Mi unisco al cordoglio del Lane Rossi Vicenza e del Milan, che hanno
ricordato Papa Francesco e Giuseppe Farina, il primo, il Papa, era un uomo
straordinario e ci mancherà, era una persona che con le sue parole e il suo modo di
essere, ci ha tracciato una strada, il secondo, il presidente Farina, è
scomparso all'età di 91 anni, è stato lo storico Presidente del Lane Rossi
Vicenza dal 1968 al 1980, quella squadra che ha fatto innamorare l'Italia
intera, me compreso e poi dal 1982 al 1986, è stato anche presidente del Milan.
È stato l’ultimo presidente prima di Berlusconi, a cui poi ha ceduto il
Milan, nel suo primo anno alla guida da presidente dei rossoneri, è subentrato
a stagione in corso, per le disastrose condizioni in cui versavano i rossoneri, ma
non è riuscito a evitare la seconda retrocessione in B (questa sul campo),
conquistata subito la promozione l’anno dopo (1983) con Castagner in panchina.
Nel 1986, con il Milan che navigava ancora in una situazione economica
difficile, Farina ha deciso di cedere il Milan al gruppo di Berlusconi, appena
in tempo per evitare il fallimento del club, desidero per tanto, esprimere
il mio cordoglio per Papa Francesco, la mia vicinanza e le più sentite
condoglianze, unendomi alla commozione di tutta la famiglia Farina, con profondo rispetto e di
partecipazione al lutto.
Passiamo ora al campo o meglio alla scrivania,
dove se pur con i suoi limiti economici, Farina si è fatto ricordare per il suo
coraggio, per la sua competenza e per il suo attaccamento ai colori rossoneri, che
sono invece oggi il problema maggiore del Milan, fortunatamente non più
economico, perché è lì in alto, dove Farina prima e Berlusconi dopo, ha deciso
con competenza le sorti del Milan.
Se chi è in alto non sa di calcio e va avanti con
arrogante improvvisazione, le stagioni saranno sempre fallimentari come questa, da quando è arrivato
Cardinale c'è sempre stata molta confusione, il Milan non ha un'identità tecnica,
ma anche un’identità societaria e non ha persone in grado di dirigere una
società di calcio, è tutta gente supponente che improvvisa, se oggi avessimo
avuto una dirigenza preparata, ci troveremmo in ben altra situazione.
La stagione del Milan è negativa anche se dovesse
vincere la Coppa Italia, che ché se ne dica, il Milan è partito per lottare per
lo scudetto, aveva e ha i mezzi per contenderlo a Napoli e Inter fino alla fine
e conquistare comodamente un posto in Champions, comunque vada, questa resta una
stagione disastrosa, come è negativo, che dopo due mesi dall’annuncio di dotarsi di un
DS, il Milan non sia ancora giunto a una soluzione definitiva.
Se non si riesce ad arrivare a definire l'accordo con
un direttore sportivo un motivo ci sarà, Furlani non è un uomo di calcio e nonostante
sia l’AD, non gli viene concessa la disponibilità di un budget
per poter operare, figuriamoci al DS, tanto che per prendere Gimenez, Furlani
ha dovuto chiedere l'autorizzazione a Elliott.
Il direttore sportivo deve essere quello che con un budget
stabilito dalla società, decide tecnicamente e calcisticamente le strategie,
senza entrare nel merito della gestione economica-finanziaria, per cui è molto
difficile trovare una persona che accatti di obbedire sempre senza decidere,
anche se la direzione porta a D'Amico e in questo caso, chiaramente, prima deve finire
la stagione, se no D’amico dall’Atalanta non si muove.
Furlani sta prendendo tempo e il Milan sta perdendo tempo, vero che il Milan debba fare la scelta giusta che non può sbagliare, ma deve farla anche in fretta, per non perdere il vantaggio di programmare in anticipo la prossima stagione rispetto alle altre, questo indugiare, fa capire che il direttore è ancora tesserato e in questo caso tutto porta a D'Amico.


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