In parità numerica, gli Azzurri avevano fatto
abbastanza bene, ma avevano difeso in maniera orrenda, tanto che poi sono
rimasti in inferiorità numerica per l'espulsione di Bastoni a fine primo tempo
e il secondo tempo è stato un assalto alla porta di Donnarumma, con la nostra
squadra racchiusa nella nostra metà campo, con un Gatti e un Donnarumma
strepitosi e che è riuscita pure a crearsi un paio di palle gol.
Ha subito il pareggio nel finale dei tempi regolamentari,
quando sembrava tutto fatto e dal dischetto ha ceduto alla Bosnia che invece va
ai Mondiali, un altro pesante fallimento per il calcio italiano, che per questo
finalmente pagherà qualcuno, ma non basterà cambiare il presidente e l’allenatore
per risalire il ranking, che ci vede oramai oltre il 70esimo posto, distanti
dalle migliori formazioni internazionali, quelle che sono andate ai mondiali
per intenderci.
Speravo di potere
festeggiare la sospirata qualificazione al Mondiale, no che stavolta ci
credessi più di altre volte, ma per la legge dei grandi numeri, pensavo che non
potevamo restare fuori ancora per la terza volta, sembra incredibile, ma
dobbiamo aspettare ancora fino al 2030 per vedere il mondiale, ma non è detto,
perché se non si “tagliano” tante teste e non si fa una radicale riforma totale
del calcio Italiano, il nostro prossimo mondiale potrebbe essere lontanissimo,
ancora più avanti del 2030.
Dobbiamo rifare una rivoluzione, come quanto il calcio italiano è stato
rivoluzionato dal Milan di Arrigo Sacchi, che il 1° aprile ha
festeggiato il suo 80simo compleanno, come per la storia, c’è il prima di
Cristo e un dopo Cristo, nel calcio c’è un prima dell'Ajax di Michels, un prima
del Milan di Sacchi e un prima del Barcellona di Guardiola, adesso è il momento
di segnare una nuova era, il calcio del dopo Gravina, dai settori giovanili
alla serie A.
Bisogna cambiare il tipo di gioco del calcio, la mentalità e smetterla con i
raccomandati, specie tra gli allenatori e gli istruttori, tutto deve
essere riformato, dopo la terza mancata partecipazioni ai Mondiali è un disastro, adesso
anche se mettessimo Allegri o un altro, se non c’è una riforma totale, non si
stila una programmazione generale, possiamo cambiare chi vogliamo, ma il
risultato non cambia.
Passiamo al Milan, a cui servono ancora i punti necessari per mettere la
qualificazione in Champions al sicuro, il campionato ripartirà con il big match
contro il Napoli, la squadra che possiede la rosa migliore, il Milan va a
giocarsi questa partita invece, con un attacco che vive la crisi del gol,
sarebbe stato diverso giocarsi questo rush finale con gli attaccanti al meglio,
ecco perché bisogna prendere adesso una decisione fondamentale sulla punta
della prossima stagione e non si può più sbagliare.
Il Milan per lottare per una piazza d’onore, alla ripresa dopo la sosta, dovrebbe
essere un Milan con il 4-3-3, più spregiudicato e diventare ancora più protagonista,
ma Allegri difficilmente cambierà il suo credo, il calcio mercato è cominciato
con il colpo Kostić, al costo di 3,5 milioni più circa 4 di bonus, acquistato
per Milan Futuro, potrebbe presto lasciare la Serie C per allenarsi con la
prima squadra, sul futuro grande bomber, i nomi sono sempre i soliti.
Il Milan ha bisogno di un attaccante da 20 gol che manca dai tempi del
primo Ibrahimovic, altrimenti non riuscirà mai a lottare seriamente per vincere,
gli
applausi per Gimenez contro il Torino, mi fanno pensare che qualche tifoso
crede in lui e spero che ci creda anche la società, certo, per tenerlo e dargli
fiducia, ma non al posto della grande punta, ci sono due mesi per il messicano per convincere la
società, altrimenti sarà cessione insieme a Fullkrug.
Io non cederei Gimenez, per me non ha avuto ancora il tempo e lo stato
fisico per dimostrare, sempre meglio di Leao, che dopo 6 anni non ha ancora
dimostrato niente, anche se poi alla fine Gimenez andrà via e Leao resterà,
comunque per me il futuro di Leao è ancora tutto da scrivere, perché davanti ad
una proposta importante e adeguata, il Milan potrebbe dare il via libera ad una
sua partenza.
Sul fronte della punta la ricerca non è facile, soprattutto visti i costi e gli ingaggi, di sicuro piace Retegui, che tornerebbe volentieri in Italia, ma un anno fa è stato pagato quasi 70 milioni e ha uno stipendio da 20 milioni a stagione, cifre che il Milan deve drasticamente abbassare ed ecco perché si sta pensando a Castro, il Bologna chiede 40 milioni, troppi per me, ma almeno l'ingaggio è decisamente abbordabile, anche Panichelli dello Strasburgo era papabile, ma l'infortunio al legamento crociato riportato con l’Albiceleste, lo mette fuori dal mercato, difficile l'ipotesi Kean in virtù della clausola rescissoria di 62 milioni e comunque non lo cambierei per Gimenez e conguaglio.

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