Nei primi 35 minuti la Roma ci ha annientato,
guardare il Milan rincorrere gli avversari (per la terza partita consecutiva),
senza mai riuscire a prendergli la palla, o quando la prendevamo e la perdevamo
nel giro di uno o due secondi, mi spingeva a fare un gesto estremo, non quello
di togliermi la vita, ma di sfasciare il televisore, nessuna squadra subisce
l’avversario come il Milan, nonostante a centrocampo ci sia il mago Modric.
La Roma in quei primi 35 minuti, che sono stati
come i primi 45 con l’Atalanta e i 40 con il Pisa, meritava assolutamente il
vantaggio e anche di stare 2 a 0, anche se, delle 7/8 occasioni avute, nessuna
è stata veramente clamorosa, come quelle che invece ha avuto il Milan nei primi
20 minuti del secondo tempo, che dopo essere andato in vantaggio poteva
chiuderla e no lo ha fatto.
Alla fine viene fuori che nel Milan c’è stata anche
una bella solidità difensiva, solidità da cardiopalma e anche molto fortuna, invece
è vero che i rossoneri hanno un grande senso di sacrificio della squadra, da
cui mi sento di escludere come sempre Leao, se poi lo vogliamo far passare per
il trascinatore del Milan facciamo pure, ma nonostante gli strappi (voglio
vedere la prossima) io Leao lo venderei.
Il Milan anche se a me non piace come gioca, diventa
sempre più squadra (brutta da vedere), ma non mi piace che per la maggior parte
della partita non riusciamo a giocare e sbagliamo tutto tecnicamente, ci
facciamo schiacciare per troppo tempo dall’avversario, siamo stati sotto una
grande pressione contro la Roma, al contrario di Pisa e Atalanta, una volta passati
in vantaggio, il Milan si è messo meglio e ha fatto meglio la fase difensiva.
Cosa che poi ha permesso al Milan, approfittando di un
po' di stanchezza e di disorientamento della Roma, nel secondo tempo di tornare
in campo bene e creare tante clamorose occasioni per raddoppiare e chiudere la
partita, poi il Milan si è fatto mettere di nuovo sotto pressione, si è difeso
meglio, ma ha rischiato ancora, anche se di grandi occasioni pulite la Roma non
ne ha avute, a parte il rigore.
Capisco che mancano Pulisic e Rabiot, capisco che il
Milan è stato quasi tutto rifatto, che si è passato da una squadra “dominante”
a una squadra con il corto muso, però il Milan ha approcciato sempre male le ultime
4/5 partite, nel secondo tempo i rossoneri si sono messi con il 4-4-2 ed è
riuscito a dare più pressione alla Roma, allargando di più il centrocampo e coprendo
di più il campo, riuscendo ad avere più pressione sui loro mediani.
Per Allegri sono passaggi di una squadra che deve migliorare l’autostima, per me è una stupida fissazione, di volere fare a tutti i costi questo maledetto 3-5-2, presentato come un modello di calcio totale e che invece, oltre che essere una moda è un modo per difendersi senza ammetterlo, non condivido con Allegri nemmeno il fatto che De Winter ha fatto bene, ha giocato tutti i palloni indietro, è stato timido e ha sbagliato tantissimo.
Mi piace sempre di più Bartesaghi, non è velocissimo e
forse il suo futuro sarà da centrale, ma comunque deve continuare a giocare,
non mi è piaciuta la coppia Nkunku-Leao, Rafa alla fine ha fatto una buona mezza
partita, perché fino al gol era il solito Leao, Nkunku
anche se Tare dice che ha fatto il 72% di partite da prima punta e ha segnato
100 gol in carriera, il centravanti in Italia non lo può fare.
Se abbiamo giocatori con queste caratteristiche: Leao,
Pulisic e Nkunku, questi possono giocare soltanto come seconde punte e non
parlo nemmeno di un attacco a tre, ma bisogna che in qualche modo si sistemi la
squadra là davanti, almeno con un centravanti, l’importante è riempire l’area,
anche con gli inserimenti di Fofana e Rabiot, che a onore del merito li fanno.
La Roma è stata grande nei primi 35 minuti e giustifica i punti che ha in
classifica, Gasperini sta facendo un gran bel lavoro e la Roma come il Milan è
incompleta, continuo a pensare che lo scudetto sia una questione tra Napoli e
Inter, il Milan così come la Roma, se a gennaio completerà il suo organico, potrà
essere il terzo incomodo per lo scudetto, però adesso in testa alla classifica
sono in quattro, Milan e Roma devono temere l’eventuale ritorno della Juventus,
che ora con Spalletti sarà più quadrata, difatti è stata buona la prima per Spalletti alla
guida della Juventus.
Approfitto della circostanza, per dare un ben
venuto a Spalletti, un tecnico che stimo e tra i migliori in Italia, che ha
sfiorato più volte di andare al Milan e che a quanto pare non riuscirò mai a vederlo
seduto sulla panchina rossonera e all’occasione, voglio rivolgere in saluto a Galeone che ci ha lasciato, aveva 84 anni, maestro e
grande intenditore di calcio, mentore di Allegri, Giampaolo e Gasperini, due di
questi proprio nel giorno della morte si sono affrontati.
Protagonista di quattro promozioni in Serie A, due
con il Pescara, una con l’Udinese e una con il Perugia, è stata una figura
raffinata e anticonvenzionale, uno dei tecnici più carismatici e influenti del
calcio italiano, allenatore colto e ironico, amante della vita e del bel gioco,
ha segnato un’epoca con il suo calcio offensivo e la
sua personalità unica, una perdita che lascia un vuoto nel mondo del
pallone, ma anche il ricordo di un uomo libero, coerente e profondamente umano.
Pioniere del gioco offensivo in Italia, il suo
4-3-3 privilegiava ritmo, tecnica e libertà creativa, con esterni schierati sul
piede forte e difesa a zona. Un calcio “croato per passione e olandese per
vocazione”, come amava definirlo lui stesso, era un esteta e non un
presuntuoso: osservava, punzecchiava e sorrideva, sempre con eleganza.

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