martedì 12 novembre 2019

Disputato un'ottima gara


Al di là di tutti i limiti e gli errori, finalmente è arrivata la prestazione, adesso bisogna vedere se il Milan ha disputato questa gara perché galvanizzato dal fatto di incontrare la Juventus, o se si può ripetere anche al ritorno in campionato dopo la sosta, anche perché adesso è un Milan che deve guardarsi alle spalle, pur essendo ingeneroso pensare a questa squadra in lotta per la retrocessione.

Un'ottima gara: ordinata, attenta, propositiva e offensiva, è migliorato anche sotto l’aspetto del gioco e della personalità, magari per merito dei nuovi inserimenti, Bennacer in primis, un punto in più in classifica non avrebbe cambiato nulla, ma questo Milan è piaciuto, deve solo confermarsi la prossima partita col Napoli e poi per la altre quattro, che potrebbero fargli fare un bel balzo in classifica, che al momento è imbarazzante. 

Per la seconda volta (Lazio e Juventus) ho detto a mio figlio, se la partita non la puoi vincere, non devi perderla ed era riferito alle sostituzioni di Krunic e Paquetà, abbiamo sostituito due giocatori che oltre ad essere stati tra i migliori, sono due giocatori che si fanno trovare spesso nella nostra area, con due che questo lavoro non lo fanno e che se aggiunti a Leao e a Suso (credo sia stato il peggiore), rendono la squadra sbilanciata.

Questo porta il Milan a subire gol molto spesso nel finale e invece dovrebbe non dico accontentarsi, ma mantenere una squadra più equilibrata, con i se e con i ma non si va lontano, ma con un po' di prudenza e anche se non c’è la riprova, il Milan oggi potrebbe avere almeno due punti in più in classifica, senza tutti questi cambi offensivi, come Leao per Paquetà contro la Lazio, Bonaventura per Krunic e Rebic per Paquetà contro la Juve.

Spero che Pioli faccia mente locale su questa situazione e faccia un poco il “provinciale” negli ultimi minuti, anche perché poi alla fine si chiude lo stesso dietro e non ha nemmeno una “torre” su cui appoggiarsi, visto che Piatek è sempre sostituito da Leao che non ha caratteristiche da prima punta.

Stavolta il gol non lo prendiamo per Duarte, a discolpa del giocatore posso dire che in un gioco di squadra i gol si prendono per un errore di reparto e in questo caso è Romagnoli doveva uscire fuori dall'area di rigore, avendo così la possibilità di fermare Dybala anche con un fallo, ma l’errore nasce perché Romagnoli non ha la copertura di Theo Hernandez che era molto largo a preoccuparsi di Cuadrado, che doveva essere invece marcato da Rebic.

Questo ci dice che ancora non sappiamo fare le diagonali, che la squadra non è simmetricamente equilibrata, che la forza della difesa dell’anno scorso, per altro più o meno la stessa era Bakajoko e che Gattuso non piaceva perché si difendeva con quattro difensori e due mediani, infilando tutta quella serie di inutili e scialbi pareggi.

Il salto di qualità per il Milan doveva essere un allenatore più propositivo, ma non così sbilanciato, è sempre più chiaro comunque che non abbiamo bisogno di “accozzare” giocatori offensivi per essere propositivi, serve equilibrio e l’equilibrio di uno come Bakajoko, a maggior ragione che se va fuori Bennacer (che già è l’unico) non c’è nessuno, il clima poco sereno tra Arsenal e Xhaka potrebbe venirci in aiuto.

In vista del mercato di gennaio, il nazionale elvetico Granit Xhaka centrocampista 27enne dell’Arsenal, sembra sia in rotta e lontano da Londra già nella prossima sessione di mercato, qualcuno come al solito dice che sarebbe vicino ai rossoneri e che addirittura starebbe già cercando casa a Milano, è un centrocampista che abbina quantità e qualità e che trova la propria collocazione ideale davanti la difesa.

Giocatore molto ruvido e duro, è apprezzato per il suo temperamento e dal punto di vista tecnico tattico, l’innesto dello svizzero-albanese darebbe qualità e quantità, sia nella fase di possesso che in quella di non possesso, è un giocatore con una esperienza internazionale (46 presenze tra Champions ed Europa League ed 80 presenze con la nazionale svizzera) e diciamo, età ed esperienza giusta, non è un giocatore molto veloce, né agile, ma ha intelligenza calcistica.

Il suo inserimento potrebbe portare Pioli a rivedere il modulo della squadra, mettendolo accanto a Bennacer, pur togliendo un po’ di spazio a Krunic e dato per scontata la cessione di Kessie, il nuovo modulo potrebbe essere il 4-2-3-1, o anche un 3-4-3, nel primo caso con Conti e Hernandez a completare i quattro, nel secondo i tre davanti a loro potrebbero essere Suso-Paquetà e uno tra Calhanoglu e Bonoventura.

Con Granit Xhaka, il Milan sistemerebbe il problema a centrocampo, con un giocatore di qualità, esperienza e non avanti negli anni e poi ci sarebbe lo strappo forse insanabile col Milan per Kessié, che sicuramente sarà ceduto a gennaio e proprio in Inghilterra, magari al Wolverhampton per una valutazione attorno ai 30 milioni, che verrebbero girati all’Arsenal.

4-2-3-1 o 3-4-3, Piatek ha bisogno di un alter ego e il Milan di un’altra punta centrale, che oltre a segnare con più regolarità, dia esperienza al reparto e leadership a tutta la squadra, da più parti e con un consenso plebiscitario si indica il nome di Ibrahimovic, almeno fino a giugno, non nego che io sono uno di questi, ma 38 anni per Elliott sono troppi, la sua presenza sarebbe da sprono a tutta la squadra, un leader che in allenamento bacchetti i suoi giovani compagni.

Ma oltre alle 38 primavere c’è un altro problema, o magari due, il primo è quello della titolarità, perché Ibra non può essere messo in discussione e l’altro è che: da centrale nei tre davanti o da unica punta nel 4-2-3-1, non può giocare con testardi personalisti (Suso, Calhanoglu e Paquetà) o con esterni alti o bassi (Calabria, Conti, Hernandez, Suso, Rebic o Leao) che non mettono cross dal fondo.

Quindi che resti Piatek o che venga sostituito, occorre lo stesso un’altra punta a gennaio e Mandzukic sarebbe l’ideale per trasmettere grinta e carattere a una squadra troppo giovane, bisogna vedere però, se Pioli capisce che deve cambiare modulo, con tre o quattro difensori cambia poco, ma l’attacco va risistemato, a gennaio bisognerà affidarsi a qualche attaccante in cerca di nuovi stimoli.

Ibrahimovic resta in testa alla lista, seguito a ruota da Mandzukic, che la Juve ha messo fuori rosa, che ha ancora tanta voglia di giocare e dimostrare il suo valore, uno che ha ancora cattiveria agonistica e che sarebbe utile anche allo spogliatoio, 34 anni contro i 38 è una bella differenza e poi c’è Mertens in uscita dal Napoli, 33 anni e con caratteristiche decisamente diverse da Mandzukic e  Ibrahimovic, è in scadenza, ma cerca un contratto ricco, darebbe prevedibilità alla manovra, ma dovrebbe sostituire più Suso che Piatek, con cui giocherebbe in coppia.

domenica 10 novembre 2019

Gioco non parole


Credo che finalmente forse, Pioli al contrario di tutti gli altri abbia trovato il coraggio di lasciare fuori “gli intoccabili”, che a mio avviso potrebbe essere stato anche il motivo delle pessime prestazioni di Leao e Rebic, stufi di stare a guardare giocare un inconcludente Suso, hanno perso la loro autostima.

Finalmente è toccato a Kessie, saremo sicuramente tutti scarsi, ma almeno nell’atteggiamento vorremmo vedere in campo per tutti l'atteggiamento di Bennacer, Krunic e Castillejo, proprio tre giocatori che non hanno giocato molto, ma che hanno fatto vedere una voglia e una professionalità, che a gli altri sono mancate.

Leao e Rebic sono entrati in campo sfiduciati, non tutti reagiscono allo stesso modo, quando ti alleni come tutti gli altri e poi in campo ci va sempre lo stesso e con risultati pietosi, uno dei compiti dell’allenatore è pure quello di stimolare la concorrenza per la maglia e non togliere speranze ai calciatori.

Bennacer e Krunic meritano di giocare, anche Kessie proveniva da una squadra di provincia, Rivera dall’Alessandria, Baresi, Maldini, Evani ecc. addirittura direttamente dalle giovani, non ci possono essere assurde gerarchie, chi merita di giocare più degli altri deve andare in campo.

L'esclusione di Kessie per scelta tecnica, spero che sia una presa di coscienza che alcuni giocatori si sono adagiati e per tanto devono essere trattati come riserve o si deve pensare seriamente ad una loro cessione, quindi se la società ha aperto ad acquisti “importanti”, a fargli posto a gennaio potrebbero essere: Kessie (probabilmente in Premier League), Suso (al Siviglia) e Calabria (alla Lazio).

Tre calciatori più Borini, che dovrebbero essere sostituiti con questi famosi giocatori esperti che mancano al Milan e chiaramente uno per ogni ruolo, senza Calabria la difesa andrebbe rinforzata a maggior ragione e qui mi pare che l’orientamento non sia per un trentenne, pare che i candidati siano sempre i soliti Rugani e Demiral, che non brillano per esperienza e personalità, almeno Rugani.

Demiral quando è stato impiegato non ha convinto, nonostante se ne dica un gran bene, in attesa di recuperare Caldara e che Duarte cresca, non riesco a individuare un centrale che possa fare veramente la differenza, a centrocampo si parla ora di Rakitic, ma non so e non credo che ci possano essere le condizioni per chiuderlo a gennaio, visto che il Milan si trova a gestire una brutta situazione ereditata da altri, con pochi margini per muoversi.

Sicuramente qualche bel rinforzo ci vuole, ma resto dall’idea che non è un problema di uomini ma di squadra, Rebic ha fatto la finale ai mondiali, Benasser ha fatto la finale in coppa d’Africa, Kessie la semifinale, Suso è nazionale spagnolo, Paquetà è nazionale brasiliano, questa squadra non può delude così, ecco perché continuo a sostenere che serve un tecnico che sappia tirare fuori il meglio da ogni giocatore e ancora non lo ha fatto nessuno.

martedì 5 novembre 2019

Situazione pericolosa.


Io a questo punto la “retrocessione” non la sottovaluterei, al momento gioca a nostro favore il fatto che SPAL e Brescia quest’anno non sono all’altezza della categoria, ma attenzione che ne scendono tre e il Milan al momento non sa lottare, continuo a non capire le difficoltà incontrate finora in campionato, è la stessa squadra dell'anno scorso, ringiovanita, migliorata e completa, anche allo stato attuale, Bennaser vale più di Montolivo, Rebic più di Silva, Krunic più di Bertolacci, Hernandez più Abate e Duarte più di Zapata, forse Leao ancora non vale Cutrone, ma è il peggioramento di quelli rimasti il problema.

Come mai, Donnarumma, Romagnoli, Kessie, Piatek, Suso e Calhanoglu (ora non più), sono peggiori dello scorso anno? Faccio l’allenatore dilettante e queste situazioni nel mio piccolo le ho vissute, una partita non può racchiudersi solo sui due errori di Duarte, che comunque non li ha commessi da solo, ne hanno commesso due anche tutti gli altri, ma sono stati più fortunati e poi ci sono errori tattici, assenza di gioco, incapacità di leggere la partita e cambi sbagliati commessi dall’allenatore, poi se vogliamo dare addosso a Duarte o indistintamente a tutti, senza mettere a fuoco i problemi, facciamolo pure.

La prestazione per otto/nove undicesimi del Milan non è stata cattiva, anche se il Milan continua a perdere, va avanti a piccoli passi, e intanto si allontana dall’Europa e si avvicina alla serie B, fino al 75° nonostante avesse fatto una miriade di errori, giocasse con almeno due uomini in meno e senza un’idea di gioco apprezzabile, la prestazione, per voglia, corsa e spirito di sacrificio (escluso Leao e Rebic) non è stata del tutto negativa, poi c’è stato un calo fisico-mentale, da imputare alla preparazione atletica di Giampaolo.

Il Milan ha messo in campo cuore, coraggio e se vogliamo ha giocato anche bene, l’attenzione cala quando si va in difficoltà fisica, quando l’allenatore non sa leggere la partita e non si accorge che il Milan era in difficoltà già da qualche minuto prima del gol, perché da troppo tempo stava giocando in 9/8, aveva un’altra sostituzione e doveva fare entrare Rodriguez per Leao (indisponente anche per i compagni), mettere Calabria al posto di Paquetà e il brasiliano esterno alto, con Piatek e Rebic in area.

In quel momento il Milan non ne aveva più, non dico che si doveva accontentare, ma non doveva rischiare, quella ripartenza andava gestita meglio, Romagnoli non doveva “abbandonare” Duarte e Calabria, non mi stancherò mai di ripetere che quando la squadra esce, si resta a difendere a 3 e mi dispiace contraddire autorevoli personaggi che hanno parlato di un 3 conto due sul gol e quindi in condizione ideale, perché è un 2 contro 2, visto che Romagnoli arriva dopo che Correa tira.

Un allenatore che “legge” la difficoltà della squadra, non permette a Romagnoli di cercare gloria avanti, i tre contro due dovevano essere in linea, per essere in situazione ottimale e il gol si sarebbe evitato, ma l’errore è di Duarte, è di Romagnoli ed è del tecnico che non ha richiamato Romagnoli quando è scappato e poi sul primo gol 4 contro 1, Duarte si perde Immobile perché in area marchiamo a zona, se andiamo a guardare i 4 sono in linea ed equidistanti, per scelte del tecnico giocano sulla palla e non sull’uomo e se l’attaccante si infila in mezzo a due è gol sempre.

Certo è un peccato perché la prestazione della squadra c’è stata, ma se continuiamo a “guardare” a zona, se non c’è nessuno che va a chiudere le diagonali, se non c’è un’idea di gioco, ma ognuno improvvisa, non serviranno nemmeno Modric e Ibrahimovic, si parla o meglio si sparla che i soldi al Milan sono spesi male, si dice pure sempre che comunque bisogna continuare a lavorare, ma bisogna lavorare bene e così non mi pare, se io sono un ristoratore, compro un bel po' di gamberoni e poi il mio cuoco (allenatore) me lo cucina male, sono io che spendo male i miei soldi?

Io mi chiedo se la Lazio, la Roma o l’Atalanta comprano i tanti richiesti “fuori classe”? no! Eppure sono sempre la, vero è che manca il loro zoccolo duro (la Roma non ha più nemmeno Totti, De Rossi e Manolas), ma lo zoccolo duro non si compra, si costruisce, specialmente quando come ha fatto Berlusconi con la complicità di Allegri si distrugge, è sotto gli occhi di tutti che Thiago Silva e Ibrahimovic li hanno sbolognato loro, giocano ancora e a alti livelli, erano lo zoccolo duro che doveva prendere il posto dei “pensionati” Costacurta, Baresi, Gattuso, Ambrosini ecc.

I fallimentari parametri zero e gli allenatori di primo pelo al Milan, è una “moda” lanciata da Galliani e Berlusconi, Modric e Ibrahimovic con Brocchi, Inzaghi, Giampaolo o Pioli in panchina, al Milan non ci verranno mai e questa società non può fare tanto di diverso di quello che è costretta a fare, fosse venuto Spalletti questa squadra avrebbe raggiunto il quarto posto, sicuro come la morte, manca la cattiveria di Gattuso è vero e chi l’ha tolta a quelli che ce l’avevano? Giampaolo! E chi gli e la deve ridare? Pioli!

Se non fosse così, non servirebbero gli allenatori, non ci sarebbero allenatori bravi e altri meno bravi, non servirebbe cambiarli e più che altro non si giustificherebbero i “miracoli” Atalanta di Gasperini, del Foggia di Zeman e del Catania di Maran, sotto l’aspetto della cattiveria, sicuramente Gattuso ha fatto il miracolo, ma qualcuno lo ha dissolto, non si impara ad essere cattivi e poi lo si scorda, Gattuso aveva altri limiti, tecnici e tattici, ma la squadra è in crescita, la prestazione l’ha fatta, i pericoli li ha creati, ci sono diverse cose positive, ma ci sono però troppi errori, anche da parte dell’allenatore.

sabato 2 novembre 2019

Una rondine non fa primavera.



Ha confermato tutti i limiti e i demeriti di chi va in campo, sia per i giocatori che per l’allenatore, questa vittoria non è per niente rose e fiori, vedo che Pioli comincia a farsene una ragione, che al Milan non ci sono “intoccabili”, anche per lui come doveva essere per Giampaolo, deve utilizzare i giocatori per i quali il Milan ha investito un bel po' di soldini.

Finalmente la panchina per Suso, ma manca ancora la panchina per Kessie e la riconferma in panchina per Suso, perché a parte il gol (non segnava da 165 giorni) che può capitare a chiunque di azzeccare un calcio di punizione, per il resto, anche se ha corso un po' di più, spinto dall’entusiasmo del gol, è troppo presto ridargli la maglia da titolare.

Vediamo se piano piano cambierà qualcosa, Pioli intanto deve chiarirsi le idee sul doppio vu emme, la difesa deve essere a tre con tre difensori puri, anche a scapito di Conti e Calabria, il “WM” come si vede è un modulo molto simmetrico e quindi se davanti alla difesa metti due mediani (Gattuso l’ho ha fatto con Bakajoko e Kessie) Krunic e Bennacer (non ditemi che Krunic non è un mediano perché non lo è nemmeno Kessie e Mancini della Roma), i due esterni devono essere: Hernandez e l’altro non può essere Paquetà.

Lucas non può chiudere la diagonale in fase di non possesso, pertanto in quel ruolo deve giocare uno che riesca anche a fare la fase difensiva, non lo abbiamo è vero, ma o si cambia modulo o ci giocano uno tra Conti o Calabria, poi se notate la “M” finisce con tre “punte” e quelle sono Paquetà o Leao, Piatek o Rebic al centro, Bonaventura o Calhanoglu dall’altra parte, alla squadra serve sicurezza e stabilità, senza riproporre più Biglia, Suso e Kessie, se non in caso di indisponibilità dei compagni.

Consideriamo questa vittoria conquistata con un avversario in evidente difficoltà, un piccolissimo passo in avanti, ma per quelle piccole note positive, come alcuni giocatori che stanno dando delle buone risposte con Pioli, Paquetà deve essere ancora messo nella sua “posizione” ideale (più avanti), Bennacer come spiegavo prima ha bisogno di un compagno di reparto che non è Kessie e Calhanoglu.è a corrente alternata.

D’accordo che Pioli sta cercando ancora modulo e uomini, ma alcune scelte sono state ingiustificatamente ostinate, al Milan non piò bastare: la carica, la voglia o chi sa cos’altro, il Milan deve trovare la formula e gli uomini per fare tornare al gol Piatek, contro la SPAL è sembrato più vivo ma era la Spal, in quella partita non si è fatto niente per metterlo in condizione di segnare, ha cercato lo scambio, ma la palla non gli è mai stata ritornata.

Il Milan deve trovare la maniera di mettere i cros in area, come era successo a Roma in occasione del gol e affiancargli uno tra Rebic e Leao, perché questo Milan ha bisogno assoluto di giocare con due punte, magari con Paquetà a ridosso di queste due, per aggiungere qualità e energia negli ultimi sedici metri, resta scontato comunque il fatto che la vittoria con la Spal al momento, non è un banco di prova attendibile.

giovedì 31 ottobre 2019

Pensiamo al campo, che è quello che conta.


Partiamo da un fatto incontrovertibile, cioè che al Milan hanno sbagliato tutti e specialmente quelli che vanno in campo, il passaggio agli avversari non lo ha fatto certamente Gazidis, perché se Gazidis ha sbagliato ad affidarsi a Maldini e Boban, che hanno acquistato Rebic e Krunic, non lo possiamo sapere, visto che gli allenatori preferiscono giocare in dieci, pur di non farli giocare, di non farci fare un’idea su chi ha sbagliato.

Sicuramente sono scarsissimi, ma avere la possibilità di vederli giocare e potere capire e giudicare Maldini e Boban con i fatti alla mano è possibile, del resto, non ne che abbiamo nulla da perdere, quindi perché non fare un tentativo? Suso è indispensabile? Perché per una partita non lo lasciamo fuori e vediamo se è vero così?

Pioli sembra avere chiarito la situazione attuale del Milan: “Ad alcuni sembra non importare se si vince o si perde”, ma l’allenatore non è lui? La “cazzimma” ai giocatori la deve dare Gazidis? E se a qualcuno non importa vincere o perdere, perché non lo lascia fuori e mette dentro anche Borini, Brescianini e altri?

La critica è sulle scelte di mercato, sui giocatori acquistati che avrebbero dovuto alzare il livello tecnico della squadra, sicuramente l’errore è stato commesso anche nella scelta degli allenatori, ma lo avevano fatto anche grandi dirigenti in passato, perché per me di allenatori da Milan in giro per il mondo ce ne sono una ventina, ma sono tutti già contrattualizzati e oggi il Milan non può rilanciare sul contratto.

Gazidis ha parlato della strategia del Milan, che è quella di investire in giovani calciatori, che possano diventare dei top players, per i dirigenti questa fase è stata realizzata in estate, con l’arrivo di giocatori al di sotto dei 25 anni e con un ingaggio contenuto (attorno ai 2 milioni), come Leao, Bennacer e Theo Hernandez, ma se gli allenatori non li sanno fare crescere cosa succede? Li va ad allenare Gazidis?

Visto che gli allenatori non riescono a fare crescere i giovani, molto probabilmente a gennaio (non potendo cambiare un altro allenatore) si correrà ai ripari con qualche giocatore d’esperienza per fare crescere i giovani, giocatori che non superino i 29 anni, di carisma e bravi tecnicamente, però bisogna poi farli giocare e nel loro ruolo, senza privilegiare nessuno.

Pioli dice di Paquetà: "A Lucas non sta mancando la voglia di fare le cose, deve incidere di più durante la gara, essere più presente durante le situazioni decisive”, quindi perché non lo fai giocare più avanti? Poi dice: “Siamo tutti chiamati a dare qualcosa in più. Vale per Suso, per Paquetà e per tutti i giocatori del Milan”, quindi anche panchine e le sostituzioni valgono per Suso? Come tutti gli altri.

Pioli continua a difendere Suso, per me è arrivata l’ora di farlo accomodare in panchina, Rebic è l’attaccante esterno titolare della squadra vice campione del Mondo, è possibile che non riesca in questa mediocrità ad accumulare minuti? Non vedo dove Suso può dare maggiori garanzie a Pioli rispetto a Rebic o a Leao, forse oggi nemmeno rispetto a Castillejo e a Borini.

martedì 29 ottobre 2019

Io Suso non lo voglio più.


Ecco come un allenatore che ha la possibilità di rilanciare la sua carriera, dimostra di non essere capace di fare il suo lavoro e non solo si fa male da solo senza motivo, fa male alla società e a noi tifosi, se permettete, ogni partita è un esame per lui, per i giocatori e per la società, noi tutti, avversi compreso, siamo i giudici, che piaccia o no.

Un allenatore che “ripartite dai primi 45 minuti con il Lecce”, non fa altro che dire; “Signori! Io non ne capisco niente, per non sbagliare non prendo nessuna decisione e riparto da quel poco che si è visto”, vero è che in quei 45 minuti ha creato molte palle gol e ha mostrato un gioco discreto, ma è altrettanto vero che le prestazioni di Conti, Biglia e Suso, per restare tra i peggiori, sono state insufficienti.

Un allenatore che fa questo mestiere, conferma il doppio “WM”, i concetti di gioco e cambia quei calciatori insufficienti, anche perché non credo che Duarte, Benasser e Rebic, potessero fare peggio dei tre precedentemente citati, la citazione degli allenatori, dove sicuramente non annovero Pioli dice: “Squadra che vince (anche se con il Lecce non ha vinto) non si tocca, ma si ritocca” e lui questo ritocco non lo ha fatto.

Pioli si allinea al pensiero di Maldini, confermando che il Milan "non può aspettare 10 anni per vincere" ma se si continua a mettere in campo gente fuori ruolo e non in forma (Conti), o giocatori in piena parabola discendente (Suso e Biglia), di anni forse non ne basterebbero neanche 15.

Per non parlare delle dichiarazioni sulle condizioni di alcuni giocatori, Piatek: "Non possiamo permetterci che un giocatore non lavori ad entrambe le fasi di gioco (perché Suso lo fa?), Kris sta bene ma non è brillantissimo (non è il solo, eppure Biglia, Conti, Kessie e Suso giocano lo stesso), sta lavorando bene ma non è ancora al 100% (neanche Suso), mentre su Suso: dice di non partire prevenuto nello schierarlo, ma di utilizzarlo in quanto offre più garanzie degli altri, altri chi? Se ad ogni partita è il peggiore in campo e tocca (perdendoli) 4 o 5 palloni?

Queste dichiarazioni dicono due cose: una che non sa fare il suo mestiere e due, che nessuno è stupido e non può provare ad offendere la nostra intelligenza, anche le banalità non vanno dette con questa sfrontatezza, non si può dire : ”Finché Suso mi darà più garanzie giocherà” e “Suso sta bene fisicamente”, perché non è vero ed è troppo evidente il contrario, come; ”Fin quando darà garanzie di essere migliore dei compagni giocherà, vale per tutti” e neanche questo è vero, io sono sicuro che il Milan non abbia nessun bisogno di Suso, neanche per il futuro o per una eventuale plusvalenza, forse in panchina, ma in questo momento non dà niente alla squadra.

La svolta continua a non esserci, ora sono 7 i punti da recuperare sul quarto posto, la Champions comincia a diventare un'utopia e non è vero che Giampaolo non era il vero problema e Pioli non ha la bacchetta magica, Pioli ci sta facendo notare che oltre alle scelte sbagliate di Giampaolo, la squadra atleticamente non c’è, a Pioli la bacchetta magica non manca, manca la competenza di fare le scelte giuste, che sono sotto gli occhi di tutti.

Per tanto “mago Pioli senza bacchetta”, accortosi che abbiamo fatto un passo indietro, che c’è molto da lavorare ed è convinto che la squadra abbia qualità (ma sta in panchina), la sua frase “a livello tecnico abbiamo fatto troppo poco", rafforza la mia tesi che la qualità è in panchina e che bisogna farli giocare e nel proprio ruolo però, perché la strada per uscire dalla crisi è ancora lunga e in salita.

Pioli (non credo che ne sia capace), dovrà fare in fretta perché la classifica è preoccupante, contro la Spal deve vincere a tutti i costi, senza dare più nessuna possibilità a Suso, non capisco perché tutti gli allenatori lo fanno giocare e non lo sostituiscono mai, è avulso e poco concreto, non è decisivo, non fa un cross e sbaglia tutte le scelte, ora se per un buon primo tempo col Lecce si è confermato tutto, per una sconfitta e una classifica preoccupante, bisogna cambiare quasi tutto, perché non si può pretendere di andare in Champions, con Conti, Suso, Biglia, Kessie e un attaccante solo lasciato alla deriva.

Gli errori commessi non sono ammissibili e se riflettiamo, sono stati fatti da i già citati, la pazienza ha un limite, il credito è esaurito, certo, quando i singoli commettono errori che neanche in terza categoria si commettono, sicuramente non è solo un problema dell’allenatore, ma lo diventa quando lui insiste spudoratamente sugli stessi calciatori, perché fare da parafulmini e proteggere chi in campo non li ripaga? e non sono d’accordo sul fallimento del progetto tecnico di Elliott, di una squadra di soli giovani senza vecchi di carisma e carattere, perché Biglia, Bonaventura e Suso sono vecchi, possibile che invece che Bennacer e Rebic abbiano carisma e carattere?

Posso essere d’accordo sul ragionamento, che può valere la pena di investire almeno su 3 giocatori forti ed esperti nel mercato di gennaio, che è diverso da vecchi ed esperti, perché si piò essere esperti anche all’età di Donnarumma, ma, ammesso che poi quando li prendi, non fai giocare sempre gli stessi, senza dimenticarci in tutto questo che la squadra naviga a soli 3 punti dalla zona retrocessione.

Sento che ci potrebbe essere la possibilità di cedere giocatori importanti per ridurre il debito o per rinforzare la squadra e tra i calciatori importanti c’è Suso, ma lo consideriamo ancora importante? Personalmente non so chi potrebbe essere interessato a lui e quanto lo possano pagare, è stato acquistato per un milione, se va via a zero dopo 5 anni, non incide nemmeno nel bilancio, basta! Proviamo a valutare Brescianini e facciamo plusvalenza con lui, ma Suso basta.

Lo scarso rendimento di Suso, secondo me lo mettono indiscutibilmente fuori dal Milan, sembra che abbia mercato in Premier (West Ham e Wolverhampton), prendiamoci quello che ci danno e proviamo a prendere Rodrigo De Paul, che credo sia; esperto, con carisma e con carattere, un esterno offensivo che ha capacità di dare dinamismo, fantasia e gol, cosa che Suso non fa più.

Sul 4-2-3-1 del finale non sono d’accordo, meglio un 3-5-2, Leão e Piatek devono giocare insieme la davanti per completarsi, poi a 5 o a 4 a centrocampo o a 4 o a 3 in difesa, la cosa importante è che giochino i migliori e quelli che non solo stanno meglio, ma che ci mettano qualcosa in più e non è detto che queste attitudini non li abbiano quelli che stanno in panchina, vogliamo vedere un cambiamento radicale e niente altro.

Sulla partita, tecnicamente è difficile dare un giudizio, non ci sono punti di riferimenti in campo, il Milan oggi non è una squadra ma una accozzaglia di individui, adesso sono tornati in gruppo in gruppo Bonaventura e Caldara, Caldara magari ancora non ha la partita nelle gambe, ma Bonaventura si, al limite fa la staffetta con Paquetà, ma deve tornare a giocare, è il giocatore esperto, di carisma e ha carattere.

mercoledì 23 ottobre 2019

Un vecchio “WM” anni ’50’


Contro il Lecce nel nuovo Milan si è visto qualcosa di diverso, sia sotto l’aspetto della voglia, che anche dal punto di vista tattico, una strano schieramento tipo anni ‘50’, a mio avviso non era proprio il doppio vu emme, ma più un 4-2-4, perché Hernandez e Conti hanno fatto i terzini e Calhanoglu con Paquetà gli esterni alti, comunque sia per un tempo è stato un buon Milan, con un atteggiamento diverso e tutto sommato è stato anche un Milan piacevole.

Se! si trattasse veramente del “WM”, cioè se veramente Pioli avesse in mente di adottare questo sistema di gioco, prevede tre difensori puri, quindi Duarte o Caldara con Musacchio e Romagnoli, un quadrilatero di centrocampo formato da due mediani di copertura, Kessie e Bennacer o Biglia e da due mezzali pronte ad inserirsi, o meglio: Calabria o Conti con Hernandez o gli stessi Calhanoglu e Paquetà? sicuramente due di loro escludono gli altri due e poi tre attaccanti che occupano in ampiezza tutto il settore.

I tre attaccanti potrebbero essere Suso (tanto giocherà sempre), Piatek e Leao, alla fine però nel calcio moderno i due esterni in fase di non possesso dovranno mettersi in linea con i difensori e quindi non credo che Pioli si privi di Calabria e Hernandez, Calabria farebbe il terzo in difesa e sull’esterno a destra resterebbe Calhanoglu, che vista la prestazione di domenica ci può stare.

Caso mai se Pioli avrà coraggio, Suso potrebbe accomodarsi in panchina per fare posto a Paquetà, ma a quel punto si potrebbe anche ipotizzare che in attacco si passi alle due punte (Leao e Piatek) con il trequartista Paquetà per come era stata pensata in sede di mercato, di sicuro bisognerà ripartire dall’esperimento di domenica che è stato molto interessante.

Contro il Lecce si è visto un Milan più aggressivo e concentrato, i giocatori nei loro ruoli che hanno reso meglio, fin dai primi minuti si è vista un’intensità sconosciuta, adesso però serve anche la continuità, cosa che non ha più Biglia, non ha né il passo e né la continuità per fare il titolare, ma non mi ha convinto solo Biglia, anche Suso, si parla di rilanciare Bennacer, un giocatore su cui Pioli punta molto, ma non sono convinto che a fargli posto sarà Biglia, così come non vedo il perché Leao e Piatek non devono poter giocare insieme.

Suso continua a non convincermi, non lo ha fatto da trequartista, né da esterno e neanche da seconda punta, penso che sia arrivato il momento di farne a meno, il Milan anche se non di primo livello, ha una rosa ampia e può trovare le soluzioni per allestire una squadra in grado di arrivare a competere per la Champions, senza dover per forza passare da Suso e i tifosi milanisti non abbiamo torto se condividiamo l'hashtag #susoout, ma perché deve giocare sempre?

Suso è un giocatore di indubbia qualità, ma col passare degli anni è diventato ripetitivo e prevedibile, il suo gioco "limitato" ha influenzato molto negativamente quello della squadra, Pioli non può fossilizzarsi su Suso, deve provare e rischiare con Calhanoglu, Piatek e Leao contemporaneamente in campo, ma vogliamo provare a vedere come sarebbe il Milan senza Suso?

Abbiamo con chi sostituirlo (Rebic) anche se neanche lui ha brillato contro il Lecce, Bonaventura, Borini e Castillejo, ma io oggi preferirei schierare il duo Piatek-Leao con alle loro spalle Calhanoglu, con Rebic in panchina per dare il cambio agli attaccanti, Piatek, contro il Lecce, ha segnato facendo una rete da punta vera e ha la voglia di far bene, bisogna far coesistere Piatek e Leao, c’è poco da fare.