venerdì 3 aprile 2026

ANCORA FUORI!

Ancora un fallimento per il calcio italiano, fuori per il terzo mondiale consecutivo, la Bosnia ha vinto ai rigori sulla nostra Nazionale, che pure era andata in vantaggio con Kean, su un regalo clamoroso del portiere avversario, devo dire subito due cose, che anche in parità numerica, la Bosnia aveva dimostrato di essere di gran lunga superiore all’Irlanda del Nord e che la Nazionale, aveva giocato meglio della prima partita.

In parità numerica, gli Azzurri avevano fatto abbastanza bene, ma avevano difeso in maniera orrenda, tanto che poi sono rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione di Bastoni a fine primo tempo e il secondo tempo è stato un assalto alla porta di Donnarumma, con la nostra squadra racchiusa nella nostra metà campo, con un Gatti e un Donnarumma strepitosi e che è riuscita pure a crearsi un paio di palle gol.

Ha subito il pareggio nel finale dei tempi regolamentari, quando sembrava tutto fatto e dal dischetto ha ceduto alla Bosnia che invece va ai Mondiali, un altro pesante fallimento per il calcio italiano, che per questo finalmente pagherà qualcuno, ma non basterà cambiare il presidente e l’allenatore per risalire il ranking, che ci vede oramai oltre il 70esimo posto, distanti dalle migliori formazioni internazionali, quelle che sono andate ai mondiali per intenderci.

Speravo di potere festeggiare la sospirata qualificazione al Mondiale, no che stavolta ci credessi più di altre volte, ma per la legge dei grandi numeri, pensavo che non potevamo restare fuori ancora per la terza volta, sembra incredibile, ma dobbiamo aspettare ancora fino al 2030 per vedere il mondiale, ma non è detto, perché se non si “tagliano” tante teste e non si fa una radicale riforma totale del calcio Italiano, il nostro prossimo mondiale potrebbe essere lontanissimo, ancora più avanti del 2030.

Dobbiamo rifare una rivoluzione, come quanto il calcio italiano è stato rivoluzionato dal Milan di Arrigo Sacchi, che il 1° aprile ha festeggiato il suo 80simo compleanno, come per la storia, c’è il prima di Cristo e un dopo Cristo, nel calcio c’è un prima dell'Ajax di Michels, un prima del Milan di Sacchi e un prima del Barcellona di Guardiola, adesso è il momento di segnare una nuova era, il calcio del dopo Gravina, dai settori giovanili alla serie A.

Bisogna cambiare il tipo di gioco del calcio, la mentalità e smetterla con i raccomandati, specie tra gli allenatori e gli istruttori, tutto deve essere riformato, dopo la terza mancata partecipazioni ai Mondiali è un disastro, adesso anche se mettessimo Allegri o un altro, se non c’è una riforma totale, non si stila una programmazione generale, possiamo cambiare chi vogliamo, ma il risultato non cambia.

Passiamo al Milan, a cui servono ancora i punti necessari per mettere la qualificazione in Champions al sicuro, il campionato ripartirà con il big match contro il Napoli, la squadra che possiede la rosa migliore, il Milan va a giocarsi questa partita invece, con un attacco che vive la crisi del gol, sarebbe stato diverso giocarsi questo rush finale con gli attaccanti al meglio, ecco perché bisogna prendere adesso una decisione fondamentale sulla punta della prossima stagione e non si può più sbagliare.

Per troppi anni sono arrivati giocatori che poi non sono serviti a risolvere il problema della punta centrale, bisognerà capire bene quale è la punta da andare a prendere, accontentando il più possibile Allegri, sempre che non vada in Nazionale, perché bisogna tornare ad alzare il livello e mancano otto partite alla fine di questo campionato.

Il Milan per lottare per una piazza d’onore, alla ripresa dopo la sosta, dovrebbe essere un Milan con il 4-3-3, più spregiudicato e diventare ancora più protagonista, ma Allegri difficilmente cambierà il suo credo, il calcio mercato è cominciato con il colpo Kostić, al costo di 3,5 milioni più circa 4 di bonus, acquistato per Milan Futuro, potrebbe presto lasciare la Serie C per allenarsi con la prima squadra, sul futuro grande bomber, i nomi sono sempre i soliti.

Il Milan ha bisogno di un attaccante da 20 gol che manca dai tempi del primo Ibrahimovic, altrimenti non riuscirà mai a lottare seriamente per vincere, gli applausi per Gimenez contro il Torino, mi fanno pensare che qualche tifoso crede in lui e spero che ci creda anche la società, certo, per tenerlo e dargli fiducia, ma non al posto della grande punta, ci sono due mesi per il messicano per convincere la società, altrimenti sarà cessione insieme a Fullkrug.

Io non cederei Gimenez, per me non ha avuto ancora il tempo e lo stato fisico per dimostrare, sempre meglio di Leao, che dopo 6 anni non ha ancora dimostrato niente, anche se poi alla fine Gimenez andrà via e Leao resterà, comunque per me il futuro di Leao è ancora tutto da scrivere, perché davanti ad una proposta importante e adeguata, il Milan potrebbe dare il via libera ad una sua partenza.

Sul fronte della punta la ricerca non è facile, soprattutto visti i costi e gli ingaggi, di sicuro piace Retegui, che tornerebbe volentieri in Italia, ma un anno fa è stato pagato quasi 70 milioni e ha uno stipendio da 20 milioni a stagione, cifre che il Milan deve drasticamente abbassare ed ecco perché si sta pensando a Castro, il Bologna chiede 40 milioni, troppi per me, ma almeno l'ingaggio è decisamente abbordabile, anche Panichelli dello Strasburgo era papabile, ma l'infortunio al legamento crociato riportato con l’Albiceleste, lo mette fuori dal mercato, difficile l'ipotesi Kean in virtù della clausola rescissoria di 62 milioni e comunque non lo cambierei per Gimenez e conguaglio. 

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