martedì 21 ottobre 2025

Contento dei 3 punti, ma il Milan non gioca bene.

 

Contento dei 3 punti, ma il Milan non gioca bene, gioca all’Allegri, anche se al momento ha molte attenuanti, le assenze contemporanee di Pulisic, Rabiot, Nkunku, Loftus-Cheek ed Estupinan, tutti potenzialmente titolari e nonostante tutto i rossoneri sono primi in classifica, anche se comunque, la strada per la Champions è ancora molto lunga, perché di Champions stiamo parlando e non di scudetto.

Primo di un punto davanti al Napoli, per me fortissimo; all’Inter, ancora forte e a quanto pare con l’allenatore che sta venendo fuori alla grande e alla Roma, che sta confermando con Gasperini la grande forza della scorsa stagione, tre squadre collaudate e che non molleranno tanto facilmente e poi penso e spero che ci siamo noi, che di collaudato abbiamo solo l’Allenatore, senza dimenticare, che da dietro potrebbero rinvenire squadre come Juventus, Bologna e quest’anno anche il Como.

Contro la Fiorentina alla fine è andato tutto bene, sono arrivati i 3 punti e il primo posto in classifica in solitaria, ma non sarà sempre così, anche perché non abbiamo giocato bene neanche contro la Juventus, è chiaro che il Milan deve giocare per lo scudetto e deve farlo fino alla fine, specialmente quest’anno che non ha le coppe, anche se almeno al momento non è una squadra da scudetto.

Questo primo posto in classifica non dà nessun segnale a nessuno, dà l’entusiasmo e la consapevolezza per continuare a lavorare tutti insieme in questa direzione, sia primi che quarti la strada è ancora molto lunga, il Milan dovrà essere sempre molto concentrato e lavorare con questa mentalità, che sembra giusta per raggiungere l’obiettivo.

Contro la Fiorentina, la squadra non aveva cinque giocatori di movimento su diciannove e al di là di un gioco stucchevole, al limite del noioso, ha fatto vedere che ha un gruppo forte, solido e unito, un gruppo che è squadra e questo è merito di Allegri, capace di ridare una mentalità da Milan, che non si vedeva da quando Maldini come dirigente e Ibrahimovic come giocatore, hanno lasciato Milanello, se è così e se dovesse continuare così, vuol dire che la strada di riprendere un DS esperto e preparato e affidarsi a un allenatore sgamato è quella giusta.

Approfitto per dire, che Leao non ha dato una risposta importante e che non ha svoltato il suo rendimento, è un Leao incostante e a sprazzi, che conosciamo da sette anni e che conosciamo tutti, non possono bastare un gol dalla distanza, che De Gea ha visto partire in ritardo e il rigore della vittoria, incrociato sì, ma ciabattato, che non sminuisce con questo i meriti del Milan, perché il rigore per il Milan c’è ed è un rigore che per regolamento non si può non dare.

Parisi si accorge che non può arrivare sulla palla, non si accorge che invece un suo compagno ci sta arrivando e nel tentativo di trattenere Gimenez, per rallentarne la corsa verso il pallone, involontariamente mette la mano sulla guancia e possibilmente prende anche l’occhio del messicano, ma senza creare tutto il danno che Gimenez, con quella sceneggiata puerile voleva far capire, ma poi la mano volontariamente afferra la spalla del centravanti e lo trattiene, con Gimenez che va giù, al di là del fatto che, se senza quell’intervento, il messicano potesse riuscire a tirare indisturbato in porta.

Io credo che non sarebbe riuscito a tirare, a contrastare il difensore che stava arrivando per rinviare forse sì e magari con questo contrasto, si sarebbe potuto creare un rimpallo vincente (come è successo alla Fiorentina per il vantaggio) o un assist per un compagno, ma per regolamento il rigore (non plateale) c’è, tanto che il VAR, invita l’arbitro ad andare e rivederlo e Marinelli, che non è stato perfetto, ma ha arbitrato senza infamia e senza lode, lo ha visto e rivisto più volte, finché è stato sicuro, che quello era rigore.

Mi dispiace per i soliti detrattori, per la Fiorentina che mi è simpatica, non mi dispiace per Pradè e Pioli, perché se sono gli ultimi in classifica, non è certo per questo rigore che c’era, ma per i loro errori, primo tra tutti, la convinzione che Pioli è un grandissimo allenatore, mentre Pioli è quello che prima di arrivare al Milan, ad aprile 2019, a Firenze era in discussione dopo la sconfitta in casa contro il Frosinone, tanto da rassegnare le dimissioni, con i viola al decimo posto e che fino a ottobre dello stesso anno nessuno ci aveva puntato.

Se non fosse stato per il rifiuto di Spalletti ad andare al Milan a ottobre 2019, invece di andare al Milan, Pioli sarebbe andato alla Sampdoria, per Pioli in quel periodo e in generale dopo i tanti esoneri, c’era tanto scetticismo, dal 2019 al 2023, al Milan di Maldini e Massara, con Ibrahimovic prima e Giroud dopo, si è venuta a creare un “alchimia, un miracolo”, che con pochi meriti per Pioli, ma che gli ha permesso di vivere 4 anni al di sopra delle sue reali possibilità, è un allenatore da piazze che lottano nel lato destro della classifica, è tornato a Firenze dopo sei anni, ma è rimasto lo stesso.

Ora, polemiche a parte, è vero che il Milan non ha giocato una partita brillante, ma è pure vero che ha giocato leggermente meglio della Fiorentina e ha avuto più occasioni, non molte di più, ma sicuramente tante contro la sola opportunità dei viola, che poi sono andati in vantaggio su autorete, posso dire senza ombra di dubbio, che il Milan pur giocando male, ha meritato di vincere, come avrebbe meritato contro la Juventus giocando sempre male, possiamo dire che Napoli, Inter e Roma sono migliori del Milan, ma non che il rigore non c’era.

I moviolisti hanno decretato che era rigore, il Milan ha meritato di vincere, la Fiorentina ha giocato con il 3-6-1 come piace a Pioli, ha pensato solo a difendersi, non ha fatto un tiro nello specchio della porta, ha segnato per un patatrac di Maignan che ha letto male la situazione, il Milan nel primo tempo ha avuto delle occasioni con Tomori e Pavlovic, una potenziale con Leao e nel secondo tempo, la paratona di De Gea su Gimenez, oltre ai gol di Leao.

Pradè e Pioli hanno protestato nervosamente nel post partita, con termini anche fuori luogo, un po' una caduta di stile, che non migliora la situazione, la classifica e l'immagine della Fiorentina, io dico sempre, che se non si capisce il problema, non si riuscirà mai a trovare la soluzione, Pioli e Pradè si guardino dentro per migliorare e non pensino di poter lottare per lo scudetto.

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