mercoledì 12 marzo 2025

L'esito del colloquio a New York con Cardinale.

 

A Lecce il Milan ha giocato bene tutta la partita, chiaramente ha fatto bene la fase offensiva e ancora male la fase difensiva, se si giocasse sempre con il Lecce, allora potremmo dire che il Milan ha svoltato, ma siccome sono poche le squadre che “giocano”, il problema non è stato risolto e non credo che potrà essere risolto con la difesa a tre.

Il primo tempo sotto il punto di vista del risultato è stato da dimenticare, il Milan al contrario delle altre volte però è partito fortissimo, tanto che dopo trenta secondi era in vantaggio con Gimenez, gol annullato anche a Gabbia sempre per un fuorigioco millimetrico, a testimonianza che la squadra giocava e segnava, le occasioni non sono mancate né dopo e né prima, tante sprecate, oppure neutralizzate da un Falcone in serata di grazia.

Le sostituzioni hanno giocato un ruolo decisivo e Pulisic si è dimostrato insieme con Reijnders, ancora una volta il vero “Top” del Milan e che le panchine nei confronti dell’americano sono state ingenerose, in generale però ci si aspettava segnali di grinta, passione e cuore, visto che questa squadra ha dimostrato davvero troppo poco in questa stagione e adesso non bisogna esaltarsi.

Piuttosto, la scelta del nuovo direttore sportivo e dei nuovi equilibri all’interno della governance milanista, ha smosso ancora di più le acque, Furlani è tornato vincitore (ancora una volta) dal colloquio a New York con Cardinale, la decisione è netta e se vogliamo anche un po' assurda, però le ragioni di Elliott hanno prevalso a quelle di Cardinale e così adesso tutto passerà ancora dalle mani del presuntuoso, senza nessuna competenza di calcio e delle sue dinamiche, Amministratore Delegato Furlani.

Sapete tutti come la penso e questo ampissimo riconoscimento di poteri, non mi lascia tranquillo per il futuro, credo che anche se sarà scelto il nuovo DS, le prossime stagioni saranno all’insegna della confusione e della presunzione, che ha caratterizzato gli ultimi tre anni, intanto il DS lo deciderà Furlani, quindi il “casting” fatto da Ibra e Cardinale non vale (ma chi si credono di essere Ibra e Gerry) e saranno contattati e ascoltati anche altri candidati oltre a Tare a Paratici.

Chiaramente, incontrare e ascoltare, per poi scegliere nel calcio non esiste, se devi cambiare o prendere un direttore sportivo, lo individui secondo le sue caratteristiche e le tue esigenze e poi lo contatti e gli esponi il programma, magari il DS non lo “sposa” e allora sottoponi il progetto al secondo della lista, ma non li chiudi tutti in una stanza e dopo averli ascoltati li scegli (in base a che cosa?).

Furlani è stato confermato al comando anche della parte sportiva e quindi alla scelta del nuovo direttore sportivo, per il quale si riparte da zero, Furlani farà nuovi incontri, a testimonianza che come dicevano in molti, il fondo Elliott è quello che comanda o meglio è quello che dispone e dall’incontro con i direttori sportivi candidati, uscirà fuori il nuovo Direttore Sportivo del Milan.

Chiaramente il nome non sarà più annunciato per metà marzo, ma probabilmente in aprile, situazione, che allunga i tempi d’inserimento del DS e di conseguenza delle dinamiche e delle strategie di mercato e soprattutto del nuovo allenatore, Furlani dovrebbe incontrare Paratici (ora il preferito), Tare e D’Amico dell’Atalanta, ma non si conoscono i tempi della scelta (Paratici è squalificato e D’Amico è sotto contratto) e c’è bisogno della scelta subito, perché non si può aspettare a fine stagione e non può essere fatta assolutamente una scelta sbagliata.

A parte il fatto che comanderà su tutto Furlani, ci sono altre novità per quanto riguarda l'assetto dirigenziale e soprattutto per le gerarchie dei compiti all'interno della dirigenza e sulla divisione dei ruoli e dei poteri, Ibra deve fare un passo indietro e potrebbe fare davvero solo l’advisor di RedBird sul Milan, in tutta questa storia un fatto è sicuro, il Milan è senza identità e senza senso di appartenenza, manca un guida come lo era Galliani e non lo è Furlani.

Sono stati fatti grossi errori per tanti anni, anche negli ultimi anni di Berlusconi e la conseguenza è che abbiamo una società e una squadra senza identità, il club è troppo instabile, non c'è una direzione chiara, gli allenatori si succedono uno dietro l’altro e la rosa cambia ogni anno, mentre per tornare ambiziosi, come hanno fatto, prima la Juventus e poi l’Inter, serve continuità.

I giocatori sono responsabili, ma quello che manca è una guida, un uomo forte come lo era Galliani e lo poteva diventare Maldini, ora al Milan è il momento delle scelte e si tratta di scelte importanti, le prossime settimane saranno decisive per prendere diverse decisioni, a partire dal nome del nuovo direttore sportivo e dell'allenatore.

Sarà fondamentale però che vengano definiti con chiarezza ruoli e funzioni, dopo il viaggio a New York e non è cambiato nulla, Furlani raccoglie tutte le deleghe e ha l’ultima parola su ogni scelta, comprese quelle sportive come sempre.

lunedì 10 marzo 2025

A Lecce c'è stato un buon segnale.

La vittoria contro il Lecce, credo che abbia salvato momentaneamente la panchina di Conceicao, che al 68esimo era già di un altro (Tassotti), ancora una volta si sbandiera ai quattro venti cambi radicali, di modulo, di calciatori e poi si torna sempre sul 4-2-3-1 e su Musah al posto di Fofana, io ho ancora perplessità sulla formazione iniziale, che destabilizzano il Milan e la panchina del portoghese e non capisco sinceramente perché.

Errori gravi ed evitabilissimi, che poi vengono corretti con l'ormai costante cambio doppio o triplo all'intervallo e per poi continuare a farne altri alla rinfusa, che risultano magari vincenti per un episodio, ma che non hanno niente di logico e non producono effetti di gioco, se non di una totale confusione e non è vero che non si può rinunciare a Leao, perché se ci fosse stato Zaccagni al suo posto, la partita l’avremmo vinta prima e non avremmo subito così tanto.

Di vero c’è che il portoghese è il giocatore più forte del Milan, ma non è un giocatore continuo nemmeno nella stessa partita e contro il Lecce ha dimostrato di potere giocare, ma non tutta la partita, perché se no perde la concentrazione, che non tiene per 90 minuti, gioca a vampate e approfitta della stanchezza fisica e mentale degli avversari, si muove ed è efficace in un contesto di confusione, senza regole e senza “codifiche”.

Se è questo il contesto dove deve giocare Leao, allora l’onnipotente Furlani può fare a meno di prendere un allenatore, prenda lui il patentino e li mandi in campo come vuole, tutti all’attacco e poi mi raccontate come va a finire, gradirei che ci fosse un’uniformità di giudizio, senza scendere e salire sul carro del vincitore ad ogni partita.

Io sono per mandare via Leao e Furlani, ma se agli altri sta bene così, non lamentatevi però, dei campionati di merda che facciamo, anche perché prima di questa vittoria ne avevamo perse un bel po' di partite e poco o tanto Leao aveva giocato.

Piuttosto, parliamo dell’impatto positivo di Bondo, un giocatore che non ha sfigurato, anzi, che può essere (come dicevo io) molto utile, non solo in questo finale di stagione, ma a questo Milan anche in futuro, anche se non sono mancate le note negative, ricordiamoci che il ragazzo ha 21 anni, che ha note negative Leao a 25 anni, che viene da un infortunio, che gioca in una squadra di “figurine” e che l’allenatore continua a sostenere un modulo senza equilibrio.

Abbiamo preso ancora altri due gol e meno male che non hanno fatto gol tutte le volte che il Lecce è ripartito, abbiamo subito tante brutte ripartenze, abbiamo commesso i soliti errori individuali e andiamo a guardare, che nella prestazione di Bondo, non mancano le note negative? E allora cosa dovremmo dire di tutti gli altri? E dell’allenatore in primis, che ha potuto lavorare con la settimana tipo, per arrivare a questo risultato?

Non parlatemi poi della settimana movimentata, tra Casa Milan, Milanello e gli States, perché ce la siamo voluta noi, non facciamo altro che darci martellate sui coglioni, grazie ad una dirigenza miope e incompetente, è stato cambiato il responsabile della comunicazione e si permette al portavoce dell’allenatore di dire tutto quello che ha detto? Il portavoce al Milan deve essere uno, uno solo per tutti i tesserati.

Certo, se poi c’è una chiara e netta divisione societaria, come quella a cui stiamo continuando ad assistere, non solo non fa intravedere nulla di buono per il futuro, ma che alimenta guerra intestine, odio e confusione, è chiaro che ce le andiamo a cercare noi, se già i padri non sono capaci di dare l’esempio e di creare un clima tranquillo per lavorare, figuriamoci i figli lasciati allo sbando, questo è il punto più importante ed è questo che nella dirigenza nessuno vuole capire.

Senza una struttura chiara e diversa da quella attuale, non si andrà da nessuna parte, una chiarezza che sembra lontana dall'essere raggiunta, visto quello che per quanto riguarda il DS, si stanno accapigliando come dei cani, figuriamoci cosa ci sarà per scegliere l’allenatore e poi per scegliere i giocatori, è in questo clima che il Milan vorrebbe sperare di raggiungere il quarto/quinto posto?

Ma torniamo alla partita, il Milan ha giocato tutto sommato bene, secondo me a livello offensivo ha fatto una buona partita, un po' confusionaria nell’ultima mezzora, ha segnato tre reti e due gliele hanno annullate per fuorigioco millimetrico, addirittura una dopo 30 secondi, la squadra dopo il primo e soprattutto dopo il secondo gol, ha giocato d’inerzia, Conceicao preferisce definirlo carattere, diciamo che la squadra non si è “abbattuta”, ad abbattersi invece è stato l’allenatore, che già si vedeva a svuotare l’armadietto di Milanello dopo aver subito il 2 a 0.

Come succedeva anche con Pioli, questa vittoria autorizza tutti, a considerare oro colato il 4-2-3-1 e mi dispiace, perché se lo ha proposto dopo 3 sconfitte consecutive e con la panchina in “viaggio”, figuriamoci se non lo ripropone ora e torneremo nuovamente a perdere, senza riuscire a capire, che ha avuto (l’episodio) un colpo di fortuna con l'autogol di Gallo e alla fine comunque è stata una vittoria meritata, ma la fase difensiva resta sempre precaria, oggi ha subito gli stessi gol che aveva subito l'anno scorso a questo punto della stagione, nonostante però non concretizza come lo scorso anno. 

sabato 8 marzo 2025

Quinto posto in Champions ancora possibile, Roma e Lazio ci daranno una mano.

L'Italia guadagna terreno sulla Spagna, soprattutto grazie allo scontro diretto fra la Roma e l’Athletic, tanti ringraziamenti anche al Manchester United e al Vitoria Guimaraes, che hanno fermato sul pari la Real Sociedad e il Betis, peccato per la Fiorentina che ha perso e non da nessun punto all’Italia, questo il ranking attuale:

1) Inghilterra con 22.177 punti e con (6 squadre in corsa su 7); 2) Spagna con 19.891 punti e con (6 squadre in corsa su 7); 3) Italia 18.937 punti e con (4 squadre in corsa su 8); 4) Germania 16.671 (4 su 8); 5) Portogallo 16.250 (2 su 5); 6) Francia 15.285 (3 su 7); 7) Belgio 15.250 (2 su 5); 8) Olanda 15.083 (4 su 6); 9) Grecia 12.187 (2 su 4); 10) Norvegia 10.812 (2 su 4).

L’Italia quindi ha un distacco dalla Spagna, di 954 punti, Inter, Lazio, Roma e Fiorentina possono ancora aumentare il totale dei punti, che attualmente è di 151.500 e aumentare così la media che al momento è di 18.937, ma per potere sperare, il Milan deve arrivarci al quinto posto e poi speriamo anche abbia già programmato un futuro diverso da quello recente, fatto di chiarezza, idee e uomini di calcio.

La stagione deve essere chiusa nel modo migliore possibile, ai rossoneri sono rimasti tre obiettivi: conquistare un posto in Europa (la Champions sembra sia ormai irraggiungibile), vincere la Coppa Italia, che regalerebbe automaticamente l’Europa League e la super Coppa Italiana e poi ha l’obbligo di concludere il campionato con dignità e senza brutte figure.

Indipendentemente da tutto questo, deve progettare il futuro già adesso, Conceicao non sarà più l’allenatore e bisogna scegliere un tecnico, che abbia un futuro in rossonero e che non duri qualche mese, stavolta non si può sbagliare, come non si può sbagliare nel migliorare l’organico, ma per farlo ha bisogno di fare chiarezza al proprio interno, occorre che certe situazioni vengano definite una volta per tutte e questa occasione, potrebbe essere il punto di partenza.

A condizione chiaramente, che al comando ci sia un uomo di calcio forte ed esperto, uno che conosca i giocatori e sappia muoversi sul mercato, per aprire un nuovo corso, mentre per l’immediato futuro, spero che Conceicao, ora che può lavorare con la settimana tipo, possa far vedere dei progressi sul piano del gioco, non escludo che il tecnico portoghese d’ora in avanti, possa “disimpegnarsi” con dei giocatori come Hernandez e Leao, “chi non corre è fuori” ha detto, quindi Theo, Felix e Leao rischiano la panchina contro il Lecce.

Il primo dovrebbe lasciare il posto ad Alex Jimenez, il secondo invece a Bondo, in modo d’avere un centrocampista in più davanti alla difesa, mentre il terzo a Sottil, anche Santi Gimenez potrebbe rimanere fuori, la condizione del messicano continua a non essere al top, dopo un brillante debutto, Gimenez per caratteristiche non si sposa con nessuno dei suoi compagni di reparto e con gran parte degli altri compagni di squadra.

Gimenez per caratteristiche non si sposa con il gioco del Milan, lui va lanciato, è uno che detta la profondità, non è un giocatore che gioca a supporto, che fa la sponda e che gioca trenta metri lontano dalla porta, il Milan deve verticalizzare di più, perché lo fa poco, spero che finalmente si possa dare spazio a Bondo, anche per poterlo valutare per il prossimo anno.

A gennaio è stato fatto l’ennesimo equivoco tattico, cominciato in estate e poi proseguito con Conceicao, che nonostante tutto non ha una rosa adatta alla sua filosofia di gioco e a quella di chi ha realizzato la rosa del Milan, ecco perché è importante per il futuro, affidare il mercato a un DS, guidato e ispirato dall’allenatore, in base alle sue idee tecnico-tattiche e avvallato economico del Club, ma a quanto pare Furlani non ha intenzione di mollare il giocattolo.

Bisogna poi affidare la squadra a un tecnico affidabile, tenendo in considerazione che ha bisogno di tempo e di elementi adatti per avere i migliori risultati, il nome di Allegri prende sempre più quota, la scelta del DS però va fatta subito, perché questi sono i giorni in cui si prepara la futura stagione, il Milan deve provvedere ai contratti da rinnovare, alle cessioni e agli acquisti da fare.

Al nuovo allenatore, si affida l’incarico delicatissimo della ricostruzione della prossima stagione e l’esperienza fatta in questa, deve essere da insegnamento, perché non si può sbagliare di nuovo, il futuro di Theo Hernandez è ormai segnato, il terzino francese ha chiesto di rinnovare, ma nonostante la sua volontà di restare al Milan, il rinnovo è in stallo e il club ha già cominciato a guardarsi intorno. 

L'erede di Theo è stato individuato in De Cuyper, classe 2000 del Club Bruges, che ha mostrando capacità realizzative oltre che un'ottima propensione a difendere, la concorrenza è forte, ma il giocatore potrebbe rappresentare il futuro, tanto che i rossoneri potrebbero spingersi fino a 20 milioni per il suo acquisto. L’alternativa sembra essere Nuno Tavares, che il Milan ha già cercato a gennaio e su cui la Lazio ha un piano per riscattarlo dall’Arsenal per soli 5 milioni, tra l’altro, il pagamento è stato previsto rateizzato, un milione all’anno per cinque anni (questi sono direttori sportivi), per Lotito il calciatore vale tra i 60 e i 65 milioni e ai Gunners comunque andrà il 40% della futura rivendita. 

venerdì 7 marzo 2025

Il Milan non riesce a trovare la luce in fondo al tunnel.

E Conceicao ci riprova, a Milanello c’è aria di novità, sembra che si vada per l’ennesima volta verso un nuovo Milan, il tecnico portoghese si è sentito tradito e ha messo tutti in discussione, è chiaro che non si può continuare a sprofondare, anche se non si hanno più obiettivi importanti da raggiungere, quindi, c'è bisogno di rialzare la testa e terminare la stagione nella maniera più dignitosa possibile, entrando chiaramente comunque in Europa

Anche se si tratta dell’Europa più piccola, quella di scorta, è pur sempre Europa, la Champions continueremo a guardarla dal divano, ma se fra 19 mesi vorremmo parteciparvi, è in questi giorni che deve nascere il Milan dei prossimi anni, dall’incontro negli States tra Furlani e Cardinale, che dovranno essere capaci di programmare e capire, cosa fare per evitare di commettere gli stessi errori e rilanciare una volta e per tutte il grande e glorioso Milan.

Intanto Conceicao sta lavorando per cambiare le cose e forse sta facendo l’ultimo tentativo per provare a restare al Milan, a Lecce dovrebbe giocare con la squadra schierata con una difesa a 3 e se non sarà a Lecce, lo sarà quasi sicuramente dopo la sosta per le Nazionali, ma il Milan si appresta anche ad altri cambiamenti e dopo il cambio del responsabile della Comunicazione, imminente sarà l’inserimento nell’organigramma il nuovo DS (Tare o Paratici a metà marzo).

Questo weekend di marzo, può segnare il giorno “zero” nella pianificazione del nuovo Milan, il viaggio di Furlani negli Stati Uniti per incontrare Cardinale, potrebbe (dovrebbe) servire a mettere le basi per le prossime stagioni, naturalmente saranno tanti i punti da toccare, ma l’argomento più importante sarà quello del direttore sportivo, la cui scelta, dovrà dare l’impronta al nuovo Milan.

Dopo i colloqui di Londra sembrerebbe essere imminente, ma Furlani non si rassegna al solo ruolo di Amministratore Delegato e vuole dire la sua, dimenticando credo, che se siamo a questo punto, molto lo dobbiamo a lui, il nuovo DS con ogni probabilità dovrebbe essere Tare, anche se con questa proprietà e con questa dirigenza non si sa mai.

L’incontro tra Furlani e Cardinale dovrebbe portare equilibrio e serenità all’interno della società, un confronto che dovrebbe servire a riequilibrare il Milan e quindi i rapporti di forza all'interno del club, per ribadire o modificare chi ha e avrà più peso nelle scelte, fermo restando, che il nuovo DS dovrà avere carta bianca proprio per quelle scelte, che la dirigenza si contende, se no, non avremo fatto niente, voglio sperare che si tratti solo screzi per scegliere il DS, Furlani ne vuole uno e Ibra ne vuole un altro, proprio come hanno fatto quest’estate con l’allenatore.

Da quello che si sente in giro, Ibra e Cardinale avrebbero già scelto Tare e invece Furlani, che aveva sottolineato la propria centralità all’interno del mondo Milan, opta per Paratici, ribadendo che l'ultima parola spetta a lui, mettendo davanti al Milan il suo ego smisurato e continuando a litigare sulla pelle dei rossoneri.

Non sono d’accordo con chi tira sempre in ballo Elliott, è vero che Cardinale ha un debito verso di lui e che Elliott ha due amministratori delegati nel consiglio del Milan, ma non è lui il proprietario e per quanto voglia imporre le sue scelte, non sarà di certo Furlani a costringere Cardinale a rivedere le sue scelte, specialmente dopo il fallimento di quest’ultima stagione, io credo che Furlani abbia poco da recriminare, perché l’area tecnica è stata affidata a Ibra e se ne deve fare una ragione.

Così come per l’allenatore e il mercato estivo, a Furlani toccherà disquisire sul prezzo del cartellino, sull’ingaggio, trovare le formule migliori di pagamento, poi per il resto basta, però queste cose devono essere decise e chiarite adesso, perché se si continua come si è fatto fino ad adesso, sarà difficile costruire un Milan vincente. 

Quindi non è Furlani che deve dare il placet al nuovo DS, deve solo firmare il contratto, perché il direttore sportivo lo stanno decidendo Cardinale ed Ibrahimovic insieme, perché hanno incontrato i tre candidati: Berta, Paratici e Tare e a quanto pare la scelta è Tare, quindi basta, sarà poi la volta dell’allenatore e spero che cambi anche qualche pezzo della dirigenza, di certo, sarà una estate molto calda anche per il mercato, per un Milan che dovrà ripartire dopo avere buttato a mare il lavoro di cinque anni e per non ritornare agli anni bui, che ci auguriamo di non vivere più.

Serve riflettere molto bene, perché mi sembra che si tratti di una caduta verticale, non so se la dirigenza ha voglia di andare avanti con Conceicao e non so se questa potrebbe essere la scelta migliore, oramai sono scelte senza nessuna certezza, la situazione è questa e dobbiamo aspettare almeno l’arrivo del DS, per provare a: tappare tutti i buchi lasciati da Theo sulla sinistra e i difetti emersi con Fonseca e anche con Conceicao, con l’arrivo di una nuova gestione tecnica. 

mercoledì 5 marzo 2025

Volata tra Tare e Paratici, per diventare il nuovo DS del Milan.

Come dice qualcuno, sembra il casting di un film, come oramai accade molto spesso, nello scegliere i giocatori e gli allenatori, anche per il direttore sportivo c’è una specie di ballottaggio e poi alla fine si vota, dopo che possibilmente l’algoritmo ha scelto lui i candidati, Paratici è anche squalificato e se il Milan come dice, vuole operare già da adesso, non ha senso prendere lui, Tare invece potrebbe essere operativo da subito.

Credo che sia importante partire con il piede giusto, che sia Tare o Paratici, da che mondo e mondo le squadre si fanno tra marzo e aprile, a giugno si firmano e si depositano i contratti e si aggiunge qualcosa che non si è potuta fare prima, specialmente in questo periodo si sceglie l’allenatore e si comincia a stendere il piano di rafforzamento, secondo gli obiettivi da raggiungere e le richieste del tecnico.

Per la panchina punterei anche qui su un italiano, i risultati migliori il Milan li ha ottenuti con Sacchi, Capello e Ancelotti, tutti italiani e con poche esperienze alle spalle, ma di grandi prospettive, così come è stato Conte alla Juventus, quindi, partendo da questi presupposti e togliendo Conte che ce lo siamo fatti scappare (almeno per quest’anno), si potrebbe aprire un ciclo con De Zerbi, con Fabregas, anche se questo non è italiano, ma ha già dimostrato di potere fare bene in Italia.

Poi io non vedrei per niente male Sarri, solo che lui non si sposa bene, né con Paratici e né con Tare, un altro potrebbe essere Baroni, allenatore su cui io ho sempre creduto, ma difficilmente Lotito lo lascerà andare, penso comunque che una soluzione seria e definitiva si possa trovare, senza escludere Allegri, che a me non piace e perché no Gasperini, poi approfittando della “rivoluzione tecnica”, serve uno bello zoccolo duro di giocatori italiani.

La sconfitta di Bologna prima e con la Lazio poi, hanno azzerato le speranze Champions, il quarto posto è passato da sogno a utopia, sono troppi i punti di distanza per una squadra che ha dimostrato di essere tanto discontinua quando fragile, le strade del Milan e di Conceicao si separeranno, anche se non è da escludere che possano farlo anche prima del previsto, dopo Bologna il tecnico rossonero si è sfogato, diciamo ha messo le mani avanti e la società è rimasta in silenzio a riflette. 

Qualsiasi sia la riflessione, serve un'altra rivoluzione, con più italiani e con più milanisti, servono più Maldini, più Tassotti, più Boban e più Abate, Gimenez è il centravanti che serviva, è giovane e per me vale la pena ripartire da lui, ha il gol nel sangue, però necessita di un gioco e di compagni che lo servono continuamente dentro l’area.

Lui è un uomo d’area e gli uomini d’area vanno serviti bene, vero è che poi alla fine Leao risulta il miglior assist man del Milan, ma io preferisco per esempio uno come Zaccagni, uno che sia dotato di buona tecnica e visione di gioco, che fa del dribbling e del cross i suoi punti di forza, dinamico e che si distingue sia per l'aiuto che fornisce in fase difensiva, che per l'ordine con cui gioca e per le scelte che compie in campo, forte negli inserimenti e nei movimenti senza palla e abile nell'impostazione della manovra.

Uno così a sinistra e uno a destra, che siano più al servizio di Gimenez e non viceversa, visto che in queste poche partite del messicano, è stato lui a fare gli assist per gli altri, degli attaccanti esterni che segnino di più e che facciano veramente la differenza, come la Pulisic per esempio, quindi niente più equivoci tattici come Felix e Leao, niente più centrocampo a due e niente più gente senza fame come Leao, Hernandez e Maignan.

Ma soprattutto, niente più una dirigenza così incompetente quanto arrogante, prendere il meglio che c’è in panchina, per evitare un altro tsunami tecnico e in cambio totale di una dirigenza che ha nettamente fallito e che i tifosi stanno contestando assieme alla proprietà, perché le colpe maggiori sono della società, che è chiamata a rimediare e a fare delle scelte oculate e di rilancio della squadra.

Intanto bisogna scegliere il direttore sportivo, per fare una tregua con i tifosi e fare partire la rivoluzione, il clima è pesantissimo e non si possono ricommettere i gravi errori di programmazione, che sono stati commessi la scorsa estate, quando con moltissima presunzione si sono sottovalutati troppi aspetti, come un Ds, che dovrà avere ampia libertà di manovra.

Se ci saranno interferenze nella scelta dell’allenatore e nel mercato, allora non cambierà niente, il Milan deve consegnare la parte tecnica al nuovo dirigente e lasciarlo lavorare, supportandolo nelle scelte, sarà importantissimo scegliere l’allenatore giusto per poter ripartire, tra i giocatori chi non è più convinto di rimanere deve andare via, serve gente motivata, molti sono a fine ciclo e serve prendere una decisione importante. 

Allenatore e Ds dovranno decidere in armonia su dove intervenire e su chi prendere per rinforzare i reparti, in base al modulo e alla filosofia di gioco che vuole proporre il tecnico e non il contrario, che è stato adattato l’allenatore al mercato fatto dai dirigenti. 

martedì 4 marzo 2025

La Juve a +11 sul Milan.

Non capisco perché si continua a parlare di quarto posto, non c’è il gioco e non ci sono nemmeno i risultati, che ci possono indurre a pensare di avere ancora delle chance, anche la Roma ci ha superati in classifica e adesso siamo noni, davanti a noi, per arrivare a questo fatidico quarto posto, ci sono: 4° Juventus a 52; 5° Lazio a 50; 6° Bologna a 47; 7° Fiorentina a 45; 8° Roma a 43 e poi noi a 41, questa classifica più che lasciarti speranze, ti lascia un grande senso di amarezza.

Tifosi ancora in rivolta contro la squadra con contestazione e fischi, la Curva Sud ha dato così ancora sfogo a tutto il suo rammarico, a tutta la sua rabbia e a tutta la sua preoccupazione sulla situazione di classifica, sembra di ripercorrere il campionato del Napoli dello scorso anno e abbiamo visto quanto diventa difficile poi salvare una stagione di questo tipo, il coro “Cardinale devi vendere” e “Indegni”, oramai sono gli unici slogan ascoltati nelle gare dei rossoneri, quello che si è continuato a vedere in campo da parte della squadra, è stato uno spettacolo indecente.

Il Milan non è una squadra organizzata e l’approccio contro la Lazio è stato ancora una volta imbarazzante, vive di grandi momenti nella partita, che avvengono quando l’avversario si “rompe” o quando la situazione diventa disperata, la Lazio, come le altre del resto, arrivano in porta senza particolari problemi, in difesa mancano i raddoppi e i giocatori hanno poca lucidità, non appena una squadra attacca in maniera organizzata il Milan va in difficoltà.

I problemi del Milan comunque partono da lontano, l’epilogo è arrivato quest’estate e da quella scelta non condivisa dell'allenatore, scelta che ha creato questa situazione e che sta facendo precipitare le cose, da allora è un susseguirsi di situazioni che hanno portato il Milan a dove si trova adesso, a livello tecnico-tattico ci sono molti errori di concetto e i primi tempi sono inaccettabili, per modalità, temperamento e agonismo.

Con i giocatori che ci sono a disposizione al Milan, è inevitabile che ci si debba aspettare di più, molto di più, in campo il Milan ha un gioco lento, macchinoso, senza idee, la prestazione è una prova confusionaria, il Milan gioca male e la Lazio alla fine ha vinto meritatamente, in avanti i rossoneri non si vedono quasi mai e continua sempre con lo stesso copione.

C’è più equilibrio nella ripresa, quando i rossoneri rientrano in campo con un atteggiamento migliore, infatti la partita si fa più equilibrata, ma il Milan resta in dieci e riesce a concretizzare la grande pressione, se pur confusa, con il pareggio, frutto di una dormita della difesa della Lazio, al Milan però una cosa va riconosciuta, il fatto che non ha mollato mai fino alla fine, specie in inferiorità numerica.

Mentre le voci raccontano di un Milan in crisi e ora pure spaccato (Cardinale e Ibra contro Furlani), a me fa specie vedere parlare Furlani nel prepartita (una cosa inusuale), cosa che potrebbe confermare quanto si dice e cioè, che all’AD rossonero, sia rimasta solo la penna per firmare quello che Cardinale e Ibra decidono, nell’intervista è vero che ci ha messo la faccia, ma era una acquisizione di responsabilità e di commiato

Parole chiare, nette, dove non si è sottratto alla situazione del momento, a livello comunicativo è apparso, sincero e ha risposto a tutto senza le solite evasioni, ha ammesso che i fatti dicono che sarà ancora lunga e che questo è il risultato di ciò che tutti dicevano e scrivevano da mesi, ma erano loro (lui) che non lo capivano, ammissioni che gli fanno onore, ma solo se seguite dalle dimissioni di operatore tecnico del club e sembra sia così, perché si sta pensando seriamente a un DS.

La corsa per il nuovo direttore sportivo, sembra essere rimasta tra due persone: Paratici e Tare, il nuovo DS dovrebbe essere nominato a stretto giro di posta, cadute le candidature di Berta e Modesto, Paratici ha già incontrato a Londra alcuni dirigenti del Milan (in presenza di Cardinale), ma vorrebbe solide garanzie sulla linea di comando all’interno del Milan e ampia gestione dell’area sport, senza interferenze, una collaborazione che sia chiara nei ruoli e nelle mansioni.

Mentre Tare sembra il nome più caldo per il riassetto strutturale del Milan, di sicuro il prossimo direttore sportivo dovrà ricostruire rapporti, dinamiche, regole e gerarchie, ma dovrà anche dare credibilità al nuovo progetto (che a comandare sia lui) e allo stesso tempo bisogna fare chiarezza su chi saranno i dirigenti, di cosa dovranno occuparsi e fino a che punto possono farlo, di certo Cardinale e Ibra dovranno fare una scelta chiara e precisa.

Paratici ha grande esperienza internazionale e anche se ha lavorato nella Juve dei nove scudetti e al Tottenham, per me i risultati non sono stati eccellenti come si può pensare, Tare ha fatto benissimo alla Lazio, ma ha un profilo diametralmente opposto, anche per quanto riguarda il Milan futuro, va presa una strada diversa e convincente, da quella presa in estate.

Intanto il Milan Futuro deve salvarsi e poi anche qua si deve fare la rivoluzione per ripartire, Oddo e Tassotti lo hanno preso in cura e se rimarrà in serie C, dovrà essere rivisto e riprogrammato tutto il progetto, servirà una dirigenza che conosca il campionato di serie C, i giocatori e le dinamiche della categoria, un direttore che abbia una strategia chiara e con i giocatori, che devono stare con il Milan futuro e non fare avanti e indietro con la prima squadra.

A proposito di futuro, sono sicuro che nel futuro del Milan non c’è Conceicao, neanche con lui il Milan è diventato squadra e sono più che sicuro, che stanno già parlando dell’allenatore per il prossimo anno, in realtà dovrebbero farlo con il DS, ma a quanto pare a breve dovremmo avere il nominativo e la triade dovrebbe consegnare a lui le loro decisioni prese, io punterei intanto su un DS italiano, uno come Tare, che italiano non è, ma conosce bene le dinamiche del calcio italiano. 

domenica 2 marzo 2025

Ma visto che Tassotti è rimasto nel Milan Futuro, può essere lui il traghettatore?

Conceicao in conferenza stampa si è lamentato per le critiche: “Tutti i giorni si parla di me, se sono confermato o meno. Se la società mi manda via, faccio le valigie e vado. Io non sono rispettato, sono molto criticato; vedo interviste di altri allenatori nel giorno della partita. E io queste cose non le farei. Ho 13 titoli, ho sempre giocato bene contro le italiane, tranne con l'Inter. Non è che sono arrivato qui dal niente: abbiamo bisogno io e il mio staff di un po' di rispetto. Io sono qua oggi fino a non so quando, il Milan continua. Ma io ho bisogno di rispetto. Quando torno da Milanello, la mia famiglia mi chiama per chiedermi cosa succede. Possiamo parlare di calcio, ma quando si parla di altre cose con cattiveria non mi piace".

Purtroppo credo che si sia dimenticato di come vanno le cose nel campionato italiano e dobbiamo dire che lui non fa niente per evitarle, a cominciare dai riguardi eccessivi che ha per Felix e Musah, tanto da sacrificare i due migliori giocatori per rendimento del Milan, la sua squadra è una delusione dopo l'altra, una delusione sempre più grande, le ultime partite sono al di sotto delle aspettative  e di quelle fatte da Fonseca, che non ha fatto sicuramente bene, si voleva qualcosa di più e invece abbiamo avuto qualcosa di meno.

Da Zagabria in poi è stato sempre peggio, sia a livello di atteggiamento, che di gioco e di concentrazione, la confusione regna sovrana e il disordine da parte dalla società, dimostra di avere le idee poco chiare, la confusione si vede chiaramente nei giocatori, che appaiono spenti e demotivati, le scuse sono finite per tutti anche per Conceicao e sul banco degli imputati ci sono: la gestione dello spogliatoio e le scelte di formazione.

Scelte poco lucide, come quella di affidarsi continuamente a Musah e Joao Felix, una scelta paradossale, perché Joao Felix ha fatto la sua miglior prestazione entrando dalla panchina contro la Roma, poi è stato sempre fuori dal gioco e in una posizione in campo che non sa di niente, nell'atteggiamento è svogliato e nervoso.

Musah invece non è l’equilibratore che ci serve e a cui si rivolge Conceicao, in più non sta ripagando la scelta fatta dall’allenatore e hanno tolto spazio a Pulisic e a Reijnders, è una situazione assurda, se si considera che Pulisic e Reijnders erano i giocatori più in forma e la critica nasce spontanea.

Conceicao ha aggiunto: "Io penso che sia stata una partita molto competitiva, il Bologna è una squadra da Champions. Abbiamo fatto un buon primo tempo, siamo arrivati al gol e abbiamo avuto occasioni. Poi ci sono questi episodi: alcuni per colpa nostra come a Torino e col Feyenoord, altre per errori degli arbitri o del VAR se l'arbitro non vede. Veramente non capisco, anche il secondo gol... L'ho visto: la palla è uscita. Manca leggerezza, manca tranquillità nell'ambiente su questi episodi. Nelle ultime partite sono incredibili gli episodi che ci succedono: per la squadra avversaria sono gol, per noi no. Non è che mi lamento o piango. Dovevamo fare di più nel secondo tempo, ma gli episodi influiscono tanto sulla squadra".

Solitamente si dice: aiutati che il cel ti aiuta e sarà pure vero, anzi lo è senz’altro, la questione degli arbitri del VAR, della leggerezza e della mancanza di tranquillità, ma non è per questo, che questo Milan non è una squadra, ma undici giocatori sparpagliati per il campo, senza un gioco e senza idee, una squadra che improvvisa, confidando nelle sue individualità, al contrario del Bologna, che invece è una squadra che gioca a memoria.

Quindi capisco Conceicao, capisco tutti, però a questo punto, non resta che fare un’altra rivoluzione tecnica, nella speranza che non sia la triade a farla, perché ha già fatto abbastanza danni e che in questo caso venga fatta con criterio e con le idee chiare, con i giocatori scelti dall’allenatore e dal direttore sportivo, in base al tipo di calcio che il tecnico vuole realizzare, senza imposizioni tattiche o di opportunità.

Conceicao dice ancora: "Ho visto alla fine uno spogliatoio triste, frustrato per questo risultato. Loro volevano veramente il risultato e avevo sentito una energia positiva. Io do tutto me stesso. Sono molto arrabbiato per la situazione. Lavoro tanto, giorno, notte, prepariamo le partite, è così la vita dell'allenatore. Si è creata questa nuvola sul Milan e si esce con i risultati, non conosco un'altra strada. Sta a noi essere più forti degli episodi. Ai tifosi non interessa se sono frustrato o no, se lavoro 10 ore al giorno o meno, ma se si vince. Fin quando avrò la forza di continuare, lo farò. Se la società pensa che non lo possa fare più, mi sta bene così". A Bologna ho visto anche cose positive, ma in questo momento c'è bisogno di leggerezza ed equilibrio mentale".

Allora, io queste cose non le ho viste e come me sono in moltissimi a non averle viste, Conceicao non può aggrapparsi a questo, agli errori dell'arbitro, piuttosto diciamo che non siamo stati all'altezza e i giocatori devono stare più attenti, Leao ammette: "Non abbiamo fatto un buon calcio, ma abbiamo giocato come voleva il mister, cioè con la palla lunga”.

Quindi, come può pretendere rispetto, se confonde la realtà e predica palla lunga e pedalare? L’analisi della partita e del momento, dice che la situazione è difficilissima, ci sono tante partite ancora da giocare, ma è il momento peggiore del Milan, noi tifosi siamo delusi, non siamo contenti di quest'atteggiamento, vero che il Milan è stato penalizzato in maniera clamorosa dall'arbitraggio, ma non è stata una partita bella e Conceicao è appeso ad un filo, poi non so se Tassotti è pronto per la sostituzione, nel caso la situazione dovesse precipitare e comunque, chi al posto di Conceicao?

Sacchi punterebbe su Sarri (anch’io) o Conte, gli piace anche Baroni (anche a me e non d’adesso), segue con attenzione la crescita di Fabregas e aggiunge: "Sarebbe ingiusto attribuire tutte le responsabilità della situazione attuale al tecnico portoghese, che è arrivato poco dopo Natale. Gli errori, come sempre, vanno divisi, in parti più o meno uguali, tra i dirigenti, l’allenatore e i giocatori”.