sabato 17 gennaio 2026

Il Milan risponde all'Inter e torna a -3.

 

Il Milan risponde all'Inter e torna a -3, ma i rossoneri tengono anche indietro le concorrenti al quarto posto, tra queste: Roma Juventus e Como le più accreditate, dopo un pessimo primo tempo in cui ha sofferto parecchio ed è andato sotto con un gol, il Milan ha reagito nella ripresa, ma deve ringraziare Maignan, che lo ha tenuto in vita con le sue parate.

Poi è salito in cattedra Rabiot (che acquisto azzeccato), che prima ha conquistato il rigore trasformato da Nkunku nel finale del primo tempo e poi ha segnato una doppietta, che ha regalato ai rossoneri tre punti d'oro per la classifica, sul rigore battuto da Nkunku, siparietto di Leao, che a 27 anni e con tutti i soldi che guadagna, non è ancora un calciatore professionista e con lui voglio essere duro un po' come Costacurta: "Rafa è uno showman e qualcuno lo considerava un predestinato, un futuro Pallone d’oro".

Come si fa a pretendere di battere un rigore, se non sei il primo dei rigoristi e in una partita da quasi 100 minuti, hai sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, escluso l’assist per Rabiot, ha dormito a centro e ha dormito di lato, non ha mai tirato in porta e non ha vinto un duello con l’avversario, non sono un estimatore di Leao e voi lo sapete, ma non sono estimatore di tutti questi tipi di calciatori, che guadagnano tanto, troppo e incidono poco, pochissimo.

Un pallone d’oro mette il proprio talento al servizio della squadra, non va in cerca della confort-zone, di prendersi i meriti facili e di lamentarsi per ogni sciocchezza, neanch’io ho mai capito se le cose che fa siano fini a sé stesse, è uno showman, un giocoliere per soddisfarsi, ma nel calcio la bellezza deve risultare anche efficace, lui non lo è e poi Leao non è più un ragazzino, deve andare ancora avanti così? Milan, prendi i soldi e scappa.

Non era iniziato affatto male il gennaio dei rossoneri che, dopo un primo tempo poco produttivo dal punto di vista offensivo, ma con la partita sempre in totale controllo, aveva superato il Cagliari per 1-0 senza mai rischiare di pareggiarla, nonostante ciò però, alcune avvisaglie di un possibile calo si erano già palesate dalla partita precedente a dir la verità, contro il Verona, dove dopo un primo tempo molto negativo, era stato il solito Pulisic a sbloccarla e a portare la gara sui binari giusti.

E infatti dopo la trasferta di Cagliari, che il Milan non ha più vinto: pareggio casalingo contro il Genoa e pareggio in trasferta a Firenze, due pareggi che si somigliano molto per come sono arrivati: gol del pari nei minuti finali della gara con gli avversari che sfiorano il gol beffa del definitivo vantaggio a recupero inoltrato, ma quali sono le cause di questa frenata rossonera? Penso di averne individuate tre, tra quelle principali.

La forma non eccellente per tanti top, diciamo per i trascinatori della squadra, i punti fermi, i cosiddetti top in questo momento, vivono quasi tutti un momento di scarsa forma fisica, Saelemaekers, Leao, Pulisic e Rabiot, sono pedine indispensabili per Allegri, ma ognuno di loro e per motivi diversi, non sono al 100% della condizione, partendo dal belga, il motivo è evidente: non c'è una seconda linea affidabile che lo può far rifiatare e di conseguenza è sempre schierato titolare.

Per questo, visto anche il ruolo molto dispendioso a livello fisico, sarebbe indubbiamente necessario farlo riposare almeno per una partita ogni tanto, per Leao e Pulisic invece, il motivo è legato a piccoli problemi fisici che non permettono al 10 e all'11 di performare al massimo, anche se Leao al massimo non l’ho mai visto, Pulisic lotta quotidianamente con un piccolo problema al flessore e Leao sembra non poter scattare e correre come vorrebbe e come sa fare.

Infine Rabiot, fermo ai box per più di un mese per la lesione al soleo del polpaccio sinistro, una volta tornato ha sempre giocato titolare e forse anche a lui servirebbe rifiatare qualche minuto, con questa rosa, il turnover è poco remunerativo, il turnover come abbiamo visto a Firenze, non dà piene garanzie al tecnico rossonero, che quindi, salvo casi eccezionali, evita il più possibile di cambiare i suoi top 11, se non per qualche cambio sporadico e singolo. 

De Winter ha iniziato molto male la sue esperienza a Milano, anche se ora sembra essere in crescita, Ricci e Jashari non sembrano tenere il passo, almeno a livello fisico, nei 90 minuti, Loftus-Cheek è tornato a vivere l'ennesimo periodo negativo, Estupinian e Atekhame non si stanno rivelando all'altezza del contesto e risultano poco affidabili, davanti con l'infortunio di Gimenez c'era fino a pochi giorni fa il solo Nkunku, che finalmente però sembra essersi definitivamente sbloccato sia a livello realizzativo sia a livello psicologico.

Tutto questo come detto porta Allegri a cambiare il meno possibile l'11 titolare e questo poi inevitabilmente incide sulla stanchezza della squadra, che ha già poca intensità, anche questo terzo punto si collega parzialmente al primo, se i giocatori top non sono al massimo della forma, il risultato è che la squadra gioca sotto ritmo e non ha l'intensità giusta per giocare una partita intera. 

Di fatto, è da parecchie giornate che ci ritroviamo nel post partita a dire, che i rossoneri hanno regalato un tempo all'avversario, che sia il primo come con Verona e Cagliari o che sia il secondo come contro la Fiorentina, quello che risulta evidente è la poca intensità, con la quale la squadra interpreta e gioca uno dei due tempi e di conseguenza aumentano le difficoltà e diminuiscono le possibilità di vittoria. 

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