Il Milan ricomincia in campionato senza il
centravanti, ma vincendo e conquistando i tre punti che lo riportano da solo al
quarto posto, anche se le distanze sono minime dalle inseguitrici e la prossima
settimana deve incontrare Napoli e Roma, certo un successo arrivato dopo una
settimana di polemiche, voci di mercato, senza Higuain e con una rifinitura
scandalosa, è un bel risultato anche sotto l’aspetto mentale.
Intanto faccio i complimenti a Serafini, che ha spiegato
mirabilmente a chi non vuole capire tutta la vicenda Higuain e mi riallaccio al
suo dato statistico, che senza Higuain il Milan è imbattuto, segno che
nonostante la sua classe, non è diventato indispensabile al Milan, anzi, però c’è
da dire ad onore del vero, che anche Cutrone contro il Genoa, non ha ricevuto
un pallone da tirare verso la porta, a riprova che Gattuso non gioca per il
centravanti.
Questa è la sindrome del numero “9”, il
Milan ha un impianto di gioco che non è fatto per favorire il centravanti,
chiunque esso sia ed è proprio questa la paura per Piatek,
quella di girare come una trottola in mezzo all’area senza ricevere mai la
palla, tant’è che Cutrone riesce ad essere determinante quando entra dalla
panchina, fresco e con gli avversari meno concentrati, riuscendo a trasformare
in rete il primo momento di disattenzione.
Higuain non è stato nemmeno convocato,
giusto o sbagliato, professionale o no, Gonzalo
non ha più la testa al Milan (ammesso che ce l’abbia mai avuta),
attende solo di trasferirsi al Chelsea e riabbracciare (legittimamente) Sarri, io
non ne farei una questione particolare e la prenderei senza rimpianti, si
cambia ancora una volta progetto, ma adesso le basi sono più solide per
ripartire.
Vuol dire che passerà dai gol di Cutrone e di Piatek, la possibilità di
arrivare ad un posto Champions per il prossimo anno e se questo si dovesse
realizzare, mi conforta sapere che la davanti così come in porta, il Milan ha
un futuro, Piatek, Cutrone e Paquetà, 66 anni in tre, su questo siamo sulla
strada giusta, sul piano dei risultati bisogna evitare i troppi pareggi del
girone di andata.
Il Milan ha dimostrato di potere essere
anche senza gli infortunati, “superiore” ad almeno una decina di squadre e
quindi non è logico pareggiare con squadre come Bologna o Frosinone, saranno
queste le partite che bisogna vincere per poter raggiungere il quarto posto,
ora che Paquetà e Bakayoko fanno parte integrante dei titolari e Suso sembra essere
tornato Suso, dopo i problemi fisici che lo avevano tenuto lontano dal campo,
senza dimenticare Conti, tra lui e Suso c’è un'intesa straordinaria, sembra
abbiano giocato insieme da tempo.
Paquetà si va trovando sempre più a
proprio agio nel ruolo di mezz’ala, ha qualità e personalità, ma ha ancora i
ritmi brasiliani e perde spesso palla, al di là dei numeri da brasiliano, è
sempre al centro del gioco e lo vedrei meglio come attaccante esterno di
sinistra, Bakayoko è ormai una certezza, dopo un avvio difficile sta
giganteggiando in mediana.
Bakayoko e Donnarumma ci hanno tenuti in partita e
poi la condizione fisica ha fatto il resto,
è cresciuto Paquetà ed è cresciuto tutto il
Milan, positivo il rientro di Conti che nelle ultime tre
presenze, in due partite ha fatto due assist vincenti, e nell’altra si è
procurato un rigore, scientificamente ignorato dall’arbitro Banti, in attesa di
Biglia e Caldara, una menzione speciale per Abbate, che si conferma come
centrale di difesa, con interventi decisivi.
Adesso Piatek, firmerà un quinquennale con
ingaggio da 1,8 milioni a salire oltre i 2 milioni (premi esclusi), la
valutazione è di 40 milioni, con un pagamento in tre anni per rispettare i
vincoli del Fair Play Finanziario, nella trattativa potrebbe rientrare anche
una contropartita tecnica per abbassare la cifra dei 40 milioni, ma Bertolacci
e Halilovic non sono graditi ai rossoblù, Mauri e Plizzari invece per motivi
diversi c’è il no del Milan.
Piatek è un attaccante completo, che ha
già segnato in tutti i modi: da fuori area, di potenza, di precisione, di testa,
su rigore e vista la sua giovane età, può diventare uno dei centravanti più
importanti d’Europa, a 22 anni ha il fisico e i movimenti da giocatore più
esperto, sembra pronto per un grande club ed è l’ora di consacrarsi, comunque sia,
resta un giovane promettente su cui scommettere, senza considerare i soldi
risparmiati.
L’ingaggio netto è di 2 milioni contro i 9
di Higuain, con i 35 del riscatto più la contropartita tecnica ci si paga
Piatek, inoltre se è vero, il pagamento dilazionato in tre anni contro 1 dell’argentino,
permette al Milan di restare all’interno dei paletti del fair play finanziario e
poi ci sono i 9 milioni della seconda metà del prestito risparmiati e reinvestibili,
per dare un giudizio definitivo comunque bisogna aspettare la fine della
stagione.
Il Milan è una squadra sempre più giovane,
Paquetà, Piatek e Cutrone insieme non sono adatti per il 4-3-3, forse il
4-2-3-1 potrebbe esaltare le doti di Paquetà e aprire corridoi a Piatek, perché
difficilmente Gattuso tornerà al modulo a due punte, almeno per quest’anno e
intanto sempre in materia di giovani, il Milan ha chiuso per il difensore centrale
classe 2000 Tiago Djalò dello Sporting Lisbona in scadenza a giugno, nelle
prossime ore dovrebbe sostenere le visite mediche (magari con Piatek) e firmare
il contratto, si aggregherà inizialmente alla squadra Primavera.
Per un giovane difensore centrale che
arriva, un altro sarebbe in uscita vicino al Frosinone, il calciatore è Simic, Zapata
ha un’offerta del Fenerbache per averlo subito, ma il Milan non vuole cederlo adesso
e non c’è un’ipotesi di rinnovo.
Nessun commento:
Posta un commento