sabato 12 dicembre 2020

Il mercato per sognare

Un altro campione scompare in questo terribile 2020, anche in questa occasione, non che ci siano parole per una morte così prematura e per descrivere la dimensione dell’uomo, del padre e del campione, di un campione di calcio e di umiltà, persona disponibile, serena, sorridente, anch’io come tutti sono molto triste per la scomparsa di Paolo Rossi e faccio le condoglianze alla famiglia.

Il Milan “3” visto contro lo Sparta Praga, è una squadra rivoluzionata, priva di tutti i titolari e di molte “riserve”, ha ottenuto una vittoria importante per il primo posto nel girone, ma anche per la giovanissima età dei protagonisti, molti di loro alle prime apparizioni tra i “grandi”, come Maldini, Colombo e Kalulu, un Milan “3” comunque capace di mantenere lo stesso atteggiamento tattico e mentale, della squadra che guida la classifica di serie A.

Tra infortuni e turnover, il Milan ha cambiato sia in coppa che in campionato più volte formazione, ma non è mai arrivato ad una formazione così giovane e così inesperta, rispetto alla partita di campionato con la Sampdoria, Pioli ha cambiato ben dieci titolari, cosa più o meno che hanno fatto anche gli avversari e per cui l’incontro non è risultato proibitivo.

Non era però nemmeno scontato che Duarte e Kalulu potessero trovare con tanta facilità l’intesa necessaria, tra esordienti e riserve poco impiegate (per alcuni era la prima volta che giocavano in questa stagione), i ragazzi di Pioli hanno disputato una buona prestazione, un ottimo segnale per Pioli e anche per i dirigenti che si apprestano ad affrontare il mercato di gennaio, perché le buone risposte di molti giocatori, potrebbero cambiare o condizionare le scelte di Maldini e Massara.

Buone risposte sono arrivate ancora una volta da Hauge, che ha segnato il gol vittoria con il suo solito movimento a rientrare e con la conclusione all'angolino, da Kalulu, che oltre ad essere all'esordio assoluto, era pure tra virgolette fuori ruolo, perché  lo avevamo visto in campionato nel ruolo di terzino destro e invece è stato autore di una prestazione molto attenta, come difensore centrale, e poi Tatarusanu, che ci ha fatto dimenticare la disastrosa prestazione contro la Roma, risultando decisivo nel finale con una grande parata.

Tatarusanu con Hauge, sono risultati i migliori in campo contro lo Sparta Praga, Tatarusanu dopo un primo tempo inoperoso, nel secondo tempo fa due parate salva risultato, una bella chiusura su Krejci e poi, quella decisiva nel recupero su Karlsson, Hauge realizza ancora un grande gol, molto simile a quelli segnati in precedenza, i due però non erano interessati in questa nuova finestra di mercato, tranne Hauge che potrebbe condizionare la permanenza di Leao e Castillejo.

Come dicevo buona prestazione anche di Kalulu, Daltot, Tonali e Castillejo, Tonali continua nella sua crescita di prestazione e di personalità, Castillejo sta bene, è stato cercato tanto dai compagni e ha sciorinato una prestazione da calciatore maturo, ma se arriva una buona offerta parte comunque, adesso o a giugno, Dalot ha fatto bene anche a sinistra, non credo che il Manchester si siederà a parlarne con Maldini per una sua cessione, ma il prossimo anno il sostituto di Calabria potrebbe essere uno tra: Saelemaekers e Kalulu.

Saelemaekers è stato preso come terzino destro e quindi potrebbe retrocedere sulla linea dei terzini, ha grande dinamismo e sa attaccare la profondità, anche perché il Milan nel ruolo di esterno destro ha deciso di aumentare la qualità e se dovesse restare Castillejo, Saelemaekers arretrerà in difesa, se invece va via Castillejo e Saelemaekers resta in avanti, Kalulu verrà promosso vice Calabria, visto che anche lui è stato preso come terzino.

Kalulu però è una bella sorpresa come centrale di sinistra, legge bene le diagonali difensive e fa uscire bene l’azione dal basso, praticamente è il vice Romagnoli che ci manca e se proprio non si vuole essere frettolosi, visto che anche Gabbia sta crescendo bene, forse l’acquisto di un centrale difensivo, potrebbe non servire più, (meglio spendere i soldi per il dopo Calhanoglu), così come potrebbe non servire più il vice Ibra, anche se è entrato a 25 minuti dalla fine e non ha fatto una grande partita (rientrava dall’infortunio), Leao potrebbe essere il vice Ibra ideale.

È vero che si è divorato una grande un’occasione, che avrebbe chiuso la partita e che pecca sempre di sufficienza, ma adesso l’alter ego di Rebic è Hauge e poi lui ha tutte le caratteriste per fare la prima punta, non gli trovo nulla in meno ad Osimhen del Napoli, solo la sufficienza con cui affronta ancora le partite, poi per il resto può fare la prima punta e non è nemmeno scomodo in panchina, anche perché diversamente dovrebbe andare via almeno in prestito.

Prestito che io darei anche a Maldini, dimostra di avere doti tecniche, ma deve trovare continuità e Colombo, anche lui ha fatto bene in centravanti boa (meglio nel secondo tempo), ma fatica a trovare gli spazi giusti per incidere sotto porta, a gennaio dovrebbero uscire per trovare maggiore minutaggio e poi c’è Brahim Diaz, se non ha giocato titolare nel Milan “3”, vuol dire che il Milan per lui ha altri progetti e che non si siederà a parlarne con il Real Madrid e se lo fanno sarà per Isco.

La sufficienza piena per Conti, anche se è stato diligente nel suo ruolo, ha tenuto un buon ritorno (anche lui tornava da un infortunio) ed era il capitano, per Duarte e per Krunic, penso che non influisca sul loro futuro, che considero già segnato e lontano da Milanello.

lunedì 7 dicembre 2020

Troppi gol presi da palle inattive.

Non capita tutti i giorni di incontrare un vero signore e a maggior ragione nel mondo del calcio, Ranieri è stato tale come suo solito, facendo una disamina lucida e onesta della partita, senza ricorrere ai soliti falsi torti arbitrali o a giudizi diametralmente opposti dalla realtà, arrampicandosi sugli specchi o giustificandosi con degli inappropriati luoghi comuni.

Ranieri con sincerità ha ammesso che non c’era il rigore di Gabbia, usando queste parole: “Questo se me l'avessero dato contro mi sarebbe dispiaciuto”, mentre su quello subito: “In un primo tempo Jankto mi sembrava caricato, invece no, il rigore era giusto", quindi per onesta ammissione dell’avversario, sugli episodi non mi dilungo più di tanto e sulla partita dice: "Nel secondo tempo abbiamo avuto una grossa reazione di orgoglio, non dico che avremmo meritato, perché il Milan è stato padrone del campo per larghi tratti, ma è stata una gara aperta ad ogni risultato".

Io voglio partire proprio da qui, guardando la partita, nel primo tempo il mio disappunto nei confronti di Ranieri era tanto, perché non riuscivo ad immaginare un tecnico così bravo, specialmente dopo le parole sfrontate di Ferrero e Osti, che si chiudesse nella propria metà campo ad aspettare il Milan, la grossa reazione di orgoglio del secondo tempo, invece ha dato vita ad una bellissima partita.

Credo che se la Sampdoria avesse giocato il primo tempo come ha fatto il secondo, non credo che avremmo vinto questa partita, perché è vero che il Milan sta giocando bene nonostante le assenze, che oramai i ragazzi hanno i movimenti sincronizzati, che stanno bene fisicamente e sono molto belli da vedere, ma secondo me mancano nella sostanza.

Mi direte: cosa vuoi, paghi lo scotto della gioventù, ma il vero discorso è che senza Ibra la davanti non pungiamo, anche se gioca mister “voglio sette milioni per firmare” (Calha), non è solo perché la squadra contro la Samp aveva un'età media di 22 anni e 10 mesi, ma è anche perché non abbiamo una punta centrale.

Rebic non ha ancora segnato in campionato, lo stesso discorso vale per Calhanoglu, Bennacer e Tonali, oltre ai gol di Ibra e Kessie, hanno segnato un solo gol: Leao, Diaz, Hernandez, Saelemaekers, Hauge, Romagnoli e Castillejo, per carità, il Milan continua meritatamente a stare in testa alla classifica, ma non credo che continuando così possa durarci ancora per tanto.

In buona sostanza abbiamo vinto e vissuto la partita per “episodi”, non c’è stato quel bombardamento in porta come era successo contro il Verona, o per meglio dire quando c’è in campo Ibrahimovic, ma non nel senso che il Milan è Ibrahimovic dipendente, ma nel senso che abbiamo bisogno di un’altra punta centrale come il pane, in modo da riportare a sinistra Rebic che al centro è fuori ruolo e l’unico che lo può sostituire su quella fascia con tutti i limiti che ha al momento è Leao e forse Hauge.

Quando nell’ultimo post parlavo di inventarsi ruoli per farli giocare, mi riferivo a Rebic punta centrale, che continua a non avere i movimenti della prima punta e invece continua a dispensare assist per i compagni, che è quello che sa fare meglio e poi da attaccante esterno è più efficace in zona realizzativa, mi riferivo a Diaz, il ruolo di esterno sinistro non gli appartiene, così come per me non gli appartiene nemmeno il ruolo di sotto punta.

In quella posizione anche quando c’è Ibra, soffre la sua struttura fisica e non riesce a trovare molte combinazioni, sbagliando tante piccole cose, che lo portano a non giocare mai per tutti i 90 minuti, per me il suo posto è a destra, ma lì c’è Saelemaekers e poi su quella fascia bisogna ritagliare un posto a Castillejo, fermo restando che non abbiamo dove collocare Hauge, che sarebbe il terzo a sinistra come Diaz è il terzo a destra.

Per lo stesso motivo non mi è piaciuto che Calhanoglu si spostasse a sinistra dove ha sempre fatto male, per dare la possibilità a Diaz di giocare da sotto punta, si scambiava spesso di posizione, ma non ha trovato nessun lampo di genio, è stato molto utile nell’andare a pressare, ma niente di più, questo ci dice che, specialmente la davanti bisogna mettere ordine, facciamoli giocare al loro posto, nel loro ruolo.

Oramai siamo primi in classifica e dobbiamo avere più certezze, non è più il momento di lasciare le cose al caso, come la sofferenza del secondo tempo e in particolare dei minuti finali, tutto questo perché non abbiamo la punta centrale su cui appoggiarci e siamo costretti ad abbassarci troppo, giochiamo tutti all’indietro, senza la punta che tiene alta la squadra.

Esatto! è il lavoro che fa Ibra e noi dobbiamo trovare il sostituto, non uno a caso, ma uno che faccia questo mestiere (Giraud) e non credo che Massara e Maldini non se ne siano accorti, o non ci stanno pensando come si dice, forse mancano i soldi per prenderlo, ma non voglio sentire che il vice Ibra non serve, perché con una prima punta vera, la partita sarebbe finita dopo i primi 45 minuti, perché non è sempre che si riesce a trovare il varco o l’episodio giusto.

Oramai siamo la e stanno venendo fuori chiaramente, quali saranno le squadre che lotteranno per i primi 4 posti e per me ci siamo legittimamente anche noi, dobbiamo fare lo sforzo di sistemare e migliorare l’organico, in poche parole Elliott deve cacciare un po’ di soldi, vuol dire che se li riprenderà quando faranno lo stadio e ci giocherà il Milan in Champions.

So che nessuno avrebbe creduto che il Milan avrebbe potuto fare così bene, addirittura senza Ibrahimovic, Kjaer e Bennacer, ma visto che in quei ruoli mancano i sostituti e la squadra sta andando bene, ce da fare uno sforzo e prenderli, Gabbia e Tonali stanno facendo bene, come pure Rebic se vogliamo, ma si vede che è una squadra diversa senza la punta centrale, è più vulnerabile e non è vero che ciò che conta in realtà è vincere, o per lo meno, vincere ma senza rischiare, soffrendo meno e senza subire troppo l’avversario.

Siamo riusciti comunque a mettere altro fieno in cascina, adesso mancano 55 punti a quota 80, che io considero quella necessaria per la Champions, giovedì ci sarà lo Sparta Praga, una sfida ininfluente per la qualificazione, ma importante per i sorteggi dei sedicesimi, molti titolari riposeranno per recuperare energie e presentarsi in una forma migliore alla sfida contro il Parma, per provare a portare a casa altri tre punti e avvicinarsi alle prossime sfide prima di Natale, contro Sassuolo e Lazio, sempre in testa alla classifica.

Concludo mettendo l’accento ancora una volta sui gol subiti su palle inattive e non dobbiamo dimenticare che anche Tonelli nel primo tempo ci aveva provato, in quell’occasione San Gigio Donnarumma ha fatto un altro miracolo con un volo dei suoi, togliendo un pallone velenoso da dentro la porta, cosa che non gli è riuscita però nell’occasione del gol doriano, sfoderando ancora un’ottima prestazione, reattivo fra i pali e attento sulle uscite, si! Ma quando firma? 

sabato 5 dicembre 2020

Grande Milan e grandi ragazzi

Alla fine la partita con il Celtic che doveva essere una formalità si è rivelata più complicata del previsto e le complicazioni si erano create pure nella classifica del girone, perché nonostante la rimonta e la vittoria per 3 a 2, nei minuti finali lo Sparta Praga era passata in vantaggio a Lilla (in francese Lille), mettendo in discussione il passaggio ai sedicesimi di finale.

La doppietta di Burak Yilmaz ha ribaltato il risultato a Lille, che si è imposto per 2-1 sullo Sparta Praga, regalando con un turno d’anticipo la qualificazione ai sedicesimi di finale, alla sua squadra e al Milan, adesso l’ultimo turno diventa veramente una formalità, servirà esclusivamente per stabilire la capolista del girone.

La cosa importante era il raggiungimento dell’obiettivo numero 2, il primo era quello di superare i preliminari e passare alla fase a girone, il secondo era quello di passare ai sedicesimi, passare per primi ci darebbe la possibilità di essere testa di serie nei sorteggi e quindi evitare già da subito qualche avversario scomodo.

Arrivare primi nel girone sarà difficile, perché non dipenderà solo da noi, intanto saremmo obbligati a vincere e se anche il Lilla (Lille Olympique Sporting Club) dovesse vincere non cambierebbe nulla, quindi, alla nostra vittoria si dovrebbe aggiungere contemporaneamente quella del Celtic, o anche un pareggio degli scozzesi andrebbe bene, per superare il Lilla in classica e a quel punto il verdetto finale sarebbe ancora più bello.

La vittoria schiacciante e il passaggio del turno, sono state un po' offuscate dall’infortunio occorso a Kjaer, capisco l’incazzatura e rimbrotti dei tifosi, ma il turnover difficilmente può essere scientifico, spesso ci sono altre esigenze di vario genere, che ti obbligano a fare delle scelte invece di altre, anch’io come ho fatto e faccio ancora, il migliore o i migliori non li tolgo mai anche se stanno male, gli dico piuttosto di stringere i denti, perché sono le colonne portanti dell’impianto di gioco.

Quindi io non mi sento di condannare Pioli, anche perché poteva succedere più avanti e magari in un momento più complicato, del resto Pioli stava già facendo turnover con Romagnoli, che da quando è rientrato non si è ancora ripreso bene, così come Gabbia che comunque cresce di partita in partita e quando ha giocato non ha mai fatto male.

Sarei invece d’accordo sull’errato impiego di Krunic in mediana, per me Krunic resta una mezzala in un centrocampo a tre o un trequartista, non lo vedo né da mediano e né da esterno, ma anche in questo, il turnover non può essere applicato in maniera scientifica, perché non giochiamo con un centrocampo a 3 e per l’assenza di Ibra non potevamo rinunciare a Calha, Castillejo e Hauge devono fare minutaggio come lo deve fare Krunic.

Io, sapete che quando c’è da criticare Pioli lo faccio senza problemi, ma stavolta condivido le dinamiche di spogliatoio e lo assolvo, così come spero che cominci a fare giocare di più Hauge su quella fascia, senza dovere adattare qualcuno o adattare lui a fare altri ruoli, ma torniamo alla partita.

A Milano si è presentato un Celtic in crisi nera, sommerso da critiche e polemiche, con l’allenatore sull’orlo dell’esonero, ciò nonostante l’avvio di partita del Milan è stato da brividi, è vero che oramai il Milan ha un gioco e dei meccanismi collaudati, è vero che sono cresciuti di mentalità e di personalità, però non sono ancora così smaliziati, da affrontare partite così facili, con la stessa concentrazione e con la stessa intensità di partite ben più difficili.

Diciamo che hanno sottovalutato l’avversario e hanno preso sottogamba la partita, fortuna che l’incubo è durato solo un quarto d’ora e che i ragazzi sono stati bravi anche se sotto di due gol e senza Kjaer, a trovare la compattezza necessaria e a reagire splendidamente, prendendo in mano la partita e ribaltandola in maniera egregia.

Nel primo quarto d’ora è stato un Milan che non siamo più abituati a vedere, senza certezze e con un giro palla contratto, sembrava un’altra serataccia tipo quella col Lilla, l’inizio della riscossa arriva da una magnifica punizione di Calhanoglu che accorcia il punteggio e poi da lì il Milan torna a fare il Milan e da una bella azione “corale” tra: Calha, Hernandez e Rebic, arriva pure il pareggio con Castillejo.

Passata la grande paura il Milan riprende a macinare gioco e non si accontenta del pareggio, il ritrovato furore agonistico si concretizza con il 3 a 2 ad opera di Hauge con un gol bellissimo, dove salta quattro avversari (complice anche qualche rimpallo) e poi la piazza sul palo lungo come è sua abitudine, su quella fascia è un moto perpetuo e dimostra di avere doti fisiche e tecniche importanti.

Raggiunto il vantaggio, il Milan si rintana un po’ troppo a difesa del risultato e gli scozzesi riprendono campo e coraggio, con Donnarumma che torna ad essere protagonista con una paratona su McGregor, così come aveva fatto nei primi 15 minuti sulla violenta e precisa punizione di Christie, nel finale il Celtic crea qualche apprensione e a Lille lo Sparta Praga stava vincendo.

La partita la mette in ghiaccio Brahim Diaz a otto minuti dalla fine, con uno “scavetto” in velocità su assist dell’ottimo Hauge, proprio mentre il Lilla opera il sorpasso sullo Sparta Praga e a quel punto si mette in ghiaccio anche il passaggio ai sedicesimi, ora si può togliere dal ghiaccio invece lo spumante (bevi italiano) per brindare a questi ragazzi meravigliosi

Una reazione da grande squadra, di una squadra che sta facendo bene, che ogni partita che passa è costretta a pensare in grande e a porsi degli obiettivi, senza rilassarsi però come ha fatto nel primo quarto d’ora, deve continuare così, deve continuare ad avere “fame”, senza mai essere soddisfatta o appagata per quello che sta facendo e poi vedremo cosa succederà. 

giovedì 3 dicembre 2020

Rinnovi e prolungamenti.

Tra i rinnovi e prolungamenti c’è pure quello di Kessie, che solo un anno fa di questi tempi, il Milan aveva praticamente messo sul mercato, le prestazioni dell’ivoriano erano al di sotto dei minimi standard, tanto che West Ham, Inter, Monacò e il Napoli di Gattuso, hanno provato a prenderlo a prezzo di saldo, ossia, scambiandolo con qualche loro esubero e proprio perché si trattava di esuberi, che non interessavano al Milan ed è rimasto.

La storia di Kessie è un po' la storia di tutti i giocatori passati per Milanello negli ultimi 10 anni, tutti giocatori promettenti, per cui io mi sono sempre speso a tessere le lodi, doti e qualità, tutti giocatori che poi hanno fatto la fine che hanno fatto o la stavano per fare, grazie all’incompetenza dei dirigenti e degli allenatori (qualcuno escluso) che si sono succeduti in questo decennio.

Uno di questi è stato Locatelli, per lui, impiegato male e senza dargli il tempo di crescere, sono state perseguite scelte diverse, servivano soldi, lui non era titolare e senza minutaggio non lo sarebbe diventato mai e poi lui voleva andare a giocare, quindi fare dietrologie è completamente inutile, anche perché oggi in questo centrocampo non giocherebbe, De Zerbi lo ha aiutato a crescere, così come Pioli ha aiutato a crescere chi è rimasto.

Se non fossero arrivati Pioli e Ibrahimovic, avrebbe fallito Maldini, avremmo ceduto Kessie, Calhanoglu, Calabria e qualche altro, così come sono stati ceduti Piatek, Suso ecc., tutti giocatori sacrificati all’altare della disperata necessità di soldi e di discutibili guide tecniche, menomale che a dispetto di tutti i “tuttologi” che volevano la conferma di Giampaolo, è stata presa questa decisione.

Così adesso Kessie è su livelli altissimi di prestazione, è uno dei mediani più forti d’Italia ed ora si pensa al prolungamento con l’adeguamento del contratto, che scade nel giugno del 2022, al contrario di Calhanoglu, ci sono segnali positivi sulla volontà di proseguire insieme e speriamo che sia così anche per gli altri, quelli con scadenza fra un mese e quelli con scadenza 2022.

Donnarumma sembra essere vicinissimo alla firma per il rinnovo (fino al 2024 o 2025), tutto ruota sulla clausola che il Milan non vorrebbe inserire e si sta lavorando comunque in un clima di serenità, c’è la volontà del giocatore di restare, così come vuole restare Ibrahimovic e da gennaio se ne comincerà a parlare, più complesso il prolungamento di Calhanoglu, anche lui vorrebbe restare, ma la cifra richiesta non solo è improponibile, ma potrebbe anche rompere gli equilibri economici-salariali dello spogliatoio, si tratta di una richiesta fuori portata, il Milan in previsione di potere disputare la Champions, ha alzato il tetto salariale a 3,5 milioni per tutti e non intende andare oltre.

La finestra invernale di calciomercato si avvicina e sembra che il Milan non prenderà un vice-Ibrahimovic, confermata invece la priorità di prendere un difensore centrale e forse un esterno offensivo (di destra), Milenkovic continua a rifiutare il rinnovo e per il Milan a particolari condizioni resta il preferito, perché sul giocatore ci sono anche l’Inter e la Juventus.

Kabak, Lovato e Simakan le alternative più seguite, con Kabak che è in pole, considerando i problemi economici dello Schalke, in estate il Milan aveva fatto un’offerta di 15 milioni di euro e la ripeterà a gennaio, magari adesso con qualche bonus legato alla Champions, Kabak non è arrivato in estate, perché lo Schalke 04 non aveva disponibile un rimpiazzo.

Kabak è ritenuto l’investimento ideale da inserire in difesa, con Romagnoli, Gabbia e Kjaer, anche perché a giugno andranno via Musacchio (in scadenza) e Duarte, se Kabak poi dovesse finire in Inghilterra, a Milanello potrebbe arrivare uno tra Lovato e Simakan.

Abbiamo detto forse un esterno offensivo (di destra), anche qui il nome è sempre lo stesso dell’estate, Thauvin, ma visto che l’esterno andrà in scadenza a giugno, difficilmente verrebbe a gennaio senza “indennizzo”, quindi resta di più un nome per l’estate, da prendere a giugno a parametro zero, a parte il fatto che se dovessero arrivare offerte interessanti per Castillejo, il Milan le prenderebbe in considerazione e a quel punto potrebbe anticipare l’arrivo di Thauvin.

Un altro nome che ricorre spesso è quello di Szoboszlai, il Milan può ancora sperare di prenderlo, ma sembrerebbe che il giocatore andrà sicuramente al Lipsia, già nel mercato invernale, poi spero anch’io che Pobega, che è in continua crescita, possa presto tornare al Milan, l’ultimo interesse del Milan è quello per il giovane Thuram, attaccante del Borussia Moenchengladbach.

martedì 1 dicembre 2020

Avanti così!

Nonostante le assenze di Ibrahimovic, Leao, Castillejo e Bennacer, il Milan ha offerto una delle migliori prestazioni del 2020, con una partita tatticamente perfetta, dominata dall’inizio alla fine, con difesa alta e pressing asfissiante, al di là di quanto dicano i “rosiconi”, la vittoria è stata ampiamente meritata, tre punti importantissimi (così ne mancano 57), che ci danno 5 punti di vantaggio sulle seconde.

Nessuno in serie A ha avuto la media del Milan da gennaio ad oggi, in 41 partite complessive ha conquistato ben 92 punti, per una media di 2,24 punti a partita, ha eguagliato il proprio record di 29 partite consecutive sempre in gol, stabilito quello di 21 risultati utili consecutivi per il 2020 e nell’era dei tre punti.

Non ha mai avuto 23 punti in classifica nelle prime 9 giornate di campionato, ed è l’unica squadra in testa alla classifica nei top 5 campionati europei a non aver perso, sicuramente non entreremo nella storia per avere vinto il 19esimo scudetto, ma ci entreremo lo stesso, come il Milan che ha avuto il miglior avvio di campionato, una cosa così non era mai successa.

Però come dice Pioli, non è stato fatto ancora nulla, il campionato è lungo e l’obiettivo deve restare quello di entrare nei primi quattro posti (anche primi), oramai con o senza Ibrahimovic la mentalità non cambia, credo che abbiamo impiegato meno di quei 2 o 3 anni per ritornare ad alti livelli, attenzione: questo non è e non può essere un punto d’arrivo, perché bisogna sempre confermarsi, tornare ad alti livelli, deve significare restarci.

Fino ad ora siamo in testa alla classifica con pieno merito e anche contro la Fiorentina il Milan ha vinto da grande squadra, ripeto, al di là di quello che dicono tanti opinionisti faziosi, sicuramente è vero che siamo in testa alla classifica perché la Juventus ha ridimensionato i suoi programmi, perché l’Inter risente della megalomania del suo tecnico, ma non si può continuare a negare, quanto di buono e di bello (perché è un piacere vederlo giocare) sta facendo questa squadra.

A Milanello l’ambientale è tornato quello dei tempi trionfali di Berlusconi, la stessa aria che si respirava fino a dieci anni fa, forse perché ora non ci sono gli interisti Fassone e Mirabelli, perché non c’è più un presidente cinese, forse perché ora con Maldini, Bonera, Dida, Ibrahimovic, Ganz, Giunti e tutti gli altri milanisti (Gattuso e Boban compresi), si è ricreato il “milanismo”, l’appartenza.

Tutto questo ci mancava da tanto tempo, essere tornati di nuovo fra le famose “sette sorelle”, è una cosa emozionante e a gennaio con un paio di ritocchi, potrebbe diventar lo ancora di più, con una squadra giovane che ha già imparato a gestire i ritmi della partita.

L’appartenenza di Donnarumma, che nel prepartita ha fatto capire apertamente, che la sua volontà è quella di rimanere al Milan, specialmente adesso, che il Milan ha le possibilità di partecipare molto più spesso alla Champions e anche Raiola sta fugando i dubbi degli scorsi anni, con la speranza del raggiungessero di un accordo quanto prima, ci si avvicina alla finestra di mercato di gennaio.

Il ritornello è sempre lo stesso, rinnovi, un difensore centrale, un mediano e un vice Ibra, il centrale serve per alzare il livello tecnico del reparto difensivo e per dare la possibilità di farli ruotare, Simakan e Kabak sembrano essere rimasti i preferiti, del resto sono gli stessi nomi delle ultime ore del mercato estivo, mentre per il vice Ibrahimovic e il vice Kessie non ci sono indizi, sono tanti invece gli indizi su Thauvin.

È un giocatore a fine contratto e quindi economicamente interessante, oltre ad essere un giocatore di alto livello, non è il giovane di prospettiva del progetto Elliott, ma ha quel poco di esperienza internazionale (è nazionale francese e ha esperienza in Champions), che serve ad alzare il livello tecnico della squadra, sempre se è in Europa che vogliamo tornare a giocare.

E’ stato seguito già in estate e lo sarà per la prossima finestra di mercato, è un giocatore che ha le stesse caratteristiche di Castillejo, tutto sinistro, punta l’avversario, dribbla e ha un bel tiro da fuori, gioca a destra e spesso tenta il tiro a giro col sinistro, nel 4-2-3-1 ci starebbe a meraviglia, anche se c’è da dire che dal suo infortunio nella passata stagione, dopo essere rimasto fuori per tutto l’anno, non è più tornato il giocatore di prima, ma ha tante qualità e può tornare al 100%.

Pur continuando a puntare sulla linea verde, Thauvin è un occasioni da cogliere e un giocatore da rigenerare un po' come Kjaer, in fin dei conti si tratta di un classe ‘93 (la stessa età di Calhanoglu) che può giocare anche da trequartista, insomma, un jolly offensivo come Diaz (ancora da riscattare e con costi notevolmente più alti), la trattativa è molto avanzata (specialmente con il possibile addio di Calhanoglu e l’impossibilità di arrivare a Szoboszlai) tanto che si è parlato anche di cifre.

Si tratta di una proposta di quattro anni di contratto a 3 milioni netti a stagione, con il Marsiglia il giocatore ha chiuso, ma il futuro di Thauvin non è ancora certo, di certo c’è il fatto che il Milan non parteciperà ad aste e già da febbraio potrà prendere accordi anche scritti (contratto) per la prossima stagione, senza spendere un euro (proprio come farebbe il Manchester se prendesse Calhanoglu a 7 milioni a stagione).

La concorrenza non manca, però la sua richiesta di ingaggio è cambiata e si avvicina (3.5 milioni più bonus) molto a quella del Milan, poi attenzione a quanto riferisce la rivista sportiva digitale spagnola “Don Balon”, scrivendo del futuro di Lucas Vazquez dice che potrebbe essere al Milan, sembrerebbe  che l'esterno del Real Madrid non voglia rinnovare (scadenza a giugno 2020) e tra le possibili destinazioni c'è anche il Milan.

Il giocatore può ricoprire tutti i ruoli sulla fascia destra e potrebbe arrivare a Milanello la prossima estate a parametro zero, a proposito di mercato, è vivo anche il mercato di gennaio in uscita, potrebbe partire Musacchio anticipatamente al quale non verrà rinnovato il contratto e Conti, attualmente chiuso a destra dall’ottimo Calabria e da Dalot.

Anche in futuro, Conti potrebbe restare chiuso sempre da Dalot se verrebbe riscattato e in caso contrario da Saelemaekers (preso originariamente per fare il terzino) o da Lucas Vazquez, nel caso in cui decidesse di trasferirsi in rossonero.

domenica 29 novembre 2020

Milan-Fiorentina, tra rinnovi e mercato.

Il Milan non ha ancora archiviato l'uno a uno con il Lille, che deve pensare subito al campionato e alla prossima partita con la Fiorentina, dopo la sconfitta del Sassuolo e dall’Atalanta e il pareggio della Juventus, la partita contro i viola può diventare un’occasione per provare ad allungare in classifica, approfittando anche del difficile impegno di Roma e Napoli.

L’assenza di Ibra è sicuramente pesantissima, ha dimostrato di essere determinante alla pari di Lewandowski, di Cristiano Ronaldo e di Messi, non so le altre, forse la Juventus senza Ronaldo si inceppa un po', ma il Milan fino ad adesso ha dimostrato di essere squadra anche senza il suo leader, se pur con qualche piccolo limite.

Ribadisco! Non si sta parlando di scudetto, almeno non adesso, il Milan deve mettere fieno in cascina (mancano ancora 58 punti per il terzo/quarto posto) ed essenzialmente deve prendere un bel margine di vantaggio adesso che le cose vanno bene, per potere gestire senza stress un possibile momento di difficoltà, siamo ancora nella prima parte della stagione e ci sono 30 partite da giocare (la media di 2 punti a partita per un posto Champions).

Certo vincendo anche oggi il Milan lancerebbe un messaggio forte per lo scudetto, ma io credo che il Milan abbia già lanciato un messaggio forte al suo campionato, questa vittoria sarebbe l’ennesimo anche agli altri, ma non siamo interessati ad essere la meteora del 2020, noi abbiamo bene in mente il percorso del Liverpool quando è arrivato Klopp, una crescita continua e costante, il traguardo dipenderà poi dalle altre.

Lo scorso anno Atalanta e Lazio ha dovuto fare “78” punti per arrivare quarti, mentre l’anno prima ne sono bastati ad Atalanta ed Inter “69”, dieci in meno, morale della favola, che con 80 punti presunti potremmo arrivare quarti (credo con certezza in Champions), come potrebbero non bastare per un punto (Milan 18/19) oppure potrebbero essere ottimi per vincere lo scudetto sul filo di lana.

Per cui, non è per fare i falsi modesti, ma il calcio è questo, vincere non è mai facile e se vuoi ottenere il minimo devi sempre puntare al massimo, quindi possiamo riassumere che il Milan sta puntando allo scudetto (il massimo) per ottenere la Champions (il minimo), non viviamo alla giornata, ma lavoriamo per tappe, le prossime sono: provare a vincere con la Fiorentina e recuperare prima possibile, Zlatan e anche Leao.

Ma alla luce di tutto questo, a gennaio dobbiamo intervenire sul mercato, anche se il Milan ha dimostrato di essere squadra, non si può prescindere da un vice Ibrahimovic, da uno che uno che lo possa sostituire nelle sue assenze e che lo faccia rifiatare all'occorrenza, stesso discorso vale per il difensore centrale, Kjaer gioca sempre e ad alti livelli, se dovesse mancare anche per qualche spezzone, la difesa andrebbe in apnea.

Avere anche qua una valida alternativa sarebbe importante, specie nei momenti in cui c’è qualche assenza, perché in fin dei conti, oltre a Kjaer di affidabile e non completamente, restano solo Gabbia e Romagnoli e poi l’alternativa a Kessie a centrocampo, poteva essere Bakajokò ma è andata come andata, allora si che il Milan potrebbe dichiarare apertamente:” Signori, per lo scudetto ci siamo pure noi!”

E poi c’è “l’equivoco” Calhanoglu, intanto il fatto di essere andato a Torino per salutare Demiral, violando la zona rossa lascia basiti, è stato un comportamento deprecabile, non credo che fosse andato a Torino per accordarsi con la Juventus, perché la vecchia signora non avrebbe permesso tanta pubblicità e decidere di rendere pubblico questo incontro, senza nemmeno la mascherina, non capisco a che motivo lo abbia fatto.

Che il turco sia tentato dalla Juventus non è una novità, ma ripeto troppo sfacciato, credo che la pista più accreditata resti il Manchester United e forse l’Atletico Madrid, non so come andrà finire, ma sicuramente è lontanissimo dal Milan, anche se Suma si sbilancia profetizzando che Calhanoglu rinnoverà, non metto in dubbio che è un gran professionista, un ragazzo delizioso e che è un ottimo giocatore, ma secondo me l’avventura con il Milan per Calhanoglu finisce a gennaio.

Il rinnovo sarebbe sicuramente una buonissima cosa, per il gruppo, per la dedizione e tante altre cose, ma al giusto prezzo, sia Suma che Giovanni Branchini hanno parlato del mercato di gennaio, che in pratica ricalcherà quello estivo, si cercheranno molti scambi e prestiti, pochissime società dispongono di liquidità, il Barcellona ha quasi dimezzato gli stipendi, qualche squadra italiana (Lazio e Napoli mi pare) invece sono in arretrato con gli stipendi ed è improponibile un ingaggio di sette milioni per Calhanoglu.

Speravamo che Maldini in questa sosta del campionato, avrebbe risolto i tre più tre nodi dei rinnovi (Donnarumma, Ibrahimovic e Calhanoglu, più Romagnoli, Kessie e Calabria), priorità sicuramente a Donnarumma e Ibra, perché con altri (Kessie, Kjaer, Bennaser e Hernandez) sono imprescindibili, Calhanoglu ha un agente molto pretenzioso, non sono esclusi nuovi contatti tra l'agente e il Milan, ma se non abbasserà la sue richieste, sarà molto complicato arrivare ad un accordo.

Credo che il Milan e giustamente, non si muoverà dai 3 e mezzo/4 milioni, anche perché l’altra priorità sarà Kessiè, un altro di pari valore di Calhanoglu si può trovare, uno come Kessiè non saprei, ecco perché si torna a parlare con insistenza di Szoboszlai, che cambierà sicuramente squadra a gennaio per via della clausola, ma sembrerebbe già del Lipsia e poi ci sarebbe la pista Thauvin, ma è un’ala ed è tutta un’altra storia. 

venerdì 27 novembre 2020

Addio Diego, campione senza tempo.

 

Credo che ogni altra parola davanti alla morte e all’immensità del campione, sia solo retorica, addio Diego.  

Il Milan torna in Europa per il ritorno dell’Europa League, a Lille si presenta con qualche assenza e con il solito turnover e di nuovo senza Ibrahimovic.

Il Milan ha già fatto a meno di lui in un altro paio di circostanze, non ha mai deluso e non ha mai perso, così come non ha deluso e non ha perso neanche stavolta, senza Ibrahimovic la squadra è costretta a cambiare le sue caratteristiche di gioco, ma l’idea di calcio rimane sempre la stessa, perché il Milan oramai ha creato “l’appartenenza" e anche se non ha il suo “riferimento” cambia poco.

Purtroppo fallisce il tentativo di sorpasso in classifica e il rimpianto è quello di avere subito ancora una volta un gol evitabilissimo, dopo avere sprecato la possibilità del raddoppio con un contropiede di Hauge e sempre lui in maniera ancor più clamorosa, in superiorità numerica ha tardato a servire Rebic tutto solo in area e pronto a battere a botta sicura, che vogliamo farci, sono giovani e cresceranno.

La cosa importante è che il Milan a Lille, comunque ha fatto una buona partita, se non fosse stato per l’ennesima distrazione, potevamo definirla anche una “buonissima” partita, peccato, perché stavolta si è visto tutto un altro Milan rispetto all'andata e poi, viste le assenze e la situazione del girone, la vittoria ci avrebbe reso più comodo il passaggio del turno, attenzione, andava bene il pareggio già alla vigilia e anche se un po' stretto, va bene il pareggio anche adesso.

Quello che doveva dirci questa partita, era la conferma “dell'identità” di squadra senza Ibra e quella come abbiamo visto orami c’è, il Milan doveva dimostrare di essere squadra, di avere uno spirito di gruppo, il senso di partecipazione da parte di tutti, la voglia di aiutarsi uno con l’altro, di sentirsi tutti importanti e facenti parti di un progetto a lunga durata e questo il Milan lo ha dimostrato.

Sicuramente non è stato un bel primo tempo, perché siamo stati un po' imprecisi, slegati, spesso abbiamo sofferto il palleggio e il pressing del Lille, ma siamo riusciti a costruire anche un paio di azioni, Ibrahimovic è un giocatore troppo importante per questa squadra, ma il gruppo è riuscito a sopperire comunque alla sua assenza, mantenendo lo stesso spirito di squadra, con o senza di lui, ha gestito pur senza brillare, una partita che tutto sommato ha portato un punto pesante in classifica, peccato veramente per il risultato, che lascia qualche rimpianto.

In questa partita il Milan ha confermato che l’andata con il Lille è stato un momento di “appagamento”, che in un gruppo giovane ci può stare, archiviato quell’episodio, poi la squadra ha continuato sulla sua strada, Verona, Napoli e ora Lille lo hanno dimostrato, senza dimenticare che questa squadra è in testa alla classifica di serie A ed ha un’età media bassissima.

Addirittura contro il Lille, quando sono usciti anche Rebic e Calhanoglu, l’età media in campo sfiorava i 23 anni, una squadra di ragazzi giovani, esuberanti e di qualità, con qualche elemento di esperienza come Kjaer, Ibra e Calhanoglu, che ci sta dando grossissime soddisfazioni, del resto in questi nove anni bui, non abbiamo chiesto mai di vincere lo scudetto, sempre e a tutti i costi, ma di essere dignitosi, di stare la su con Inter, Juventus,  Roma, Napoli, Atalanta, Sassuolo e Lazio, proprio come stiamo facendo quest’anno.

Poi lo scudetto lo vince solo una squadra, ma non potevamo continuare a sperare che qualcuno la davanti “fallisse”, per raccattare una partecipazione ai preliminari di Europa League, siamo contenti di avere una squadra giovane, che ha un futuro davanti e non quelle senza futuro e senza anima che abbiamo avuto negli ultimi nove anni, anche se devo dire, che se solo avessimo avuto qualche allenatore migliore, anche con quelle squadre avremmo potuto dire la nostra.

Come due anni fa per esempio, invece abbiamo sempre preso allenatori giovani, alle prime esperienze, che hanno fatto la gavetta al Milan, quando invece dovevano arrivare da noi già “sgamati” e a proposito di gavetta, aspettiamo con pazienza Tonali, lui deve fare il suo percorso e non dobbiamo mettergli fretta, deve crescere con calma come ha fatto Bennacer, anche lui proveniva da un ambiente diverso ed è cresciuto moltissimo.

Guardiamo con fiducia al futuro, per cui abbiamo solamente l’obbligo di un posto in Champions, poi tutto il resto è oro, certo non avrebbe senso buttare via tutti i sacrifici fatti e non passare il turno in Europa League, quindi ora dobbiamo vincere le prossime due gare.

Intanto domenica c’è la Fiorentina e bisogna subito recuperare le energie, adesso le partite cominciano ad essere troppo importanti, la Fiorentina ha intrapreso il nuovo corso con Prandelli e poi con loro gioca il difensore centrale dei nostri desideri, vediamo di affascinarlo e speriamo che a gennaio possa decidere di venire da noi.

Con il difensore centrale, serve un mediano che faccia da vice Kessie e un vice Ibra, per rinforzare e completare l’organico, i nomi che circola per l’attacco sono i soliti Jovic e Thuram, sempre per il mercato, il Celtic sta pensando di trasformare il prestito secco senza diritto o obbligo di riscatto di Laxalt, in acquisto a titolo definitivo, chiaramente bisogna intavolare una nuova trattativa per la cessione e il Celtic ha Ajer che interessa i rossoneri.