lunedì 14 marzo 2016

Il Milan si è spento.

La sconfitta contro il Sassuolo di domenica scorsa, sembra aver spento il Milan che oramai si sente fuori definitivamente dalla corsa alla Champions, forse però i rossoneri sono arrivati alla gara contro gli emiliani già spenti, magari sarà stato per le contemporanee assenze di Niang e Montolivo, che hanno scricato mentalmente la squadra, ma il Milan non deve e non può assolutamente mollare.
Restano ancora da giocarsi molte partite, resta ancora da conquistare almeno il sesto posto, bisogna tenere alta la concentrazione in campionato, che servirà poi per la finale di Coppa Italia, ci sono ancora tre obiettivi da raggiungere: la vittoria in coppa italia, il sesto posto e la riconferma di tecnico e calciatori.
I rossoneri non vincono un trofeo dal 2011, la Supercoppa italiana a Pechino contro l’Inter e una volta in finale di coppa italia, non ci si può accontentare solo di esserci arrivati, il 21 maggio il Milan deve provare a portare a casa la Coppa Italia e il posto in Europa League, vincere contro la Juventus non sarà facile, per questo i rossoneri devono assolutamente centrare il sesto posto, che è l’Europa.
Certo sarebbe meglio arrivare quarti o quinti, per evitare di fare due turni preliminari per arrivare al tabellone principale della competizione, quindi perchè il Milan ha mollato ? Sassuolo e Chievo dovevano essere due partite che dovevano confermare il ritorno del diavolo tra le grandi, invece è arrivato un solo punto senza gol segnati, addio sogni di Champions e addio al tecnico, che si è dovuto arrendere all'evidenza che non si può fare di più. 
Io resto sempre dall'idea però, che questo Milan pur essendo da sesto posto, non può fare queste brutte prestazioni contro Sassuolo e Chievo, prove deludenti, gioco stagnante e pensare che tutto era cominciato, con i primi 20 minuti eccezionali del Mapei Stadium, ma il Milan non può permettersi tanto nervosismo, tanti punti persi e magari da perdere ancora, perchè c'è da guardarsi anche alle spalle.
Il Milan ora dovrà stare attento al Sassuolo a -4, che non ha mollato come i rossoneri, che sembrano essere tornati quelli prima: limiti strutturali, un pizzico di sfortuna e carenza di alternative, il Milan è tornato a regalare un tempo intero all'avversario, sbagliando sempre l'approccio alla partita, non so adesso se Mihajlovic ha fallito e se è anche colpa sua, ma il cambio di guardia è scontato.
A Verona si è rivista la squadra senz'anima incapace di lottare, una squadra che fa il compitino e che non va più avanti di tanto, slegata e incapace d'incidere, una squadra con gli uomini contati, che senza Kucka, Niang e Montolivo (che non sono fuoriclasse), diventa una squadra da lotta per non retrocedere.
E' tornata ad essere una squadra lenta nelle ripartenze e nel giro palla, gli esterni giocano troppo sulla linea laterale e non riescono mai ad organizzare un uno contro uno puntando l'uomo, agli attaccanti non arriva mai la palla e le giocate sono sempre ad imbucarsi centrale dove è alta la presenza degli avversari.
Il migliore in campo è Abbiati e questo non è mai un buon segnale, il Milan continua a deludere senza mai tirare in porta, a parte i due pali, Bizzarri ha fatto solo una parata a terra in anticipo su Bacca, sarà colpa dell'allenatore, sarà colpa dei giocatori o, ma questo è assodato è colpa della società, è il momento di cambiare rotta.
A cominciare da questo finale di stagione, che vede una squadra nuovamente in difficoltà e poco tranquilla, che non gli permette di andare oltre i propri limiti e sè riacciuffare qualcuno là davanti in classifica è oramai impossibile, almeno non far rientrare nessuno nella corsa al sesto posto è fondamentale.
Mihajlovic smentisce ma ha capito che Berlusconi non lo avrebbe mai riconfermato, nonostante tutti gli altri e così a cominciato a guardarsi attorno, maturando tra le tante possibilità quella di andare alla Lazio, al Milan le piste possibili dovrebbero essere tre, Emery, Donadoni e Di Francesco, di quest' ultimo le quotazioni sono in rialzo ora dopo ora, la scelta potrebbe cadere su Di Francesco proprio per il gioco brillante, come quello che piace al presidente, la scelta non è stata ancora fatta, ma di certo non ci sarà Mihajlovic.
In casa rossonera si guarda già al futuro, speriamo però che lo facciano bene e che abbiano in testa un progetto preciso, quindi non solo la panchina ma anche il campo, intanto serve un vero regista in grado di dare qualità e dettare i tempi alla manovra e qui Biglia della Lazio è il nome più ricorrente, senza dimenticare che in ballo c'è il riscatto di Matri con i biancocelesti.
Foto tratte dal web.

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