mercoledì 14 ottobre 2026

Il Milan non può continuare così, alcune scelte di Amorim sono difficili da spiegare.

Siamo alla sesta giornata di campionato e come dice Franco Ordine, il Milan non è né carne né pesce, non è una squadra, ognuno gioca il proprio calcio, non ha una fase difensiva, non ha organizzazione, tutto è basato all’impronta dei singoli, non ha ancora raggiunto un sistema stabile di gioco, una sua identità tattica e di conseguenza alcune scelte sono complicate da spiegare.

Non si capisce perché ancora e sempre Estupinian, con la necessità di doverlo sostituire sempre, a causa di una serie di errori, che non si commettono più nemmeno nelle categorie dilettanti, così come Musah, Estupinan continua a condire i suoi minuti in campo, con errori di tutti i generi, che pesano tanto sulla partita, così come Musah, messo davanti alla difesa per arginare gli inserimenti degli avversari.

Non ha mai raddoppiato Gila e né tanto meno Estupinian, si trova spesso fuori posizione e in ritardo sulle chiusure, si è perso sul calcio d’angolo il giocatore che ha realizzato il pareggio del Sassuolo e non parliamo poi, di quando ha la palla tra i piedi, Amorim non nasconde la sua delusione, il problema sarà sicuramente la mentalità, ma anche continuare a far giocare alcuni calciatori e altri fuori ruolo.

Ha ragione quando dice che avremmo dovuto gestire meglio la partita, fare più possesso palla, arginare la reazione avversaria e soprattutto, non possiamo subire gol da calcio d’angolo, è evidente che è un problema di mentalità, saranno i giocatori che non hanno la mente così elastica da recepire le idee del tecnico, o sarà il tecnico che ha una mentalità troppo difficile da recepire, però non si può continuare così e una soluzione pratica e duratura bisogna trovarla e presto, direi quasi immediatamente.

Anche Cardinale è deluso, perché il suo Milan si è fatto riprendere dopo aver conquistato il vantaggio e non ha avuto la bravura di gestire e chiudere la partita, perché non ha saputo gestire la palla e tempi di gioco, per la poca intensità, Cardinale non è rimasto soddisfatto della proposta di gioco offensiva, con Ramos servito troppo poco, della fase difensiva e sulle palle inattive, siamo praticamente a zero e già una buona parte del campionato è scivolata via.

Chiaramente non serviranno i 50 milioni che ha messo in società, per il mercato di gennaio, il Milan già voleva intervenire solo per rinforzare il reparto difensivo con Gonçalo Inacio, ma ora dovrà intervenire in tutti i reparti, per prendere giocatori adatti alle idee di Amorim, o addirittura cambiare il tecnico, perché questo Milan non si sposa bene con l’allenatore e quindi a questo punto, buon lavoro Cardinale, che dovrà forzatamente divide il suo lavoro con un direttore sportivo.

A proposito di direttore sportivo, Pellegatti insiste per Ausilio e devo dire che condivido il suo pensiero, ho notato che anche la maggior parte dei tifosi è a favore, ma al Milan se non sei straniero non ti fanno lavorare, con Pellegatti condivido il fatto che il 4-4-2 fatto così e con questi calciatori, non si può vedere, la partita con il Sassuolo ha fatto vedere una prestazione pessima, con una buona mezz’ora a cavallo dei due tempi e poi male nel finale.

Non c’è stato nessun passo in avanti, anzi, rispetto all’ultima ci sono stati tanti passi indietro, non vedere progressi sul piano del gioco e notare invece un regresso, preoccupa e tanto, perché se ti ficchi nel tunnel della mediocrità, della pressione e della disperazione, fai la fine di Pioli, Fonseca e Conceicao, quando si entra nel tunnel non se ne esce, abbandoniamo quindi tutte le filosofie e facciamo le cose semplici, così come vanno fatte e come l’organico a disposizione ci chiede.

Vuol dire che i tempi (organico) non sono ancora maturi e se permettete, dall’alto della mia lunga esperienza (il 10 ottobre 1980 facevo la mia prima partita in panchina), dilettantistica è vero, ma il calcio è uguale dà per tutto, so, che si può lavorare per la partita della domenica e piano, piano fare entrare i concetti più complicati.

L’idea iniziale di Amorim era impostare la squadra su un propositivo 3-4-2-1, con una grande manovra offensiva, nel tentativo di creare spettacolo e divertimento, giusto, ma se non ho gli ingredienti giusti per cucinare una buona pasta con le sarde, ripiego su un piatto semplice, che poteva essere anche il 4-4-2, che come ho spiegato in passato, non è solo un modulo piatto, usato solo dagli allenatori che subentrano, per cercare di salvare una squadra in crisi, è anche altro, ma con i giocatori giusti al posto giusto.

Il 4-4-2 è il modulo di Sacchi, che tanto ha vinto e tanto spettacolo ha fatto, ma non faceva giocare Musah regista, c’era una collaudata interscambiabilità sulle fasce, a destra attaccava Tassotti e Colombo difendeva (non faceva il regista), a sinistra attaccava Maldini ed Evani veniva a fare il terzino, ma Estupinian non è né Evani e né Maldini.

Basta, bisogna prendere atto che la nuova filosofia con questi giocatori è stata bocciata, sono poco adatti e poco funzionali, a maggior ragione quando giocano fuori ruolo, Musah è al massimo un giocatore di fascia, che si può adattare a giocare terzino. 

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