venerdì 28 novembre 2025

La dirigenza si è già seduta al tavolo con Mike per il rinnovo.

Maignan è stato particolarmente performante, ha avuto un riflesso felino sul colpo di testa di Thuram, con una paratona a mano aperta, concede il bis su Lautaro con un'altra paratona e se il Milan rimane a galla e poi arriva alla vittoria finale, è per grandissima parte merito suo, si esalta e si supera nella doppia respinta sul rigore di Calhanoglu, una preparazione psicologica devastante, devo dire che lo facevo anch’io da ragazzo tra i dilettanti negli anni 70, si è piazzato “spiazzato” da un lato, concedendo più spazio da una parte, invitando il turco a tirare in quel lato, poi accorcia velocemente la porta e para.

Maignan so che non parla più con Furlani, so pure che da qualche tempo tutti stanno parlando con il portiere e che Allegri in particolare è quello che sta cercando di convincerlo a restare, non ne faccio una questione di soldi per Mike, deve sentirsi rispettato e vuole fare parte di un progetto serio, chiaramente, economicamente adesso, bisogna partire da una base di almeno sei milioni.

Non credo che andrà alla Juventus, se questi non mettono sul piatto almeno 8 milioni, cifra che il Milan non gli darà mai, così come l’Inter e penso che il Chelsea, ma ancora di più, Barcellona e Bayer Monaco, possano spingere anche a dieci milioni e per Maignan, le prospettive soldi a parte, sono differenti di Juventus, Inter e Milan, l’errore è stato fatto l’anno scorso, che non lo hanno più rinnovato a cinque più bonus, anche per non perderlo a zero.

Se devo essere sincero, io non rinnoverei un portiere di 31 anni a queste cifre, piuttosto programmerei il futuro e comunque farlo andare via a zero è una follia, ma una cosa è certa, non firmerà quel accordo che era stato raggiunto verbalmente a febbraio scorso e poi c’è il caso Gimenez, oramai e da tempo è al capolinea, a lui pare sia interessato il West Ham, le difficoltà di Gimenez ancora a secco in campionato e apparso molto sfiduciato in questa prima parte della stagione.

È da sempre che Allegri non ha smesso mai di chiedere un altro centravanti, anzi per l’esattezza, non ha smesso mai di chiedere Vlahovic, il Milan è ormai convinto a tornare a gennaio sul mercato, per prendere un grande attaccante, che sia ancora tra le prime in classifica o no, che sia in piena lotta per lo scudetto o per un posto in Champions, non voglio pensare che a gennaio siamo di nuovo fuori da tutto.

Al momento sembra che gli occhi siano puntati su Franculino, è il nome che piace molto in questo momento a Casa Milan e anche se si è parlato di un grande attaccante, spunta il nome di Franculino, boh! giocatore classe 2004, che in questa annata ha già segnato 19 gol con la maglia del Midtjylland, ma non gioca in un grande campionato, ci sono tutti i presupposti che diventi un grande attaccante, ma quando? Si ambienterà? Anche Gimenez segnava a raffica prima di arrivare al Milan.

Centravanti della Guinea-Bissau, ha anche il passaporto portoghese e potrebbe quindi essere tesserato da comunitario, la valutazione del suo cartellino è già piuttosto alta, i danesi chiedono 40 milioni, ma potrebbero essere spesi male come quelli di Nkunku, anche se parte di questi soldi, ce li potrebbe dare il West Ham o il Sunderland, squadra attualmente settima in Premier League, che sta cercando un attaccante per gennaio e starebbe insistendo con l’agente Pimenta per Gimenez.

Il Sunderland vorrebbe proporre al Milan un prestito oneroso, con obbligo di riscatto a determinate condizioni, in caso di cessione di Gimenez, il sostituto dovrebbe essere Mateo Pellegrino, classe 2001 del Parma, valutato tra i 20 e i 25 milioni, l'alternativa è Panichelli dello Strasburgo, il Milan come tutte le squadre italiane, non comprerà un centravanti italiano e giocatori italiani in genere, non perché non ce ne sono, anzi, diversi di loro sono forti, tant’è che li comprano le squadre straniere, ma perché costano troppo, il doppio rispetto a quelli stranieri ed è di questo che si dovrebbe occupare Gravina.

Il presidente della FIGC deve occuparsi della crisi del calcio italiano, perché le dinastie miliardarie nel calcio non ci sono più e prendono sempre più piede i fondi americani, anche il Real Madrid sta aprendo le porte a nuovi investitori, perché chi è sostenibile va avanti e gli altri inseguono, sembra che la crisi del calcio italiano, possa essere risolta con uno stage, per aiutare Gattuso a preparare i play off per la qualificazione al Mondiale 2026.

È sicuramente un tema importante e attuale, ma non può essere considerato come la panacea, io potrei essere favorevole, se si fossero fatte tutte le riforme necessarie per il calcio italiano, ma in queste condizioni, in questo stato delle cose, non lo ritengo inutile, ma dannoso per le squadre di club, fermare i campionati per rimediare a anni di inefficienze della FIGC, è una cosa che non si può sentire, non è possibile fermare sempre e continuamente il campionato.

Abbiamo fatto quasi più soste che partite, bisogna ridurre le squadre in modo da cambiare il calendario, raggruppiamo in 20 giorni, un mese le partite della Nazionale e facciamo in quel periodo quelle 4/5 partite per le qualificazioni della Nazionale, già ci fermiamo 2/3 volte per le qualificazioni, ci fermiamo per andare a giocare la supercoppa in Arabia, vorremmo cominciare a fare giocare (Milan Como a Perth) alcune partite di campionato a 15/20 ore d’aereo, pensando esclusivamente all’aspetto economico, ora ci dobbiamo fermare ancora una volta a Marzo, per fare i play off, che non avremmo dovuto fare.

Per qualsiasi cosa dobbiamo interrompere il campionato, già intasato di per se, non è questo il modo di ragionare, i calendari e le riforme si studiano prima di creare danni, si vede che chi ci governa, non ha mai giocato a calcio, non conosce le dinamiche tecniche di squadre e società, spezzettare il campionato non è un bene per nessuno e la ripresa dopo la sosta è sempre problematica.

Il numero di gare è salito in modo esponenziale per tutte le competizioni, sia quelle di club sia quelle delle nazionali, questo ha creato un numero di partite altissimo, soprattutto per i giocatori delle nazionali e ha determinato un maggior numero di infortuni, si discute sempre sulla riorganizzazione dei campionati e delle nazionali e non è fermare il campionato a metà stagione la soluzione, ripeto, bisogna ridurre il numero delle squadre e dedicare un periodo specifico alle Nazionali, concentrare tutto in quel periodo.

Trovo encomiabile il pensiero di Marotta, è giusto che i club si mettano a disposizione, per agevolare la qualificazione dell’Italia al Mondiale, è vero che la nazionale è un patrimonio del movimento calcistico e che l’Italia non può non partecipare per la terza volta ai Mondiali, ma non dobbiamo pensarci ogni quattro anni, quando facciamo l’ennesima figura di merda e pensiamo di risolvere tutto con uno stage. 

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