Di contro, in questo Milan che Furlani ha voluto così disastrato, solo il
pragmatismo spietato e la verticalità all’ennesima potenza di Allegri, poteva
avere questa efficacia, con la capacità di ribaltare il campo in tre passaggi,
grazie al talento di alcuni giocatori, ben indirizzati chiaramente dal
livornese, che ha anche creato uno spirito di squadra senza crepe e che in
attesa di un gioco più strutturato, è il vero capolavoro di Allegri.
Leao che accetta di buon grado la decisione dell’allenatore sul rigore e va
subito a festeggiare Nkunku, Rabiot che a fine partita quasi annuncia, tra
risate di complicità, il rinnovo di Maignan sembrano episodi creati ad arte per
ribaltarne alcuni di segno opposto dello scorso anno.
Insomma, un Milan a modo suo, un modo molto allegriano, ma il Milan c’è, a
tre punti o a 20 dall’Inter, tutto dipende dalla dirigenza e in particolare, dal
deus machina Furlani, per provare a mantenere il Napoli e le altre dietro,
specialmente ora che torna la Champions e bisogna sfruttare il vantaggio di non
giocare le coppe, se arrivano rinforzi dal mercato, allora il bello, forse,
deve ancora venire, risultatisti o giochisti, io sono per quest’ultimi e per
tanto non credo che i tifosi si divertano a vedere il Milan giocare così, ma dopo
questi anni di disastri, forse tutto questo conta zero.
“Si può discutere tutto di Allegri, la scelta di cambiare diversi moduli di
gioco, 3-5-2, poi 4-4-2, poi il 4-3-3, che ha esaltato le caratteristiche di
Rabiot e non solo, l’approccio alla partita e financo il risultato conquistato,
tra tutti per me Allegri però è il meno colpevole, anche se a me non piace,
però poi alla fine questo è il calcio, non è sicuramente quello di Pioli, Garcia
e Conceicao, a me, non piace questo tipo di idea calcistica, non mi diverto io
e credo che non si divertano anche gli altri a vedere queste partite, ma i
risultati del Milan sono sotto gli occhi di tutti, l’incidenza dell’allenatore
nel cambio così repentino del Milan è indiscutibile, ma senza altri top, al
mister non possiamo chiedete di più.
È chiaro che i risultati oggi sono gli unici che contano, in una giornata
importantissima per il campionato, la classifica non deve ingannare: resta
buona, ma i rimpianti iniziano a essere tanti, gli 11 punti lasciati per strada
tra Cremonese, Pisa, Parma, Sassuolo e Genoa, gridano vendetta, 5 indizi fanno
una prova, l'assenza di un bomber di razza, è un fattore che incide in
negativo, un problema che il Milan non è riuscito ancora a risolvere, Fullkrug
è una pezza, ma non può risolvere questo problema da solo.
Come il rientro di Nkunku, il problema non lo risolve nemmeno lui, Allegri
deve provare a limitare i danni, per me attraverso un'idea di gioco più
brillante e magari con un po' più di coraggio in più, che lo vogliamo o no,
questo deve essere l’ennesimo anno zero, quindi, tornare in Champions sì, ma
cominciare a costruire un’idea di gioco, più interessante e piacevole, più in linea con
la tradizione rossonera, intanto stabilizzare la squadra con
il 3-4-3, che potrebbe essere la soluzione estemporanea, ma sicuramente sarebbe
un tentativo di indirizzare il prossimo ciclo
C'è un problema a livello numerico e qualitativo anche in difesa e Allegri
con quelli che ha, oggi non può fare altro, lo si sapeva già da agosto, quelli
che fanno finta di non saperlo, sono i dirigenti, senza un posto in Champions e
una proposta di gioco europea, calciatori come Akanji, avrebbero accettato il
Milan e fatto fare un bel salto di qualità, rispetto a Odogu, la mancanza di
almeno un altro difensore di livello, è stato un errore ed è una mancanza
clamorosa, un segnale terribilmente negativo di menefreghismo.
Restare a guardare ora e aspettare di pescare dal cestone delle occasioni a
fine gennaio è purtroppo un altro limite inconcepibile e un freno alle
ambizioni, per cui c’è da mangiarsi le mani, perché con un briciolo di
attenzione in più in estate, oggi Allegri avrebbe una squadra più forte,
qualche punto in più in classifica e anche chance maggiori di arrivare fino in
fondo.
Vincere con il Genoa ci avrebbe tenuti a un punto dall’Inter e con lo scontro diretto da rigiocare, in tanti abbiamo accarezzato i sogni di leadership, vero che non era l’obiettivo dichiarato, ma può essere quello desiderato e allora, perché non provare a capire cosa non ha funzionato, del resto, anche nel 2022 non era l’obiettivo dichiarato, ma poi è diventato vero e desiderato.

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