lunedì 21 gennaio 2019

Meglio, ma il gioco latita.


Il Milan ricomincia in campionato senza il centravanti, ma vincendo e conquistando i tre punti che lo riportano da solo al quarto posto, anche se le distanze sono minime dalle inseguitrici e la prossima settimana deve incontrare Napoli e Roma, certo un successo arrivato dopo una settimana di polemiche, voci di mercato, senza Higuain e con una rifinitura scandalosa, è un bel risultato anche sotto l’aspetto mentale.

Intanto faccio i complimenti a Serafini, che ha spiegato mirabilmente a chi non vuole capire tutta la vicenda Higuain e mi riallaccio al suo dato statistico, che senza Higuain il Milan è imbattuto, segno che nonostante la sua classe, non è diventato indispensabile al Milan, anzi, però c’è da dire ad onore del vero, che anche Cutrone contro il Genoa, non ha ricevuto un pallone da tirare verso la porta, a riprova che Gattuso non gioca per il centravanti.

Questa è la sindrome del numero “9”, il Milan ha un impianto di gioco che non è fatto per favorire il centravanti, chiunque esso sia ed è proprio questa la paura per Piatek, quella di girare come una trottola in mezzo all’area senza ricevere mai la palla, tant’è che Cutrone riesce ad essere determinante quando entra dalla panchina, fresco e con gli avversari meno concentrati, riuscendo a trasformare in rete il primo momento di disattenzione.

Higuain non è stato nemmeno convocato, giusto o sbagliato, professionale o no, Gonzalo non ha più la testa al Milan (ammesso che ce l’abbia mai avuta), attende solo di trasferirsi al Chelsea e riabbracciare (legittimamente) Sarri, io non ne farei una questione particolare e la prenderei senza rimpianti, si cambia ancora una volta progetto, ma adesso le basi sono più solide per ripartire.

Vuol dire che passerà dai gol di Cutrone e di Piatek, la possibilità di arrivare ad un posto Champions per il prossimo anno e se questo si dovesse realizzare, mi conforta sapere che la davanti così come in porta, il Milan ha un futuro, Piatek, Cutrone e Paquetà, 66 anni in tre, su questo siamo sulla strada giusta, sul piano dei risultati bisogna evitare i troppi pareggi del girone di andata.

Il Milan ha dimostrato di potere essere anche senza gli infortunati, “superiore” ad almeno una decina di squadre e quindi non è logico pareggiare con squadre come Bologna o Frosinone, saranno queste le partite che bisogna vincere per poter raggiungere il quarto posto, ora che Paquetà e Bakayoko fanno parte integrante dei titolari e Suso sembra essere tornato Suso, dopo i problemi fisici che lo avevano tenuto lontano dal campo, senza dimenticare Conti, tra lui e Suso c’è un'intesa straordinaria, sembra abbiano giocato insieme da tempo.

Paquetà si va trovando sempre più a proprio agio nel ruolo di mezz’ala, ha qualità e personalità, ma ha ancora i ritmi brasiliani e perde spesso palla, al di là dei numeri da brasiliano, è sempre al centro del gioco e lo vedrei meglio come attaccante esterno di sinistra, Bakayoko è ormai una certezza, dopo un avvio difficile sta giganteggiando in mediana.

Bakayoko e Donnarumma ci hanno tenuti in partita e poi la condizione fisica ha fatto il resto, è cresciuto Paquetà ed è cresciuto tutto il Milan, positivo il rientro di Conti che nelle ultime tre presenze, in due partite ha fatto due assist vincenti, e nell’altra si è procurato un rigore, scientificamente ignorato dall’arbitro Banti, in attesa di Biglia e Caldara, una menzione speciale per Abbate, che si conferma come centrale di difesa, con interventi decisivi.

Adesso Piatek, firmerà un quinquennale con ingaggio da 1,8 milioni a salire oltre i 2 milioni (premi esclusi), la valutazione è di 40 milioni, con un pagamento in tre anni per rispettare i vincoli del Fair Play Finanziario, nella trattativa potrebbe rientrare anche una contropartita tecnica per abbassare la cifra dei 40 milioni, ma Bertolacci e Halilovic non sono graditi ai rossoblù, Mauri e Plizzari invece per motivi diversi c’è il no del Milan.

Piatek è un attaccante completo, che ha già segnato in tutti i modi: da fuori area, di potenza, di precisione, di testa, su rigore e vista la sua giovane età, può diventare uno dei centravanti più importanti d’Europa, a 22 anni ha il fisico e i movimenti da giocatore più esperto, sembra pronto per un grande club ed è l’ora di consacrarsi, comunque sia, resta un giovane promettente su cui scommettere, senza considerare i soldi risparmiati.

L’ingaggio netto è di 2 milioni contro i 9 di Higuain, con i 35 del riscatto più la contropartita tecnica ci si paga Piatek, inoltre se è vero, il pagamento dilazionato in tre anni contro 1 dell’argentino, permette al Milan di restare all’interno dei paletti del fair play finanziario e poi ci sono i 9 milioni della seconda metà del prestito risparmiati e reinvestibili, per dare un giudizio definitivo comunque bisogna aspettare la fine della stagione.

Il Milan è una squadra sempre più giovane, Paquetà, Piatek e Cutrone insieme non sono adatti per il 4-3-3, forse il 4-2-3-1 potrebbe esaltare le doti di Paquetà e aprire corridoi a Piatek, perché difficilmente Gattuso tornerà al modulo a due punte, almeno per quest’anno e intanto sempre in materia di giovani, il Milan ha chiuso per il difensore centrale classe 2000 Tiago Djalò dello Sporting Lisbona in scadenza a giugno, nelle prossime ore dovrebbe sostenere le visite mediche (magari con Piatek) e firmare il contratto, si aggregherà inizialmente alla squadra Primavera.

Per un giovane difensore centrale che arriva, un altro sarebbe in uscita vicino al Frosinone, il calciatore è Simic, Zapata ha un’offerta del Fenerbache per averlo subito, ma il Milan non vuole cederlo adesso e non c’è un’ipotesi di rinnovo.

 

Nessun commento:

Posta un commento