martedì 9 novembre 2021

Sostanzialmente il pareggio è giusto.

 

Non è per fare il pessimista, ma credo che neanche quest’anno il Milan vincerà lo scudetto, per me non siamo ancora pronti nemmeno per lo scudetto, non abbiamo una costante gestione della partita, attacchiamo a testa basta ed abbiamo paurosi periodi di difficoltà a difenderci, abbiamo giocato complessivamente un’ora e abbiamo fatto 3 tiri nell’ultimo quarto d’ora, con l’Inter stanca.

Una squadra da scudetto non può non vedere palla per la prima mezz’ora del secondo tempo, senza riuscire ad invertire il trend e arrancando dietro all’Inter che ci ha preso a pallonate, legittimando una sua eventuale vittoria, una quadra da scudetto non prende 2 rigori in un quarto d’ora, una squadra da scudetto dopo che ha pareggiato, chiude la partita.

Una squadra da scudetto non può avere tutte queste pause ed amnesie, non può prendere un rigore dopo avere conquistato palla, una squadra da scudetto non può sbagliare sempre sistematicamente l’ultimo passaggio, per non parlare dell’imprecisione di passaggi in tutte le parti del campo, l’Inter è rimasta una squadra forte e questa era la vera prova del nove.

Una squadra da scudetto non deve solo battere la derelitta Roma, deve annichilire anche le nostre rivali dirette: Juventus, Inter e Napoli, una squadra che deve vincere lo scudetto, non può accontentarsi del bicchiere mezzo pieno, il bicchiere deve essere pieno e basta, il pareggio non può essere un punto guadagnato, deve essere una vittoria mancata.

Non voglio essere troppo critico, per carità, il Milan sta facendo benissimo, tutto bello, imbattuti, recuperiamo le partite anche quando si mettono male, bello avere tante alternative in panchina, tre punti in più rispetto all’anno scorso, primato europeo nei primi 5 top campionati, ma non si può sbagliare così tanto in una partita.

Per me è lì che il Milan deve crescere, dobbiamo sbagliare molto di meno, riuscire a giocare bene pure sotto ritmo, chiudere le partite senza tenerle in bilico per 90 minuti, chiudere tutte ripartenze in superiorità numerica, la cosa importante è che di queste cose ne siamo consapevoli e non ci specchiamo negli elogi e nei complimenti, dobbiamo prendere coscienza che così non siamo da scudetto.

Partita complicata, che il Milan ha rischiato di perdere, grande finale di partita, applausi al Milan per la grande personalità e per la voglia di vincere, non c’è dubbio che il Milan è una squadra forte, ma soffre, soffre tanto e il Milan pronto per lo scudetto, non deve rischiare nulla e deve avere sempre la partita in mano.

Il messaggio che voglio fare passare e che non dobbiamo giustificarci con: “ci avremmo messo la firma a inizio campionato”, l’obiettivo quest’anno è lo scudetto, non siamo più la squadra rivelazione e dobbiamo fare altre valutazioni, specialmente di mercato, Leao è ancora incostante e a destra non si segna mai, bene Diaz, però la rifinitura è un’altra cosa.

Anche tatticamente, non si può attaccare in massa e lasciare il compito difensivo ai solo Kjaer e Tomori, serve un’organizzazione difensiva e di squadra, più attenta, è stato un gran bel derby, giocato con intensità, ma la sottile differenza, è che il Milan deve diventare una squadra rullo compressore, una squadra che non rischia mai nulla.

Il Milan poi deve guardarsi oltre che dalle avversarie, anche dagli arbitri, sia in campo nazionale che in quello internazionale e come dico io: “dobbiamo essere più forti degli avversari, più forti delle condizioni climatiche, di quelle ambientali e dell’arbitro”, i rigori? il primo non è rigore, come non lo era quello con il Verona o quello con l’Atletico, Kessiè ha sbagliato e non ci sono dubbi, ma l’intervento falloso è quello di Calhanoglu, confermato anche dall’ex arbitro Bergonzi:

“il primo rigore assegnato all’Inter mi ha lasciato più di qualche dubbio. Una situazione borderline, dove sicuramente Kessie ha fatto una ingenuità, ma anche Calhanoglu è entrato forte. Cronologicamente, forse, è arrivato prima il fallo del turco, e mi sarei aspettato una richiamata all’on-field-review.”, Bergonzi però si è dimenticato di dire, che il regolamento recita sul comma riguardante “il dubbio”: in caso di dubbio, fischiare sempre e ripeto sempre contro il Milan.

venerdì 5 novembre 2021

Ribadisco, non siamo ancora pronti per la Champions.

La matematica non condanna ancora i rossoneri, fuori dalla corsa per la qualificazione agli ottavi di finale, ma per raggiungerla è obbligatorio vincere le due gare che restano contro l’Atletico e il Liverpool, sperando chiaramente che il Porto non batta l’Atletico all'ultima giornata, una combinazione complicata e difficilissima che si possa realizzare, ma per assurdo tutto è ancora possibile.

Quella con il Porto è stata una partita dai due volti, il primo tempo siamo stati in balia degli avversari, sicuramente a causa dell’ennesimo errore arbitrale, mentre nel secondo tempo, siamo stati molto più volitivi, ma che al di la del gol del pareggio, concretamente non ha fruttato altro, visto che si trattava di una partita che il Milan doveva vincere, per la classifica del girone e anche per trovare gli stimoli prossimi in Champions e in campionato.

Al di là di quello che è stato il Milan in questa Champions, dobbiamo dire che i punti avrebbero potuto essere di più, ma oltre alla “disabitudine” per molti a fare questo tipo di competizione, possibilmente il valore del Milan non è ancora così “alto” per questo tipo di sfide e poi ha dovuto fare i conti con il girone più difficile e con tanti, troppi torti arbitrali, che sono costati punti preziosi, andati fra l’altro a favore delle altre squadre concorrenti.

4 dei 5 punti che ha il Porto, li ha presi in seguito a due falli evidenti e non sanzionati su Bennacer, anche se il Milan in questa Champions non ha mostrato il suo lato migliore e nonostante tutto, potrebbe avere al netto degli errori arbitrali 5 punti, contro i 2 del Porto e i 2 dell’Atletico, anche se sul campo alla fine i risultati sono giusti, sia a Porto che a San Siro.

Un’altra cosa che mi sento di dire è che nonostante il Milan sia la squadra più europea tra le italiane, in Champions il ritmo, la velocità e l’intensità del gioco, sono di gran lunga superiore alla nostra Serie A, è inutile girarci intorno, ma non è ancora un Milan da Champions, come non lo è stata l’Inter, in ambito europeo servono tanta qualità, corsa, palleggio, pressing, esperienza e cura dei particolari.

Poi se hai un alto numero di indisponibili e non puoi cambiarli con altri giocatori dello stesso valore o meglio di valore superiore, diventa un problema, comunque, speranza o no, adesso concentrazione sul derby, perché è il derby e perché c’è un primo posto da difendere fino alla fine, sperando che questa partita di Champions non abbia lasciato scorie e che nell’alternanza di prestazioni, con il Porto è stata quella brutta, mentre con l’Inter possa essere quella perfetta.

In vista del derby ci sono ancora troppi indisponibili: Hernandez, Rebic, Florenzi, Messias, Pellegri, Castillejo e a quanto pare una voce di un piccolo margine, per il rinnovo di Kessie si parla di una richiesta di 7 milioni netti più 1,5 di bonus, ma anche che il Milan non si muove dai 6,6 milioni, quindi la notizia dell’ennesimo incontro con l’agente, non significa proprio nulla, più plausibile che si parli di una cessione in gennaio.

Vero è che Kessie andrà in coppa d’Africa e mancherà per un mese e che nessuno anche se a prezzi stracciatissimi lo acquisterebbe, il Tottenham con l’arrivo di Conte potrebbe farlo, per sottrarlo alla concorrenza, è altrettanto vero che Elliott è disposto a mettere le mani in tasca per migliorare la rosa, a prescindere dalla Coppa d'Africa.

Un intervento importante io lo farei pure alla primavera, da li sono usciti i vari Locatelli, Donnarumma, Darmian, Calabria e via di seguito, la primavera è tornata quest’anno dal campionato inferiore e rischia di ritornarci, essendo con cinque punti al terzultimo posto, a 7 punti da Inter, Juventus e Napoli, le nostre rivali in Serie A.

Una buona primavera, ci eviterebbe di spendere soldi in giro per l’Europa, su tutti un esempio di futuro è Pobega, che continua la sua crescita ed è legato moltissimo alla decisione di Kessie, anche se lui e Colombo per me fanno parte del progetto futuro, rossonero indipendentemente da Kessie.  

lunedì 1 novembre 2021

Il Milan vince e convince.

Contro la Roma, il vecchio Zlatan, la più grossa sciocchezza fatta dal Milan, il più inutile calciatore al mondo e chi più ne ha più ne metta, dispregiativi per Ibrahimovic e il Milan, ha raggiunto un doppio traguardo personale: il gol numero 150 in Serie A e in assoluto la 400^ rete nei campionati nazionali in cui ha militato nella sua carriera.

A 40 anni suonati: ha segnato, si è procurato un rigore, gli è sato annullato (giustamente) un gol e uno è stato annullato a Leao su suo assist, per non parlare che è stato con Kjaer il migliore in campo, in una sola parola, anzi quattro: è stato protagonista indiscusso.

Se andiamo ad analizzare gli episodi di Roma-Milan, il rigore su Ibra c'è e c’è l’errore di Maresca sul rosso a Theo, il calcio di rigore viene concesso per un intervento di Ibanez su Ibrahimovic che gli sposta la palla e dopo Ibanez sgambetta lo svedese nel tentativo di colpire la palla, il rigore c’è e non serviva nemmeno l’intervento del VAR.

Il contrasto Kjaer-Pellegrini, è molto simile a quello di Dumfries in Inter-Juventus, solo che in quel caso, Dumfries rifila un calcione (involontario) senza palla ad Alex Sandro, in questo caso Kjaer prende palla con il ginocchio e poi va a toccare il piede di Pellegrini, un normale contatto di gioco e quindi non è rigore.

Maresca commette invece un errore quando espelle Hernandez, perché l’azione della Roma nasce da un fallo di Felix su Krunic e se l’arbitro avesse fermato il gioco come doveva, non ci sarebbe stata la seconda ammonizione per Theo, ecco dove bisogna cambiare il protocollo del VAR, dandogli la possibilità di intervenire anche in mezzo al campo e non solo nei pressi dell’area.

Non sono solo cose che dico io da milanista, sono suffragate anche dalla gazzetta, da Marelli e persino da Casarin, per il quale Hernandez non era da rosso, in quanto come dicevo prima, l’intervento di Theo su Pellegrini, è stato "preceduto da un fallo di Felix su Krunic non fischiato”, non c’è stato un gol, ma non per questo non è un errore altrettanto pesante, perché il Milan è stato costretto a giocare in dieci per oltre mezzora e non avrà Hernandez nel derby contro l’Inter.

Quindi se c’è qualcuno che deve recriminare caso mai è il Milan, ma siamo troppo signori per farlo, noi non ci trinceriamo dietro a nessun alibi o retro logia, facciano tutte le polemiche che vogliono, ma il Milan va avanti per la sua strada da dieci e lode, il Milan vince e convince, come non succedeva più da anni e sale a quota 31, a 60 punti circa dallo scudetto e a 50 dall’ingresso alla prossima Champions.

Non ha nessuna importanza adesso, che il Milan abbia 7 punti di vantaggio sull’Inter, 12 sulla Roma e sull’Atalanta quarte, 13 sulla Lazio e addirittura 16 sulla Juventus, quello che conta è arrivare a giugno con questi vantaggi e magari con un punto in più sul Napoli, continuare a vincere con continuità, evitando quel periodo oscuro della scorsa stagione.

Domenica ci sarà il derby con l’Inter e il Milan dovrà giocare come ha giocato contro la Roma in 11 contro 11, senza quasi mai rischiare, però in mezzo c’è il Porto, la madre di tutte le partite, battere i portoghesi a San Siro, significherebbe ritrovare la speranza di passare agli ottavi, perché un Milan che gioca così come contro la Roma, ha la legittimità di sperare.

Poi se c’è qualcuno che è ancora o è sempre convinto, che siamo in testa alla classifica perché “rubiamo” le partite, vuol dire che finalmente siamo diventati una grande come la Juventus o come qualche altra, ma non capisco come non si riesca a capire, o meglio come non si mettano l’anima in pace, che in parità numerica, il Milan è stato più forte della Roma, così come con la Lazio e con l’Atalanta.

È vero, contro il Torino e il Verona il Milan era stato decisamente brutto, ma sappiamo tutti (quelli che capiscono di calcio) che in una stagione di queste partite ne capitano, la cosa importate è che si sappiano vincere anche queste partite "sporche", che si sappiano giocando anche partite con il coltello tra i denti e che poi si ritorni a giocare un gran calcio e ad imprimere un gran ritmo alle partite. 

In 11 contro 11 non c’è stata partita, il Milan ha superato un’altra prova di maturità e ha giocato meglio della Roma checché se ne dica, Mou ha giocato a specchio e guardandola giocare, ho provato a mettere Zaniolo al posto di Saelemaekers e Pellegrini in concorrenza con Diaz, mamma mia che squadra e che intensità, la Roma ha proprio Zaniolo e Pellegrini in grande spolvero, peccato che Abraham non è entrato quasi mai in possesso della palla.

Il Milan, oramai è solido e convinto sempre più, che lo Scudetto possa tornare a vestire il rossonero e con Ibra e Kjaer può sognare in grande, il danese ha giocato ancora una partita impeccabile, Kjaer insieme ad Ibra hanno cambiato il Milan, il due hanno un peso specifico importantissimo, in campo e fuori, una nota di merito particolare la merita anche Tatarusanu.

Il portiere rumeno è stato decisivo nell’assalto finale della Roma, con le parate su Mancini e Carles Perez, non ha potuto nulla sul gol di El Shaarawy, non è stilisticamente bello da vedere o per lo meno, ti tiene sempre con il fiato sospeso, specie nelle uscite alte che abbranca all’ultimo istante, ma poi alla fine è efficace, nota di merito anche per Kessie, che è tornato a farsi sentire in mezzo al campo, per Bennacer e per Pioli, di lui si parla poco, ma oramai è un top allenatore, peccato non aver tolto Theo prima, l’unico errore che ha fatto. 

Plus valenze fittizie.

 

Tutti ci chiediamo cosa potrebbero rischiare le società coinvolte in questo giro di plus valenze, intanto la Procura Federale ha ufficialmente aperto una inchiesta e dovrà accertare la regolarità dei bilanci, delle società coinvolte sui 62 trasferimenti molto sospetti, il dossier della COVISOC è arrivato su segnalazione della CONSOB, ma senza prove tangibili sarà difficile che si possa arrivare ad un caso Chievo e Cesena se non ricordo male e cioè alla penalizzazione in classifica.

In quel caso nel 2018, c’erano state intercettazioni telefoniche probatorie, qui sembrerebbe che non ci sia nulla di probatorio, anche se poi allora dei 15 punti di penalizzazione chiesti dalla Procura federale (per me pochi per il tipo di reato), ne sono stati assegnati solo 3, al solito all’italiana, ma se stavolta la Procura dovesse accertare l'illecito e poi la Giustizia sportiva dovesse confermarlo, ecco cosa rischierebbero le società coinvolte.

L’illecito potrebbe portare all’applicazione dell'articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva: “Violazioni in materia gestionale ed economica”, ovvero;

1. Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (COVISOC) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali. Costituiscono altresì illecito amministrativo i comportamenti comunque diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica nonché la mancata esecuzione delle decisioni degli organi federali competenti in materia. Salva l’applicazione delle più gravi sanzioni previste dalle norme in materia di licenze UEFA o da altre norme speciali, nonché delle più gravi sanzioni che possono essere irrogate per gli altri fatti previsti dal presente articolo, la società che commette i fatti di cui al presente comma è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida.

2. La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi ovvero mediante qualsiasi altra attività illecita o elusiva, tenta di ottenere od ottenga l'iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni vigenti, è punita con una delle sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, lettere g), h), i), l).

In cosa consiste l’Articolo 8, comma 1, lettere g), h), i), l).

g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; se la penalizzazione sul punteggio è inefficace in termini di afflitti vita nella stagione sportiva in corso è fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;

h) retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; la retrocessione all’ultimo posto comporta comunque il passaggio alla categoria inferiore;

i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;

l) non assegnazione o revoca dell'assegnazione del titolo di campione d'Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale; m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni; n) divieto di tesseramento di calciatori fino ad un massimo di due periodi di trasferimento. 2. Alle società può inoltre essere inflitta la sanzione sportiva della perdita della gara nei casi previsti dall'art. 10.

Quindi se dovessero venire fuori prove indiscutibili e per le società si accertasse la “Violazioni in materia gestionale ed economica”, il Napoli, così come le società che sono state coinvolte in una sola plusvalenza (Osimhen), potrebbero avere qualche punto di penalità e come pena massima pena la retrocessione all’ultimo posto in classifica.

Non penso ad un’esclusione dal campionato, mentre per la Juventus che invece di plusvalenze ne conta 42, la retrocessione all’ultimo posto potrebbe essere la pena minore, perché anche qua non voglio pensare che si arrivi alla pena maggiore, ossia la non assegnazione o revoca di uno o più titoli di campione d’Italia.

sabato 30 ottobre 2021

Ufficiale: Kjaer prolunga con il Milan.

Il difensore danese ha prolungato il suo contratto con i rossoneri per altre 2 stagioni e quindi fino al 2024, ma il Milan sta lavorando anche su altri rinnovi, per provare ad evitare gli ultimi casi recenti, assodata la difficoltà di trattenere Romagnoli e Kessie, Maldini si sta muovendo per allungare i contratti Hernandez, Bennacer e Leao.

Oltre a Kjaer, prima di lui aveva già rinnovato Saelemaekers, altri due anni anche per lui, portando la scadenza dal 2024 al 2026, chiaramente con adeguamento salariale, i prossimi rinnovi sono come detto quelli di Hernandez, Bennacer e Leao, tutti in scadenza nel 2024 e che si spera di potere allungare di altre due stagioni, sempre con un ingaggio adeguato.

L’altro rinnovo sarà quello di Pioli e poi non so quanto possano essere veritiere, le voci di un possibile rinnovo anche per Ibrahimovic, in scadenza nel giugno del 2022, certo, uno Zlatan in perfette condizioni fisiche, su cui non deve gravare tutto il peso dell’attacco e a cifre adeguate, si può pure rinnovare anche a quasi 41 anni, diversamente Ibra saprà in coscienza, decidere il suo futuro.

A proposito di futuro, rinnovi, risanamento dei conti e costruzione del nuovo stadio, possono essere possibili se, oltre all'aumento dei ricavi da diritti tv, a nuove sponsorizzazioni e alla riduzione delle spese, anche e soprattutto, con la qualificazione della squadra in Champions League ogni stagione e il tema dello stadio è un tema caldissimo, come quello dei rinnovi e dei bilanci in ordine.

Milan e Inter si incontreranno imminente mente con il sindaco Sala, con la speranza di trovare il prima possibile un accordo sulle volumetrie, è oramai certo, che il nuovo impianto verrà costruito nell’area di fianco al Meazza, non si sa con certezza se l’Inter metterà i soldi (Elliott potrebbe costruirlo pure da solo), ma i problemi sono dati dal progetto di tutta l’area circostante allo stadio e la nuova destinazione d’uso del Meazza, per cui si sarà addirittura un referendum e poi si potrà andare veloci nelle due diverse fasi della costruzione, perché lo stadio è diventato indispensabile. 

Un altro argomento che mi sta a cuore, viste le ultime e continue sviste tra arbitro e VAR, è sapere quando questo protocollo, che comincia a fare acqua verrà cambiato, il chiaro ed evidente errore sta diventando una questione troppo soggettiva e il protocollo attuale nonostante tutte le revisioni fatte, non riesce più ad evitare gli errori grossolani per cui è nato, adesso così com’è risulta molto limitato e va cambiato.

Gli ultimi turni della serie A, sono stati ricchi di polemiche contro gli arbitri, il VAR e i protocolli, una prerogativa tutta italiana, all'estero la metodologia di consultazione del VAR, è chiara e coerente ovunque, soltanto in Italia invece, la metodologia di consultazione è discrezionale e risulta pesantemente condizionato dalla personalità e dallo spessore dell’arbitro in campo.

Resto dall’idea che al VAR, specie adesso che lo hanno riunito in un’unica sede, devono andare essere gli ex arbitri, personalità che abbiamo l’esperienza e caratura adatte, per potere intervenire in maniera decisa e inequivocabile con l’arbitro in campo, per dare certezze a chi sta in campo, sugli spalti e davanti al televisore.

Troppo decisionismo o protagonismo e a poco servirebbe fare ascoltare le comunicazioni tra arbitri e VAR, intanto sembra che adesso l’Italia (FIGC), si stia preparando a svolgere il ruolo di pioniere, anche per quanto riguarda la tecnologia relativa al fuorigioco e a quanto pare sarà sperimentato nel girone di ritorno della Serie A.

Sarà senza comunicazione col campo e quindi per ora senza impatto sul gioco, si pensa che si possa arrivare a un tracciamento in tempo reale, della posizione dei calciatori rispetto al pallone e al penultimo difensore, in modo che il VAR possa rilevare in tempo reale l’eventuale posizione irregolare e intervenire in maniera più rapida. 

mercoledì 27 ottobre 2021

Milan sotto ritmo contro i granata

Nonostante tutto è arrivata la nona vittoria nelle prime 10 partite, per il Milan è la seconda volta che succede nella sua storia, la prima è stata nella stagione 1954/55, ma più che i record, quello che conta e che sono tre punti pesantissimi, in una gara priva di divertimento, di spettacolo e sempre sul filo della paura, però per provare a vincere qualcosa d’importante, serve anche vincere partite con il sacrificio, con la determinazione e il coraggio, diciamo d’esperienza o alla maniera di Allegri.

Purtroppo, come dice Ancelotti e come ho sostenuto in qualche post precedente, siamo difronte ad un calendario nazionale ed internazionale saturo d’impegni, per il tifoso che guarda le partite in televisione, trova piacevole l’offerta di calcio che gli si propone, ma giocare ogni tre giorni, senza avere la possibilità di rispettare il naturale riposo fisico e senza potere allenare adeguatamente i giocatori, non è il modo migliore per preparare le partite ed averle allo stesso tempo tutte di alto livello.

Giocare troppe partite, abbassa il livello tecnico della prestazione, la FIGC con le leghe, deve fare immediatamente questa riforma dei campionati e poi mettere mano con FIFA e UEFA, a sistemare i calendari internazionali e alla riforma totale del calcio, FPF e commissioni ai procuratori compresi e poi parlando sempre di Milan-Torino, non è solo una questione di troppe partite, ma anche di assenze di giocatori determinanti per infortunio e con una condizione precaria perché appena recuperati.

Dopo tutto la difesa è tornata salda e sicura, il Torino si è reso pericoloso solo in un paio di occasioni nei minuti finali, quando la squadra ha accusato la stanchezza, vero è che il Milan a parte il gol poi non ha mai concluso in porta, però a centrocampo ha brillato il solito Tonali, mentre nonostante i tre giorni di febbre alta, Kessie mi è sembrato in crescita, in avanti può sembrare strano, ma si è notata in maniera pesante l’assenza di Diaz, nessun cambio di ritmo e nessuna invenzione.

Ora i rossoneri sono attesi da due partite delicatissime contro Roma e Inter e poi dalla madre di tutte le partite, quella con il Porto, speriamo di recuperare qualche assente e di non perderne altri per strada e poi a fine di queste partite, avremo un quadro più chiaro del nostro futuro, dove magari poi più avanti, questi tre punti presi giocando male, faranno la differenza.

Tornando alle riforme di FIFA ed UEFA, all’inizio del 2022, Il Milan avrà l'incontro con l’Uefa per il Fairplay finanziario, sento dire che così come è stato concepito è sbagliato e che verrà modificato, intanto il Milan deve prepararsi ad affrontare un giudizio, che magari l’indomani non avrà più nessun valore, mentre Roma, Inter e Juventus, che sono pieni di debiti da ripianare, non devono comparire davanti a nessuno, con Roma ed Inter addirittura recidive, per non parlare della Juventus, invischiata anche (si sapeva) in plusvalenze gonfiate ad arte.

In questo caso si parla di scambi di calciatori con valutazioni extralarge, spesso e volentieri senza che si muovesse realmente un solo euro, al  momento si tratta di una relazione, che è arrivata sul tavolo del

Procuratore federale e che ha al centro gli scambi di calciatori e le plusvalenze dal 2019 al 2021, la Commissione di vigilanza sulle società di calcio, ha inviato al Procuratore federale, un dettagliato resoconto su 62 trasferimenti su cui approfondire, per capire se certi affari avrebbero potuto incidere (si), in maniera significativa sui conti delle varie società coinvolte.

Il Napoli è citato per l'affare Osimhen, per la contropartita tecnica di 4 giocatori andati al Lille, per un totale di 20 milioni e si tratta di giocatori che oggi giocano in Serie D, uno in serie C e un altro che non ha mai giocato, poi la solita Juventus con ben 42 trasferimenti (Pianic con Arthur), di cui 21 di questi sono stati scambiati per complessivi 90 milioni, quando in effetti sembra siano circolati poco più di 3 milioni, al momento non è stato ancora aperto nessun procedimento, ma non è escluso che possa essere aperto in futuro.

Non sappiamo a questo punto se verranno aperti procedimenti per le maggiori squadra europee, Barcellona, PSG, City ecc., il Milan prosegue per la sua strada e tra gli obiettivi dei prossimi anni, c'è quello di arrivare entro tre stagioni con il bilancio in pari, difatti prima della partita contro il Torino, si è svolta l'Assemblea dei soci, che ha ratificato una perdita in bilancio di 98,2 milioni, circa la metà rispetto all'esercizio precedente. 

lunedì 25 ottobre 2021

Blackout Milan

 

Dopo quasi 70 anni, era precisamente dal 1954-1955, che il Milan non riusciva ad ottenere in Serie A, 8 vittorie nelle prime 9 partite di campionato, così il Milan 2021-2022, ha confermato il record assoluto, come miglior partenza del club di sempre.

Importantissima vittoria, dopo che all'intervallo sembrava già messa in cassaforte e poi invece è stata messa in discussione da un Bologna in 9 uomini e da un approccio sbagliato del Milan nel secondo tempo, è stato un errore pazzesco, definiamolo di gioventù, ma che nelle ultime partite ricorre troppo spesso (Atalanta, Verona, Bologna).

Sarebbe pure ora che non accadesse più, specie se sei con un uomo in più e in vantaggio di due gol, una squadra di dimensione europea, nel secondo tempo entrare in campo, fa altri due gol in un quarto d’ora, mette ko l'avversario e poi fa entrare in campo chi non gioca mai o gioca poco e fa rifiatare gli indispensabili.

Il Milan invece, si è comportato da squadretta di provincia e ha smesso di giocare, per non parlare che dopo il pareggio rossoblù e con due uomini in più, il Milan non è riuscito a capire, che bisognava disperdere quella uniforme massa umana messa al limite dell’area, allargando il gioco sulle fasce.

Complimenti al Bologna che ha fatto una grande partita, ma gli ultimi blackout mentali del Milan, vanno analizzati in maniera profonda (come secondo me anche questi infortuni ricorrenti), a parte i 3 punti e il primo posto in classifica, c’è poco da essere contenti, è evidente che il Milan con tante assenze dei titolarissimi, con le seconde linee (ed anche terze) ha pagato il dislivello qualitativo, che a questo punto deve essere rimodulato.

C’è troppa differenza tra i titolari e le alternative, per fortuna torna Theo Hernandez e ci saranno contro il Torino anche Kessie e Pellegri, non ci sarà Rebic, mentre la speranza è quella di avere Brahim Diaz, se si negativizzasse per tempo, Bologna ci ha regalato un’ottima prova di Ballo-Tourè, diversa da quella di Porto, stavolta è stato sempre propositivo e pericoloso sulla fascia sinistra, Ibra è stato decisivo, ma è molto indietro di condizione.