martedì 25 novembre 2025

È tornato “Magic Mike”.

Bella partita, soffertissima da parte di un Milan sempre più “allegriano” e fortunatissimo, che è riuscito ad avere la meglio su una squadra forte come l’Inter, guidata da un allenatore (Chivu) bravo e simpatico, i rossoneri sostanzialmente hanno fatto una buona partita, sotto l’aspetto della maturità e della forza del gruppo, che si è aiutato (escluso Leao e Fofana) e si è sacrificato, si è difeso all’estremo, con le unghia e con i denti, attaccando quando poteva farlo e difendendosi quando dovevano difendersi.

Non è che adesso come gioca Allegri mi piace, per niente, però adesso le partite hanno un patos diverso, emozioni, speranze e non rassegnazione, quella che avevamo negli ultimi anni di Pioli, fortunati senz’altro, brutti da vedere, chiusi nella nostra metà campo, quasi area, senza potere uscire con una azione manovrata, ma alla fine, questa squadra in contropiede, alla vecchia maniera, palla lunga e pedalare, con le ripartenze, riesce a creare tanta pericolosità, che alla fine, al netto di un basso possesso palla, riesce a giustificare la vittoria.

Ripeto, questo modo di giocare non mi piace, ma in giro non ci sono allenatori migliori o così sgamati, ho sempre detto che avrei preferito giocare male, pur di vincere qualche partita e restare attaccati al treno scudetto fino a marzo, tanto che adesso non posso turarmi indietro, del resto, non siamo spettacolari, giochiamo da piccola provinciale e va bene così, però adesso a fine partita siamo più contenti, specialmente se vinciamo i derby e siamo tra i primi in classifica.

100esima vittoria di Allegri sulla panchina del Milan, un bellissimo traguardo per lui, che dal Milan era stato mandato via in malo modo, da allora non è cambiato molto, però ha tantissima esperienza in più e forse, se gli avessero fatto una squadra più completa, avremmo visto pure un Milan piacevole, è chiaro che sono contento, soffro maledettamente e credo che non sono l’unico, però è una sofferenza diversa rispetto agli ultimi anni di Pioli.

Vincere è bello, poi vincere il derby ancora di più e se sei secondo in classifica ancora meglio, sono vittorie un po' rubate, ma se pensiamo al punto bassissimo in cui siamo precipitati e dal quale Tare e Allegri stanno cercando di farci uscire, se pensiamo che Furlani ci fa giocare con una rosa ridotta (ancor di più dagli infortuni), fatta da ragazzini e ex infortunati di lungo corso, è chiaro che le vittorie valgono doppie e vanno festeggiate.

Da martedì dobbiamo pensare alla Lazio, perché se no, la vittoria del derby non serve a niente, dobbiamo continuare a vincere, se vogliamo continuare a seguire la strada che ci porta al famoso marzo e dobbiamo arrivarci nelle migliori condizioni e per migliori intendo anche l’arrivo del centravanti, a parte che abbiamo giocato in nove (succede quasi sempre), perché Leao, ditemi quello che volete, ma ha fatto e fa, sempre troppo poco per quanto è forte.

Non è stata una prova di grande sacrificio e applicazione assoluta, non riesce a riuscito a vincere un duello e a tenere la palla, non ha avuto o non si è creato occasioni per calciare in porta, questo è quello che deve fare il centravanti e a noi manca ed è mancato ancora di più nel derby, è vero che è lui a ribaltare il campo nell’azione che porta al gol vittoria di Pulisic, però giocare con lui è difficile, perché fa quello che vuole lui.

Non è come Pulisic, che invece è quello che segue i dettami di Allegri, l’altro desaparecidos è Fofana, quest’anno non ha fatto mai una partita sufficiente, sembra appesantito, distratto, anche lui ha perso tutti i palloni che sono transitati dalle sue parti, ha difficoltà fisiche, non corre, non va né all’indietro e né in avanti, con e senza la palla, tanto che l’Inter ha avuto la superiorità a centrocampo e nella nostra area.

Manca in presenza e intensità, anche se conduce la transizione da cui nasce il gol della vittoria, credendo nel rimbalzo offensivo positivo sulla giocata di Leao, non capisco come mai è stato preferito a Ricci, in una sorta di scelta alla Estupinian contro il Parma e perché non è stato sostituito prima, per raggiungere gli obiettivi bisogna essere squadra e se Leao fa quello che vuole e Fofana quello che può, non siamo squadra fino in fondo.

Mancano alcuni tasselli per essere gruppo squadra, anche Leao e Fofana devono mettere in campo tutto quello che hanno, perché i risultati non vengono solo per fortuna, ma anche a seguito di una buona partita da parte di tutti, in questo dobbiamo migliorare, perché l'attenzione deve essere sempre più alta e sono gli avversari a costringere i rossoneri a tenerla alta, se no, non portiamo a casa gli obiettivi.

Il derby era molto importante per l'Inter e per il Milan, la vittoria dei rossoneri candidano la squadra di Allegri, chiaramente per lo scudetto, o per lo meno per il quarto posto, che il Bologna le insidia prepotentemente, l’Inter resta perfettamente in corsa per lo scudetto e per conto mio non ne esce ridimensionata, il Milan potrebbe e dovrebbe beneficiare degli impegni delle altre in Europa.

Da martedì si penserà alla Lazio con più consapevolezza e con molta più pressione, Pulisic segna, Maignan para e il Milan batte un'altra big, ma la Lazio, con i suoi 18 punti, è una “piccola” o una big? Con quale atteggiamento l’affronterà il Milan? La squadra è già matura o serve ancora tempo? 

Nessun commento:

Posta un commento