venerdì 14 novembre 2025

A Parma un Milan simil Pioli.

A Parma è sembrato un Milan edizione Pioli, è stato molto simile al Milan dell’ex tecnico degli anni post scudetto, un Milan ondivago, pericoloso per sé e per gli avversari allo stesso tempo, una cosa che Allegri avrà preso sicuramente male, ripeto non mi entusiasmo del gioco di Allegri, ma oggi è una questione di singoli: Estupinian, De Winter e il centravanti, di squadra che non gioca in “armonia”, di modulo e di sistema di gioco, meno male che siamo in una buona posizione di classifica, che può permetterci, una volta recuperati tutti i titolari, di mettere mano seriamente a quanto detto, per entrare tra le prime quattro, visto che Bologna, Como e Juventus non si sono ancora arrese.

Quella con il Parma è stata una partita, dove il Milan era partito bene, ha giocato la prima mezz'ora da grande squadra, ha trovato subito il gol con Saelemaekers e il raddoppio su rigore con Leao, poi a quel punto il Milan ha staccato la spina ed è una cosa che non può essere accettabile, per una squadra qualsiasi, a maggior ragione per una squadra con un blasone come quello dei rossoneri, che ha la partita in mano e deve fare il terzo gol per chiudere la partita.

Questo vuol dire che manca ancora qualcosa per essere una grande squadra e per poter lottare per vincere il campionato, in più, se il Milan non si sistema a gennaio, non lotterà per lo scudetto e né tanto meno per le posizioni di vertice e se continuerà contro le piccole a portare a casa pochissimi punti, Allegri avrà il tempo e il modo per potere lavorare, ma con questi calciatori, credo che abbia già fatto il massimo, serve qualcun altro giocatore a gennaio.

È ovvio che questa è una squadra che deve ancora completarsi, anche questa estate, nonostante l’arrivo di Tare, ci sono stati tantissimi problemi e incongruenze, l’arrivo di Rabiot ha cambiato tante cose, Allegri e i giocatori sono stati bravissimi, è chiaro che questa squadra deve ancora consolidarsi, il Milan dopo le ultime stagioni fallimentari, ha l’obiettivo di tornare tra le prime quattro in campionato, il tecnico dovrà lavorare sul rimanere concentrati per novanta minuti e questo non sempre accade.

Allegri dovrà lavorare parecchio sull’aspetto mentale, il gruppo deve alzare l’asticella e compiere il passo decisivo, speriamo che presto vedremo il vero Milan, la rosa è molto corta e le scelte sono limitate, bisogna alzare la qualità dell’attacco e migliorare quelle della difesa, a gennaio il Milan deve investire, per giocarsi le sue carte fino all’ultima giornata di campionato e penso che per questo basterebbero un paio di rinforzi mirati, per migliorare la squadra.

Il Milan non può tirarsi indietro, nell’apportare dei correttivi ad alcune situazioni estive che non stanno rendendo, De Winter non dà le certezze dei tre titolari, Athekame non è un rincalzo di livello per Saelemaekers ed Estupinan, che non è il titolare di Bartesaghi, il mercato di gennaio deve mettere a posto ciò che manca, due o tre tasselli funzionali.

Lewandowski ha un contratto in scadenza a giugno ed è un pensiero del Milan, con il Barcellona Lewandowski ha a suo favore, la clausola per estendere di un anno il contratto attualmente in essere in via unilaterale, a gennaio è difficilissimo che l’idea Lewandowski possa prendere corpo, la prossima estate magari potrebbe essere percorribile, Lewandowski vuole essere ancora protagonista in Europa e potrebbe seguire Modric in Italia e nel Milan, che potrebbe essere la casa per un altro fuoriclasse, certo, c’è da prendere in considerazione l’ingaggio e la durata contrattuale, ma Tare  ci sta pensando e Furlani sarà ovviamente attento, per gennaio è più probabile l’arrivo di Icardi in rottura col Galatasaray.

Il Milan in estate non è riuscito a prendere un altro difensore di livello e negli ultimi giorni ha portato a Milanello Odogu, 10 milioni di investimento per il futuro, ma se trova pochissimo spazio (solo 11 minuti in Coppa Italia contro il Lecce), l’investimento si perde, per questo il Milan sta valutando di cederlo in prestito a gennaio, per dargli la possibilità di giocare con continuità e di crescere.

Una riflessione particolare la volevo fare su Conte, è sicuramente un grande allenatore, ma non è tra i più grandi, perché non è capace di gestire le due competizioni e specialmente in Champions non riesce a farsi valere, a parte che un grande allenatore non può fare il piangino per ogni cosa, non può crearsi sempre dei falsi alibi per nascondere i suoi limiti o errori, sinceramente pensavo fosse cambiato, ma l’esperienza non ha avuto il sopravvento sulla sua natura.

Come dice Costacurta, quello che arriva è una comunicazione parziale, una comunicazione non convincente, francamente devo dire che con queste continue comunicazioni un po' “criptate” sta annoiando un po' e non è così che funziona, onestamente io non ne posso più, prenda esempio da Chivu, che parla poco, chiaro e conciso. 

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