gli ottimi risultati e il primo posto in classifica, forse oggi è una serie B diversa, molto povera tecnicamente, ma il Palermo pur dominando per quasi tutto l’intero incontro, è risultato poco fluido e molto sterile.
Magari si è trattato di una partita, però ho visto un Nestorowski e un Traikowski involuti, un modulo altissimamente offensivo, che ha tolto spazio ai rosa nella metà campo avversaria, impoverendone di fatto le prestazioni individuali, è chiaro che mi riserverò di dare un giudizio migliore, quando avrò la possibilità di vedere meglio la squadra, sempre che la vendita della società sia vera.
L’annuncio a quanto pare non può ancora essere ufficiale perchè non ci sono le firme, ma sembra che mancano solo i dettagli burocratici, il passaggio di proprietà dicono però che va considerato cosa fatta, io mi riservo di crederci quando vedrò uscire dalle carte del Palermo il nome di Zamparini, allora sì.
Se andiamo ad analizzare il comunicato di oggi, è legittimo avere qualche “riserva”, sicuramente per il passaggio delle azioni è solo questione di giorni, forse di ore, però resta ancora il mistero sul nome del nuovo presidente e dei futuri consiglieri di amministrazione e non ci sono nemmeno i dettagli dell’operazione che avverrà più o meno a costo zero.
Ma come mai! Pretendeva 50 milioni di euro a morire e ora la vende quasi a zero? Non è da Zamparini, non mi fido ancora.
Il Palermo so che ha un organico affollatissimo, che quelli che volevano andare via sono rimasti e quelli che li dovevano sostituire sono arrivati lo stesso, per quello che mi riguarda il Palermo ha uno squadrone e non ha bisogno di acquistare nessuno, tranne se non vuole cominciare a preparare la squadra per la serie A, perché ripeto qualcosa o qualcuno non mi ha convinto totalmente.
Quindi sarà soprattutto un mercato in uscita, dove alcuni giocatori verranno girati ad altre squadre perché chiusi, tra questi: i difensori Ingegneri e Accardi e Lo Faso, il Palermo comunque sembra voglia rinforzare il centrocampo, a mio avviso giustamente e sugli esterni d’attacco: i nomi sono quelli dell’under 21 rumeno Florinel Coman oltre a Matteo Pessina dell’Atalanta e a Pucciarelli del Chievo e di Foschi mi fido.


giovedì 22 novembre 2018

Svincolati e parametri zero


Continuo a sentire discussioni se Ibra sì o se Ibra no, la maggior parte dei “detrattori” di Ibra, non lo vorrebbero non tanto per l’età, quanto perché toglierebbe spazio a Cutrone, Cutrone è partito per crescere all’ombra di Higuain, il passaggio alle due punte non è avvenuto per uno strapotere del ragazzo, ma solo per la necessità di mettere Higuain nelle migliori condizioni di gioco.
Ma in questo momento, Cutrone non è nelle condizioni di non far rimpiangere Higuain, è vero che ha una media realizzativa molto alta, ma è pure vero che ha stupito sempre entrando dalla panchina, da titolare (ancora peggio se da solo) non ha ancora fatto il salto di qualità ed essere decisivo anche partendo dal primo minuto, ecco perché Ibra.
Ibra o un altro, ma con le condizioni UEFA del Milan e a gennaio, Ibra è quanto di meglio possiamo portare a casa, vi ricordo sempre che il Milan come quest’estate è sempre in attesa di conoscere la sentenza dell'UEFA e che al momento può lavorare su un mercato ipotetico, in funzione di una sentenza auspicata, ma senza niente di sicuro, perché l'udienza potrebbe condizionare il mercato di gennaio.
Sentenza che arriverà entro metà dicembre e siccome a causa dei lunghi infortuni il Milan ha bisogno di avere in campo i nuovi acquisti già nei primi giorni di gennaio, sta ipotizzando un mercato secondo la sanzione più plausibile, ovvero; multa (dai 14 ai 17 milioni) e settlement agreement, che permetterebbe a Leonardo e Maldini una campagna di rafforzamento invernale con prestiti e parametri zero.
Quindi, dovendo intervenire per motivi diversi in tutti i reparti e specialmente a centrocampo, il preferito è Paredes, che non ha 37 anni e viene considerato come l'erede di Biglia, ma lo Zenit chiede 30 milioni e al momento il Milan non li può spendere, per questo motivo, il club milanista sta valutando anche altre alternative.
Soprattutto Sensi del Sassuolo che ha in pratica lo stesso problema di Paredes, potrebbero arrivare in prestito, con o senza diritto di riscatto invece Denis Suarez del Barcellona, Vilhena del Feyenoord e Diawara del Napoli, ma se il diritto diventasse obbligo, non potrebbe prenderli in quanto la prossima stagione ci sarebbe già un sacco di calciatori da riscattare (Higuain e Kessie in primis) e non se ne possono aggiungere altri.
E allora per rientrare nelle possibili limitazioni UEFA, si devono sfruttare situazioni particolari, una di queste è quella che porta ad Arturo Vidal, per niente soddisfatto della sua situazione a Barcellona e che si è proposto al Milan o l’opportunità Fabregas che stavolta potrebbe davvero arrivare a Milanello, non è più nei piani del Chelsea e potrebbe liberarlo a zero, in questo caso verrebbe preferito a tutti, piaccia o no.
Quindi ecco perché Ibrahimovic, Fabregas e Vidal, perché l'obiettivo di riuscire a raggiungere il quarto posto e la tanto ambita Champions, non la possiamo raggiungere con Struna, Jajalo e Traicowski, che il Palermo ci “regalerebbe” ben volentieri e che sono diciamo di prospettiva.
Intanto Ibra dovrebbe essere fatto per 1,5 milioni di euro fino a fine stagione, più eventuale opzione automatica in caso di qualificazione alla Champions, arriverà Paquetà che studierà da mezzala e Cahill per la difesa come soluzione tampone, ma potrebbe non essere l'unico approdo dal Chelsea (Fabregas), per la difesa girano comunque ancora i nomi di Rodrigo Caio 26enne del San Paolo e il jolly difensivo del Lione classe 1995 Kenny Tete proposto da Mino Raiola.
Ma adesso sembra, che sia Diego Godin la grande opportunità di mercato, a livello economico, tecnico, di esperienza e di carisma, ha il contratto in scadenza a fine stagione e di meglio, soprattutto se a parametro zero è davvero difficile trovare, anche qua come per Ibra l’accordo dovrebbe essere a un passo.
Infine, una notizia che fosse confermata (ma è impossibile) mi renderebbe felice, è la nota pubblicata sul sito ufficiale del Palermo, che comunica la cessione della società sportiva, con l'acquisizione del 100% delle azioni, forse la trattativa si è veramente conclusa positivamente e l’ufficialità avverrà con la firma alcuni giorni, ma io ci crederò solo quando arriverà il passaggio di proprietà ufficiale, sono troppo abituato ai colpi di coda di Zamparini.

martedì 20 novembre 2018

Il problema del gol.


Alla fine, sorridono tutti nel club l'Italia, risate di soddisfazione grazie alla rete di Politano che permette all’Italia di ottenere anche se a tempo scaduto, una vittoria meritata, sorrisi ironici per la palla che non voleva entrare e sorrisi ben auguranti, perché gli azzurri hanno ripetuto le ultime belle prestazioni.
Il problema c’è, Mancini le ha o meglio li ha provati tutti gli attaccanti, ma con lo stesso risultato, manca l’attaccante di “fortuna”, quello a cui gli carambola la palla addosso e va sempre in rete, anche se io una mia teoria c’è l’ho, dobbiamo provare a riempire l’area con due attaccanti e capisco che poi diventa complicato lasciare fuori uno tra Insigne, Bernardeschi e Chiesa.
Si potrebbe far giocare Insegne in coppia con la punta come fa a Napoli, con Bernardeschi e Chiesa esterni di centrocampo, ma anche qui resterebbe fuori Barella, che a mio avviso oggi è il nostro numero uno, o giocare a 5 a centrocampo facendo a meno di Florenzi e Biraghi, con Bonucci, Chiellini e Romagnoli in difesa.
Comunque, dopo una decina d’anni, questa è una nazionale che mi piace, mi piacciono pure tutte le giovani alternative, devono solo crescere insieme, certo se penso al “deserto” dell’anno scorso, fuori dal mondiale e da qualsiasi considerazione calcistica, adesso che siamo tornati ad essere testa di serie ai prossimi sorteggi europei, c’è tanta soddisfazione.
Ora non perché se ne sta interessando il Milan, ma un elogio particolare lo voglio fare a Sensi, ottima prestazione e vecchia regia, merita la Nazionale e un grande club a pari di Barella.
Ma lasciamo la Nazionale e passiamo alla nostra deprimente situazione, pare che Gattuso abbia scelto di giocare contro la Lazio con la difesa a tre, a me non piace, poi se nei tre c’è Calabria, non mi piace ancora di più perché non è per niente il suo ruolo, ancora, ancora Rodriguez, ma poi finisci per adattare troppa gente fuori ruolo e non hai ancora recuperato in pieno Calabria e Calhanoglu.
Con Zapata al centro della difesa, pare che si stia aprendo una possibilità per Simic, io ho detto che questo è il momento meno adatto, però se Gattuso gioca sempre con gli stessi, per Halilovic, per Mauri e per Simic impiegati in situazioni disperate come queste, sarà sempre il momento meno adatto.
Se Simic è rimasto come quinto centrale di difesa, significa che in caso di necessità ci sarebbe stato lui, ma implicava anche un graduale inserimento in squadra, per schierare la difesa a quattro quindi, una soluzione possibile, escludendo l'ipotesi Kessie e Rodriguez è proprio Simic (capace anche di giocare a tre) a fianco di Zapata, mantenendo così Calabria o Abate e Rodriguez nelle proprie posizioni naturali.
È innegabile che l'esordio assoluto in gare ufficiali con il Milan, la lunga assenza da partite ufficiali e la difficoltà dell’avversario, possa costituire una difficoltà, ma è successo già con Donnarumma e se Mihajlovic non fosse stato così coraggioso, Donnarumma farebbe ancora il dodicesimo, comunque se non debutterà con la Lazio, deve farlo assolutamente in Europa League contro il Dudelange, per capire quanto può stare Simic in serie A e nel Milan.
Del resto, ha già racimolato 9 presenze in serie con il Crotone di Nicola e poi una serie di infortuni lo hanno fermato, anche lui fa parte della generazione d’oro dei ragazzi del Milan, e chi sa se non riuscirà anche lui a proseguire la tradizione come Calabria, Donnarumma, Cutrone, Locatelli, Cristante e Petagna, ma quello che mi addolora è che in questo Milan dei ritorni, non sia ancora tornato Filippo Galli, che ha costruito con merito il progetto dei giovani.
Si avvicina il primo di gennaio e si restringono i papabili acquisti, in difesa il prescelto sembra essere Gary Cahill, il difensore del Chelsea in scadenza di contratto a giugno 2019, potrebbe trasferirsi al Milan per pochissimi soldi, trentadue anni e inglese, gioca pochissimo con Sarri e potrebbe scegliere il Milan per chiudere la stagione.
Anche a centrocampo la scelta sembra fatta, con Paredes c’è l’accordo e resta da trattare con lo Zenit, cosa per niente semplice, visto che in ballo ci sono 25/30 milioni e così pure per l’attacco, sarà Ibra a fare coppia con Higuain, comunque vada 3 o 4 acquisti arriveranno e qualcuno gli cederà il posto (Halilovic, Bertolacci, Mauri, Borini e forse Laxalt).
Numericamente intanto dovrebbe essere Borini a cedere il posto a Paquetà, il giocatore anch'egli ai margini del progetto Milan, è uno dei nomi sul taccuino della Fiorentina, mentre è tornato d’attualità per il centrocampo il nome di Arturo Vidal, che è scontento al Barcellona e potrebbe arrivare in prestito con diritto di riscatto, soluzione ideale per l’UEFA, ma bisogna valutare bene la sua situazione problemi fisici.

domenica 18 novembre 2018

Questa nazionale mi piace.


Finalmente oserei dire, finalmente una nazionale che gioca un bel calcio e che diverte, due mesi fa eravamo rottamati e adesso (se Mancini non continua a convocare esperimenti) dobbiamo lavorare solo sul “gol”, è l’unico neo ed è strano, perché non segniamo quando giochiamo con la punta centrale e nemmeno con “il tridente rotante”.
Partiamo dal fatto che questi undici sono i migliori italiani in circolazione e non tocchiamoli più, stabiliamo chi sono i loro rincalzi e prepariamo il riscatto per il prossimo europeo, il problema del gol: se posso permettermi, in Italia i tridenti d’attacco (vedi Milan), sono formati da un attaccante centrale e da due centrocampisti offensivi, questo non ci da modo di “riempire l’area” ed è per questo che si segna con molta difficoltà.
Il tridente d’attacco è nato per far giocare tre attaccanti: Messi, Suarez e Neymar, oppure: Ronaldo, Benzemà e Bale, o ancora: Mbappè, Cavani e Neymar, tutta gente che ha dimestichezza con il gol, con tanti gol, se alla punta centrale accoppiamo due “tornanti” o due “mezzepunte” o due centrocampisti offensivi, non è un tridente e occupano poco l’area.
A quel punto meglio un 4-4-2, dove gli esterni sono Ribery e Robben e al centro ci sono Lewandowski, e Muller, in pratica lo stesso motivo per cui Gattuso ha dovuto mettere dentro Cutrone e portare esterni di centrocampo quelle che prima erano le punte del tridente, Suso e Calhanoglu.
Mancini sicuramente non è un grande allenatore nonostante i suoi trascorsi, ma nello scegliere gli uomini migliori da e dove farli giocare e tra i migliori, lui è il vero “selezionatore”, quello che serve alla nazionale, la strada è quella giusta, speriamo di non perderla.
Intanto il Milan perde pezzi su pezzi, ci mancava adesso pure Romagnoli, la mia opinione in merito al modulo per il Milan è quella di continuare con il 4-4-2, è vero che è rimasto un solo centrale (Zapata) e che non è il momento di buttare nella mischia Simic, ma non mi sembra neanche il caso di far giocare la difesa a 3 con Rodriguez e Calabria, fra l’altro con un riacutizzarsi di un dolore alla caviglia destra.
Per la partita con la Lazio indietreggerei Kessié al fianco di Zapata, sguarnendo sicuramente il centrocampo a livello fisico, ma anche se lento con Montolivo avremo: qualità, esperienza e verticalizzazioni, Kessie al centro della difesa lo fa nella sua nazionale e potrebbe dare quel qualcosa in più dal punto di vista fisico (con lui non avremmo preso il gol di Mandzukic), ma certamente non avrà (come gli altri adattati) i meccanismi difensivi con Zapata.
Bisogna decidere prima dell’inizio degli allenamenti, perché servono prove ed esercitazioni continue, fatto sta che tutti questi infortuni, hanno creato una situazione difficile, si sono create delle priorità importanti e Leonardo sta sondando il terreno a caccia di opportunità importanti per risolvere i problemi, ma tutto però è legato al settlement dell’Uefa. 
Martedì mattina a Nyon davanti all’Uefa, al Milan verrà comminata una sanzione presumibilmente equa, per le violazioni del Fair Play Finanziario per il triennio 2014-2017 (anni Berlusconi) e ci si attende (si spera) una sanzione economica (dai 14 ai 17 milioni), che sarebbe il male minore, poi in Primavera il Milan tornerà a parlare con l’Uefa, per individuare un percorso virtuoso, per il rientro nei parametri del Fair Play Finanziario.
Le sanzioni incideranno sul mercato in entrata, il Milan già in estate ha agito secondo le linee guida del FFP e dovrà continuare a farlo finché, Gazidis (chiamato apposta) non creerà quell’aumento di ricavi, che possa permettere al Milan di abbandonare gradatamente questi paletti restrittivi.
Si parla e si fa mercato tutto l’anno, ma stavolta vista la situazione è veramente impossibile non farlo, il Milan fra l’altro deve farlo con anticipo e decisione, per arrivare prima sulle “occasioni” e limitare gli sforzi economici, servono: almeno un difensore (se non due), due centrocampisti (o uno se si resta con il 4-4-2) ed un centravanti, così diventa inevitabile che per acquisire tutti questi rinforzi, si debba lavorare tanto e intensamente.
Ecco perché si parla di tanta gente, perché per arrivare alle occasioni giuste, bisogna avare un ampio ventaglio di trattative, così a Suarez, Vidal, Sensi, Tonali, Diawarà, Fabinho e Paredes, si aggiunge anche Fabregas, giocatori scontenti, scaricati dai club, in scadenza di contratto, disposti ad abbassare le pretese e che siano ancora “importanti”.
Fabregas (accostato al Milan almeno da dieci anni) ha il contratto con il Chelsea che scade il prossimo giugno, ha 31 anni e non è più il giocatore ammirato all'Arsenal, ma ha una grandissima esperienza internazionale e soprattutto può essere liberato senza troppi problemi, e non ci sono grandi concorrenti, tutto dipenderebbe dalle richieste di ingaggio, se non dovessero essere folli.
Il Milan avrebbe chiesto anche alla Juventus Benatia, classe ‘87, facendo un’offerta per il prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni (io un calciatore di 32 anni non lo prenderei per quella cifra), non gradita dalla Juventus (grazie), a gennaio uno tra Antonio Donnarumma e Plizzari dovrebbero lasciare il Milan, io opterei per Plizzari in prestito in modo che vada a crescere da qualche parte, lui come Gigio, Calabria e Cutrone sono il lavoro di un settore giovanile che bene o male funziona.
Altri talenti in rampa di lancio e che potrebbero approfittare di questa situazione particolare per ritagliarsi un angolino sono: il terzino destro Bellanova, l’attaccante Tsadjout, il centrocampista Torrasi e gli attaccanti esterni: Colombo (16 anni) e Daniel Maldini figlio di Paolo.