sabato 19 settembre 2026

La fiducia in Amorim non è discussione, ma serve un cambio di rotta.

Il Milan dopo quasi tre mesi e dentro nel vivo delle due competizioni più importanti, (campionato ed Europa League), ha bisogno della sua ossatura e le scelte di formazione devono essere fatte all’insegna della continuità, per accelerare il processo di crescita, che com'è giusto che sia, ha bisogno di tempo per essere assimilato, crescita che non si può ottenere se si cambia continuamente formazione iniziale.

Il Milan ha bisogno di una ossatura chiara e definita, con tutti i calciatori di qualità e affidabilità, come Maignan, Gila, Rabiot, Pulisic, Modric e Gonçalo Ramos contemporaneamente in campo, il Milan manca ancora d’identità e d'intensità, la squadra non corre e non va al ritmo delle altre, è vero che siamo a inizio stagione, ma a che velocità andrà a fine stagione?

È una cosa davvero preoccupante, per una squadra che deve fare del pressing alto e della riconquista immediata del pallone, i suoi punti di forza, Ramos è il rossonero che corre di più, chiama il pressing e dà il via alla riconquista del pallone, ma non è accompagnato dai compagni, manca oltre alla forma fisica, anche l’organizzazione.

La fiducia nell’allenatore non è comunque in discussione, ma occorre un cambio di rotta e trovare la stabilità, fiducia intatta al tecnico, ma ora servono risposte concrete, nel gioco, nei risultati e soprattutto nelle scelte tecniche, considerando che alcuni giocatori importanti sono rimasti fuori, la fiducia resta comunque piena e al momento non ci sono riflessioni in corso sul suo futuro, Amorim è bravo, ma ha accettato di allenare un Milan costruito malissimo.

Non c'è nessuno che attacca la profondità, Ramos lega tanto il gioco, ma non attacca la porta, la squadra l'ha costruita Mendes, in mancanza di un dirigente addetto alla costruzione, ma ha pensato solo a piazzare i suoi assistiti, senza curarsi di dove, come e con chi, avrebbero giocato, al di là dell’allenatore, bisogna fare una profonda riflessione sull’assenza della dirigenza e che la squadra non è adatta al gioco dell’allenatore.

Musah titolare significa che qualcosa che non funziona, così come giocare con le ali a piede invertito, poi, applaudo al fatto che si è continuato a dare fiducia al tecnico, perché se si decide di andare in una direzione, bisogna difenderla e seguirla il più possibile, l’attacco è sterile e la difesa è fragile, Amorim deve ridare identità ed equilibrio alla squadra, l'attacco fatica a produrre occasioni da gol, ma il problema non riguarda soltanto la fase offensiva.

Sono emerse anche evidenti fragilità difensive, il Milan è "poco creativo" e Ramos riceve pochi palloni utili, non c’è pressing e la difesa è vulnerabile, senza palla il Milan è attendista, il Milan deve trovare equilibrio e convinzione, il Milan di adesso è nervoso, disordinato e prevedibile, ha bisogno di una squadra base, di riferimenti chiari e maggiore continuità nelle scelte, bisogna vincere e basta esperimenti.

Anch’io come altri sono dubbioso sul 3-4-2-1 del Milan, se non altro per gli interpreti che non possono reggerlo, io opterei per il vecchio caro 4-3-3, ma allo stato attuale non abbiamo i terzini adatti per farlo, forse, visto che i giocatori alla fine sono rimasti quasi gli stessi e c’è una certa difficoltà a trasformare il gioco di Allegri in quello di Amorim, il 3-5-2 proposto da Filippo Galli, garantirebbe più equilibrio.

Amorim adesso mi sembra più aperto a trovare degli adattamenti più funzionali, per arrivare ad una soluzione, così come dicevo io e come è il caso che si faccia, la difesa rimane troppo scoperta in fase di non possesso e Modric ha bisogno di avere sostegno in fase difensiva, un centrocampo a 3, al di là delle mie idee è imprescindibile, può garantire l’equilibrio necessario, senza rinunciare all’idea del gioco dominante e senza lasciare sguarnita la difesa.

Con immenso dolore, do anch’io l’addio a Mazzola e mi unisco al cordoglio del Milan: "Esprimo anch’io il mio cordoglio per la scomparsa di Mazzola, un uomo vero, un grande campione, un rivale leale, una bandiera leggendaria dell’Inter e della Nazionale, protagonista di un’epoca indimenticabile della storia del nostro calcio e con il Milan, mi stringo alla famiglia in questo momento di dolore".  

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