venerdì 23 maggio 2025

Tare sarà il nuovo direttore sportivo del Milan.

Dopo mesi di incontri, il Milan (Furlani) ha finalmente preso la decisione di dare vita a un nuovo corso, decidendo di prendere finalmente il direttore sportivo che mancava, dovrebbe trattarsi (segreto di pulcinella) dell’ex Lazio Tare, c’è l’accordo verbale, ma manca ancora la firma e l’ufficialità, con le parti che stando a quanto si dice, avrebbero raggiunto l’intesa totale, con l’albanese che dovrebbe firmare un contratto di tre anni, a 800mila euro netti a stagione. 

Tare ha tante questioni da risolvere, su tutti i rinnovi di Theo Hernandez e Maignan e la scelta del nuovo allenatore, c’è l’accordo sulla durata del contratto e sulla parte economica, però non si conosce, come cambieranno le mansioni all’interno dell’area sportiva, se Tare sarà un direttore sportivo tradizionale, con la possibilità della scelta finale, o se sarà solo un aiutante di Moncada e Furlani, vedremo come cambierà l’area sport del Milan e se cambierà.

Il DS albanese, dovrebbe prenderà in mano le decisioni sul mercato e sulla gestione di Milanello, come faceva alla Lazio e poi però, Furlani come faceva Lotito, avallerà la parte economica dei contratti e dei calciatori da acquistare, Moncada collaborerà a stretto contatto con Tare, tra i due si dice ci sia un buon rapporto, manterrà la carica di direttore tecnico (non so cosa significa) e sarà sempre il capo scouting, un modo per non sapere mai di chi è la responsabilità, ma comunque.

Diciamo un po' come erano Maldini e Massara, quindi, sotto Furlani c’è Moncada e sotto Moncada c’è Tare, in parole povere questo è, Ibrahimovic pian piano dovrebbe dissolversi dall’area sport e fare l’Advisor della proprietà, come è giusto che sia, sembra però, che Tare con Furlani abbia rivendicato la propria autonomia decisionale in ambito tecnico, del resto è un dirigente abituato al confronto con Lotito, così il nuovo Milan dovrebbe essere un club più “all’italiana” e più esperto delle dinamiche della Serie A.

La strategia comunque resta la solita, acquistare giocatori di prospettiva da valorizzare in rossonero, Tare è stato quindici anni dirigente della Lazio ed è abituato a costruire squadre da posto in Champions, a crescere campioni e che è poi difficilmente ha venduto, diciamo che è quello che interessa alla proprietà e al presidente Scaroni.

Se gli e lo permetteranno, dovrà colmare la lacuna degli ultimi anni, quella di un direttore sportivo che fosse un rifermento stabile per i giocatori e l’allenatore, Tare sarà presente quasi tutti i giorni a Milanello, però la prima cosa a cui dovrà pensare adesso è l’allenatore e poi al mercato e del mercato fanno parte pure i rinnovi, anche se la sua nomina è arrivata con colpevole ritardo, Tare bene o male, sa quello che serve alla squadra.

Gli è stato detto che avrà grande libertà di manovra dal punto di vista tecnico, altrimenti credo che non avrebbe accettato, Italiano è la sua prima scelta per la panchina, che chiarirà quanto prima se resta a Bologna oppure no, le ultime dicono che c’è la volontà reciproca con il Bologna di andare avanti insieme, il Milan al momento non vuole intromettersi, però, se non ci fossero stati “problemi” tra il Bologna e Italiano, il tecnico avrebbe già rinnovato.

Invece sta temporeggiando, vuole capire cosa gli offre il Milan e poi caso mai trovare il pretesto per lasciare i rossoblù, non è un mistero che nei colloqui avuti con Furlani, Tare abbia parlato di Italiano e di Allegri, quindi niente Sarri, ora il quesito è, vogliono continuare con un allenatore “giochista”, ammesso che Fonseca e Conceicao lo siano stati, o affidarsi al caro vecchio pullman davanti la porta? del resto il Milan di Berlusconi è passato dal “giochista” Sacchi, al “catenacciaro” Capello e Capello con il catenaccio non ha vinto solo al Milan, ha vinto al Real, alla Roma e alla Juventus, basta avere i giocatori buoni e il Milan i giocatori buoni li ha.

Italiano è un bel prospetto emergente, uno su cui costruire un progetto a medio-lunga durata, sembra pure che abbia migliorato la fase difensiva, ma è sotto contratto con il Bologna, mentre Allegri sarebbe libero (a me non piace) e anche lui è garanzia di un progetto lungo, ma bisogna fare in fretta, perché il livornese è la prima scelta del Napoli, per l’eventuale (quasi sicuro) dopo Conte.

Tare ha davanti a sé un lavoro complesso, ricostruire il Milan senza rivoluzionarlo, la dirigenza resta quella che è e Tare deve dare un’idea diversa del calcio, per come l’hanno intesa in questi anni, deve dare compattezza a uno spogliatoio, con dei giocatori che nell'ultimo anno hanno reso molto meno delle loro possibilità, ridare al Milan la voglia di lottare, di esaltare i campioni e di essere squadra.

Dopo l'addio di Maldini si è sempre parlato di un lavoro di gruppo, funzionerà? Se Tare diventerà un riferimento per la squadra, una persona che a Milanello gestirà la quotidianità, se vigilerà sul rispetto delle regole e diventerà un uomo di fiducia per i calciatori, funzionerà, quello che ci preoccupa, è la prospettiva di questo Milan americano, perché il rischio è quello di sbagliare ancora quasi tutto come quest’anno, a causa delle divisioni all’interno della società.

Tare dovrà inoltre prendere in mano la gestione di Camarda, il mercato estivo e quello invernale e la gestione di Milan Futuro, dovrà inoltre eliminare: la presunzione, l’incompetenza e l’arroganza, che hanno contrassegnato gli ultimi due anni e voltare pagina, dopo una stagione fallimentare, riposizionare il club ai vertici del calcio italiano e europeo, che faticosamente Elliott e Maldini stavano raggiungendo. 

Nessun commento:

Posta un commento