sabato 17 gennaio 2026

Vero che ciò che conta è fare un gol in più dell’avversario.

Il 68 per cento di possesso palla per il Como, dice che il Milan deve sviluppare una proposta di gioco più interessante e piacevole, più in linea con la tradizione rossonera, un dato che si stenta a credere, specie con i rossoneri secondi in classifica, lasciare il gioco agli avversari, con un baricentro così basso, ha regalato campo e iniziativa a Nico Paz e compagni, io continuo a sperare, che questa squadra sviluppi prima o poi, una proposta di gioco almeno più piacevole.

Di contro, in questo Milan che Furlani ha voluto così disastrato, solo il pragmatismo spietato e la verticalità all’ennesima potenza di Allegri, poteva avere questa efficacia, con la capacità di ribaltare il campo in tre passaggi, grazie al talento di alcuni giocatori, ben indirizzati chiaramente dal livornese, che ha anche creato uno spirito di squadra senza crepe e che in attesa di un gioco più strutturato, è il vero capolavoro di Allegri.

Leao che accetta di buon grado la decisione dell’allenatore sul rigore e va subito a festeggiare Nkunku, Rabiot che a fine partita quasi annuncia, tra risate di complicità, il rinnovo di Maignan sembrano episodi creati ad arte per ribaltarne alcuni di segno opposto dello scorso anno.

Insomma, un Milan a modo suo, un modo molto allegriano, ma il Milan c’è, a tre punti o a 20 dall’Inter, tutto dipende dalla dirigenza e in particolare, dal deus machina Furlani, per provare a mantenere il Napoli e le altre dietro, specialmente ora che torna la Champions e bisogna sfruttare il vantaggio di non giocare le coppe, se arrivano rinforzi dal mercato, allora il bello, forse, deve ancora venire, risultatisti o giochisti, io sono per quest’ultimi e per tanto non credo che i tifosi si divertano a vedere il Milan giocare così, ma dopo questi anni di disastri, forse tutto questo conta zero.

“Si può discutere tutto di Allegri, la scelta di cambiare diversi moduli di gioco, 3-5-2, poi 4-4-2, poi il 4-3-3, che ha esaltato le caratteristiche di Rabiot e non solo, l’approccio alla partita e financo il risultato conquistato, tra tutti per me Allegri però è il meno colpevole, anche se a me non piace, però poi alla fine questo è il calcio, non è sicuramente quello di Pioli, Garcia e Conceicao, a me, non piace questo tipo di idea calcistica, non mi diverto io e credo che non si divertano anche gli altri a vedere queste partite, ma i risultati del Milan sono sotto gli occhi di tutti, l’incidenza dell’allenatore nel cambio così repentino del Milan è indiscutibile, ma senza altri top, al mister non possiamo chiedete di più.

È chiaro che i risultati oggi sono gli unici che contano, in una giornata importantissima per il campionato, la classifica non deve ingannare: resta buona, ma i rimpianti iniziano a essere tanti, gli 11 punti lasciati per strada tra Cremonese, Pisa, Parma, Sassuolo e Genoa, gridano vendetta, 5 indizi fanno una prova, l'assenza di un bomber di razza, è un fattore che incide in negativo, un problema che il Milan non è riuscito ancora a risolvere, Fullkrug è una pezza, ma non può risolvere questo problema da solo.

Come il rientro di Nkunku, il problema non lo risolve nemmeno lui, Allegri deve provare a limitare i danni, per me attraverso un'idea di gioco più brillante e magari con un po' più di coraggio in più, che lo vogliamo o no, questo deve essere l’ennesimo anno zero, quindi, tornare in Champions sì, ma cominciare a costruire un’idea di gioco, più interessante e piacevole, più in linea con la tradizione rossonera,  intanto stabilizzare la squadra con il 3-4-3, che potrebbe essere la soluzione estemporanea, ma sicuramente sarebbe un tentativo di indirizzare il prossimo ciclo

C'è un problema a livello numerico e qualitativo anche in difesa e Allegri con quelli che ha, oggi non può fare altro, lo si sapeva già da agosto, quelli che fanno finta di non saperlo, sono i dirigenti, senza un posto in Champions e una proposta di gioco europea, calciatori come Akanji, avrebbero accettato il Milan e fatto fare un bel salto di qualità, rispetto a Odogu, la mancanza di almeno un altro difensore di livello, è stato un errore ed è una mancanza clamorosa, un segnale terribilmente negativo di menefreghismo.

Restare a guardare ora e aspettare di pescare dal cestone delle occasioni a fine gennaio è purtroppo un altro limite inconcepibile e un freno alle ambizioni, per cui c’è da mangiarsi le mani, perché con un briciolo di attenzione in più in estate, oggi Allegri avrebbe una squadra più forte, qualche punto in più in classifica e anche chance maggiori di arrivare fino in fondo.

Ci sono rimpianti estivi, ma probabilmente, purtroppo, ci saranno a regime anche rimpianti invernali, così è dura e alla fine rischiano di rimetterci per l’ennesima volta il Milan e i suoi tifosi, accontentarsi serenamente del quarto posto è pratica mediocre, ma per qualcuno purtroppo è diventata la normalità, in questo strano turno infrasettimanale, c’era la possibilità di andare in fuga insieme all’Inter, ma anche quella di venire riassorbiti dal gruppo delle inseguitrici. 

Vincere con il Genoa ci avrebbe tenuti a un punto dall’Inter e con lo scontro diretto da rigiocare, in tanti abbiamo accarezzato i sogni di leadership, vero che non era l’obiettivo dichiarato, ma può essere quello desiderato e allora, perché non provare a capire cosa non ha funzionato, del resto, anche nel 2022 non era l’obiettivo dichiarato, ma poi è diventato vero e desiderato.  

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