giovedì 27 novembre 2025

Il Milan, l'ammazzagrandi.

 

Una piccola nota a margine, magari a rigore di regolamento, il pestone di Pavlovic sul piede di Thuram è rigore, per me è un rigorino e anche Paparesta la pensa come me: "Thuram ha messo la palla in area, ha fatto la giocata senza nessun impedimento, il fallo caso mai è stato dopo, sempre se quello si può considerare fallo, per me aveva fatto bene l’arbitro a fare proseguire.

Se tutte le volte che un giocatore in area si libera del pallone e si scontra con un avversario, cosa che succede 80 volte su 100, o che sia uno step on foot o una spinta, ci sarebbero 10 rigori a partita, quando il giocatore fa la giocata senza condizionamenti, la giocata è fatta, non è fallo e non è un'imprudenza, questo è il gioco del calcio, è un gioco di contatti e i contatti devono essere valutati nel contesto, le azioni vanno interpretate e capite, non si può usare solo il protocollo e basta.

Comunque, se pur disastrato, il Milan di quest'anno è diverso da quello della passata stagione, sta cambiando la mentalità, l'atteggiamento tattico, l’ordine in campo, la voglia e lo spirito di volere essere protagonista, poi se può seriamente lottare per lo scudetto, dipenderà tutto dal problema evidente che c’è davanti, manca un centravanti e potrebbe essere favorito, dal fatto che non fa le coppe e che in classifica nessuno eccelle.

La scorsa stagione, tutte le volte che il Milan perdeva la palla erano problemi, ora invece sono tutti ordinati e attenti, si aiutano tutti uno con l’altro, dal primo all'ultimo minuto, il Milan è in una situazione ideale e dopo il passo falso contro la Cremonese, ha infilato 11 risultati utili consecutivi, eppure, per cercare di centrare l'obiettivo finale (quarto posto) e magari sognare un po' più in grande (lo scudetto), è necessario allungare la rosa.

Nel mercato estivo, il Milan ha fatto una rivoluzione e ha ridotto la rosa a soli 19 giocatori di movimento, una decisione azzardata, che si è già palesata, quando Allegri ha avuto fuori mezza squadra, per questa ragione è necessario che a gennaio arrivi qualche rinforzo, tre o anche un paio di colpi, un centrale di difesa, un esterno di centrocampo e un centravanti, sono sicuro che Tare è già al lavoro, perché il giovanissimo Odogu rimane un prospetto molto futuristico.

Sarebbe meglio se accanto a De Winter ci fosse anche qualche altro elemento affidabile all'interno del reparto, a centrocampo serve un rincalzo per Saelemaekers, Athekame deve crescere anche lui e ora starà pure fuori per un po' di tempo per infortunio e infine c'è la questione centravanti, serve una punta d'area di rigore e Tare avrebbe già avviato da tempo, contatti con intermediari e agenti.

Dopo una stagione come quella dell'anno scorso, le cose a Milanello, stanno procedendo abbastanza bene, con un secondo posto a due punti dalla vetta, con undici risultati utili consecutivi, dopo la prima è unica sconfitta contro la Cremonese, però è necessario rinforzare la squadra, che ora può crescere ancora e candidarsi come una delle pretendenti per la vittoria dello scudetto/quarto posto.

Certo, deve riuscire a giocare in maniera diversa e soprattutto lo deve fare con le squadre più piccole, che non concedono spazi, quindi non c’è la possibilità di sfruttare il contropiede e costruire ripartenze diventa più complicato, deve crescere inevitabilmente dal punto di vista della manovra, per diventare grande, almeno in Italia.

Questo è il salto di qualità, che deve fare Allegri per essere competitivo, non possiamo sperare di vincere tutte le partite con un tiro parato in maniera non preciso dal portiere avversario, con l’attaccante che se la trova la e segna quasi a porta vuota e ringraziare il proprio portiere, per essere stato autore di alcune parate miracolose e di un rigore neutralizzato in due tempi in maniera eccezionale, tre parate mostruose e due pali, quante altre volte si potrà ripetere?

Elogi da tutti per Maignan, ma a detta di Allegri, il merito è anche di Claudio Filippi, un grande preparatore dei portieri e il migliore a preparare i portieri sui rigori, la forma del portiere francese è uguale a quella dell’anno dello scudetto, quando allora era allenato da Dida, questo ricorso storico alimenta sogni proibiti, che vanno dallo scudetto, all’inizio di un nuovo ciclo vincente e quindi alla possibilità che Maignan resti e lo faccia alla grande.

Il Milan visto quest’anno, soprattutto quando gioca contro le grandi, è un corpo unico che sa bene cosa fare, come farlo e quando farlo e se non è prima in classifica è per i troppi punti lasciati per strada contro le piccole, la bella vittoria contro l’Inter, rilancia il Milan al secondo posto, i punti che ha sono quelli che merita, ma ora bisogna dare continuità, specialmente nelle due gare contro la Lazio, una di campionato e una di coppa Italia, dove il Milan vuole essere anche protagonista.

Brutti ma vincenti e ora la dirigenza deve provare a tornare da Maignan per il rinnovo, una questione spinosissima e complicatissima, il portiere francese ha richiesta da tutta l’Europa che conta e che da svincolato può ottenere quegli 8/10 milioni che chiede, in questi mesi Allegri e Filippi hanno parlato con Maignan e la società confida nell’amore che ha il portiere per il Milan, per convincerlo a restare, con cifre attorno ai sei milioni più bonus.

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