Non è che adesso come gioca Allegri mi piace, per niente, però adesso le
partite hanno un patos diverso, emozioni, speranze e non rassegnazione, quella
che avevamo negli ultimi anni di Pioli, fortunati senz’altro, brutti da vedere,
chiusi nella nostra metà campo, quasi area, senza potere uscire con una azione
manovrata, ma alla fine, questa squadra in contropiede, alla vecchia maniera,
palla lunga e pedalare, con le ripartenze, riesce a creare tanta pericolosità,
che alla fine, al netto di un basso possesso palla, riesce a giustificare la
vittoria.
Ripeto, questo modo di giocare non mi piace, ma in giro non ci sono
allenatori migliori o così sgamati, ho sempre detto che avrei preferito giocare
male, pur di vincere qualche partita e restare attaccati al treno scudetto fino
a marzo, tanto che adesso non posso turarmi indietro, del resto, non siamo
spettacolari, giochiamo da piccola provinciale e va bene così, però adesso a
fine partita siamo più contenti, specialmente se vinciamo i derby e siamo tra i
primi in classifica.
100esima vittoria di Allegri sulla panchina del Milan, un bellissimo
traguardo per lui, che dal Milan era stato mandato via in malo modo, da allora
non è cambiato molto, però ha tantissima esperienza in più e forse, se gli
avessero fatto una squadra più completa, avremmo visto pure un Milan piacevole,
è chiaro che sono contento, soffro maledettamente e credo che non sono l’unico,
però è una sofferenza diversa rispetto agli ultimi anni di Pioli.
Vincere è bello, poi vincere il derby ancora di più e se sei secondo in
classifica ancora meglio, sono vittorie un po' rubate, ma se pensiamo al punto
bassissimo in cui siamo precipitati e dal quale Tare e Allegri stanno cercando
di farci uscire, se pensiamo che Furlani ci fa giocare con una rosa ridotta (ancor
di più dagli infortuni), fatta da ragazzini e ex infortunati di lungo corso, è
chiaro che le vittorie valgono doppie e vanno festeggiate.
Da martedì dobbiamo pensare alla Lazio, perché se no, la vittoria del derby
non serve a niente, dobbiamo continuare a vincere, se vogliamo continuare a
seguire la strada che ci porta al famoso marzo e dobbiamo arrivarci nelle
migliori condizioni e per migliori intendo anche l’arrivo del centravanti, a
parte che abbiamo giocato in nove (succede quasi sempre), perché Leao, ditemi
quello che volete, ma ha fatto e fa, sempre troppo poco per quanto è forte.
Non è stata una prova di grande sacrificio e applicazione assoluta, non
riesce a riuscito a vincere un duello e a tenere la palla, non ha avuto o non
si è creato occasioni per calciare in porta, questo è quello che deve fare il
centravanti e a noi manca ed è mancato ancora di più nel derby, è vero che è lui
a ribaltare il campo nell’azione che porta al gol vittoria di Pulisic, però
giocare con lui è difficile, perché fa quello che vuole lui.
Manca in presenza e intensità, anche se conduce la transizione da cui nasce
il gol della vittoria, credendo nel rimbalzo offensivo positivo sulla giocata
di Leao, non capisco come mai è stato preferito a Ricci, in una sorta di scelta
alla Estupinian contro il Parma e perché non è stato sostituito prima, per
raggiungere gli obiettivi bisogna essere squadra e se Leao fa quello che vuole
e Fofana quello che può, non siamo squadra fino in fondo.
Mancano alcuni tasselli per essere gruppo squadra, anche Leao e Fofana
devono mettere in campo tutto quello che hanno, perché i risultati non vengono solo
per fortuna, ma anche a seguito di una buona partita da parte di tutti, in
questo dobbiamo migliorare, perché l'attenzione deve essere sempre più alta e sono
gli avversari a costringere i rossoneri a tenerla alta, se no, non portiamo a
casa gli obiettivi.
Il derby era molto importante per l'Inter e per il Milan, la
vittoria dei rossoneri candidano la squadra di Allegri, chiaramente per lo
scudetto, o per lo meno per il quarto posto, che il Bologna le insidia
prepotentemente, l’Inter resta perfettamente in corsa per lo scudetto e per
conto mio non ne esce ridimensionata, il Milan potrebbe e dovrebbe beneficiare
degli impegni delle altre in Europa.
Da martedì si penserà alla Lazio con più consapevolezza e con molta più pressione, Pulisic segna, Maignan para e il Milan batte un'altra big, ma la Lazio, con i suoi 18 punti, è una “piccola” o una big? Con quale atteggiamento l’affronterà il Milan? La squadra è già matura o serve ancora tempo?


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