venerdì 21 maggio 2021

Impresa Palermo

Con una netta affermazione per 2 a 0 a Castellammare di Stabia, il Palermo ha superato anche il secondo turno dei play-off dei gironi ed è passato alla prima fase nazionale, dove il sorteggio gli ha messo difronte un’altra squadra dello stesso girone, quell’Avellino che in campionato ci ha già battuto due volte, ma era anche un altro Palermo.

Il Palermo di Filippi, pur restando una squadra discreta, niente di particolare, adesso è una squadra compatta, determinata e che sa stare in campo, è una squadra che ha trovato continuità di risultati (nelle ultime dieci partite ha perso solo una volta e ne ha vinte sette) e di rendimento in tutti i suoi uomini, ha riportato protagonisti come Floriano, a lungo dimenticati da Boscaglia.

Ancora una grande prova di carattere e di maturità da parte dei rosanero e in particolare di Floriano, Valente, Lancini, Marconi e De Rose, i ragazzi allenati da Filippi, hanno meritato ampiamente di superare il turno, senza se e senza ma, perché hanno giocato bene una gara, che non li hanno visti mai in particolare difficoltà e la vittoria non è mai stata messa dubbio.

Con esperienza e maturità hanno saputo gestire il gioco, le energie e il doppio vantaggio, bene anche la gestione dei cambi, nei tempi e negli uomini giusti, Filippi sembra avere imparato la lezione di Bari e sembra si sia conquistato la riconferma, al di là della categoria o della eventuale nuova proprietà, non è l’allenatore per il mio progetto ideale, ma non si può negare che sta facendo bene.

In campo si vedono calciatori rinati e in ottima forma, i gol di Valente e di Saraniti ne sono l’emblema, il Palermo ora è chiamato a ricompattare le forze, perché come dice Filippi adesso comincia davvero un altro campionato, dove tutto può succedere e dove i rosa hanno bisogno di recuperare più elementi possibili.

Filippi sta facendo davvero un ottimo lavoro, è riuscito a far rendere al massimo ogni giocatore e a cambiare squadra di partita in partita, mettendo in campo sempre la migliore formazione, senza che si notasse il cambiamento, ha dato la giusta umiltà di sacrificarsi e la convinzione, che si può provare a compiere l'impresa finale, lui ci crede e sembra che ci credano anche i ragazzi.

martedì 18 maggio 2021

Non abbiamo mai impegnato Cragno.

Speravo e ne ero quasi convinto, che alla fine un gol nel finale l’avremmo fatto, un gol fatto in qualsiasi modo, per ottenere i tre punti necessari per la qualificazione alla Champions League, visto che avevamo fatto diventare complicata, una partita cruciale.

Ho rivisto una squadra irriconoscibile, rispetto alle due partite di Torino, anzi riconoscibilissima nel suo rendimento interno, la solita squadra macchinosa e senza idee, tenuta in partita da Donnarumma e che gradatamente ci ha fatto perdere, prima lo scudetto e adesso anche un posto tra le prime quattro.

Ancora ora, a distanza di più di 12 ore non riesco a crederci, per la prima volta dopo 50 anni di tifo rossonero, ho visto la partita nervosamente in piedi, io che sono più glaciale di un inglese rilassato, perché si vedeva lontano un miglio, che non riuscivamo ad andare al di là di quelle orrende imbucate centrali, per andare a sbattere sistematicamente sulla difesa del Cagliari.

Purtroppo troppe volte l’ho visto quest’anno e soprattutto a San Siro, spero che i ben pensanti si siano ricreduti su Diaz e che Pioli è un “normalizzatore”, non è un allenatore da primi posti, molta responsabilità è dei giocatori, ma soprattutto è dell’allenatore, i giocatori perché vanno in campo e nessuno aveva un’idea chiara di cosa fare in campo e il secondo perché non ha presentato una squadra degna di un appuntamento così importante.

Una grande squadra queste partite le deve chiudere subito, 2 a 0 a fine del primo tempo e comunque non è concepibile che una squadra in una partita così importante, si presenti così scarica e apatica,  Pioli ha preparato male questa partita,  sempre questo stupido e inutile imbucarsi centralmente, che non produce nulla e poi i cambi fatti così, tanto per farli, sempre un terzino per terzino, una punta per una punta.

Lenti, prevedibili e senza soluzioni, non abbiamo mai aggirato la difesa avversaria, abbiamo tirato poco e male da fuori area, non abbiamo imposto ritmo e partita all’avversario, ma più che altro, l’unico modo che ci restava per scardinare la nutrita difesa isolana, era la torre in area e lo abbiamo messo dentro a 2 minuti dalla fine.

Ora se il Cagliari con la mente sgombra è riuscito a fermarci senza fatica, possiamo pensare di andare a qualificarci in Champions a Bergamo? dove saranno ancora più leggeri di mente del Cagliari e che solitamente giocano sempre in scioltezza? Abbiamo buttato al vento una stagione e un anno e mezzo di lavoro,  non ci sono scuse, abbiamo fallito.

Il progetto dopo il finale dello scorso campionato, prevedeva tornare in Champions, se questo non accadrà e non accadrà, significherà ripartire da zero, perché lo zero del Milan è l’Europa League, sarà stato come essere partiti con Rangnick, tutto lavoro buttato fuori dalla finestra, anche perché spero che non si voglia reimpostare una nuova partenza con un Pioli qualsiasi, perché i progetti nascono dall’ingegnere, qui l’ingegnere chi è?

Purtroppo non ci sono vie di mezzo, o questo progetto ha avuto una crescita e quindi un futuro, oppure è  drammaticamente fallito, sia in senso sportivo, tecnico ed economico, dopo due anni ci troviamo fuori dalla Champions all’ultimo chilometro, come era successo con Gattuso, con la differenza che Gattuso non è stato campione d’inverno, non ha fatto 76 punti, giocava in maniera ridicola e ha avuto almeno l’intelligenza di dare le dimissioni.

Adesso la speranza per chi ci crede, è che visto il rendimento esterno e che l’Atalanta è una squadra che non si arrocca a difendere, giocatori e allenatore tirino fuori l’orgoglio, la cattiveria, quella qualità di gioco per cui hanno chiesto aumenti stratosferici e facciano l’impresa, che capiscano tutti che nel calcio e forse non solo, non si vive di rendita, che un posto in Champions è la vita per: Gazidis, Pioli, Gigio e per Calhanoglu.

Andare in Champions è fondamentale per tutti e per tutto, non andarci significa dare un bel colpo di spugna a questo progetto e vararne un altro, io sono molto deluso e con me credo il 99% dei milanisti, è inspiegabile come mai Lipsia, Lille e qualche altra, siano partite in testa, sono arrivate in Champions e noi no, noi abbiamo perso una grande occasione e non si può evitare di fare profonde riflessioni.

Mi dispiace per Pioli e per chi sostiene che non c’è una sindrome della seconda stagione, è sotto gli occhi di tutti che ha ripetuto il finale di stagione che ha fatto con Lazio, Inter e Fiorentina, nel girone di ritorno abbiamo un rendimento da settimo posto, vi immaginate cosa sarebbe stato il nostro campionato, senza tutti quei punti fatti nel 2020?   

venerdì 14 maggio 2021

Adesso bisogna vincerne un’altra.

Le due vittorie di Torino, testimoniano un prodigioso recupero di energie e di armonia interna, quello che li aveva contraddistinto per tutto il 2020, facendo del Milan una grande squadra e che è tornata  in grande condizione, troppi però sono stati i limiti degli avversari, per  permetterci di dare giudizi profondi e definitivi in queste due partite, il giudizio finale sarà dato dai fatti, dalla probabile e indispensabile vittoria con il Cagliari, che sancisce il ritorno dopo 7 anni in Champions, questi saranno gli unici fatti che conteranno.

Certo Pioli è riuscito a fare in modo che la squadra si ricompattasse, il gruppo si era sbracato, era stanco mentalmente e anche appagato, era convinto di avere comunque raggiunto l’obiettivo e devo dire che Pioli in questo ha grandi meriti, pur non vedendolo ancora come un allenatore di prima fascia, invece credo che Maldini abbia superato a pieni voti l’esame da dirigente, purtroppo il Milan ha bisogno di andare in Champions quest’anno e tutto dipende dalla prossima partita.

In molti criticano il rinnovo di Ibrahimovic, ma il Milan ha ancora bisogno di lui, dei suoi gol, della sua presenza, della sua esperienza, dei suoi insegnamenti, di chi tira il gruppo negli allenamenti, perché uno così il Milan ancora non ce l’ha,  anche se i rossoneri devono attrezzarsi di un centravanti, per la possibile Champions e per il futuro, non vedo al momento un altro trascinatore.

Mentre vedevo il Milan dilagare contro il Torino, ho avuto un senso di pietà per Sirigu, che non è un portiere che deve  fare queste figure di merda, anche perché al Torino in questi ultimi anni accade di frequente, così come vale per Belotti, per Baselli e per Mandragora, giocatori che meritano altri palcoscenici, che spesso sono stati accostati al Milan e devo dire che ci starebbero pure bene, come prime alternative.

Che Gigio vada o resti, Sirigu potrebbe essere un gran bel secondo, del resto è il secondo in nazionale, è più giovane e più bravo di Mirante e Tatarusanu e potrebbe essere veramente il secondo affidabile per fare rifiatare Donnarumma o Maignan, stesso discorso per Belotti, piaccia o no è sempre l’attaccante della nazionale e anche lui non è vecchio e potrebbe essere il giusto sostituto di Ibra.

Anche Baselli a centrocampo con Tonali, potrebbero far rifiatare Bennacer e Kessie, darebbe al centrocampo rossonero una bella dose di qualità e di esperienza, per Mandragora il discorso è diverso, uno perché non è di proprietà del Toro e poi perché costa tanto, però per Belotti, Sirigu e Baselli, io un’offerta di 40 milioni a Cairo gli e la farei, soldi che potrebbero entrare dalle cessioni di Conti, Castillejo e Caldara (25/28 milioni), con l’aggiunta di qualche contropartita tecnica come Plizzari o Krunic.

Hauge e Pobega no, credo molto in questi ragazzi e in particolare a Pobega e sul fatto che possa ritagliarsi un suo spazio al Milan, specie se Pioli decidesse di passare a 3 centrocampo, dando più spazio a Tonali e con Pobega ottima alternativa, anche perché c’è da riscattare Tonali e Tomori e non ci sono tantissimi soldi per investimenti “futuribili”, una volta tanto puntiamo sul nostro vivaio, che tutto sommato non è male, il Milan deve saperli aspettare (Locatelli) e loro devono sapere mordere il freno (Cutrone).

Pobega al temine della stagione dovrebbe rientrare a Milanello e l’ipotesi che resti al Milan non è da scartare, come quella di un altro anno in prestito allo Spezia (se resta in serie A) o ad un’altra squadra di metà classifica (Torino o Fiorentina), per farlo crescere ancora, poi il Milan quando avrà capito cosa ne sarà di Donnarumma e Calhanoglu, comincerà a lavorare sul riscatto di Tomori e Tonali e a creare una squadra che abbia un po' di esperienza in più, un mix tra giovani e maturi.


Serve l’ultimo sforzo e bisognerà farlo ancora senza Ibrahimovic, fino ad ora ha saltato 16 partite di campionato e arriverà a 18/19 con le prossime, comincia ad accusare qualche infortunio di troppo, ma al momento è indispensabile per lo spogliatoio e vanno fatti ragionamenti seri in vista della prossima stagione, perché ibra non le giocherà  tutte, bene che vada farà metà campionato come quest’anno.

Rebic e Leao hanno dimostrato di non essere delle prime punte, quindi servirà lavorare sul mercato per una prima punta affidabile e di grandissima prospettiva, Vlahovic (21 anni e 21 gol) nonostante Comisso continui ad aumentare il prezzo (60 milioni), è sempre più nel mirino della dirigenza, la trattativa è iniziata, ma per formalizzare l’offerta, bisognerà aspettare i 50 milioni della qualificazione in Champions.

Arrivare al serbo, per il prezzo e per la concorrenza, sarà davvero difficile, ma nella lista c’è sempre Belotti, che è in scadenza nel 2022 e che potrebbe andare al Milan per una cifra attorno ai 25 milioni, diversamente si batteranno le piste estere, in ogni caso è necessario acquistare un altro attaccante centrale, soprattutto in caso di Champions League. 

martedì 11 maggio 2021

Bisogna vincerne almeno altre due.

L’arbitro Valeri, dopo quanto fatto in precedenza, non poteva mostrarsi prevenuto, Diaz non è un giocatore scarso, è il fisico che l’aiuta e a Pioli per non essere un allenatore che sbaglia sempre la seconda stagione, non basta avere vinto una partita con una squadra alla deriva, dopo tanti flop e la certezza che non siamo sicuri di fare la Champions.

Ho fiducia nell’operato di Maldini e so per certo che farà quello che è giusto per il Milan, cosa che farà anche con Donnarumma, si sente dire che il ragazzo dopo la partita con la Juve, abbia deciso di firmare per restare e che i dirigenti gli abbiano detto di no, perché la firma sarebbe arrivata fuori  tempo massimo.

Per me resta valido il mio teorema, se la Juve resta fuori dalla Champions e il Milan la fa, resta in rossonero, in tutti gli altri casi va alla Juventus, quindi dobbiamo aspettare il 23 maggio oppure mercoledì sera, se la Juve perde con il Sassuolo e il Milan batte il Torino, allora si che Gigio annuncerà di restare al Milan per due anni, a 8 milioni a stagione.

Non posso mettere in dubbio che il 3 a 0 di Torino sia stato meritatissimo e che passerà alla storia, perché rappresenta la prima vittoria del Milan dopo 10 anni e allo Stadium, ma sul fatto che Diaz è molto più incisivo di Calhanoglu e per questo merita di rimanere anche il prossino anno, non sono molto d’accordo,  sono invece assolutamente d’accordo sul riscatto di Tomori.

Poi se Romagnoli riesce a ragionare con la sua testa e capisce che per il suo rendimento, è già tanta roba se resta in rosa con lo stesso stipendio, resterà perché è una valida alternativa ai due centrali e il dopo Kjaer, senza pensare però che non è più il capitano e nemmeno titolare, bravo sicuramente Pioli, ma deve essere sempre più coraggioso, facendo giocare di più Tonali e Hauge di Krunic e Castillejo.

Il contratto a Ibrahimovic è stato rinnovato perché è indispensabile nello spogliatoio, mentre Donnarumma è fazioso, ingordo e dispettoso, non si tratta di una differenza di 2 o 4 milioni, si tratta di equilibri aziendali e di questi tempi, con l’Inter che non può pagare gli stipendi, con Juventus, Real e Barcellona ridimensionate,  l’offerta è addirittura generosa.

Per tanto la logica e il buon senso suggeriscono a Raiola un accordo-compromesso, a maggior ragione se la Juventus non raggiungerà un posto in Champions, sono d’accordo che poi una volta raggiunta la Champions, per il Milan non deve bastare partecipare, che è quello che ha fatto la Juventus in questi anni, anche se ha preso e strapagato Ronaldo, non sempre si può comprare tutto.

Chiaramente il Milan ora deve darsi una dimensione più europea, ma lo può fare anche con Maignan, che conta più presenze di Gigio in Europa e per quanto riguarda la clamorosa bocciatura dell’Inter in Europa, gli fa da contraltare la meravigliosa avventura dell’Atalanta, che pure in Italia non arriva mai prima.

Pensando alla Champions e in ogni caso al futuro, è utile andare a caccia di giovani talenti, quanto di vecchi marpioni, per vincere servono esperienza e qualità, come quella di Ibra e Kjaer, ma anche giovani di prospettiva e affidabili, che non ti chiedano la luna e che ti diano modo di programmare, é il momento quindi che il fondo Elliott deve investire, il giusto, ma deve investire.

Più che su Donnarumma, deve investire su Vlahovic e Tomori, che possono rappresentare il futuro di qualità e che devono fare esperienza all’ombra di Ibra e Kjaer, con lo stipendio di Donnarumma si possono pagare gli stipendi a questi due, con quello che chiede Raiola, anche quello di Maignan, senza essere più scarsi di adesso.

Questo è il momento di prendere Vlahovic, 21 anni e vicecapocannoniere del campionato con 21 gol, fatti in una Fiorentina mediocre, è un attaccante rapido e freddo, capace di segnare in tutti i modi e degno erede di Ibra, un acquisto che sarebbe un vero investimento  per il futuro, sempre che poi non passi nella scuderia di Raiola.

La dimensione europea passa pure dalla panchina e se Juventus e Inter non vincono in Europa, è perché in panchina non hanno avuto un tecnico “europeo”, non considero Allegri e Conte, dello stesso spessore di Flick o di Emery, senza scomodare per tanto mostri sacri come Klop e Guardiola, l’ultima Champions italiana è quella di Mourinho, autentico tecnico internazionale, Pioli non lo è, non disprezzo il suo lavoro, ma Pioli non ha caratura “europea”.

Con Dalot, che dovrebbe tornare a Manchester per fine prestito, il Milan potrebbe pensare a uno tra D’Ambrosio dell’Inter e Hysaj del Napoli, esperienza e qualità con il contratto in scadenza, sono due opportunità a parametro zero, che andrebbero a coprire la mancata plus valenza di Gigio, operazione che andrebbe al di là della qualificazione in Champions e che già conoscono la serie A.

Serie A che ha riformato la Coppa Italia, escludendo le squadre di Serie C e D, per incassare di più dai diritti tv e dal 2024 anche dalla nuova Champions League, 100 partite in più e 7 finestre aggiuntive, per cui diventa inevitabile ridurre a 18 il numero delle squadre per ogni campionato, addirittura Germania e Inghilterra meditano l'abolizione della coppa di lega.

La prossima Serie A 2021/22, comincerà il 22 agosto e dovrebbe finire il 22 maggio 2022, la pausa natalizia sarà dal 23 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022.

lunedì 10 maggio 2021

Il risultato perfetto.

La partita non era cominciata bene, la Juventus è stata padrona del gioco per i primi venti minuti e poi, forse con la complicità dei bianconeri, il Milan è venuto fuori piano piano, prendendosi in mano la partita e gestendo bene le reazioni puntuali della Juventus, ad ogni marcatura rossonera.

Alla fine la partita è stata condotta bene eccetto i minuti iniziali, ho rivisto il Milan 2020, quello che faceva sfogare gli avversari e poi iniziava a salire di ritmo e a creare occasioni, devo ammettere che il rigore fallito da Kessie è stato come una spinta dalla scogliera, mentre stai osservando il tramonto e cadendo rivedi il film di fallimento stagionale, per fortuna davanti a noi c’era una squadra messa male e il Milan ha potuto reagire positivamente.

Rebic prima e Tomori dopo (deve restare), hanno eliminato molto probabilmente una contendente ad un posto in Champions, perché alla fine non solo il Milan ha battuto la Juventus, ma è tornato a vincere dopo 10 anni con un eccitante 3 a 0, portandosi avanti anche nello scontro diretto per la corsa Champions, tanto che i bianconeri adesso devono fare 4 punti in più dei rossoneri.

Adesso al di là di come finirà questo campionato, ho visto una Juventus a pezzi e colpita nel morale, sicuramente la maggior parte delle colpe sono di Nedved e Paratici, assecondati da un Agnelli altrettanto visionario, che gli ha permesso prima di fare fuori Marotta, di impelagarsi nell’affare Ronaldo e infine di chiudere con Allegri, senza avere già l’alternativa migliore.

Ho visto una Juventus finita, da ricostruire, una squadra che ha finito un ciclo (dirigenti compresi) e si deve apprestare ad una rivoluzione, che forse è già in atto e che per partire aspetta solo che finisca presto questo campionato, come sapete non guardo mai in casa d’altri, tranne se non c’è una bella donna, ma credo che la Juventus debba tagliare i ponti con il passato e che abbia già una buonissima base da dove ripartire.

Come il Milan, che deve provare a salvarsi da un possibile fallimento della stagione e a raggiungere il suo traguardo stagionale, che sarebbe un segno di crescita del progetto Elliot targato Maldini, Sassuolo, Benevento e ora Juventus, fanno ben sperare per il Milan, che sembra abbia imboccato di nuovo il suo migliore momento della stagione, quello che gli darebbe il diritto di approdare alla Champions.

La classifica recita: Atalanta e Milan 72, Napoli 70, queste potrebbero e dovrebbero essere le tre squadre che farebbero compagnia all’Inter in Champions, sono le squadre che hanno dato qualcosa in più in questo campionato, con questo non significa che la Juventus a 69 punti e la Lazio a 64 e con una partita da recuperare, non possano ancora legittimamente sperare, ma le rispettive sconfitte con Milan e Fiorentina, le hanno messe in grosse difficoltà, specialmente adesso che a quanto sembra, oltre all’Atalanta, anche Milan e Napoli hanno ritrovato la loro identità.

Adesso il Milan è chiamato a legittimare il secondo (terzo) posto, battendo il Torino e il Cagliari, portandosi a quota 78 e forse a Bergamo potrebbe bastare anche il pareggio, perché la Juventus con tre vittorie potrebbe arrivare anche lei a 78, ma è in svantaggio nello scontro diretto, mentre la Lazio anche se vincesse tutte le quattro partite restanti, arriverebbe a 76, quindi per il futuro del Milan, di Donnarumma e forse anche di Calhanoglu, bisogna battere Torino e Cagliari, per arrivare alla doppia meta: Champions e rinnovo.

Comunque ho rivisto di nuovo una squadra che ha creduto nei propri mezzi e che ha giocato con spirito di sacrificio ed impegno, tornando a vincere con una big e lo spareggio per la Champions, un buon viatico per il proseguo di questi sgoccioli di campionato, dove c'è ancora da lottare e non è permesso essere convinti di avere già raggiunto l’obiettivo, contro la Juventus i ragazzi (e anche il mister) hanno dimostrato grande maturità.

Anche se l’obiettivo non è stato ancora raggiunto, sono molte le opzioni avviate per il mercato estivo e tra queste anche per qualche nome a parametro zero, ma tutto dipenderà dalla Champions e dai rinnovi, poi logicamente dalla situazione dei prestiti e dalle cessioni, con la Champions i rinnovi di Donnarumma e di Calhanoglu diventerebbero quasi certi, così come il riscatto di Tomori e per quanto riguarda il mercato in entrata, le priorità sono un attaccante esterno di destra (Ikone, Orsolini e Ilicic) e un vice-Ibrahimovic il sogno è Vlahovic (ma ogni giorno costa sempre di più), poi Belotti, Malen e Abraham.

Senza la Champions non ci saranno i rinnovi di Calhangolu e Donnarumma, arriverebbe Maignan e forse si riscatterebbe ugualmente Tomori, anche perché sarebbero ceduti Romagnoli e Leao, cambierebbero gli obiettivi in entrata, sarebbero diversi e meno costosi, tanto che per il ruolo di vice-Ibra, i candidati sarebbero Scamacca e Edouard. 

venerdì 7 maggio 2021

Non guardiamo la classifica.

Il Milan non deve guardava la classifica, deve pensare a fare in modo che si verifichino le due condizioni essenziali, quella degli 81 punti in classifica e la speranza che le rivali (Napoli e Lazio) perdano punti per strada, poi il 23 maggio si potrà guardare la classifica e tirare le somme, oggi il Milan non è nelle condizioni di fare conti e tanto meno tabelle.

Piuttosto il Milan deve provare oltre che a vincerle tutte, a sfatare qualche tabù, quello che vede Ibra poco prolifico contro la Juventus, quello del Milan che non vince a Torino da 9 anni e infine quello, di tornare a vincere contro le sei sorelle, cosa che non gli è più riuscita, da Milan-Juventus dell’andata, tornando nel 2021, a non riuscire più a vincere contro le prime 6 squadre in classifica.

Di queste 6 il Milan deve ancora incontrarne due (Juventus e Atalanta), fondamentali per la rincorsa ad un posto in Champions e possibilmente è già decisivo il primo scontro diretto con la Juventus, il Milan sembra essersi compattato, concentrato sull’obiettivo più importante della stagione, ma sappiamo tutti che solo questo non può bastare, occorre anche e soprattutto, cinismo e concretezza sotto porta.

La Champions sarà determinante soprattutto per il mercato e per i possibili rinnovi di Gigio e Calhanoglu, a sua volta i loro rinnovi condizioneranno le entrate e le uscite, quindi dobbiamo attendere, è chiaro che se Gigio non dovesse rinnovare (così come sono convinto), a quel punto sarebbe ufficializzato Maignan del Lille già bloccato e si volterebbe pagina.

Il Milan addirittura potrebbe rinnovare tutto il pacchetto portieri, perché a Maldini e Massara piace in maniera particolare, il 19enne portiere del Genk Vandevoordt e dovrebbe comunque essere scontato l’arrivo a parametro zero del 37enne portiere Mirante dalla Roma, in sostituzione di Antonio Donnarumma.

Anche per Calhanoglu, il Milan sta pensando al suo sostituto, si dice che lo avrebbe individuato in De Paul, l’interesse del Milan per il giocatore è concreto da anni, ma non farà nessuna asta con Atletico, Inter e Juventus, il Milan ha già fatto la sua offerta all'Udinese, Hauge più un conguaglio, ma prezzo è molto alto e la presenza di Raiola come agente, hanno già scoraggiato i rossoneri.

Più probabile invece l’arrivo del 23enne Vlasic del CSKA Mosca, che è stato considerato come miglior giocatore del campionato russo e che con De Paul ci sono 3 anni in meno, una ventina di milioni in meno (potrebbero bastare circa 20) e cosa più importante, non è gestito da Raiola, perché credo che Maldini la pensi come me, basta Raiola, specie se Gigio dovesse andare via a parametro zero.

Thauvin ha preferito i soldi messicani ad un progetto con il Milan in un campionato europeo ed è già ufficiale al Tigres, ma il Milan per la fascia destra potrebbe pescare nuovamente nel Real Madrid e stavolta si tratta di un parametro zero, se Lucas Vazquez non dovesse rinnovare con il Real, per il calciatore il Milan, sarebbe la squadra preferita per la prossima stagione.

I rossoneri offrono un contratto da 4 milioni di euro a stagione, però ci sono da fare valutazioni di carattere fisico ed economico, perché il giocatore è attualmente infortunato per la rottura del crociato, ma con Lucas Vazquez, il Milan andrebbe a migliorare la fase offensiva rispetto a Saelemaekers e darebbe maggiore esperienza anche internazionale.

Una fascia dove per altro sono mancati i gol, perché oltre alla duttilità, Vazquez è giocatore capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, è un giocatore a tutta fascia, in grado di agire sia da terzino che da esterno offensivo, ma il mercato passa dai rinnovi e da quale sarà la competizione europea dove andremo a giocare.

Sempre su quella fascia bisogna trovare un sostituto di Calabria, poiché Dalot non sarà confermato e tornerà allo United, neanche Conti di ritorno dal prestito dal Parma, resterà al Milan, si cerca un profilo esperto, non molto avanti negli anni e che costi poco, dopo Hysaj il candidato è diventato D’Ambrosio dell’Inter (a zero), ma non è detto che non si peschi qualche talento in Europa.

Sempre sulla fascia destra, uscirà sicuramente Castillejo, che ha due proposte interessanti dalla Spagna, Siviglia ed Espanyol, mentre in difesa ma sull’altra fascia, dovrebbe tornare dal prestito Laxalt e con l’addio di Dalot, si sta pensando di tenerlo per utilizzarlo come vice Theo Hernandez.

lunedì 3 maggio 2021

Mercato sempre più legato alla Champions.

La vittoria contro il Benevento ha un valore importante, al di là di chi fosse l’avversario, l’importante era vincere, perché il Milan per un posto in Champions deve arrivare sempre a 80 punti, meglio adesso se alla fine saranno 81 e tornare a vincere è e resta l’unica strada possibile, secondi o quinti il Milan è ancora in corsa per uno dei primi quattro posti, ma oltre a vincerle tutte, i rossoneri devono pure sperare in qualche passo falso delle rivali. 

Contro il Benevento la squadra ha creato tantissimo, ma ha pure sprecato tanto, sotto porta dobbiamo essere più cinici, lo fosse stato contro il Sassuolo, non staremmo qua con le palpitazioni e comunque speriamo di esserlo almeno nelle altre 4 gare che restano, perché è vero che abbiamo vinto una partita, ma con i gol di un centrocampista e di un terzino, abbiamo utilizzato 5 attaccanti o presunti tali e non ha segnato nessuno.

Chiaro che così non può andare, né per questo finale di torneo e né tanto meno per la prossima stagione, qualunque sia il piazzamento finale, dobbiamo prendere un attaccante a destra che segna, e uno che segna pure a sinistra, per non parlare di uno che segna anche a centro e con questo non mi lamento del rinnovo di Ibra, anzi ne approfitto per chiarire qualcosa.

La prestazione di Ibrahimovic non è stata eccezionale e nemmeno una di quelle a cui ci aveva abituati ultimamente, devo dire che a me comunque è piaciuta, perché è stata funzionale, pur tornando in fretta dall’ennesimo infortunio, si è sbattuto, è venuto dietro a dare una mano, ha aiutato i compagni come meglio ha potuto ed essenzialmente ha dato nerbo a questa squadra, cosa che non riesce a fare nessuno.

Se avessi in squadra Harry Kane, o anche Icardi, allora troverei sprecati i soldi dell’ingaggio di Ibra, anche in funzione del suo limitato utilizzo, ma siccome abbiamo Leao e Rebic e non abbiamo 100 milioni per prendere un attaccante con la “A” maiuscola, Ibra a 40 anni è indispensabile per questo Milan, per classe e per personalità.

Per quanto riguarda l’ingaggio non sono 7 i milioni ma 4, gli altri 3 sono bonus, facilmente raggiungibili ma bonus e poi, per potere usufruire del decreto crescita ed avere gli sconti fiscali, il Milan deve tenere Ibra sotto contratto per 2 anni e a giugno sono solo 18 mesi, a parte il fatto, che né Kane e né Icardi verrebbero per 4 milioni più bonus.

Se il Milan contro il Benevento ha fatto una prestazione convincete, è stato anche per merito di Ibra, magari i rossoneri non sono la squadra che è stata per 21 partite in testa alla classifica, ma non sono nemmeno quelli che abbiamo visto contro lo Spezia, l’Udinese e la Sampdoria, quindi non sono d’accordo con quelli che ritengono il Milan una squadra da metà classifica, come non sono d’accordo con chi in questo Milan salva solo Kessie.

Così come sono convinto che l’allenatore e il preparatore atletico, non sono adatti per gestire il processo di crescita dei rossoneri, il Covid nel bene e nel male ha colpito tutti, così come gli infortuni e il Napoli è l’esempio più lampante, ma nessuno è in difficoltà fisica e mentale come il Milan, tutte le squadre, anche quelle spacciate sono in crescita, fisica e mentale.

Non condivido questo integralismo tattico e sotto questo aspetto auspico più flessibilità, Hernandez non sa difendere e il centrocampo a due non è supportato e né tanto meno riesce a proteggere bene la difesa, specialmente quando gioca Leao e poi in difesa manca spesso la diagonale di Hernandez e i raddoppi di marcatura.

Poi se vogliamo possiamo continuare a dire che devono andare via tutti e che devono restare solo: Maldini, Massara, Pioli e Kessie, che a Donnarumma bisogna fare un contratto di 5 anni a 15 milioni così siamo sicuri che nessuno offre di più e che a Raiola bisogna dare 20 milioni l’anno una tantum, così non ci ricatta più almeno con Donnarumma e ci teniamo un Milan che sta andando troppo male.

Il Milan è molto più forte di quello che abbiamo visto in questi ultimi due mesi, ha fatto delle belle cose, che non sono e non possono essere causali, il Milan merita di andare in Champions più della Lazio, più della Juventus e forse più del Napoli e di avere un allenatore che faccia rendere al massimo, pure le pietre di Milanello (Gasperini).

A parte che se fossimo stati più attenti e preparati, come ha fatto l’Inter, a cui vanno i miei complimenti sinceri, avremmo potuto lottare anche per lo scudetto e il mercato di gennaio fatto senza soldi, come tutti gli altri fatti da Maldini del resto, era rivolto in quella direzione, con un altro tecnico (no Gattuso) si poteva pure vincere, pensavo che Pioli avesse fatto la maturazione e invece non è così.

Scusate, ma tanto tutti sparano cazzate, cosa cambia se ne sparo qualcuna anch’io, anche se non fino a che punto lo sono, comunque vittoria importante per la volatona Champions e sarà ancora più importante la partita contro la Juventus, secondo me chi perde resta fuori dai primi 4, perché diventerebbe quasi impossibile raggiungere le altre, che hanno pure un calendario migliore (Napoli, Atalanta e Lazio).

Forse neanche il pareggio potrà servire, in queste ultime 4 partite il Milan non può sprecare tutto quello che ha sprecato contro il Benevento e non può concedere tutto quello che ha concesso ai sanniti, compreso il solito rallentamento nei minuti finali.

Una squadra di calcio che alterna partite buone (fuori casa) e partite pessime (in casa), che non riesce a tenere la concentrazione per 90 minuti e non riesce a cambiare la partita con le sostituzioni, siete sempre d’accordo che l’allenatore non centra? il Milan ha buttato via punti importanti, come una semplice provinciale già condannata alla retrocessione e invece ha e aveva un obiettivo ben preciso da inizio anno e non c’è stimolo migliore di quello della grande impresa.

Non è stata una grande impresa invece, quella degli ultrà a Milanello nei confronti di Donnarumma e del Milan se permettete, l'episodio della risata a fine partita con Reina, specialmente per un professionista la trovo una cosa banale, quando l’arbitro fischia la fine, bisogna mettere da parte ogni rancore ogni nervosismo, tutto insomma.

Bisogna abbracciarsi (in altri periodi) con gli avversari, in rispetto di una competizione che è sport e ritengo che questo possa valere anche per due amici, che si salutano “sportivamente” a fine gara, così come non metterei in dubbio la professionalità di un calciatore, io piuttosto come società, toglierei la fascia di capitano a Donnarumma.

Perché non si può essere il capitano di una squadra, che lascerai fra 20 giorni, perché qualcuno decide per te, in virtù di un guadagno smisurato, più per il procuratore che per il giocatore, perché Donnarumma avrebbe firmato anche per molto meno e non trovo concepibile che un capitano, una bandiera non abbia la personalità per decidere da solo, senza questa personalità non può essere il capitano, a maggior ragione se hai già deciso di andare alla Juventus.

Del Piero, De Rossi e potrei continuare, non sono andati via di loro spontanea volontà, li hanno messi alla porta le loro società, ma da grandi capitani, da bandiere quali erano, hanno preferito continuare a giocare in un altro campionato e non in Italia contro la squadra di cui sono stati veri capitani.

Ora! come può pensare un capitano, una bandiera che ama la sua squadra fin da piccolo, solo pensare di potere andare via e con quelle cifre poi, per me non può essere un capitano, so d’avere detto un’altra cazzata, ma per me è così, un capitano, una bandiera firma in bianco, come facevano Baresi, Maldini, Costacurta, Ambrosini, Inzaghi ecc.