Zero vittorie in campionato dopo quattro giornate, credo che la Fiorentina
non le abbia mai registrate, che il tecnico si sia montato la testa, si era
visto quest’estate, quando si era offeso che Allegri non aveva messo la
Fiorentina tra le squadre che avrebbero lottato per lo scudetto, Pioli nella
sua vita di allenatore, ha avuto solo un momento di grande fortuna, quando
Spalletti ha rifiutato il Milan e lui in quel momento si è trovato al posto
giusto al momento giusto.
Dopo quella breve parentesi, è tornato il tecnico mediocre di sempre ed
essere stato in Arabia Saudita, dove per altro si sono riempite subito le
tasche di lui, non è il significato di essere uno dei tecnici più bravi al
mondo, la Fiorentina può essere la sua dimensione, ma deve tornare umile e a
giocare per non perdere, deve tornare a fare il “normalizzatore” senza infamia
e senza lode, la sua posizione alla Fiorentina è già sotto esame, ma Firenze
non è più il posto dove si lavorava tranquillamente.
Pioli a Sky Sport: "Sono molto amareggiato e triste perché la
squadra sta lavorando bene in settimana e non riusciamo ad esprimerci poi in
partita. I tifosi ci hanno giustamente fischiato. Siamo all'inizio ma
bisogna dare di più. Sicuramente è una giornata triste ma dobbiamo pensare a
fare meglio perché abbiamo il potenziale per fare meglio", le stesse
parole che ha ripetuto negli ultimi tre anni al Milan.
Uno che invece sembra essere cresciuto, da questa seconda volta sabatica,
sembra essere Allegri, grande prestazione del Milan a Udine, che lascia
intravedere un silenzioso lavoro, su di un progetto tecnico idealmente vincente
nei concetti, se vogliamo un po' come quello di Pioli nei due anni prima dello
scudetto, devo essere sincero, io al fatto che Allegri avesse fatto bene non ci
ho mai creduto, ho sperato che in un modo o nell’altro ci avrebbe riportato in
Champions.
Ora attenzione, se pur migliorando di partita in partita, una rondine non
fa primavera, restano ancora 34 partite da giocare e non mettiamo in mezzo le
similitudini con il Napoli dell’anno scorso, bravo Conte e De Laurentis a
mettergli a disposizione quello che voleva, però sono cose che capitano una
sola volta (lo scudetto l’ha perso l’Inter, anche con noi) e poi non mi pare che
possiamo competere con il Napoli.
In Allegri sto riscontrando, che al contrario dei due anni sabatici prima
di tornare alla Juventus, stavolta si è aggiornato e sto constatando, che anche
lui si è evoluto ed è in grado di proporre calcio, un calcio propositivo, di
pressione, di dominio, una proposta tecnica divertente e vincente, con i 3
difensori che a turno hanno accompagnato e si sono proposti, una struttura di
squadra equilibrata, attrattiva e che ha vinto con pieno merito.
È un Milan che diverte, che segna con una proposta tecnica che dà spettacolo,
parola che era sconosciuta nel lessico calcistico di Allegri, è un allenatore
più maturo, ma io non ci ho mai creduto, adesso, giustamente, il Milan vince e convince, la
proprietà stavolta ha fatto l’esatto
contrario di quanto aveva ordinato Cardinale dopo lo scudetto, ha preso 2 giocatori sopra i 30 anni e dallo
stipendio alto, che stanno trascinano i non più giovani.
Proprio quello che era successo al Milan dei Singer, di Gazidis e dei Maldini e Massara, Kjaer e Ibrahimovic a guidare Tonali, Hernandez, Kessie, Bennacer e tutti gli altri giovani allo scudetto, non parliamo di scudetto però, ma di politica della società, perché i giovani di adesso sono: i 27enni Pulisic, Tomori e Nkunku, i 26enni Leao, Saelemaekers e Fofana, il 30enne Maignan e il 29enne Loftus-Cheek, quando prima Furlani, non prendeva calciatori oltre i 25 anni.
Il Milan quest’anno ha qualcosa che l’anno scorso non aveva, ha un
allenatore che è abituato al calcio italiano di vertice, ha un direttore
sportivo che mette in difficoltà Furlani nelle scelte e ha un regista, quel
Pirlo che ha fatto le fortune del Milan prima e della Juventus poi, che ha
permesso di restituire Fofana il suo ruolo e ha sostituito Reijnders con Rabiot, un po'
più anziano, ma un altro giocatore fisico e a tutto campo come lui.
Allegri ha un centrocampo tra i più forti e con Ricci, Loftus-Cheek e Jashari, il Milan ha un
centrocampo fortissimo, anche in copertura e la solidità, che gli ha permesso
di fare il salto di qualità per un posto in Champions e non mi stancherò mai di
ripeterlo, il salto di qualità per dare un senso (e non 20 punti di distacco)
al campionato fino alla fine, anche se manca un difensore di livello e non
sappiamo come sarà Leao centravanti.
Il Milan vince e convince, Pulisic è il migliore in campo ed è
stato autore di una prestazione sontuosa, tutto il Milan ha fatto una partita
di livello, anche i subentrati: Ricci, De Winter, Nkunku e Loftus-Cheek,
bene anche i tre di difesa: Tomori, Gabbia e Pavlovic, prestazione di alto
livello a centrocampo per: Saelemaekers (un po' al di sotto del suo
standard), Fofana, Modric, Rabiot ed Estupinan, che ha stupito, ancora in
difficoltà Gimenez, però prezioso nel lavoro senza palla, ma in affanno sotto
porta.
Gimenez è un buon attaccante, ma dipende tutto da lui, dai gol che farà o meno, ma nonostante, il Milan è una squadra più compatta rispetto a gli anni scorsi, specialmente nella fase difensiva, dove sono molto precisi, attenti e disciplinati, nel coprire gli spazi e nel marcare gli avversari, con la massima applicazione, anche se a difendere finalmente è tutta la squadra, con Modric in testa, il Milan è passato dal gioco “dominante” di Fonseca a un gioco concreto, attento e cinico di Allegri.


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