Ammettere il fallimento, vuol dire che è convinto e disponibile ad
adattarsi al modo di lavorare del DS che ha scelto, deve convincersi che serve
un cambio di strategia di mercato e nel modo di pensare della società, perché i
risultati sportivi si ottengono con le idee e gli investimenti, il Milan oramai
non ha più nessuna speranza d’Europa ed è quindi il tempo di bilanci.
Ormai i giochi sono fatti ed è adesso il momento delle riflessioni,
compreso per il flop del progetto del Milan Futuro, che dalla Serie C è passato
alla serie D, Ibrahimovic è stato ridimensionato, la sua figura non è più decisionale,
ora deve fare se vuole, solo il consigliere di RedBird e andare allo stadio in
rappresentanza di Cardinale, senza farsi vedere più a casa Milan e nemmeno a
Milanello, né tanto meno quando si parla di mercato e nelle conferenze di
presentazione dei giocatori.
Il posto di Ibra, deve essere occupato dal direttore sportivo e tra i papabili
si è parlato di Sogliano del Verona, più che di Uva, ma una cosa è certa, il
Milan non può permettersi di perdere ulteriore tempo, sulla programmazione del
mercato, sulla scelta dell’allenatore e sui rinnovi contrattuali, serve un
grande uomo di calcio, sia dietro la scrivania che sulla panchina.
Basta con i direttori sportivi improvvisati e gli allenatori mediocri, per
quanto riguarda il mercato, basta anche con i giocatori raccomandati dai
procuratori, il Milan è abbastanza forte e non ha bisogno di spendere, deve solo investire
per sistemare la rosa, intervenendo in maniera chirurgica ed è una cosa diversa
da quello che hanno fatto fino ad adesso, se no, a cosa serve riconoscere il fallimento, se poi si
dovesse ripartire per la terza volta con gli stessi uomini e le idee di prima?
L’assenza di Cardinale ce l’aspettavamo tutti, Saputo era presente ed è
arrivato dal Canada, così come era presente Singer che ha solo presto parte dei
soldi , non capisco perché un fondo che ha dimostrato di mettere i soldi
davanti a tutto, in una situazione in cui le cose sono andate male, con perdite
stimate a oltre 100 milioni non intenda cambiare, non mette in discussione la
linea di comando, che per ammissione dello stesso Furlani è senza esperienza e ha
fallito, non possono fare esperienza a spese del Milan, facciano la gavetta
altrove.
Il mercato lo devono fare il DS e l'allenatore,
non lo può fare un amministrativo o l’algoritmo, quindi non capisco perché Moncada
porta ancora avanti delle trattative e si perde ancora tempo per il DS, il DS sceglierà un tecnico
italiano, che conosca bene il nostro calcio e il nostro campionato e poi
insieme faranno il mercato, con l’avallo della società.
Maignan e Theo, o rinnovano o si proverà a cederli, Reijnders per
70 milioni può partire ed è chiaro, non sarà solo il nuovo DS a fare queste
operazioni e che Furlani in questo avrà un ruolo importante, ovviamente sulla
questione soldi avrà molta voce in capitolo, serve un direttore sportivo che deve
lavorare a un rilancio, simile al Napoli post-post scudetto di quest’anno e
deve rilanciare anche il Milan Futuro.
Milan Futuro
che è retrocesso colpevolmente in Serie D, dopo una sola stagione e per la
prima volta in serie C, un progetto potenzialmente utilissimo, che però ha
vissuto un'annata orribile, all'insegna dell'incertezza e della confusione, frutto
della solita arroganza e della mancanza di conoscenza del campionato, sottovalutato
in maniera clamorosa, con la scelta di Kirovski
come responsabile.
Kirovski non c'entra assolutamente nulla con la serie C e con il calcio
italiano, hanno fatto l’errore di non affidare la squadra ad Abate, che aveva
svolto un ottimo lavoro con la Primavera, che conosceva tutti i giocatori e che
ha fatto bene per 8 mesi a Terni, la scelta di Bonera è stata amicale, i
giocatori per la serie C pure e non si è capito quanto fosse fondamentale
inserire 3 o 4 giocatori più vecchi e forti, che avrebbero fatto crescere tutto
il gruppo.
Anche qui, una confusione non degna da Milan e visto che si parla di
ravvedimento, io farei tornare in società Filippo Galli, che ha fatto benissimo
nei suoi anni di responsabile del settore giovanile e che è milanista dentro,
di quel “milanismo” che oggi manca e che Galli porterebbe trasmettere alle
giovani generazioni, senza dimenticare, che al contrario di Boban a lui piacerebbe
tantissimo tornare.
La gestione quotidiana, della presenza a Milanello e del supporto al tecnico, Maldini dopo la semifinale contro l'Inter ci aveva visto lungo e aveva evidenziato a suo modo, in maniera impeccabile, sobria ma decisa, dove stava andando a finire il Milan, ha dichiarato che era tempo di intervenire, che bisogna costruire, prendendo atto di chi siamo, ma anche di dove vogliamo arrivare e per questo lo hanno mandato via.



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