Tare ha tante questioni da risolvere, su tutti i rinnovi di Theo Hernandez
e Maignan e la scelta del nuovo allenatore, c’è l’accordo sulla durata del
contratto e sulla parte economica, però non si conosce, come
cambieranno le mansioni all’interno dell’area sportiva, se Tare sarà un direttore
sportivo tradizionale, con la possibilità della scelta finale, o se sarà solo
un aiutante di Moncada e Furlani, vedremo come cambierà l’area sport del Milan
e se cambierà.
Il DS albanese, dovrebbe prenderà in mano le decisioni sul mercato e
sulla gestione di Milanello, come faceva alla Lazio e poi però, Furlani come faceva
Lotito, avallerà la parte economica dei contratti e dei calciatori da
acquistare, Moncada collaborerà a stretto contatto con Tare, tra i due si
dice ci sia un buon rapporto, manterrà la carica di direttore tecnico (non so
cosa significa) e sarà sempre il capo scouting, un modo per non
sapere mai di chi è la responsabilità, ma comunque.
Diciamo un po' come erano Maldini e Massara, quindi, sotto Furlani c’è
Moncada e sotto Moncada c’è Tare, in parole povere questo è, Ibrahimovic pian
piano dovrebbe dissolversi dall’area sport e fare l’Advisor della proprietà,
come è giusto che sia, sembra però, che Tare con Furlani abbia rivendicato la propria autonomia
decisionale in ambito tecnico, del resto è un dirigente abituato al confronto
con Lotito, così il nuovo Milan dovrebbe essere un club più “all’italiana” e più esperto
delle dinamiche della Serie A.
La strategia comunque resta la solita, acquistare giocatori di prospettiva
da valorizzare in rossonero, Tare è stato quindici anni dirigente della Lazio ed
è abituato a costruire squadre da posto in Champions, a crescere campioni e che
è poi difficilmente ha venduto, diciamo che è quello che interessa alla proprietà
e al presidente Scaroni.
Se gli e lo permetteranno, dovrà colmare la lacuna degli ultimi anni, quella
di un direttore sportivo che fosse un rifermento stabile per i giocatori e l’allenatore,
Tare sarà presente quasi tutti i giorni a Milanello, però la prima cosa a cui
dovrà pensare adesso è l’allenatore e poi al mercato e del mercato fanno parte pure
i rinnovi, anche se la sua nomina è arrivata con colpevole ritardo, Tare bene o
male, sa quello che serve alla squadra.
Invece sta temporeggiando, vuole capire cosa gli offre il Milan e poi caso
mai trovare il pretesto per lasciare i rossoblù, non è un mistero che nei
colloqui avuti con Furlani, Tare abbia parlato di Italiano e di Allegri, quindi
niente Sarri, ora il quesito è, vogliono continuare con un allenatore “giochista”,
ammesso che Fonseca e Conceicao lo siano stati, o affidarsi al caro vecchio pullman
davanti la porta? del resto il Milan di Berlusconi è passato dal “giochista”
Sacchi, al “catenacciaro” Capello e Capello con il catenaccio non ha vinto solo
al Milan, ha vinto al Real, alla Roma e alla Juventus, basta avere i giocatori
buoni e il Milan i giocatori buoni li ha.
Italiano è un bel prospetto emergente, uno su cui costruire un progetto a
medio-lunga durata, sembra pure che abbia migliorato la fase difensiva, ma è sotto
contratto con il Bologna, mentre Allegri sarebbe libero (a me non piace) e
anche lui è garanzia di un progetto lungo, ma bisogna fare in fretta, perché il
livornese è la prima scelta del Napoli, per l’eventuale (quasi sicuro) dopo
Conte.
Tare ha davanti a sé un lavoro complesso, ricostruire
il Milan senza rivoluzionarlo, la dirigenza resta quella che è e Tare deve
dare un’idea diversa del calcio, per come l’hanno intesa in questi anni, deve
dare compattezza a uno spogliatoio, con dei giocatori che nell'ultimo anno hanno
reso molto meno delle loro possibilità, ridare al Milan la voglia di lottare,
di esaltare i campioni e di essere squadra.
Dopo l'addio di Maldini si è sempre parlato di un
lavoro di gruppo, funzionerà? Se Tare diventerà un riferimento per la squadra, una
persona che a Milanello gestirà la quotidianità, se vigilerà sul rispetto delle
regole e diventerà un uomo di fiducia per i calciatori, funzionerà, quello che ci
preoccupa, è la prospettiva di questo Milan americano, perché il
rischio è quello di sbagliare ancora quasi tutto come quest’anno, a causa delle
divisioni all’interno della società.
Tare dovrà inoltre prendere in mano la gestione di Camarda, il mercato estivo e quello invernale e la gestione di Milan Futuro, dovrà inoltre eliminare: la presunzione, l’incompetenza e l’arroganza, che hanno contrassegnato gli ultimi due anni e voltare pagina, dopo una stagione fallimentare, riposizionare il club ai vertici del calcio italiano e europeo, che faticosamente Elliott e Maldini stavano raggiungendo.


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